lunedì 1 agosto 2011
sabato 30 luglio 2011
Prossima liberazione di falchi grillai a Montescaglioso
Mercoledì 3 agosto alle ore 11,00 sarà effettuata una liberazione pubblica di falchi grillai presso l'Abbazia San Michele Arcangelo a Montescaglioso (Mt).
Il rilascio è curato dal Centro Recupero Rapaci della Provincia di Matera che opera presso la Riserva Naturale di San Giuliano, in collaborazione con LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) e ALTURA (Associazione per la Tutela dei Rapaci e dei loro Ambienti).
Per l'occasione i responsabili del Centro insieme ai volontari della LIPU distribuiranno materiale e risponderanno alle domande dei presenti per conoscere meglio la vita di questo rapace.
Info: 339-1637510
Il rilascio è curato dal Centro Recupero Rapaci della Provincia di Matera che opera presso la Riserva Naturale di San Giuliano, in collaborazione con LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) e ALTURA (Associazione per la Tutela dei Rapaci e dei loro Ambienti).
Per l'occasione i responsabili del Centro insieme ai volontari della LIPU distribuiranno materiale e risponderanno alle domande dei presenti per conoscere meglio la vita di questo rapace.
Info: 339-1637510
martedì 26 luglio 2011
Liberati altri grillai!
lunedì 25 luglio 2011
Liberati 5 rapaci presso un Agriturismo





Giovedi scorso 21 luglio presso l'Azienda Agrituristica "Orto di Lucania", in agro di Montescaglioso, sono stati liberati 4 grillai (Falco naumanni) ed un gheppio (Falco tinnunculus). I grillai erano 1 adulto maschio, 1 adulto femmina e due giovani. Il gheppio era anch'esso giovane. Alla liberazione hanno partecipato con entusiasmo alcuni turisti ospiti dell'agriturismo. E' stata questa un' occasione per far conoscere a chi viene per la prima volta in Basilicata un aspetto diverso della nostra regione, focalizzando l'attenzione non solo sul territorio e le sue bellezze paesaggistiche ma anche sulle peculiarità naturalistiche che lo arricchiscono e lo rendono unico. Prima del rilascio dei piccoli falchi è stata fatta una presentazione sul ruolo e sulle attività del Centro Recupero Rapaci della Riserva di San Giuliano e sono stati distribuiti opuscoli e depliant realizzati nell'ambito del progetto LIFE "Rapaci Lucani". I gestori dell'Agriturismo, Fulvio e Beniamino Spada, visto l'interesse e l'entusiasmo di adulti e bambini nell'assistere a tali iniziative, hanno espresso la volontà di ospitare il Centro Recupero per futuri eventi di rilascio di rapaci curati e riabilitati.
giovedì 21 luglio 2011
In fiamme il Bosco Pantano di Policoro
lunedì 18 luglio 2011
venerdì 15 luglio 2011
martedì 5 luglio 2011
Rassegna stampa " I tassi continuano a morire sulle strade"
domenica 3 luglio 2011
Comunicati stampa: I velivoli fantasma

Foto: M. Visceglia

Foto: M. Visceglia
La L.R. n° 39 del 2000 ha istituito la Riserva Naturale Orientata di S. Giuliano che ha come obbiettivo principale la tutela di quel territorio. Per la gestione della predetta Riserva ci si avvale del Regolamento di Gestione che è stato pubblicato solo nel 2007 a sette anni, cioè, dalla nascita della Riserva. In epoca successiva la Riserva si è dotata di un Piano di gestione, in buona parte non attuato per carenza di fondi. E’ di questi giorni l’affidamento da parte dell’ Amministrazione Provinciale di Matera del Centro Visite, struttura che dovrebbe integrarsi nel contesto in maniera conforme ai dettati degli strumenti di tutela ambientale e di gestione finalizzata a detta tutela. Nel regolamento di gestione vi è il divieto di atterraggio e di decollo di mezzi di qualsiasi tipo ed è interdetto anche il sorvolo a quota inferiore ai 500 metri. L’ammaraggio è consentito solo per attività di soccorso e protezione civile e per il prelievo d’acqua per il servizio antincendio in quelle aree non interessate dalla presenza di fauna. La regolamentazione è molto restrittiva perché non esiste nella Riserva un’ area non interessata alla presenza di fauna protetta. Ogni attività di sorvolo, ammaraggio e prelievo dovrebbe essere, perciò, esclusa ma è chiaro che solo per le emergenze questo non è consigliabile. La presenza dei mezzi aerei va limitata,quindi, solo alla effettiva emergenza. Le attività di esercitazione potranno essere effettuate su altri invasi, di cui la Basilicata è ricca, che non presentano caratteristiche di rilevanza naturalistica e faunistica di importanza europea e di generale protezione ambientale simile alla Riserva di San Giuliano. Si è avuto modo di verificare, invece, che l’addestramento svolto, normalmente, da due aerei tipo Fire Boss con cadenza quotidiana, spesso, prevede decine di sorvoli e carichi/scarichi di acqua nel giro di poche ore, protraendosi per lungo tempo. Numerose testimonianze di residenti, operatori e turisti denunziano questa situazione ed attestano disappunto per il pessimo segnale di tutela ambientale. Come al solito data la ridondanza delle strutture amministrative presenti non si capisce chi è che può fermare quegli aerei : La Prefettura di Matera con il suo apposito ufficio di Protezione Civile, la Regione Basilicata con la sua identica struttura o forse l’Aviazione Militare perché trattasi di velivoli non identificati che si intromettono in spazi aerei nazionali? Una cosa è certa che quei velivoli nessuno li vede tanto che sembrano fantasmi.
Associazione CITTA’ PLURALE- Matera Matera, 3 Luglio 2011
venerdì 1 luglio 2011
Cercasi amici degli animali per aiutare un cucciolo di volpe

Al Centro Recupero Animali Selvatici della Riserva di San Giuliano mancano al momento strutture per ospitare e curare mammiferi di medie dimensioni. In questo periodo è ospite un cucciolo di volpe che è arrivato con gravi problemi di carattere neurologico. Grazie all'aiuto del veterinario dott. Vito Tralli ora sta meglio ma ha bisogno di uno spazio più grande dove continuare a crescere e a rimettersi. Cerchiamo amici degli animali che abbiano voglia di darci una mano per acquistare o realizzare un rifugio adatto per lui. Sono graditi contributi e offerte per l'acquisto di materiali (rete, tubolari, pannelli, ecc.) o di interi box.
Un box di medie dimensioni costa circa mille euro...
Coloro che ci permetteranno di realizzare questa struttura saranno pubblicamente ringraziati ed avranno l'opportunità di venire a trovare il nostro cucciolo ogni volta che lo vorranno.
Un tasso investito a Montescaglioso
Pochi giorni fa un Tasso (Meles meles) è stato rinvenuto investito sulla provinciale Matera-Montescaglioso, lungo i confini geografici del Parco della Murgia Materana ed in prossimità della ex scalo ferroviario. A segnalarne la presenza della carcassa al Centro Recupero Provinciale di San Giuliano sono stati gli uomini del Corpo Forestale di Montescaglioso che già nella prima mattinata, in collaborazione con il responsabile dello stesso Centro, lo hanno recuperato per evitare incidenti. Allo scopo di non disperdere dati utili alla conoscenza di questa specie sul nostro territorio sono stati prelevati piccoli campioni biologici che saranno messi a disposizione di studiosi per analisi genetiche. L'esemplare di sesso femminile pesava 6,3 Kg.
La dinamica del ritrovamento e il punto esatto in cui l'animale è stato investito indicano chiaramente che molti impatti avvengono in tratti in cui la strada corre in "trincea" (parziale o totale), impedendo all'animale (magari abbagliato dai fari dei veicoli) di allontanarsi dalla carreggiata.
Il tasso è solo una delle specie trovate investite; più frequentemente si rinvengono volpi, istrici, ricci, faine, puzzole, anfibi, rettili e varie specie di avifauna.
Non risulta essere mai stato effettuato nel nostro territorio uno studio qualitativo e quantitativo sulla problematica dell'impatto della fauna sulle principali arterie stradali ma quasi certamente i risultati dimostrerebbero una forte incidenza di mortalità, con valori che potrebbero essere correlati alla ricchezza di biodiversità e alla densità faunistica. Si spera che in futuro qualche studente abbia interesse a proporre e preparare una tesi di laurea su questa problematica che in altre regioni è molto più sentita e affrontata anche con soluzioni tendenti alla mitigazione degli incidenti.
La dinamica del ritrovamento e il punto esatto in cui l'animale è stato investito indicano chiaramente che molti impatti avvengono in tratti in cui la strada corre in "trincea" (parziale o totale), impedendo all'animale (magari abbagliato dai fari dei veicoli) di allontanarsi dalla carreggiata.
Il tasso è solo una delle specie trovate investite; più frequentemente si rinvengono volpi, istrici, ricci, faine, puzzole, anfibi, rettili e varie specie di avifauna.
Non risulta essere mai stato effettuato nel nostro territorio uno studio qualitativo e quantitativo sulla problematica dell'impatto della fauna sulle principali arterie stradali ma quasi certamente i risultati dimostrerebbero una forte incidenza di mortalità, con valori che potrebbero essere correlati alla ricchezza di biodiversità e alla densità faunistica. Si spera che in futuro qualche studente abbia interesse a proporre e preparare una tesi di laurea su questa problematica che in altre regioni è molto più sentita e affrontata anche con soluzioni tendenti alla mitigazione degli incidenti.
giovedì 23 giugno 2011
38 grammi di biodiversità restituiti alla Natura
Ecco il risultato di 27 giorni di paziente lavoro per mettere al suo posto un prezioso tassello della Biodiversità!
Ma questo è solo uno dei mille casi risolti grazie all'intervento di quelle strutture preposte al soccorso e alla tutela diretta della fauna come i CRAS Centri Recupero Animali Selvatici sparsi per l'Italia...
Ma questo è solo uno dei mille casi risolti grazie all'intervento di quelle strutture preposte al soccorso e alla tutela diretta della fauna come i CRAS Centri Recupero Animali Selvatici sparsi per l'Italia...
Ornitologi Svedesi in Basilicata per studiare la Balia dal collare
Nelle scorse settimane un gruppo di ricercatori dell’Università Svedese di Uppsala è stato protagonista di un’interessante quanto inedita ricerca, condotta in Basilicata nella Foresta di Montepiano.
Lo scopo della ricerca è quello di ottenere campioni di DNA della popolazione locale di Balia dal collare (Ficedula albicollis) un piccolo uccello migratore che nidifica con elevatissime densità in questo settore della Basilicata, mentre risulta molto raro o del tutto estinto in gran parte d’Italia.
La ricerca è stata condotta in collaborazione con lo Studio Naturalistico Milvus e il Parco Regionale di Gallipoli-Cognato e Piccole Dolomiti Lucane ed ha consentito di ottenere campioni di DNA su oltre 20 soggetti.
Il dott. Egidio Fulco, titolare dello Studio Milvus, ha dichiarato: “la ricerca si inquadra in un più ampio contesto che ha visto coinvolte fin ora anche Svizzera, Svezia, Repubblica Ceca e Ungheria. I dati raccolti permetteranno di confrontare il patrimonio genetico delle diverse popolazioni europee di questo raro passeriforme, in modo da chiarire alcuni aspetti ancora poco noti sulla biologia riproduttiva ed affinare così le strategie di conservazione. La Basilicata si propone ancora una volta come un laboratorio a cielo aperto dove ricerca scientifica, divulgazione naturalistica e valorizzazione delle risorse naturali rappresentano una delle chiavi di volta per lo sviluppo dell’intero territorio. Un ringraziamento particolare è rivolto a tutto lo staff dell’Ente Parco Regionale di Gallipoli-Cognato ed in particolare al dott. Egidio Mallia, per la disponibilità e l’entusiasmo con cui è stato fornito ogni tipo di sostegno logistico”.

Balia dal collare maschio

Balia dal collare femmina
Lo scopo della ricerca è quello di ottenere campioni di DNA della popolazione locale di Balia dal collare (Ficedula albicollis) un piccolo uccello migratore che nidifica con elevatissime densità in questo settore della Basilicata, mentre risulta molto raro o del tutto estinto in gran parte d’Italia.
La ricerca è stata condotta in collaborazione con lo Studio Naturalistico Milvus e il Parco Regionale di Gallipoli-Cognato e Piccole Dolomiti Lucane ed ha consentito di ottenere campioni di DNA su oltre 20 soggetti.
Il dott. Egidio Fulco, titolare dello Studio Milvus, ha dichiarato: “la ricerca si inquadra in un più ampio contesto che ha visto coinvolte fin ora anche Svizzera, Svezia, Repubblica Ceca e Ungheria. I dati raccolti permetteranno di confrontare il patrimonio genetico delle diverse popolazioni europee di questo raro passeriforme, in modo da chiarire alcuni aspetti ancora poco noti sulla biologia riproduttiva ed affinare così le strategie di conservazione. La Basilicata si propone ancora una volta come un laboratorio a cielo aperto dove ricerca scientifica, divulgazione naturalistica e valorizzazione delle risorse naturali rappresentano una delle chiavi di volta per lo sviluppo dell’intero territorio. Un ringraziamento particolare è rivolto a tutto lo staff dell’Ente Parco Regionale di Gallipoli-Cognato ed in particolare al dott. Egidio Mallia, per la disponibilità e l’entusiasmo con cui è stato fornito ogni tipo di sostegno logistico”.
Balia dal collare maschio
Balia dal collare femmina
martedì 21 giugno 2011
I colori del tramonto
domenica 19 giugno 2011
Webcam in cassetta nido per grillaio a Montescaglioso
Watch live streaming video from montvnet at livestream.com
venerdì 17 giugno 2011
MATERA: SCOPERTI SCARICHI ZOOTECNICI IRREGOLARI NEI TORRENTI DEL PARCO DELLA MURGIA, LA FORESTALE DENUNCIA NOVE ALLEVATORI
Stangata di sanzioni per oltre 80 mila euro
Scarichi zootecnici irregolari che confluivano nei torrenti Jesce, Gravina di Picciano e Gravina di Matera, tutti affluenti del Bradano, andavano ad aggravare una situazione d'inquinamento ambientale già accertata nella zona.
È ciò che il Corpo forestale dello Stato ha accertato al termine di lunghe indagini intraprese la scorsa estate sulla gestione ed utilizzazione agronomica degli scoli di allevamento da parte di diverse aziende agricole del materano. Operazione che, giunta a conclusione, ha portato alla denuncia di 9 allevatori per deturpamento di bellezze naturali. I reflui finivano infatti nelle acque di torrenti che scorrono all'interno del Parco regionale della Murgia materana, considerato Zona di Protezione Speciale e Sito d'Importanza Comunitaria dalle normative comunitarie in tema d'ambiente.
Sono state elevate 18 sanzioni amministrative per un importo complessivo di 81 mila euro, 9 sanzioni per aperture abusive di scarichi di acque reflue domestiche e altre 9 per superamento dei valori tabellari degli scarichi.
Le aziende agricole scaricavano senza alcun trattamento preventivo, in vasche di decantazione in cemento armato, le acque reflue provenienti dagli allevamenti zootecnici. Le acque confluivano poi, senza soluzione di continuità, direttamente negli impluvi naturali tributari dei torrenti del materano.
I Forestali del Comando Stazione di Matera, al fine di verificare il potenziale inquinante degli scarichi, avevano prelevato diversi campioni delle acque che erano stati successivamente analizzati dall'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente (ARPA) Basilicata.
I risultati avevano messo in evidenza diversi parametri difformi dai limiti stabiliti dalla legge: colore, odore, COD e BOD (richiesta chimica e biochimica d'ossigeno), fosforo totale, azoto ammoniacale, azoto nitrico, concentrazione di Escherichia coli.
A monte di questa situazione c'è il mal funzionamento dei depuratori istallati ad Altamura e Gravina, nella zona di confine tra Bari e Matera, inoltre alcuni tratti dei torrenti inquinati rappresentano nella consuetudine fonti di abbeveramento per il bestiame, con tutto ciò che può conseguirne.
Per non parlare degli odori malsani che invadono persino l'atmosfera del centro urbano di Matera.
Si attendono gli sviluppi del caso e le decisioni delle autorità competenti in vista di un programma di risanamento della zona.
A cura dell'ufficio stampa dell'Ispettorato generale del Corpo forestale dello Stato
NEWSLETTER n°846 del 16/06/2011
Scarichi zootecnici irregolari che confluivano nei torrenti Jesce, Gravina di Picciano e Gravina di Matera, tutti affluenti del Bradano, andavano ad aggravare una situazione d'inquinamento ambientale già accertata nella zona.
È ciò che il Corpo forestale dello Stato ha accertato al termine di lunghe indagini intraprese la scorsa estate sulla gestione ed utilizzazione agronomica degli scoli di allevamento da parte di diverse aziende agricole del materano. Operazione che, giunta a conclusione, ha portato alla denuncia di 9 allevatori per deturpamento di bellezze naturali. I reflui finivano infatti nelle acque di torrenti che scorrono all'interno del Parco regionale della Murgia materana, considerato Zona di Protezione Speciale e Sito d'Importanza Comunitaria dalle normative comunitarie in tema d'ambiente.
Sono state elevate 18 sanzioni amministrative per un importo complessivo di 81 mila euro, 9 sanzioni per aperture abusive di scarichi di acque reflue domestiche e altre 9 per superamento dei valori tabellari degli scarichi.
Le aziende agricole scaricavano senza alcun trattamento preventivo, in vasche di decantazione in cemento armato, le acque reflue provenienti dagli allevamenti zootecnici. Le acque confluivano poi, senza soluzione di continuità, direttamente negli impluvi naturali tributari dei torrenti del materano.
I Forestali del Comando Stazione di Matera, al fine di verificare il potenziale inquinante degli scarichi, avevano prelevato diversi campioni delle acque che erano stati successivamente analizzati dall'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente (ARPA) Basilicata.
I risultati avevano messo in evidenza diversi parametri difformi dai limiti stabiliti dalla legge: colore, odore, COD e BOD (richiesta chimica e biochimica d'ossigeno), fosforo totale, azoto ammoniacale, azoto nitrico, concentrazione di Escherichia coli.
A monte di questa situazione c'è il mal funzionamento dei depuratori istallati ad Altamura e Gravina, nella zona di confine tra Bari e Matera, inoltre alcuni tratti dei torrenti inquinati rappresentano nella consuetudine fonti di abbeveramento per il bestiame, con tutto ciò che può conseguirne.
Per non parlare degli odori malsani che invadono persino l'atmosfera del centro urbano di Matera.
Si attendono gli sviluppi del caso e le decisioni delle autorità competenti in vista di un programma di risanamento della zona.
A cura dell'ufficio stampa dell'Ispettorato generale del Corpo forestale dello Stato
NEWSLETTER n°846 del 16/06/2011
Una muraglia di torri eoliche nel materano.
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