Da Facebook
Ieri pomeriggio abbiamo ricevuto una comunicazione da Antonio Iannibelli,
fotografo naturalista lucano che ringraziamo per la sua sensibilità,
relativa alla presenza di una carcassa di lontra, presumibilmente
investita, lungo la statale 106 Ionica in agro di Scanzano. Con
l'aiuto di volontari ed in particolare di Gianluca Costantini
abbiamo potuto oggi recuperare il corpo della povera lontra evitando
che potesse essere distrutto dai veicoli o che fosse danneggiato o fatto
sparire da altri necrofagi. Probabilmente la stessa era sul bordo della
carreggiata già dalla notte di Natale o dall'alba di ieri! Questo è il
terzo esemplare che è stato recuperato dal CRAS negli ultimi 5 mesi.
L'ultimo risale a circa 20 giorni fa. Come di consueto la carcassa sarà
consegnata all'IZS di Matera per le analisi previste dai protocolli di
monitoraggio della specie. Raccomandiamo sempre di segnalare
tempestivamente questi ritrovamenti alle autorità sanitarie e solo in
caso di difficoltà avvisare i CRAS della zona che, nei limiti delle
proprie possibilità, possono contribuire ad evitare che le carcasse
vengano disperse o danneggiate, privando gli enti di ricerca
dell'opportunità di effettuare esami ed analisi a scopo scientifico. E'
inutile sottolineare l'importanza di prestare molta attenzione quando si
guida, soprattutto di notte e all'alba, per evitare incidenti di
qualsiasi tipo che coinvolgono uomini e animali.
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=2024123884526285&set=a.1385513781720635.1073741828.100007860792280&type=3&theater
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10204153960606922&set=a.3790407936405.1073741825.1763329716&type=3&theater
Foto: Matteo Visceglia
mercoledì 27 dicembre 2017
Nuovo ritrovamento di Lontra in Basilicata
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domenica 10 dicembre 2017
ANCORA UNA LONTRA VITTIMA DEL ROAD KILLING IN BASILICATA
Giovedì scorso 7
dicembre, grazie ad una segnalazione pervenuta direttamente al CRAS da alcuni automobilisti,
è stata recuperata l'ennesima Lontra morta a causa di un investimento stradale.
Il ritrovamento è avvenuto in territorio di Grassano e l'esemplare, un maschio
di 8 kg, era certamente parte di un nucleo vitale che frequenta regolarmente il
medio tratto del fiume Basento, così come risulta da precedenti e svariati monitoraggi.
Il precedente ritrovamento risale al 15 agosto scorso quando un altro esemplare
venne ritrovato e recuperato dal CRAS in territorio di Bernalda non lontano dal
fiume Bradano.
La prossima
settimana la carcassa, purtroppo non completamente integra a causa del
danneggiamento del cranio, sarà trasportata presso la Sezione di Matera
dell'IZS Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Puglia e Basilicata per gli
accertamenti e le analisi necessarie, così come viene effettuato in tutta
Italia per casi simili, secondo un protocollo approvato dal Ministero
dell'Ambiente e in linea con il Piano di Azione per la Conservazione della
Lontra in Italia.
Il CRAS di Matera,
insieme ad altri centri di recupero riconosciuti dalla Regione Basilicata, è da
anni un punto di riferimento e struttura operativa per il recupero di esemplari,
vittime del cosiddetto "road
killing", di elevato valore naturalistico e scientifico, come Lontra,
Lupo, Gatto selvatico, ecc. Certamente è un vero peccato la perdita di questo
esemplare ma è altrettanto vero che grazie alla raccolta capillare dei dati biometrici
e necroscopici ricavabili dalle carcasse e dai siti di ritrovamento si sta
cercando di delineare un quadro generale sulle principali cause di mortalità in
Italia, utile e necessario per elaborare, attraverso un apposito piano di
conservazione, attuato auspicabilmente da istituzioni locali e nazionali, eventuali
strategie mirate alla mitigazione dell'impatto negativo prodotto sulla specie
soprattutto dalla rete viaria, sempre più pericolosa ed impattante anche per la
nostra fauna di elevato valore naturalistico e simbolo stesso della
Biodiversità regionale. Ricordiamo che la popolazione lucana di Lontra è la più
importante a livello nazionale sia per numero di esemplari sia per diffusione
sul territorio essendo presente su tutti i principali corsi d'acqua e bacini
idrografici.
Invitiamo coloro che
rinvengono lontre ferite o morte a segnalarlo tempestivamente alle autorità
sanitarie preposte e agli organi di Polizia che provvederanno a mettere tempestivamente
in atto il protocollo di recupero e trasferimento presso l’IZS più vicino. In
caso di necessità è possibile contattare il CRAS al n. 3391637510 per chiedere
suggerimenti o consigli in caso di difficoltà.
Matteo Visceglia , Responsabile CRAS Riserva Regionale di San Giuliano
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martedì 31 ottobre 2017
Liberato un giovane gheppio dopo le cure del CRAS
31 OTTOBRE 2017 - NEWS DAL CRAS
Oggi pomeriggio con Mariangela abbiamo provveduto a rilasciare un giovane gheppio consegnatoci lo scorso luglio all' età di circa 1 mese e con un trauma all'ala fortunatamente risolto con adeguate cure e molta riabilitazione in voliera. Il CRAS ringrazia ancora una volta la dott.ssa Olimpia Lai per il suo prezioso aiuto per gli aspetti veterinari e il dott. Egidio Fulco per aver inanellato l'esemplare. La liberazione è avvenuta nel Parco della Murgia Materana non lontano dalla zona di nascita e ritrovamento. Quando si reinserisce in natura un esemplare di specie protetta occorrono pochi attimi, il tempo cioè di aprire il box e lasciarlo andare. Per le sue cure e mantenimento sono stati necessari invece 106 giorni! Ricordiamo che i CRAS svolgono, quasi sempre in silenzio e con molti sacrifici, un notevole servizio di pubblica utilità per la tutela della fauna, il soccorso degli esemplari in difficoltà e la conservazione della biodiversità del territorio.
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1995701714035169&set=a.1385513781720635.1073741828.100007860792280&type=3&theater
Oggi pomeriggio con Mariangela abbiamo provveduto a rilasciare un giovane gheppio consegnatoci lo scorso luglio all' età di circa 1 mese e con un trauma all'ala fortunatamente risolto con adeguate cure e molta riabilitazione in voliera. Il CRAS ringrazia ancora una volta la dott.ssa Olimpia Lai per il suo prezioso aiuto per gli aspetti veterinari e il dott. Egidio Fulco per aver inanellato l'esemplare. La liberazione è avvenuta nel Parco della Murgia Materana non lontano dalla zona di nascita e ritrovamento. Quando si reinserisce in natura un esemplare di specie protetta occorrono pochi attimi, il tempo cioè di aprire il box e lasciarlo andare. Per le sue cure e mantenimento sono stati necessari invece 106 giorni! Ricordiamo che i CRAS svolgono, quasi sempre in silenzio e con molti sacrifici, un notevole servizio di pubblica utilità per la tutela della fauna, il soccorso degli esemplari in difficoltà e la conservazione della biodiversità del territorio.
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lunedì 30 ottobre 2017
Liberato un giovane Saettone occhirossi
News dal CRAS
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1995303150741692&set=a.1385513781720635.1073741828.100007860792280&type=3&theater
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venerdì 5 maggio 2017
Accoppiamento di grillai all'interno della cassetta nido
E' la prima volta che abbiamo potuto documentare, mediante una microtelecamera che trasmette immagini ad un computer, l'accoppiamento di falchi grillai all'interno di una cassetta nido artificiale. Di norma gli accoppiamenti avvengono all'esterno, seppure nelle sue vicinanze. Il nido viene monitorato dal CRAS da alcuni anni allo scopo di raccogliere informazioni sulla biologia riproduttiva di questa specie.
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martedì 18 aprile 2017
13 cicogne bianche tra Matera e Santeramo
Una vita in equilibrio
di Franco Labarile
Può capitare a volte, a chi si occupa di fotografia naturalistica, di scoprire animali, uccelli, piante o tutto quello che fa parte del nostro ambiente, proprio a due passi da casa, non necessariamente in luoghi esotici o lontanissimi. Da anni seguo una mia personale tensione interiore che mi porta a "guardare" la realtà in cui vivo con occhio "mitico". Ritengo che ognuno di noi ha dentro di se un "orizzonte mitico" che può trovare espressione proprio attraverso la fotografia. Non rinunciare mai a questo "orizzonte mitico" ritengo sia una possibilità di salvezza dall'alienazione e dalla nevrosi che ci schiaccia tutti. E' per questo motivo che inseguo uccelli, migratori, volpi e tutto ciò che mi provoca emozioni. Le cicogne rappresentano un potente simbolo di rinascita, di purezza e leggerezza oltre che di completezza estetica. Non è la prima volta che scopro le cicogne nel nostro territorio. L'anno scorso ne scoprii 5 ai piedi delle Murge, tra Santeramo ed Altamura, e raccontai la storia dell'avvistamento sul Periodico "Partecipare" di Santeramo in Colle. Quest'anno,invece, proprio il giorno di Pasqua, nel pomeriggio, mentre da Torre Spagnola (MT) mi dirigevo verso Jesce, a ridosso della ex ss.271, vedevo su un traliccio dell'alta tensione, come equilibristi sul filo, tredici splendide cicogne. Nella zona un violento temporale, con fulminazioni, tuoni e colpi di vento. C'erano tutte le condizioni per una sosta forzata per le cicogne, in viaggio migratorio. Iniziai a distanza a fotografare e sempre più estasiato guardavo come sul filo del traliccio scorrevano vite aeree. A casa rividi le foto e scoprivo,come già accaduto, una cicogna inanellata. Stamane levataccia e batticuore... sperando di ritrovarle per cercare di leggere l'anello. Dopo vari tentativi si dirigono dal traliccio ad un campo incolto . Sono letteralmente occultato in auto a distanza notevole e dopo circa un ora riesco a leggere l'anello.
Spedisco tutto all'ISPRA per l'identificazione finale. Posso solo dirvi che, con buona probabilità, si tratta di una "tedescona"... Ma non aggiungo altro, riservandomi di informarvi quando l'ISPRA invierà il report..."mitico".
Foto di Franco Labarile.
venerdì 31 marzo 2017
Abbattuti gli alberi dormitorio di 800 falchi grillai
Bernalda (Mt), ha vinto il menefreghismo
Non sono bastate le note trasmesse già dallo scorso marzo 2016 all'Amministrazione comunale di Bernalda (Mt), quando intraprese il sistematico (e opinabile!) taglio di circa 250 alberi caratterizzanti il verde urbano comunale, destando uno sconcerto dibattuto sui media. "Oggi - evidenzia Enzo Cripezzi della a Lipu -sono stati vergognosamente abbattuti gli ultimi 2 grandi pini, scampati in quella occasione proprio in quanto "dormitori" della locale popolazione di 800 falchi Grillai".
I Grillai sono piccoli rapaci contemplati da norme di tutela nazionali, Direttive comunitarie e Convenzioni internazionali. Ma non a Bernalda.
Anche quest'anno, con chirurgica puntualità a marzo (non in autunno o inverno!!!), quando i falchi appena arrivati, stremati da migliaia di km, iniziano la fase riproduttiva cercando di ricostituire le energie perse durante la migrazione, ecco rincorrersi le voci dell'imminente abbattimento degli ormai famosi pini di via Ferri.
Di nuovo le comunicazioni della Lipu al Comune e altri Enti e Autorità.
Di nuovo, come nel 2016, nessuna risposta.
Di nuovo le proteste di alcuni cittadini sensibili, come la signora Silvana Di Pace da sempre in prima linea.
Infine l'esecuzione sommaria di oggi!
Una storia triste che va ben oltre competenze e meandri normativi: il rispetto per un bene pubblico come i falchi Grillai, di grande importanza per il mondo scientifico e oggetto di grandi sforzi da parte di Associazioni ed Enti, quindi una opportunità di valorizzazione territoriale... buttato invece nella spazzatura, in favore dell'interesse di pochi e in ossequio a una logica malata.
"E così - puntualizzano alla Lipu - mentre mercoledì scorso nella vicina Matera andava in scena la bella cerimonia pubblica per la premiazione di un bambino che aveva salvato un giovane falco Grillaio, a Bernalda qualcuno riporta la lancetta del tempo al Medioevo sfrattando un dormitorio di oltre 800 falchi".
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lunedì 27 marzo 2017
Recuperata carcassa di Lupo investito sulla Basentana
CON LA COLLABORAZIONE DI CITTADINI IL CRAS CONTRIBUISCE AL RECUPERO DI PREZIOSI ESEMPLARI DA SOTTOPORRE AD ESAMI ED ACCERTAMENTI
Nella giornata di sabato 25 marzo è stata recuperata dal CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) della Riserva Naturale Regionale di San Giuliano la carcassa di un Lupo lungo la statale 407 Basentana, in territorio di Ferrandina, in provincia di Matera.
A segnalarne la presenza la notte precedente era stato un
automobilista materano, Michele
Maragno, che aveva notato un Lupo vistosamente
ferito che si trascinava con la forza di una sola zampa oltre il ciglio
stradale per poi sparire nel buio. La mattina successiva, nella speranza di
consentire il ritrovamento del Lupo ancora vivo era stato informato anche il
responsabile del CRAS materano che
si è subito attivato facendosi accompagnare sul posto per un primo sopralluogo
dallo stesso automobilista, resosi disponibile. Dopo una breve ricerca è stato
individuato il Lupo, un maschio adulto purtroppo già morto, nascosto nel fitto
della vegetazione lungo la scarpata sottostante la statale.
Nel frattempo è stato informato il dott. Picerno veterinario
ASL in turno di reperibilità, che
giunto sul posto e constatato il decesso avvenuto probabilmente nelle ore
precedenti, ha affidato
l’esemplare al responsabile del CRAS Matteo Visceglia per la sua conservazione temporanea in congelatore. Già
nella giornata di oggi è stata trasferita dallo stesso presso la sezione di
Matera dell’IZS (Istituto Zooprofilattico Sperimentale) di Puglia e Basilicata
per le analisi necroscopiche, gli accertamenti sanitari e genetici, nell’ambito
di un piano generale finalizzato alla raccolta di dati sulla specie in Italia.
In soli 4 mesi questo è il secondo Lupo investito sulle
strade del materano e recuperato dal CRAS. Il caso precedente riguardava un
esemplare femmina trovato morto sulla provinciale Matera Metaponto non lontano
da Pomarico.
E’ molto probabile che questi ritrovamenti siano solo alcuni
dei casi conosciuti e che molti altri esemplari a seguito degli incidenti vanno
a morire oltre le strade senza che nessuno possa fare qualcosa né accorgersi
della loro presenza. Nella maggior parte dei casi gli automobilisti non
riconoscono con certezza la specie, soprattutto di notte, e pensano si tratti di cani randagi
vaganti.
sabato 14 gennaio 2017
venerdì 13 gennaio 2017
NEVE E GELO AL SUD COLPISCONO LA FAUNA SELVATICA
LIPU: chiusura anticipata della caccia e maggiore vigilanza sulle regioni martoriate
Neve e gelo da giorni dominano tutto il territorio della Basilicata e della Puglia oltre che dell’intero Centro-Sud, con temperature in picchiata e terreni ricoperti per buona parte dalla neve e dal ghiaccio.
Anche il mondo della natura, come le popolazioni umane, sta vivendo un periodo difficile. Le temperature rigide e i terreni ricoperti di neve rappresentano condizioni estreme, fatali per gli uccelli ed i mammiferi selvatici, i quali hanno serie difficoltà a reperire il cibo ed a trovare rifugi idonei.
Nelle aree che man mano nei prossimi giorni saranno più libere dalla neve e dal ghiaccio si concentreranno molti animali alla disperata ricerca di cibo e di temperature più sopportabili. Tale situazione esporrà gli animali a un maggior rischio, saranno più vulnerabili e quindi facile bersaglio di cacciatori.
Ma con il maltempo anche la piaga del bracconaggio ha vita ancora più facile. Nei giorni scorsi una rara Moretta tabaccata è stata impallinata sul litorale di Zapponeta, mentre un’Oca collorosso, specie minacciata tipica delle aree russe e spinta nelle nostre zone dal gelo artico, è stata abbattuta sulla laguna di Lesina sotto i binocoli di ornitologi. Appostamenti per la caccia di frodo sono realizzati sulla costa, nell’immediato entroterra e perfino all’interno della Riserva delle Saline di Margherita di Savoia! Ed è solo la punta dell’iceberg: di molti altri episodi di bracconaggio, enormemente facilitato dalle condizioni climatiche che stiamo vivendo, non se ne ha notizia anche perché la vigilanza venatoria è scarsa.
La Legge nazionale 157/92 sulla tutela della fauna omeoterma prevede il divieto dell’attività venatoria sui terreni coperti in parte o totalmente dalla neve (art. 21, lettera m) ma ciò non basta date le estreme ed inusuali condizioni climatiche di questo periodo. Il termometro ha segnato per molti giorni valori al di sotto dello zero con punte minime proibitive per tante specie già provate da molti fattori negativi. E’ opportuno quindi garantire alla fauna selvatica una minima possibilità di recupero e sopravvivenza per agevolarne la migrazione e la preparazione alla stagione riproduttiva.
Un immediato intervento delle Istituzioni per favorire la tutela della fauna è quanto mai impellente ed urgente, anche in previsione della preannunciata nuova ondata di gelo che colpirà il sud Italia nelle prossime ore. La LIPU rivolge perciò un appello ai Presidenti delle Regioni Basilicata e Puglia affinché emanino con urgenza un provvedimento di chiusura anticipata della caccia, molti sarebbero gli animali che si potrebbero salvare, compensando le numerose perdite dovute al gelo e alla mancanza di cibo.
Inoltre è indispensabile intensificare i controlli sul territorio da parte di tutti gli organi di polizia per scongiurare ulteriori, facili mattanze da parte di cacciatori di frodo.
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| Occhiocotto ucciso dal gelo |
giovedì 5 gennaio 2017
Rassegna stampa CRAS 5 gennaio 2017
mercoledì 30 novembre 2016
Liberazione di un nibbio reale - nov 2016
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Tronco di quercia
Se solo immaginassimo quanta biodiversità si cela tra il fitto intreccio di rami di una singola Quercia forse ci convinceremmo che è il caso di considerarla un autentico monumento vegetale.
Questa foto è stata scattata tra Pomarico e Montescaglioso, dove resistono gli ultimi esemplari centenari. La minaccia delle motoseghe è sempre dietro l'angolo, indipendentemente se essi siano in terreno privato o pubblico.
Questa foto è stata scattata tra Pomarico e Montescaglioso, dove resistono gli ultimi esemplari centenari. La minaccia delle motoseghe è sempre dietro l'angolo, indipendentemente se essi siano in terreno privato o pubblico.
venerdì 18 novembre 2016
LIBERAZIONE POIANA CRAS 18 NOVEMBRE 2016
venerdì 12 agosto 2016
DOPO 7 MESI RIAPRONO I CRAS PROVINCIALI DI MATERA
I CRAS (Centri Recupero Animali Selvatici) istituiti dalla Provincia di Matera erano stati chiusi a seguito della Legge Del Rio sul riordino delle funzioni degli enti locali e della Legge Regionale n. 49/2016.
Riprende in questi giorni l’attività di accoglienza, cura e riabilitazione della fauna selvatica presso il CRAS Centro di Recupero Animali Selvatici di San Giuliano. Dopo lo stop imposto dalla Provincia di Matera a partire dal 1 gennaio 2016 a seguito della Legge Del Rio sul riordino delle funzioni delle province e della Legge Regionale n. 49/2016 è giunta in questi giorni, ai responsabili dei centri di Matera e Policoro, una nota dell’Ufficio Tutela della Natura del Dipartimento Ambiente e Territorio della Regione Basilicata che, interpretando e chiarendo i contenuti delle citate leggi, permette finalmente la ripresa delle attività dei due centri. Nelle prossime settimane Provincia e Regione si incontreranno ad un tavolo tecnico istituzionale per trovare un accordo che garantisca la necessaria continuità gestionale.
Nel corso dei primi 7 mesi di quest’anno il CRAS di San Giuliano non è stato nelle condizioni di poter accettare e curare animali ritrovati in difficoltà con la conseguenza che molti cittadini, associazioni e organi di polizia non hanno avuto un riferimento sul territorio di Matera a cui affidare esemplari feriti, debilitati oppure abbandonati. Vi sono stati non pochi problemi che hanno messo in luce quanto importante sia la presenza nel materano di un presidio di soccorso della fauna selvatica protetta soprattutto se si considera che una delle vittime di questa situazione è stato il Falco grillaio, simbolo ufficiale del Parco Regionale della Murgia Materana e specie carismatica della stessa città di Matera che ospita una della colonie riproduttive urbane più grandi al mondo.
“Centinaia di chiamate di soccorso per innumerevoli falchi grillai rinvenuti in difficoltà nel centro urbano e nell’area Parco sono pervenute al CRAS – dichiara Matteo Visceglia responsabile del CRAS - ma a causa della situazione di blocco delle attività non abbiamo potuto ospitarli e curarli, in quanto non autorizzati, ma ne abbiamo consigliato però la consegna presso altri CRAS anche se purtroppo molto distanti come quello di Pignola in provincia di Potenza o quello del Parco di Gallipoli Cognato nel comune di Accettura. In alcuni casi è stato necessario chiedere la collaborazione della LIPU di Gravina-Altamura per il trasporto presso il Centro Recupero della Regione Puglia, in provincia di Bari”.
Centinaia di esemplari di diverse specie sono stati dunque vittime della burocrazia e della mancanza di un programma di gestione dei CRAS su base pluriennale. Nel 2015 sono stati affidati al CRAS materano 321 esemplari di cui il 70 % nuovamente restituito alla natura. Nel 2016 ci si deve quindi chiedere quale destino hanno avuto questi animali che mediamente vengono affidati ogni anno al CRAS e sarebbe interessante verificare quanti di essi sono stati realmente salvati e trasportati negli altri centri e quanti invece sono stati abbandonati al loro destino, in netto contrasto con le severe normative che li tutelano in Italia ed in Europa. E’ paradossale che mentre nei vicini comuni di Gravina e Altamura centinaia di animali protetti venivano soccorsi e poi affidati alla LIPU e alla Polizia Locale, a Matera e in altri comuni della Provincia vi è stato un vuoto gestionale che ha determinato spesso disagi e proteste, con situazioni spesso sfociate nella più totale illegalità ed inciviltà come l’abbandono di esemplari in evidente difficoltà o il furto da parte di privati di specie particolarmente protette.
Per anni il CRAS materano ha garantito un servizio alla Città e all’intero territorio provinciale ed ha dovuto sempre fare i conti con la mancanza di risorse sufficienti alle reali necessità, con alcune carenze strutturali e di attrezzature non ancora colmate dalle istituzioni. Ma si sa, la protezione della natura e della fauna pare che sia oggi oggetto di continuo ridimensionamento e depotenziamento, così come succede anche a livello nazionale su più fronti. Molto spesso il livello di civiltà e di cultura di una comunità, in riferimento soprattutto a Matera città designata Capitale Europea della Cultura nel 2019, si misura anche da come si affrontano le problematiche di convivenza con le specie più rare e preziose che hanno scelto le città per convivere con l’Uomo.
“Altrove – continua Matteo Visceglia – e soprattutto all’estero alcune specie vengono platealmente e rigorosamente tutelate e valorizzate in mille modi, fornendo occasioni di sviluppo di un turismo naturalistico che, come è giusto che sia, deve essere sempre integrato ed associato al turismo culturale, storico-architettonico, archeologico, enogastronomico. Il CRAS è innanzitutto un presidio della tutela della natura sul territorio che si interfaccia ogni giorno con la comunità ma è anche una struttura in grado di monitorare e valorizzare lo stretto legame tra la fauna protetta e le esigenze di una comunità in quadro di civile e rispettosa convivenza tra Uomo e Natura.
domenica 15 maggio 2016
Censimento dei falchi grillai in Puglia e Basilicata
Tra il 5 e il 7 maggio 2016 si è svolto il censimento annuale dei falchi grillai in molti comuni della Puglia e della Basilicata in cui sono presenti colonie riproduttive. E' da 8 anni che tale iniziativa viene portata avanti con il patrocinio dell'Ente Parco Nazionale dell'Alta Murgia e con il coordinamento e la collaborazione della LIPU. Decine di volontari e appassionati di varie associazioni hanno dato il loro supporto a questa interessante attività che consente di avere un quadro abbastanza attendibile sulla consistenza della popolazione preriproduttiva delle due regioni e di fare un'analisi del trend della specie allo scopo di mettere in evidenza eventuali minacce o problemi di rilevante importanza ai fini della salvaguardia della specie. I dati complessivi raccolti nel corso dei vari anni consentiranno di elaborare o proporre misure di conservazione più efficaci per la specie che ha qui la sua roccaforte a livello italiano.
L’attività di censimento si è svolta presso alcuni alberi che vengono indicati come “dormitorio” o "roost" , localizzati in ambito urbano o periurbano dove tutti i grillai si radunano al tramonto per trascorrervi la notte. E' questa una caratteristica etologica che permette di effettuare un controllo pressochè totale delle varie colonie conosciute. L'attività è iniziata poco prima del tramonto ed è terminata intorno alle 20,30 quando la luce del giorno lasciava il passo alla sera. Ogni gruppo di volontari si è perciò fermato per circa un’ora osservando e annotando su una scheda l’arrivo dei piccoli rapaci che, a volte in maniera ordinata e a volte in modo caotico, entrano nella chioma dell'albero utilizzato per trascorrervi la notte.
Nei prossimi giorni saranno resi noti i risultati del censimento.
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venerdì 1 aprile 2016
E' iniziata la stagione riproduttiva del capovaccaio: aiuta l'Associazione CERM
CERM Progetto Capovaccaio, stagione riproduttiva 2016
La coppia di capovaccai Elena e Salvatore ieri ha deposto il primo uovo ma non c'è da essere molto contenti. Il progetto Capovaccaio si trova in enormi difficoltà non ricevendo più finanziamenti nemmeno per alimentare le coppie ospitate nel CERM. Se volete sostenere il progetto Capovaccaio potete fare una donazione per garantire la sopravvivenza alle coppie ed ai piccoli che nasceranno.
Nel nuovo sito web del progetto potete cliccare su "Donazione" e seguire le istruzioni.
Grazie mille a chiunque vorrà aiutare il CERM.
Si prega di diffondere!
Nel nuovo sito web del progetto potete cliccare su "Donazione" e seguire le istruzioni.
Grazie mille a chiunque vorrà aiutare il CERM.
Si prega di diffondere!
The Egytian vulture pair composed of Elena and Salvatore layed yesterday its first egg but we can't be so happy. The Egyptian vulture project is in serious trouble due to the lack of funds even to feed the pairs hosted at CERM.
If you want to support the project you can make a contribution to allow the survival of the pairs and the young vultures that will be born.
In the new project website you can click on "Donazione" and follow the instructions.
Thanks a lot to everyone who will help the CERM.
Please share it!
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Thanks a lot to everyone who will help the CERM.
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martedì 15 marzo 2016
Bernalda (Mt): Strage di alberi, improvvisamente tutti pericolosi.
La LIPU, coordinamento di Basilicata interviene con un comunicato stampa in merito al piano di abbattimento di numerosi alberi nel Comune di Bernalda
L’indifferenza contro 200 alberi, a rischio gli unici “dormitori” cittadini dei falchi Grillai.
Abbattuti, uno dopo l’altro, rei di essere un “pericolo di pubblica e privata incolumità”. Lo afferma l’Amministrazione di Bernalda (Mt) a mezzo ordinanza, dove quasi 200 pini sono stati condannati e tagliati. Fino a ieri, quando anche l’ultima ordinanza per il taglio di 70 pini emanata dall’Ufficio Tecnico Comunale è stata eseguita dalla società Nuova Boschiva Sas incaricata allo scopo e autoremunerata con il valore stesso del legname ricavato.
Al di la dell’opportunità di procedere con un intervento cosi massivo e senza una valutazione ponderata delle modalità,emergono gravi aspetti che hanno indotto la LIPU a trasmettere una nota urgente all’Amministrazione e al Corpo Forestale nonché poi ai Carabinieri, oltre al Dipartimento Ambiente della Regione, affinché si fermasse questo taglio indiscriminato, quanto meno per i pini di via Ferri.
Infatti nel centro abitato di Bernalda sono presenti almeno un centinaio di coppie di Grillaio (Falco naumanni), falco migratore i cui individui sono appena arrivati con il flusso migratorio, tutt’ora in corso. La colonia di Bernalda è nella rete di quelle monitorate dalla LIPU tra Puglia e Basilicata. La popolazione di Grillai appulo-lucana costituisce nell’insieme a livello internazionale la più grande colonia nidificante in ambito urbano e per tale ragione ne rappresenta un enorme valore scientifico e culturale. Questi falchi utilizzano le alberature cittadine quale rifugio e “dormitorio”, e a Bernalda in particolare quelle in via Ferri e recentemente anche in Corso Umberto.
Il Grillaio è particolarmente protetto da norme e convenzioni internazionali, in particolare, dall'Unione Europea come contemplato in Allegato I della Direttiva "Uccelli" (79/409/CEE) e dallo Stato italiano con la Legge 157/92, che ne vieta anche il disturbo, con risvolti di carattere penale.
Invece di valorizzare e fare tesoro della presenza di questi falchi a Bernalda si procede in direzione opposta e anche queste ultime alberature sono state tagliate. Tranne gli ultimi 2 pini, quelli di maggior interesse per i Grillai, scampati alla furia delle motoseghe grazie alla sensibilità di una cittadina, la signora Silvana Di Pace, che, supportata dalle note trasmesse dalla LIPU all’Amministrazione, si è letteralmente legata a questi ultimi due alberi impedendo di completare lo scempio e il danno per i Grillai. Per ora !
La vertenza è tutt’ora in corso e l’Amministrazione fino ad ora ha non mostrato interesse. Si tratta di una storia molto triste che per di più presenta anche profili di dubbia legittimità.
Appare oggettivamente inverosimile, se non impossibile, che IMPROVVISAMENTE E CONTESTUALMENTE, TUTTI questi alberi siano diventati pericolosi per la pubblica incolumità, e a un livello tale da richiedere interventi cosi urgenti (entro 5 gg !), per giunta senza una preliminare perizia di carattere scientifico e tecnico che non il sopralluogo dei tecnici comunali.
Tutto ciò appare debordante rispetto alla circostanza dei soli “casi di stretta necessità, quando adeguatamente motivata”, come richiamata dal Regolamento Comunale adottato con DCC n.8/2006.
Inoltre, alla luce di una autoremunerazione non trascurabile avrebbe dovuto essere valutato anche il valore economico complessivo derivante da tutta l’operazione nel suo complesso, con quello che ne consegue sul piano della evidenza pubblica nell’affidamento del servizio alla società.
E ancora, l’atto di Ordinanza, a maggior ragione se motivato con elementi di urgenza e pubblica incolumità, appare irritualegiacché provvedimenti della Pubblica Amministrazione di questa particolare natura emergenziale in genere rientrano nelle responsabilità del Sindaco (D.Lgs 267/2000, art.54) mentre risultano a firma dell’Ufficio Tecnico.
Insomma sarebbe stato più credibile promuovere un progetto di rinnovamento del verde urbano, corredato di una debita analisi della sostituzione dei pini, programmata magari per gradi e con le dovute eccezioni, che non una azione sistematica di questo tipo e con giustificazioni discutibili.
Intanto gli ultimi 2 pini scampati in via Ferri rimangono in bilico tra motoseghe, indifferenza e preoccupazioni della LIPU e di una cittadina, che ha rappresentato un dignitoso e autentico senso civico. Si spera ora che le Autorità interessate voltino questa brutta pagina di ordinaria insensibilità assumendo decisioni serie e appropriate.
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lunedì 29 febbraio 2016
BILANCIO POSITIVO ANCHE NEL 2015 PER IL CRAS PROVINCIALE DI MATERA
Nel corso del 2015 il CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) Provinciale di Matera è riuscito ad ottenere positivi risultati in termini di interventi che confermano la validità e l’utilità delle attività svolte a tutela della natura, con particolare attenzione alla fauna del nostro territorio, realizzando durante l’anno anche iniziative diffuse volte all’educazione e sensibilizzazione dei cittadini per un maggiore rispetto dell’ambiente. Alcuni problemi di gestione per l’anno 2016 restano però ancora irrisolti.
Nel corso dei 12 mesi del 2015 sono stati affidati complessivamente 321 esemplari, gran parte dei quali appartenenti a specie particolarmente protette da normative nazionali ed europee. Poco più dell’80% di essi rientra nella categoria sistematica degli Uccelli, il 14% in quella dei Rettili e il 6% in quella dei Mammiferi. Sono state trattate in tutto 47 specie animali diverse di cui la maggiore percentuale è rappresentata dal gruppo dei rapaci (58%) pari a 186 esemplari.
Il maggior numero di interventi di soccorso e cure ha riguardato il Falco grillaio (Falco naumanni) una delle specie target a cui il CRAS dedica molte energie. Nel 2015 sono stati accolti e curati 151 esemplari di tale specie (pari al 47 % di tutti gli animali affidati) consegnati da cittadini, associazioni e organi di polizia. Da tempo si è consolidata una spiccata dedizione del centro materano nella cura di questa specie di notevole rilevanza in ambito nazionale ed europeo per la presenza di importanti e numerose colonie riproduttive in alcuni centri della provincia ed in particolare nella città di Matera, famosa per avere una delle colonie urbane di falco grillaio più grandi al mondo sia per l’elevato numero di coppie nidificanti (circa un migliaio) sia per la loro inconsueta abitudine di privilegiare per la riproduzione gli spazi che offre la città. La presenza del falco in ambiente urbano è un grande valore aggiunto che oggi assume notevole significato scientifico, culturale e turistico capace di generare sempre più ammirazione e stupore tra i numerosissimi turisti in visita nella Città designata Capitale Europea della Cultura nel 2019.
Tutti gli animali affidati provengono da 32 comuni diversi, sia lucani che pugliesi. Il comune di Matera con il 50,2 % degli animali ritrovati nel proprio territorio, compreso il Parco della Murgia Materana, è quello che impegna maggiormente il CRAS nel corso dell’anno.
Una buona parte degli animali giunge al Centro in primavera ed in estate in quanto in tale periodo è in pieno svolgimento l’attività riproduttiva di molte specie e vi è una maggior richiesta di interventi di soccorso per cuccioli, pulli, giovani e adulti. La media mensile di affidamenti, calcolata su base annua, è stata di 27 esemplari/mese. Per quanto riguarda le cause di ricovero una buona percentuale (48 %) è costituita da pulli vittima di cadute o distruzione di nidi, prelievi illegali, e da giovani che si involano prematuramente per disturbi ai nidi. Il 24 % degli esemplari è invece vittima di traumi di varia natura, compresi atti di bracconaggio e folgorazione con linee elettriche pericolose, che in parte si risolvono positivamente ma che in molti casi determinano l’impossibilità di recupero completo o addirittura la morte dei soggetti già poche ore dopo la consegna. Le altre cause di ricovero annoverano situazioni molto diversificate e con percentuali minori. L’assistenza medico-veterinaria, di particolare importanza e determinante per i risultati, è stata garantita grazie alla collaborazione della dott.ssa Olimpia Lai del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari. L’esito dei ricoveri è stato legato a diverse variabili come la gravità della patologia, la tempestività del soccorso o le complicazioni durante le cure. Il 70% animali pervenuti al CRAS è stato nuovamente liberato nello stesso anno 2015 pur se qualcuno è stato solo “rimandato” alla prossima primavera per dare una maggiore possibilità di successo nella fase di ritorno alla natura. Per il 27 % di essi invece non c’è stato nulla da fare per gravi traumi o per elevata debilitazione all’arrivo. Alcuni animali resteranno per sempre al CRAS per l’impossibilità di un loro pieno recupero ma questi svolgeranno, come gli altri ospitati da anni, una utilità didattico-scientifica. Ad essi viene quotidianamente garantita cura, alimentazione adeguata, assistenza e mantenimento in voliera.
Il responsabile e coordinatore del CRAS Matteo Visceglia dichiara:
“Vogliamo ancora una volta fare un appello al Presidente della Provincia di Matera e alla Regione Basilicata affinché possano trovare una soluzione allo stop imposto dalla legge di riordino delle province permettendo di dare continuità a questo importante servizio per il territorio ed unico riferimento per la collina materana. L’attività svolta quest’anno è stata molto positiva in termini di risultati complessivi ottenuti ma vogliamo ricordare che essa è stata possibile solo con grande impegno quotidiano del personale e del veterinario oltre che dell’apporto di cittadini, forze dell’ordine e di alcuni volontari di associazioni come LIPU, CERM e ANPANA che hanno materialmente provveduto alla risoluzione di diversi problemi.
Nel corso dei 12 mesi del 2015 sono stati affidati complessivamente 321 esemplari, gran parte dei quali appartenenti a specie particolarmente protette da normative nazionali ed europee. Poco più dell’80% di essi rientra nella categoria sistematica degli Uccelli, il 14% in quella dei Rettili e il 6% in quella dei Mammiferi. Sono state trattate in tutto 47 specie animali diverse di cui la maggiore percentuale è rappresentata dal gruppo dei rapaci (58%) pari a 186 esemplari.
Il maggior numero di interventi di soccorso e cure ha riguardato il Falco grillaio (Falco naumanni) una delle specie target a cui il CRAS dedica molte energie. Nel 2015 sono stati accolti e curati 151 esemplari di tale specie (pari al 47 % di tutti gli animali affidati) consegnati da cittadini, associazioni e organi di polizia. Da tempo si è consolidata una spiccata dedizione del centro materano nella cura di questa specie di notevole rilevanza in ambito nazionale ed europeo per la presenza di importanti e numerose colonie riproduttive in alcuni centri della provincia ed in particolare nella città di Matera, famosa per avere una delle colonie urbane di falco grillaio più grandi al mondo sia per l’elevato numero di coppie nidificanti (circa un migliaio) sia per la loro inconsueta abitudine di privilegiare per la riproduzione gli spazi che offre la città. La presenza del falco in ambiente urbano è un grande valore aggiunto che oggi assume notevole significato scientifico, culturale e turistico capace di generare sempre più ammirazione e stupore tra i numerosissimi turisti in visita nella Città designata Capitale Europea della Cultura nel 2019.
Tutti gli animali affidati provengono da 32 comuni diversi, sia lucani che pugliesi. Il comune di Matera con il 50,2 % degli animali ritrovati nel proprio territorio, compreso il Parco della Murgia Materana, è quello che impegna maggiormente il CRAS nel corso dell’anno.
Una buona parte degli animali giunge al Centro in primavera ed in estate in quanto in tale periodo è in pieno svolgimento l’attività riproduttiva di molte specie e vi è una maggior richiesta di interventi di soccorso per cuccioli, pulli, giovani e adulti. La media mensile di affidamenti, calcolata su base annua, è stata di 27 esemplari/mese. Per quanto riguarda le cause di ricovero una buona percentuale (48 %) è costituita da pulli vittima di cadute o distruzione di nidi, prelievi illegali, e da giovani che si involano prematuramente per disturbi ai nidi. Il 24 % degli esemplari è invece vittima di traumi di varia natura, compresi atti di bracconaggio e folgorazione con linee elettriche pericolose, che in parte si risolvono positivamente ma che in molti casi determinano l’impossibilità di recupero completo o addirittura la morte dei soggetti già poche ore dopo la consegna. Le altre cause di ricovero annoverano situazioni molto diversificate e con percentuali minori. L’assistenza medico-veterinaria, di particolare importanza e determinante per i risultati, è stata garantita grazie alla collaborazione della dott.ssa Olimpia Lai del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari. L’esito dei ricoveri è stato legato a diverse variabili come la gravità della patologia, la tempestività del soccorso o le complicazioni durante le cure. Il 70% animali pervenuti al CRAS è stato nuovamente liberato nello stesso anno 2015 pur se qualcuno è stato solo “rimandato” alla prossima primavera per dare una maggiore possibilità di successo nella fase di ritorno alla natura. Per il 27 % di essi invece non c’è stato nulla da fare per gravi traumi o per elevata debilitazione all’arrivo. Alcuni animali resteranno per sempre al CRAS per l’impossibilità di un loro pieno recupero ma questi svolgeranno, come gli altri ospitati da anni, una utilità didattico-scientifica. Ad essi viene quotidianamente garantita cura, alimentazione adeguata, assistenza e mantenimento in voliera.
Il responsabile e coordinatore del CRAS Matteo Visceglia dichiara:
“Vogliamo ancora una volta fare un appello al Presidente della Provincia di Matera e alla Regione Basilicata affinché possano trovare una soluzione allo stop imposto dalla legge di riordino delle province permettendo di dare continuità a questo importante servizio per il territorio ed unico riferimento per la collina materana. L’attività svolta quest’anno è stata molto positiva in termini di risultati complessivi ottenuti ma vogliamo ricordare che essa è stata possibile solo con grande impegno quotidiano del personale e del veterinario oltre che dell’apporto di cittadini, forze dell’ordine e di alcuni volontari di associazioni come LIPU, CERM e ANPANA che hanno materialmente provveduto alla risoluzione di diversi problemi.
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martedì 1 dicembre 2015
Avvistamento di Lontra sul Lago di San Giuliano
L'ultima domenica di novembre 2015 un bellissimo esemplare di Lontra si è fatto ammirare tra le increspature delle acque del lago di San Giuliano. A immortalare il raro mustelide è stato il naturalista materano Gianvito Santantonio, incredulo ed emozionato per il fortunato incontro. Per diversi minuti l'ha potuta seguire nel suo comportamento, prima intenta a nutrirsi di un pesce appena catturato e poi mentre nuotava sulla superficie del lago. A lui siamo grati per averci informato in diretta dell'avvistamento e per averci poi inviato le due foto qui pubblicate.
La Lontra è stata segnalata e documentata in tutti i maggiori bacini idrici e corsi d'acqua della Basilicata come pure su piccoli affluenti, torrenti, canali e laghetti temporanei. La sua presenza dimostra l'alto valore degli habitat che essa ancora frequenta nonostante in molti casi vi siano tanti fenomeni di degrado e disturbo. Abbiamo il dovere di proteggere gli ultimi baluardi della natura lucana ma occorre anche prendere atto che in assenza di interventi più concreti e decisi di tutela e protezione della natura queste rare e belle immagini saranno sempre più un ricordo.
La Lontra è stata segnalata e documentata in tutti i maggiori bacini idrici e corsi d'acqua della Basilicata come pure su piccoli affluenti, torrenti, canali e laghetti temporanei. La sua presenza dimostra l'alto valore degli habitat che essa ancora frequenta nonostante in molti casi vi siano tanti fenomeni di degrado e disturbo. Abbiamo il dovere di proteggere gli ultimi baluardi della natura lucana ma occorre anche prendere atto che in assenza di interventi più concreti e decisi di tutela e protezione della natura queste rare e belle immagini saranno sempre più un ricordo.
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