Visualizzazione post con etichetta grifone. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta grifone. Mostra tutti i post

giovedì 14 giugno 2018

UN AVVOLTOIO GRIFONE CURATO E RIABILITATO PRESSO IL CRAS MATERANO RITORNA A VOLARE NEL PARCO NAZIONALE DEL POLLINO


Un giovane avvoltoio Grifone (Gyps fulvus), recuperato nello scorso ottobre in Toscana, località Lastra a Signa (FI) in stato di forte debilitazione e con una frattura alla tibia destra, operato con urgenza dal dott. Simone Scoccianti presso il Vet Hospital H24 di Firenze, è stato affidato al CRAS di Matera su richiesta e autorizzazione dell’Azienda USL Toscana Centro (Dott. E. Loretti) per la successiva riabilitazione, con la supervisione scientifica della dott.ssa Olimpia Lai del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari.
Dopo aver superato la delicata fase post-operatoria, l’esemplare, con un’apertura alare di 2 metri e mezzo, ha intrapreso il percorso di cura e riabilitazione in una voliera a sua completa disposizione per il recupero funzionale dell’arto fratturato. Gli operatori del CRAS hanno garantito quotidianamente ogni cura e assistenza, fornendogli alimentazione adeguata alla sua natura di necrofago e la massima tranquillità. I controlli clinici successivi effettuati presso la Clinica Centro Veterinario Einaudi – Gruppo CVIT di Bari hanno permesso di valutare il normale processo di riparazione della frattura e la rimozione dei mezzi di osteosintesi.
Finalmente, dopo 4 mesi presso il CRAS materano, il giovane Grifone è stato trasferito nel Parco Nazionale del Pollino, il cui Ufficio Conservazione guidato dal dott. Pietro Serroni  ha subito offerto la propria disponibilità ad ospitarlo per un breve periodo di ambientamento pre-rilascio in una voliera posta sul ciglio delle Gole del Raganello, nei pressi di Civita. Nei giorni scorsi con la collaborazione del dott. Pino Cortone, l’esemplare è stato marcato con anello metallico dell’INFS, anello colorato con codice alfanumerico, ed equipaggiato con logger GPS che potrà consentire di seguire  “in remoto” i suoi spostamenti  grazie all’invio delle coordinate geografiche rilevate dal logger.
Per la reintroduzione in natura il personale e i collaboratori del CRAS hanno scelto l’area calabrese del Pollino, sia per la relativa breve distanza dal Centro, fondamentale per evitare inutili stress da trasporto al giovane “dimesso”, sia per la presenza di un nucleo di grifoni che da anni frequentano regolarmente le spettacolari ed imponenti  Gole del Raganello, risultato di un progetto di reintroduzione attuato dall’Ente Parco a partire dal 2002; il personale del Parco rifornisce regolarmente un carnaio da diversi anni al fine di garantire una sicura risorsa trofica per questi straordinari avvoltoi, costituendo così un altro vantaggio per il giovane appena restituito all’ambiente.

Il Responsabile del CRAS Matteo Visceglia dichiara:
“Siamo molto soddisfatti per il rilascio del giovane Grifone, risultato ottenuto in circa 8 mesi di lavoro durante i quali abbiamo potuto dimostrare come il nostro Centro, con l’aiuto di vari professionisti bravi e preparati, in primis la dott.ssa Olimpia Lai,  riesce a ottenere ottimi risultati pur in presenza di una situazione generale gestionale ancora da migliorare. Nonostante tutto, le nostre attività proseguono incessantemente facendo leva sulle nostre sole forze e possibilità e sulla nostra volontà di contribuire concretamente nel complesso lavoro di soccorso, cura e riabilitazione della fauna selvatica. Siamo fiduciosi per il futuro, visto che pochi giorni fa ci è giunta notizia che la Regione Basilicata a partire da quest’anno avrebbe deciso di sostenere i 4 CRAS lucani attualmente riconosciuti. Per questo motivo in questo periodo stiamo riaprendo le porte ai cittadini per la consegna o l’affidamento di esemplari in difficoltà che necessitano di cure, e già in questi giorni le strutture del centro hanno nuovi ospiti”.


mercoledì 7 marzo 2012

Il raro Grifone vola nei cieli del Parco dell'Appennino Lucano

Gli esperti ne seguono l'insediamento nell'area protetta

(Marsiconuovo, 07 Marzo 2012) - Un evento di rilievo nazionale con importanti risvolti scientifici e conservazionistici è  in corso in questi giorni nell'area del Parco Nazionale dell'Appennino Lucano.  Si tratta dell'insediamento spontaneo e naturale di una piccola colonia riproduttiva del raro Grifone (Gyps fulvus).
L'evento è monitorato delle Associazioni ALTURA, CISO e LANIUS che da anni seguono l'andamento delle popolazioni di rapaci nell'area del Parco, e non solo.
L'Ente Parco, informato dagli esperti di questo straordinario evento, intende con questo comunicato porre all'attenzione delle Amministrazioni, degli enti deputati al controllo del territorio e della popolazione del parco da una parte il suo impegno a far sì che l'insediamento di questa specie sia monitorato e avvenga nella massima tranquillità dall'altra rassicurare le popolazioni dell'assoluta assenza di rischi per la presenza del Grifone.
Il Grifone pur presentando una grande apertura alare di oltre  2,50 m ed un aspetto fiero è del tutto innocuo. Si tratta, infatti, di una specie necrofaga che si nutre di animali morti e che non svolge nessuna predazione attiva, anzi svolge un importante ruolo positivo nelle catene trofiche eliminando carcasse di animali già morti.
Si tratta di una specie protetta da numerose norme nazionali ed europee la cui presenza può rappresentare un importante immagine positiva e promozionale per tutto il territorio. Ricordiamo come il Parco ospita già numerose specie di grande importanza nazionale: Cicogna nera (Ciconia nigra) simbolo del Parco, Capovaccaio (Neophron percnopterus), Gufo reale (Bubo bubo), Nibbio reale (Milvus milvus), Lanario (Falco biarmicus), Lontra (Lutra lutra), Lupo (Canis lupus).

Confidiamo nella collaborazione di tutti per far sì anche questa nuova specie trovi sicurezza ed ospitalità nel nostro territorio.

Comunicato Stampa Ente Parco Nazionale Appennino Lucano, 7 marzo 2012

giovedì 3 novembre 2011

Nuova osservazione di 2 grifoni in Basilicata

Nel corso di un monitoraggio faunistico condotto dall'ornitologo lucano Egidio Fulco questa mattina 3 novembre 2011 sono stati osservati 2 splendidi grifoni (Gyps fulvus) in alcune aree della Valle dell'Agri lungo l'Appennino Lucano. Data la notevole distanza non è stato possibile notare la presenza di eventuali anelli colorati. Si ricorda che la precedente osservazione della specie in Basilicata (A. Vilmer Sabino & M. Visceglia, 2011) è stata effettuata sulla Murgia materana la scorsa primavera e riguardava un soggetto inanellato (codice G71) proveniente dal Parco Nazionale del Pollino a seguito di rilasci a scopo di ripopolamento.

sabato 26 marzo 2011

Ancora presente il Grifone sulla Murgia materana

Anche oggi è stato riavvistato il Grifone nel Parco della Murgia materana! Dai dati rilevati dall'anello sembrerebbe un soggetto proveniente dal versante calabrese del Parco Nazionale del Pollino da dove si è allontanato facendo circa 90 km verso nord. Chissà se rimarrà ancora qui! La foto, particolarmente ingrandita, è stata scattata da circa 500 metri di distanza.



venerdì 25 marzo 2011

Un grifone sulla Murgia materana!

Con una bella e spettacolare sequenza fotografica venerdì mattina 25 marzo l'amico Alfredo Vilmer Sabino ha documentato la presenza sulla Murgia materana di un esemplare di Grifone marcato con anello colorato e dotato di trasmettitore satellitare.
In base al colore dell'anello sicuramente si tratta di un soggetto appartenente a colonie italiane. Ora informeremo gli esperti che seguono la specie nel tentativo di acquisire ulteriori dati sulla storia di questo esemplare.







venerdì 10 dicembre 2010

Una rete permanente per il Grifone

Una rete permanente per il Grifone. E' il principale risultato scaturito dal workshop “Il Grifone in Italia”, in corso di svolgimento a Castrovillari, durante il quale il presidente del Parco Nazionale del Pollino, Domenico Pappaterra ha annunciato la stipula, con tutti i soggetti presenti, della cosiddetta “intesa di Castrovillari”.
Il documento è stato sottoscritto da tutti i soggetti partecipanti al workshop: Parco Nazionale del Pollino, UTB del Corpo Forestale dello Stato di Castel di Sangro, Parco Nazionale del Gran Sasso e monti della Laga, Parco Regionale dei Nebrodi, Parco Regionale delle Madonie, Vulture Conservation Found, Progetto Grifone Friuli Riserva Naturale Lago di Cornino, Università di Bari – Dipartimento Veterinaria, ASP Cosenza - Distretto Castrovillari U.O. Igiene Allevamenti e Prod. Zootecniche, Comune di Civita, Comune di Castrovillari, Università del Messico, Legambiente, Università di Urbino, CIPR Rende.

Si tratta di Enti - com'è scritto nell'intesa - “che al momento seguono in prima persona i programmi di reintroduzione di questo avvoltoio”.
L'intento del protocollo d’intesa è quello di “dare vita a una rete permanente tra i soggetti interessati a tale attività col fine di scambiare informazioni e di interpretare e manifestare in maniera unitaria le problematiche e le necessità da soddisfare”.

Con l'intesa si è voluto anche “ribadire l’importanza della tutela e conservazione degli equilibri ambientali" e "dei compiti e funzioni svolti dalle Aree Protette e dai diversi enti territoriali che garantiscono l’attuazione e il raggiungimento di tali importanti e complessi traguardi”.
Durante il workshop organizzato dal Parco, aperto dal direttore dell'Ente, Annibale Formica - che ha, tra l'altro, ribadito la rilevanza del bagaglio scientifico derivante dal progetto di reintroduzione del Grifone attuato dal Parco del Pollino sin dal 2001 - sono state evidenziate le varie esperienze condotte in Europa e in Italia. Di particolare interesse la relazione di Alvaro Camina, segretario della Fondazione del Grifone che ha esposto il tema della conservazione del Grifone in Europa e, segnatamente in Spagna, Francia e Bulgaria. Dalle Alpi orientali, con l'esperienza del Friuli alla Sicilia, nei Nebrodi, passando per il Pollino, l'incontro ha messo in risalto le problematiche di tale reintroduzione, ma anche i successi che incoraggiano ad andare avanti nonostante le difficoltà derivanti dai continui tagli finanziari che danneggiano proprio i programmi di tutela delle specie animali.
Pappaterra, ad esempio, ha dichiarato di voler "favorire un'ulteriore crescita del progetto e evitare la discontinuità avvenuta negli anni scorsi". Quindi, il presidente del Parco del Pollino, nel sintetizzare gli obiettivi del workshop ha sottolineato che era importante "raccontare l'esperienza costruita nel Parco nonostante le varie difficoltà amministrative incontrate". Candidando lo stesso Pollino a svolgere una funzione di coordinamento di una rete diffusa dell'esperienza italiana in stretta connessione con quella spagnola.

Nel pomeriggio il workshop prosegue con altre esperienze svolte nel Parco delle Madonie, sempre in Sicilia, in Abruzzo, nel Parco Nazionale del Gran Sasso Monti della Laga e in Sardegna.


Roberto Fittipaldi

10/12/2010
Fonte: BASILICATANET.IT

venerdì 20 febbraio 2009

Il Grifone tornerà a volare sul Pollino

Speriamo che sia la volta e buona e che non facciano una brutta fine!



Clicca sull'immagine per ingrandirla.