Da Facebook
Ieri pomeriggio abbiamo ricevuto una comunicazione da Antonio Iannibelli,
fotografo naturalista lucano che ringraziamo per la sua sensibilità,
relativa alla presenza di una carcassa di lontra, presumibilmente
investita, lungo la statale 106 Ionica in agro di Scanzano. Con
l'aiuto di volontari ed in particolare di Gianluca Costantini
abbiamo potuto oggi recuperare il corpo della povera lontra evitando
che potesse essere distrutto dai veicoli o che fosse danneggiato o fatto
sparire da altri necrofagi. Probabilmente la stessa era sul bordo della
carreggiata già dalla notte di Natale o dall'alba di ieri! Questo è il
terzo esemplare che è stato recuperato dal CRAS negli ultimi 5 mesi.
L'ultimo risale a circa 20 giorni fa. Come di consueto la carcassa sarà
consegnata all'IZS di Matera per le analisi previste dai protocolli di
monitoraggio della specie. Raccomandiamo sempre di segnalare
tempestivamente questi ritrovamenti alle autorità sanitarie e solo in
caso di difficoltà avvisare i CRAS della zona che, nei limiti delle
proprie possibilità, possono contribuire ad evitare che le carcasse
vengano disperse o danneggiate, privando gli enti di ricerca
dell'opportunità di effettuare esami ed analisi a scopo scientifico. E'
inutile sottolineare l'importanza di prestare molta attenzione quando si
guida, soprattutto di notte e all'alba, per evitare incidenti di
qualsiasi tipo che coinvolgono uomini e animali.
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=2024123884526285&set=a.1385513781720635.1073741828.100007860792280&type=3&theater
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10204153960606922&set=a.3790407936405.1073741825.1763329716&type=3&theater
Foto: Matteo Visceglia
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mercoledì 27 dicembre 2017
Nuovo ritrovamento di Lontra in Basilicata
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sabato 13 settembre 2014
Progetto hacking di Falco grillaio a Scanzano Jonico
Continua la “relazione” tra il Giglio Marino e il falco grillaio (Falco naumanni). Dopo i ripetuti avvistamenti di soggetti adulti durante la stagione riproduttiva negli ambienti steppici o a coltivi estensivi prossimi ai boschi costieri di Scanzano Jonico, i volontari del Giglio, in collaborazione con il CRAS Provinciale di Matera e il responsabile Matteo Visceglia, hanno intrapreso alcune iniziative atte a favorire lo stabilirsi di una colonia fissa di questo rapace, il cui areale in Basilicata è in costante espansione, anche a Scanzano. Il primo passo è stato l’istallazione di alcuni nidi artificiali, utilizzati con successo da diversi anni a Matera, Montescaglioso, Gravina, e costantemente occupati dal piccolo rapace cittadino: l’obiettivo è quello di consentirne la localizzazione come siti idonei alla nidificazione da parte degli adulti in dispersione dopo la riproduzione, e magari averne l’occupazione nelle prossime stagioni.
Il secondo passo è stato l’hacking (o rilascio controllato) di alcuni giovani riabilitati presso il CRAS Provinciale di Matera, svezzati, inanellati e già allenati al volo in voliera da riabilitazione. La tecnica dell’hacking prevede che giovani allevati in cattività vengano trasferiti in strutture controllate (voliere di ambientamento – hacking, appunto) nei siti di rilascio, e qui alimentati senza contatti con gli operatori, preferibilmente con prede naturali, fino al momento dell’involo. Tale tecnica consente un inserimento graduale dell’animale in natura, consentendogli di adattarsi all’ambiente circostante prima dell’involo. I giovani ospiti hanno soggiornato per 5 giorni nella voliera appositamente allestita sulla terrazza della Torre del Faro, avendo così modo di adattarsi al luogo prima di essere liberi di volare: gli adulti avvistati ripetutamente nelle vicinanze potranno fare da “guida indigena” e per la migrazione. Per una specie filopatrica come il falco grillaio si auspica un ritorno alla prossima primavera…
Fonte: http://cea-scanzano-jonico.webnode.it/news/hacking-di-falchi-grillai-dalla-torre-del-faro/#!
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venerdì 6 luglio 2012
INCENDI BOSCHIVI: ARRESTATO DALLA FORESTALE UN INCENDIARIO A SCANZANO IONICO
Un giovane ventenne è stato
arrestato ieri dal personale del Corpo forestale dello Stato del Comando
Stazione di Scanzano Jonico per il reato di incendio boschivo colposo.
L'uomo è ritenuto il presunto responsabile degli incendi boschivi verificatisi negli ultimi quattro giorni nella zona del materano. Le fiamme, domate solo grazie all'intervento degli uomini della Forestale, hanno interessato circa 30 ettari di pineta e si sono propagate anche nelle aree limitrofe a causa delle particolari condizioni climatiche determinate dall'anticiclone "Caronte".
L'operazione investigativa è stata condotta dagli uomini del Comando Stazione di Scanzano Jonico e coordinata dal Nucleo Investigativo Centrale Antincendio Boschivo del Corpo forestale dello Stato (NIAB). La Forestale ha intensificato i controlli antincendio in provincia di Matera e dintorni.
Il giovane, al quale erano stati concessi gli arresti domiciliari, ora risulta a piede libero.
L'uomo è ritenuto il presunto responsabile degli incendi boschivi verificatisi negli ultimi quattro giorni nella zona del materano. Le fiamme, domate solo grazie all'intervento degli uomini della Forestale, hanno interessato circa 30 ettari di pineta e si sono propagate anche nelle aree limitrofe a causa delle particolari condizioni climatiche determinate dall'anticiclone "Caronte".
L'operazione investigativa è stata condotta dagli uomini del Comando Stazione di Scanzano Jonico e coordinata dal Nucleo Investigativo Centrale Antincendio Boschivo del Corpo forestale dello Stato (NIAB). La Forestale ha intensificato i controlli antincendio in provincia di Matera e dintorni.
Il giovane, al quale erano stati concessi gli arresti domiciliari, ora risulta a piede libero.
Fonte: Newsletter CFS n. 893 del 06/07/2012
martedì 19 maggio 2009
Rassegna stampa
SCANZANO JONICO LA LEZIONE DEL PROF. PIERO PIERI RESTA VALIDA
Quella sciagurata idea del sito nucleare
[fi.me.]
• SCANZANO JONICO. La notizia sui canyon e vulcani sotto lo Jonio scoperti nella campagna Magic (Marine geohazards along the italian coasts) dell’Isti - tuto nazionale di Oceaonografia e geofisica sperimentale di Trieste e del Cnr, per conto della Protezione civile, ha ricordato la “le zione” del prof. Piero Pieri, docente all’università di Bari, a Scanzano Jonico, il 23 novembre 2004. Un anno dopo, cioè, il decreto del Governo, poi ritirato, per ubicare nei giacimenti di sale di Terzo Cavone, a 500 metri dallo Jonio, il deposito unico delle scorie d’Italia. “Non ho notizia di quella decisione”, ha risposto alla nostra domanda la responsabile scientifica del “Ma gic”, Silvia Ceramicola. Proprio la vicenda di Scanzano, però, rende l’elaborazione della prima “Car ta della pericolosità dei fondali marini d’Italia” necessaria. “La scelta di Scanzano – disse il prof. Pieri – per il deposito delle scorie è scandalosa. Nella prima metà degli anni 60, nello Jonio, a circa 20 km da qui, c’è stato un terremoto. In geologia, quarant’anni sono come una frazione di secondo. E’ come se quel terremoto fosse avvenuto quasi in questo momento. Ci sono faglie nel sottosuolo da cui si sprigionano i terremoti. Anche sul fondale del mar Ionio, davanti a noi, c’è una faglia. Che si muove come tutte le altre. Non dimentichiamo, infine, che i mari si stanno sollevando. Ma, a chi è venuto in mente di ubicare un cimitero atomico qui? La scelta di Scanzano era ed è – concluse Pieri – geologicamente scandalosa”.
La Gazzetta del Mezzogiorno 19 maggio 2009
Quella sciagurata idea del sito nucleare
[fi.me.]
• SCANZANO JONICO. La notizia sui canyon e vulcani sotto lo Jonio scoperti nella campagna Magic (Marine geohazards along the italian coasts) dell’Isti - tuto nazionale di Oceaonografia e geofisica sperimentale di Trieste e del Cnr, per conto della Protezione civile, ha ricordato la “le zione” del prof. Piero Pieri, docente all’università di Bari, a Scanzano Jonico, il 23 novembre 2004. Un anno dopo, cioè, il decreto del Governo, poi ritirato, per ubicare nei giacimenti di sale di Terzo Cavone, a 500 metri dallo Jonio, il deposito unico delle scorie d’Italia. “Non ho notizia di quella decisione”, ha risposto alla nostra domanda la responsabile scientifica del “Ma gic”, Silvia Ceramicola. Proprio la vicenda di Scanzano, però, rende l’elaborazione della prima “Car ta della pericolosità dei fondali marini d’Italia” necessaria. “La scelta di Scanzano – disse il prof. Pieri – per il deposito delle scorie è scandalosa. Nella prima metà degli anni 60, nello Jonio, a circa 20 km da qui, c’è stato un terremoto. In geologia, quarant’anni sono come una frazione di secondo. E’ come se quel terremoto fosse avvenuto quasi in questo momento. Ci sono faglie nel sottosuolo da cui si sprigionano i terremoti. Anche sul fondale del mar Ionio, davanti a noi, c’è una faglia. Che si muove come tutte le altre. Non dimentichiamo, infine, che i mari si stanno sollevando. Ma, a chi è venuto in mente di ubicare un cimitero atomico qui? La scelta di Scanzano era ed è – concluse Pieri – geologicamente scandalosa”.
La Gazzetta del Mezzogiorno 19 maggio 2009
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