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lunedì 6 maggio 2013

Cani avvelenati a Miglionico: la denuncia di ANTEA


L’associazione Animalista ed Ambientalista ANTEA ONLUS ha inviato al nostro blog una nota per ricordare e porre all’attenzione dei cittadini e delle istituzioni dei gravissimi casi di maltrattamento nei confronti di alcuni cani randagi. 
L'associazione scrive: "A distanza di pochi mesi dall’ultimo episodio in cui dei cani furono uccisi a colpi di arma da fuoco, dobbiamo purtroppo constatare un aumento dei casi di avvelenamento. Negli ultimi giorni sono molti i cani ritrovati senza vita per le strade del paese con evidenti segni e prove che lasciano pensare a morte per avvelenamento e gli ultimi due casi risalgono proprio alla mattinata del 04/05/13. Forse una mano assassina, dopo aver preparato con cura del cibo mescolato con chissà quale veleno, con una freddezza tale ed una sconcertante indifferenza lo ha poi offerto al malcapitato animale che, affamato, ha consumato il pasto scodinzolando felice e ringraziando l’umano “generoso” per poi morire contorcendosi per gli atroci dolori. Siamo senza parole di fronte a tutto questo e siamo sconcertati per la troppa cattiveria ed inciviltà che ci circonda. Solo un mostro sarebbe capace di far del male a degli animali indifesi, con l’unica colpa di essere nati in un luogo ad altro tasso di inciviltà ed intolleranza. Ricordiamo a tutti che i maltrattamenti nei confronti degli animali sono, fortunatamente, punibili per legge anche con la reclusione, pertanto, invitiamo tutti i cittadini onesti a denunciare queste atrocità ed ingiustizie. Auguriamo al mostro che ha compiuto questo ignobile gesto di avere rimorsi di coscienza per tutto il resto della sua vita e che, presto, il suo nome venga fuori così da pagare per il reato commesso e ci auguriamo che Sindaco e forze dell’ordine prendano atto di ciò che sta accadendo nel nostro Comune provvedendo al più presto a porre fine a questi spiacevoli avvenimenti".

venerdì 22 marzo 2013

Rifiuti abbandonati sulle strade: la denuncia di ANTEA Miglionico

La Delegazione Provinciale ANTEA Onlus Miglionico torna ancora una volta ad occuparsi del problema dell’abbandono indiscriminato ed indisturbato di rifiuti sul territorio della nostra Regione, denunciando una gravissima situazione riguardante la S.S. 407 Basentana ed in particolare le piazzole di sosta che si incontrano percorrendo la stessa nel tratto compreso tra Calciano e Potenza, ma che riguarda in modo analogo molte altre strade provinciali e statali lucane.
Come dimostrato dalle foto allegate, lungo i margini della carreggiata, con una concentrazione maggiore nei pressi delle piazzole di sosta, risultano accatastate quantità enormi di rifiuti di ogni genere, anche pericolosi, che grazie all’inciviltà di molti automobilisti e camionisti ed all’incuria degli Enti che dovrebbero occuparsi della manutenzione e pulizia di quella strada spesso finiscono  nel fiume Basento con grave pregiudizio per la salute ed il benessere di tutti i cittadini lucani.
Come già accennato, la situazione non sembra essere tanto migliore su molte altre strade della Regione e quindi sorge spontaneo chiedersi come può la Basilicata aspirare ad essere una terra votata al turismo se la prima cosa che i visitatori ammirano, appena mettono piede sul ns territorio, è uno spettacolo del genere?
Per evitare che il problema possa peggiorare ulteriormente ANTEA Onlus Miglionico auspica che le autorità competenti vogliano provvedere alla rimozione dei rifiuti presenti nelle zone sopra indicate, munendo ogni piazzola di bidoni idonei alla raccolta degli stessi, intensificando le attività di vigilanza e controllo lungo le strade ed avviando una campagna finalizzata alla pulizia di tutte le altre zone interessate da analoghi problemi.
ANTEA, nei prossimi mesi, organizzerà, in concerto con gli Enti interessati, delle giornate di pulizia e riqualificazione di alcune aree afflitte da problemi simili a quelli sopra elencati e si impegna ad avviare una attenta campagna di monitoraggio lungo le strade regionali e ad interessare, volta per volta, le istituzioni e le autorità giudiziarie qualora ci si trovasse di fronte a vere e proprie discariche abusive.
Restiamo a disposizione di tutti i cittadini per eventuali segnalazioni e di Enti ed autorità per ogni chiarimento in merito.



 

venerdì 11 gennaio 2013

Antea chiarisce le responsabilità dei comuni in materia di randagismo

Attraverso un comunicato stampa Antea invita i comuni ad applicare le leggi a tutela degli animali di affezione



La delegazione provinciale Antea Onlus Miglionico, in seguito alle dichiarazioni dell’assessore Grieco del comune di Pisticci riportate su vari organi di stampa, con le quali invitava i cittadini pisticcesi a non dare cibo agli animali randagi vaganti sul territorio del loro comune, desidera fornire allo stesso alcune importanti informazioni, stranamente e volutamente ignorate.
La legge 281/91 (Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo), spiega a chiare lettere quali siano le responsabilità di Comuni ed Asl nei confronti degli animali randagi vaganti sul proprio territorio, obbligando gli stessi a combattere il dilagante fenomeno del randagismo tramite meccanismi di controllo delle nascite quali la sterilizzazione e affidando la responsabilità diretta della salute e del benessere degli stessi ai Comuni.
Vogliamo ricordare, inoltre, che la Giunta Regionale della Basilicata con Delibera n° 749 del 12/06/2012, ha predisposto un programma di sterilizzazione dei cani randagi e reimmissione sul territorio, riconoscendo la figura del “cane libero accudito” allo scopo di evitare il sovraffollamento dei canili e onerose spese per i Comuni, lasciando quindi liberi i cittadini di occuparsi dei randagi ( tra l’altro non esiste alcuna legge che vieti a chiunque di dare da mangiare ad un animale randagio).
Restiamo esterrefatti di come cittadini e Comune si preoccupino più dello smaltimento illecito di scarti di macelleria che del presunto smaltimento illecito di rifiuti da parte di alcune aziende presenti sul proprio territorio o delle numerose discariche abusive di rifiuti di ogni genere che mettono seriamente in pericolo la vita dei cittadini.
Troviamo vergognoso questo accanimento (anche da parte di quei cittadini che segnalano questi presunti “abusi”) nei confronti di animali che patiscono fame, freddo, malattie e maltrattamenti a causa della noncuranza, insensibilità e mancato rispetto della Legge da parte degli organi preposti.
Prima di accusare i cittadini onesti e sensibili di essere i colpevoli dell’aumento del randagismo, bisognerebbe studiare e ripassare più volte le leggi, soprattutto quando si ricoprono determinate cariche, assumendosi quindi le proprie responsabilità.
Pertanto, invitiamo il Comune di Pisticci e tutti gli altri Comuni della Basilicata ad impegnarsi con maggiore efficacia  affinchè, come stabilito dalla legge, abbia finalmente inizio, anche nella nostra regione, la tanto attesa campagna di sterilizzazione.
Ricordiamo, infine, che qualsiasi essere vivente (umano o animale), posto in condizioni di sofferenza, stenti e difficoltà potrebbe diventare aggressivo, pertanto, minacciare i cittadini affinchè non diano del cibo agli animali, oltre che dimostrare grande inciviltà, non  fa altro che peggiorare la situazione.

Miglionico, 10/01/2013

lunedì 31 dicembre 2012

Replica di Antea al Sindaco di Miglionico

 Il 31 dicembre con un nuovo comunicato Antea rispondendo al Sindaco di Miglionico chiarisce alcuni aspetti legati alla problematica legata agli ultimi episodi che hanno sollevato una serie di riflessioni sulla questione del soccorso agli animali.


ANTEA Onlus gioisce nel constatare la sollecitudine con la quale il Sindaco di Miglionico ha voluto fare chiarezza riguardo la morte di un cucciolo di gatto avvenuta nel ns Comune il giorno 24/12/2012 e con la quale ha voluto rispondere al ns Comunicato Stampa emanato il giorno stesso.
Speriamo che il Sindaco voglia d’ora innanzi usare la stessa solerzia per rispondere a tutte le richieste e sollecitazioni che i propri concittadini vorranno rivolgergli, abbandonando definitivamente l’atteggiamento superbo che finora lo ha portato ad ignorare molte delle nostre.
Prendiamo atto dell’esito dell’autopsia effettuata sul corpo del povero animale “malato” ed attendiamo con ansia che ci venga consegnata copia del referto autoptico, come da noi già richiesto per iscritto all’Ente.
Sugli avvenimenti accaduti il giorno 23/12/2012 il ns Sindaco ha tenuto a precisare alcuni particolari che, a suo parere, il cittadino protagonista della vicenda e noi di Antea avremmo trascurato di riportare, commettendo però l’errore di trascurarne lui stesso degli altri.
Per prima cosa ad assistere a tutto l’accaduto, secondo quanto riferitoci da colui che ha soccorso l’animale, c’erano alcuni testimoni che, seppur minori, erano disposti ad indicare gli autori del grave gesto.
Poi resta da chiarire che fine abbia fatto l’altro cucciolo che, a quanto riferiscono gli stessi testimoni, è fuggito con la faccia dilaniata dallo scoppio dei petardi senza farsi più vivo. Siamo convinti che a nessuno verrà in mente di ipotizzare che, anche in questo caso, non ci sia nessun legame con l’accaduto, mettendo in dubbio la testimonianza di un cittadino come gli altri.
La seconda osservazione che nasce spontanea è quella riguardante l’intervento del veterinario che, stranamente, trovandosi di fronte ad un animale con “febbre alta, enterite necrotica ed emorragica, broncopolmonite etc…”, come riferito dal soccorritore, non abbia ritenuto opportuno effettuare alcuna prescrizione medica, nè abbia richiesto il ricovero dell’animale presso una struttura sanitaria, affermando anzi, sempre a quanto riferitoci, che, se pur affetto da lieve raffreddore il gatto risultava essere sano, senza saper spiegare il perché fosse agonizzante.
La terza osservazione è invece da rivolgere al ns Sindaco che, nella sua nota, ha accusato il soccorritore di aver demandato al Comune il compito di occuparsi del povero gatto, cosa che, trattandosi di animale randagio, per legge, fa parte dei compiti dell’Ente ed in particolare dello stesso Sindaco, cosa che troppo spesso viene dimenticata. Tra l’altro, anche se si trattasse di un animale “non randagio”, sarebbe ugualmente condannabile il comportamento di un Pubblico Ufficiale che si rifiuti di prestare aiuto ad un cittadino in difficoltà, chiunque esso sia, incorrendo addirittura nel reato di “omissione di soccorso”.
In più vogliamo ricordare al Sindaco che mettere in competizione la delicata situazione economica delle famiglie con la protezione e la tutela degli animali, oltre a rappresentare un cattivo esempio per la cittadinanza e per i bambini, potrebbe far maturare in qualcuno la convinzione che l’unico suo interesse sia rivolto al lato economico della questione randagismo.
Venendo proprio all’aspetto economico dell’accaduto, abbiamo già chiesto ufficialmente al Sindaco di voler rendere nota l’entità dei costi che la comunità miglionichese ha dovuto sostenere a causa di questa vicenda e principalmente quelli sostenuti per l’autopsia, costi che, seppur ancora sconosciuti, a ns avviso, sarebbero stati inferiori se ci si fosse limitati a prestare soccorso allo sfortunato animale. Tra l’altro nessuno, nemmeno il soccorritore, pretendeva che il Comune, il Sindaco o i Vigili si accollassero i costi delle cure, piuttosto, ciò che veniva loro richiesto, era un aiuto per poter trasferire l’animale presso una struttura sanitaria.
Riguardo l’assenza dei fondi necessari per poter far fronte a questo tipo di emergenze, attendiamo ancora notizie dal Sindaco in merito al progetto di adozione, da parte della Lega del Cane di Cremona, dei cani custoditi presso il Canile di Matera, che porterebbe alla comunità un risparmio di circa 80mila euro all’anno e che, nel silenzio dell’Ente, sembra arenato da diversi mesi.
Sul mancato trasferimento dei suddetti cani, tra l’altro, lo stesso Sindaco ha più volte lamentato, in ns presenza, l’ingerenza delle Asl (non si sa perché contrarie al progetto) e l’impedimento costituito dalla positività di più della metà degli stessi alla leishmaniosi (grave malattia dei cani dovuta all’inosservanza di una adeguata profilassi antiparassitaria), promettendoci di fare chiarezza sulla vicenda.
Noi di Antea e i cittadini miglionichesi stiamo ancora aspettando.
Altro aspetto da chiarire, al fine di evitare in futuro situazioni simili a quella dei poveri gattini deceduti la scorsa settimana , è quella relativa ai ritardi circa le sterilizzazioni delle cagne randagie presenti nel comune e la loro reimmissione  sul territorio , progetto reso legale anche in Basilicata tramite modifica della legge regionale in materia e la creazione della figura del “cane libero assistito”.
L’ultima volta che abbiamo chiesto al Sindaco delucidazioni sui ritardi ci è stato risposto che dipendeva dalle ASL, perciò, anche questa volta non capiamo perché il Sindaco taccia senza protestare e senza spiegare la situazione ai cittadini.
Tra l’altro, viste le ultime vicende che hanno coinvolto dei felini, consigliamo al nostro primo cittadino di interessarsi presso le Asl affinchè, come previsto dalla legge nazionale sul randagismo nonché da quella regionale, venga avviato, nel più breve tempo possibile, il censimento delle colonie feline e la loro sterilizzazione a carico della stessa azienda sanitaria.
Chiudiamo ricordando al Sindaco che il ns interesse nei confronti di argomenti spesso trascurati dalle passate e dall’attuale Amministrazione è finalizzato solo e soltanto al miglioramento della nostra comunità e, a differenza di quanto da lui affermato, Antea non nasconde secondi fini ed utilizza lo stesso metro con tutti gli interlocutori, come dimostrano la recente discussione sull’Oasi di San Giuliano intercorsa con l’Amministrazione Provinciale, le critiche alla Regione riguardo le estrazioni petrolifere e quelle a Governo e Unione Europea riguardo la sperimentazione sugli animali.
Auguri e Buon 2013 a tutti

lunedì 24 dicembre 2012

Petardi uccidono 2 gattini a Miglionico: ANTEA dice basta!

  
L’Associazione ANTEA (Associazione Nazionale Tutela Ecosistema e Animali) denuncia un deplorevole gesto di maltrattamento di animali avvenuto a Miglionico lo scorso il 23 dicembre.
Due cuccioli di gatto, appartenenti a una piccola colonia felina amorevolmente accudita a proprie spese da un ragazzo particolarmente sensibile sono stati barbaramente uccisi dallo scoppio di pericolosi petardi lanciati contro di loro da alcuni bambini, evidentemente educati al non rispetto della vita e poco inclini  all’altruismo. I poveri gattini sono morti dopo atroci sofferenze: uno di essi probabilmente è deceduto quasi subito a causa del colpo violento che gli ha dilaniato la testa, mentre l’altro si è spento dopo 18 ore di agonia, nell’indifferenza di un Agente della Polizia Municipale che era stato informato dell’accaduto.
“Non conosciamo le motivazioni – scrive ANTEA in un comunicato - che abbiano spinto chi di dovere a non prestare soccorso al povero cucciolo agonizzante e a non indagare sull’accaduto, nonostante, a quanto ci riferiscono, la presenza di testimoni avrebbe facilmente portato all’individuazione dei colpevoli, ma riteniamo che qualunque esse siano non abbiano maggiore importanza della vita di un animale, sia esso un bambino o un gattino”.

ANTEA ritiene grave l’accaduto soprattutto per la scarsa attenzione mostrata da chi dovrebbe rappresentare sempre la Legge,  anche quella  Legge che tutela gli animali contro il maltrattamento gratuito e senza alcun motivo.  A tal proposito l’Associazione fa sapere che recentemente, aveva con una nota chiesto al Sindaco di vietare con apposita ordinanza l’utilizzo sul territorio di Miglionico di botti e petardi di qualunque genere, pericolosi per uomini e animali. Molti comuni in Italia hanno adotattato tale provvedimento e certamente molti altri si appresteranno a farlo. Se al posto dei gattini a subire le conseguenze di questi pericolosi oggetti fossero stati dei bambini il problema sarebbe stato più sentito? Ma non occorre arrivare a tanto affinchè, dopo gli innumerevoli episodi tragici che ogni anno avvengono in Italia a causa dei petardi (2 morti e 561 feriti anche gravi l’anno scorso), la via della prevenzione sia finalmente accettata. Del resto le feste non solo non cambierebbero nella loro vera sostanza ma verrebbero vissute davvero con pace e serenità per  uomini e animali.
Ma non è questo forse il messaggio del Natale? Non è questo forse il senso e il significato degli auguri che in questi giorni tutti si scambiano? Buon Natale a tutti, allora, e soprattutto a chi ancora perpetua nel cuore e nella mente l’odio insensato per la vita e gli animali. La speranza è che presto tutti i genitori imparino a educare meglio i propri figli e se stessi al rispetto verso tutte le forme di vita, senza distinzione alcuna. I botti di Natale e Capodanno non portano la Pace, sono solo espressione di atavici luoghi comuni che oggi non hanno motivo di esistere.  Sindaci, aboliteli presto e definitivamente, fate un bel regalo alla vostra Comunità!

Matteo Visceglia


  
Lettera consegnata ad ANTEA nella mattinata del 24.



mercoledì 19 dicembre 2012

Replica di Antea alla Provincia di Matera sulla questione dell'Oasi di San Giuliano

Botta e risposta tra Provincia di Matera e Associazione Antea in merito alla questione dell'Oasi di San Giuliano. Nuovo comunicato diffuso da Antea oggi 19 dicembre 2012 che riportiamo integralmente.

La delegazione provinciale Antea Onlus Miglionico, prende atto dell’interesse mostrato dalla Provincia di Matera, purtroppo solo a mezzo stampa e non a livello pratico, nei confronti della, ripetiamo, disastrosa situazione  in cui versa l’Oasi di San Giuliano , come la maggior parte dei cittadini e delle associazioni amano definirla ( definizione che tra l’altro non cambia la sostanza dei fatti).
Ci rammarichiamo per l’inutile, a tratti ridicolo, tentativo da parte dell’ente di voler fornire un’immagine dell’Oasi che non rappresenta in nessun modo la realtà dei fatti , come facilmente riscontrato da tutti quei cittadini che ormai quotidianamente ci segnalano situazioni di degrado e di mancato rispetto di norme e regolamenti e come da noi stessi constatato tramite attente verifiche e abbiamo l’impressione che si tratti di un vano tentativo di arrampicata sugli specchi che non fa onore a chi dovrebbe garantire l’integrità e la salvaguardia di un’area di straordinaria bellezza ed importanza per il nostro territorio.


Veniamo adesso all’analisi dei punti saggiamente elencati nell’articolo del 18/12/2012 da qualcuno che mostra di conoscere l’Oasi soltanto a livello tecnico e burocratico dimostrando, invece, di non viverla  quotidianamente .
Dal punto di vista vegetazionale , “la provincia ogni anno effettua, nei limiti delle proprie competenze, degli interventi di miglioramento e rinaturalizzazione del soprassuolo” , peccato però che l’attività di disboscamento abusivo risulta essere altrettanto evidente ed incontrastata , ormai da diversi anni, ed invece di cercare in qualche modo di porre rimedio al fenomeno c’è qualcuno che si affanna nel trovare giustificazioni.

A livello pedologico/agricolo, come risulta dalla testimonianza di diversi cittadini, i territori agricoli rientranti nel perimetro dell’area protetta e lungo i confini della stessa, sono stati nel corso degli anni e ancor più nei mesi scorsi, oggetto di trattamenti e disinfestazioni tramite sostanze chimiche irrorate sia tramite mezzi di terra che tramite elicotteri, violando il regolamento dell’oasi sia riguardo l’utilizzo delle sostanze sopracitate sia riguardo il divieto di sorvolo dell’area.


Faunisticamente parlando, si parla di bracconaggio, un problema che investe, purtroppo, la stragrande maggioranza delle aree protette”, che non costituisce , per noi di Antea , una giustificazione valida affinchè gli organi preposti alla vigilanza non vengano chiamati in causa, scaricando le proprie responsabilità.
Riguardo l’abbattimento controllato dei cinghiali invece, il fatto che si tratti di un intervento approvato dalla Regione Basilicata e dall’ISPRA  non esula dal riflettere che si tratti di una pratica fortemente in contrasto con quelle che sono le finalità e le prerogative di un’area protetta come San Giuliano, senza voler soffermarsi ,poi, sull’inutilità di tale intervento allo scopo di proteggere , come l’ente spesso afferma, pochissimi terreni “seminativi o a riposo colturale” presenti nella zona.
Riguardo la situazione rifiuti, noi di Antea siamo coscienti del fatto che la Provincia non abbia competenza in tale materia e proprio per questa ragione abbiamo più volte sollecitato l’intervento dei comuni interessati e preso parte alle iniziative di pulizia organizzate nei mesi scorsi da associazioni e liberi cittadini.
Per quanto concerne la situazione generale dell’Oasi, invece, basta farsi un giro a San Giuliano per notare subito l’incuria sia dal punto di vista ecologico che della fruizione in genere, soprattutto se tali interventi vengono attuati senza nessun criterio e spesso senza tener conto del regolamento dell’Oasi, come per esempio si evince dalla realizzazione di un’area picnic nella “Zona A”  della riserva (zona umida destinata alla riproduzione) , che dovrebbe essere off limits per turisti e pescatori , riguardo la quale , ormai da diversi mesi, noi di Antea abbiamo chiesto spiegazioni senza ottenere, tra l’altro, alcuna risposta.

Un discorso a parte merita il centro visite che, pur essendo stato dato in gestione tramite regolare gara, ormai da mesi versa in stato di totale abbandono ( cartellonistica divelta, struttura lesionata dalla caduta di un albero, area picnic in totale degrado, chiusura sistematica della struttura, ecc), ma a quanto pare, vista la mancanza di accenni a tale situazione nell’articolo pubblicato dall’ente , sembra evidente l’assenza di qualsiasi  forma di vigilanza e di controllo e questo già rappresenta una enorme responsabilità.


Per quanto concerne le trivellazioni alle quali facevamo riferimento nel nostro articolo del 13/12/2012 ed in altri precedenti articoli, nessuno di noi ha mai affermato che siano state autorizzate tali pratiche all’interno del perimetro dell’Oasi ma a pochissimi chilometri dallo stesso, il che costituisce ugualmente un grave pregiudizio per il territorio di San Giuliano e per la conservazione  della sua integrità. A tal proposito auspichiamo che la Provincia e i comuni dell’aera prendano posizione in maniera decisa contro il suddetto permesso di ricerca idrocarburi accordato alla società Delta Energy, in una zona di rilevante interesse ambientale, faunistico ed idrogeologico.

L’unica realtà alla quale la Provincia ha fatto riferimento nel suo articolo e che effettivamente svolge un ruolo di fondamentale importanza per l’Oasi è rappresentata dal CRAS (centro recupero animali selvatici) , che ospita diverse specie di rapaci ed altri animali, i quali, dopo essere stati sottoposti a cure ed analisi approfondite, vengono reintrodotti in natura. Anche in questo caso, però, noi di Antea riteniamo che enti ed istituzioni debbano maggiormente sostenere il progetto, soprattutto dal punto di vista logistico.

Chiudiamo con la consapevolezza che una grande parte delle responsabilità riguardo ai problemi dell’Oasi sia da addebitare all’inciviltà e all’incoscienza di molti cittadini che non rispettano le leggi e che non capiscono l’importanza che un’area protetta come San Giuliano potrebbe avere per il nostro territorio , ma siamo altrettanto convinti che uno dei compiti delle istituzioni sia anche quello di educare i propri cittadini, affinchè prendano coscienza del reale valore paesaggistico ed economico di quei luoghi.
In conclusione, è doveroso da parte nostra chiedere, innanzitutto ai cittadini, di abbandonare tutti i comportamenti e le abitudini dannose per l’ambiente nonché contrarie alle leggi e ai regolamenti e alla Provincia di Matera di mettere da parte gli atteggiamenti vittimistici volti a scaricare le proprie responsabilità sui cittadini e su altri enti, spendendo tutte le proprie energie ,soprattutto quelle mentali, nella risoluzione dei numerosi problemi che attanagliano l’OASI.


giovedì 13 dicembre 2012

Associazione ANTEA denuncia lo stato della Riserva di San Giuliano

L'Associazione ANTEA (Associazione Nazionale Tutela Ecosistemi e Animali) Delegazione di Miglionico ha diffuso un comunicato stampa in merito ai problemi dell'Oasi di San Giuliano che riportiamo integralmente qui di seguito.


"Ancora una volta torniamo a parlare dell’Oasi di San Giuliano non per denunciare una situazione in particolare ma per invogliare cittadini ed istituzioni ad una seria riflessione.

 La storia della Riserva Regionale di San Giuliano è legata alla nascita dell’omonimo invaso artificiale creato per scopi irrigui dallo sbarramento del fiume Bradano tra il 1950 e il 1957. La presenza del lago, da subito, attirò numerose specie di uccelli acquatici, rendendo quindi necessarie iniziative volte alla tutela dell’area.
Nel 1976, infatti, il lago diventò Oasi di Protezione della Fauna sulla quale fu poi apposto il vincolo paesaggistico e la Regione Basilicata, al fine di rafforzare le azioni di tutela, istituì nel 2000 una Riserva Naturale Orientata affidandola in gestione alla Provincia di Matera .
Successivamente, il Ministero dell’Ambiente dichiarò San Giuliano Area SIC (Sito di Interesse Comunitario) ed Area ZPS ( Zona di Protezione Speciale) inserendola, con Decreto Ministeriale del maggio 2003, nell’elenco delle zone umide italiane previste dalla Convenzione Ramsar per la Conservazione delle Aree di Interesse Internazionale per la Fauna Acquatica.
Attualmente, viste le disastrose condizioni in cui versa l’Oasi e come più volte denunciato nei mesi scorsi, sorge spontaneo chiedersi come le istituzioni preposte, abbiano potuto permettere tutto questo.
Ovunque si guardi c’è qualcosa che non va : continue violazioni di leggi e regolamenti, rifiuti di ogni genere abbandonati ovunque, alcuni dei quali (ingombranti e pericolosi) finiscono in acqua, utilizzo indisturbato di sostanze chimiche per trattare i campi agricoli rientranti nella zona protetta, concessione di autorizzazioni alle trivellazioni per la ricerca di idrocarburi a pochi km dal lago, cacciatori liberi di sparare ai margini dell’Oasi e, con l’ alibi dell’abbattimento controllato dei cinghiali, spesso anche all’interno della Riserva, pesca illegale con reti e nel mancato rispetto dei regolamenti.
Se a tutto questo si aggiunge poi  l’intenzione, spesso paventata da parte delle Istituzioni, di permettere la navigazione all’ interno del lago, come fortemente auspicato da certe associazioni, e la disastrosa situazione in cui versa l’ormai abbandonato Centro Visite, ci piacerebbe capire che senso abbia continuare a chiamarla Oasi se in realtà non lo è mai stata e, probabilmente, mai lo sarà.
La premessa, riguardante la storia di San Giuliano, che abbiamo appositamente pensato di inserire in questo articolo, ha come unico scopo quello di fare notare a tutti voi che, nelle condizioni attuali, siamo di fronte ad un luogo nato come Oasi ma diventato, nel corso degli anni, solo lo strumento grazie al quale ricevere fondi ed aiuti economici, strappando dalle mani dei cittadini una enorme ricchezza (non economica), un luogo anche di affezione e di pace, nonché casa di tantissimi animali selvatici anche se di loro, si sa, importa a pochi.
Resteremo sempre in ansia ad aspettare che qualcuno rifletta e capisca che bisogna cambiare rotta e ad attendere un’ indignazione generale dei cittadini affinché lottino per riprendersi ciò che gli appartiene".                            

 Miglionico,  13 dicembre 2012

martedì 27 novembre 2012

Antea Miglionico: nota sull'Oasi di San Giuliano

In seguito alle nostre numerose segnalazioni riguardanti la difficile e disastrosa situazione in cui versa l’Oasi di San Giuliano ed in particolar modo l’area pic nic di Contrada Foggia di Lupo, senza aver mai ricevuto alcuna risposta, lo scorso 24 Novembre 2012 , noi di Antea Onlus Miglionico con il CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) di Matera, in collaborazione con alcuni volenterosi cittadini di Miglionico, abbiamo organizzato la prima (di altre che seguiranno in futuro) giornata di pulizie dell’area sopra citata, raccogliendo svariati quintali di rifiuti di ogni genere, abbandonati nell’ambiente da persone incivili che ancora oggi, purtroppo, hanno libero accesso ad un’area che, secondo la legge, dovrebbe essere chiusa al pubblico.
A fine giornata, il Sindaco di Miglionico si è recato sul posto a farci visita ed ha colto l’occasione per intraprendere con noi un dialogo costruttivo riguardante i problemi dell’area e le possibili soluzioni per risolverli al meglio, promettendo di impegnarsi e, quindi, prendere tutti i provvedimenti necessari.
Tutti noi, a questo punto, restiamo speranzosi in attesa che qualcosa si muova e non abbasseremo la guardia fino a quando non vedremo rifiorire questo luogo in tutto il suo splendore, tornando ad essere una vera Oasi.


Miglionico, 27 novembre 2012
Antea Onlus  

Foto Antea


 

mercoledì 21 novembre 2012

L'associazione Antea invita i sindaci del materano a vietare i petardi e i botti di fine anno

Un comunicato dell'associazione Antea di Miglionico ripropone il problema delle conseguenze dell'uso di botti e petardi. Un esempio che dovrebbero seguire anche molte altre associazioni.

"Anche quest’anno nei nostri Comuni sarà consuetudine celebrare le festività natalizie e di fine anno,oltre che con strumenti innocui, anche con il lancio di petardi e botti di vario genere.
Puntualmente, la cronaca nazionale riferisce del sequestro, da parte degli organi preposti, di ingenti quantitativi di artifici illeciti abusivi ,ma esiste un oggettivo pericolo anche per i petardi dei quali è ammessa la vendita al pubblico trattandosi pur sempre di materiali esplodenti pericolosi .
Solo lo scorso anno, l’utilizzo dei suddetti materiali ha provocato alcuni morti e centinaia di feriti , oltre alle migliaia tra cani e gatti randagi e domestici, uccelli e fauna selvatica che muoiono di infarto per la paura dei rumori e delle luci da essi provocati o a causa di incidenti stradali dovuti alla fuga, senza calcolare i danni da inquinamento ambientale dovuti ai copiosi residui  derivanti dalle esplosioni.
Come se non bastasse, il ritrovamento di centinaia di animali feriti o vaganti sul territorio, va a gravare ulteriormente sui bilanci di Comuni ed Asl costretti a prestare loro soccorso e ricovero presso le strutture convenzionate.
Sono ormai migliaia i Comuni italiani, da Nord a Sud, che hanno vietato l’utilizzo di qualsiasi materiale esplosivo, non solo per la fine dell’anno ma anche per tutti gli altri eventi in occasione dei quali è consuetudine farne uso, dando così esempio di civiltà, rispetto per i cittadini ed attenzione nei confronti di animali ed ambiente.
La nostra associazione, ritiene che non possa esserci reale divertimento laddove a farne le spese siano altri esseri viventi, pertanto abbiamo chiesto a tutti i Sindaci della Provincia di Matera di  emanare un’ordinanza che vieti, anche nei  nostri Comuni, l’utilizzo di botti e petardi, seguendo l’esempio di tutti i Comuni virtuosi che hanno già da tempo provveduto,  e invitando i cittadini a festeggiare e divertirsi in maniera sana, sostenibile e rispettosa, magari suggerendo loro di donare i soldi destinati all’acquisto dei suddetti materiali alle famiglie meno fortunate.
Speriamo vivamente che tutti loro accolgano positivamente il nostro appello."

mercoledì 10 ottobre 2012

Comunicato stampa: Antea denuncia degrado Oasi di San Giuliano

Come già segnalato in numerose occasioni nei mesi scorsi, la delegazione provinciale Antea Onlus Miglionico torna a denunciare la situazione di totale degrado in cui versa l’Oasi protetta di San Giuliano e la sistematica violazione,spesso anche da parte delle istituzioni, dei regolamenti che dovrebbero garantirne la tutela.
Questa volta intendiamo sottoporre all’attenzione delle autorità competenti e dell’opinione pubblica  la vergognosa situazione in cui versa l’area picnic situata in Contrada “Foggia di Lupo”.
Fino a qualche tempo fa la suddetta area era off-limits in quanto ,come previsto dal regolamento dell’oasi, ricade nella cosiddetta “Zona A” (zona umida, destinata alla nidificazione e alla riproduzione della fauna del lago), quindi sottoposta a divieto di caccia,pesca ed attività invasive in genere (birdwatching, picnic, ecc).
Da quando, però, l’Amministrazione Provinciale di Matera, violando il regolamento, ha realizzato in quella zona la già citata area picnic la situazione a “Foggia di Lupo” si è parecchio aggravata:
rifiuti di ogni genere, dai resti dei picnic ai pneumatici (come dimostrano le foto), abbandonati ovunque da persone incivili.
Ora ci chiediamo, che significato ha costruire un’oasi con tanto di regole e leggi da rispettare se le istituzioni sono le prime a non osservarle e a non farle osservare?
A cosa serve suddividere l’oasi in aree dalle diverse funzioni se in ognuna di esse ognuno fa quello che gli pare?
Ora ci mancano solo le barche in mezzo al lago e siamo al completo!

Foto ANTEA

domenica 16 settembre 2012

Rassegna stampa: Antea su pesca irregolare Oasi San Giuliano

Pesca irregolare nell’Oasi di S. Giuliano
Miglionico. La denuncia dell’associazione “Antea” per le gare sportive ed i dilettanti  

MIGLIONICO - La Delegazione provinciale dell’asso ciazione “Antea” Onlus di Miglionico, continua la sua campagna di sensibilizzazione e di denuncia riguardo la situazione di totale abbandono e degrado in cui versa l'Oasi protetta di San Giuliano. «Nei mesi scorsi -si legge in una nota- la nostra associazione ha più volte puntato il dito contro tutti quei comportamenti e quelle pratiche dannose per l'area protetta del lago, che molti cittadini e spesso, attraverso decisioni scellerate ed inspiegabili, anche le istituzioni mettono in atto, svuotando di fatto l'Oasi di ogni significato». Dopo essersi schierata in maniera netta ed inequivocabile contro il via libera al permesso di Ricerca Idrocarburi “Il Perito”, concesso alla società inglese Delta Energy in un'area distante solo pochi km dal perimetro dell'Oasi, aver denunciato l'uso di pesticidi e concimi chimici nei campi agricoli adiacenti o addirittura situati all'interno dell'area protetta, aver documentato e segnalato l'abbandono indiscriminato di rifiuti di ogni genere nella zona ed aver preso posizione contro il progetto in atto di abbattimento controllato di cinghiali nel territorio dell'Oasi, questa volta Antea punta il dito contro il mancato rispetto da parte di molti cittadini ed appassionati delle norme che regolamentano la pesca, sia a livello amatoriale che agonistico. «Oltre alle consuete segnalazioni riguardanti coloro che praticano la pesca in modo del tutto abusivo, essendo sprovvisti di regolare licenza e contravvenendo alle più elementari norme che regolano tale attività -proseguono da Antea- ne abbiamo ricevute tante altre che evidenziano, soprattutto durante lo svolgimento di gare agonistiche regolarmente autorizzate, scarsa attenzione da parte dei partecipanti e degli organizzatori delle stesse alla salvaguardia e alla sopravvivenza degli animali pescati. Come prevedono le norme e i regolamenti che disciplinano tali competizioni, il pescato deve essere mantenuto in vita fino a fine gara per poter poi essere rimesso in libertà; ma diverse foto e testimonianze, dimostrano che, in molte occasioni, oltre il 50% degli animali pescati perdono la vita a causa della negligenza e dell'insensibilità di alcuni partecipanti, degli organizzatori degli eventi e di coloro che dovrebbero vigilare sul rispetto dei regolamenti. A questo punto sorge spontaneo chiedersi che senso abbia approvare regolamenti ad hoc per determinate discipline, se poi non si è in grado di farli rispettare, soprattutto se si tratta di regolamenti già troppo permissivi ed invasivi per un'Oasi, come dimostra, per esempio, la possibilità di utilizzare il “barchino” nella pratica del “carpfishing”».
FONTE: IL QUOTIDIANO DELLA BASILICATA 15 SETTEMBRE 2012
  provinciamt@luedi.it

domenica 2 settembre 2012

Rassegna stampa: Antea su Oasi di San Giuliano

Miglionico. «Ci sono problemi più seri creati proprio dagli agricoltori»
San Giuliano è un Far West
L’associazione Antea contro l’abbattimento dei cinghiali 


MIGLIONICO - La delegazione provinciale Antea Onlus Miglionico si unisce alle perplessità e alle critiche di numerose altre associazioni animaliste ed ambientaliste riguardo al progetto di abbattimento controllato dei cinghiali nel territorio dell'oasi di San Giuliano. «Il territorio dell'oasi -spiegano da Antea- dovrebbe rappresentare un riparo sicuro per tutte le specie animali ma, ormai da troppo tempo,si è trasformato in un territorio privo di regole, dove ogni cittadino agisce indisturbato, spesso in violazione delle leggi nazionali e regionali ed in barba al regolamento dell'oasi. Se poi, al comportamento incivile della gente comune, si aggiungono scellerate decisioni da parte delle istituzioni, le quali invece hanno il dovere di salvaguardare l'area del lago, sorge spontaneo il sospetto che l'oasi stia diventando solo un contenitore di finanziamenti». Antea ritiene che «il problema dei danni all'agricoltura causati dai cinghiali, ammesso che di reale problema si tratti, rappresenti l'ultima delle emergenze paragonata a pratiche estremamente dannose per l'area, quali, l'abbandono di rifiuti di ogni genere, anche pericolosi, il continuo disboscamento abusivo di intere aree e utilizzo di pesticidi e concimi chimici nei campi agricoli attigui o addirittura ricadenti nel perimetro dell'area protetta. Gli stessi agricoltori che lamentano la presenza dei cinghiali, ignorano il fatto che i danni causati dall'uomo per le proprie esigenze siano più pericolosi di quelli causati da un cinghiale affamato che gia deve subire l'onta degli incendi, della siccità, dei cacciatori e dei bracconieri». Per queste ragioni, Antea Onlus chiede alle istituzioni regionali, provinciali e comunali nel cui territorio ricade l'area dell'oasi, la convocazione urgente di un tavolo di confronto tra tutti i soggetti interessati al benessere e alla salvaguardia dell'area protetta di San Giuliano, «per cercare la soluzione ai problemi che la attanagliano ormai da troppo tempo, svuotandola di ogni valore e significato». Infine, Antea come auspicato anche dall'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), alla luce dell'emergenza incendi degli ultimi mesi che hanno distrutto la flora e la fauna locale e del problema siccità che da tempo mette a dura prova la sopravvivenza delle specie animali,chiede al presidente della Regione la sospensione del calendario venatorio su tutto il territorio lucano, fino al naturale e completo ripristino del loro habitat. 
Fonte: Il Quotidiano della Basilicata
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