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domenica 8 giugno 2014
Un'Aquila dei serpenti trovata ferita a Matera
Grazie ad una segnalazione di un allevatore questa mattina siamo intervenuti come CRAS per il recupero di un maestoso Biancone (detto anche Aquila dei serpenti) immaturo rinvenuto ferito nel Parco della Murgia materana. Ad un primo esame si è riscontrato un trauma all'ala sinistra le cui cause non conosciamo ma probabilmente riconducibili ad un urto contro uno dei tanti cavi aerei presenti sulla murgia. Domani visita veterinaria e radiografia.
giovedì 24 aprile 2014
Il biancone "Egidio" dall'Africa ritorna in Europa
Per la prima volta un immaturo di
biancone nato in Basilicata e seguito via satellite dal mese di luglio del 2013 invece di estivare in Nord Africa, come ci si aspettava, sta
tornando in Europa! Pochi giorni fa infatti il giovane Egidio, questo il nome dato all'esemplare, ha attraversato lo
stretto di Gibiliterra! Per seguire la migrazione di ritorno visualizzare la mappa on line qui sotto.
Visualizza Egidio - autumn migration 2013 in una mappa di dimensioni maggiori
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martedì 24 settembre 2013
Continua in Basilicata il Progetto Biancone tramite i GPS a telemetria satellitare
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| Un biancone con preda |
Continua in Basilicata lo studio sul Biancone (Circaetus gallicus) iniziato nel 2010 dal Parco Regionale Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane in collaborazione con l’Osservatorio Faunistico della Regione Basilicata e l’Università di Alicante (Spagna). La ricerca ha giá permesso per la prima volta in Italia di acquisire, attraverso il marcaggio con trasmittenti satellitari di 5 individui, importanti dati sulle strategie migratorie adottate della specie.
Il progetto prosegue grazie alla possibilità di impiego di due trasmittenti messe a disposizione dall’Università di Alicante, che in collaborazione anche con il CRAS di Matera, ha consentito, nella stagione riproduttiva 2013, di marcare due giovani Bianconi. Le trasmittenti, dal peso di 45 grammi (meno del 3% del peso delle aquile) funzionano tramite telemetria satellitare, una tecnica attraverso la quale è possibile seguire le migrazioni degli uccelli attraverso piccole radio alimentate da pannelli solari. Questi strumenti, che sono stati applicati tramite un leggerissimo “zainetto” pochi giorni prima che le giovani aquile si involassero dal nido, inviano dei dati (coordinate, ora e data) che sono poi scaricabili da internet. Il Biancone è un’aquila che nidifica in ambienti mediterranei, si nutre quasi esclusivamente di serpenti, e trascorre l’inverno prevalentemente in Africa.
Grazie al sistema GPS è possibile localizzare i bianconi con precisione e quindi valutare le rotte di migrazione utilizzate per attraversare il Mediterraneo e il Sahara, nonché le aree di svernamento in Africa tropicale ed in Sicilia.
Tre delle 5 giovani aquile marcate negli anni scorsi, purtroppo, sono state uccise illegalmente ad opera di bracconieri (una in Nigeria, una in Sicilia e una in Spagna), mentre delle altre 2, si sono persi i segnali in Africa per cause sconosciute. Anche per le due giovani aquile marcate quest’anno sarà possibile seguire gli spostamenti quotidiani riportati su mappe nella sezione dedicata, presente sul sito del Parco www.parcogallipolicognato.it
I primi risultati sono stati pubblicati nell’articolo "Extremely detoured migration in an inexperienced bird: interplay of transport costs and social interactions", sulla rivista Journal of Avian Biology, e mostrano come queste giovani aquile, se riescono a seguire gli adulti esperti, raggiungono l’Africa attraverso la Francia, la Spagna e lo Stretto di Gibilterra, invece di attraversare direttamente il mar Mediterraneo.
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| Uno dei due giovani equpaggiati con radiotrasmittente satellitare |
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telemetria satellitare
mercoledì 4 settembre 2013
Bianconi lucani in partenza per l'Africa
domenica 21 aprile 2013
mercoledì 24 ottobre 2012
Abbattuto a fucilate Pilar, giovane biancone lucano con satellitare
di Matteo Visceglia
Pilar, uno dei giovani bianconi (Circaetus gallicus) lucani nato lo scorso 2011 e protagonista di un ambizioso progetto di monitoraggio con telemetria satellitare, è stato barbaramente ucciso da bracconieri a metà settembre sullo stretto di Messina, in località Alì Terme. E' l'ennesima prova, quasi una quotidiana ostentazione della stupidità umana, di quanto deleterio e spregevole sia il bracconaggio praticato in modo spesso impunito in tante parti d'Italia e d'Europa. Pochi giorni fa in Toscana anche due Ibis eremita, anch'essi facenti parte di un importante progetto europeo finalizzato alla conservazione della specie, sono stati abbattuti da colpi di arma da fuoco.
Già nel 2010 il Parco Regionale Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane, in collaborazione con l’Università spagnola di Alicante, avviò un progetto di ricerca sul Biancone aquila migratrice molto rara che nidifica nel territorio del Parco e sverna principalmente in Africa tropicale, a Sud del Sahara. Nell’ambito di questo progetto, per la prima volta in Italia, in due anni sono stati marcati 5 giovani esemplari mediante l’applicazione di piccole trasmittenti satellitari.
L’utilizzo di
questa moderna tecnologia ha permesso di seguire in diretta gli spostamenti di
questi rapaci nella migrazione tra Europa e Africa, fornendo utilissime
informazioni sull’ecologia e le strategie migratorie adottate, necessarie per
l’individuazione di misure per la conservazione della specie. Moltissimi appassionati e diversi ricercatori interessati allo studio della migrazione a circuito del Biancone, sono rimasti assai sorpresi quando sul monitor del computer non hanno potuto più seguire gli spostamenti di Pilar tra la Basilicata e la Sicilia dove aveva trascorso il suo primo anno di vita.
Pilar era stato marcato nel suo nido, nel luglio 2011, poco prima
dell’involo e nel suo primo anno di vita aveva volato per migliaia di
chilometri in diverse località dell’Italia centro-meridionale trascorrendo
l’inverno e la primavera in un’area della Sicilia centrale.
Sullo Stretto di Messina anche se la barbara "tradizione" di uccidere i
migratori primaverili sembra essere diminuita grazie agli enormi sforzi di vigilanza di
Associazioni ambientaliste e alle azioni di repressione da parte delle forze di
polizia, sono purtroppo ancora frequenti gli episodi di bracconaggio. Ciò è dovuto al
fatto che le norme penali italiane sono inadeguate rispetto alla gravità del
fenomeno del bracconaggio dove ad esempio, l’uccisione di una specie protetta,
come il Biancone, rappresenta un reato “contravvenzionale” punito molto spesso
con una multa e soprattutto, agli scarsi controlli attuati sull’attività
venatoria in molte aree del nostro Paese, che risultano particolarmente carenti
nelle regioni meridionali.
D’altra parte
gli abbattimenti illegali di cui si viene a conoscenza, come quello del
Biancone Pilar, sono solo una piccola minoranza
e testimoniano gli enormi rischi che corrono in quell’area i rapaci migratori e
non. Va ricordato che il numero complessivo degli animali abbattuti ogni anno
dai bracconieri rimane ancora un’incognita a cui oggi le autorità competenti
non sono in grado di dare un valore quantitativo.
Il Presidente del Parco Luigi Lombardi nel commentare questo episodio ha così dichiarato:
"Ancora una volta
questi vergognosi gesti di bracconaggio compromettono le diverse azioni
positive messe in atto dagli enti gestori di aree protette, a cui spetta in
primis il compito di attuare studi e programmi per garantire la tutela e la salvaguardia della Natura.
Gli sforzi di conservazione compiuti nelle aree di nidificazione (come
nel caso di Pilar, nato in Basilicata nel Parco
Regionale Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane), subiscono ancora una
volta un danno irreparabile a causa di atti delinquenziali compiuti da “uomini” che non hanno alcun rispetto del patrimonio naturale e delle
normative.
In questo caso
infatti, la spregevole azione dei bracconieri, oltre ad aver colpito una specie
particolarmente protetta, ha vanificato tutti gli sforzi di ricerca, anche
economici, attuati dopo anni di programmazione a livello internazionale per
migliorare le conoscenze sui comportamenti migratori di quest'aquila mediterranea.
Fenomeni di tale
gravità sottolineano l’importanza e l'urgenza di rendere più severe le norme
nazionali di tutela della fauna e di affiancarvi operazioni concrete e costanti
di vigilanza del territorio da parte dei Corpi di Polizia preposti, al
fine di contrastare fortemente questi atti di illegalità consolidata, compiuti
altresì in epoca di pre-apertura dell’attività venatoria".
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| Un biancone con radio satellitare applicata poco prima dell'involo |
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| La mappa degli spostamenti di Pilar nel suo primo anno di vita |
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Parco Gallipoli
giovedì 10 novembre 2011
Dalla Basilicata al Sahel: le aquile che migrano “al contrario”
Ugo Mellone, Università di Alicante
Avendo un paio d'ali, e dovendo raggiungere l'Africa dall'Italia, in che direzione volereste? La logica direbbe Sud, ma in natura le cose non sempre vanno secondo la nostra logica. A partire dal 2010, nel Parco Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane, è iniziato un progetto di studio della migrazione del Biancone (Circaetus gallicus), finanziato dall'Osservatorio Faunistico della Regione Basilicata e dall'Estación Biológica Terra Natura (Università di Alicante, Spagna). Ad oggi sono stati marcati con trasmittenti GPS/Argos, per la prima volta in Italia, cinque giovani esemplari.
Il Biancone è un'aquila che nidifica in boschi mediterranei, si nutre quasi esclusivamente di serpenti, e trascorre l'inverno prevalentemente in Africa tropicale. Il sistema GPS consente di localizzare i Bianconi con precisione e quindi di valutare le rotte di migrazione e le aree di svernamento.
Le trasmittenti, dal peso di 45 g (meno del 3% del peso delle aquile) funzionano tramite telemetria satellitare, una tecnica attraverso la quale è possibile seguire le migrazioni degli uccelli attraverso piccole radio alimentate da pannelli solari. Questi strumenti, che sono stati applicati tramite un leggerissimo "zainetto" pochi giorni prima che le giovani aquile si involassero dal nido, inviano dei dati (coordinate, ora e data) che sono poi scaricabili da internet.
I risultati del primo anno della ricerca sono stati appena pubblicati sulla prestigiosa rivista Journal of Avian Biology ("Extremely detoured migration in an inexperienced bird: interplay of transport costs and social interactions") e dimostrano come queste aquile, invece di raggiungere l'Africa volando dirette verso Sud, si dirigono veso Nord e poi attraverso la Francia raggiungono la Spagna e lo Stretto di Gibilterra, dove attraversano il Mediterraneo (guarda il 'viaggio' nella in photogallery). Successivamente, dopo alcuni giorni di viaggio sul Sahara, raggiungono le savane del Sahel dove trascorrono l'inverno.
Perchè questo percorso così tortuoso? La risposta è negli altissimi costi energetici e rischi associati all'attraversamento del mare, dove i Bianconi sono obbligati al dispendioso volo battuto. Raggiungere l'Africa dalla Sicilia implicherebbe almeno 140 km di volo sul mare, mentre da Gibilterra sono soltanto 14. E come fanno degli animali con pochi mesi di vita, e senza nessuna esperienza dimigrazione, a seguire un percorso tanto complesso? I ricercatori hanno ipotizzato che i giovani Bianconi apprendano il percorso seguendo individui adulti.
Queste ipotesi erano già state formulate sulla base di osservazioni di gruppi misti (adulti e giovani) in migrazione verso Nord in Italia centrale, ma è la prima volta che arriva la conferma tramite la tecnologia GPS.
Attualmente è possibile seguire quasi in tempo reale sul sito del Parco www.parcogallipolicognato.it la migrazione di tre individui, Federico, Pilar e Crocco, e le sorprese e i colpi di scena non stanno mancando: non tutti i giovani, infatti sembrano essere in grado di apprendere la migrazione "sicura" dagli adulti.
[nell'immagine sotto tragitti reali (in rosso, dalla Spagna) e ipotetici (in nero, dalla Sicilia) utilizzati da due giovani Bianconi per raggiungere l'Africa (Mellone et al. 2011, Journal of Avian Biology 42: 468-472)]

Fonte: greenreport.it
Avendo un paio d'ali, e dovendo raggiungere l'Africa dall'Italia, in che direzione volereste? La logica direbbe Sud, ma in natura le cose non sempre vanno secondo la nostra logica. A partire dal 2010, nel Parco Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane, è iniziato un progetto di studio della migrazione del Biancone (Circaetus gallicus), finanziato dall'Osservatorio Faunistico della Regione Basilicata e dall'Estación Biológica Terra Natura (Università di Alicante, Spagna). Ad oggi sono stati marcati con trasmittenti GPS/Argos, per la prima volta in Italia, cinque giovani esemplari.
Il Biancone è un'aquila che nidifica in boschi mediterranei, si nutre quasi esclusivamente di serpenti, e trascorre l'inverno prevalentemente in Africa tropicale. Il sistema GPS consente di localizzare i Bianconi con precisione e quindi di valutare le rotte di migrazione e le aree di svernamento.
Le trasmittenti, dal peso di 45 g (meno del 3% del peso delle aquile) funzionano tramite telemetria satellitare, una tecnica attraverso la quale è possibile seguire le migrazioni degli uccelli attraverso piccole radio alimentate da pannelli solari. Questi strumenti, che sono stati applicati tramite un leggerissimo "zainetto" pochi giorni prima che le giovani aquile si involassero dal nido, inviano dei dati (coordinate, ora e data) che sono poi scaricabili da internet.
I risultati del primo anno della ricerca sono stati appena pubblicati sulla prestigiosa rivista Journal of Avian Biology ("Extremely detoured migration in an inexperienced bird: interplay of transport costs and social interactions") e dimostrano come queste aquile, invece di raggiungere l'Africa volando dirette verso Sud, si dirigono veso Nord e poi attraverso la Francia raggiungono la Spagna e lo Stretto di Gibilterra, dove attraversano il Mediterraneo (guarda il 'viaggio' nella in photogallery). Successivamente, dopo alcuni giorni di viaggio sul Sahara, raggiungono le savane del Sahel dove trascorrono l'inverno.
Perchè questo percorso così tortuoso? La risposta è negli altissimi costi energetici e rischi associati all'attraversamento del mare, dove i Bianconi sono obbligati al dispendioso volo battuto. Raggiungere l'Africa dalla Sicilia implicherebbe almeno 140 km di volo sul mare, mentre da Gibilterra sono soltanto 14. E come fanno degli animali con pochi mesi di vita, e senza nessuna esperienza dimigrazione, a seguire un percorso tanto complesso? I ricercatori hanno ipotizzato che i giovani Bianconi apprendano il percorso seguendo individui adulti.
Queste ipotesi erano già state formulate sulla base di osservazioni di gruppi misti (adulti e giovani) in migrazione verso Nord in Italia centrale, ma è la prima volta che arriva la conferma tramite la tecnologia GPS.
Attualmente è possibile seguire quasi in tempo reale sul sito del Parco www.parcogallipolicognato.it la migrazione di tre individui, Federico, Pilar e Crocco, e le sorprese e i colpi di scena non stanno mancando: non tutti i giovani, infatti sembrano essere in grado di apprendere la migrazione "sicura" dagli adulti.
[nell'immagine sotto tragitti reali (in rosso, dalla Spagna) e ipotetici (in nero, dalla Sicilia) utilizzati da due giovani Bianconi per raggiungere l'Africa (Mellone et al. 2011, Journal of Avian Biology 42: 468-472)]

Fonte: greenreport.it
lunedì 19 settembre 2011
Progetto Biancone 2011
Anche quest’anno torna il “Progetto Biancone” finanziato già durante l’anno precedente dall’Osservatorio Faunistico della Regione Basilicata e condotto in collaborazione tra il Parco Regionale di “Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane” e l’Università di Alicante.
Il Biancone (Circaetus gallicus) è una specie migratrice che nidifica in ambienti mediterranei e sverna prevalentemente in Africa, mediante la telemetria satellitare e sfruttando la tecnologia GPS/Argos sarà possibile seguire gli spostamenti dei tre rapaci nei prossimi anni, studiare con precisione le rotte migratorie utilizzate e individuare le aree di svernamento.
Nello scorso luglio sono stati marcati con trasmettitori satellitari tre giovani Bianconi nati all’interno del Parco sito nel cuore della Basilicata, alle tre aquile sono stati dati i nomi di Federico, Pilar e Crocco.
Sul sito internet del Parco, all’interno di una pagina dedicata a questo progetto, sarà possibile seguire la migrazione dei tre animali attraverso aggiornamenti costanti.
Il link per visualizzare le mappe è il seguente:
http://www.parcogallipolicognato.it/ita/web/nav.asp?nav=130
Per ulteriori informazioni contattare:
peppelucia@gmail.com
ugomellone@libero.it
info@pargogallipolicognato.it
Il Biancone (Circaetus gallicus) è una specie migratrice che nidifica in ambienti mediterranei e sverna prevalentemente in Africa, mediante la telemetria satellitare e sfruttando la tecnologia GPS/Argos sarà possibile seguire gli spostamenti dei tre rapaci nei prossimi anni, studiare con precisione le rotte migratorie utilizzate e individuare le aree di svernamento.
Nello scorso luglio sono stati marcati con trasmettitori satellitari tre giovani Bianconi nati all’interno del Parco sito nel cuore della Basilicata, alle tre aquile sono stati dati i nomi di Federico, Pilar e Crocco.
Sul sito internet del Parco, all’interno di una pagina dedicata a questo progetto, sarà possibile seguire la migrazione dei tre animali attraverso aggiornamenti costanti.
Il link per visualizzare le mappe è il seguente:
http://www.parcogallipolicognato.it/ita/web/nav.asp?nav=130
Per ulteriori informazioni contattare:
peppelucia@gmail.com
ugomellone@libero.it
info@pargogallipolicognato.it
lunedì 20 settembre 2010
Dalla Basilicata 2 giovani bianconi seguiti con il GPS

Grazie a un progetto finanziato dall’Osservatorio Faunistico della Regione Basilicata e dall’Università di Alicante (Spagna), nel mese di luglio del 2010 sono stati marcati con trasmittenti GPS/Argos per la prima volta in Italia due giovani Bianconi (Circaetus gallicus), nel Parco Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane. Ai Bianconi sono stati dati i nomi di Nic e Biagio. Le trasmittenti, dal peso di 45g (meno del 3% del peso delle aquile) funzionano tramite telemetria satellitare, una tecnica attraverso la quale è possibile seguire le migrazioni degli uccelli attraverso piccole radio alimentate da pannelli solari. Questi strumenti, che sono stati applicati tramite un leggerissimo “zainetto” pochi giorni prima che le giovani aquile si involassero dal nido, inviano dei dati (coordinate, ora e data) che sono poi scaricabili da internet. Il Biancone è un’aquila che nidifica in ambienti mediterranei, si nutre quasi esclusivamente di serpenti, e trascorre l’inverno prevalentemente in Africa. Il sistema GPS consente di localizzare i bianconi con precisione e quindi di valutare le rotte di migrazione utilizzate per attraversare il Mediterraneo e il Sahara, nonché di determinare le aree di svernamento in Africa tropicale. Con pochi mesi di vita le giovani aquile dovranno quindi affrontare un viaggio di migliaia di chilometri, sorvolando barriere naturali come il mare e il deserto, caratterizzate da ambienti ben diversi da quelli della Basilicata, in cui hanno trascorso i primi mesi di vita. In questa pagina sarà possibile seguire sulle mappe gli spostamenti dei Bianconi. La riproduzione dei contenuti di questa pagine e la relativa citazione sono consentite solo su autorizzazione degli enti finanziatori (Parco Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane - Università di Alicante, Spagna). Per informazioni è possibile contattare Ugo Mellone (ugomellone@libero.it) o info@parcogallipolicognato.it
Visualizza Nic - autumn migration 2010 in una mappa di dimensioni maggiori
Visualizza Biagio - autumn migration 2010 in una mappa di dimensioni maggiori
Fonte: http://www.parcogallipolicognato.it/ita/web/nav.asp?nav=130
martedì 31 agosto 2010
La migrazione dei bianconi è in atto

In Basilicata la migrazione del Biancone (Circaetus gallicus) verso il continente africano è già in corso, così come in molte altre regioni. Prestando attenzione a molte zone con caratteristiche idonee alla specie, in particolare aree aperte ricche di rettili, in questi giorni è facile osservare questa straordinaria "aquila dei serpenti" dalle dimensioni davvero ragguardevoli. Si spera che durante il suo avventuroso viaggio (di cui ancora si stanno studiando le rotte delle diverse popolazioni italiane) non abbia la sfortuna di incappare in qualche bracconiere, anche perchè già dal 1 settembre migliaia di fucili da caccia saranno pronti a sparare. Questo individuo è stato fotografato questa mattina in prossimità della Riserva Naturale di San Giuliano.
giovedì 22 luglio 2010
Avviato studio sul Biancone in Basilicata
PRENDE IL VIA IL PROGETTO DI STUDIO SUL BIANCONE NEL PARCO REGIONALE GALLIPOLI COGNATO PICCOLE DOLOMITI LUCANE ATTRAVERSO TELEMETRIA SATELLITARE
16/04/2010
Avviato un altro importante studio sui Rapaci in Basilicata dal Parco Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane e dall’Osservatorio Regionale degli Habitat Naturali e delle Popolazioni Faunistiche.
La Basilicata infatti ospita ancora importanti popolazioni di Rapaci ed alcune di esse, come il Biancone (Circaetus gallicus), meglio nota come Aquila dei serpenti, in Italia ha ormai una distribuzione molto ridotta e nel Parco resiste con alcune coppie nidificanti.
Su questi minacciati uccelli - che l’Ente Parco di concerto con il Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata intende tutelare con forza - il quadro delle conoscenze circa la biologia, la migrazione, le minacce e i fattori limitanti, risulta assai scarse.
Il progetto prevede di monitorare i siti riproduttivi già noti all’interno dell’area protetta, al fine di inanellare, da parte dei tecnici dell’Ente Parco appositamente autorizzati, i pulcini e dotarli, nella giusta fase di crescita, di trasmittente satellitare.
Questo ambizioso progetto, viene svolto in collaborazione e con l’appoggio di un partner Spagnolo dell’Università di Alicante, in possesso di notevole esperienza in questo settore e che da molti anni è impegnato in studi simili che hanno consentito di svelare le rotte migratorie seguite da rapaci di grosse dimensioni come ad esempio l’Aquila reale o l’Aquila del Bonelli.
La ricerca avviata, rappresenta la prima realizzata in Italia sul Biancone mediante tecnologia GPS/Argos; altri studi condotti a livello europeo su tale specie sono stati realizzati in Francia e Spagna e riguardano individui che seguono una rotta di migrazione molto meno interessante di quella dei bianconi italiani in quanto, l’attraversamento dello Stretto di Gibilterra è molto meno complesso di quello del Mediterraneo centrale (che non è conosciuto) e che quindi non consentono di effettuare considerazioni interessanti sulle strategie di orientamento e navigazione.
Il sistema GPS consentirà, una volta marcati gli individui, di localizzare i soggetti con precisione accuratissima e quindi di svolgere analisi dettagliate anche sui movimenti a scala ridotta che risulteranno particolarmente utili per l’applicazione delle giuste misure di conservazione a livello mediterraneo. I dati di localizzazione e movimentazione dei soggetti potranno essere visualizzati e scaricati direttamente da internet e consentiranno ad esempio di valutare le rotte di migrazione utilizzate per attraversare il Mediterraneo e il Sahara, differenze di strategia migratoria tra adulti e giovani, uso del territorio durante lo svernamento in Africa e la riproduzione in Basilicata, il confronto dei parametri di migrazione degli individui nati in Basilicata con quelli degli individui che migrano dalla Spagna, verifica dell’eventuale sovrapposizione dei quartieri di svernamento tra individui italiani e spagnoli, valutare i tassi di mortalità e relative cause.
L’impegno messo da parte degli Enti per l’avvio di questo innovativo progetto insieme ad altri in favore della fauna selvatica minacciata di estinzione già avviati dall’Ente, manifestano la volontà a di individuare le strategie più idonee al fine di garantire il mantenimento e l’incremento della biodiversità nel territorio lucano.
Il Presidente
Dr. Rocco Rivelli
16/04/2010
Avviato un altro importante studio sui Rapaci in Basilicata dal Parco Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane e dall’Osservatorio Regionale degli Habitat Naturali e delle Popolazioni Faunistiche.
La Basilicata infatti ospita ancora importanti popolazioni di Rapaci ed alcune di esse, come il Biancone (Circaetus gallicus), meglio nota come Aquila dei serpenti, in Italia ha ormai una distribuzione molto ridotta e nel Parco resiste con alcune coppie nidificanti.
Su questi minacciati uccelli - che l’Ente Parco di concerto con il Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata intende tutelare con forza - il quadro delle conoscenze circa la biologia, la migrazione, le minacce e i fattori limitanti, risulta assai scarse.
Il progetto prevede di monitorare i siti riproduttivi già noti all’interno dell’area protetta, al fine di inanellare, da parte dei tecnici dell’Ente Parco appositamente autorizzati, i pulcini e dotarli, nella giusta fase di crescita, di trasmittente satellitare.
Questo ambizioso progetto, viene svolto in collaborazione e con l’appoggio di un partner Spagnolo dell’Università di Alicante, in possesso di notevole esperienza in questo settore e che da molti anni è impegnato in studi simili che hanno consentito di svelare le rotte migratorie seguite da rapaci di grosse dimensioni come ad esempio l’Aquila reale o l’Aquila del Bonelli.
La ricerca avviata, rappresenta la prima realizzata in Italia sul Biancone mediante tecnologia GPS/Argos; altri studi condotti a livello europeo su tale specie sono stati realizzati in Francia e Spagna e riguardano individui che seguono una rotta di migrazione molto meno interessante di quella dei bianconi italiani in quanto, l’attraversamento dello Stretto di Gibilterra è molto meno complesso di quello del Mediterraneo centrale (che non è conosciuto) e che quindi non consentono di effettuare considerazioni interessanti sulle strategie di orientamento e navigazione.
Il sistema GPS consentirà, una volta marcati gli individui, di localizzare i soggetti con precisione accuratissima e quindi di svolgere analisi dettagliate anche sui movimenti a scala ridotta che risulteranno particolarmente utili per l’applicazione delle giuste misure di conservazione a livello mediterraneo. I dati di localizzazione e movimentazione dei soggetti potranno essere visualizzati e scaricati direttamente da internet e consentiranno ad esempio di valutare le rotte di migrazione utilizzate per attraversare il Mediterraneo e il Sahara, differenze di strategia migratoria tra adulti e giovani, uso del territorio durante lo svernamento in Africa e la riproduzione in Basilicata, il confronto dei parametri di migrazione degli individui nati in Basilicata con quelli degli individui che migrano dalla Spagna, verifica dell’eventuale sovrapposizione dei quartieri di svernamento tra individui italiani e spagnoli, valutare i tassi di mortalità e relative cause.
L’impegno messo da parte degli Enti per l’avvio di questo innovativo progetto insieme ad altri in favore della fauna selvatica minacciata di estinzione già avviati dall’Ente, manifestano la volontà a di individuare le strategie più idonee al fine di garantire il mantenimento e l’incremento della biodiversità nel territorio lucano.
Il Presidente
Dr. Rocco Rivelli
mercoledì 7 aprile 2010
Duello aereo



In territorio di Montescaglioso ieri pomeriggio duello aereo tra il grande corvo imperiale e il maestoso biancone. Spettacolo della natura che tutti possiamo godere finchè questi animali abiteranno il nostro territorio!
martedì 15 settembre 2009
Un Biancone in migrazione

Un esemplare di Biancone, detto anche Aquila dei serpenti, questo pomeriggio era posato su un traliccio elettrico nella Valle del Bradano, in territorio di Montescaglioso. Sicuramente si tratta di una breve sosta migratoria! Un rapace così grande e maestoso che, pur in lontananza, attira l'attenzione di chi volge lo sguardo in alto. La foto, scattata con una piccola macchina fotografica compatta, non ne mette in risalto la bellezza ma a vederlo dal vivo mentre spiccava il volo dal traliccio con i suoi 180 cm di apertura alare era tutta un'altra cosa!
Considerato che la caccia è aperta viene spontaneo augurargli un buon lungo viaggio verso l'Africa senza incidenti di alcun tipo.
giovedì 9 luglio 2009
Primo Biancone inanellato in Basilicata



Nell'ambito delle attività del Centro Recupero Rapaci della Provincia di Matera che opera per gli obiettivi del Progetto LIFE Natura per la salvaguardia dei Rapaci Lucani in questi giorni è stato individuato nel territorio di Montescaglioso un sito di nidificazione di una coppia di Bianconi (Circaetus gallicus), chiamati anche Aquile dei Serpenti.
Trattandosi di una specie di grande interesse ornitologico il Centro Rapaci il 7 luglio ha organizzato, in collaborazione con l'Osservatorio Faunistico Regionale e il Parco Regionale di Gallipoli-Cognato, una escursione finalizzata a raggiungere il nido precedentemente individuato da esperti locali e alla possibilità di inanellare a scopo scientifico l'unico pulcino che ogni coppia normalmente produce nella propria stagione riproduttiva. E'stato contattato l'inanellatore autorizzato dall'ISPRA dott. Egidio Mallia, già collaboratore del Centro Recupero, ottenendo la sua entusiasta disponibilità per l'iniziativa.
Dopo un percorso in fuoristrada e una lunga escursione a piedi finalmente il gruppo composto da Matteo Visceglia, Egidio Mallia, Rocco Silvaggi e Mariangela Francione ha individuato il nido sulla chioma di un Pino d'Aleppo abbarbicato su un pendio scosceso. Raggiunta la base dell'albero si è organizzato subito il prelievo del grosso pulcino per poi calarlo giù con una cordicella, assicurato all'interno di un sacchetto di tela, in modo da poter effettuare le operazioni di inanellamento e registrazione a terra. Apposto l'anello di alluminio alla zampa destra ed effettuate consuete misurazioni e controllo sullo stato di salute è stato subito rimesso nel suo nido. Immediatamente il gruppo si è allontanato allo scopo di lasciare in tranquillità il sito e permettere ai genitori di continuare ad alimentare il loro pulcino.
E' la prima volta che in Basilicata viene effettuato l'inanellamento del Biancone e si spera che in futuro si possa ripetere l'operazione, anche per altre coppie della regione, contribuendo allo studio della straordinaria vita di questa grande e maestosa aquila mediterranea altamente specializzata nella cattura di serpenti e migratrice transahariana.
Ricordiamo che il Biancone è tra i rapaci più grandi che vivono in Italia avendo un'apertura alare che raggiunge i 190 cm e una lunghezza totale di 67 cm.
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