martedì 30 dicembre 2008

Questi miei colli...svenduti per un piatto di lenticchie



QUESTI MIEI COLLI

Io non so perché tendo le mani
a queste nude colline
e poi più lontano, forse nel sole
ma qui ascolto voci all'infinito
qui lo scirocco ha sapore di spiaggia,
da bimbi si scrutava l'orizzonte
per cercare un lembo di mare.
Qui la tramontana dà fiato ai lupi
porta l'odore di resina dai pini
logorati di gelo, il pianto delle querce.
Qui confina il cielo e non sento
che sospiri profondi di libeccio
odoroso d'aria come di terra bagnata.
Qui nasce un mito qui muore
tra questi miei colli flagellati dal vento.

Mario Trufelli

domenica 21 dicembre 2008

Il Calancario di Montalbano

Presentato lo studio sull'avifauna di Tricarico

Fiore d'inverno


Crocus biflorus

Oggi 21 dicembre 2008 è il giorno del solstizio d'inverno, cioè il giorno in cui vi sono meno ore di luce rispetto a tutto il resto dell'anno. Da oggi inizia l'inverno!
Forse è strano e fuori da ogni luogo comune fotografare fiori in una fredda giornata d'inizio inverno. Ma è andata proprio così! Con alcuni cari amici di vecchia data abbiamo fatto una breve passeggiata sulla murgia tra Matera e Montescaglioso alla scoperta di paesaggi e vecchi ricordi, dei tempi in cui le escursioni in queste zone erano frequentissime e avventurose.
La cosa più bella osservata è stata la moltitudine di zafferani selvatici che punteggiavano le radure della macchia, quasi a simboleggiare che ogni essere vivente ha la sua primavera. Tanti piccoli fiori sbocciati sul prato evocano in tutti noi immagini della bella stagione, dell'aria mite, del calore della terra e di tantissima luce. Ma oggi il Crocus biflorus (questo il nome scientifico dello zafferanetto fotografato) ci ha insegnato qualcosa di buono, anche oggi la Natura ci ha fatto capire che non esistono modelli di vita validi per tutti e che ognuno deve vivere la propria esistenza al di là delle consuetudini e delle regole rigide. Anche così si manifesta la Biodiversità e solo così si arricchisce e rafforza la vita intorno a noi. Impariamo a leggere il Grande Libro della Natura spalancato intorno a noi ogni volta che apriamo gli occhi.

sabato 20 dicembre 2008

4 milioni di euro per la compensazione ambientale

La Provincia di Matera ha approvato il programma per l'utilizzo dei "Fondi compensazione ambientale Trisaia", per un importo pari a 4.000.000 di euro. Il programma, elaborato dall'assessore all'Ambiente, Franco Labriola, prevede un intervento di 1.000.000 di euro per la costruzione del sistema integrato di raccolta dei rifiuti agricoli; 1.000.000 di euro per un progetto di manutenzione e valorizzazione delle aree Sic-pineta jonica; 600.000 euro per un Accordo di programma con i comuni che rientrano nel raggio dei 10 km dal Centro Itrec della Trisaia di Rotondella, per investimenti nel campo ambientale ed agricolo; 200.000 euro per uno studio epidemiologico sull'incidenza tumori nel territorio della Provincia di Matera; 300.000 euro per la costruzione della prima "Farmer market" del materano; 250.000 euro per la certificazione ambientale dei terreni agricoli incontaminati nelle aree contigue al Centro Itrec; 230.000 euro per un programma di adeguamento dei sistemi di sicurezza alimentare ed infortunistica delle aziende agricole; 200.000 euro per un programma di valorizzazione "Fattorie didattiche" ed infine 150.000 euro per un programma di valorizzazione ambientale e culturale del territorio ricadente nel Basso Sinni.

Il programma d'investimento prevede, inoltre, la proposta di un Accordo di programma da sottoporre alla Regione Basilicata per la compartecipazione al 50% (4.000.000 di euro), il tutto finalizzato ad aumentare gli effetti positivi sul territorio. "Dopo l'approfondita condivisione con il mondo istituzionale e associativo – spiega l'assessore Labriola - ho elaborato un programma che rispondesse alle reali esigenze del territorio, cercando di non snaturare la missione affidataci con il trasferimento delle risorse. Per questo si è deciso di elaborare un programma che affrontasse questioni preminenti nei settori Ambiente e Agricoltura".

L'assessore all'Ambiente della Provincia di Matera, nel salutare l'approvazione del programma ringrazia "tutti i gruppi consiliari e la maggioranza per aver voluto condividere l'importante iniziativa che vedrà ricadute positive nei settori che vivono momenti particolarmente delicati". Sulla questione interviene anche il presidente della Provincia di Matera, Carmine Nigro: "Abbiamo presentato – tiene ad evidenziare - questo programma a Roma in occasione della conferenza Upi-Anci, devo dire, che è stato molto apprezzato per le linee programmatiche che esso contiene. L'intesa Upi-Anci ha sancito – spiega il rappresentante istituzionale - un accordo nella futura programmazione tra Comuni e Province, nonchè le pressioni sul governo nazionale affinché sblocchi i fondi precedenti al 2004 pari a 101 milioni di euro e – conclude - quelli relativi al biennio 2007- 2008".

mercoledì 17 dicembre 2008

EUROPA-REGIONI: UE, ITALIA DEVE FARE DI PIÙ PER FAUNA

BRUXELLES, 16 DIC - L'Italia deve fare di più per salvaguardare la propria fauna e l'ambiente marino, mentre supera la sufficienza per la conservazione dell'habitat: lo rivela un rapporto della Commissione europea sulla biodiversità. In Italia, secondo il rapporto della Commissione, il 65% dell'habitat alpino si presenta «ben conservato», come il 48% di quello continentale, il 66% dell'ambiente mediterraneo, ma solo il 40% dell'habitat marino. Per quanto riguarda la conservazione della fauna, è sopra la sufficienza solo il 38% di quella alpina, il 31% di quella continentale e il 37% delle specie che vivono nella macchia mediterranea. La regione che ha ricevuto più fondi comunitari per garantire la biodiversità è il Lazio, con 153 mila euro, seguito da Piemonte e Abruzzo. Secondo Bruxelles, l'Unione europea potrebbe fallire l'obiettivo di bloccare entro il 2010 la scomparsa della biodiversità, se non si faranno maggiori sforzi nei prossimi due anni. «Chiedo a tutti gli Stati membri di raddoppiare i loro sforzi nel sostenere la varietà delle forme di vita», ha detto il commissario europeo per l'Ambiente Stavros Dimas. Varato nel 2006 dalla Commissione europea, il piano d'azione ha già raggiunto alcuni obiettivi, come l'inclusione di 25mila siti (circa il 17% del territorio Ue) nel progetto Natura 2000 per la protezione degli ecosistemi. Risultati che, si legge nel rapporto, vanno però replicati su più larga scala. «Abbiamo fissato obiettivi ambiziosi per il 2010 - ha aggiunto Dimas - sappiamo che cosa va fatto e abbiamo i mezzi per realizzarlo». Secondo l'analisi, gli Stati membri tuttavia stanno aumentando l'uso dei fondi Ue per difendere la biodiversità: esiste una precisa base legislativa per dirigere gli sforzi, ma molti Paesi sono ancora in ritardo nell'implementazione delle direttive.
(ANSA).16-DIC-08

martedì 16 dicembre 2008

Un' Averla venuta dal nord



Durante l'autunno e l'inverno numerose specie dell'avifauna europea vengono a svernare nelle nostre pianure e colline lucane. Il freddo dell'Europa centrale e settentrionale spinge a sud molti individui alla ricerca di temperature meno rigide. Una delle rarità osservabili in inverno in Italia è l'Averla maggiore (Lanius excubitor), un passeriforme di circa 26 cm con un piumaggio contrastato con toni bianchi, grigi e neri. Si nutre di insetti, piccoli uccelli, roditori e lucertole che cattura abilmente con veloci attacchi dalle cime di arbusti e alberelli. Questa specie non nidifica in Italia ma può solo capitare durante la migrazione ed in inverno.
Nel 2008 risultano solo due osservazioni in provincia di Matera: una in agro di Stigliano (ottobre, D.Ciampa, Argonauti) e l'altra in agro di Montescaglioso (dicembre, M. Visceglia).
Per la provincia di Potenza sono stati osservati, proprio in questi giorni, due esemplari dall'ornitologo lucano Egidio Fulco. Come si vede si tratta di segnalazioni rare per la Basilicata e per il resto dell'Italia.
L'anno scorso un altro esemplare è stato osservato in agro di Irsina (M.Visceglia).

Il video, purtroppo di scarsa qualità, è stato realizzato in digiscoping nel tardo pomeriggio a Montescaglioso, in condizioni di bassa luminosità e da grande distanza. Vuole essere esclusivamente una prova della presenza della specie da noi poichè non era stata finora documentata in provincia di Matera.

domenica 14 dicembre 2008

Tralicci mortali per i rapaci





Foto di Egidio Fulco

In agro di Banzi (PZ)oggi è stata rinvenuta dal naturalista Egidio Fulco una carcassa di Poiana evidentemente morta per elettrocuzione su uno dei tralicci della RTN a media tensione.
A tal proposito Egidio Fulco dichiara:
"In tutto il comprensorio dell'Alto Bradano-Melfese, così come in tante altre aree delle due province lucane, sono state rilevate elevate densità per alcune specie di rapaci che, soprattutto in inverno, tendono a frequentare le aree planiziali e collinari caratterizzate da climi meno rigidi; in questa stagione, infatti, poiane e nibbi reali risultano particolarmente abbondanti. La ricchezza ornitologica di questi luoghi, però, si manifesta bene anche in altri periodi dell'anno, ad esempio in piena estate quando le colline comprese tra Banzi e Palazzo S. Gervasio sono utilizzate da decine di Falchi grillai provenienti dalle vicine colonie Murgiane.
La peculiare conformazione del territorio, caratterizzato da estese aree aperte e scarsa vegetazione arborea, spinge questi rapaci ad utilizzare frequentemente i posatoi artificiali, come ad esempio pali e tralicci
".

In aree ad alta densità di rapaci sarebbe opportuno avviare specifici programmi di monitoraggio con lo scopo di studiare l'effettivo rischio di elettrocuzione ed, eventualmente, proporre progetti di mitigazione attraverso precisi interventi, come l'interramento di almeno una parte dei cavi aerei e la messa in sicurezza dei tralicci.
A tal proposito lo scorso 3 dicembre a Roma presso il Ministero dell'Ambiente si è tenuto un importante workshop di esperti ornitologi e tecnici
per presentare le linee guida per la mitigazione dell’impatto delle linee elettriche sull’avifauna il cui scopo è quello di fornire uno strumento d’indirizzo, valutazione e gestione del rischio associato ai fenomeni d’elettrocuzione e di collisione dell’avifauna con le linee elettriche. Il Ministero dell’Ambiente ha affidato la redazione e il coordinamento del documento all’ISPRA.
Speriamo che si faccia realmente qualcosa a partire, a scopo sperimentale, dai parchi e dalle riserve.

Bufera di vento a San Giuliano

Queste brevi immagini sono state riprese durante e dopo la bufera di vento e pioggia di giovedì scorso 11 dicembre nell'Oasi di San Giuliano, in prossimità della Diga sul Bradano. Mostrano come gli alberi del rimboschimento realizzato negli anni 60 siano ormai sempre più esposti a tanti problemi. Occorrono interventi migliorativi ma soprattutto occorre un diverso modo di intendere la forestazione ai giorni nostri. Incendi, parassiti, suoli degradati, bufere di vento e temporali stanno mettendo in crisi il più grande progetto di forestazione del dopoguerra. Cosa ne sarà di migliaia di ettari di boschi di pini, cipressi ed eucalipti?

venerdì 12 dicembre 2008

Al Parco Gallipoli Cognato la bandiera verde agricoltura



Il Parco naturale Gallipoli Cognato "per l’attività di tutela e gestione della foresta regionale e per aver realizzato un centro di recupero avifaunicolo selvatico e la creazione di un orto per la tutela e il recupero della flora autoctona" ha ricevuto ieri sera a Roma la "Bandiera Verde Agricoltura 2008".
“Un premio - è stato sottolineato dai presidenti nazionale Giuseppe Politi e regionale lucano Donato Distefano della Cia, che promuove l'iniziativa - che vuole essere un riconoscimento verso chi, agricoltore, cooperativa, comune, provincia o Comunità montane, s’impegna per tutelare e valorizzare l’habitat naturale, attraverso produzioni tipiche e comportamenti virtuosi che siano orientati ad un vero e proprio sviluppo compatibile. Insomma, vogliamo premiare tutte le azioni svolte a favore dell’agricoltura, dell’ambiente, del territorio, della ruralità, dell’uso razionale del suolo, nonché delle tipicità agricole ed enogastronomiche locali e tradizionali”.
“Bandiera Verde Agricoltura” è un’iniziativa promossa dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori attraverso la quale si intendono premiare province, comuni, aziende agricole e agrituristiche che si sono particolarmente distinti nelle politiche di tutela dell’ambiente e del paesaggio anche a fini turistici, nell’uso razionale del suolo, nella valorizzazione dei prodotti tipici legati al territorio, nell’azione finalizzata a migliorare le condizioni di vita ed economiche degli operatori agricoli e più in generale dei cittadini.
Si tratta di un marchio di riconoscimento con il quale si premia la qualità e il rispetto dell’ambiente naturale.

12/12/2008 08.33.48
[Basilicatanet.it]

Ambiente, Fondazione per il Sud finanzia progetti lucani

(Artè) Roma - La Fondazione per il Sud, nata due anni fa dall’alleanza tra le Fondazioni di origine bancaria e il mondo del terzo settore e del volontariato per favorire l’infrastrutturazione sociale e lo sviluppo del Meridione, prosegue nella sua attività rivolgendo l’attenzione al problema della difesa ambientale, con particolare riguardo alla prevenzione degli incendi. In tale ambito sono stati selezionati 10 progetti di tutela e valorizzazione dei beni ambientali, erogando circa 3,2 milioni di euro.
Il processo è iniziato nei mesi scorsi con l’invito alle organizzazioni del volontariato e del terzo settore e a 40 parchi nazionali e regionali del Sud a proporre, congiuntamente, interventi di sensibilizzazione e di educazione ambientale e attività per la prevenzione degli incendi.
Lo scopo dell’iniziativa è stato dunque quello di incoraggiare la costituzione di partnership tra parchi, volontariato e terzo settore, per generare “iniziative esemplari” di tutela ambientale in chiave di sviluppo locale, anche attraverso il coinvolgimento dei giovani “sul campo”.

I progetti selezionati interessano i seguenti parchi: Parco Regionale del Matese, Parco Nazionale del Vesuvio, Parco Naturale Regionale di Porto Selvaggio e Palude del Capitano, Parco Naturale Regionale di Ugento, Parco Gallipoli Cognato – Piccole Dolomiti Lucane, Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese rupestri del Materano, Parco Nazionale del Pollino, Parco Nazionale dell’Aspromonte, Parco Regionale dei Monti Lattari, Parco Regionale del Taburno – Camposauro, Parco Nazionale Regionale Costa Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase.
Soddisfatto il Presidente della Fondazione per il Sud, Carlo Alfiero: “I progetti selezionati hanno le giuste potenzialità per essere realmente d’esempio per il territorio, sia per la qualità degli interventi proposti sia per le partnership costituite, ampie e rappresentative.” Le partnership costituitesi contano infatti dai 5 ai 30 soggetti per progetto, per un totale di oltre 100 realtà coinvolte appartenenti al mondo del volontariato e del terzo settore, delle istituzioni parco ed enti locali, del settore economico. In media ogni progetto è sostenuto con circa 320 mila euro.

12/12/2008 09.40.39
[Basilicatanet.it]

mercoledì 10 dicembre 2008

Un gufo sfortunato consegnato dalla Lipu


Un Gufo comune ritrovato nell'agro di Poggiorsini (Ba) è stato consegnato domenica 7 dicembre dalla Lipu di Gravina in Puglia presso il Centro Recupero Rapaci della Riserva di San Giuliano. L'esemplare presentava segni di trauma da impatto e notevole dimagrimento con soli 190 g di peso. Questo è il sesto Gufo comune che viene ricoverato presso il Centro. In autunno ed inverno nelle nostre zone svernano numerosi gufi , molti dei quali provenienti da località poste più a nord. In genere di giorno si riuniscono, a volte con decine di individui, su dormitori comuni (detti roost) spesso rappresentati da grandi alberi di pino e di notte escono alla ricerca di piccoli roditori, in particolare arvicole. I gufi per la loro grande attività predatoria nei confronti dei topi rappresentano importanti elementi di riequilibrio ecologico nelle campagne e pertanto meritano rispetto da parte nostra.

Presentazione del libro sull'avifauna di Tricarico

Il 19 dicembre prossimo sarà presentato a Tricarico presso il Palazzo Ducale il volume "Ricerca e conservazione dell'avifauna del territorio di Tricarico" di Gianni Palumbo, Egidio Fulco, Alessandro De Bei. Si tratta della sintesi di alcune ricerche condotte nel territorio di Tricarico e finanziate dalla Regione Basilicata e dal comune stesso. La scelta di quel territorio rientra nel fatto che fa parte dell'IBA (Important Bird Area) n. 137 "Dolomiti di Pietrapertosa" e quindi rappresenta la naturale estensione dalla limitrofa ZPS.

martedì 9 dicembre 2008

Falco pellegrino "nordico" a San Giuliano



Lunedì 8 dicembre 2008 interessante avvistamento di Falco pellegrino nordico (Falco peregrinus ssp) da parte di Nicola Cillo e segnalato oggi sulla mailing list di EBN Italia. L'esemplare è stato avvistato nella Riserva Naturale di San Giuliano mentre era posato su un tronco secco giacente sulle rive del lago.
Le osservazioni di questa sottospecie di presunta provenienza "nordica" sono assolutamente rare in Basilicata ed in altre regioni d'Italia. Probabilmente il soggetto osservato è svernante in zona.
La confusione con altre sottospecie, in particolare con Falco peregrinus brookei, porta a sottostimare l'effettiva presenza di "pellegrini nordici" dalle nostre parti. Solo con grande esperienza e conoscenza delle caratteristiche morfologiche degli esemplari avvistati si può contribuire al miglioramento e al completamento dei dati ornitologici riguardanti la Basilicata. E, va ricordato, la Basilicata è una delle regioni italiane meno conosciute dal punto di vista faunistico, per gli scarsi sforzi di ricerca messi in atto dovuti all'insufficiente sostegno degli enti territoriali competenti.

mercoledì 3 dicembre 2008

Discariche a cielo aperto nella Basilicata verde

Sul nostro territorio innumerevoli discariche di rifiuti sono dovunque ed alcune sono costituite anche da materiali pericolosi come l'amianto. Se l'inciviltà e l'illegalità di chi è autore di questi abbandoni è un fatto scontato a cui sembra ci si debba per forza abituare, non sembra invece scontato il notevole ritardo che riguarda la bonifica dei luoghi considerando che ci troviamo spesso in prossimità di aree protette o all'interno di esse. Lasciare che per mesi cumuli di amianto ed altri rifiuti speciali siano visibili da chiunque e costituiscano serio pericolo per l'Uomo e l'Ambiente è comunque un modo controproducente e dannoso di presentare ed offrire il nostro bellissimo territorio al turista.
Il video che segue è solo un frammento di quello che vediamo ogni giorno. Far finta di nulla negando la realtà evidente è un grave errore ed una forma di assuefazione al peggio che verrà.

sabato 29 novembre 2008

Concorso letterario «Alberi»



Oggi alle 10,30 la premiazione presso il liceo scientifico «Dante Alighieri» di Matera.

Con la premiazione dei vincitori del concorso letterario «Alberi», promosso dal Dipartimento Ambiente della Regione, sarà presentato oggi il libro «Alberi, antologia di racconti», che raccoglie dieci storie.
Intorno al tema degli alberi i concorrenti, giovani e meno giovani, scrittori e non, hanno potuto elaborare racconti brevi, inediti, che sono stati valutati da una giuria di esperti, della quale hanno fatto parte Rosa Argento, Emmanuele Curti, Eustachio Follia, Ferdinando Mirizzi e Roberto Linzalone.
Gli alberi e i boschi sono diventati, così, set di storie, nonché mezzo attraverso il quale scoprire luoghi e personaggi; alberi che parlano, attraverso i suoni dei suoi abitanti, o delle foglie che si scontrano con il vento; oppure l'albero che si trasforma, magari solo per qualche istante, in una magica foresta; alberi testimoni di piccoli episodi o di grandi eventi, delle stagioni, come di un bambino che cresce; o, ancora, gli alberi la cui presenza si avverte attraverso il loro profumo.
Il volume sarà in distribuzione nelle librerie della Basilicata.
L'iniziativa si svolge oggi, alle ore 10,30 a Matera nell'aula magna del liceo scientifico «Dante Alighieri».

venerdì 28 novembre 2008

Convegno internazionale sul Falco grillaio


Dal 20 al al 23 novembre si è tenuto ad Almendralejo (Estremadura, Spagna) il VII Convegno Internazionale sul falco Grillaio con la partecipazione di molti studiosi della specie provenienti da diversi paesi europei ed extraeuropei. Per quanto riguarda l'Italia è stato presentato il lavoro riassuntivo dal titolo "Las acciones del Proyecto LIFE Naturaleza "Rapaci Lucani" para la conservacion del Cernicalo primilla en la Provincia de Matera/Italia. Gli autori sono Guido Ceccolini, Anna Cenerini, Mariangela Francione e Matteo Visceglia che in rappresentanza delle società Biodiversità e De Rerum Natura hanno presentato in Spagna la sintesi di quanto finora realizzato per la conservazione del Grillaio a Matera e Montescaglioso.
Nell'ambito dello stesso convegno è stato inoltre conferito l' importante premio europeo "Primilla de Barros 2008" alla Provincia di Matera per le importanti iniziative a favore della tutela e conservazione del grillaio. A ritirare il premio è stato il dott. Enrico De Capua, dirigente del Settore Parchi e Riserve della Provincia e responsabile istituzionale dello stesso Progetto LIFE.

mercoledì 26 novembre 2008

Volpoche a San Giuliano





Questo pomeriggio su una enorme distesa di acquitrini dell'Oasi di San Giuliano centinaia di uccelli acquatici erano in continuo movimento alla ricerca di cibo. Le acque basse, grazie alle recenti piogge arrivate dopo la lunga siccità degli ultimi mesi, hanno determinato condizioni migliori all'habitat di molte specie. Uno sguardo dalle rive ha permesso di osservare aironi cenerini, aironi bianchi maggiori, cormorani, svassi. E poi centinaia di fischioni e alzavole, insieme ad una decina di moriglioni e mestoloni. Ma le anatre selvatiche che più hanno attirano l'attenzione sono le rare volpoche, qui solo di passo o svernanti, poichè hanno un piumaggio molto vistoso ed inconfondibile anche da lontano. L'aspetto generale è contrastato di bianco e nero, capo e collo verde scuro, parti inferiori bianche attraversate da una larga e tipica fascia castana che ne agevola facilmente il riconoscimento. Nella fanghiglia 8 esemplari erano intenti a cercare cibo lasciandosi osservare a debita distanza e senza alcun disturbo.

venerdì 21 novembre 2008

Una Beccaccia a Matera



Questa mattina la Polizia Provinciale di Matera ha consegnato una Beccaccia presso il Centro Recupero Fauna Selvatica della Riserva di San Giuliano. L'animale è stato rinvenuto ieri in condizioni di difficoltà da un commerciante di Matera. Come da copione la Beccaccia alla visita veterinaria risultava ferita e presentava una profonda lacerazione al petto con lo sterno squarciato e i muscoli pettorali scollati dall'osso. Inoltre era evidente una finestra sull'ala dovuta alla mancanza di alcune remiganti. Considerata la specie di interesse venatorio è difficile non pensare che la beccaccia durante il suo volo abbia casualmente urtato contro alcuni pallini di piombo vaganti.
La Beccaccia (Scolopax rusticola) è una specie che presenta uno straordinario e bellissimo mimetismo del piumaggio. Quando è nel suo habitat, accovacciata al suolo, è difficile accorgersi della sua presenza. In Italia è nidificante scarsa e localizzata mentre è più frequente come migratore e svernante. In Basilicata non risultano casi accertati di riproduzione. Secondo alcuni studi ogni anno vengono abbattuti circa 500 mila individui determinando in tal modo un inevitabile decremento della popolazione europea.

giovedì 20 novembre 2008

Bandiera verde per il Parco




(ANSA) - POTENZA, 20 NOV
E' stato assegnato al Parco di Gallipoli Cognato-Piccole Dolomiti Lucane la ''Bandiera Verde'' per l'agricoltura. Lo ha deciso la Confederazione nazionale Agricoltura che premia aziende agricole, Regioni, Province, Comuni, Comunita' montane e Parchi che si sono distinti nelle politiche di tutela dell'ambiente e del paesaggio anche a fini turistici. E' il primo Parco lucano a ricevere questo prestigioso riconoscimento.

Gestione cinghiale: il Parco autorizza le catture



Fonte: IL QUOTIDIANO DELLA BASILICATA 20 NOVEMBRE 2008

lunedì 17 novembre 2008

Convegno di geologia a Matera



Un capitolo importante nell'ampio volume dei Rischi
Naturali è dedicato a quelli derivanti dalla presenza, in
affioramento o con modesti ricoprimenti, dalle rocce solubili,
cui, per affinità fenomenologica, potrebbero associarsi anche le
rocce erodibili.
Se temibile è la diffusione delle fenomenologie che
conducono a situazioni di pericolosità e di rischio nelle rocce
carbonatiche, non lo sono meno quelle nelle rocce evaporitiche,
meno diffuse, ma con cinetiche enormemente più veloci,
soprattutto in taluni contesti.
I territori della Basilicata e quelli della vicina Puglia
sono interessati in larghe aree da tali fenomeni, patologie al
momento senza cure, che definiscono condizioni critiche per chi
inavvertitamente o imprudentemente si posiziona in loro
prossimità.
Ma pericolosità e rischio afferiscono anche alla sfera
idrologica, idraulica e delle risorse idriche sotterranee.
L'immane sconvolgimento ambientale provocato, per esempio,
dalle pratiche di “miglioramento fondiario”, cioè lo
spietramento selvaggio, non è stato ancora appieno percepito
nella sua gravità, così come i ripetuti alluvionamenti in aree,
nelle quali sembrava logico poter fare quello che si voleva,
senza chiedere permesso alla natura.
La giornata organizzata con l'incoraggiamento ed il
sostegno di molti, tra cui è d'obbligo citare il Comune di Matera
e le Autorità di Bacino della Basilicata e della Puglia, oltre che
con l'entusiastica adesione degli oratori, riprende con
l'intenzione di proseguirli con informale periodicità, i Geo dì,
colloqui di Scienze della Terra, interfaccia e mixer tra le varie
culture e gli amanti delle scienze applicate. La sfida è quella di
incrociare, per unire, culture diverse; il risultato è
l'integrazione operativa, con speranze di immediata ricaduta
culturale e scientifica.
Partecipano alla giornata illustri specialisti
provenienti da diverse sedi italiane ed europee, tutti con ampie
esperienze internazionali e, non sarà difficile verificarlo, non
certo puramente teoriche. Le tematiche trattate, compresse
purtroppo in una sola giornata, si estendono a due aspetti
fondamentali: lo stato dell'arte della prevedibilità
fenomenologica e la necessità di integrare la pericolosità nel
giusto contesto pianificatorio.
Sacrificando il tempo per i break, si spera di disporre
di tempo per discussioni e per una tavola rotonda finale intorno
alle problematiche esaminate, nella quale si risponderà alla
provocazione iniziale: c'era una volta il rischio carsico.
Giuseppe Spilotro


Programma
9.00 Apertura dei lavori. Relazioni introduttive e
saluti del Sindaco di Matera, Sen. Buccico, del
Rettore dell'Università, Prof. Tamburro, del
Preside della Facoltà di Ingegneria, Prof.
Fiorentino, del Presidente della SIGEA, Dr.
Gisotti.
9.30 G. Spilotro (Univ. della Basilicata)
C'era una volta il rischio carsico

9.45 J. Calaforra (Univ. Almeria, Spain)
Gypsum karst speleogenesis: hydrogeological
and geomorphological aspects

10.45 Coffee break

11.10 F. Gutierrez (Univ. Zaragoza, Spain) Sinkhole
risk assessment and mitigation in evaporite
karst

12.10 J. De Waele, M. Parise (Univ. Bologna, CNR
IRPI Bari)
Speleogenesi, pericolosità e rischio carsico
nelle rocce carbonatiche

13.10 M. Mucciarelli (Univ. Basilicata)
Geophysical surveys to recognize karstic
typologies and pathologies

13.45 Intervallo

14.30 D. Fidelibus (Politecnico Bari)
Modificazioni antropiche delle coperture
carsiche, epicarso, variazioni quantitative e
qualitative delle risorse idriche sotterranee

15.00 G. Las Casas (Univ. Basilicata)
Rischi naturali e cultura di piano

15.30 A. Di Santo, U. Fratino, V. Iacobellis
(Politecnico Bari)
Pericolosità idraulica delle conche
endoreiche

16.00 M. Schiattarella (Univ. Basilicata)
Le forme carsiche relitte dell'Appennino
Campano-Lucano per la stima della mobilità
tettonica verticale

16.30 V. Telesca, V. Copertino (Univ. Basilicata):
Rilevanza idrologica-idraulica delle forme
carsiche minori nella pianificazione di
bacino

16.50 Questions & Answers // Break

17.20 Tavola rotonda con i Segretari AdB Basilicata
Ing. M. Vita e AdB Puglia Prof. A. Di Santo,
Ass. Urbanistica Comune Matera Prof. A.
Guida, Prof. V. Copertino (Univ. Basilicata),
Prof. G. Spilotro (Univ. Basilicata).

18.00 Termine dei lavori

sabato 15 novembre 2008

Matera, resti di balena di 1 milione di anni fa abbandonati alle intemperie



Che fine ha fatto la balena Giuliana, il cetaceo di un milione di anni fa così ribattezzato qualche tempo dopo la sua scoperta nell’Oasi di San Giuliano? Il ritrovamento è ascrivibile a un esperto come pochi del territorio materano, il naturalista Gianfranco Lionetti. Era il 27 dicembre del 2000 e a questo evento fanno cenno, tra le altre, anche alcune pubblicazioni del direttore del museo archeologico di Metaponto, Antonio De Siena.

Dopo tutti questi anni, a quanto pare, non ci sono più soldi. Occorrono ulteriori risorse per recuperare la testa del fossile ancora intrappolata nella stessa argilla dalla quale, con non poca fatica, sono già state tirate fuori altre parti del corpo della balena, la cui lunghezza totale dovrebbe aggirarsi intorno a una ventina di metri. Secondo alcuni calcoli, la testa dovrebbe essere invece lunga circa quattro metri. Ma quello che al momento si riesce appena ad intravedere nel luogo dello scavo è un osso zigomatico. Insomma, difficile dire quale consistenza reale ha mantenuto questa parte del cetaceo che, come i paleontologi fanno notare, è normalmente costituita da tessuti ossei di non grandissima consistenza. Chi si aspetta un’ulteriore, importante scoperta potrebbe andare incontro a una cocente delusione.

E la restante parte del corpo? Si trova in alcune casse di legno all’esterno del deposito di proprietà del ministero dei Beni culturali che sorge nella zona Paip. Costole e soprattutto enormi vertebre incapsulate nell’argilla. Anche in questo caso, essendo esposte alle intemperie, perchè le casse sono sistemate allo scoperto, senza nessun riparo, alla mercè del sole, della pioggia e del freddo, si teme qualche amara sorpresa, per esempio, che il processo di degrado possa danneggiare gravemente quanto è stato con dispendio di energie portato alla luce.

A conti fatti, Giuliana non se la passa tanto bene. Di più, appare addirittura problematica una sua completa ricostruzione per un’eventuale fruizione futura. Solamente alcune parti, comunque degne di interesse, potranno essere esposte nella loro originalità. Il resto, sarà difficile recuperarlo, è sicuramente già andato perduto, per cui bisognerà accontentarsi di una ricostruzione parziale del cetaceo, magari integrata da protesi artificiali.

Il problema che pone la pubblica fruizione di un ritrovamento del quale hanno parlato gli organi d’informazione di mezzo mondo è probabilmente gravido di molteplici altri non trascurabili motivi di interesse. Matera, città Unesco, sito riconosciuto tra i più antichi del bacino mediterraneo, nel suo territorio custodisce testimonianze di grande pregio che precedono la presenza dell’uomo. La cosa non è particolarmente nota, ma nel Museo archeologico Domenico Ridola erano già custoditi altri reperti di balena di un milione di anni fa. Ritrovamenti che godono di buona compagnia se si considera la presenza di segmenti ossei fossilizzati di un delfino e numerosi gusci di molluschi che evocano un passato remotissimo perchè legato a terre sommerse dal mare. Più avanti nel tempo, il fascino della scoperta continua con reperti attestanti la fauna quaternaria recuperati da Ridola in quelle che definì la caverne ossifere del Materano. Ovvero, resti di orsi, bisonti, iene, cavalli, daini, cervi, stambecchi, testimonianze di varie ere climatiche, ultimi relitti restituiti al tempo presente di una fauna ormai del tutto estinta da queste parti e che parla invece di terre anche fittamente boscate. Dominava un altro scenario, lontano da quello attuale, dall’altopiano che siamo abituati ad osservare oggi nella severa veste calcarenitica, rocciosa, per certi versi desertica, matrigna nei confronti della vita organizzata in comunità. Segno che anche gli uomini e le donne dei villaggi trincerati sparsi tra le contrade di Trasano, Trasanello, Tirlecchia, Serra d’Alto e Murgia Timone si muovevano in un contesto molto diverso, sicuramente meno sfavorevole e più ricco dal punto di vista della vegetazione e dell’avifauna presente in loco. Basterebbero queste suggestioni, la possibilità di spingere oltre, più indietro la grande macchina del tempo di cui dispone il territorio materano per considerare la possibilità di ordinare i materiali già recuperati, e quelli che sicuramente affioreranno ancora in futuro, per dare luogo a una buona sezione paleontologica, un richiamo di carattere scientifico di sicura presa, ma non meno interessante anche sotto il profilo del turismo per un visitatore anche solamente curioso.
Pasquale Doria - La Gazzetta del mezzogiorno

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it 13/11/2008

venerdì 14 novembre 2008

Una puzzola diventata lontra


Per leggere l'articolo cliccare sull'immagine

L'articolo pubblicato il 9 novembre scorso alla pagina 10 della Gazzetta del Mezzogiorno ed intitolato “Nel fiume Basento la lontra (r)esiste” mette in evidenza il fatto che, nonostante gli sforzi che si cerca di attuare a livello istituzionale per attivare un serio monitoraggio sulla Lontra in Basilicata, ancora molto resta da fare per perfezionare la conoscenza della specie. L'animale fotografato infatti, pur in presenza di un’immagine a bassa risoluzione, non ritrae assolutamente una Lontra (Lutra lutra) ma una Puzzola (Mustela putorius), entrambi appartenenti alla famiglia dei Mustelidi. Gli agenti dell'ATC di Matera, nonostante la loro buona volontà, hanno purtroppo messo in luce come non si possa improvvisare un monitoraggio della vera “regina del fiume”, notoriamente elusiva e dispersa su vasti bacini idrografici. A fronte di una errata identificazione di un esemplare fotografato a pochi metri riesce difficile immaginare come si possano anche campionare senza errore reperti di più complessa identificazione (escrementi e spraint) da destinare alla ricerca genetica che dovrebbe svolgere l'ISPRA (ex INFS), così come prevede il piano di monitoraggio scientifico della Lontra avviato dal Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata. E’ lodevole l’iniziativa intrapresa dal massimo ente locale ma occorre perfezionare la metodologia e il coinvolgimento dei rilevatori.
La ricerca naturalistica in Basilicata deve ancora crescere in qualità e quantità ed ha assolutamente bisogno di un maggiore e più qualificato indirizzo e sostegno da parte delle istituzioni. Siamo già il fanalino di coda a livello nazionale per la scarsissima produzione di studi e ricerche in campo faunistico pur in presenza di un territorio ricco di biodiversità che non ha nulla da invidiare alle altre regioni italiane.
Una curiosità nasce spontanea: quanto si investe realmente in questa regione per innalzare il livello di conoscenza e conservazione della fauna di interesse nazionale ed europeo? Quanti politici ed amministratori si rendono conto che qui vivono specie sull'orlo dell'estinzione e di cui poco o nulla si sa e, ancora peggio, non vi è una seria programmazione su periodi medio-lunghi per garantire loro una necessaria conservazione? Le ricerche svolte, o ancora in atto, possono essere forse stimate, in termini quantitativi sicuramente sovrastimati, in circa il 10 % rispetto alla reale necessità di monitoraggio della biodiversità per portare a livello europeo il prestigio di una regione a cui non manca nulla a livello di risorse ambientali e naturali ma che è inesorabilamente proiettata verso la conferma della sua atavica povertà di sapere in campo naturalistico e faunistico.

martedì 11 novembre 2008

Il bosco che va via



Giorno dopo giorno, anno dopo anno, tanti alberi ci lasciano e ci lanciano un monito affinchè l' erosione del terreno sia maggiormente controllata e contenuta. Solo una attenta e seria politica di gestione naturalistica e forestale potrebbe limitare perdite di centinaia di grandi alberi a cui viene a mancare il terreno a causa dell'asportazione dovuta agli eventi meteorici o alla forza erosiva di acqua in movimento lungo fiumi, laghi e torrenti.

sabato 8 novembre 2008

Codirosso spazzacamino




Il codirosso spazzacamino è uno degli ospiti più facili da osservare nelle nostre campagne e centri abitati soprattutto in autunno e in inverno. E ' un piccolo passeriforme grande quanto un pettirosso e da questo facilmente distinguibile per i suoi colori sul grigio e nero nel maschio e grigio-bruno nella femmnina. Ma la caratteristica più evidente di questa specie è la coda color ruggine che ha contribuito a dargli il nome volgare di "codirosso". L'aggettivo "spazzacamino" deriva invece dal fatto che sembra un batuffolo di piume appena uscito da un camino e quindi sporco di cenere. E' facile da fotografare e se si ha pazienza di attendere arriva a posarsi a pochi metri da noi.

venerdì 7 novembre 2008

Cielo infuocato






Oggi il tramonto era particolarmente spettacolare e suggestivo! Dalle 16,40 alle 17,15 il cielo sopra Montescaglioso sembrava infuocato e le tonalità dei colori del tramonto mutavano con il passare dei minuti. Tanti scatti fotografici non possono mai rendere l'idea della bellezza della Natura quando cala la sera. Bisogna essere lì, fermarsi a contemplare la profondità del cielo, le sfumature dei suoi colori e riflettere su quanto insignificanti sono i nostri problemi quotidiani di fronte all'immensa e placida forza dell'Universo.

mercoledì 5 novembre 2008

Voli di Storni





In una mattina umida di novembre migliaia di storni (Sturnus vulgaris) si sono dati appuntamento nella Valle del Bradano, ai piedi di Montescaglioso. Uno spettacolo bellissimo e caratterizzato da vere acrobazie aeree effettuate in perfetta sincronia da questi straordinari passeriformi lunghi circa 20 cm. In questi giorni stanno arrivando, sempre più numerosi, per svernare alle nostre latitudini dal clima mite. Gli storni osservati questa mattina si trattenevano nei pressi di una grande azienda zootecnica per cercare insetti sul terreno e ai margini delle stalle. Al contrario di quanto spesso si afferma, non sono nemici dell'uomo ma rappresentano importanti elementi di equilibrio nel paesaggio agrario. Se qualche volta mangiano un pò di frutta o delle olive non è giusto condannarli ed etichettarli come voraci distruttori dell'agricoltura. Semmai è l'agricoltura, con le sue pratiche basate largamente sulla chimica, che a volte distrugge la natura e i suoi abitanti.

lunedì 3 novembre 2008

Un fagiano in città

Questa mattina un fagiano maschio adulto si aggirava a Matera dalle parti di piazza Matteotti (stazione Ferrovie Appulo Lucane). Un cittadino di Matera lo ha notato sin dall'alba mentre tentava di superare una recinzione posta vicino il binario. Notando che l'animale per alcune ore è rimasto lì senza aver la possibilità di allontanarsi ha chiamato il Centro Recupero per tentare di trasferirlo in ambiente più idoneo a lui. L'intervento di un operatore del Centro, pur con l'aiuto dei Vigili del Fuoco, non ha raggiunto l'obiettivo di catturarlo e l'animale dopo un goffo volo si è allontanato nei vicoli adiacenti facendo perdere le sue tracce. L'esemplare a cui mancavano totalmente le penne timoniere (coda) evidentemente era disorientato e ha trovato temporaneamente rifugio in città. Si tratta probabilmente di un individuo proveniente da allevamento ed oggetto di ripopolamento. I fagiani che si vedono in giro sono infatti quelli liberati dalle associazioni venatorie ed in particolare dall'ATC (Ambito Territoriale di Caccia).


Nella foto i Vigili del Fuoco mentre tentano di catturare il fagiano

martedì 28 ottobre 2008

Poiane d'autunno



Oggi al Centro Recupero Rapaci della Riserva Naturale di San Giuliano sono pervenute 2 poiane, una da Matera e l'altra da Faggiano (Ta). La prima folgorata da un cavo elettrico sospeso e l'altra impallinata da quei famosi amanti della natura che usano il fucile al posto del binocolo!
L'impatto dell'uomo sui rapaci è sempre molto negativo ma qualcuno continua a negarlo o fa finta di nulla. Non si ha minimamente idea di quanti esemplari vengono uccisi ogni anno nelle nostre campagne. Quelli che vengono casualmente ritrovati sono solo una minoranza. L'azione dei centri di recupero è in questi casi fondamentale, non solo per dare soccorso a questi sfortunati rapaci ma anche perché rappresenta un continuo monitoraggio di quelle che sono le attività che maggiormente incidono sulla conservazione di tante specie alcune delle quali a rischio estinzione in Italia ed in Europa.

lunedì 27 ottobre 2008

Pettirossi d'autunno



Sono arrivati! Sono ovunque nelle campagne e nelle città!
E' facile fotografarli sui loro tipici posatoi a volte a pochi metri da noi! Molti di loro riusciranno a trascorrerre l'inverno catturando migliaia di insetti e mangiando piccoli semi e germogli. Nelle fredde giornate di gennaio e febbraio, quando tutto sembra svolgersi con i ritmi rallentati dalle basse temperature, vedere questi piccoli batuffoletti di pochi grammi attivi e vivaci dall'alba al tramonto ci stimola e ci dona una grande forza per superare ogni ostacolo. Ci fa capire come la lotta per la sopravvivenza per tantissimi animali, grandi e piccoli, vertebrati ed invertebrati, sia la regola di tutti i giorni e ci ricorda sempre che abbiamo il dovere di rispettare la vita in tutte le sue forme. Buona fortuna, Robin!

venerdì 24 ottobre 2008

La fine del sentiero



Quello che resta di un sentiero natura all'interno dell'Oasi di San Giuliano a seguito di atti di inciviltà e vandalismo da parte di coloro che non sanno fruire diversamente delle aree protette.

mercoledì 22 ottobre 2008

I petrolieri vogliono trivellare il mar Jonio



IL POPOLO LUCANO DEVE SEMPRE E SOLO DIFENDERSI DAGLI ATTACCHI DELLE LOBBIES DEL PETROLIO!
UNA VERGOGNA!


METAPONTO - Trivellazioni petrolifere nel Mar Jonio lucano. È subito scattata la mobilitazione delle popolazioni locali. A Metaponto Lido c'è stato un summit operativo nella sede dell’Associazione degli operatori turistici “Leucippo”, presieduta da Gianfranco Sortiero. Vi hanno aderito, inoltre, l’Associazione No-scorie Trisaia, il Comitato dei Cittadini Attivi di Bernalda e Metaponto e l’Ucaib (l'Unione dei commercianti, artigiani e imprenditori bernaldesi).

Si è parlato delle trivellazioni petrolifere già autorizzate sulla terraferma, nel territorio di Bernalda-Metaponto, e dei Comuni limitrofi, e dell’autorizzazione ministeriale, in via di approvazione, circa le trivellazioni in mare riguardanti quasi tutto il tratto della costa jonica lucana, tra i fiumi Sinni e Basento.

I convenuti hanno affrontato in maniera unanime e critica la questione, chiedendo al Comune di Bernalda la convocazione urgente e monotematica di un apposito Consiglio comunale, per informare la popolazione. Il neo assessore esterno all’Ambiente, Arcangelo D’Alessandro, che presiedeva l’incontro, ha recepito la richiesta, assicurando di portarla personalmente all’attenzione del sindaco Francesco Renna (Pd).

«Si tratta - hanno affermato Pietro Tamburrano e Antonio Forcillo, del comitato civico dei Cittadini Attivi - di un problema di pubblico interesse, che un’Amministrazione municipale, per legge, è tenuta a portare al vaglio della cittadinanza. Il territorio jonico, infatti, è a grave rischio di sfruttamento e di degrado: sia dal punto di vista ambientale, che sul piano sociale ed economico. Tenuto conto, poi, che il Metapontino è a forte vocazione agricola e turistica, in virtù dell’enorme patrimonio archeologico esistente, simili scelte di carattere estrattivo, per terra e per mare, comporterebbero una grave opera di annientamento di questi luoghi e delle loro popolazioni».

Molto dura anche la posizione del comitato “No scorie Trisaia”, i cui componenti hanno rilevato: «Dopo i campi agricoli biologici, i bacini idrici e i boschi, ora la lobby petrolifera vuole trivellare il mar Jonio lucano. Così, al posto degli ombrelloni e delle barche a vela, vedremo solo le piattaforme petrolifere. Gli ecosistemi marini, già inquinati dall’Ilva e dalla raffineria di Taranto non reggeranno l’impatto delle trivelle. Potremo perciò dire addio alla pesca, al turismo e a tutta l’eco - nomia dei comuni jonici. Il petrolio serve solo ai politici per mantenere poltrone e prendere voti», conclude No Scorie, che invita tutti i Consigli comunali della zona a tenere aperti, in maniera permanente, i consessi cittadini, in segno di protesta, per chiedere al Ministero dell’Ambiente di bocciare il progetto di trivellazione petrolifera nel Mar Jonio.
Angelo Morizzi

Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno 17/10/2008

sabato 18 ottobre 2008

Un falco grillaio di dubbia origine


Il grillaio affidato oggi al CRR

Un falco grillaio è stato affidato oggi al Centro Recupero Rapaci dalla Polizia Provinciale di Matera a cui è stato consegnato da un cittadino di Santeramo. Ad ottobre il ritrovamento di individui di questa specie è sicuramente inusuale e ciò ha destato subito dei sospetti. L'esemplare, ad un primo esame, si è rivelato infatti essere uno sfortunato giovane maschio che proviene quasi certamente dalla vita in gabbia. Nonostante non avesse alcun problema alle ali non era in grado di volare! Tutto ciò è spiegabile per la lunga degenza in uno spazio inadeguato e insufficiente a cui qualche incosciente "appassionato" lo ha costretto sin dalla scorsa estate. Altri caratteri che hanno facilitato la diagnosi di esemplare non selvatico, sono stati la coda usurata e sporca, il colore spento e bianchiccio delle zampe e la sproporzionata lunghezza della punta del becco, segno che anche l'alimentazione è stata inadeguata e che sono venuti a mancare gli elementi che in genere favoriscono la sua naturale usura.
La detenzione di falchi grillai (ma anche altre specie protette) in cattività è purtroppo un fenomeno illegale ancora radicato e legato alla permanenza di una cultura che tende a manifestare l'amore e la passione per gli animali soprattutto attraverso il loro possesso e mantenimento in gabbia. Si spera che questo malcostume possa estinguersi al più presto lasciando spazio solo alla tutela e conservazione della natura attraverso le metodologie più corrette dal punto di vista scientifico.

venerdì 17 ottobre 2008

Un Tasso in città aggredito da un cane


Il Tasso subito dopo il ritrovamento



Il dott. Tralli durante la visita al Tasso

Questa mattina a seguito di una segnalazione da parte dei Vigili del Fuoco gli operatori del Centro Recupero Rapaci sono dovuti intervenire per recuperare un Tasso (Meles meles) in difficoltà. L'esemplare, un giovane maschio di appena 3,8 kg di peso e di 6-7 mesi di età, si era avventurato (erratismo giovanile?) in una villa-giardino molto grande nel centro abitato di Matera ma ha avuto la sfortuna di essere subito aggredito da un grosso cane da guardia. Nonostante l'intervento dei proprietari che hanno calmato e allontanato il loro cane il Tasso ha purtroppo avuto la peggio. Dopo il suo recupero è stato trasportato presso l'ambulatorio veterinario del dott. Tralli dove gli è stata diagnosticata una serie di problemi tra cui perforazione in più punti del corpo (con interessamento degli organi interni), frattura della mandibola, forte disidratazione ed elevata anemia dovuta ad emorragia interna. Nonostante tutti gli sforzi per salvarlo il Tasso è morto dopo 30 minuti.
Questo episodio conferma i dati riguardanti la grande mortalità dei tassi in età giovanile. Sembrerebbe, infatti, che circa il 50% dei giovani non sopravviva al primo anno di vita e le predazioni rappresentano una delle cause più frequenti di morte.

martedì 14 ottobre 2008

Giornate formative sulla fauna selvatica

L’Ente Parco Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane, in collaborazione con l’ALSIA, organizza due giornate formative rivolte ad agricoltori ed operatori del settore, amministratori locali e dirigenti sul tema della gestione e valorizzazione della fauna selvatica in area protetta. Le giornate, a partecipazione gratuita, si terranno nei giorni di mercoledì 15 e giovedì 16 Ottobre dalle ore 15:00 alle ore 19:30 presso la Sala Convegni del Corpo Forestale dello Stato all’interno del Parco Regionale Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane.
Questo il programma previsto:

15 ottobre 2008
ore 15.00 Registrazione dei partecipanti
ore 15,15 Presentazione del corso a cura di P. Dichio e G. Mele
ore 15:30 – 19,30 Cenni di legislazione in materia faunistica.
La gestione dei cinghiali nei parchi naturali: problema o risorsa?
La fauna selvatica nel contesto della multifunzionalità dell’azienda
agricola.
Docente: Dr. Giampiero Sammuri

16 ottobre 2008
ore 16.30 – 19.30 Prime esperienze di gestione dei cinghiali selvatici in Basilicata.
Le opportunità dalla fauna selvatica per le aziende agricole.
Docente: Dr. Egidio Mallia


giovedì 9 ottobre 2008

Un Gufo recuperato a Ferrandina



CLICCA SULL'IMMAGINE PER INGRANDIRE

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno del 09 ottobre 2008 - Pag.10

Life Natura

mercoledì 8 ottobre 2008

Sarebbe più dolce poter lasciare l'Oasi in pace per sempre


"C'è una sola speranza di respingere la tirannica ambizione della civiltà di conquistare ogni luogo della terra. Questa speranza è l'organizzazione della gente più sensibile ai valori dello spirito, affinché combatta per la libera continuità della natura selvaggia"
Robert Marshall


Finalmente il sogno trentennale di portare gli sport acquatici nell'Oasi di San Giuliano si è avverato! Quello che non si è avverato purtroppo è il sogno di tanti che hanno sempre desiderato che San Giuliano fosse semplicemente un luogo dove la Natura è protetta sul serio, un luogo che sia, nei suoi pochi ettari di superficie, ambasciatore della biodiversità lucana e che possa allontanare l'antropofagia ambientale che oggi tutto divora sotto il segno del turismo! La necessità di fare da noi il Turismo ecocompatibile è una cosa troppo seria per essere così malamente interpretata e veicolata sui mass-media. In Basilicata già riesce difficile in tanti siti di grande interesse e valore storico-culturale-archeologico fare il turismo "di massa" (della serie: più ne arrivano meglio è...) figuriamoci quello ecologico. Il turismo ecologico, quello vero, non può e non deve essere una facile leva per scoperchiare e svendere senza un minimo pudore le bellezze recondite e ancestrali che ancora sopravvivono sul nostro territorio!
Certe iniziative sono solo l'espressione della nuova moda di creare dei divertimentifici in ogni luogo della nostra piccola regione dove invece la residua Bellezza della Natura ( e che molti ci invidiano) si deve semplicemente godere con gli occhi, con la mente e con lo spirito e non deve essere un pretesto per rendere un servizio a chi ritiene che sia legittimo imporre delle regole che vadano bene a tutti dimenticando la storia di un luogo, la sua crescita e il vero motivo per cui esiste.

Ma allora a San Giuliano non si doveva creare una Riserva Naturale Regionale se la Natura si deve sempre piegare al volere degli uomini.
Non si doveva creare un'Oasi Faunistica se la fauna deve sempre essere costretta a fuggire dall'uomo e cercare disperatamente rifugi dove fermarsi, sostare, riprodursi.
Non si doveva creare una Zona Umida Ramsar di "Interesse Internazionale per la Fauna Acquatica" (!) se il Popolo Migratore deve sperare ogni volta nella fortuna di atterrare dove gli spazi vitali sono a misura di fauna.
Non si doveva creare un Sito di Interesse Comunitario (SIC) se alla Comunità Europea dobbiamo raccontare bugie dichiarando di dare massima priorità alla conservazione degli habitat naturali e del paesaggio senza spiegare qual'è il fine e qual'è il mezzo di quest'area.
Non si doveva creare la Zona di Protezione Speciale (ZPS) se gli interessi per la conservazione della fauna selvatica vengono sempre dopo quelli del soddisfacimento dei propri piaceri e divertimenti.
La Natura dell'Oasi di San Giuliano, per chi non l'avesse ancora capito, chiede da anni massimo rispetto!
E' il Divertimentificio che vogliamo allora riservare al futuro di quest'area?

domenica 5 ottobre 2008

Un' Oasi per tutti, a misura d'uomo!



Si avvia una nuova fase per l'Oasi di San Giuliano... Non luogo di sosta e rifugio creato apposta per la fauna selvatica e il "popolo migratore" ma campo di gioco per appassionati di pesca, sport acquatici e pascolo eterno che nessuno ha mai voluto fermare. Le leggi e le norme di tutela dei parchi e delle Oasi hanno il classico sapore della carta straccia. Provare per credere! Già, è molto difficile trovare, nei meandri del regolamento di gestione di un'area definita "protetta" (...ma protetta da cosa???), punti che vengono regolarmente rispettati o fatti rispettare dagli organismi competenti.
Qualcuno in Italia sta insegnando molto bene a praticare la "legge del più furbo"! E intorno all'Oasi di furbi e gestori fai da te ce ne sono a palate...! Infinitesima e microscopica è la cultura della legalità ambientale senza "se" e senza "ma"... Un nuovo slogan? La Natura è di tutti: godetevela!

venerdì 3 ottobre 2008

La Natura ringrazia per questo onore che le viene concesso


Oasi faunistica, Riserva Naturale Regionale, Sito di Interesse Comunitario, Zona di Protezione Speciale, Zona Umida Ramsar di Interesse Internazionale...RINGRAZIANO QUANTI SI PRODIGANO NEL VALORIZZARE LA BELLEZZA E L'INTEGRITA' DI UN LUOGO TANTO CARO AGLI AMANTI DELLA NATURA!

lunedì 29 settembre 2008

Un biancone fortunato

Sabato pomeriggio 27 settembre nel Bosco di Timmari posto ai confini con la Riserva Naturale di San Giuliano è stato rinvenuto da alcuni ragazzi di Matera un grosso "falco" in difficoltà a cui non sapevano attribuire l'esatta l'identità. L'esemplare è stato trovato a terra su un pendio argilloso ed in una posizione tale da far pensare a qualche serio problema. Infatti pensando ad un possibile ferimento da arma da fuoco è stato subito avvertito il CFS tramite il 1515. Ricevuta la comunicazione la sala operativa di Matera del CFS ha contattato i responsabili del Centro Recupero Rapaci che immediatamente si sono recati sul posto accompagnati dagli stessi ragazzi che hanno rinvenuto quel predatore in difficoltà.
Appena giunti a destinazione il grande "falco" dagli occhi gialli è stato subito identificato: era una bellissima Aquila dei serpenti, meglio conosciuta come Biancone, rapace tra i più grandi che vivono in Italia, con un'apertura alare di circa 180 cm!
L'animale era ancora a terra, con sguardo terrorizzato e becco aperto! Ma non appena i soccorritori del Centro Recupero, muniti di guanti, si sono avvicinati per raccoglierla, la maestosa Aquila con un potente colpo d'ali è schizzata via alzandosi in volo e allontanandosi verso il bosco!
Tutti i 4 ragazzi presenti, meravigliati da tanta forza inaspettata ed improvvisa, hanno chiesto cosa poteva essere accaduto! La nostra spiegazione è stata questa: molto probabilmente il Biancone era solo superficialmente ferito o traumatizzato per un urto. Inizialmente, quando è stato rinvenuto ha prevalso la paura e lo stress di essere circondato da umani che lo osservavano troppo da vicino. Ma trascorso il tempo necessario per riprendersi da un probabile trauma improvviso ha per fortuna ritrovato da solo la forza di volare via.
Bene! Per il Centro Recupero un ospite in meno nelle voliere ed un paziente guarito in fretta... per il veterinario!



Le foto qui sopra, le uniche disponibili, sono state scattate con un telefonino da Guido Montemurro