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giovedì 15 dicembre 2011

Ritrovamento di Puzzola a Montescaglioso

A distanza di 9 mesi esatti dall'ultimo ritrovamento in provincia di Matera (14 marzo 2011) il 14 dicembre scorso è stata effettuato un nuovo rilevamento sulla presenza della Puzzola (Mustela putorius) in Basilicata. Il corpo di un esemplare è stato rinvenuto, investito da un veicolo, dal Centro Provinciale Recupero Animali Selvatici di San Giuliano lungo una strada a pochi km dall'abitato di Montescaglioso e nei pressi del fiume Bradano.
Questo ritrovamento permette di aggiungere una nuova tessera al mosaico, ancora molto parziale, delle segnalazioni regionali accertate che stiamo cercando di realizzare in collaborazione con lo studio Milvus al fine di studiare la presenza effettiva di questa elusiva e poco conosciuta specie di mustelide nel nostro territorio.

La Puzzola si distingue dalla più comune e diffusa faina (di cui si rinvengono centinaia di cadaveri lungo le strade) per avere il corpo con tonalità bruno dorate, una mascherina di pelo più chiaro intorno al muso e dietro gli occhi. La dimensione è piuttosto variabile e va dai 30 ai 47 cm di lunghezza (coda tra 12 e 19 cm) a seconda del sesso (maschi più grandi delle femmine). Anche il peso può variare dai 450 g ai 2 kg.

La specie è considerata a livello globale "Least Concern"; ciò significa che non desta molta preoccupazione in relazione alla sua ampia distribuzione e perché è improbabile che possa rapidamente diminuire ad un tasso tale da richiederne l'inclusione in una categoria minacciata.

In Italia pur essendo abbastanza diffusa è considerata "Data deficient" (conoscenza insufficiente) ed in Basilicata i dati sono ancora più scarsi, visto il limitato numero di persone che si occupano di monitoraggio faunistico. Perciò chi volesse collaborare a questa ricerca è pregato di mettersi in contatto con il Centro Recupero di San Giuliano (339-1637510) nel caso il ritrovamento sia effettuato in provincia di Matera o con lo Studio Milvus (338-1305096) nel caso riguardi la provincia di Potenza.

Campioni biologici dell'esemplare sono stati prelevati e conservati per essere messi a disposizione di studiosi e ricercatori italiani e stranieri interessati ad approfondire alcuni aspetti ecologici e genetici su questa specie ancora poco conosciuta e studiata nella nostra regione. Tra le università interessate a studiare gli esemplari lucani che sono stati finora recuperati c'è quella di Perugia con il suo Dipartimento di Zoologia guidato dal Prof Ragni, uno dei massimo esperti che si occupano di mammiferi di interesse zoogeografico.



lunedì 14 marzo 2011

Nuovo ritrovamento di Puzzola in provincia di Matera

14 marzo 2011
A seguito di alcune segnalazioni da parte di automobilisti questa mattina il Centro Recupero Animali Selvatici della Riserva Naturale di San Giuliano è intervenuto per recuperare il corpo di una Puzzola (Mustela putorius) investita sulla strada statale 7 a pochi Km da Matera e a soli 3 km dalle sponde del Lago di San Giuliano. Con questo ritrovamento salgono a 4 le segnalazioni nell'area intorno alla Riserva nell'ultimo triennio. E' interessante notare come su 4 casi il 75% dei ritrovamenti è avvenuto nel mese di marzo. Probabilmente si tratta di un periodo in cui vi è una maggiore dispersione e movimento da parte di questi animali. Campioni biologici dell'esemplare saranno messi a disposizione di studiosi e ricercatori italiani e stranieri che stanno approfondendo alcuni aspetti biologici e genetici su questa specie ancora poco conosciuta e studiata in Italia.

lunedì 22 marzo 2010

Riconfermata la presenza della Puzzola nella Riserva di San Giuliano

22 marzo 2010

Questa mattina lungo la strada perimetrale della Riserva Naturale Regionale di San Giuliano è stata ritrovata un'altra Puzzola (Mustela putorius) investita da un autoveicolo. La cosa interessante è che il ritrovamento di questo elusivo mustelide, purtroppo ancora poco conosciuto e studiato in Basilicata, è avvenuto a distanza di pochi km dalla prima segnalazione assoluta (21 marzo 2009), sempre nella Riserva, ed esattamente un anno dopo. Un secondo ritrovamento, effettuato sempre nella stessa area da amici naturalisti pugliesi, risale al 13 gennaio di quest'anno.
Evidentemente tra l'inverno e la primavera il comportamento di questa specie è caratterizzato da una maggiore frequenza di spostamento e di allontanamento dalle zone preferenziali (soprattutto fossi e corsi d'acqua, ma anche zone ruderali e coltivate frammiste ad ambienti ricchi di biodiversità e di vegetazione naturale).
Nell'ambito delle attività del Centro Provinciale Recupero Fauna della Riserva di San Giuliano la carcassa, molto scomposta e ridotta, anche in questo caso è stata recuperata e conservata per prelevare campioni di pelo e di muscolo che invieremo ad un Istituto di Ricerca dell'Università di Lisbona (Portogallo) al quale stiamo dando il nostro supporto per la raccolta in Basilicata di dati e reperti di alcuni carnivori europei da sottoporre a indagini genetiche per una più dettagliata conoscenza degli aspetti biogeografici, evolutivi e tassonomici delle specie oggetto di studio nelle diverse aree geografiche europee. E la Basilicata, anche in questo settore, è ancora molto indietro nelle conoscenze del proprio patrimonio faunistico, soprattutto relativamente alle aree protette e alle Zone di Protezione Speciale.

Matteo Visceglia

mercoledì 13 gennaio 2010

Una puzzola nella Riserva di San Giuliano


Illustrazione tratta da http://www.minambiente.it>

Piero e Gianpasquale Chiatante sono due amici pugliesi che da alcuni anni frequentano la Basilicata per osservazioni e monitoraggi faunistici. Tra le varie zone investigate non poteva mancare la Riserva Naturale di San Giuliano.
Alcuni giorni fa, precisamente il 3 gennaio, durante una delle loro uscite si sono imbattuti in un mammifero,la puzzola, purtroppo ritrovato morto a causa di investimento di un veicolo. Si tratta di un animale assolutamente schivo e difficile da incontrare per le sue abitudini prevalentemente notturne. Questo ritrovamento perciò è stata l'occasione per inviare un loro contributo al blog "Materanatura" a testimonianza del valore dell'area dal punto di vista naturalistico.
Ecco quanto scrivono.

"La Riserva Naturale Regionale di San Giuliano con i suoi 2.500 ettari comprendenti il lago, il bosco igrofilo, la macchia mediterranea, i rimboschimenti a conifere ed eucalipti, la gravina, i prati, i pascoli e i seminativi, rappresenta una meta ideale per chi vuole trascorrere piacevoli e spensierate passeggiate all’aria aperta, e svolgere birdwatching sul lago e in campagna. Non è difficile scorgere gli acrobatici voli dei nibbi reali, dei nibbi bruni, delle poiane, dei gheppi e dei grillai sui campi circostanti, ora verdi in primavera, ora riarsi dal sole in estate. Il lago, invece, sorprende in ogni stagione per la varietà di uccelli acquatici che lo frequentano: un continuo andirivieni di cormorani, di eleganti svassi maggiori, di candidi aironi bianchi maggiori e garzette, di vociferi pettegole e cavalieri d’Italia, di variopinti fischioni, alzavole e germani reali, solo per citarne alcuni. Più raro diventa, invece, incontrare Mammiferi piuttosto elusivi come la lontra, le cui impronte sono rinvenibili sulle sponde del lago e lungo il corso del Bradano, e la puzzola (Mustela putorius), segnalata recentemente in zona da Matteo Visceglia per il ritrovamento di un individuo morto a marzo 2009 e la cui presenza è stata da noi confermata grazie al rinvenimento il 3 gennaio 2010 di un altro esemplare, purtroppo anch’esso investito, lungo la strada che costeggia il lago e nella stessa zona del ritrovamento dello scorso anno.
Allo stato attuale la distribuzione in Italia della specie e la consistenza della sua popolazione sono poco conosciute anche se si ritiene sia presente in tutta la penisola pur se in calo a causa della diminuzione degli avvistamenti o dei ritrovamenti di segni di presenza e reperti. La specie è, infatti, inserita nella Lista Rossa dei Vertebrati Italiani per la carenza di informazioni.
In genere la puzzola frequenta la campagna aperta con alberi e siepi marginali, le aree ripariali, quindi le zone ricche di fiumi e canali con argini naturali. La Basilicata, pertanto, essendo caratterizzata da numerosi corsi d’acqua, oltre che per essere poco densamente abitata, potrebbe ospitare una discreta popolazione della specie. Il ritrovamento, quindi, nell’area del Lago di San Giuliano aggiunge un altro importante tassello alla conoscenza della diffusione della puzzola sul territorio italiano e soprattutto suggerisce la necessità di dover investigare sempre più la Basilicata, una regione certamente ancora ricca di rare ed interessanti presenze faunistiche".


Piero e Gianpasquale Chiatante

sabato 21 marzo 2009

Una puzzola presso l'Oasi di San Giuliano



Questa mattina, durante un giro di monitoraggio della fauna abbiamo rinvenuto il corpo investito di una Puzzola (Mustela putorius putorius) al centro della strada che circonda il Lago di San Giuliano. Attorno alla carcassa alcune cornacchie grigie banchettavano sfidando le auto che passavano.
La Puzzola è un mustelide scarsamente segnalato in quest'area e ciò è sicuramente legato alle abitudini prevalentemente notturne e alla generale limitata conoscenza della sua distribuzione reale in Italia.
Questa specie è generalmente legata agli ambienti umidi come laghi, fiumi, fossati ma si potrebbe in realtà rinvenire anche in habitat forestali montani, agricoli ed aree antropizzate. In pratica ovunque! Pertanto se trovate un animale di corporatura simile ad una faina e somigliante moltissimo ad un Furetto (Mustela putorius furo), ossia la forma domestica della Puzzola, segnalatelo o recuperatelo e consegnatelo a qualche Centro Recupero Fauna posto nelle vicinanze. Tali reperti possono essere utili per ricerche genetiche sulla specie!

Per segnalazioni potete intanto scrivere a de-rerum-natura@libero.it


Illustrazione tratta da www.miniambiente.it

venerdì 14 novembre 2008

Una puzzola diventata lontra


Per leggere l'articolo cliccare sull'immagine

L'articolo pubblicato il 9 novembre scorso alla pagina 10 della Gazzetta del Mezzogiorno ed intitolato “Nel fiume Basento la lontra (r)esiste” mette in evidenza il fatto che, nonostante gli sforzi che si cerca di attuare a livello istituzionale per attivare un serio monitoraggio sulla Lontra in Basilicata, ancora molto resta da fare per perfezionare la conoscenza della specie. L'animale fotografato infatti, pur in presenza di un’immagine a bassa risoluzione, non ritrae assolutamente una Lontra (Lutra lutra) ma una Puzzola (Mustela putorius), entrambi appartenenti alla famiglia dei Mustelidi. Gli agenti dell'ATC di Matera, nonostante la loro buona volontà, hanno purtroppo messo in luce come non si possa improvvisare un monitoraggio della vera “regina del fiume”, notoriamente elusiva e dispersa su vasti bacini idrografici. A fronte di una errata identificazione di un esemplare fotografato a pochi metri riesce difficile immaginare come si possano anche campionare senza errore reperti di più complessa identificazione (escrementi e spraint) da destinare alla ricerca genetica che dovrebbe svolgere l'ISPRA (ex INFS), così come prevede il piano di monitoraggio scientifico della Lontra avviato dal Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata. E’ lodevole l’iniziativa intrapresa dal massimo ente locale ma occorre perfezionare la metodologia e il coinvolgimento dei rilevatori.
La ricerca naturalistica in Basilicata deve ancora crescere in qualità e quantità ed ha assolutamente bisogno di un maggiore e più qualificato indirizzo e sostegno da parte delle istituzioni. Siamo già il fanalino di coda a livello nazionale per la scarsissima produzione di studi e ricerche in campo faunistico pur in presenza di un territorio ricco di biodiversità che non ha nulla da invidiare alle altre regioni italiane.
Una curiosità nasce spontanea: quanto si investe realmente in questa regione per innalzare il livello di conoscenza e conservazione della fauna di interesse nazionale ed europeo? Quanti politici ed amministratori si rendono conto che qui vivono specie sull'orlo dell'estinzione e di cui poco o nulla si sa e, ancora peggio, non vi è una seria programmazione su periodi medio-lunghi per garantire loro una necessaria conservazione? Le ricerche svolte, o ancora in atto, possono essere forse stimate, in termini quantitativi sicuramente sovrastimati, in circa il 10 % rispetto alla reale necessità di monitoraggio della biodiversità per portare a livello europeo il prestigio di una regione a cui non manca nulla a livello di risorse ambientali e naturali ma che è inesorabilamente proiettata verso la conferma della sua atavica povertà di sapere in campo naturalistico e faunistico.