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sabato 29 dicembre 2018

Liberazione di una Poiana nelle campagne materane

L'anno 2018 sta per finire e in questi giorni stiamo rilasciando gli ultimi rapaci curati e riabilitati. In questo breve video abbiamo voluto condividere l'emozione di vedere una stupenda Poiana spiccare nuovamente il volo dopo un periodo di cure a causa di un brutto trauma alla testa. Era stata trovata, incapace di volare, nelle campagne di Grassano lo scorso novembre e poi affidata al CRAS dalla Polizia Locale. L'abbiamo curata ogni giorno e ci abbiamo messo tutto l'impegno necessario per rimetterla in sesto e restituirla alla natura. Buona fortuna a lei!

sabato 22 marzo 2014

Il CRAS soccorre una poiana trafitta da un ramo

Oggi alle 13 una telefonata di un cittadino al numero del  CRAS Provinciale di Matera segnalava un rapace in difficoltà in un campo nella Valle del Bradano nel  comune di Montescaglioso. Giunti sul posto indicato abbiamo trovato una poiana letteralmente bloccata a terra e con un ramo che fuoriusciva dall'ala! Una scena davvero straziante! Probabilmente durante un tentativo di predazione  ai lati di un fossato con parecchi rami polloniferi emergenti dal terreno è stata trafitta da uno di questi rimanendo "infilzata" ed impossibilitata a muoversi poichè inchiodata a terra. Per fortuna è stata notata da un operaio che lavorava in quella zona che ha fatto scattare l'allarme per salvarla da una morte sicura se fosse rimasta agonizzante in quella assurda posizione. Siamo arrivati subito e abbiamo con delicatezza "estratto" la poiana da quella brutta situazione.  Dopo aver prestato il primo soccorso  fornendo le prime cure e disinfettando la ferita,  abbiamo somministrato un antibiotico, l'abbiamo idratata  ed alimentata. Lunedì speriamo di poterla affidare alle mani di un bravo veterinario per effettuare un intervento di ricostruzione dei tessuti danneggiati nella speranza di poterle dare nuovamente la libertà.
Matteo Visceglia
CRAS Provinciale di Matera



venerdì 10 gennaio 2014

Poiana in Valbasento

Ferrandina, gennaio 2014 - Una Poiana non disdegna di usare come posati di caccia le recinzioni dell'area industriale della Valbasento.

venerdì 13 dicembre 2013

Ancora specie protette nel mirino dei bracconieri a Matera

Alcuni giorni fa al CRAS (Centro Provinciale Recupero Animali Selvatici) è giunta segnalazione dalla Questura di Matera per un intervento di recupero di una bellissima Poiana (Buteo buteo) trovata sul ciglio stradale ed incapace di volare. Il ritrovamento è avvenuto nelle campagne di Matera, nei pressi di Torre Spagnola, a poca distanza dal lato nord-orientale del Parco Regionale della Murgia Materana. L'esemplare, notato e soccorso da un automobilista materano, è stato affidato poche ore dopo al CRAS per le necessarie cure. All'esame generale effettuato al momento della consegna il rapace presentava alcune brutte fratture all'ala destra ( a livello di radio-ulna e omero) già in fase di calcificazione ma assolutamente scomposte, in particolare l’omero. Data la criticità della situazione, visto che l’abbattimento era avvenuto qualche giorno prima,  il rapace è stato trasportato subito presso il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell'Università di Bari dove, grazie al prezioso supporto dello staff medico,  è stato sottoposto ad una visita e ad un esame radiografico da cui è emerso che le fratture sono state purtroppo provocate da pallini da caccia sparati da qualche irresponsabile armato.
L'esemplare è stato necessariamente operato per tentare, anche se con poche speranze,  il recupero della funzionalità dell'ala colpita.  Per ora resta ricoverato presso le strutture veterinarie del Dipartimento dove sarà tenuto in osservazione per almeno un mese per poi essere trasferito nuovamente al CRAS per la riabilitazione al volo.

Il Responsabile del CRAS Matteo Visceglia dichiara:

"Ancora una volta abbiamo la prova di  come il bracconaggio ai danni di specie particolarmente protette è un fenomeno frequente anche nelle nostre campagne, nonostante sia assolutamente difficile confondere una poiana per una qualsiasi altra specie cacciabile. Su questo atto di rilevante interesse penale ai sensi della legge 157/92 abbiamo doverosamente inoltrato opportuna segnalazione alle autorità competenti, in particolare al Corpo Forestale dello Stato e alla Polizia Provinciale di Matera, preposte in materia di controlli sull'attività venatoria, nella speranza di incrementare maggiori controlli nei confronti di chi, danneggiando anche l’intera categoria dei cacciatiori rispettosi delle norme,  se ne va nelle campagne con i fucili imbracciati e pronti ad abbattere, ai margini del Parco della Murgia Materana,  anche specie di notevole interesse naturalistico e componenti importanti della Biodiversità del nostro territorio". 


 

venerdì 18 gennaio 2013

Una Poiana fortunata si riprende la libertà














Una Poiana è stata liberata oggi nella Riserva di San Giuliano. Aveva subito un lieve impatto con un veicolo per fortuna senza gravi traumi. Un cittadino attento e sensibile l'ha raccolta nella prima mattinata sulla strada Matera-Metaponto, in località Tre Confini tra Pomarico e Montescaglioso.  Era in evidente stato di shock e poco reattiva per il trauma, perciò viste le condizioni precarie l'ha consegnata al CRAS di San Giuliano. Qui è stata tenuta un pò a riposo ed in osservazione. Rifocillata e verificate le sue condizioni fisiche e la capacità di volo è stata inanellata e rimessa in libertà dal Centro Recupero Animali Selvatici della Provincia di Matera. Buona fortuna!!!
Qui il momento del suo rilascio:

mercoledì 12 dicembre 2012

CRAS Matera: 3 rapaci riconquistano la libertà

Venerdì 7 dicembre bellissima giornata di festa per la natura e bambini!  Alcuni splendidi rapaci curati dal CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici ) Provinciale di Matera sono tornati a volare liberi nella natura della Riserva di San Giuliano dopo un periodo di cure e riabilitazione.
Ad assistere al lieto evento sono stati invitati 20 bambini di una scolaresca di Matera che con i loro insegnanti e genitori hanno potuto prima ammirare da vicino questi predatori alati, apprendendeno le loro storie e la loro biologia daglii operatori del Centro e poi hanno accompagnato con il loro entusiastico applauso il loro volo verso la libertà riconquistata.

Una Poiana, un'Albanella reale ed un Gufo, questi i nomi dei fortunati rapaci liberati,  che per cause diverse hanno avuto bisogno delle cure dei veterinari e degli operatori del Centro.

La Poiana, un superbo giovane di 2 anni, era stata consegnata al CRAS nello scorso mese di aprile da agenti del Corpo Forestale dello Stato della Stazione di Pomarico. Era stata recuperata nelle campagne di Grassano in condizioni molto precarie. Dall'esame effettuato è risultata essere una vittima dell'egoismo umano poichè era stata tenuta sin da piccola in cattività all'interno di una gabbia non adatta e nelle condizioni peggiori che si potesse immaginare. All'arrivo era magra, presentava piumaggio scomposto ed opaco, penne spezzate, coda completamente distrutta dall'usura, becco rotto, testa priva di piume per parassitosi e inoltre aveva una vecchia frattura ad un'ala mal calcificata. Insomma un esemplare che all'apparenza era sicuramente senza alcuna speranza di poter ritornare alla natura. Invece grazie alle lunghe e pazienti cure e al cibo adatto ricevuti ogni giorno dagli operatori del CRAS la Poiana ha potuto piano piano irrobustirsi e riprendersi riacquistando un nuovo e splendido piumaggio che gli ha permesso di  riabilitarsi gradualmente al volo grazie alla possibilità di muoversi in voliere adatta.


Il Gufo,  a causa di un forte impatto contro qualche ostacolo (forse un veicolo in marcia durante la notte),  aveva subito una frattura all'omero compromettendo la sua capacità di volare. Fortunatamente è stato ritrovato e consegnato al CRAS grazie all'intervento di un poliziotto di Matera che ha capito immediatamente la gravità del trauma. Il responsabile del Centro lo ha subito portato presso la facoltà di Veterinaria dell'Università di Bari dove è stato visitato e tenuto in cura per un breve periodo di tempo per poi ritornare al CRAS per altre cure e la successiva riabilitazione in voliera. Dopo circa un mese di cure il risultato è stato sotto gli occhi meravigliati dei bambini che lo hanno seguito nel suo volo di libertà riconquistata.
Il gufo prima della liberazione


Liberazione del Gufo


Storia più triste è quella dell'Albanella reale: un cacciatore, nonostante la massima protezione che la legge garantisce ai rapaci,  l'aveva gravemente colpita con il suo fucile nelle campagne di Irsina, interrompendo il suo volo leggero ed elegante sui vasti campi e pascoli alla ricerca di piccoli roditori. Per fortuna alcuni cittadini l'hanno notata saltellare terra ma incapace di volare e hanno fatto in maniera da farla arrivare il prima possibile al Centro Recupero. Qui subito si è capito che c'era la probabilità che fosse stata deliberatamente colpita da un'arma da fuoco. Perciò è stata subito trasportata alla stessa facoltà di Veterinaria di Bari per una visita accurata. La radiografia effettuata ha infatti messo in evidenza la presenza nel corpo del rapace di alcuni pallini che avevano fratturato il radio-ulna. Le cure prestate dai veterinari hanno fortunatamente impedito il peggio e dopo aver superato il periodo più critico è stata nuovamente riportata al CRAS per ulteriori cure e riabilitazione. A distanza di un mese dal brutto incidente l'Albanella ha potuto riprendere la libertà che uno scellerato gli aveva tentato di togliere per sempre. L'Albanella è una specie che arriva in Italia in autunno per  trascorrere i mesi freddi invernali per poi ritornare a nidificare in primavera nei luoghi di origine dell'Europa centrale e della Russia.
L'albanella appena giunta al CRAS dopo il suo ferimento


I bambini osservano l'Albanella reale

La liberazione dell'Albanella reale








































"Soccorrere, curare e rimettere in libertà animali selvatici così preziosi e protetti da tutte le normative europee è uno dei compiti principali del nostro Centro Recupero che ogni giorno cerca di fare il possibile, pur tra le mille difficoltà di ogni genere, per garantire un servizio a supporto delle istituzioni preposte alla tutela della fauna. E' una iniziativa di grande aiuto nei confronti  dei cittadini sensibili, degli operatori delle forze di polizia e delle associazioni che spesso intervengono per il primo soccorso di animali in difficoltà. Vorremmo poter lavorare in condizioni più adeguate sotto il profilo strutturale e finanziario in modo da poter svolgere sempre al meglio il lavoro di tutela della fauna protetta".

Matteo Visceglia
Responsabile CRAS











sabato 14 aprile 2012

domenica 4 marzo 2012

Poiana in attesa

Su un palo al bordo  di un frutteto abbandonato nel Parco di Gallipoli Cognato una Poiana era in agguato, pronta a catturare roditori. Diversi tentativi falliti di cattura ma qualche volta tornava su con la  preda. Scene di quotidiana lotta per la sopravvivenza...
Foto in digiscoping da notevole distanza. Marzo 2012

martedì 12 ottobre 2010

Poiana


Valle del Bradano, presso la Riserva Naturale di San Giuliano, 12 ottobre 2010

lunedì 7 dicembre 2009

venerdì 6 novembre 2009

Rapaci folgorati: una strage continua


Clicca sull'immagine per ingrandire

Se le pale eoliche costituiscono un elemento di grande pericolo per tanti rapaci non sono da meno le migliaia di km di linee elettriche pericolose cha attraversano tutta l'Italia e l'Europa.
Questa immagine ritrae l'ultima poiana raccolta oggi 6 novembre poche ore dopo la collisione con una linea elettrica nel territorio di Montescaglioso...
Dalla foto sembrerebbe trattarsi solo di una piccola ferita ma in realtà questi problemi portano nel giro di pochi giorni quasi sempre alla cancrena dell'arto colpito. Ogni anno il Centro Recupero Rapaci della Riserva di San Giuliano riceve centinaia di rapaci in difficoltà per cause diverse. Le poiane molto spesso sono le vittime illustri delle elettrocuzioni o della caccia...In Basilicata occorrerebbe mettere in sicurezza almeno le linee elettriche pericolose che si trovano nelle aree protette o dove la presenza di rapaci stanziali e migratori è accertata da tempo.

In caso di ritrovamento di animali selvatici in difficoltà si consiglia di contattare il più vicino posto di polizia (qualsiasi organo di polizia!) per concordare la rapida consegna ogni esemplare rinvenuto.

mercoledì 30 settembre 2009

Un'altra poiana folgorata dalle linee elettriche










Questo pomeriggio è stata consegnata una giovane poiana al Centro Recupero Rapaci della Riserva Naturale di San Giuliano. L'esemplare è stato rinvenuto nelle campagne di Stigliano e recuperato da Antonello Daloia, guardia volontaria venatoria in servizio nella zona. All’arrivo l’animale era magrissimo per i diversi giorni di digiuno e letteralmente distrutto per le gravi conseguenze di un impatto contro alcune strutture presenti sul territorio.
Come spesso accade anche questa volta, infatti, si tratta di un evidente caso di folgorazione che ha letteralmente portato a necrosi un’ intera ala e le due zampe. Nonostante l’immediato intervento del veterinario dott. Tralli purtroppo per la poiana non c’è stato nulla da fare. I casi di folgorazione sono più frequenti di quanto si possa immaginare visto che il territorio con la sua rete elettrica è una micidiale trappola per migliaia di rapaci e altre specie. Solo pochissimi animali vengono ritrovati, ma molti restano a morire sotto i tralicci, difficilmente visibili tra la vegetazione.
Queste situazioni inducono a pensare che sarebbe necessario iniziare a mettere in sicurezza le linee elettriche pericolose che attraversano i parchi, le aree protette e tutti i siti della Rete Natura 2000 e quelli di massima rilevanza ornitologica e naturalistica ! Quasi sempre non se ne parla per nulla, come se il problema non sussiste! Eppure a morire per impatti contro le linee elettriche sono migliaia di uccelli, soprattutto rapaci, cicogne e altre grandi specie rare e preziose. Si ha l'impressione che le istituzioni non facciano nulla al riguardo forse perchè si tratta di problematiche poco affrontate e non trattate adeguatamente sotto il profilo della divulgazione. Eppure le soluzioni ci sarebbero per ridurre i rischi di collisioni e di folgorazioni almeno nelle aree protette, cioè in quei luoghi, spesso bellissimi e suggestivi anche sotto il profilo paesaggistico, che sono stati appositamente individuati per tutelare la natura e la biodiversità.
Investire un pò di denaro da parte dello Stato e delle Regioni con la collaborazione dei gestori della rete elettrica per attenuare, attraverso metodi e sistemi già sperimentati altrove, uno dei più drammatici ed inarrestabili meccanismi di perdita della biodiversità non sembra essere una cattiva idea, anzi sarebbe una dimostrazione di volontà nel risolvere una delle situazioni più pericolose per la fauna del nostro territorio. Insomma una buona pratica di gestione concreta delle problematiche ambientali che potrebbe, se supportata da adeguata analisi e progettazione, anche essere sostenuta finanziariamente dalla Commissione Europea medianti specifici Progetti LIFE.
Se un fiume è inquinato tutti se ne accorgono , se ne parla molto e si cerca di porre rimedio mentre se lo spazio aereo e il paesaggio sono anch'essi "inquinati" da strutture pericolosissime come le linee elettriche a media e alta tensione, oltre che dalle grandissime e pericolose pale eoliche, pare che non interessi quasi nessuno...!