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sabato 29 dicembre 2018
giovedì 14 giugno 2018
UN AVVOLTOIO GRIFONE CURATO E RIABILITATO PRESSO IL CRAS MATERANO RITORNA A VOLARE NEL PARCO NAZIONALE DEL POLLINO
Un giovane avvoltoio
Grifone (Gyps fulvus), recuperato
nello scorso ottobre in Toscana, località Lastra a Signa (FI) in stato di forte
debilitazione e con una frattura alla tibia destra, operato con urgenza dal
dott. Simone Scoccianti presso il Vet Hospital H24 di Firenze, è stato affidato
al CRAS di Matera su richiesta e autorizzazione dell’Azienda USL Toscana Centro
(Dott. E. Loretti) per la successiva riabilitazione, con la supervisione
scientifica della dott.ssa Olimpia Lai del Dipartimento di Medicina Veterinaria
dell’Università di Bari.
Dopo aver superato
la delicata fase post-operatoria, l’esemplare, con un’apertura alare di 2 metri
e mezzo, ha intrapreso il percorso di cura e riabilitazione in una voliera a
sua completa disposizione per il recupero funzionale dell’arto fratturato. Gli
operatori del CRAS hanno garantito quotidianamente ogni cura e assistenza,
fornendogli alimentazione adeguata alla sua natura di necrofago e la massima
tranquillità. I controlli clinici successivi effettuati presso la Clinica
Centro Veterinario Einaudi – Gruppo CVIT di Bari hanno permesso di valutare il
normale processo di riparazione della frattura e la rimozione dei mezzi di
osteosintesi.
Finalmente, dopo 4
mesi presso il CRAS materano, il giovane Grifone è stato trasferito nel Parco
Nazionale del Pollino, il cui Ufficio Conservazione guidato dal dott. Pietro
Serroni ha subito offerto la propria
disponibilità ad ospitarlo per un breve periodo di ambientamento pre-rilascio
in una voliera posta sul ciglio delle Gole del Raganello, nei pressi di Civita.
Nei giorni scorsi con la collaborazione del dott. Pino Cortone, l’esemplare è
stato marcato con anello metallico dell’INFS, anello colorato con codice
alfanumerico, ed equipaggiato con logger GPS che potrà consentire di seguire “in remoto” i suoi spostamenti grazie all’invio delle coordinate geografiche
rilevate dal logger.
Per la reintroduzione in natura il personale e i collaboratori del CRAS hanno scelto l’area
calabrese del Pollino, sia per la relativa breve distanza dal Centro,
fondamentale per evitare inutili stress da trasporto al giovane “dimesso”, sia
per la presenza di un nucleo di grifoni che da anni frequentano regolarmente le
spettacolari ed imponenti Gole del
Raganello, risultato di un progetto di reintroduzione attuato dall’Ente Parco a
partire dal 2002; il personale del Parco rifornisce regolarmente un carnaio da
diversi anni al fine di garantire una sicura risorsa trofica per questi
straordinari avvoltoi, costituendo così un altro vantaggio per il giovane
appena restituito all’ambiente.
Il Responsabile del CRAS Matteo Visceglia dichiara:
“Siamo molto soddisfatti
per il rilascio del giovane Grifone, risultato ottenuto in circa 8 mesi di
lavoro durante i quali abbiamo potuto dimostrare come il nostro Centro, con
l’aiuto di vari professionisti bravi e preparati, in primis la dott.ssa Olimpia
Lai, riesce a ottenere ottimi risultati
pur in presenza di una situazione generale gestionale ancora da migliorare. Nonostante
tutto, le nostre attività proseguono incessantemente facendo leva sulle nostre sole
forze e possibilità e sulla nostra volontà di contribuire concretamente nel
complesso lavoro di soccorso, cura e riabilitazione della fauna selvatica.
Siamo fiduciosi per il futuro, visto che pochi giorni fa ci è giunta notizia
che la Regione Basilicata a partire da quest’anno avrebbe deciso di sostenere i
4 CRAS lucani attualmente riconosciuti. Per questo motivo in questo periodo
stiamo riaprendo le porte ai cittadini per la consegna o l’affidamento di
esemplari in difficoltà che necessitano di cure, e già in questi giorni le
strutture del centro hanno nuovi ospiti”.
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domenica 6 maggio 2018
CRAS A RISCHIO CHIUSURA IN PROVINCIA DI MATERA
Tg3 Basilicata del 6 maggio 2018
lunedì 29 febbraio 2016
BILANCIO POSITIVO ANCHE NEL 2015 PER IL CRAS PROVINCIALE DI MATERA
Nel corso del 2015 il CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) Provinciale di Matera è riuscito ad ottenere positivi risultati in termini di interventi che confermano la validità e l’utilità delle attività svolte a tutela della natura, con particolare attenzione alla fauna del nostro territorio, realizzando durante l’anno anche iniziative diffuse volte all’educazione e sensibilizzazione dei cittadini per un maggiore rispetto dell’ambiente. Alcuni problemi di gestione per l’anno 2016 restano però ancora irrisolti.
Nel corso dei 12 mesi del 2015 sono stati affidati complessivamente 321 esemplari, gran parte dei quali appartenenti a specie particolarmente protette da normative nazionali ed europee. Poco più dell’80% di essi rientra nella categoria sistematica degli Uccelli, il 14% in quella dei Rettili e il 6% in quella dei Mammiferi. Sono state trattate in tutto 47 specie animali diverse di cui la maggiore percentuale è rappresentata dal gruppo dei rapaci (58%) pari a 186 esemplari.
Il maggior numero di interventi di soccorso e cure ha riguardato il Falco grillaio (Falco naumanni) una delle specie target a cui il CRAS dedica molte energie. Nel 2015 sono stati accolti e curati 151 esemplari di tale specie (pari al 47 % di tutti gli animali affidati) consegnati da cittadini, associazioni e organi di polizia. Da tempo si è consolidata una spiccata dedizione del centro materano nella cura di questa specie di notevole rilevanza in ambito nazionale ed europeo per la presenza di importanti e numerose colonie riproduttive in alcuni centri della provincia ed in particolare nella città di Matera, famosa per avere una delle colonie urbane di falco grillaio più grandi al mondo sia per l’elevato numero di coppie nidificanti (circa un migliaio) sia per la loro inconsueta abitudine di privilegiare per la riproduzione gli spazi che offre la città. La presenza del falco in ambiente urbano è un grande valore aggiunto che oggi assume notevole significato scientifico, culturale e turistico capace di generare sempre più ammirazione e stupore tra i numerosissimi turisti in visita nella Città designata Capitale Europea della Cultura nel 2019.
Tutti gli animali affidati provengono da 32 comuni diversi, sia lucani che pugliesi. Il comune di Matera con il 50,2 % degli animali ritrovati nel proprio territorio, compreso il Parco della Murgia Materana, è quello che impegna maggiormente il CRAS nel corso dell’anno.
Una buona parte degli animali giunge al Centro in primavera ed in estate in quanto in tale periodo è in pieno svolgimento l’attività riproduttiva di molte specie e vi è una maggior richiesta di interventi di soccorso per cuccioli, pulli, giovani e adulti. La media mensile di affidamenti, calcolata su base annua, è stata di 27 esemplari/mese. Per quanto riguarda le cause di ricovero una buona percentuale (48 %) è costituita da pulli vittima di cadute o distruzione di nidi, prelievi illegali, e da giovani che si involano prematuramente per disturbi ai nidi. Il 24 % degli esemplari è invece vittima di traumi di varia natura, compresi atti di bracconaggio e folgorazione con linee elettriche pericolose, che in parte si risolvono positivamente ma che in molti casi determinano l’impossibilità di recupero completo o addirittura la morte dei soggetti già poche ore dopo la consegna. Le altre cause di ricovero annoverano situazioni molto diversificate e con percentuali minori. L’assistenza medico-veterinaria, di particolare importanza e determinante per i risultati, è stata garantita grazie alla collaborazione della dott.ssa Olimpia Lai del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari. L’esito dei ricoveri è stato legato a diverse variabili come la gravità della patologia, la tempestività del soccorso o le complicazioni durante le cure. Il 70% animali pervenuti al CRAS è stato nuovamente liberato nello stesso anno 2015 pur se qualcuno è stato solo “rimandato” alla prossima primavera per dare una maggiore possibilità di successo nella fase di ritorno alla natura. Per il 27 % di essi invece non c’è stato nulla da fare per gravi traumi o per elevata debilitazione all’arrivo. Alcuni animali resteranno per sempre al CRAS per l’impossibilità di un loro pieno recupero ma questi svolgeranno, come gli altri ospitati da anni, una utilità didattico-scientifica. Ad essi viene quotidianamente garantita cura, alimentazione adeguata, assistenza e mantenimento in voliera.
Il responsabile e coordinatore del CRAS Matteo Visceglia dichiara:
“Vogliamo ancora una volta fare un appello al Presidente della Provincia di Matera e alla Regione Basilicata affinché possano trovare una soluzione allo stop imposto dalla legge di riordino delle province permettendo di dare continuità a questo importante servizio per il territorio ed unico riferimento per la collina materana. L’attività svolta quest’anno è stata molto positiva in termini di risultati complessivi ottenuti ma vogliamo ricordare che essa è stata possibile solo con grande impegno quotidiano del personale e del veterinario oltre che dell’apporto di cittadini, forze dell’ordine e di alcuni volontari di associazioni come LIPU, CERM e ANPANA che hanno materialmente provveduto alla risoluzione di diversi problemi.
Nel corso dei 12 mesi del 2015 sono stati affidati complessivamente 321 esemplari, gran parte dei quali appartenenti a specie particolarmente protette da normative nazionali ed europee. Poco più dell’80% di essi rientra nella categoria sistematica degli Uccelli, il 14% in quella dei Rettili e il 6% in quella dei Mammiferi. Sono state trattate in tutto 47 specie animali diverse di cui la maggiore percentuale è rappresentata dal gruppo dei rapaci (58%) pari a 186 esemplari.
Il maggior numero di interventi di soccorso e cure ha riguardato il Falco grillaio (Falco naumanni) una delle specie target a cui il CRAS dedica molte energie. Nel 2015 sono stati accolti e curati 151 esemplari di tale specie (pari al 47 % di tutti gli animali affidati) consegnati da cittadini, associazioni e organi di polizia. Da tempo si è consolidata una spiccata dedizione del centro materano nella cura di questa specie di notevole rilevanza in ambito nazionale ed europeo per la presenza di importanti e numerose colonie riproduttive in alcuni centri della provincia ed in particolare nella città di Matera, famosa per avere una delle colonie urbane di falco grillaio più grandi al mondo sia per l’elevato numero di coppie nidificanti (circa un migliaio) sia per la loro inconsueta abitudine di privilegiare per la riproduzione gli spazi che offre la città. La presenza del falco in ambiente urbano è un grande valore aggiunto che oggi assume notevole significato scientifico, culturale e turistico capace di generare sempre più ammirazione e stupore tra i numerosissimi turisti in visita nella Città designata Capitale Europea della Cultura nel 2019.
Tutti gli animali affidati provengono da 32 comuni diversi, sia lucani che pugliesi. Il comune di Matera con il 50,2 % degli animali ritrovati nel proprio territorio, compreso il Parco della Murgia Materana, è quello che impegna maggiormente il CRAS nel corso dell’anno.
Una buona parte degli animali giunge al Centro in primavera ed in estate in quanto in tale periodo è in pieno svolgimento l’attività riproduttiva di molte specie e vi è una maggior richiesta di interventi di soccorso per cuccioli, pulli, giovani e adulti. La media mensile di affidamenti, calcolata su base annua, è stata di 27 esemplari/mese. Per quanto riguarda le cause di ricovero una buona percentuale (48 %) è costituita da pulli vittima di cadute o distruzione di nidi, prelievi illegali, e da giovani che si involano prematuramente per disturbi ai nidi. Il 24 % degli esemplari è invece vittima di traumi di varia natura, compresi atti di bracconaggio e folgorazione con linee elettriche pericolose, che in parte si risolvono positivamente ma che in molti casi determinano l’impossibilità di recupero completo o addirittura la morte dei soggetti già poche ore dopo la consegna. Le altre cause di ricovero annoverano situazioni molto diversificate e con percentuali minori. L’assistenza medico-veterinaria, di particolare importanza e determinante per i risultati, è stata garantita grazie alla collaborazione della dott.ssa Olimpia Lai del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari. L’esito dei ricoveri è stato legato a diverse variabili come la gravità della patologia, la tempestività del soccorso o le complicazioni durante le cure. Il 70% animali pervenuti al CRAS è stato nuovamente liberato nello stesso anno 2015 pur se qualcuno è stato solo “rimandato” alla prossima primavera per dare una maggiore possibilità di successo nella fase di ritorno alla natura. Per il 27 % di essi invece non c’è stato nulla da fare per gravi traumi o per elevata debilitazione all’arrivo. Alcuni animali resteranno per sempre al CRAS per l’impossibilità di un loro pieno recupero ma questi svolgeranno, come gli altri ospitati da anni, una utilità didattico-scientifica. Ad essi viene quotidianamente garantita cura, alimentazione adeguata, assistenza e mantenimento in voliera.
Il responsabile e coordinatore del CRAS Matteo Visceglia dichiara:
“Vogliamo ancora una volta fare un appello al Presidente della Provincia di Matera e alla Regione Basilicata affinché possano trovare una soluzione allo stop imposto dalla legge di riordino delle province permettendo di dare continuità a questo importante servizio per il territorio ed unico riferimento per la collina materana. L’attività svolta quest’anno è stata molto positiva in termini di risultati complessivi ottenuti ma vogliamo ricordare che essa è stata possibile solo con grande impegno quotidiano del personale e del veterinario oltre che dell’apporto di cittadini, forze dell’ordine e di alcuni volontari di associazioni come LIPU, CERM e ANPANA che hanno materialmente provveduto alla risoluzione di diversi problemi.
N
domenica 18 ottobre 2015
Falco di palude: impallinato, curato e liberato - Comunicato stampa LIPU-CRAS 19 ottobre 2015
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| Radiografia |
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| Dopo le cure |
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| Dopo le cure |
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| In voliera di riabilitazione |
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| Il Responsabile del CRAS |
| Il Responsabile del CRAS |
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| Il Responsabile del CRAS |
| Inanellamento |
| Il falco inanellato |
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| L'apertura del box di rilascio |
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| Volontari del CRAS in attesa che voli via |
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| Appena volato via dal box! |
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| Nuovamente libero sui campi! |
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| Nuovamente libero in cielo! |
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lunedì 27 ottobre 2014
Il CRAS di Matera in "L'Arca di Noè"
domenica 26 ottobre 2014
martedì 26 agosto 2014
CRAS Matera su TG3 Basilicata
TG3 Basilicata 24 agosto 2014
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venerdì 4 luglio 2014
IL PARCO DI GALLIPOLI COGNATO AL CENTRO DI POLEMICHE
IL PARCO DI GALLIPOLI COGNATO PICCOLE DOLOMITI LUCANE ACCUSATO INGIUSTAMENTE DI AVER BLOCCATO L’APERTURA DELL’IMPIANTO “VOLO DELL’ANGELO”
| Chi opera nella Pubblica Amministrazione sa bene che si deve amministrare seguendo ciò che la Legge prevede e che non è possibile agire secondo la propria volontà. L’Ente Parco Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane, per aver dato seguito a quanto imposto dalle norme, nei giorni scorsi è stato messo sotto accusa dal Presidente della società “Volo dell’Angelo” Nicola Valluzzi, accusando l’Ente della chiusura dell’attrattore nelle tre domeniche di maggio. Il Presidente Valluzzi ha infatti attaccato pubblicamente, tramite giornali, media e anche in pubblico comizio, il Direttore del Parco Marco Delorenzo e tutti i membri del Consiglio dell’Ente per aver “causato la chiusura dell’attrattore nelle date 18,25 e 31 maggio”. E’ stato facile, anche in virtù del delicato momento elettorale, far credere con affermazioni false, rivolte a chi non conosce il complesso iter burocratico ed i delicati aspetti che caratterizzano la “Zona Speciale di Conservazione Dolomiti di Pietrapertosa”, in cui ricade l’attrattore turistico, che la colpa di tutto è dell’Ente Parco, puntando il dito contro l’operato di amministratori e dipendenti, accusandoli di aver arrecato al territorio, a tutti gli operatori turistici di Castelmezzano e Pietrapertosa, agli addetti all’impianto e alla stessa società un danno economico cospicuo. Chi conosce la delicata vicenda, come del resto lo stesso presidente Valluzzi, sa bene che il motivo che impone l’avvio delle attività dell’attrattore turistico al primo giugno, non è dovuto ad una decisione o come ancor peggio dichiarato, ad una “inadempienza e vessazione” dell’Ente Parco, ma è imposto dalle Misura di Tutela e Conservazione adottate con Decreto Ministeriale 16 settembre 2013, in cui si stabilisce nello specifico “il divieto di messa in funzione di attrattori turistici nel periodo compreso tra il 1 febbraio e il 31 maggio – periodo corrispondente all’attività riproduttiva delle specie più a rischio (Falco Pellegrino e Cicogna Nera)”. Il Parco, consapevole delle ricadute negative che tali norme avrebbero avuto sulle attività del volo, in osservanza a quanto previsto dallo stesso Decreto Ministeriale circa la possibilità , di consentire modifiche e variazioni se supportate da evidenze scientifiche, si impegnava ad avviare il complesso iter di modifica delle date di apertura. Lo scorso 5 dicembre 2013, il Presidente del Parco convocava una conferenza di servizio con tutti i soggetti pubblici e privati interessati ( Regione Basilicata, Comuni del Parco, società volo dell’angelo) a vario titolo al funzionamento del volo dell’angelo, al fine di individuare, nel rispetto di quanto la norma consente e delle finalità conservative cui il sito destinato, le modalità per raggiungere l’obbiettivo della modifica delle date. In tale incontro tutti i convenuti presero atto del divieto imposto dell’avvio delle attività turistiche non prima del I giugno. Di fatto, l’Ente Parco il 5 dicembre decise all’unanimità con i convenuti, di costituire un Comitato Scientifico Permanente per lo studio dell’avifauna delle Dolomiti Lucane, composto da esperti delle Associazioni Ambientaliste, del Ministero dell’Ambiente (ISPRA) e dei Comuni interessati, in grado di analizzare e comprendere l’effettivo impatto delle attività turistiche su queste specie. Nell’ambito di tale strategia, il Parco chiedeva alla Regione, al fine di consentire al Comitato di effettuare valutazioni scientifiche, una pre-apertura dell’impianto a partire già dal 25 aprile e per una serie di giorni che sarebbero stati scelti dallo stesso Comitato. A questa richiesta la Regione Basilicata – Dipartimento Ambiente – con nota del 21/01/2014 si esprimeva favorevolmente sulla “pre-apertura” dell’impianto in via sperimentale e sulla costituzione del Comitato Scientifico a patto che: “se il comitato rileva degli evidenti segnali di disturbo alla specie protetta si dovrà procedere al blocco dell’attività”. Con il via libera Regionale, il Direttivo dell’Ente Parco procedeva, nel mese di gennaio 2014, ad invitare tutte le associazioni ambientaliste ed i soggetti interessati tra cui l’ISPRA, ad indicare un proprio referente da inserire nel Comitato Scientifico. Tale iter si concludeva in data 12 marzo 2014. (Purtroppo le associazioni invitate non hanno risposto tempestivamente all’invito facendo trascorrere tempo prezioso e lo hanno fatto solo dopo sollecito da parte dell’Ente Parco). Lo stesso giorno il Consiglio Direttivo del Parco con delibera N°13 costituiva formalmente il Comitato e chiedeva alla Regione Basilicata con nota del 13 marzo 2014 di poter intraprendere un percorso che portasse ad ottenere la predetta deroga rispetto alla data di apertura dell’attrattore turistico, proponendo la pre – apertura , quale fase sperimentale, limitata a singole ed occasionali giornate, tali da consentire le valutazioni scientifiche ad opera del costituito Comitato Scientifico Permanente. E’importante precisare che le attività di monitoraggio per essere scientificamente accettate devono essere condotte prima, durante e dopo le attività dell’attrattore. La Regione Basilicata, autorizzava, le attività del Comitato e le aperture in deroga dell’impianto, solo il 17 aprile 2014, notificando al Parco, la Deliberazione autorizzativa della Giunta Regionale n. 455, il 28 aprile 2014 . Il 29 aprile 2014 (un giorno dopo), l’Ente Parco notifica ufficialmente a tutti i componenti del Comitato Scientifico, la convocazione fissandola, per evidenti ragioni di tempo e disponibilità al giorno 08/05/2014. In tale incontro, il Comitato rilevava l’avvio delle attività di volo in data 1 maggio in palese difformità con quanto stabilito nella deroga della Regione Basilicata che legava l’apertura alle attività di monitoraggio dello stesso Comitato. Il Comitato evidenziava inoltre l’impossibilità di poter procedere con le fasi di monitoraggio ex ante, ossia prima dell’apertura dell’impianto e consigliava di sospendere le attività al fine di evitare di incorrere in forti sanzioni da parte del Ministero. A seguito della acquisizione agli atti di tale verbale, notificato dal Parco al Dipartimento Ambiente, il Dirigente dell’Ufficio Tutela della Natura, ha ordinato la chiusura dell’impianto nei giorni 18, 25 e 31 maggio, con la seguente motivazione: “essendo venute meno le condizioni riportate nelle premesse della D.G.R. 455/2014”. Da quanto su riportato, si evince che la mancata approvazione alla “pre-apertura del mese di maggio, che era stata richiesta dal Parco in deroga a quanto stabilito dal Ministero dell’Ambiente e dalla Regione, non è dovuta affatto ad una inadempienza o volontà dell’ente Parco. Fatte queste dovute considerazioni, ci si augura, che il tono delle discussioni sia d’ora in avanti più pacato e scevro da considerazioni prettamente elettorali, populistiche e qualunquistiche che mal si adattano a chi vuole assurgere al ruolo di amministratore locale. |
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venerdì 23 maggio 2014
domenica 18 maggio 2014
Servizio su RAI 2 sui lupi avvelenati a Pomarico
Il servizio è dopo il minuto 22
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-ec576e6e-51f4-4356-a100-0b9e28d0b4df.html
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sabato 17 maggio 2014
Servizio sull'uccisione dei lupi a Pomarico su RAI 2
Domenica 18 maggio alle ore 10,30 nel corso
della trasmissione di RAI 2 "Cronache animali" sarà trasmesso il
servizio realizzato alcuni giorni fa in Basilicata grazie ad un comunicato
stampa diffuso dal CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) della
Provincia di Matera ed inerente il ritrovamento il giorno 30 marzo nelle
campagne di Pomarico di tre carcasse di lupi avvelenati. Il
Responsabile del CRAS Matteo Visceglia ritiene che la divulgazione anche
su emittenti televisive nazionali di quanto accaduto possa contribuire
a far luce e a sensibilizzare sulla gravità del fenomeno, purtroppo
diffuso in diverse regioni d'Italia compresa la Basilicata,
dell'uccisione di lupi ed altre specie protette da normative nazionali
ed europee. Per la collaborazione alla realizzazione del servizio è
stato fondamentale il supporto del Comando Stazione del Corpo Forestale
dello Stato di Montescaglioso e di personale di altri comandi.
CRAS Provinciale di Matera
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venerdì 7 marzo 2014
giovedì 23 gennaio 2014
Servizio TRM sul CRAS Provinciale di Matera
Servizio trasmesso giovedì 23 gennaio 2014 da TRMh24
sabato 18 gennaio 2014
Rassegna stampa CRAS 18 gennaio 2014
venerdì 17 gennaio 2014
Rassegna stampa CRAS 17 gennaio 2014
giovedì 16 gennaio 2014
Rassegna stampa CRAS 16 gennaio 2014
sabato 14 dicembre 2013
Rassegna stampa CRAS 14 dicembre 2013
giovedì 19 settembre 2013
Rassegna stampa CRAS: 19 settembre 2013
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Errori delle redazioni dei giornali: la foto ritrae un moscardino e non un ghiro - Clicca sull'immagine per ingrandireRassegna stampa web: |
lunedì 15 luglio 2013
CRAS: servizio su TG3 regionale della Basilicata
Al seguente link è possibile rivedere il TG del 15 luglio 2013 dove vi è un servizio sul CRAS:
http://tinyurl.com/pol56p6
http://tinyurl.com/pol56p6
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