sabato 23 gennaio 2010

Premio ambiente per il 2010 a Peppino Gambetta

di PASQUALE DORIA

Difficile trovare persone così riservate. Giuseppe Gambetta, per tutti Peppino, protegge così la ricchezza di un sapere non esibito, quasi difeso. Ma quando presenta le sue ricerche, che diventano puntualmente preziosi volumi di consultazione, è capace come pochi a mettere in luce un bagaglio di conoscenze saldamente legate al territorio materano. Per lui la città e le contrade che la circondano non hanno chissà quali segreti da svelare. Eppure, rifugge ogni etichetta. Di più, si limita a definire se stesso un «appassionato naturalista». Niente di più. Una passione riconosciuta, però. Non a caso, oggi, a Matera, nella sala conferenze dell’Ente Parco della Murgia materana, alle 10, gli sarà consegnato il Premio Ambiente 2010. Si tratta di un’ini - ziativa del consiglio direttivo dell’ente che punta a valorizzare le competenze in grado di arricchire il patrimonio di studi sulla città dei Sassi. Un’attitudine che è possibile esprimere in vario modo, non solo in chiave naturalistica, ma anche nel senso dell’approfondimento circa un insediamento millenario, già maturo in età preclassica, senza trascurare la valorizzazione e il recupero delle tradizioni locali a rischio. Gambetta è autore di una pregevole pubblicazione, Guida alla flora del Par co, edita nel 2003 da Antezza Tipografi. La prima nel suo genere. Ora, è in dirittura di arrivo un altra primizia, riguarda il mondo degli insetti che si riproduce sulla Murgia. La particolarità del nuovo lavoro è nella capacità affabulatoria, riconoscibile, di Gambetta. La base di partenza è scientifica, poi, l’orizzonte si amplia fino a includere le peculiarità popolari, le radici più profonde della cultura contadina locale. Conoscenze che dispensa con l’autentico gusto di una narrazione capace di divulgare nel senso più nobile del termine ricerche che, così, vengono abilmente sottratte al ristretto ambito degli addetti ai lavori. Anche questo libro diventerà patrimonio condiviso della comunità e contribuirà a dare maggior interesse alla già ricca collana del «Parcomurgia». Di più, l’insieme di questi strumenti stanno diventando veri e propri manuali che, spaziando dall’antropologia all’urbanistica, dalla storia dell’arte alla botanica, superano l’aspetto settoriale di approfondimento ed analisi. Si tratta, a ben vedere di proposte di tutela attiva del cospicuo lascito ambientale affidatoci da quanti ci hanno preceduto. L’alterno gioco di molteplici elementi di cultura e di precisi dati scientifici diventa, così, valore aggiunto il cui autentico merito è di essere volutamente veicolato con un linguaggio semplice, diretto, accessibile anche a chi prova per la prima volta a scoprire il territorio spingendosi oltre il sentito dire. Con questa pratica, esercizio in cui Gambetta è davvero ben allenato, diventa possibile impadronirsi anche di un concetto complesso come quello di ecosistema, un intreccio di relazioni che a Matera parla molto di noi, soprattutto del nostro vissuto.

Gazzetta del Mezzogiorno, 23 gennaio 2010

mercoledì 20 gennaio 2010

Cassonetti: solita storia di ordinaria inciviltà nelle aree protette





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Stessa spiaggia, stesso mare... Settimana dopo settimana. Ecco quello che si osservava all'ingresso della Riserva Naturale di San Giuliano questa mattina. Purtroppo nonostante la buona volontà del Comune di Miglionico, che riesce a garantire lo svuotamento settimanale dei vari cassonetti dislocati nell'area protetta, non accenna a miglioramento il comportamento degli incivili che vi abbandonano ogni cosa, compresi wc e lavabi che in quanto rifiuti speciali non vanno assolutamente lasciati vicino i cassonetti. La soluzione sarebbe quella di garantire un servizio di raccolta 2-3 volte alla settimana ma con la crisi che incalza i comuni hanno ben poche risorse per migliorare il servizio. Cosa fare dunque? La soluzione, come sempre, dovrebbe risiedere nel buon senso e nella responsabilità dei cittadini. Ma si riuscirà ad ottenere una collaborazione da chi non è mai stato abituato a rispettare l'ambiente e la natura? O forse è il caso di rafforzare un pò la vigilanza?

martedì 19 gennaio 2010

CFS denuncia un uomo per deturpamento ambientale

Il proprietario dell’area, già indagato in passato per analoghi motivi aveva sradicato con mezzi meccanici gran parte della vegetazione presente nell’area, sottoposta a vincolo paesaggistico ambientale.

Matera, 18 Gennaio 2010 - Gli agenti del Comando Stazione Forestale di Tursi (MT) hanno segnalato all'Autorità Giudiziaria un uomo, residente a Tursi, per distruzione e deturpamento di bellezze naturali in area sottoposta a vincolo idrogeologico e paesaggistico. I Forestali, in seguito ad una segnalazione giunta alla Sala Operativa Regionale di Potenza che denunciava il dissodamento di un terreno pascolo-cespugliato, si sono subito recati sul posto e tramite i rilievi eseguiti con la strumentazione GPS in loro dotazione, hanno potuto non solo accertare il dissodamento ma stabilire anche che era stato il proprietario del terreno di circa 40 metri quadri, già indagato in precedenza per analoghi motivi, che aveva eseguito il dissodamento attraverso l'utilizzo di mezzi meccanici, provocando lo sradicamento della vegetazione esistente, composta prevalentemente da macchia mediterranea tra cui arbusti di ginestre, lentisco, fillirea. Il Corpo forestale dello Stato, costantemente impegnato nella prevenzione e nella repressione dei reati legati all'ambiente, invita tutti i cittadini a segnalare reati analoghi al numero di emergenza ambientale 1515. uato su terreni sottoposti a vincolo idrogeologico e paesaggistico-ambientale.


Fonte: http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=8321

mercoledì 13 gennaio 2010

Una puzzola nella Riserva di San Giuliano


Illustrazione tratta da http://www.minambiente.it>

Piero e Gianpasquale Chiatante sono due amici pugliesi che da alcuni anni frequentano la Basilicata per osservazioni e monitoraggi faunistici. Tra le varie zone investigate non poteva mancare la Riserva Naturale di San Giuliano.
Alcuni giorni fa, precisamente il 3 gennaio, durante una delle loro uscite si sono imbattuti in un mammifero,la puzzola, purtroppo ritrovato morto a causa di investimento di un veicolo. Si tratta di un animale assolutamente schivo e difficile da incontrare per le sue abitudini prevalentemente notturne. Questo ritrovamento perciò è stata l'occasione per inviare un loro contributo al blog "Materanatura" a testimonianza del valore dell'area dal punto di vista naturalistico.
Ecco quanto scrivono.

"La Riserva Naturale Regionale di San Giuliano con i suoi 2.500 ettari comprendenti il lago, il bosco igrofilo, la macchia mediterranea, i rimboschimenti a conifere ed eucalipti, la gravina, i prati, i pascoli e i seminativi, rappresenta una meta ideale per chi vuole trascorrere piacevoli e spensierate passeggiate all’aria aperta, e svolgere birdwatching sul lago e in campagna. Non è difficile scorgere gli acrobatici voli dei nibbi reali, dei nibbi bruni, delle poiane, dei gheppi e dei grillai sui campi circostanti, ora verdi in primavera, ora riarsi dal sole in estate. Il lago, invece, sorprende in ogni stagione per la varietà di uccelli acquatici che lo frequentano: un continuo andirivieni di cormorani, di eleganti svassi maggiori, di candidi aironi bianchi maggiori e garzette, di vociferi pettegole e cavalieri d’Italia, di variopinti fischioni, alzavole e germani reali, solo per citarne alcuni. Più raro diventa, invece, incontrare Mammiferi piuttosto elusivi come la lontra, le cui impronte sono rinvenibili sulle sponde del lago e lungo il corso del Bradano, e la puzzola (Mustela putorius), segnalata recentemente in zona da Matteo Visceglia per il ritrovamento di un individuo morto a marzo 2009 e la cui presenza è stata da noi confermata grazie al rinvenimento il 3 gennaio 2010 di un altro esemplare, purtroppo anch’esso investito, lungo la strada che costeggia il lago e nella stessa zona del ritrovamento dello scorso anno.
Allo stato attuale la distribuzione in Italia della specie e la consistenza della sua popolazione sono poco conosciute anche se si ritiene sia presente in tutta la penisola pur se in calo a causa della diminuzione degli avvistamenti o dei ritrovamenti di segni di presenza e reperti. La specie è, infatti, inserita nella Lista Rossa dei Vertebrati Italiani per la carenza di informazioni.
In genere la puzzola frequenta la campagna aperta con alberi e siepi marginali, le aree ripariali, quindi le zone ricche di fiumi e canali con argini naturali. La Basilicata, pertanto, essendo caratterizzata da numerosi corsi d’acqua, oltre che per essere poco densamente abitata, potrebbe ospitare una discreta popolazione della specie. Il ritrovamento, quindi, nell’area del Lago di San Giuliano aggiunge un altro importante tassello alla conoscenza della diffusione della puzzola sul territorio italiano e soprattutto suggerisce la necessità di dover investigare sempre più la Basilicata, una regione certamente ancora ricca di rare ed interessanti presenze faunistiche".


Piero e Gianpasquale Chiatante

lunedì 11 gennaio 2010

Verdi colline



Qualunque paesaggio è uno stato d'animo.
Henri Frèdèric Amiel

I campi attorno ai nostri piccoli paesi in questo periodo sono verdissimi. La luce li modella e li abbellisce. Il frumento appena spuntato nei campi trasforma il paesaggio agrario in un quadro di grande fascino che muta al variare delle ore.

venerdì 8 gennaio 2010

Aquila reale a Terranova del Pollino!




Lunedì 4 gennaio in territorio di Terranova di Pollino, vicino la frazione di Casa del Conte nei pressi di Timpa delle Murge, alcuni amici escursionisti tra cui Alfredo Vilmer Sabino e Mirella Campochiaro stavano percorrendo un sentiero nella neve quando all'improvviso è apparsa una magnifica Aquila reale! Lo stupore per questo inaspettato avvistamento è stato grande anche in virtù del fatto che osservazioni di Aquile reali sul versante lucano del Massicio del Pollino non sono frequenti. L'esemplare è stato purtroppo fotografato da molto lontano e con attrezzatura inadatta a metterne in risalto la bellezza. Ma la foto comunque è stata sufficiente a determinare l'età dell'aquila. Si tratta infatti di un giovane, probabilmente nato lo scorso anno. Una bella esperienza e un ottimo inizio 2010 per i nostri amici escursionisti ed appassionati di birdwatching.
Alfredo mi scrive che "l'unico rammarico è stato non aver portato con me l'obiettivo 70-300, se lo avessi avuto già montato sulla fotocamera sarebbero venute foto molto più ravvicinate e spettacolari... pazienza sarà per un'altra volta!"

Rassegna stampa: "Il Quotidiano" 7 gennaio 2010


Fonte: IL QUOTIDIANO DELLA BASILICATA 7 gennaio 2010


Fonte: IL QUOTIDIANO DELLA BASILICATA 7 gennaio 2010

mercoledì 6 gennaio 2010

La posizione della OLA sulla gestione delle aree protette



La Ola, Organizzazione Lucana Ambientalista, coordinamento apartitico di associazioni e comitati dei cittadini denuncia l’ennesimo stravolgimento delle leggi di tutela, ancora una volta attuato attraverso una programmazione regionale che tende a consentire, all’interno delle aree protette regionali, con l’avvallo degli enti territoriali, delle Province e della stessa Regione Basilicata, opere ed attività in contrasto con le finalità istitutive delle aree protette destinate invece a salvaguardare prioritariamente le peculiarità ambientali, paesaggistiche e naturali. Infatti la Regione Basilicata con la “fruibilità eco-compatibile degli invasi lucani” di cui all’art. 39 della L.R. 20 del 6 Agosto 2008 ha esteso la possibilità di attuare interventi in ambienti “naturali ed artificiali nelle more della emanazione di apposita normativa e nel rispetto delle disposizioni legislative e regolamentari vigenti” con emplici “conferenze di Servizi”. Tradotto dal “burocratese” si è consentito con l’emanazione di questa norma, ad esempio, che l’Assessorato alle Aree Protette della Provincia di Matera, evidentemente stimolato dalla ghiotta occasione, di modificare il Regolamento della Riserva Naturale, Zona Umida di Interesse Internazionale, nonché SIC e ZPS, permettendo di praticare senza limitazioni, la pesca sportiva (consentendo quella notturna con tende e bivacchi), già comunque largamente praticata e persino attività nautiche all’interno del sito Natura 2000 a danno degli obiettivi prioritari di conservazione della biodiversità per i quali il sito è stato istituito. Sempre con lo stesso stratagemma potremo assistere allo stravolgimento delle finalità di altre aree regionali e zone umide tutelate, quali il Lago di Pignola (Riserva Naturale e Zona Umida di Importanza Internazionale), il Lago del Pertusillo (SIC-ZPS nel Parco dell’Appenino Lucano), Lago Laudemio (Area inserita nel P.N. Appennino Lucano), Bosco Pantano di Policoro (Riserva Naturale Regionale - SIC e ZPS), Lago Laudemio (Area nel P.N. del Pollino) che, da domani, potrebbero essere trasformate in “acqua park e disneyland”, con porticcioli, attracchi, bivacchi, chiostri, giostrine e quant’altro, senza che vengano considerate le diverse dimensioni, le peculiarità naturali e soprattutto le norme di salvaguardia vigenti. Questo tentativo - evidenzia la OLA - palesa interessi milionari legati ad appalti e finanziamenti pubblici rinvenienti anche da fondi europei per le attività turistiche nelle aree protette la cui gestione naturalistica viene invece lasciata senza fondi pubblici. Questa programmazione - secondo la OLA -è destinata ad incentivare un malinteso sviluppo turistico ed un concetto distorto di “compatibilità e sostenibilità” propugnato dalla Regione Basilicata sotto l’impulso dell’Agenzia Turistica Regionale, proprio mentre la stessa Regione Basilicata spende soldi pubblici per monitorare scientificamente una cinquantina di siti di interesse naturalistico, 26 dei quali esterni ai Parchi e alle aree protette, utilizzando 2 milioni e seicentomila euro rivenienti dai POR 2000/2006. La OLA richiama la necessità che la Direzione Conservazione della Natura del Ministero dell’Ambiente verifichi, dal punto di vista della coerenza di impegni e programmi nell’ambito dell’intesa istituzionale tra Ministero e Regioni, l’operato dell’Assessorato Ambiente della Regione Basilicata per quanto attiene il possibile stravolgimento delle finalità istitutive delle aree protette regionali che come nel caso della Riserva di San Giuliano hanno ricevuto di recente, su sollecitazione delle associazioni ambientaliste, un parere negativo anche da parte dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) per quanto attiene la “validità tecnica” e le preoccupazioni manifestate sulla modifica del Regolamento ed i progetti che riguardano l’Oasi di San Giuliano (MT) che minacciano specie e ambienti prioritari di interesse naturalistico. Alla luce di ciò la OLA invita l’Assessore all’Ambiente della Regione Basilicata, Vincenzo Santochirico e quello all’Aree Protette delle due Province di Potenza e Matera, rispettivamente Massimo Macchia e Giovanni Bonelli, a perseguire politiche coerenti tese prioritariamente alla salvaguardia ambientale delle aree protette lucane richiamando la necessità che esse vengano tutelate per i valori ambientali preminenti.

Fonte http://www.notiziedaiparchi.it/?p=1408 6 gennaio 2010]

lunedì 21 dicembre 2009

Furti di ghiaia sull' Ofanto






L'Ofanto è uno dei fiumi più importanti e a tratti ben conservati dell'Italia meridionale. Ecco cosa hanno riscontrato gli agenti del CFS. E' la prova che lo sfruttamento e la manomissione dell'ambiente naturale non hanno mai sosta.

AMBIENTE: SEQUESTRATO A POTENZA IMPIANTO ILLEGALE DI FRANTUMAZIONE
Il materiale utilizzato veniva prelevato illecitamente dagli argini del fiume Ofanto con conseguenti gravi danni al soprassuolo boscato della zona
Potenza, 18 dicembre 2009 - Gli agenti del Nucleo Investigativo Provinciale di Polizia Ambientale e Forestale (NIPAF) di Avellino del Corpo forestale dello Stato, insieme al personale del Comando Forestale Provinciale di Potenza hanno posto sotto sequestro un impianto di frantumazione ubicato in località Ruvo del Monte (PZ), dove erano stati riscontrati furti di ghiaia dagli argini del fiume Ofanto. Nello stabilimento, oltretutto sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per le emissioni in atmosfera, è stato scoperto in seguito ad ulteriori controlli anche lo smaltimento illecito di rifiuti speciali pericolosi. Sono stati quindi iscritti sul registro degli indagati della Procura della Repubblica di Melfi, il proprietario dei terreni sui quali veniva eseguito il prelievo di materiale ghiaioso senza alcuna autorizzazione e gli amministratori della società che gestisce l'impianto. Le indagini erano partite da una segnalazione effettuata da personale del servizio aereo della Forestale che, in ricognizione a bordo di un elicottero AB 412 dislocato presso l'aviosuperficie di Grumento Nova (PZ), aveva individuato manomissioni dell'ambiente naturale sul fiume Ofanto nella parte di territorio che divide la Provincia di Potenza da quella di Avellino. I Forestali hanno quindi posto sotto sequestro anche 500 ettari di terreno, in parte demaniale ed in parte privato, nel Comune irpino di Calintri, dove il furto di materiale inerte fluviale aveva provocato anche la distruzione del soprassuolo boscato. Il sequestro, convalidato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sant'Angelo dei Lombardi (AV), ha riguardato anche un escavatore ed un camion utilizzati per caricare e trasportare presso l’impianto di frantumazione il materiale trafugato. Impianto che, in seguito a successivi controlli da parte della Forestale, è risultato sprovvisto delle opportune autorizzazioni per le emissioni in atmosfera e impegnato anche nello smaltimento illegale di rifiuti speciali pericolosi.

Fonte CFS - Newsletter n.801, Anno V, del 21/12/2009

venerdì 18 dicembre 2009

Bilancio CFS Regionale



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CFS: scoperto argine abusivo lungo il fiume Bradano

Matera, 10 dicembre 2009 - Gli agenti del Comando Stazione di Irsina (MT) del Corpo forestale dello Stato, hanno posto sotto sequestro un argine in terrapieno innalzato senza le autorizzazioni previste dalla legge, lungo una delle sponde del fiume Bradano. Due persone, identificate come concessionarie dei terreni interessati dai lavori, sono state segnalate dalla Forestale all'Autorità Giudiziaria competente per la conseguente violazione di normative ambientali. Nell'ambito di un normale servizio di controllo, i Forestali hanno infatti rilevato la struttura abusiva realizzata su un terreno seminativo di circa 300 metri quadri posto nella fascia dell'argine destro del fiume, sottoposta a vincolo idrogeologico. Ulteriori accertamenti hanno evidenziato inoltre che lo sbancamento ha causato il depauperamento della vegetazione posta ai bordi del corso fluviale, con evidenti danni alla dendroflora presente. Resta alta l’attenzione del Corpo forestale dello Stato che opera nella provincia lucana, supportato da una rete di Comandi Stazioni locali, al fine di evitare l’insorgere di alterazioni o reati relativi ai corsi d’acqua del Materano e quindi il verificarsi di gravi danni ambientali.

Fonte: www.corpoforestale.it Newsletter n.800, Anno V, del 17/12/2009

giovedì 17 dicembre 2009

Elettrocuzione rapaci... non stop!






Ancora una volta si registra il ritrovamento in territorio di Senise (Pz), nel perimetro del Parco Nazionale del Pollino, di un giovane Nibbio reale colpito da una forte scossa elettrica dopo essersi posato su uno dei tanti tralicci presenti sul territorio. Il Nibbio reale è una specie prioritaria e di massima importanza per la biodiversità italiana. Purtroppo si deve registrare anche l'assoluta mancanza di qualsiasi iniziativa finalizzata a ridurre i rischi di elettrocuzione per centinaia di rapaci nella nostra regione ed in particolare nelle aree protette. La tutela della biodiversità e la salvaguardia della natura sono concetti piuttosto astratti e poco aderenti alla reale situazione in cui tante specie vengono a trovarsi quotidianamente. In alcune aree protette italiane Enel ed enti gestori hanno timidamente avviato iniziative per la messa in sicurezza di alcune linee elettriche molto pericolose. Dalle nostre parti, nonostante la presenza di vari Parchi, Riserve ed organismi per la tutela e la salvaguardia della natura, non ci risulta nulla del genere! Siamo ancora molto lontani da ogni concreta considerazione del valore che hanno per la nostra regione specie come il Nibbio reale e vari altri rapaci ogni giorno sempre più esposti a tantissimi pericoli e trappole che "nasconde" un territorio ormai integralmente occupato e sfruttato per le sole ed uniche attività umane. Nei prossimi anni saranno soprattutto questi elementi (tralicci, impianti eolici e veleni) a rappresentare, forse in misura maggiore del bracconaggio, le cause di una probabile estinzione o di un tracollo numerico di alcune importanti popolazioni di rapaci come quella lucana.
Il Nibbio è stato rinvenuto ieri da un cacciatore (ma non era a caccia nel Parco!) che lo ha subito raccolto e soccorso e dopo varie telefonate alla ricerca di un centro recupero nell'area di ritrovamento ha dovuto fare un lungo viaggio per trasportarlo oggi al Centro Rapaci della Riserva di San Giuliano che sta operando da alcuni mesi a titolo gratuito in assenza di risorse dopo la conclusione del Progetto LIFE "Rapaci Lucani". Il Nibbio è stato immediatamente visitato gratuitamente dal dott. Tralli che ne ha constatato la grave situazione con un'ala ed una zampa vistosamente colpite dalla forte scossa elettrica. Durante la visita era particolarmente evidente persino il forte odore di bruciato dei tessuti interni e dell'epidermide. Nonostante la somministrazione di alcuni farmaci la sopravvivenza dell'esemplare sarà molto difficile ...

lunedì 14 dicembre 2009

Arrampicarsi sugli specchi...



Riceviamo e pubblichiamo questo contributo di Pio Abiusi

Arrampicarsi sugli specchi con le ventose semplifica la vita

La legge finanziaria che in questi giorni si sta approvando in Parlamento prevede una serie di tagli negli enti territoriali per ridurre le spese correnti della pubblica amministrazione.
Non discutiamo della opportunità o meno di certi tagli, comunque se ne sta parlando.
Verrà ridotto il numero dei consiglieri Comunali e Provinciali, degli assessori dei due enti, sembra non sia prevista più la figura del direttore generale e del difensore civico.
Una serie di tagli per contenere le spese del nostro misero bilancio nazionale.
In altra epoca, successiva alla nascita delle Regioni, si provvide a trasferire alcune competenze alle stesse e nacquero enti Regionali come l’ESAB (Ente di Sviluppo Agricolo Regionale di Basilicata) dal disciolto ente interregionale e che aveva competenze per l’esaurimento dei compiti della Riforma Fondiaria ed in più doveva favorire, attraverso una serie di interventi, lo sviluppo in agricoltura.
Per brevità non ci soffermiamo sugli obbiettivi, la evoluzione delle modalità di intervento e le funzioni.
Dopo circa un decennio dalla sua nascita ci si rese conto che l’Ente non aveva alcuna funzione e si cominciò a pensare di scioglierlo.
Ci vollero altri sei anni per arrivare allo scioglimento ma alla fine le funzioni residue invece di trasferirle al dipartimento competente venne creata l’Alsia (Agenzia lucana di sviluppo e di innovazione in agricoltura ), cambiato il nome la funzione è ancora tutta da dimostrare.
Il vecchio Ente di Sviluppo aveva tra i suoi compiti quello di curare l’ erogazioni degli incentivi comunitari, per fare questo è stata creata l’Arbea, con i risultati scadenti che sono sotto gli occhi di tutti.
Tutto questo significa sedi da tenere in esercizio, direttori generali da pagare tutte strutture che costano.
Ci sono, poi, alcune Agenzie che fanno il lavoro pulito altre quello sporco, a seconda dei casi. In ogni regione operano le ARPA. Lavoro pulito quando sono di reale supporto alla comunità e certificano con certezza e affidabilità i fenomeni ambientali in generale; lavoro sporco quando servono per dare poltrone, scrivanie e fungere da copertura permettendo al dipartimento competente di individuare costantemente un capro espiatorio e per emettere certificazioni prive di valore.
La Regione, sempre seguendo gli indirizzi nazionali ha provveduto a ridimensionare il numero delle Comunità Montane , sostituite in parte con le comunità locali.
L’iter del procedimento non è ancora chiaro a che punto sia.
Anche i consorzi ASI erano interessati da un intervento di normalizzazione ma anche lì siamo in una posizione di Stand-by.
E’ difficile parlare di ravvedimento funzionale a pochi mesi dalla scadenza elettorale ed infatti molti si chiedono perché i consiglieri regionali si siano svegliati all’ultimo momento per fare una azione moralizzatrice e chiedere l’abolizione del listino.
E’ chiaro che l’operazione non andrà in porto ma il gesto è stato fatto.
C’è anche chi, in prossimità delle elezioni, pensa di presentare il conto e garantirsi un po’ di carriera divenendo in un futuro prossimo Direttore Generale.

E’ di qualche giorno fa l’attenzione richiamata dall’Ola, su una Bozza di Riforma della legge regionale 28/1994 e che riguarda le aree protette in Basilicata
E’ un classico fare queste cose sotto scadenza elettorale, farle adesso è più prudente perché domani non si sa cosa accadrà e nel frattempo si sono messe delle solide premesse su di una poltrona che si va ad istituire.
L’Ola si è soffermata sulla funzione che la istituenda Agenzia Unica dei Parchi dovrebbe fare e cioè il lavoro sporco come quello che in chiave ambientale fa L’Arpab.
La nostra lo farebbe in materia di autorizzazioni per la concessione di impianti di centrali a Biomasse, pale eoliche a go-go, pozzi petroliferi ed ogni ben di Dio da realizzare nei Parchi e nelle aree protette.
Si spoglierebbero, così, di ogni funzione gli organismi elettivi territoriali copiando dai fratelli maggiori del governo nazionale.
Il prezzo da pagare per tutto questo non è alto, basta creare la poltrona da Direttore generale ad un dirigente semplice ed aggiungendo qualche decina di migliaia di euro alle sue competenze.

Pio Abiusi

Matera, 13 Dicembre 2009

sabato 12 dicembre 2009

Comunicato stampa OLA



Su iniziativa degli Uffici del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata è stata presentata nella giornata del 9 dicembre 2009 una bozza di Proposta di Legge con la Legge Regionale n.28 del 1994, in materia di aree protette regionali.

La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) - Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini - esprime in proposito forti perplessità e preoccupazione. Nella suddetta proposta emerge, infatti, la volontà da parte della Regione di marginalizzare il ruolo delle comunità locali relegandole a semplici esecutori di direttive impartite dall’alto o di espressione di pareri, tra l’altro non vincolanti, su importanti aspetti gestionali e progettuali quali, ad esempio, il piano del parco. Quest’ultimo, infatti, risulterebbe letteralmente “scippato” dalla potestà dell’organo gestore dell’area protetta e delle comunità locali, svuotato così nelle sue peculiarità di volano dello sviluppo locale. La legge prevede, in poche parole, di affidare il delicato compito della redazione del piano del parco ad una Agenzia Unica dei Parchi prevista nella stessa Proposta di Legge. Un organismo tecnico, questo, controllato direttamente dalla politica regionale, così come la nomina dei membri del Presidente del Parco e della Giunta Esecutiva del parco regionale, con nomine lottizzate dalla politica.

Infatti, la Proposta di Legge prescrive per il presidente e l’esecutivo del parco il requisito dell’esclusiva esperienza pregressa in enti strumentali della Regione Basilicata. C’è il rischio, secondo la OLA, che si generi uno svuotamento dei principi della legge quadro nazionale (n.394/91) in materia di aree protette, tra l’altro in fase di modifica da parte del Governo, rendendo più labili e burocatici importanti principi quali l’obiettivo di salvaguardia dei valori naturalistici ed ambientali delle aree protette, accentrando importanti funzioni di governo del territorio. Il progetto di legge non individua in maniera chiara i compiti dei nuovi Enti Parco e dell’Agenzia Unica dei Parchi, anzi ne rende incomprensibili le funzioni e le responsabilità accentrando il potere del governo del territorio. Emblematico in proposito è l’applicazione delle misure di salvaguardia genericamente definite nella proposta di legge ”disciplina di tutela e conservazione” che non fanno alcun riferimento alle definizioni vigenti nella normativa nazionale con “divieti transitori” applicati in modo arbitrario rispetto alle norme nazionali vigenti.

La OLA chiede, pertanto, che venga rivisto l’impianto della proposta di legge che rischia in questa fase di non salvaguardare le aree protette regionali che, è bene ricordare, sono sotto assedio da parte della lobby dell’energia e delle onnipresenti compagnie petrolifere.


Fonte: Olambientalista 10 dicembre 2009

giovedì 10 dicembre 2009