domenica 6 ottobre 2013

Riserva San Giuliano: birding in the rain!

6 ottobre 2013. La pioggia incessante l'ha fatta da padrona e ha scoraggiato decine di appassionati che oggi avevano comunicato alla LIPU la loro  partecipazione alla giornata europea di birdwatching "Eurobirdwatch 2013" che si è svolta in contemporanea in centinaia si siti ed aree protette per l'osservazione delle specie migratrici. Un evento di carattere didattico, divulgativo e ... anche un pò scientfico!
Unico sito in Basilicata ad essere nella lista selezionata da BirdLIFE è stato la Riserva Naturale Regionale di San Giuliano, zona umida di interesse internazionale per la presenza di avifauna di grande interesse. Alle 9,00 la pioggia era ancora modesta e  all'appuntamento all'ingresso della Riserva  il gruppo LIPU e CRAS, persa la speranza che la pioggia potesse smettere,  era deciso a non darsi per vinto  ed è partito con binocoli, cannocchiali, ombrelli e impermeabili alla volta della zona ovest del lago, quella che in questo periodo è caratterizzata da un basso livello di acqua, habitat adatto per cercare di avvistare animali che, pur in quelle condizioni di tempo, si sperava vi fossero. Si dice che "la fortuna aiuta gli audaci... e così è stato! Appena giunti all'affaccio panoramico sul lago è stato subito intercettato un bel gruppo di 27 aironi cenerini e 2 aironi bianchi maggiori che se ne stavano in lontananza, quasi immobili, e a poca distanza da loro 7 eleganti spatole. Sembrava che tutto fosse lì ed invece ecco che a pochi metri si è materializzato un bellissimo fenicottero rosa... con il piumaggio inzuppato d'acqua. Non ha neanche provato a volare (sarebbe stato uno spreco di energie), nonostante la vicinza alla nostra postazione... Con i cannocchiali sembrava di toccarlo, tanto era vicino... Dopo un' attenta scansione della superficie del lago, purtroppo con scarsa visibilità a causa della pioggia e della nebbia,  sono stati scovati alcuni cormorani, svasso maggiore, garzetta e tanti gabbiani. Ma in lontananza, posato su una tamerice secca emergente dal suolo acquitrinoso, ecco apparire un bellissimo falco pescatore, migratore tra i più spettacolari e ricercati in questo periodo. Peccato che non abbiamo potuto apprezzarne da vicino la sua bellezza e maestosità ma, nelle condizioni meteo che abbiamo trovato, non si poteva pretendere di più.... Sparse qua e là alcune alzavole, gli onnipresenti corvidi e gli immancabili piccoli limicoli in continuo e frenetico movimento alla ricerca di cibo.  La pioggia ad un certo punto è aumentata, le giacche completamente bagnate e gli strumenti ottici anch'essi troppo esposti ci hanno fatto desistere e siamo ritornati alle auto ponendo fine alla nostra escursione e con il paniere fotografico vuoto per l'impossibilità  di fare qualche scatto.  Certo se fosse stata una bella e solare giornata saremmo stati in tanti, come successo l'anno scorso durante la precedente edizione dell'Eurobirdwatch,  a godere del bellissimo paesaggio lacustre punteggiato di varie forme di vita alata e di migratori in arrivo e partenza.  Il bello del birdwatching e di tutte le attività che si svolgono all'aperto è che ci insegnano ad amare ancora di più la natura perchè mai banale ma sempre diversa e affascinante,   anche quando tutto sembra più difficoltoso e scoraggiante come quando la nebbia e la pioggia ci bagnano e avvolgono.  Le condizioni meteo cosiddette "sfavorevoli" a volte possono far cambiare idea e magari dare un pizzico di charme in più al paesaggio capace di risvegliare sensazioni che sono sopite nelle giornate canoniche a cui siamo abituati.

Alla ricerca dei migratori

Birding in the rain

Gli audaci che sono rimasti fino alla fine sfidando la pioggia

La bellezza del paesaggio prima di tutto

Miglionico, 4 ottobre 2013

giovedì 3 ottobre 2013

Effettuata necroscopia Lontra ritrovata morta presso il Cavone

Tempo fa abbiamo dato notizia di un ritrovamento di Lontra sulla strada che da Pisticci porta a Craco Peschiera. Il CRAS recuperò l'esemplare e dopo autorizzazione della Provincia di Matera lo stesso fu affidato al Parco Nazionale del Cilento per avviare le procedure finalizzate alla sua necroscopia ai fini del progetto RECAL (Recupero ed Analisi post-mortem di esemplari di Lontra).

Pochi giorni fa sono stati comunicati al CRAS e alla Provincia di Matera gli esiti degli esami effettuati presso il Dipartimento di Scienze Biomediche comparate dell'Università di Teramo da un team di esperti  in cui emerge che l'esemplare era un maschio di 7,35 kg di peso e di 3 anni di età morto a seguito di traumatismo stradale da impatto veicolare. L'esame, svolto secondo un protocollo scientifico standard elaborato dal Dr. V. Simpson e raccomandato dall'Otter Specialist Group/IUCN, oltre a determinare in modo inequivocabile la causa di morte dell'esemplare, ha permesso di raccogliere numerosi dati di natura morfometrica, anatomica, epidemiologica  e genetica utili ad incrementare le conoscenze scientifiche su questa specie ancora poco studiata in maniera sistematica e secondo protocolli scientificamente validati. In Italia infatti è in corso un progetto di monitoraggio finalizzato all'analisi degli esemplari trovati morti (RECAL) e a questo progetto ha aderito il CRAS provinciale di Matera svolgendo un ruolo determinante nel recupero e conservazione di soggetti deceduti da destinare alla ricerca scientifica.  Il valore di questi studi sarà certamente più evidente quando i dati complessivi  raccolti ed elaborati dagli esperti della società LUTRIA permetteranno, in riferimento al Piano Nazionale di Azione sulla Lontra,  di avviare iniziative di maggiore tutela e conservazione della specie nei siti strategici soprattutto in rapporto alle principali cause di morte.

La lontra ritrovata sul Cavone prima della necroscopia


Il Team del Progetto RECAL durante la necroscopia






lunedì 30 settembre 2013

6 ottobre 2013: birdwatching con la LIPU nella Riserva di San Giuliano


Si terrà nel weekend del 5 e 6 ottobre 2013 la nuova edizione dell’Eurobirdwatch, l’evento dedicato al birdwatching organizzato dalla LIPU-BirdLife Italia nel contesto di un evento europeo cui partecipano 33 Paesi aderenti a BirdLife International.
In Italia l’evento, che ha il patrocinio del ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare e di Federparchi, si svolgerà nelle oasi e riserve LIPU e in altre aree importanti in Italia per il birdwatching, quali aree protette, zone umide, aree collinari e montane.
La LIPU organizzerà da Nord a Sud visite guidate alla scoperta degli habitat naturali dove si possono osservare numerose specie di uccelli selvatici. Per i partecipanti, come di consueto, vi sarà la possibilità di collaborare direttamente a un grande censimento europeo degli uccelli migratori che in questo periodo attraversano l’italia per raggiungere le aree di svernamento.
In Basilicata l’iniziativa sarà organizzata nella Riserva Regionale di San Giuliano domenica 6 ottobre dalla Sezione LIPU di Gravina in Puglia (Ba), in collaborazione con il CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) della Provincia di Matera. La Riserva comprende un vasto lago di origine artificiale, area di grande interesse paesaggistico e ornitologico, strategica per la sosta di migliaia di uccelli durante la migrazione, riconosciuta come SIC-ZPS e Zona Umida di Importanza Internazionale (zona Ramsar). Nella Riserva, oltre alle attività di tutela e monitoraggio scientifico/naturalistico svolto da diversi esperti, enti ed associazioni, è attivo da alcuni anni un Centro di Recupero (CRAS) istituito dalla Provincia di Matera che svolge, anche con la collaborazione dei volontari della LIPU, attività finalizzata al primo soccorso, cura, riabilitazione e liberazione di fauna selvatica in difficoltà ritrovata su tutto il territorio provinciale e consegnata da cittadini e forze dell’ordine. Nel corso dell’iniziativa saranno liberati alcuni rapaci curati dal CRAS nelle scorse settimane ed in particolare due bellissimi esemplari di Nibbio reale e un Falco pecchiaiolo.
L’appuntamento per gli interessati è alle ore 9 all’ingresso della Riserva Naturale Regionale San Giuliano presso lo svincolo “Diga San Giuliano” che si trova lungo la statale 7 Matera-Ferrandina, al km 560.
La partenza per i punti di osservazione situati lungo le sponde del lago è alle ore 9,15 con mezzi propri mentre  la fine dell’attività è prevista per le ore 13,00. Chi è interessato potrà eventualmente continuare autonomamente a visitare la Riserva ed eventualmente usufruire, per il pranzo,  di alcune aziende agrituristiche della zona. Nel pomeriggio, vista la breve distanza, è possibile anche recarsi a Miglionico per la visita al centro storico e al Castello del Malconsiglio. Da qui è possibile godere di uno dei più spettacolari panorami sul lago di San Giuliano e sull’intera Riserva.
Attrezzatura consigliata: binocolo, cannocchiale, guida al riconoscimento degli uccelli, macchina fotografica, giacca a vento se necessario, scarpe adeguate.
La partecipazione è gratuita ma per motivi organizzativi si consiglia di comunicare la propria adesione.  Per informazioni e adesioni: LIPU 347.7578517 lipugravina@libero.it   oppure  339.1637510  347.6103769  crasmatera@libero.it

martedì 24 settembre 2013

Gufo pronto per essere liberato

Nel tardo pomeriggio di mercoledì 25 settembre il gufo di cui avevamo raccontato la storia del recupero (leggi qui) sarà liberato nella stessa zona di ritrovamento, la valle del Bradano in contrada Dogana di Montescaglioso.
Ormai,  dopo un'accurata pulizia del piumaggio effettuata presso il CRAS e alcuni giorni di degenza nella voliera di riabilitazione per riassettarsi le piume e le penne danneggiate dalle pannocchie di Setaria, è giunto il momento della sua reimmissione in natura. Il gufo è stato inanellato con anello ISPRA grazie alla collaborazione di Egidio Mallia del Parco di Gallipoli Cognato.

A destra il gufo nella voliera di riabilitazione




Il gufo dopo la pulizia



Continua in Basilicata il Progetto Biancone tramite i GPS a telemetria satellitare

Un biancone con preda

Continua in Basilicata lo studio sul Biancone (Circaetus gallicus) iniziato nel 2010 dal Parco Regionale Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane in collaborazione con l’Osservatorio Faunistico della Regione Basilicata e l’Università di Alicante (Spagna). La ricerca ha giá permesso per la prima volta in Italia di acquisire, attraverso il marcaggio con trasmittenti satellitari di 5 individui, importanti dati sulle strategie migratorie adottate della specie.
Il progetto prosegue grazie alla possibilità di impiego di due trasmittenti messe a disposizione dall’Università di Alicante, che in collaborazione anche con il CRAS di Matera, ha consentito, nella stagione riproduttiva 2013, di marcare due giovani Bianconi. Le trasmittenti, dal peso di 45 grammi (meno del 3% del peso delle aquile) funzionano tramite telemetria satellitare, una tecnica attraverso la quale è possibile seguire le migrazioni degli uccelli attraverso piccole radio alimentate da pannelli solari. Questi strumenti, che sono stati applicati tramite un leggerissimo “zainetto” pochi giorni prima che le giovani aquile si involassero dal nido, inviano dei dati (coordinate, ora e data) che sono poi scaricabili da internet. Il Biancone è un’aquila che nidifica in ambienti mediterranei, si nutre quasi esclusivamente di serpenti, e trascorre l’inverno prevalentemente in Africa.
Grazie al sistema GPS è possibile localizzare i bianconi con precisione e quindi valutare le rotte di migrazione utilizzate per attraversare il Mediterraneo e il Sahara, nonché le aree di svernamento in Africa tropicale ed in Sicilia.
Tre delle 5 giovani aquile marcate negli anni scorsi, purtroppo, sono state uccise illegalmente ad opera di bracconieri (una in Nigeria, una in Sicilia e una in Spagna), mentre delle altre 2, si sono persi i segnali in Africa per cause sconosciute. Anche per le due giovani aquile marcate quest’anno sarà possibile seguire gli spostamenti quotidiani riportati su mappe nella sezione dedicata, presente sul sito del Parco www.parcogallipolicognato.it
I primi risultati sono stati pubblicati nell’articolo "Extremely detoured migration in an inexperienced bird: interplay of transport costs and social interactions", sulla rivista Journal of Avian Biology, e mostrano come queste giovani aquile, se riescono a seguire gli adulti esperti, raggiungono l’Africa attraverso la Francia, la Spagna e lo Stretto di Gibilterra, invece di attraversare direttamente il mar Mediterraneo.

Uno dei due giovani equpaggiati con radiotrasmittente satellitare



sabato 21 settembre 2013

Un gufo "invischiato" salvato a Montescaglioso

20 settembre,  un gufo è alla rierca di topi lungo una sterrata che costeggia un grande campo di mais nella Valle del Bradano ai piedi di Montescaglioso. Nulla di più normale per un rapace notturno: procurarsi il cibo quotodiano per garantirsi la sopravvivenza. L'imprevisto questa volta non è un veicolo o un bracconiere ma una banale pianta infestante caratterizzata da spighe particolarmente appiccicose. Una graminacea del genere Setaria, volgarmente chiamata Nchiappa nchiappa o Attaccacalze!  Entrare in contatto con questa pianta durante un'attività di predazione per un rapace notturno è come cadere in una rete! Infatti il gufo avrà inseguito la sua preda fin dentro il cespuglio di questa particolare graminacea  e nel cercare di rialzarsi in volo le sue ali e il suo corpo sono rimasti avvolti da numerose pannocchie che non scivolavano via ma vi si attaccavano in tutte le parti allo stesso modo degli insetti che cadono nella tela del ragno. Più si divincolava più peggiorava la situazione e alla fine vi è rimasto letteralmente intrappolato. Un piumaggio perfetto bloccato e danneggiato in pochi minuti...da una apparentemente innocua piantina.
Ad avvistarlo a terra, seminascoto tra i fusti di mais e i vari cespugli di Setaria, è stato un agricoltore di Montescaglioso che ha subito avvisato il Corpo Forestale dello Stato il quale a sua volta ha richiesto al  CRAS  un intervento sul posto per liberare il rapace e recuperarlo. Così è stato. Alle 14,00 è arrivata la telefonata del CFS e alle 14,15  l'operatore del CRAS era già sul posto (per fortuna in una zona non lontana dal Centro Recupero) per il soccorso dell'animale.
Dopo il recupero il piumaggio si presentava assolutamente compromesso e mai il gufo avrebbe potuto da solo riprendere il volo. Sarebbe forse rimasto lì per giorni, se nessuno si fosse accorto di lui,  fino a morire di inedia e disidratazione.  Con grande pazienza, pinze e forbicine sono state successivamente asportate tutte le spighette fino a liberare parzialmente le ali e le piume invase dalle piccole pannocchie. Dopo oltre un' ora di lavoro le ali, anche se malconce, erano separate dalle piume del collo e dell'addome e finalmente libere di muoversi...Ora si dovrà attendere qualche giorno per completare l'asportazione di altri frammenti vischiosi rimasti nelle parti più interne e delicate del piumaggio. La fase successiva sarà quella di verificare l'efficienza del volo e della termoregolazione. Certamente il piumaggio all'inizio non sarà bello e perfetto come prima ma ritornerà a volare nel suo habitat tra i campi e la macchia della Valle del Bradano! Con il tempo la mutà gli regalerà un nuovo vestito, sperando che nel frattempo non accada più l'incontro con la pericolosa Setaria.

Il gufo incapace di muoversi


Il gufo su un tavolo durante le operazioni di asportazione delle pannocchie


Dopo un pò di lavoro le sembianze del gufo sono state recuperate

giovedì 19 settembre 2013

Rassegna stampa CRAS: 19 settembre 2013

Errori delle redazioni dei giornali: la foto ritrae un moscardino e non un ghiro - Clicca sull'immagine per ingrandire



Rassegna stampa web:


 

 

Basento più protetto per la Cicogna nera: iniziativa dell'Osservatorio Faunistico Regionale

Lo scorso mese di agosto l'Osservatorio Regionale degli Habitat Naturali e delle Popolazioni Faunistiche (ORF) della Regione Basilicata, ai sensi dell'articolo 12 del Calendario Venatorio Regionale 2013-2014 (DPGR 180 del 02/07/2013)  ha proceduto ad una tabellazione tecnica  lungo il fiume Basento per precludere temporaneamente (dal 01 settembre al 07 ottobre) alla caccia un tratto di circa 10 km lungo la sponda sinistra  del corso d'acqua tra Grassano e Tricarico. Quel tratto, sulla base di vari monitoraggi promossi dal Parco Regionale di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane nell'ambito del Progetto Cicogna nera,  si è rivelato di  strategica importanza per la specie per i  numerosi soggetti in transito migratorio, in attività trofica e di riposo. L'interdizione dell'attività venatoria è finalizzata pertanto a garantire la massima tranquillità all'area in un periodo in cui gli animali hanno bisogno di zone trofiche in cui sostare e prepararsi fisicamente al lungo viaggio migratorio.
Foto: Matteo Visceglia

martedì 17 settembre 2013

In un carico di legna 4 ghiri lucani salvati dalla LIPU

Alcuni giorni fa una nidiata di 4 giovani ghiri è finita accidentalmente in un carico di legna proveniente dalla Basilicata centrale e diretto in Puglia.  La presenza di questi animali, probabilmente nascosti dentro un tronco cavo,  è stata per fortuna subito notata e il proprietario del legname si è attivato per salvare i poveri ghiri. Grazie all'intervento immediato dei volontari della LIPU di Altamura, ed in particolare di Stefania Pellegrino,  è stato possibile recuperarli, rifocillarli subito e metterli al sicuro. Gli stessi animali sono stati poi affidati al CRAS provinciale di San Giuliano che ha subito offerto la propria disponibilità ad accoglierli per provvedere a rimetterli quanto prima nel loro habitat naturale di provenienza, i grandiosi boschi di querce che ricoprono buona parte della regione. L'intervento di reimmissione in natura sarà concordato con il Parco Regionale di Gallipoli Cognato e supportato dalla collaborazione del  proprio personale tecnico e veterinario.

Il Ghiro (Glis glis)  ha un areale che comprende Europa e Asia. In Europa è presente dal nord della Spagna fino all'Ucraina. In Italia è molto comune in tutte le formazioni forestali mature, tranne che nella Pianura Padana, nella penisola salentina e nella Sicilia occidentale.
Pur essendo specie protetta dalle normative nazionali ed europee è vittima di bracconaggio in alcune aree italiane, in particolare in alcune zone della Calabria dove viene catturato per essere rivenduto ai ristoranti o per essere mangiato dai locali.  Il bracconaggio al ghiro non è purtroppo pratica nuova e probabilmente essa risalirebbe all´epoca romana, quando questi animali rappresentavano un´importante riserva di cibo per le legioni che affrontavano lunghe campagne di guerra in regioni remote.  Oggi non ha più senso uccidere barbaramente, spesso con varie trappole, questo bellissimo roditore che vive nei nostri boschi e che rappresenta un buon segno di qualità dei sistemi forestali.




domenica 15 settembre 2013

Rondone pallido: pronto per partire

E' stato un pò difficile ma alla fine il piccolo rondone pallido trovato a terra moribondo presso il Duomo di Matera il 25 agosto scorso ora è pronto per riprendersi la sua vita libera...

Differenza di crescita in 21 giorni

venerdì 13 settembre 2013

Matera, il fronte nato contro il Parco “le Reni” si ferma davanti alla controproposta della società

Si spegne il fuoco delle polemiche, dietrofront del comitato che aveva annunciato battaglia contro l'assalto delle pale eoliche. Il 18 scade il termine per la presentazione del progetto, ma di azioni legali per fermarlo non c’è neanche l’ombra

MATERA -  Avevano assicurato battaglia contro il progetto che prevede la realizzazione di un nuovo parco eolico in località “Le Reni”, con tutti i mezzi e gli strumenti a disposizione. Quelle nove pale, alte 150 metri, per una potenza complessiva pari a 30 megawatt da realizzare sull'altopiano al confine con Altamura rappresentano un vero e proprio danno ambientale, per altro da realizzare in una zona a tutt’altra vocazione. “Un errore da ogni punto di vista”: il presidente lucano dall’istituto di urbanistica, Lorenzo Rota, era finito anche sulle colonne di Repubblica per questa netta opposizione al progetto della Meltemi, che, insieme a quello alla Zefiro Energy, lo scorso giugno, aveva avuto il via libera definitivo da parte della Giunta regionale.
Una delibera con la quale si autorizzavano due progetti considerati come potenziali scempi per il paesaggio della città patrimonio dell’Unesco che era stato accolta con molte polemiche sul territorio e che aveva animato molti pubblici dibattiti.  Protagonisti l’Istituto Inu ma anche alcune associazioni ambientaliste della zona. «No all’assalto dell’eolico nella città dei Sassi», era stato il grido di battaglia che nel caso del parco eolico della Zefiro - che avrebbe interessato direttamente la Murgia materana - si è chiuso   positivamente, con il ritiro da parte di quest’ultima società. Annunciavano ricorso contro la Melteco, che  è stata venduta dopo essersi aggiudicata l’asta ad Asia,  e l’iter autorizzativo del progetto contraddistinto da molte anomalie. Proprio il Quotidiano aveva messo in luce come l’ok definitivo della Giunta sarebbe arrivata a seguito di una conferenza dei servizi dalla quale risultavano assenti  Comune di Matera, uffici e dipartimenti regionali come quelli delle Infrastrutture e dell'Agricoltura, dell'Urbanistica e della tutela del paesaggio, dell'Agricoltura e dello Sviluppo rurale.
Ma soprattutto in assenza dei pareri delle Soprintendenze, dei Beni archeologici e di quelli architettonici e paesaggistici, che precedentemente il problema di una eccessiva lontananza del sito dalla stazione elettrica Terna. Elementi contraddittori che non sfuggiti al comitato che si apprestava a dare battaglia all’assalto delle pale. Solo che, a distanza di qualche mese, il vento di bonaccia sembra aver definitivamente spento il fuoco delle polemiche. Il 18 scade il termine per la presentazione del progetto, ma di azioni legali contro il progetto non c’è neanche l’ombra. Al Tar non è stato depositato nulla. Tutti sembrano essersi tirati indietro. Non c’è il ricorso dell’amministrazione comunale, che invece nel caso del progetto della Zefiro aveva deciso di rivolgersi al Tar. L’assessore al ramo, Rocco Rivelli spiega: «Abbiamo assunto due comportamenti diversi, perché si tratta di progetti diversi.
Il parco della Zefiro che sarebbe dovuto sorgere sulla Murgia materana avrebbe rappresentato una vera minaccia per i sassi. Diverso è il caso del Parco “Le reni”, che dovrebbe sorgere in una zona lontana dal centro abitato, con impianti non visibili dai sassi, e quindi con un impatto ambientale minimo». La posizione dell’amministrazione comunale sarà pure discutibile ma è chiara. Ma quello che è più strano, invece, è che non abbiano presentato il ricorso annunciato con tanta enfasi, neanche gli oppositori non istituzionali del progetto, a partire dall’Istituto di urbanistica, le associazioni ambientaliste e i cittadini che avevano aderito al comitato nato ad hoc. In realtà sembra che da parte della società sia arrivata una “proposta di trattativa” che prevede questo: se il progetto del parco va avanti gli imprenditori dell’energia ottenuta dal vento si impegnano a rilevare e rimettere in sesto la Masseria Venusia al momento in stato di completo abbandono. Il comitato si sarebbe fermato nell’azione di protesta davanti a questa contro proposta. Ma il fronte non è compatto. C’è chi ritiene, infatti, che qualsiasi forma di compensazione non possa comunque ripagare dai danni che la realizzazione dei nove colossi comporterebbero. Il comitato è tornato a riunirsi proprio ieri sera per decidere sul da farsi. Al termine per la presentazione del ricorso fissato per il 18 settembre prossimo mancano solo pochi giorni. Forse troppo pochi per mettere in piedi un’azione legale in grado di bloccare la realizzazione del Parco.
E la delusione monta tra chi aveva creduto veramente in un protesta da portare avanti con caraggio fino in fondo, senza se e senza ma.

 MARIATERESA LABANCA

Fonte: http://www.ilquotidianodellabasilicata.it/news/cronache/716743/Matera--il-fronte-nato-contro.html

lunedì 9 settembre 2013

Capovaccaio adulto e giovane

BUON VIAGGIO VERSO L'AFRICA! 



Adulto con cibo




Giovane ai primi voli

sabato 7 settembre 2013

CFS di Grottole sequestra una trappola per catturare fauna selvatica

Durante il normale controllo del territorio, il personale del Comando Stazione Forestale di Grottole, rinveniva in località Piano del Monaco – fiume Basento, in agro del Comune di Grottole, , una trappola allestita per la cattura di fauna selvatica,  posizionata all’interno di un fondo agricolo.

Il congegno, posto sotto sequestro, era costituito da una gabbia realizzata in struttura e rete metallica, munita di chiusura scorrevole “a ghigliottina”, al cui interno erano state depositate come esca dei vegetali.

Il meccanismo di scatto sarebbe stato attivato dalla preda introdottasi al suo interno per mangiare i vegetali.
Il personale forestale ha utilizzato la strumentazione in normale dotazione di tutte le pattuglie che quotidianamente operano sul territorio, ovvero apparecchiature GPS e applicativi cartografici in grado di fornire in tempo reale informazioni sul territorio perlustrato.

Pertanto, fin dai primi momenti dell’accertamento, il personale del C.F.S. riusciva ad individuare il proprietario del fondo agricolo, prontamente deferito all’Autorità Giudiziaria per il reato di esercizio abusivo di attività venatoria.


 

Bracconaggio: L’A.N.P.A.N.A. dI Matera rimuove una trappola presso l'Oasi di San Giuliano

  Nel pomeriggio dello scorso 31/08/2013 durante il servizio svolto dalle Guardie Ecozoofile volontarie dell’A.N.P.A.N.A. della sezione Provinciale di Matera coordinati dal Dirigente Provinciale Gianfranco Girolamo, in località “Torrente Acquaviva” presso il bosco demaniale della Riserva Naturale del Lago di San Giuliano in agro di Miglionico (MT), è stata rinvenuta una trappola realizzata rudimentalmente con del cavo d’acciaio opportunamente congegnata in modo da realizzare un cappio scorsoio dotato di un piccolo rostro rudimentale atto ad infliggere ulteriori sofferenze alla preda catturata. La trappola illegale era ancorata al tronco di un’albero, ed era posta per la cattura di selvaggina di piccola e media taglia e specie particolarmente protette come istrici e tassi.
Le Guardie Ecozoofile dell’A.N.P.A.N.A. hanno ricercato elementi nella zona del ritrovamento  utili all’individuazione di chiunque abbia posto in funzione la trappola ed hanno segnalato il reato  all’Autorità Giudiziaria competente.
Sono tuttora in corso accertamenti per cercare di individuare gli autori di tale illecito.
L’episodio porta altresì in primo piano il grave rischio che le pratiche di caccia illegali si estendano anche presso le Oasi Protette che ospita il nostro territorio, per le stesse ragioni si sollecita un’opportuno supporto istituzionale affinchè si possa alzare la guardia sugli stessi siti ed evitare che episodi come quello appena descritto possano perpetrarsi.



Gianfranco Girolamo mostra la trappola

Particolare della trappola



Da: La Gazzetta del Mezzogiorno del 6 settembre 2013

mercoledì 4 settembre 2013

Bianconi lucani in partenza per l'Africa

Valle del Bradano, 3 settembre 2013

Valle del Bradano, 3 settembre 2013

Come uccidere i rondoni con i dissuasori per piccioni

In molti centri storici i rondoni utilizzano piccole cavità o fessure per nidificare. I buchi (fori pontai) delle facciate di chiese e palazzi vengono però sempre più spesso ostruiti completamente con cemento o parzialmente  mediante aghi dissuasori progettati per impedire l'ingresso ai piccioni o, purtroppo, anche ad altre specie come i grillai. I rondoni però tentano di infilarsi tra gli aghi e rimangono incastrati fino a morire tra mille sofferenze. Ecco nelle foto qui sotto come si presentano alcuni nidi. Non è una bella cosa da vedersi specie se il centro storico è meta di visitatori e turisti. La LIPU ed altre associazioni stanno cercando di risolvere il problema sensibilizzando le amministrazioni affinchè facciano interventi che preservino la possibilità di nidificazione a rondoni e grillai i quali non danno assolutamente alcun problema.

Leggi anche qui di un caso analogo a Firenze!









lunedì 2 settembre 2013

giovedì 22 agosto 2013

Nibbio bruno

Parco Regionale di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane