sabato 14 marzo 2009

SARA' PRESENTATA LUNEDI' LA RETE NATURA 2000 BASILICATA



(AGR) - L'ambiente genera valore: è questo il tema dell'incontro di presentazione della Rete natura 2000, il programma della Regione Basilicata che prevede azioni di conservazione, recupero e valorizzazione ambientale.
L'iniziativa si svolgerà lunedì a Potenza, alle ore 10 presso la Sala Inguscio della Regione. Ai lavori, che saranno conclusi dal vice presidente della Giunta regionale, Vincenzo Santochirico, prenderà parte Sandro Pignatti, ordinario di Ecologia presso l'università “La Sapienza” di Roma.
Saranno presenti anche gli esperti chiamati dalla Regione a svolgere le attività di monitoraggio e di definizione delle misure per tutelare le risorse naturali, nonché rappresentanti dell’Accademia italiana di scienze forestali, del Centro di ricerca su biodiversità ed ecologia del paesaggio dell'università “La Sapienza”, dell’Istituto per l'ambiente marino costiero del Cnr di Napoli, dell’Istituto di genetica vegetale del Cnr di Bari, del Consorzio nazionale per le scienze del mare (cui aderiscono 30 università italiane), dell’Enea, dell’Istituto nazionale della fauna selvatica, della Società botanica italiana, delle università di Bari, Pavia, Parma, della Calabria e della Basilicata, del Cnr di Tito e dell’Istituto nazionale di economia agraria.
La presentazione della Rete natura 2000 della Basilicata potrà essere seguita anche in diretta sul portale internet basilicatanet.it.

Fonte: Basilicatanet 14 marzo 2009

giovedì 12 marzo 2009

L'inquinamento del torrente Gravina: la denuncia dell'associazione Falco naumanni



Clicca sull'immagine per ingrandirla

Un'Aquila reale trovata morta a Marsicovetere




MARSICOVETERE IL RAPACE SENZA VITA SCOPERTO DALLA FORESTALE

Un rarissimo esemplare di aquila reale trovato morto sul monte Vulturino


MARSICOVETERE . Le aquile reali non sono animali caratteristici delle nostre località, eppure ieri ne è stata trovata una nel territorio di Marsicovetere. Peccato però che fosse già morta al momento del ritrovamento. Ad avvistare l’uccello appartenente alla famiglia degli Accipitridi sono stati gli uomini della Forestale di Marsiconuovo. Luogo del rinvenimento il monte Volturino, il punto più elevato dell’Appennino Lucano. «È un caso rarissimo – spiega il comandante Giuseppe De Blasio - perché solitamente le aquile sono di passaggio nei nostri territori e non stazionano qui». Oscure ancora le cause del decesso: è aperta sia l’ipotesi della morte per cause naturali che quella per via indotta. Intanto gli uomini della Forestale, nel pomeriggio di ieri, hanno consegnato l’aquila all’istituto zooprofilattico sperimentale di Tito Scalo per gli esami di rito.

Fonte: Gazzetta Del Mezzogiorno 12 marzo 2009

lunedì 9 marzo 2009

Il destino dei vecchi alberi

Un addio ai patriarchi...




Foto di Adriano Castelmezzano scattate nel Parco di Gallipoli Cognato.

MANDATECI LE FOTO DEI VECCHI ALBERI SECCHI E MARCESCENTI... LE PUBLICHEREMO INDICANDO L'AUTORE E LA LOCALITA'...

E-mail: de-rerum-natura@libero.it

domenica 8 marzo 2009

Un passo indietro per la Biodiversità


Un bosco o una foresta con massa legnosa secca e marcescente è più vivo e sano di un bosco "pulito" di tutti quegli elementi utili al fondamentale equlibrio biologico. L'iniziativa del Parco di Gallipoli Cognato rischia di determinare qualche passo indietro nel processo di conservazione della Biodiversità specialmente se le operazioni saranno gestite in maniera autonoma dai privati e senza un coordinamento tecnico scientifico sul piano forestale. Una notevole quantità di organismi animali e vegetali di tante specie diverse (tutti utili al bosco!) si vedrà presto sottratto l'habitat con l'asportazione di grandi masse legnose. In un bosco la presenza di vecchi alberi, magari un pò malati e marcescenti, vale tantissimo e pochi riescono a comprendere l'importanza di tutto ciò. Un Parco, per le sue nobili finalità di tutela della Biodiversità, dovrebbe essere molto attento nella gestione naturalistica del suo patrimonio forestale, pur garantendo nei limiti del possibile un uso razionale delle sue risorse per l'economia locale.
E, come se tutto questo non bastasse, per essere ancora più sostenibile dal punto di vista ecologico leggiamo sul bando che "le operazioni di raccolta dovranno improrogabilmente ultimarsi entro il 30.06-2009"!!!! La raccolta, come stabilito dall'ente parco, andrà dunque dal 21 marzo al 30 giugno: non c'è periodo più adatto nell'anno per dare un colpo alla Biodiversità!
E' facile immaginare, dunque, nei prossimi mesi una vera caccia ai grandi patriarchi morenti nella foresta di Gallipoli Cognato, dimora di picchi e cince, chirotteri, ghiri, carabidi e imenotteri...

venerdì 6 marzo 2009

Ripresa la reintroduzione del Grifone nel Parco Nazionale del Pollino

Nota informativa del Responsabile del Progetto Massimo Pandolfi

Il progetto di reintroduzione del Grifone al Pollino sta andando avanti. E’ con una certa soddisfazione che comunichiamo che I’1 Marzo sono state aperte le voliere e 16 nuovi grifoni sono stati liberati nella Gola del Raganello (la più lunga d’Italia, quasi 8 km), a Civita, nel Parco Nazionale del Pollino.

Tutti i grifoni si sono felicemente involati volteggiando nella gola in 3 giorni. Un reintegro molto lento: 8 nel primo giorno, 3 il secondo, 5 il terzo, ma l’1 e il 2 Marzo sono stati giorni nuvolosi e piovosi, con scarse correnti ascensionali… Su 15 grifoni sono state montate radio trasmittenti, l’ultimo, per problemi con la radio è stato munito di una marca alare bianca con scritta nera: 9F9.

Tutti gli esemplari sono stati muniti di anelli metallici ISPRA/INFS e anelli colorati di plastica per la identificazione visuale di colore azzurro con scritta bianca. La serie è questa riportata:

Coloured plastic rings Blue with white letters/numbers
Number Leg
E60 SX
E61 DX
E62 DX
E63 DX
E64 DX
E65 DX
E66 SX
E67 DX
E68 SX
E69 SX
E90 SX
E91 SX
E92 DX
E94 DX
E95 DX
E96 DX

Questo rilascio segue la prima reintroduzione del Settembre 2004 quando ne furono rilasciati 12. Come a molti è noto la reintroduzione ebbe un buon successo con anche un inizio di riproduzione nel 2005, malaugaratamente però un episodio (uno dei tanti purtroppo) di avvelenamento su pecora (non diretto ai grifoni ma, come spesso accade x i lupi o I branchi di cani vaganti) ha nel gennaio del 2006 fatto scomparire la colonia.

Per un certo tempo quindi le attività di rilascio si sono fermate e il progetto sospeso anche se sono stati seguiti, alimentati e controllati I grifoni presenti nelle voliere di acclimatamento. Erano infatti ancora presenti una trentina di grifoni importati dalla Spagna per la prosecuzione dell’introduzione (il numero previsto per un buon successo è per il grifone stimato attorno a 80 individui da rilasciare in più anni).

Nel Settembre 2008 il progetto è stato ripreso dal Parco nazionale del Pollino ed è partito questo nuovo programma di rilascio che ha ovviamente compreso anche una campagna di sensibilizzazione contro il veleno e finalmente il 1° marzo sono stati liberati questi 16 individui. Almeno altri 7 adatti alla reintroduzione sono ancora presenti nelle voliere e si sta organizzando la prosecuzione del progetto con l’arrivo di altri contingenti dalla Spagna.

Stiamo cercando di fare il possible perchè questa reintroduzione prosegua, nella considerazione (condivisa anche dai gruppi di studio europei sul grifone) che il Sud Italia sia estremamente importante per una più ampia diffusione di questa grande specie in Italia e nell’Europa meridionale. Infatti il Parco del Pollino è un’ottima cerniera tra le colonie reintrodotte della Sicilia (Nebrodi Regional Park, in 2008 35-40 individui, 8 coppie riproduttive, F. Genero, pers. comm.) e quelle dell’Appennino centrale (Parco del Monte Velino, 35 coppie riproduttive nel 2008, F. Genero, pers. comm.). La colonia del Pollino può, oltre che essere un centro di riproduzione, attrarre molti grifoni in dispersione (diversi individui di grifone sono stati osservati nel Pollino e sull’Aspromonte), inoltre la disponibilità alimentare dei due carnai a servizio della colonia da ricostituire possono essere importanti anche per un’altra specie di avvoltoio in pericolo come il Capovaccaio. Specie che d’altra parte è spesso stata anche da noi osservata ai carnai e che fino a poco più di una decina di anni fa nidificava nella gola.

Qualche info organizzativa. Il progetto di reintroduzione è attualmente finanziato dal Parco Nazionale del Pollino, l’attività è scientificamente diretta da me e da Miguel Ferrer ricercatore della Stazione Biologica di Doñana (Sevilla, Spain), il progetto è seguito da esperti del CIPR (Centro It. Protezione Rapaci) di Cosenza con Mauro Tripepi e Nicoletta Boldrini. La collaborazione coinvolge anche la Spagna per la fornitura dei grifoni e la collaborazione scientifica alla gestione del progetto con il centro del GREFA di Madrid, Ernesto Alvarez Xusto.
Nel caso di osservazione dei grifoni liberati e per qualunque informazione relativamente al progetto di reintroduzione chiunque può contattarci al seguente indirizzo:

Massimo Pandolfi, Raptors Study Group, Dipartimento di Scienze dell’Uomo, dell’Ambiente e della Natura, Università degli Studi di Urbino, Via Muzio Oddi, 21 61029 URBINO (PS) - ITALY.
Tel. +39.0722.328033 - Fax +39.0722.329655. email mpandolfi@info-net.it

Fonte: lista Vertebrati http://ospiti.cilea.it/vertebrati/

Nuove aree protette in Basilicata

Aspettando la primavera

mercoledì 4 marzo 2009

Il Bilancio dell'attività 2008 della Polizia Provinciale di Matera





Vigilanza lungo le strada di competenza dell’ente ed un’intensa attività di controllo per la prevenzione e la repressione dei reati in materia ambientale. È stata soprattutto questa l’attività del Corpo di polizia provinciale svolta nello scorso anno. La struttura, diretta dall’ing. Nicola Latorre, ha altresì collaborato con le altre forze dell’ordine nel controllo dei centri urbani, delle aree industriali del capoluogo e dei comuni della fascia jonica e di altre aree sensibili. Particolarmente apprezzati gli interventi degli uomini del Corpo in occasione degli straordinari eventi meteo che hanno colpito il territorio nello scorso autunno. Numerosi i sopralluoghi effettuati per dar corso ad accertamenti richiesti da altri settori dell’ente.
Nel 2008 le violazioni accertate dalla Polizia provinciale alle norme in materia di caccia, pesca e raccolta di tartufi sono state all’incirca 150. Comminate sanzioni per oltre 20 mila euro. Intensa l’attività del Corpo sul fronte del recupero di animali in difficoltà con il trasferimento ai centri specializzati per la cura dell’avifauna in precarie condizioni di salute di 166 rapaci.
Sul fronte della vigilanza ambientale sono stati individuati 29 siti luogo di abituale abbandono di rifiuti. Tre le notizie di reato per violazione delle norme in materia di rifiuti inviate alla Procura della Repubblica. Anche nel 2008 il Corpo, in collaborazione con le altre forze di polizia e con l’Ufficio Turismo dell’ente, ha continuato l’attività di contrasto alle guide turistiche abusive. Sulle strade provinciali e nelle aree interne sono stati effettuati quotidianamente servizi di controllo. Gli autoveicoli controllati sono stati 1.168, contestate 327 violazioni al codice della strada, decurtati 177 punti sulle patenti di guida e ritirate 3 carte di circolazione.

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno 4 marzo 2009

Convegno sui parchi urbani a Matera

martedì 3 marzo 2009

La grotta dei pipistrelli: il breve racconto di Materafotografia







Foto di Roberto Linzalone e Claudio Bernardi

Camminare sulla Murgia materana tra il verde tipico murgiano alla ricerca di sentieri nuovi, in compagnia di un buon gruppo di amici accomunati dalla stessa passione, è un esercizio divertente oltre che rilassante, che distoglie dalla frenesia della vita cittadina. Le bellezze ambientali dalle quali si è circondati, durante le passeggiate, aprono la mente degli escursionisti che notano ogni particolare, anche quelli che normalmente si tralascerebbero. L’escursionista attento ed amante della murgia e della natura non può non scoprire, dietro ogni angolo, uno spettacolo ambientale nuovo, capace di suscitare gioiose sensazioni e godimenti, invitandolo a rivisitare, nei suoi sogni, tutti questi fantastici luoghi donati all’uomo da madre natura, benevola e generosa dispensatrice di bellezza ed armonia. La macchina fotografica aiuta a rendere ancora più interessante il compito dell’escursionista, che documenta e censisce affreschi in chiese rupestri, grotte con scenari rupestri, flora e fauna. Il gruppo unito dalla stessa passione per la fotografia condivide da alcuni anni l’escursionismo ma pur tornando avvolte negli stessi luoghi, scopre sempre particolari nuovi.
La passeggiata di domenica 1 marzo ha inizio alle 8.30 dal piazzale antistante la chiesa di S.Agnese; dopo esserci organizzati, il gruppo si avvia tra i sentieri che seguono il corso del torrente “Gravina” verso sud-est per raggiungere dopo circa un ora di cammino la Grotta dei Pipistrelli. Il percorso condotto piacevolmente dalla nostra guida Claudio Bernardi, subisce brevi interruzioni, per scoprire piante e fiori tipiche di questo territorio, Dagli escrementi e dalle impronte lasciate sulla terra abbiamo rilevato la presenza della fauna che abita la murgia, dall’istrice alla volpe al cinghiale.
La Grotta dei Pipistrelli e quella sottostante, detta Grotta Funeraria, fanno parte di un sistema di grotte poste tra le contrade Ofra e Serra S. Angelo; arrivati all’ingresso della grotta siamo stati incuriositi, munendoci di torce, dai graffiti sui muri e dall’architettura rupestre, segno della presenza dell’uomo nelle diverse fasi del Paleolitico, del Neolitico e dell'età dei Metalli.
Alcuni di noi si sono inoltrati nella grotta e nei cunicoli stretti e bassi dove abbiamo notato la presenza dei pipistrelli e di alcuni insetti oltre ad alcune incisioni sulla roccia e a lavorazioni dei muri e delle nicchie.
Il cammino è proseguito alla scoperta di altre grotte dove sono emersi particolari interessanti come la presenza di letti rupestri oltre a particolari lavorazioni sulle pareti.
La passeggiata si è conclusa intorno alle ore 13.00 con un comune senso di soddisfazione e di ringraziamento oltre che alla cara guida, a nostra Madre Natura.

Roberto Linzalone

lunedì 2 marzo 2009

Sono arrivati i falchi grillai!



Il primo Falco grillaio della nuova stagione riproduttiva è stato osservato oggi pomeriggio a Montescaglioso nei pressi della Chiesa Maggiore in pieno centro storico. Dopo un viaggio dall'Africa di migliaia di chilometri il nostro ospite è arrivato sicuramente in anticipo rispetto alla maggior parte dei suoi conspecifici qui residenti. Sicuramente anche nei centri limitrofi, e soprattutto a Matera, qualche altro grillaio è giunto a destinazione a testimoniare la fedeltà ai siti di nascita e la voglia di ricominciare una nuova stagione di allevamento. Si spera che nei prossimi mesi il successo riproduttivo possa essere maggiore anche in virtù della presenza di centinaia di nidi artificiali adatti a loro e collocati a compensazione della perdita di siti naturali di nidificazione dovuta alle trasformazioni urbanistiche e alla conseguente modifica della tipologia dei tetti tradizionali ove la specie nidificava soprattutto in passato.

venerdì 27 febbraio 2009

Nucleare, Basilicata in preallarme


IL QUOTIDIANO DELLA BASILICATA 27 FEBBRAIO 2009

Clicca sull'immagine per ingrandirla

Levata di scudi dalla Regione e dalla Provincia contro il nucleare



«La Basilicata dice no al rilancio della politica energetica che preveda il nucleare. Noi siamo la regione di Scanzano Jonico: siamo contrarissimi». A sintetizzare la «levata di scudi» contro qualsiasi ipotesi di localizzazione sia di una centrale atomica sia del deposito unico nazionale dei rifiuti radioattivi in terra lucana è stato il presidente della Giunta regionale, Vito De Filippo. La più alta autorità istituzionale regionale è scesa in campo per ribadire: «Lo sviluppo del nostro territorio non comprende alcun legame con l’energia nucleare. Inoltre, siamo il più grande giacimento petrolifero d’Europa e credo che possa bastare». Ma, De Filippo è stato ancora più categorico: «Scanzano e nessun altro paese lucano sono disponibili ad ospitare depositi o centrali nucleari. Abbiamo già contribuito con la presenza del Centro della Trisaia di Rotondella. L’esperienza delle giornate del novembre 2003 non ci permette di accogliere provocazioni da chi usa impropriamente o per interessi oscuri il nome del nostro territorio».
Una puntualizzazione, quest’ultima, che sembra richiamare le dichiarazioni di tale Primo Mastr antoni, segretario dell’Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori), che aveva sostenuto: «Se il presidente Berlusconi vuole davvero aprire una nuova fase nucleare prenda una decisione, ora, rendendo operativo il sito di Scanzano Jonico, ché altrimenti ci troveremmo di fronte alla solita sceneggiata italiana ovvero al solito teatrino della politica». Una dichiarazione che aveva provocato già una secca replica dell’associazione ScanZiamo le scorie. E contro il nucleare ed il nucleare in Basilicata si sono schierati anche Sinistra democratica e la Provincia di Matera, con l’assessore all’ambiente Franco Labriola. Il sen. Filippo Bubbico, infine, ha sollecitano il min. Claudio Scajola a riferire sull’ar gomento in Senato.

Fonte: GAZZETTA DI BASILICATA 27 febbraio 2009

giovedì 26 febbraio 2009

Basilicata: non basta il petrolio ora vorrebbero imporci il nucleare




PRESIDENTE BERLUSCONI NON BASTA TUTTO IL PETROLIO CHE ESTRAI DALLE TERRE LUCANE?
ADESSO PER RICOMPENSARCI PER LE GENEROSE OFFERTE DELLA NOSTRA REGIONE VUOI REGALARCI ANCHE ALTRE SCORIE E CENTRALI NUCLEARI!
BRAVO, DAVVERO UN PRESIDENTE GENTILUOMO!

UN'ALTRA SCANZANO SI PREPARA?

Una Lontra a spasso sul fiume Sinni


Un gruppo di amici, ornitologi e appassionati di natura il 21 febbraio scorso ha effettuato una serie di surveys che partendo dalla costa ionica si è spinta verso l'entroterra alla ricerca di avvistamenti di interesse naturalistico ed ornitologico in particolare. Tra gabbiani e cormorani, tra aironi, tarabusi e tantissime altre specie, la sorpresa maggiore l'hanno però avuta quando, scrutando la rive del fiume Sinni, hanno osservato uno strano corpo affusolato che nuotava in senso contrario alla corrente. "Sembrava un grosso ramo galleggiante - hanno affermato- ma qualcosa ci diceva che avevamo forse visto qualcosa di molto più importante! Siamo rimasti affascinati e rapiti da quel corpo sinuoso che, quasi ignorando la nostra presenza ha continuato per qualche minuto a nuotare nelle acque del fiume!"
E così grazie ad un rapido scatto fotografico di Alfredo Vilmer Sabino è stato possibile fermare quella strana e misteriosa immagine e poter confermare che si trattava proprio di ciò che si pensava: una Lontra! Sì una vera Lontra, la regina dei fiumi! Un colpo di fortuna ma anche una bella prontezza di riflessi che ha premiato gli osservatori e chi ha colto l'attimo con la fotocamera pronta all'azione! Solo così è possibile documentare questi avvistamenti! Senza una prova fotografica a volte, magari in condizioni di scarsa visibilità e maggiore distanza, difficilmente questi incontri possono condurre a determinazioni certe al 100%, considerata anche l'elusività della specie nella maggior parte dei suoi territori.
I fortunati che hanno avuto l'onore di tale incontro sono Alfredo Vilmer Sabino, Adriano Castelmezzano, Egidio Fulco, Piero Chiatante e Giovanni Ricciardi, tutti accomunati dalla passione per le bellezze della natura e per gli habitat ricchi di vita che molte aree lucane ancora riescono ad offrire.
Grazie a loro un altro tassello è stato aggiunto al quadro del monitoraggio su questo raro mustelide frequentatore dei fiumi lucani. Ora il dato è stato comunicato agli studiosi che in Italia lavorano su questa specie con l'obiettivo di studiarne l'evoluzione, gli adattamenti e il trend ma anche le possibilità di una più efficace conservazione.
Tale osservazione permette, oltre che confermare la presenza di una specie rara e affascinante, anche di sottolineare la necessità di impegnare sempre più le istituzioni e gli organi di controllo nella vigilanza sul territorio affinchè la conservazione dell'habitat e della fauna ad esso legata sia una priorità assoluta nella pianificazione ambientale e non ceda il passo ad opere od interventi capaci di alterare un delicato equilibrio che forse si mantiene inalterato da secoli. Un appello particolare va alla Provincia di Matera, alla Regione Basilicata e a tutti gli organismi e gruppi interessati affinchè ricordino sempre il grandissimo valore dei biotopi che ospitano elementi importantissimi della biodiversità italiana.
Faccio infine i miei complimenti a Vilmer, Adriano, Egidio, Piero e Giovanni per questo importante regalo che hanno fatto a tutti noi! Un grazie particolare al fotografo naturalista Alfredo Vilmer Sabino per aver autorizzato la pubblicazione dell'eccezionale documento fotografico.

martedì 24 febbraio 2009

Solare a Bernalda: una notizia positiva



Ci vuole tanto in Basilicata a "muoversi", energeticamente parlando, con la luce e la forza del sole invece che con le megaimpattanti centrali eoliche e non solo? Con tutti i fabbricati e le strutture già inserite in ambiti antropizzati, su cui installare i moduli solari l'impatto sul paesaggio e sulla natura sarebbe di gran lunga inferiore alle enormi pale rotanti che si vedono da decine di km e che rendono paesaggisticamente sterili e anonimi interi comprensori, prima ritenuti di grande fascino e di notevole valenza turistica. Cosa faremo vedere ai turisti dopo che le società eoliche avranno fatto tabula rasa dei luoghi migliori e suggestivi, ancora degni di essere visitati e vissuti?
La Basilicata è stata presente in questi giorni alla BIT di Milano con lo scopo di convincere gli operatori turistici che la nostra regione è una terra ancora da scoprire! "Basilicata, bella scoperta!" Slogan accattivante, ma fino a quando? Cosa dobbiamo scoprire fra un pò di anni? Una terra pervasa dagli odori nauseabondi dei pozzi petroliferi che ce li troveremo anche nel giardino di casa oppure i paesaggi sfregiati da migliaia di pale eoliche? Il solare forse non è totalmente immune dal problema dell'impatto ambientale ma ci sono belle e grosse differenze!

domenica 22 febbraio 2009

Ritrovata l'Averla maggiore a Montescaglioso


Oggi volevo verificare se l'Averla maggiore (Lanius excubitor) vista a Montescaglioso a partire dal 9 dicembre del 2008 era ancora in zona. Ebbene, dopo un po' di attente osservazioni sui campi della piana del Bradano è rispuntata fuori, posata sugli stessi identici alberelli su cui è stata scoperta la prima volta!
Dunque l'Averla maggiore si conferma svernante accertata per la Basilicata e prima osservazione per l'agro di Montescaglioso. Al momento tale sito risulta essere l'unico noto in provincia di Matera in cui tale specie è stata vista con regolarità per tanto tempo rimanendo strettamente fedele al suo territorio di caccia, segno che l'habitat era ideale le le sue esigenze ecologiche.

sabato 21 febbraio 2009

Orrori senza fine con un assurdo disegno di legge sulla caccia

Il Disegno di legge del senatore Franco Orsi:
una lista di orrori senza fine.

Dal Senato della Repubblica parte in questi giorni uno dei più gravi attacchi alla Natura, agli animali selvatici, ai parchi, alla nostra stessa sicurezza: un disegno di legge di totale liberalizzazione della caccia. E' firmato dal senatore Franco Orsi.
Animali usati come zimbelli, caccia nei parchi, riduzione delle aree protette, abbattimenti di orsi, lupi, cani e gatti vaganti e tante altre nefandezze.
La legge 157/1992, l’unica legge che tutela direttamente la fauna selvatica nel nostro Paese, sta per essere fatta a pezzi.


Fermiamoli!!!


Ecco la lista degli orrori.


Sparisce l’interesse della comunità nazionale e internazionale per la tutela della fauna.

L’Italia ha un patrimonio indisponibile, che è quello degli animali selvatici, alla cui tutela non è più interessato!


Scompare la definizione di specie superprotette.
Animali come il Lupo, l’Orso, le aquile, i fenicotteri, i cigni, le cicogne e tanti altri, in Italia non godranno più delle particolari protezioni previste dalla normativa comunitaria e internazionale.

Si apre la caccia lungo le rotte di migrazione.
Un fatto che arrecherà grande disturbo e incentiverà il bracconaggio, in aree molto importanti per il delicatissimo viaggio e la sosta degli uccelli migratori.

Totale liberalizzazione dei richiami vivi!
Sapete cosa sono i richiami vivi? Gli uccelli tenuti “prigionieri” in piccolissime gabbie per attirarne altri. Già oggi questa pessima pratica è consentita, seppure con limitazioni. Ma il senatore Orsi vuole liberalizzarla totalmente
Sarà possibile detenerne e utilizzarne un numero illimitato.
Spariranno gli anelli di riconoscimento per i richiami vivi. Sarà sufficiente un certificato. Uno per tutti!!!
Tutte le specie di uccelli, cacciabili o non cacciabili, potranno essere usate come richiami vivi. Anche le peppole, i fringuelli, i pettirossi…

700 mila imbalsamatori
I cacciatori diventeranno automaticamente tassidermisti, senza dover rispettare alcuna procedura. Animali uccisi e imbalsamati senza regole. Quanti bracconieri entreranno in azione per catturare illegalmente animali selvatici e imbalsamarli?

Mortificata la ricerca scientifica
L’Autorità scientifica di riferimento per lo Stato (l’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, oggi ISPRA) rischia di essere completamente sostituta da istituti regionali.
Gli istituti regionali rilasceranno pareri su materie di rilevanza nazionale e comunitaria.
Potenziale impossibilità di effettuare studi, ricerche e individuazione di standard uniformi sul territorio nazionale.

Si apre la caccia nei parchi a specie non cacciabili.
Un’incredibile formulazione del Testo Orsi rende possibile la caccia in deroga (cioè la caccia alle specie non cacciabili) addirittura nei Parchi e nelle altre aree protette!

Saranno punite le regioni che proteggono oltre il 30% del territorio regionale!
Norma offensiva! Chi protegge "troppa" natura sarà punito. Come se creare parchi dove la gente e gli animali possano vivere e muoversi sereni, fosse un reato!

Licenza di caccia a 16 anni.
Invece che educare i ragazzi al rispetto, ecco a voi i fucili!

Liberalizzato lo sterminio di lupi, orsi, cervi, cani e gatti vaganti eccetera!
Un articolo incredibile, che dà a i sindaci poteri di autorizzare interventi di abbattimenti e eradicazione degli animali, in barba alle più elementari norme europee. Basterà che un singolo animale “dia fastidio”.
Un vero e proprio Far West naturalistico.

Leggi regionali per cacciare specie non cacciabili.
Non sono bastate quattro procedure di infrazione dell’Unione europea, non sono bastate due sentenze della Corte Costituzionale. Il senatore Orsi regalerà a Veneto e Lombardia, ovvero agli ultrà della caccia, la possibilità di continuare a cacciare specie non cacciabili, e di farlo con leggi regionali. E le multe europee le pagheremo noi!

Caccia con neve e ghiaccio.
Si potrà cacciare anche in presenza di neve e ghiaccio, cioè in momenti di grandi difficoltà per gli animali a reperire cibo, rifugio, calore.

Ritorno all’utilizzo degli uccelli come zimbelli!
Puro medioevo! Le civette legate per zampe e ali e utilizzate come esca!

Ridotta la vigilanza venatoria.
Le guardie ecologiche e zoofile non potranno più svolgere vigilanza! Nel Paese con il tasso di bracconaggio tra i più alti d’Europa, cosa fa il Senatore Orsi? Riduce la vigilanza!

Cancellato l’Ente Nazionale Protezione Animali dal Comitato tecnico nazionale.
Le associazioni ambientaliste presenti nel Comitato sulla 157 saranno ridotte da quattro a tre. L’ENPA, storica associazione animalista italiana, viene del tutto estromessa.

E altro, tanto altro ancora.

Fermiamoli!!!



Diffondete questo documento, iscrivetevi alle liste in difesa degli animali selvatici che stanno nascendo sui blog, su Facebook, scrivete ai parlamentari, scrivete ai senatori della Commissione Territorio e Ambiente ,
http://www.senato.it/loc/link.asp?tipodoc=scom&leg=16&tipo=0&cod=13 , partecipate alle iniziative che saranno organizzate!
Evitiamo che l’Italia precipiti in questa forma di barbarie. La natura è la nostra vita.


Fermiamoli!!!