lunedì 18 luglio 2011
venerdì 15 luglio 2011
martedì 5 luglio 2011
Rassegna stampa " I tassi continuano a morire sulle strade"
domenica 3 luglio 2011
Comunicati stampa: I velivoli fantasma

Foto: M. Visceglia

Foto: M. Visceglia
La L.R. n° 39 del 2000 ha istituito la Riserva Naturale Orientata di S. Giuliano che ha come obbiettivo principale la tutela di quel territorio. Per la gestione della predetta Riserva ci si avvale del Regolamento di Gestione che è stato pubblicato solo nel 2007 a sette anni, cioè, dalla nascita della Riserva. In epoca successiva la Riserva si è dotata di un Piano di gestione, in buona parte non attuato per carenza di fondi. E’ di questi giorni l’affidamento da parte dell’ Amministrazione Provinciale di Matera del Centro Visite, struttura che dovrebbe integrarsi nel contesto in maniera conforme ai dettati degli strumenti di tutela ambientale e di gestione finalizzata a detta tutela. Nel regolamento di gestione vi è il divieto di atterraggio e di decollo di mezzi di qualsiasi tipo ed è interdetto anche il sorvolo a quota inferiore ai 500 metri. L’ammaraggio è consentito solo per attività di soccorso e protezione civile e per il prelievo d’acqua per il servizio antincendio in quelle aree non interessate dalla presenza di fauna. La regolamentazione è molto restrittiva perché non esiste nella Riserva un’ area non interessata alla presenza di fauna protetta. Ogni attività di sorvolo, ammaraggio e prelievo dovrebbe essere, perciò, esclusa ma è chiaro che solo per le emergenze questo non è consigliabile. La presenza dei mezzi aerei va limitata,quindi, solo alla effettiva emergenza. Le attività di esercitazione potranno essere effettuate su altri invasi, di cui la Basilicata è ricca, che non presentano caratteristiche di rilevanza naturalistica e faunistica di importanza europea e di generale protezione ambientale simile alla Riserva di San Giuliano. Si è avuto modo di verificare, invece, che l’addestramento svolto, normalmente, da due aerei tipo Fire Boss con cadenza quotidiana, spesso, prevede decine di sorvoli e carichi/scarichi di acqua nel giro di poche ore, protraendosi per lungo tempo. Numerose testimonianze di residenti, operatori e turisti denunziano questa situazione ed attestano disappunto per il pessimo segnale di tutela ambientale. Come al solito data la ridondanza delle strutture amministrative presenti non si capisce chi è che può fermare quegli aerei : La Prefettura di Matera con il suo apposito ufficio di Protezione Civile, la Regione Basilicata con la sua identica struttura o forse l’Aviazione Militare perché trattasi di velivoli non identificati che si intromettono in spazi aerei nazionali? Una cosa è certa che quei velivoli nessuno li vede tanto che sembrano fantasmi.
Associazione CITTA’ PLURALE- Matera Matera, 3 Luglio 2011
venerdì 1 luglio 2011
Cercasi amici degli animali per aiutare un cucciolo di volpe

Al Centro Recupero Animali Selvatici della Riserva di San Giuliano mancano al momento strutture per ospitare e curare mammiferi di medie dimensioni. In questo periodo è ospite un cucciolo di volpe che è arrivato con gravi problemi di carattere neurologico. Grazie all'aiuto del veterinario dott. Vito Tralli ora sta meglio ma ha bisogno di uno spazio più grande dove continuare a crescere e a rimettersi. Cerchiamo amici degli animali che abbiano voglia di darci una mano per acquistare o realizzare un rifugio adatto per lui. Sono graditi contributi e offerte per l'acquisto di materiali (rete, tubolari, pannelli, ecc.) o di interi box.
Un box di medie dimensioni costa circa mille euro...
Coloro che ci permetteranno di realizzare questa struttura saranno pubblicamente ringraziati ed avranno l'opportunità di venire a trovare il nostro cucciolo ogni volta che lo vorranno.
Un tasso investito a Montescaglioso
Pochi giorni fa un Tasso (Meles meles) è stato rinvenuto investito sulla provinciale Matera-Montescaglioso, lungo i confini geografici del Parco della Murgia Materana ed in prossimità della ex scalo ferroviario. A segnalarne la presenza della carcassa al Centro Recupero Provinciale di San Giuliano sono stati gli uomini del Corpo Forestale di Montescaglioso che già nella prima mattinata, in collaborazione con il responsabile dello stesso Centro, lo hanno recuperato per evitare incidenti. Allo scopo di non disperdere dati utili alla conoscenza di questa specie sul nostro territorio sono stati prelevati piccoli campioni biologici che saranno messi a disposizione di studiosi per analisi genetiche. L'esemplare di sesso femminile pesava 6,3 Kg.
La dinamica del ritrovamento e il punto esatto in cui l'animale è stato investito indicano chiaramente che molti impatti avvengono in tratti in cui la strada corre in "trincea" (parziale o totale), impedendo all'animale (magari abbagliato dai fari dei veicoli) di allontanarsi dalla carreggiata.
Il tasso è solo una delle specie trovate investite; più frequentemente si rinvengono volpi, istrici, ricci, faine, puzzole, anfibi, rettili e varie specie di avifauna.
Non risulta essere mai stato effettuato nel nostro territorio uno studio qualitativo e quantitativo sulla problematica dell'impatto della fauna sulle principali arterie stradali ma quasi certamente i risultati dimostrerebbero una forte incidenza di mortalità, con valori che potrebbero essere correlati alla ricchezza di biodiversità e alla densità faunistica. Si spera che in futuro qualche studente abbia interesse a proporre e preparare una tesi di laurea su questa problematica che in altre regioni è molto più sentita e affrontata anche con soluzioni tendenti alla mitigazione degli incidenti.
La dinamica del ritrovamento e il punto esatto in cui l'animale è stato investito indicano chiaramente che molti impatti avvengono in tratti in cui la strada corre in "trincea" (parziale o totale), impedendo all'animale (magari abbagliato dai fari dei veicoli) di allontanarsi dalla carreggiata.
Il tasso è solo una delle specie trovate investite; più frequentemente si rinvengono volpi, istrici, ricci, faine, puzzole, anfibi, rettili e varie specie di avifauna.
Non risulta essere mai stato effettuato nel nostro territorio uno studio qualitativo e quantitativo sulla problematica dell'impatto della fauna sulle principali arterie stradali ma quasi certamente i risultati dimostrerebbero una forte incidenza di mortalità, con valori che potrebbero essere correlati alla ricchezza di biodiversità e alla densità faunistica. Si spera che in futuro qualche studente abbia interesse a proporre e preparare una tesi di laurea su questa problematica che in altre regioni è molto più sentita e affrontata anche con soluzioni tendenti alla mitigazione degli incidenti.
giovedì 23 giugno 2011
38 grammi di biodiversità restituiti alla Natura
Ecco il risultato di 27 giorni di paziente lavoro per mettere al suo posto un prezioso tassello della Biodiversità!
Ma questo è solo uno dei mille casi risolti grazie all'intervento di quelle strutture preposte al soccorso e alla tutela diretta della fauna come i CRAS Centri Recupero Animali Selvatici sparsi per l'Italia...
Ma questo è solo uno dei mille casi risolti grazie all'intervento di quelle strutture preposte al soccorso e alla tutela diretta della fauna come i CRAS Centri Recupero Animali Selvatici sparsi per l'Italia...
Ornitologi Svedesi in Basilicata per studiare la Balia dal collare
Nelle scorse settimane un gruppo di ricercatori dell’Università Svedese di Uppsala è stato protagonista di un’interessante quanto inedita ricerca, condotta in Basilicata nella Foresta di Montepiano.
Lo scopo della ricerca è quello di ottenere campioni di DNA della popolazione locale di Balia dal collare (Ficedula albicollis) un piccolo uccello migratore che nidifica con elevatissime densità in questo settore della Basilicata, mentre risulta molto raro o del tutto estinto in gran parte d’Italia.
La ricerca è stata condotta in collaborazione con lo Studio Naturalistico Milvus e il Parco Regionale di Gallipoli-Cognato e Piccole Dolomiti Lucane ed ha consentito di ottenere campioni di DNA su oltre 20 soggetti.
Il dott. Egidio Fulco, titolare dello Studio Milvus, ha dichiarato: “la ricerca si inquadra in un più ampio contesto che ha visto coinvolte fin ora anche Svizzera, Svezia, Repubblica Ceca e Ungheria. I dati raccolti permetteranno di confrontare il patrimonio genetico delle diverse popolazioni europee di questo raro passeriforme, in modo da chiarire alcuni aspetti ancora poco noti sulla biologia riproduttiva ed affinare così le strategie di conservazione. La Basilicata si propone ancora una volta come un laboratorio a cielo aperto dove ricerca scientifica, divulgazione naturalistica e valorizzazione delle risorse naturali rappresentano una delle chiavi di volta per lo sviluppo dell’intero territorio. Un ringraziamento particolare è rivolto a tutto lo staff dell’Ente Parco Regionale di Gallipoli-Cognato ed in particolare al dott. Egidio Mallia, per la disponibilità e l’entusiasmo con cui è stato fornito ogni tipo di sostegno logistico”.

Balia dal collare maschio

Balia dal collare femmina
Lo scopo della ricerca è quello di ottenere campioni di DNA della popolazione locale di Balia dal collare (Ficedula albicollis) un piccolo uccello migratore che nidifica con elevatissime densità in questo settore della Basilicata, mentre risulta molto raro o del tutto estinto in gran parte d’Italia.
La ricerca è stata condotta in collaborazione con lo Studio Naturalistico Milvus e il Parco Regionale di Gallipoli-Cognato e Piccole Dolomiti Lucane ed ha consentito di ottenere campioni di DNA su oltre 20 soggetti.
Il dott. Egidio Fulco, titolare dello Studio Milvus, ha dichiarato: “la ricerca si inquadra in un più ampio contesto che ha visto coinvolte fin ora anche Svizzera, Svezia, Repubblica Ceca e Ungheria. I dati raccolti permetteranno di confrontare il patrimonio genetico delle diverse popolazioni europee di questo raro passeriforme, in modo da chiarire alcuni aspetti ancora poco noti sulla biologia riproduttiva ed affinare così le strategie di conservazione. La Basilicata si propone ancora una volta come un laboratorio a cielo aperto dove ricerca scientifica, divulgazione naturalistica e valorizzazione delle risorse naturali rappresentano una delle chiavi di volta per lo sviluppo dell’intero territorio. Un ringraziamento particolare è rivolto a tutto lo staff dell’Ente Parco Regionale di Gallipoli-Cognato ed in particolare al dott. Egidio Mallia, per la disponibilità e l’entusiasmo con cui è stato fornito ogni tipo di sostegno logistico”.
Balia dal collare maschio
Balia dal collare femmina
martedì 21 giugno 2011
I colori del tramonto
domenica 19 giugno 2011
Webcam in cassetta nido per grillaio a Montescaglioso
Watch live streaming video from montvnet at livestream.com
venerdì 17 giugno 2011
MATERA: SCOPERTI SCARICHI ZOOTECNICI IRREGOLARI NEI TORRENTI DEL PARCO DELLA MURGIA, LA FORESTALE DENUNCIA NOVE ALLEVATORI
Stangata di sanzioni per oltre 80 mila euro
Scarichi zootecnici irregolari che confluivano nei torrenti Jesce, Gravina di Picciano e Gravina di Matera, tutti affluenti del Bradano, andavano ad aggravare una situazione d'inquinamento ambientale già accertata nella zona.
È ciò che il Corpo forestale dello Stato ha accertato al termine di lunghe indagini intraprese la scorsa estate sulla gestione ed utilizzazione agronomica degli scoli di allevamento da parte di diverse aziende agricole del materano. Operazione che, giunta a conclusione, ha portato alla denuncia di 9 allevatori per deturpamento di bellezze naturali. I reflui finivano infatti nelle acque di torrenti che scorrono all'interno del Parco regionale della Murgia materana, considerato Zona di Protezione Speciale e Sito d'Importanza Comunitaria dalle normative comunitarie in tema d'ambiente.
Sono state elevate 18 sanzioni amministrative per un importo complessivo di 81 mila euro, 9 sanzioni per aperture abusive di scarichi di acque reflue domestiche e altre 9 per superamento dei valori tabellari degli scarichi.
Le aziende agricole scaricavano senza alcun trattamento preventivo, in vasche di decantazione in cemento armato, le acque reflue provenienti dagli allevamenti zootecnici. Le acque confluivano poi, senza soluzione di continuità, direttamente negli impluvi naturali tributari dei torrenti del materano.
I Forestali del Comando Stazione di Matera, al fine di verificare il potenziale inquinante degli scarichi, avevano prelevato diversi campioni delle acque che erano stati successivamente analizzati dall'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente (ARPA) Basilicata.
I risultati avevano messo in evidenza diversi parametri difformi dai limiti stabiliti dalla legge: colore, odore, COD e BOD (richiesta chimica e biochimica d'ossigeno), fosforo totale, azoto ammoniacale, azoto nitrico, concentrazione di Escherichia coli.
A monte di questa situazione c'è il mal funzionamento dei depuratori istallati ad Altamura e Gravina, nella zona di confine tra Bari e Matera, inoltre alcuni tratti dei torrenti inquinati rappresentano nella consuetudine fonti di abbeveramento per il bestiame, con tutto ciò che può conseguirne.
Per non parlare degli odori malsani che invadono persino l'atmosfera del centro urbano di Matera.
Si attendono gli sviluppi del caso e le decisioni delle autorità competenti in vista di un programma di risanamento della zona.
A cura dell'ufficio stampa dell'Ispettorato generale del Corpo forestale dello Stato
NEWSLETTER n°846 del 16/06/2011
Scarichi zootecnici irregolari che confluivano nei torrenti Jesce, Gravina di Picciano e Gravina di Matera, tutti affluenti del Bradano, andavano ad aggravare una situazione d'inquinamento ambientale già accertata nella zona.
È ciò che il Corpo forestale dello Stato ha accertato al termine di lunghe indagini intraprese la scorsa estate sulla gestione ed utilizzazione agronomica degli scoli di allevamento da parte di diverse aziende agricole del materano. Operazione che, giunta a conclusione, ha portato alla denuncia di 9 allevatori per deturpamento di bellezze naturali. I reflui finivano infatti nelle acque di torrenti che scorrono all'interno del Parco regionale della Murgia materana, considerato Zona di Protezione Speciale e Sito d'Importanza Comunitaria dalle normative comunitarie in tema d'ambiente.
Sono state elevate 18 sanzioni amministrative per un importo complessivo di 81 mila euro, 9 sanzioni per aperture abusive di scarichi di acque reflue domestiche e altre 9 per superamento dei valori tabellari degli scarichi.
Le aziende agricole scaricavano senza alcun trattamento preventivo, in vasche di decantazione in cemento armato, le acque reflue provenienti dagli allevamenti zootecnici. Le acque confluivano poi, senza soluzione di continuità, direttamente negli impluvi naturali tributari dei torrenti del materano.
I Forestali del Comando Stazione di Matera, al fine di verificare il potenziale inquinante degli scarichi, avevano prelevato diversi campioni delle acque che erano stati successivamente analizzati dall'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente (ARPA) Basilicata.
I risultati avevano messo in evidenza diversi parametri difformi dai limiti stabiliti dalla legge: colore, odore, COD e BOD (richiesta chimica e biochimica d'ossigeno), fosforo totale, azoto ammoniacale, azoto nitrico, concentrazione di Escherichia coli.
A monte di questa situazione c'è il mal funzionamento dei depuratori istallati ad Altamura e Gravina, nella zona di confine tra Bari e Matera, inoltre alcuni tratti dei torrenti inquinati rappresentano nella consuetudine fonti di abbeveramento per il bestiame, con tutto ciò che può conseguirne.
Per non parlare degli odori malsani che invadono persino l'atmosfera del centro urbano di Matera.
Si attendono gli sviluppi del caso e le decisioni delle autorità competenti in vista di un programma di risanamento della zona.
A cura dell'ufficio stampa dell'Ispettorato generale del Corpo forestale dello Stato
NEWSLETTER n°846 del 16/06/2011
Una muraglia di torri eoliche nel materano.
domenica 5 giugno 2011
I Birdwatchers Italiani si danno appuntamento in Basilicata
L’associazione nazionale di Birdwatching “EBN Italia”, che raccoglie birders e ornitologi da tutte le realtà italiane, ha deciso di riunirsi in Basilicata per il tradizionale meeting annuale.
Il XXI meeting dell’associazione si è quindi svolto nella spettacolare cornice delle Dolomiti Lucane dal 2 al 5 giugno scorsi.
Circa 30 appassionati birdwatchers provenienti da Lombarda, Piemonte, Liguria, Toscana e Puglia si sono dati appuntamento in Basilicata con un unico obiettivo: osservare quante più specie possibili di Uccelli, con particolare riferimento a quelle caratteristiche del paesaggio Lucano.
Le aspettative non sono state tradite e in 3 intensissime giornate di birdwatching sono state osservate oltre 90 specie di Uccelli in vari luoghi dell’entroterra lucano.

Particolarmente interessanti sono state le osservazioni di Picchio rosso mezzano e Balia dal collare, entrambe specie decisamente comuni nelle Foreste del Parco di Gallipoli-Cognato e Piccole Dolomiti Lucane ma molto rare o quasi del tutto scomparse nel resto d’Italia. Molto apprezzate sono state le visite ai borghi di Castelmezzano e Pietrapertosa, alla scoperta delle rupi che si sviluppano imponenti in questo territorio e della particolare architettura dei centri storici.
Un’intera giornata è stata inoltre dedicata allo spettacolare paesaggio dei calanchi lucani, tra i comuni di Pisticci, Craco, Montalbano jonico e Tursi, dove sono state osservate le tipiche specie mediterranee che caratterizzano questi luoghi come la Ghiandaia marina, la Calandrella, la Monachella, la Sterpazzola di Sardegna e lo Zigolo capinero.

Indimenticabili le osservazioni del Capovaccaio (il più piccolo avvoltoio) e della Cicogna nera, entrambe specie nidificanti in Italia con non più di 10-11 coppie complessive.
Tra i rapaci, oltre ai comunissimi Nibbi bruni e Nibbi reali, sono stati osservati anche il raro Biancone, il Falco pellegrino e il Grillaio.
“Tutti i partecipanti” ha dichiarato Egidio Fulco, ornitologo lucano e referente locale dell’associazione, “hanno apprezzato ben oltre le proprie aspettative lo svolgimento del meeting, scoprendo una Lucania inattesa, vero scrigno di biodiversità con specie animali e vegetali molto rare altrove. I paesaggi sconfinati e selvaggi, i resti archeologici e la ricchissima avifauna presente hanno regalato ai birdwatchers momenti particolarmente emozionanti. Tale esperienza non può che essere un ottimo esempio di turismo sostenibile mirato alla riscoperta dei luoghi, della cultura e della natura lucana".
Un resoconto dell'attività svolta lo potete leggere qui:
http://ebnitalia.it/easyNews/NewsLeggi.asp?NewsID=74
Il XXI meeting dell’associazione si è quindi svolto nella spettacolare cornice delle Dolomiti Lucane dal 2 al 5 giugno scorsi.
Circa 30 appassionati birdwatchers provenienti da Lombarda, Piemonte, Liguria, Toscana e Puglia si sono dati appuntamento in Basilicata con un unico obiettivo: osservare quante più specie possibili di Uccelli, con particolare riferimento a quelle caratteristiche del paesaggio Lucano.
Le aspettative non sono state tradite e in 3 intensissime giornate di birdwatching sono state osservate oltre 90 specie di Uccelli in vari luoghi dell’entroterra lucano.
Particolarmente interessanti sono state le osservazioni di Picchio rosso mezzano e Balia dal collare, entrambe specie decisamente comuni nelle Foreste del Parco di Gallipoli-Cognato e Piccole Dolomiti Lucane ma molto rare o quasi del tutto scomparse nel resto d’Italia. Molto apprezzate sono state le visite ai borghi di Castelmezzano e Pietrapertosa, alla scoperta delle rupi che si sviluppano imponenti in questo territorio e della particolare architettura dei centri storici.
Un’intera giornata è stata inoltre dedicata allo spettacolare paesaggio dei calanchi lucani, tra i comuni di Pisticci, Craco, Montalbano jonico e Tursi, dove sono state osservate le tipiche specie mediterranee che caratterizzano questi luoghi come la Ghiandaia marina, la Calandrella, la Monachella, la Sterpazzola di Sardegna e lo Zigolo capinero.
Indimenticabili le osservazioni del Capovaccaio (il più piccolo avvoltoio) e della Cicogna nera, entrambe specie nidificanti in Italia con non più di 10-11 coppie complessive.
Tra i rapaci, oltre ai comunissimi Nibbi bruni e Nibbi reali, sono stati osservati anche il raro Biancone, il Falco pellegrino e il Grillaio.
“Tutti i partecipanti” ha dichiarato Egidio Fulco, ornitologo lucano e referente locale dell’associazione, “hanno apprezzato ben oltre le proprie aspettative lo svolgimento del meeting, scoprendo una Lucania inattesa, vero scrigno di biodiversità con specie animali e vegetali molto rare altrove. I paesaggi sconfinati e selvaggi, i resti archeologici e la ricchissima avifauna presente hanno regalato ai birdwatchers momenti particolarmente emozionanti. Tale esperienza non può che essere un ottimo esempio di turismo sostenibile mirato alla riscoperta dei luoghi, della cultura e della natura lucana".
Un resoconto dell'attività svolta lo potete leggere qui:
http://ebnitalia.it/easyNews/NewsLeggi.asp?NewsID=74
venerdì 3 giugno 2011
Rassegna stampa: "Il falco grillaio emigra in Emilia Romagna"
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Grillai in cerca di notizie...
La redazione della Gazzetta del Mezzogiorno di Matera approfitta di una breve intrusione di 2 grillai in redazione per ricordare che un gesto utile per aiutarli è quello di installare sui propri tetti comode ed efficaci cassette nido.
Lupi sulla Murgia a Montescaglioso

Le segnalazioni di Lupi sulla Murgia materana sono diventate negli ultimi tempi meno rare, segno che qualcosa di positivo sta avvenendo, ma sarebbe auspicabile non drammatizzare eccessivamente una eventuale e sporadica aggressione a qualche pecora. Le aree protette, e tra queste anche il Parco della Murgia, servono soprattutto a garantire una maggiore biodiversità pur impegnandosi, con la prevenzione e gli strumenti tecnici e scientifici necessari, a ridurre i danni economici agli allevatori.
sabato 28 maggio 2011
Liberati 7 grillai a Montescaglioso alla presenza di scolaresche


Alle spalle dell'Abbazia di San Michele Arcangelo circa 60 bambini della scuola elementare di Montescaglioso hanno partecipato oggi 28 maggio alla liberazione di 7 falchi grillai adulti. Prima del rilascio il responsabile del Centro Recupero Rapaci della Riserva di San Giuliano Matteo Visceglia ha illustrato ai partecipanti le peculiarità della specie nel nostro contesto territoriale ed ha evidenziato la necessità di tutelarla sempre meglio perchè diventato simbolo stesso delle aree collinari del materano e della qualità ambientale degli ecosistemi agricoli. I ragazzi e gli insegnanti hanno poi avuto l'opportunità di ridare la libertà ai falchi dalle loro stesse mani, in un quadro ambientale e paesaggistico di grande valore, con lo sfondo spettacolare del Parco della Murgia Materana. I falchi hanno subito mostrato pieno recupero delle capacità fisiche del volo unendosi nel giro di pochi minuti con altri consimili che sorvolavano le imponenti mura dell'Abbazia e del centro storico. Prima del rilascio i grillai sono stati inanellati ed è stato spiegato agli alunni l'importanza scientifica dell'inanellamento, ricordando allo stesso tempo il recente caso dell'osservazione in Emilia Romagna di una femmina di grillaio nata ed inanellata l'anno scorso proprio in un nido dell'Abbazia Benedettina. Alla fine dell'iniziativa è stato distribuito materiale didattico sul grillaio prodotto dalla Provincia di Matera nell'ambito del Progetto LIFE Natura "Rapaci Lucani" oltre ad opuscoli messi a disposizione per l'occasione dalla LIPU nell'ambito di progetti di conservazione della specie.
Il Centro Recupero sta attualmente lavorando per ridare la libertà ad altri grillai ed altri rapaci affidati nei giorni scorsi per traumi di varia natura.
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