lunedì 24 febbraio 2014
Cerimonia Premio Ambiente 2013
sabato 15 febbraio 2014
Pettirosso alla mangiatoia del CRAS
mercoledì 12 febbraio 2014
Assegnazione Premio Ambiente 2013
Istituito dall’Ente Parco nel 2008, il Premio Ambiente è
dedicato a coloro che nel corso dell’anno si sono distinti nell’ambito
delle attività di salvaguardia e valorizzazione dei beni culturali e
degli elementi naturalistici. Dopo Mario Tommaselli, Raffaello de Ruggieri, Giuseppe Gambetta, Pasquale Doria, con delibera di Consiglio Direttivo n°24 del 18/12/2013 l’Ente Parco, all’unanimità, ha assegnato il Premio Ambiente 2013 al naturalista Matteo Visceglia nato a Salandra (MT) il 21 giugno 1962, per la sua sensibilità e competenza verso i temi della natura.
La cerimonia ufficiale di consegna del premio si svolgerà a Montescaglioso il giorno 22 febbraio 2014 alle 18,30 presso l’Abbazia Benedettina San Michele Arcangelo.
venerdì 7 febbraio 2014
Cicogna nera
Un bellissimo adulto di Cicogna nera osservato questa mattina in sosta
sulle rive del Basento, all'interno del perimetro del Parco Regionale di Gallipoli Cognato, mentre era intento a riscaldarsi al sole. In sua compagnia c'erano aironi cenerini, aironi bianchi maggiori e cormorani.
lunedì 3 febbraio 2014
Schianti di alberi...come da copione!
Puntualmente, dopo ogni temporale associato a forti venti, ecco che gli alberi del rimboschimento cascano giù con estrema facilità. Sia ieri che oggi abbiamo assistito a quello che era un evento previsto e annunciato. Da tempo diciamo che i pini e i cipressi che circondano il CRAS sono pericolosi e che alla minima occasione si schiantano. L'apparato radicale di queste specie è davvero inadatto a sostenere grossi alberi in terreni argillosi e saturi d'acqua all'inverosimile. Chi non ha mai visto una pianta sradicata alla sua base a volte non riesce a capire come un colosso di 15 metri (o anche più) possa reggere ai venti e alla pioggia con una radice così poco sviluppata e profonda. E alla fine a farne le spese sono le strutture e gli animali che si trovano all'interno. Non facendo prevenzione i problemi e le spese aumentano. Bastava eliminare per tempo quegli alberi pericolosi e i rischi si sarebbero ridotti o annullati. Ora ce ne sono altri che sono a forte rischio e noi speriamo solo che non succeda nulla di grave (considerata la funzione pubblica del Centro Recupero) visto che da sempre abbiamo segnalato il problema.
Nella foto sotto si vede un Pino che è caduto su una voliera, per fortuna facendo danni limitati rispetto a ciò che sarebbe accaduto se la direzione fosse stata di un paio di metri diversa. Ora con l'aiuto di amici e volontari ripristineremo la situazione, rimuovendo anche gli altri alberi caduti intorno, ripareremo la recinzione nella speranza che la pioggia e il vento diano un pò di tregua nei prossimi giorni.
Nella foto sotto si vede un Pino che è caduto su una voliera, per fortuna facendo danni limitati rispetto a ciò che sarebbe accaduto se la direzione fosse stata di un paio di metri diversa. Ora con l'aiuto di amici e volontari ripristineremo la situazione, rimuovendo anche gli altri alberi caduti intorno, ripareremo la recinzione nella speranza che la pioggia e il vento diano un pò di tregua nei prossimi giorni.
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| Un Pino di circa 15 metri si è abbattuto su una voliera del CRAS |
domenica 2 febbraio 2014
La sentinella del fiume
martedì 28 gennaio 2014
Una volpe affamata
Una volpe è alla frenetica ricerca di cibo perlustrando il terreno e fiutando eventuali prede tra i resti di alberi portati via dalle piene. Il ciclo della vita è anche questo...
Gennaio 2014, fiume Basento, Grassano
Gennaio 2014, fiume Basento, Grassano
domenica 26 gennaio 2014
Ali grigie sul fiume
giovedì 23 gennaio 2014
Servizio TRM sul CRAS Provinciale di Matera
Servizio trasmesso giovedì 23 gennaio 2014 da TRMh24
lunedì 20 gennaio 2014
Airone cenerino nella gravina di Matera
20 gennaio 2014 - Un Airone cenerino (Ardea cinerea) adulto riposa su un posatoio diurno sul fondo della Gravina all'interno del Parco Regionale della Murgia Materana.
sabato 18 gennaio 2014
Un moscardino ospite del CRAS
Qualche giorno fa un piccolo moscardino (Muscardinus avellanarius) è stato affidato al CRAS dopo essere stato ritrovato nell'Abbazia di Montescaglioso. A segnalare la sua anomala presenza è stato un operatore del CEA che lo ha notato immobile e infreddolito in un angolo del chiostro.
Non è chiaro come sia potuto capitare lì visto che il centro abitato non è il suo habitat. Vive infatti sugli alberi e tra i cespugli dove costruisce nidi rotondi con foglie e muschio.
Il moscardino (chiamato anche nocciolino) è un roditore della famiglia dei ghiri e può raggiungere i 16 cm se si considera anche la lunga e caratteristica coda ricoperta di peli. Ha un colore arancio-giallo che diventa meno intenso nella parte inferiore. Durante il periodo freddo il moscardino mangia un'enorme quantità di cibo in modo da accumulare una riserva di grasso sotto la pelle. Quando la temperatura esterna scende il moscardino rallenta il suo ritmo cardiaco e respiratorio e abbassa così anche la sua temperatura corporea. Si ciba, generalmente nelle ore notturne, di frutta, bacche, ghiande ma può mangiare anche piccoli invertebrati.
Per il momento sarà ospite del CRAS e all'arrivo della bella stagione sarà liberato nel suo habitat naturale.
Non è chiaro come sia potuto capitare lì visto che il centro abitato non è il suo habitat. Vive infatti sugli alberi e tra i cespugli dove costruisce nidi rotondi con foglie e muschio.
Il moscardino (chiamato anche nocciolino) è un roditore della famiglia dei ghiri e può raggiungere i 16 cm se si considera anche la lunga e caratteristica coda ricoperta di peli. Ha un colore arancio-giallo che diventa meno intenso nella parte inferiore. Durante il periodo freddo il moscardino mangia un'enorme quantità di cibo in modo da accumulare una riserva di grasso sotto la pelle. Quando la temperatura esterna scende il moscardino rallenta il suo ritmo cardiaco e respiratorio e abbassa così anche la sua temperatura corporea. Si ciba, generalmente nelle ore notturne, di frutta, bacche, ghiande ma può mangiare anche piccoli invertebrati.
Per il momento sarà ospite del CRAS e all'arrivo della bella stagione sarà liberato nel suo habitat naturale.
Rassegna stampa CRAS 18 gennaio 2014
venerdì 17 gennaio 2014
Rassegna stampa CRAS 17 gennaio 2014
giovedì 16 gennaio 2014
Rassegna stampa CRAS 16 gennaio 2014
mercoledì 15 gennaio 2014
Bilancio attività 2013 CRAS Provinciale di Matera
BILANCIO DELL’ATTIVITA’ SVOLTA NEL 2013 DAL CRAS (CENTRO RECUPERO ANIMALI SELVATICI) DELLA PROVINCIA DI MATERA
Nel corso del 2013 il CRAS Centro Recupero Animali Selvatici istituito dalla Provincia di Matera nella Riserva Regionale di San Giuliano pur avendo svolto la propria attività all’insegna di grandi difficoltà e limitazioni è riuscito con tenacia e impegno ad ottenere positivi risultati che confermano la validità e l’utilità delle attività svolte a tutela dell’ambiente, con particolare attenzione alla fauna rara e protetta, supportando durante l’anno iniziative volte alla educazione e sensibilizzazione dei cittadini per un maggiore rispetto della natura e del nostro territorio.
In 12 mesi sono stati affidati al CRAS, a scopo di cura e recupero, 334 esemplari gran parte dei quali appartenenti a specie particolarmente protette dalle numerose normative nazionali ed europee.
Poco più dell’87% di essi rientra nella categoria sistematica degli Uccelli, l’8,4% in quella dei Rettili e il 4,5% in quella dei Mammiferi.
Sono state trattate in tutto 38 specie animali diverse anche se un particolare rilievo è rappresentato dai Rapaci che, tra tutti i volatili rappresentano la maggiore percentuale come numero di esemplari pervenuti (76%). Sono infatti complessivamente 221 i rapaci diurni e notturni curati dal CRAS e appartenenti a 10 specie diverse. La maggiore frequenza di interventi di soccorso e cure riguarda il Falco grillaio (Falco naumanni) dovuta ad una particolare specializzazione che il CRAS ha acquisito nella cura e nel rilascio in natura di tantissimi esemplari. Nel 2013 sono stati infatti accolti e curati 175 esemplari (pari al 52,4% di tutti gli animali affidati) consegnati da cittadini, associazioni e forze dell’ordine. Già da diversi anni era consolidata la spiccata dedizione del CRAS nella cura di questa specie di notevole rilevanza in ambito nazionale ed europeo per la presenza di importanti e numerose colonie riproduttive in alcuni centri della provincia. In particolare la città di Matera è famosa per avere la colonia urbana di falco grillaio più grande e caratteristica al mondo, sia per l’elevato numero di coppie nidificanti (circa un migliaio) sia per le sue abitudini di condividere il suo habitat riproduttivo con quello degli abitanti della città dei Sassi. Un valore aggiunto di notevole significato sul rapporto e sulla convivenza tra Uomo e Natura che potrebbe essere un ulteriore fiore all’occhiello per una città candidata e diventare Capitale Europea della Cultura 2019.
Tutti gli animali affidati sono stati rinvenuti in 25 comuni diversi, di cui 15 della provincia di Matera, 1 della provincia di Potenza, 6 della provincia di Bari, 3 della provincia di Taranto. Il comune con la maggiore percentuale è Matera con il 54,2 % dei ritrovamenti avvenuti nel proprio territorio.
L’andamento degli arrivi su base mensile ha il picco più alto durante l’estate in relazione al fatto che in tale periodo è in pieno svolgimento l’attività riproduttiva di molte specie e vi è una maggior richiesta di interventi di soccorso per giovani e adulti. La media mensile di arrivo al Centro è stata di 28 esemplari al mese con punte di 120 ricoveri .
Per quanto riguarda le cause di ricovero una grande percentuale (65,3 %) è costituita da pulcini vittima di cadute o distruzione di nidi, prelievi illeciti, giovani che si involano prematuramente per disturbi ai nidi trovandosi spesso in difficoltà per varie cause di origine antropica. Il 17 % degli esemplari è invece vittima di traumi di varia natura (compresi atti di bracconaggio e folgorazione con linee elettriche pericolose) che in parte si risolvono positivamente ma che in vari casi determinano l’impossibilità di recupero completo o addirittura la morte dei soggetti già poche ore dopo la consegna. Le altre cause di ricovero annoverano situazioni molto diversificate e con percentuali modeste. Tra queste anche l’abbandono di tartarughe terrestri e acquatiche o la consegna volontaria o anonima di esemplari detenuti illegalmente.
L’esito dei ricoveri è stato legato a diverse variabili come la gravità della patologia, la tempestività del soccorso o le complicazioni durante le cure. Dei 334 animali pervenuti al CRAS ben 187 (56 %) sono stati nuovamente liberati e restituiti alla natura e molti di essi inanellati per motivi scientifici. Solo per il 19,5 % di essi invece non c’è stato nulla da fare per le gravità delle ferite o per lo stato di elevata debilitazione all’arrivo. Il 10,8 degli esemplari, in particolare nei casi di carenza di spazi e strutture di degenza, è stato successivamente affidato, con la collaborazione della LIPU, ad altri centri per le cure necessarie mentre per il 9,8 %, nonostante tutti gli sforzi non è stato possibile permettere una liberazione in natura entro quest’anno rinviandola alla prossima primavera. Il 2% degli esemplari, a causa della persistenza di gravi problemi che rendono impossibile la vita in natura, è risultato irrecuperabile e resterà per sempre presso il centro insieme ad altri esemplari ospitati nelle voliere. Per questi animali irrecuperabili, che ormai hanno fondamentalmente una utilità didattico-scientifica, viene quotidianamente garantita cura, alimentazione adeguata, assistenza e mantenimento in voliera in gruppi sociali costituiti da individui della stessa specie o di specie simili e compatibili con la loro natura. Nel corso del 2013 l’assistenza medica è stata prevalentemente garantita grazie al supporto dello staff specialistico del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari mentre l’aspetto scientifico relativo all’inanellamento dei soggetti reimmessi in natura è stato curato dal dott. Egidio Mallia, responsabile veterinario del Parco Regionale di Gallipoli Cognato e che da anni collabora con il CRAS materano.
Il responsabile e coordinatore del CRAS Matteo Visceglia dichiara:
“L’attività svolta quest’anno è certamente positiva in termini di risultati complessivi ottenuti ma vogliamo sottolineare che essa è stata possibile solo con grande impegno quotidiano personale e con l’aiuto di alcuni volontari, con spazi e strutture insufficienti rispetto alle necessità e con poche risorse finanziarie. Il lavoro che abbiamo svolto ha un duplice valore: da una parte siamo riusciti a svolgere quotidianamente all’interno di una Riserva Naturale Regionale un’azione concreta di tutela diretta della fauna mediante il recupero, la cura e la reimmissione in natura di moltissimi esemplari protetti a livello europeo, dall’altra abbiamo svolto un continuo ed intenso lavoro di informazione e sensibilizzazione nei confronti di diverse centinaia di persone che ci hanno interpellati per chiedere i nostri interventi di soccorso sugli animali da essi ritrovati in difficoltà, per avere informazioni su come risolvere situazioni problematiche nei rapporti con la fauna selvatica o per avere consigli su come proteggere e tutelare gli animali in natura. In tanti casi abbiamo dato l’opportunità a molti turisti, famiglie, studenti e appassionati naturalisti di poter osservare da vicino alcune delle specie più legate al nostro territorio facendo comprendere come anche nella nostra provincia vivono specie rare ed interessanti che in molti hanno asserito di aver visto solo sui libri o nei documentari naturalistici. Tutto ciò è stato molto gratificante per noi e ci conferma che molto lavoro resta ancora da fare, sia nell’ambito scolastico che in quello turistico, culturale e scientifico. A tal proposito vogliamo sottolineare che abbiamo costantemente svolto attività di collaborazione con diversi istituti e ricercatori che studiano alcune specie di interesse scientifico ed abbiamo offerto la nostra disponibilità in varie iniziative di ricerca e monitoraggio sul territorio al fine di studiare e valorizzare sempre di più un patrimonio faunistico che resta ancora da conoscere e divulgare”.
venerdì 10 gennaio 2014
Lupi e allevatori: le polemiche aumentano
Poiana in Valbasento
Ferrandina, gennaio 2014 - Una Poiana non disdegna di usare come posati di caccia le recinzioni dell'area industriale della Valbasento.
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