mercoledì 12 gennaio 2011

Ritrovato un ibrido di Gatto selvatico a Montescaglioso



Lungo la Valle del Bradano a pochi km da Montescaglioso, su un ponte che cavalca il letto del fiume domenica scorsa 9 gennaio è stato rinvenuto dal responsabile del CRAS della Riserva di San Giuliano un esemplare morto di presunto Gatto selvatico (Felis silvestris). A causa della difficoltà a riconoscere in natura gli esemplari geneticamente puri di questa specie si è provveduto a raccogliere una esauriente documentazione fotografica che è stata sottoposta per un prima valutazione, su base morfologica, al Dott. Bernardino Ragni del Dipartimento di Biologia Animale dell'Università di Perugia. Dalla diagnosi è emerso che l'esemplare presenta sia caratteri del selvatico che della forma domestica, pertanto sembrerebbe un esemplare ibrido. Una necroscopia completa ed un approfondito esame genetico potranno sia confermare la determinazione che assumere ulteriori ed utili informazioni. Pertanto il reperto sarà messo a disposizione di tutti i ricercatori che in Italia si occupano di questo felide per gli opportuni approfondimenti scientifici.
Negli ultimi anni sono stati rinvenuti in Basilicata diversi esemplari di Gatto selvatico, puri e ibridi, e spesso sono state proprio le analisi scientifiche dei reperti a mettere in evidenza la grave situazione di inquinamento genetico in cui versa la specie in tutto il suo areale, soprattutto in zone di facile contatto con la forma domestica (Felis silvestris catus).
Allo scopo di contribuire allo studio di questo raro ed elusivo felino si invita chiunque ritrova in provincia di Matera esemplari morti che possono essere parzialmente riconducibili alla forma selvatica è pregato, ove possibile, di recuperare la carcassa e mettersi in contatto con il Centro Recupero Animali Selvatici (tel. 339/1637510) che si occuperà delle preliminari valutazioni e del successivo contatto con gli esperti.

lunedì 10 gennaio 2011

Concluso il 1° Censimento del Nibbio reale in Basilicata



Nell’ambito del 1° Censimento Nazionale del Nibbio reale (Milvus milvus) svernante 20 rilevatori rappresentati da ornitologi, birdwatchers e appassionati di rapaci provenienti dalla Lucania, Puglia, Calabria e Toscana hanno condotto ricerche sul campo in molte aree della Basilicata già note per la discreta concentrazione di nibbi reali in vari periodi dell'anno. Per la stima degli individui che sostano durante i mesi invernali i giorni ufficialmente fissati erano l’8 e il 9 gennaio 2011 ma sono stati effettuati importanti conteggi anche il giorno successivo. Questa iniziativa è nata nell’ambito di un programma di monitoraggio europeo della specie promosso dalla LPO (Ligue pour la protection des oiseaux) francese che ha stimolato anche gli ornitologi italiani ad avviare analoghe iniziative nelle proprie regioni.
L’iniziativa è stata coordinata per la provincia di Matera da Matteo Visceglia e per la provincia di Potenza da Egidio Fulco ed ha visto il coinvolgimento e la partecipazione di vari organismi come De Rerum Natura, Studio Milvus, Associazione per la Tutela dei Rapaci e dei loro Ambienti/ALTURA, Lega Italiana per la protezione degli Uccelli/LIPU, Argonauti, Centro Recupero Animali Selvatici/CRAS di San Giuliano, Cooperativa Nova Terra/Centro Recupero Animali Selvatici/CRAS di Pignola, Centro Studi Naturalistici/CSN. Un particolare ruolo è stato svolto da Guido Ceccolini, direttore del CERM/Centro Rapaci Minacciati, che ha stimolato e coordinato il monitoraggio a livello nazionale curando i rapporti con i colleghi francesi promotori dell’iniziativa.

Lo scopo principale del monitoraggio che abbiamo promosso ed effettuato in Basilicata è stato quello di ottenere una stima, riferita ad un campione di siti da noi conosciuti e frequentati dalla specie, della popolazione svernante del Nibbio reale nelle due province lucane. I dati scientifici emersi da studi precedenti da parte di vari ornitologi già mettevano in risalto l’importanza primaria della Basilicata rispetto al resto d’Italia sia per quello che concerne la popolazione nidificante che quella svernante.
Uno dei metodi più efficaci per avere un quadro abbastanza chiaro della consistenza del numero di individui che trascorrono l’inverno nelle nostre aree è quello di attendere il tramonto e censire gli esemplari nel momento in cui si radunano in particolari aree per trascorrere la notte insieme su alcuni alberi (roosting).
Tale metodo è applicabile solo in quelle aree di cui sono già note buone concentrazioni di esemplari che fanno preludere a successivi assembramenti serali. Le aree sottoposte a monitoraggio sono state in tutto 14 e il numero complessivo degli esemplari effettivamente contati si avvicina ai 700 individui, il più alto d’Italia, con dormitori comuni che ospitavano da un minimo di 8 individui ad un massimo di 160. Questo dato, che sicuramente presenteremo al prossimo Convegno Nazionale di Ornitologia che si svolgerà a settembre in Emilia Romagna, conferma ancora una volta che la Basilicata può a tutti gli effetti essere considerata la "terra dei nibbi reali" e che la loro presenza così consistente e diffusa, anche se sicuramente inferiore al passato, è indice di una situazione territoriale non ancora totalmente compromessa, con vasti territori integri ed in grado di ospitare e sostenere la più grossa popolazione svernante e nidificante di questa specie a livello nazionale.
Considerato il successo dell’iniziativa e la entusiasta partecipazione di molti esperti la nostra intenzione è quella di ripetere anche nei prossimi anni questo tipo di monitoraggio, si spera anche con il supporto e la collaborazione di istituzioni locali ed Enti parco, che ci permetterà di valutare in che modo le trasformazioni del territorio possono influenzare in maniera negativa o positiva la situazione demografica della specie. La popolazione svernante di Nibbio reale, mediante la sua stima quantitativa ripetuta negli anni, potrà essere perciò paragonata ad un vero e proprio termometro ambientale che ci dirà cosa sarà cambiato in peggio o in meglio intorno alle aree abitualmente frequentate da questi rapaci sia per la ricerca del cibo che per il riposo notturno”.

Matteo Visceglia & Egidio Fulco - Coordinatori Regionali Censimento Nibbio reale







sabato 1 gennaio 2011

Nei prossimi giorni parte il 1° Censimento invernale del Nibbio reale in Basilicata



Nei giorni 8 e 9 gennaio sarà svolto in Basilicata, in contemporanea ad altre regioni italiane ed europee, il 1° Censimento invernale del Nibbio reale finalizzato principalmente al conteggio degli esemplari nei pressi del dormitorio serale. Il progetto, promosso nell'ambito della LPO (Ligue pour la Protection des Oiseaux) francese, sarà svolto con la collaborazione volontaria di diverse associazioni, gruppi e appassionati di rapaci. Questa iniziativa prevede l' individuazione preliminare dei siti in cui si radunano i nibbi prima del riposo notturno e il successivo conteggio degli esemplari al fine di quantificare la consistenza della popolazione svernante nelle varie aree.
La Basilicata è ritenuta la regione italiana che ospita a livello nazionale il maggior numero di coppie nidificanti e di esemplari svernanti provenienti anche dalle regioni più fredde italiane ed europee.
Chiunque sia a conoscenza di siti con discreta concentrazione di esemplari osservati soprattutto all'imbrunire può collaborare con questo progetto mettendosi in contatto con i coordinatori:

Siti in provincia di Matera
Matteo Visceglia/DE RERUM NATURA 339-1637510

Siti in provincia di Potenza
Egidio Fulco/Studio MILVUS 338-5096130

venerdì 31 dicembre 2010

Articolo su Matera e Natura

Sul numero di Novembre-Dicembre 2010 di EV Magazine è stato pubblicato un bell'articolo dal titolo: "Matera, non solo Sassi" di Sandro Bassi e con le foto di Fabio Liverani. Si accenna anche al Falco grillaio e ad altre peculiarità del territorio.

 

giovedì 30 dicembre 2010

lunedì 20 dicembre 2010

domenica 19 dicembre 2010

Oggetti smarriti nel Parco!

Qualche distratto "escursionista" del Parco Regionale della Murgia Materana ha smarrito un oggetto personale! Chissà se era il fodero di un cavalletto fotografico! Oppure il fodero di una canna da pesca! O ancora meglio un innocuo sacco per il trasporto di spiedini per arrosto!
Ma vuoi vedere che questo strano oggetto è proprio il fodero di un fucile! Ma sì, magari usato solo per un set cinematografico...
Nel cuore del Parco, all'ombra di grandi arbusti di macchia, registriamo ancora inequivocabili ed oscure presenze!



Parco della Murgia Materana, 19 dicembre 2010

giovedì 16 dicembre 2010

martedì 14 dicembre 2010

sabato 11 dicembre 2010

Albanella pallida

Un giovane maschio di Albanella pallida (Circus macrourus) è stato affidato oggi al Centro Recupero Rapaci della Riserva di San Giuliano. Il ritrovamento è avvenuto nelle campagne di Montescaglioso grazie ad alcuni agricoltori attenti e sensibili che hanno notato il rapace in difficoltà a terra ed incapace di volare. Subito dopo la loro pronta segnalazione al numero verde 1515 del Corpo Forestale dello Stato e la successiva consegna al CRAS i responsabili hanno effettuato un rapido esame dello stato fisico allo scopo di capire le cause del ritrovamento di questo bellissimo animale. Un trauma all'ala dovuto ad un probabile impatto ed una notevole debilitazione hanno naturalmente impedito al rapace di volare ed alimentarsi facendosi facilmente raccogliere. Al momento è in fase di cura e osservazione e si spera di poterlo liberare al più presto, compatibilmente con le condizioni meteorologiche che in questo periodo in Italia sono particolarmente rigide e difficili per molti animali selvatici e soprattutto per i migratori transahariani come le albanelle pallide





venerdì 10 dicembre 2010

Una rete permanente per il Grifone

Una rete permanente per il Grifone. E' il principale risultato scaturito dal workshop “Il Grifone in Italia”, in corso di svolgimento a Castrovillari, durante il quale il presidente del Parco Nazionale del Pollino, Domenico Pappaterra ha annunciato la stipula, con tutti i soggetti presenti, della cosiddetta “intesa di Castrovillari”.
Il documento è stato sottoscritto da tutti i soggetti partecipanti al workshop: Parco Nazionale del Pollino, UTB del Corpo Forestale dello Stato di Castel di Sangro, Parco Nazionale del Gran Sasso e monti della Laga, Parco Regionale dei Nebrodi, Parco Regionale delle Madonie, Vulture Conservation Found, Progetto Grifone Friuli Riserva Naturale Lago di Cornino, Università di Bari – Dipartimento Veterinaria, ASP Cosenza - Distretto Castrovillari U.O. Igiene Allevamenti e Prod. Zootecniche, Comune di Civita, Comune di Castrovillari, Università del Messico, Legambiente, Università di Urbino, CIPR Rende.

Si tratta di Enti - com'è scritto nell'intesa - “che al momento seguono in prima persona i programmi di reintroduzione di questo avvoltoio”.
L'intento del protocollo d’intesa è quello di “dare vita a una rete permanente tra i soggetti interessati a tale attività col fine di scambiare informazioni e di interpretare e manifestare in maniera unitaria le problematiche e le necessità da soddisfare”.

Con l'intesa si è voluto anche “ribadire l’importanza della tutela e conservazione degli equilibri ambientali" e "dei compiti e funzioni svolti dalle Aree Protette e dai diversi enti territoriali che garantiscono l’attuazione e il raggiungimento di tali importanti e complessi traguardi”.
Durante il workshop organizzato dal Parco, aperto dal direttore dell'Ente, Annibale Formica - che ha, tra l'altro, ribadito la rilevanza del bagaglio scientifico derivante dal progetto di reintroduzione del Grifone attuato dal Parco del Pollino sin dal 2001 - sono state evidenziate le varie esperienze condotte in Europa e in Italia. Di particolare interesse la relazione di Alvaro Camina, segretario della Fondazione del Grifone che ha esposto il tema della conservazione del Grifone in Europa e, segnatamente in Spagna, Francia e Bulgaria. Dalle Alpi orientali, con l'esperienza del Friuli alla Sicilia, nei Nebrodi, passando per il Pollino, l'incontro ha messo in risalto le problematiche di tale reintroduzione, ma anche i successi che incoraggiano ad andare avanti nonostante le difficoltà derivanti dai continui tagli finanziari che danneggiano proprio i programmi di tutela delle specie animali.
Pappaterra, ad esempio, ha dichiarato di voler "favorire un'ulteriore crescita del progetto e evitare la discontinuità avvenuta negli anni scorsi". Quindi, il presidente del Parco del Pollino, nel sintetizzare gli obiettivi del workshop ha sottolineato che era importante "raccontare l'esperienza costruita nel Parco nonostante le varie difficoltà amministrative incontrate". Candidando lo stesso Pollino a svolgere una funzione di coordinamento di una rete diffusa dell'esperienza italiana in stretta connessione con quella spagnola.

Nel pomeriggio il workshop prosegue con altre esperienze svolte nel Parco delle Madonie, sempre in Sicilia, in Abruzzo, nel Parco Nazionale del Gran Sasso Monti della Laga e in Sardegna.


Roberto Fittipaldi

10/12/2010
Fonte: BASILICATANET.IT

Rassegna stampa 9 dicembre 2010


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mercoledì 8 dicembre 2010

Soccorso uno Sparviero

Nel pomeriggio del 6 dicembre è stato affidato al Centro Recupero Rapaci della Riserva Naturale di San Giuliano un giovane maschio di Sparviero rinvenuto nei pressi del bosco di Timmari in territorio di Matera. L'esemplare, raccolto e soccorso dai proprietari dell'Agriturismo Tempa Bianca, è stato immediatamente trasferito dal responsabile del Centro presso lo studio veterinario del dott. Vito Tralli a causa di una brutta frattura scomposta ed esposta dell'omero. Oltre a ciò lo Sparviero presentava all’esame clinico un trauma oculare evidenziato anche da ematoma ed una ferita alla narice, probabilmente dovuti ad un forte impatto.
E' stato effettuato un delicato intervento chirurgico nella speranza di potergli ridare la libertà.


Lo Sparviero dopo l'intervento all'omero

domenica 5 dicembre 2010

sabato 27 novembre 2010

Il Saltimpalo


Montescaglioso, Valle del Bradano, 26 novembre 2010

domenica 14 novembre 2010