martedì 15 aprile 2014

Capovaccaio sull'orlo dell'estinzione in Italia


Il Capovaccaio (Neophron percnopterus), conosciuto anche con il nome di Avvoltoio degli Egizi, in Italia si trova in una situazione molto critica e rischia di estinguersi nel giro di pochissimi anni se non si interviene tempestivamente. Non vi sono più di una decina di coppie presenti nelle regioni meridionali. Come CERM (Centro Rapaci Minacciati) stiamo cercando di fare azioni concrete ed utili per la sua salvaguardia attraverso sia un programma di riproduzione in cattività e rilascio in natura di giovani sia mediante monitoraggio delle coppie riproduttive e sostegno alimentare nei siti strategici.
Basilicata, aprile 2014

venerdì 11 aprile 2014

Nibbio reale ucciso dalle pale eoliche a Gorgoglione

Presso l'impianto eolico di Gorgoglione in provincia di Matera pochi giorni fa è stato ritrovato un Nibbio reale  morto per collisione contro le pale rotanti. Si tratta di uno dei tanti rapaci che trovano facilmente la morte in quei territori prima incontaminati ed ora occupati da centinaia di torri eoliche industriali che creano forte  impatto su tanti paesaggi di incomparabile bellezza che abbiamo in Basilicata e che minacciano la fauna più preziosa e rara.





lunedì 31 marzo 2014

Falco grillaio: invito a nozze da parte del maschio...

 Un maschio di grillaio ha preso possesso di un nido e invita la femmina ad accomodarsi.








domenica 30 marzo 2014

3 lupi avvelenati a Pomarico

VERGOGNA! Abbiamo una biodiversità straordinaria e alcuni stolti e delinquenti ce la stanno portando via piano piano. Oggi sono stati ritrovati a Pomarico 3 LUPI quasi certamente AVVELENATI! Come CRAS provinciale di Matera sono stato coinvolto nell'operazione di recupero delle carcasse insieme al CFS e al veterinario ASL intervenuti sul luogo di ritrovamento. Per ora sono custodite in attesa di esami necroscopici presso l'Istituto Zooprofilattico per accertare le cause della morte. Il piccolo branco era composto da un maschio adulto e due femmine.
Vorrei porre l'attenzione sul fatto che non sappiamo se altri animali, che magari si saranno alimentati prima o dopo dei 3 lupi utilizzando la stessa esca avvelenata, siano anch'essi morti. Immaginate quanti nibbi reali, nibbi bruni, poiane o anche i rarissimi capovaccai potrebbero essere stati avvelenati nutrendosi magari presso una carcassa di pecora imbottita di veleno...Speriamo che le analisi e gli esami necroscopici siano fatti in maniera molto rigorosa in modo da raccogliere qualsiasi tipo di informazione utile a capire e conoscere meglio il fenomeno dell'uso dei bocconi avvelenati. Vorrei precisare che il punto in cui sono stati trovati i poveri lupi non è quello in cui sono morti. Qualcuno li ha messi lì per lanciare messaggi chiari alle istituzioni.

sabato 22 marzo 2014

Il CRAS soccorre una poiana trafitta da un ramo

Oggi alle 13 una telefonata di un cittadino al numero del  CRAS Provinciale di Matera segnalava un rapace in difficoltà in un campo nella Valle del Bradano nel  comune di Montescaglioso. Giunti sul posto indicato abbiamo trovato una poiana letteralmente bloccata a terra e con un ramo che fuoriusciva dall'ala! Una scena davvero straziante! Probabilmente durante un tentativo di predazione  ai lati di un fossato con parecchi rami polloniferi emergenti dal terreno è stata trafitta da uno di questi rimanendo "infilzata" ed impossibilitata a muoversi poichè inchiodata a terra. Per fortuna è stata notata da un operaio che lavorava in quella zona che ha fatto scattare l'allarme per salvarla da una morte sicura se fosse rimasta agonizzante in quella assurda posizione. Siamo arrivati subito e abbiamo con delicatezza "estratto" la poiana da quella brutta situazione.  Dopo aver prestato il primo soccorso  fornendo le prime cure e disinfettando la ferita,  abbiamo somministrato un antibiotico, l'abbiamo idratata  ed alimentata. Lunedì speriamo di poterla affidare alle mani di un bravo veterinario per effettuare un intervento di ricostruzione dei tessuti danneggiati nella speranza di poterle dare nuovamente la libertà.
Matteo Visceglia
CRAS Provinciale di Matera



venerdì 14 marzo 2014

L’A.N.P.A.N.A. DI MATERA ENTRA NELLE SCUOLE

Gli operatori della sezione territoriale provinciale di Matera dell’Associazione Nazionale Protezione Animali Natura Ambiente, entrano nelle scuole primarie della città dei sassi per diffondere la cultura del rispetto della natura, degli animali e della Protezione Civile.
In un comunicato stampa dell'associazione materana si sottolinea come il progetto proposto ha suscitato notevole interesse da parte delle Istituzioni Scolastiche primarie della città, tanto da essere approvato e richiesto presso ben quattro istituti: secondo circolo di via E. Fermi, San Pardo di via M.R. Greco, Istituto Comprensivo di Agna quarto circolo di via Guida e  Scuola dell’Infanzia di via D’Alessio.
Il progetto partito lo scorso 10 marzo si protrarrà sino a fine Aprile portando alla conoscenza dei piccoli cittadini, assetati di sapere, tutti i compiti rivestiti dalle Guardie Ecozoofile con un maggiore approfondimento sulla conoscenza delle aree di maggiore interesse naturalistico  limitrofe alla nostra splendida città.
Le lezioni sono supportate dalla proiezione di schede illustrative dei luoghi ed in particolare delle specie animali volatili e terrestri che colonizzano il nostro territorio, o che semplicemente migrano per lo stesso rendendole visibili solo per particolari periodi dell’anno. Successivamente si illustreranno le funzioni che la stessa associazione svolge nell’ambito della Protezione Civile sensibilizzando i piccoli alla conoscenza dei rischi legati al nostro territorio ormai frequentemente colpito da gravi calamità naturali, ed al rispetto dello stesso con semplici suggerimenti da seguirsi con piccoli gesti di civiltà da esprimersi nella vita di tutti i giorni.
Il Dirigente provinciale dell'Anpana di Matera Fiorenzo Fiore dichiara: "l’enorme richiamo che il progetto ha avuto dalle istituzioni scolastiche ha reso lo stesso un enorme elemento di divulgazione agli adulti di domani della conoscenza del territorio, delle specie protette e della Protezione Civile trasmettendo le giuste nozioni di rispetto del territorio e degli esseri viventi che lo popolano".






 

Pettirosso

CRAS Riserva Naturale di San Giuliano, 14 marzo 2014

sabato 8 marzo 2014

Uno stormo di gru in volo sopra Montescaglioso

08 marzo 2014 - Oggi pomeriggio intorno alle 16,00 uno stormo di 176 gru ha sorvolato l'abitato di Montescaglioso...Spettacolo della Natura in diretta! Dedicato a tutte le donne del mondo!

giovedì 6 marzo 2014

Iris pseudopumila nel Parco della Murgia

Nel Parco della Murgia Materana oggi alcune piantine di Giaggiolo siciliano (Iris pseudopumila) con i loro vivaci colori rallegravano i pascoli aridi impreziositi da macchia a ginepro e lentisco.
L'esemplare fotografato era alto non più di 20 cm e spuntava tra le pietre ricoperte di licheni.   I fiori di questa specie possono essere interamente gialli oppure violetti, più raramente gialli con lacinie bordate di violetto o viceversa violetti con lacinie bordate di giallo. Insomma una specie che mostra fenotipi differenti nelle varie aree di presenza.
Questa Iridacea è abbastanza rara in Italia ed è endemica di Sicilia e Puglia anche se recentemente  è stata osservata in Basilicata, in particolare sulle murge, e nel Molise. A livello europeo invece si può trovare in alcune regioni balcaniche.






domenica 2 marzo 2014

Pellegrino al CRAS

Il Falco pellegrino è uno dei rapaci più belli, anche quando è in voliera da anni perchè irrecuperabile..

Voliera presso il CRAS provinciale di Matera

sabato 1 marzo 2014

La cicogna nera è ritornata nel Parco di Gallipoli Cognato

Dopo aver trascorso gli ultimi 5 mesi nelle zone di svernamento africane la Cicogna nera è ritornata anche nel 2014 al suo nido sulle Dolomiti Lucane, fedele come sempre al sito riproduttivo. Ora la coppia dovrà iniziare a riassettare il nido e prepararlo alla prossima riproduzione, nella speranza  che tutto vada per il meglio considerando la rarità della specie e la sua importanza nel quadro regionale e nazionale della Biodiversità.
E' possibile seguire le fasi riproduttive attraverso la webcam che anche quest'anno rimarrà attiva.


venerdì 28 febbraio 2014

Dalla Basilicata alla Francia: la storia di un grillaio nato a Matera


Un pulcino di Falco grillaio di pochi giorni di età il 24 giugno 2010 fu ritrovato per strada a Matera in Via XX Settembre da una turista di Firenze. Si sa, i turisti hanno quasi sempre grande sensibilità e rispetto e per questo essa stessa si preoccupò di consegnarlo alla Provincia di Matera da dove fu subito prelevato dal responsabile del CRAS Matteo Visceglia per il necessario soccorso. Il pulcino era sanguinante, con traumi agli occhi e alla testa, debole e con poche possibilità di sopravvivere. Grazie alle attente e assidue cure del Centro Recupero il piccolo riuscì a sopravvivere e divenne grande, capace di nutrirsi, di volare e di predare. Naturalmente lo scopo del CRAS è quello di restituire la libertà agli animali sfortunati che vengono ricoverati e curati. Anche per lui arrivò quindi il giorno del ritorno alla natura e così il 18 agosto 2010, nell'ambito di un evento pubblico di sensibilizzazione e divulgazione sulla attività del Centro, a cui parteciparono tanti turisti, curiosi e appassionati, spiccò il volo dal Belvedere sui Sassi di Matera nel Parco Regionale della Murgia Materana. Un piccolo e spontaneo applauso fu regalato a lui e ad altri giovani grillai appena liberati con l'auspicio di condurre una vita da falco libero e forte. Da quel momento nulla più poteva ricondurci alla sua vita, il falco era libero e indipendente, non si sarebbe più saputo niente della sua nuova esistenza, nè si poteva prevedere cosa avrebbe fatto nè dove sarebbe andato da quel giorno. Ma il CRAS svolge anche attività scientifica e quindi cerca sempre di utilizzare ogni metodo che permetta, ove possibile, di ricavare dati scientifici interessanti. Infatti, grazie alla collaborazione di Egidio Mallia che inanella nell’ambito dell’Osservatorio Faunistico Regionale, poco prima della sua liberazione fu marcato con un piccolo e leggerissimo anello su cui era inciso un codice alfanumerico che lo identificava in modo ufficiale ed univoco. I dati di recupero degli esemplari, di rilascio e di inanellamento vengono raccolti e inseriti, a cura dello stesso inanellatore, in una banca dati nazionale gestita dall'ISPRA mediante l'Euring Protocol Engine con l'obiettivo di coordinare la ricerca e le attività di inanellamento in Italia rapportandosi alle altre banche dati europee e mondiali. Grazie ad “un anello” quindi, da qual momento il giovane grillaio era identificabile in caso di ritrovamento in qualsiasi luogo! Ma le probabilità di ottenere informazioni relative allo stesso individuo a distanza di tempo e magari lontano dal luogo di nascita, rese possibile attraverso la lettura dell’anello, sono molto basse, un pò come trovare un ago nel pagliaio! Ma in questi giorni il CRAS ha ricevuto una notizia bella ed imprevedibile. E’ giunta infatti al nostro inanellatore una scheda dell'ISPRA in cui si comunica che questo grillaio dopo circa 700 giorni dal suo recupero è stato “ricatturato” nella Francia meridionale nella regione della Provenza nell'ambito di una campagna di ricerca ed inanellamento coordinata dal CRBPO (Museum National di Histoire Naturelle) francese. Dal punto di vista scientifico la notizia è straordinaria per tanti motivi. Innanzitutto perchè era un pulcino di pochi giorni che all'arrivo al Centro Recupero aveva poche speranze di vita. Poi perchè è uno dei primi dati, se non l’unico, di ricattura in Francia di grillai materani dandoci così informazioni importanti sui loro spostamenti, facendo comprendere altresì, l’importante ruolo che svolge la colonia di grillai materani per la colonizzazione e conservazione della specie in tutto il mediterraneo. Infine ci gratifica per il lavoro che svolgiamo quotidianamente per la tutela, la conservazione e lo studio di una specie ancora poco conosciuta per quanto riguarda i suoi movimenti migratori. Cosa ci facesse nel mese di maggio 2012 in Francia un grillaio nato 2 anni prima a Matera per ora non lo sappiamo anche se, visto il periodo, presumiamo che avesse deciso di nidificare. Quello che è certo è che il dato ha un grande interesse scientifico per lo studio e la conoscenza di questa specie e che fornisce spunti nuovi ed interessanti per incentivare ricerche future che coinvolgano sempre più la cooperazione sia tra gruppi di ricerca locali che internazionali.

Matteo Visceglia
Responsabile CRAS Provinciale di Matera