venerdì 15 febbraio 2008

Recuperato un Barbagianni nelle campagne di Bernalda


Un esemplare di Barbagianni trovato in difficoltà nel metapontino è stato consegnato al Centro Recupero Rapaci nella serata di ieri da un cittadino di Ferrandina. Incapace di volare nonostante l'assenza di traumi evidenti è stato visitato l'indomani dal veterinario dott. Vito Tralli che ha diagnosticato una parassitosi interna che gli aveva provocato indebolimento e difficoltà respiratorie a causa di organismi che hanno invaso polmoni e intestino. Si spera di poterlo salvare con una cura adeguata.
Il Barbagianni è uno dei rapaci notturni più facili da individuare grazie al suo piumaggio vistosamente chiaro. Si nutre soprattutto di roditori (soprattutto ratti, topi e arvicole) contribuendo a limitare l'incremento delle popolazioni di questi mammiferi nelle campagne coltivate.

mercoledì 13 febbraio 2008

Chiesta l'istituzione di una Riserva Marina dalla Provincia di Matera



Fonte: IL QUOTIDIANO DELLA BASILICATA 13 Febbraio 2008

Danni da cinghiali nel Parco Regionale di Gallipoli-Cognato: intervento del Presidente Rocco Rivelli

“Sono sacrosante le doglianze di Pasquale Montemurro, imprenditore agricolo di Oliveto Lucano. I cinghiali nel Parco di Gallipoli Cognato e delle Piccole Dolomiti Lucane ormai rappresentano un flagello per l’ area protetta oltre che per l’ agricoltura a regime imprenditoriale anche per quei tanti piccoli conduttori di orti e micro appezzamenti di terreno, veri e propri presidi di biodiversità colturale oltre che vere e proprie sentinelle su un territorio molto fragile”. Lo afferma in un comunicato il presidente del Parco regionale Rocco Rivelli.
“Gli stessi suinidi ormai largamente incrociati con razze non autoctone, introdotte, bisogna ricordarlo sempre, a fini venatori nei decenni passati, - sottolinea - hanno largamente perso molte delle loro peculiarità ed interesse conservazionistico.
Tuttavia vorrei ricordare che questa amministrazione non ha sottovalutato il problema ponendolo tra le priorità di questa gestione. Infatti, solo da un anno alla guida del Parco, come primo atto ( la delibera n.ro 1 della nostra gestione ) è stata licenziata una richiesta per un finanziamento straordinario alla Regione Basilicata per ripianare i danni da cinghiale accumulati e non liquidati dal 2004 al 2007 per un totale ( nel solo triennio 2004-2006, precedente al nostro insediamento, pari a circa 140 mila euro ) di circa 160 mila euro.
Tale finanziamento, su nostra richiesta e sollecitazione, - sottolinea Rivelli - ha trovato la sensibilità e disponibilità della Regione nella Legge Finanziaria 2008 con una cifra di 100 mila euro per i Parchi Regionali che sarà disponibile fra qualche settimana. Somma insufficiente ma che tuttavia con la istituzione di un apposito capitolo di bilancio nella Finanziaria Regionale segnala una volontà di portare a soluzione un problema, che è giusto ricordare, riguarda più o meno uniformemente tutto il territorio regionale e nazionale.
Come si è avuto modo di precisare in precedenza, al nostro insediamento abbiamo trovato una pesante situazione debitoria per danni da fauna selvatica per circa 140 mila euro, a fronte di un contributo regionale onnicomprensivo all’ Ente Parco da parte della Regione, dalla quale dipendiamo funzionalmente, di soli 345 mila euro. E’ per questo, come per altre ragioni di economia, che abbiamo mantenuto la riduzione le nostre indennità di carica al 50% di quanto previsto dalla legge istitutiva del Parco.
Per quanto attiene le misure di contenimento e riduzione della popolazione dei cinghiali, - continua il Presidente del Parco - il Piano di Gestione, approvato dalla Regione Basilicata, Ministero dell’ Ambiente e dall’ INFS (Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica) prevede fondamentalmente due moduli, uno fatto di prelievi selettivi e l’ altro attraverso metodi di cattura incruenti, i c.d. chiusini, che hanno dato già significativi risultati. Infatti nonostante il numero limitato di chiusini di cattura installati, e nonostante le iniziative di resistenza registrate sul territorio e di ostracismo burocratico frapposte sono stati prelevati circa un centinaio di animali selvatici. Naturalmente i risultati potrebbero migliorare se tutto il sistema credesse ed investisse di più su questo programma, sostenendo gli sforzi del Parco con le sue limitate risorse, e tuttavia segnalato e riconosciuto come uno dei migliori piani di gestione nel Sud Italia. Infatti siamo stati già oggetto di attenzione e studio da parte di Parchi Nazionali, che hanno molte più risorse delle nostre, quali ad esempio il Pollino e la Sila.
Tra gli obiettivi per migliorare la situazione ulteriormente vi è quella di realizzare colture a perdere per attirare gli ungulati, finanziare recinzioni elettriche per piccoli orti e vigneti, e il più ambizioso progetto, oggi concretamente all’ attenzione della Regione Basilicata, di una microfiliera per la trasformazione delle carni da cinghiale, con la cattura in area parco, macellazione presso il macello comunale di Oliveto L. da ristrutturare e commercializzazione a fini di consumo.
Queste sono le iniziative, non poche per la verità, intraprese dal Parco per contenere il problema con un quadro normativo immutato che vede ai sensi della legge quadro sulle aree protette, la legge 394 del 1991, il divieto assoluto di caccia nei parchi. Naturalmente, - conclude Rocco Rivelli - ben vengano iniziative di Enti ed Organismi sovraordinati al Parco che vadano nella direzione giustamente auspicata dal mondo agricolo, che vorrei ricordare, non sono in contrasto con le finalità di tutela e conservazione della biodiversità del Parco di Gallipoli Cognato”.

giovedì 7 febbraio 2008

Due scolaresche assistono al rilascio di rapaci




Foto di Rosalba Matera

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Video realizzato dall' insegnante Ornella Altamura con le classi 2B e 2D della Scuola Media "N. Festa" di Matera

Il Quotidiano della Basilicata 07 febbraio 2008



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La Gazzetta del Mezzogiorno 07 febbraio 2008



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martedì 5 febbraio 2008

Nuovo video sul Falco Grillaio



Nell'ambito del Progetto LIFE Natura "Rapaci Lucani" è stato realizzato il documentario naturalistico "dal titolo "Il Falco grillaio, un ospite da salvare".
Il video è stato prodotto dalla Provincia di Matera - Assessorato Ambiente Parchi e Riserve Naturali con il contributo della Comunità Europea. Le immagini sono state girate da Giuseppe Disabato (Sud Italia Video) con testi e consulenza tecnico-scientifica di Matteo Visceglia (De Rerum Natura).
Il DVD è in distribuzione a cura della Provincia di Matera. Per informazioni e richieste agrifor@provincia.matera.it

Operazione del CFS a tutela delle dune




Fonte: www.corpoforestaledellostato.it 04 febbraio 2008

domenica 3 febbraio 2008

Gru a San Giuliano


Circa 40 gru hanno sostato la mattina del 1 febbraio scorso sui prati umidi della Riserva Naturale di San Giuliano. La migrazione è iniziata, sicuramente da ora in poi e per tutto il mese di marzo e aprile altri gruppi, anche più numerosi, sosteranno nell'area umida da sempre interessata al flusso migratorio di questa specie.
La foto è stata scattata da Alfredo Vilmer Sabino.

venerdì 1 febbraio 2008

Accendiamo una candela per le nostre zone umide



Domani 2 febbraio, giornata mondiale delle Zone Umide, si celebra la Convenzione di Ramsar, firmata il 2 febbraio 1971 nella cittá siriana da cui prende il nome e dove fu sottoscritta da 157 stati a tutela delle zone umide in tutto il mondo. In molte aree ci saranno manifestazioni.
In Basilicata ci sono due Zone Umide dichiarate aree Ramsar: il Lago di San Giuliano (provincia di Matera) e il Lago di Pignola (provincia di Potenza).

Affinchè nessuno dimentichi l'importanza delle zone umide lucane accendiamo una candela.

Il Lago di San Giuliano, esteso per circa 1000 ettari e parte del territorio di Matera, Miglionico e Grottole, ospita numerose ed importanti specie di avifauna strettamente legata alle aree umide. La vita e la conservazione della biodiversità qui presente è appesa ad un filo sottile. L'andirivieni della signora "Indifferenza" lo assottiglia ogni giorno sempre di più.

Peccato che in provincia di Matera non sia stata organizzata alcuna manifestazione così come in varie parti d'Italia e del Mondo.

sabato 26 gennaio 2008

COMUNICATO STAMPA CFS MATERA



Il comandante Provinciale del CFS dott. Giuseppe Giove ci ha inviato oggi questo comunicato stampa che volentieri pubblichiamo.


INCENDIO DEL CAMPEGGIO SAN MARCO NEL COMUNE DI BERNALDA: DENUNCIATE SEI PERSONE DAGLI AGENTI DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO DI MONTESCAGLIOSO


Il pomeriggio del giorno 01.08.2007 un vasto incendio divampava nei terreni siti in località Pezza del Cancello in agro di Ginosa a confine con il comune di Bernalda. Il vento sostenuto di tramontana spingeva rapidamente le fiamme in direzione della collina di San Marco, nel comune di Bernalda, sulla quale si trova l'omonimo campeggio. Il campeggio nel giro di pochi minuti era completamente circondato dalle fiamme. Intervenivano immediatamente gli uomini dell'antincendio boschivo che insieme al gestore della struttura turistica mettevano in salvo i campeggiatori. Le fiamme incenerivano alcune tende fra le quali quella di una famiglia di olandesi salvati grazie al pronto intervento dei soccorritori. Per domare l'incendio intervenivano trenta persone tra Vigili del Fuoco, Agenti del Corpo Forestale, Volontari dell'Associazione Legambiente e operai dell'amministrazione Provinciale, che con sei autobotti e grazie all'intervento di due Canadair della protezione civile riuscivano ad avere ragione delle fiamme il giorno seguente.
Solo grazie al pronto intervento ed all'efficienza dei soccorritori si evitava una tragedia come quella verificatasi la stessa estate a Peschici sul Gargano.
Le fiamme avevano interessato una superficie di circa sessanta ettari tra boschi, pascoli, colture agrarie, incolti, di frutteti, uliveti e campeggio, danneggiando anche alcuni fabbricati rurali.
Ad alcuni minuti dall'avvistamento dell'incendio intervenivano sul luogo anche gli uomini del nucleo investigativo del Corpo Forestale dello Stato di Matera dotati di attrezzature tecnico specialistiche ed informatiche finalizzate ai sopralluoghi giudiziari ed alle analisi di laboratorio utili per individuarne autori e cause degli incendi.
Gli investigatori utilizzando il metodo delle evidenze fisiche (M.E.F.) individuavano il punto di inizio dell'incendio ed acquisivano altri elementi probatori utili alle indagini.
La Forestale di Montescaglioso nei giorni successivi proseguiva le complesse indagini con la collaborazione dei colleghi del Comando Stazione di Laterza e dell’apposito nucleo specializzato dei Vigili del Fuoco di Matera.
Gli Agenti Forestali, anche grazie alla preziosa collaborazione di alcuni testimoni, accertavano che le fiamme erano state appiccate ad un cumulo di residui vegetali provenienti dalla potatura di un vicino agrumeto, da questo si erano propagate ad un seminativo con presenza di stoppie sprovvisto delle fasce di sicurezza comunemente dette precese, per poi interessare le sterpaglie di un fondo ritirato dalla produzione che aveva usufruito di contributi comunitari sul quale non erano state effettuate, come previsto per legge, le erpicature, sfalci e fasce di sicurezza.
Infine il vento sostenuto aveva fatto il resto, spingendo le faville oltre la Strada Provinciale Matera - Metaponto innescando altri focolari nelle canne presenti in un canale di bonifica ed in altri incolti.
Da questi ultimi l'incendio si era propagato ai boschi, al campeggio, ai fabbricati ed ai terreni coltivati.
Per tali fatti gli uomini del Corpo Forestale dello Stato di Montescaglioso, al termine delle complesse e laboriose indagini, hanno denunciato in stato di libertà per incendio colposo sei soggetti responsabili a vario titolo del reato contestato.

Gli uomini del Comando Stazione Forestale di Montescaglioso hanno inoltre ultimato anche le indagini di un altro incendio che il 21.07.2007 aveva interessato circa settanta ettari tra macchia mediterranea, stoppie, incolti e pascoli in località Tre Confini nel comune di Montescaglioso.
Anche questo incendio era stato determinato dalla mancata osservanza delle norme che regolano la bruciatura delle stoppie.
Per queste indagini è stato denunciato in stato di libertà un soggetto ed è all'attenzione degli inquirenti la posizione di altri nove soggetti che in concorso al primo avrebbero favorito il propagarsi delle fiamme ai fondi limitrofi.

Sempre in questi giorni gli Agenti Forestali di Montescaglioso stanno ultimando i complessi accertamenti connessi alle violazioni amministrative della Legge Regionale 13/2005 “Norme per la protezione dei boschi dagli incendi” commesse la scorsa estate e stanno ultimando la notificazione dei verbali ai numerosi contravventori.

giovedì 24 gennaio 2008

BASILICATA, VERSO LA REGIONE-PARCO

Nella Rete ecologica oltre 297 mila ettari di superficie regionale
24/01/2008 13.20.47
[Basilicata]

(AGR) - La Basilicata va delineandosi come regione-parco, capace di coniugare le esigenze di tutela delle risorse naturalistiche con il governo e lo sviluppo del territorio. Questa mattina, a Potenza, l’assessore regionale all’Ambiente, Territorio e Politiche della sostenibilità, Vincenzo Santochirico, ha presentato il programma di Natura 2000, la rete europea delle aree protette creata in attuazione delle direttive comunitarie Habitat e Uccelli. All’incontro odierno, che si è svolto presso la Sala Inguscio della Regione, sono stati invitati i sindaci degli 83 Comuni il cui territorio rientra, almeno in parte, nel programma di tutela e conservazione delle biodiversità, per avviare la fase di concertazione degli interventi.
La Rete ecologica è una strategia di gestione del territorio che prevede la tutela di quelle aree che, pur non rientrando nella classificazione tradizionale di zone protette, hanno una valenza particolare dal punto di vista paesaggistico e della necessità di salvaguardare le specie animali e vegetali a rischio.
In Basilicata la Rete Natura 2000 interessa i due parchi nazionali del Pollino e della Val d’Agri, i parchi regionali delle Chiese rupestri e di Gallipoli Cognato, l’istituendo parco regionale del Vulture, foreste demaniali, riserve regionali e statali, nonché i siti di interesse comunitario e le zone a protezione speciale: complessivamente, più di 297.000 ettari di superficie; un terzo del territorio regionale.
Sulla base di quanto previsto dalle direttive europee, la Rete terrà conto del sistema di habitat ed ecosistemi meritevoli di tutela, nonché delle aree contigue. L’obiettivo è, infatti, quello di coniugare l’ambiente urbano con il territorio circostante, cultura e natura, salvaguardia e valorizzazione, nel tentativo di delineare una nuova competitività fondata sul capitale territoriale ed umano. Il progetto prevede quattro fasi fondamentali: ricognizione delle informazioni scientifiche e socioeconomiche; sviluppo di una prospettiva di tutela delle biodiversità a medio e lungo termine; stesura del piano di azione; attuazione del piano.

“L’individuazione dei siti che rientrano nella Rete ecologica della Basilicata – ha spiegato l’assessore Santochirico - è stata realizzata in un processo coordinato fra Regione e Governo; la Rete si delinea come una infrastruttura di sostegno dello sviluppo compatibile, e come offerta di beni e valori del territorio. Si tratta di un programma ampio, che prevede azioni di conservazione, recupero e valorizzazione ambientale, realizzazione di strutture per la fruizione della natura, la promozione di attività produttive sostenibili, di marketing territoriale, divulgazione ed educazione ambientale”.
“La Regione – ha aggiunto Santochirico - intende promuovere una progettazione partecipata, capace di valorizzare le legittime aspettative di sviluppo delle comunità: enti di governo, enti locali, imprenditori ‘verdi’, inseriti in un sistema unitario, progettato in maniera tale che ogni intervento si inserisca in un disegno complessivo. Al tempo stesso, si supera anche l’approccio della creazione di ‘isole’ di natura incontaminata, disperse in un territorio che invece subisce il forte impatto delle attività antropiche, e si punta – ha concluso - su una pianificazione trasversale del territorio. Per la Basilicata si tratta di una sfida per la conservazione della natura e per lo sviluppo sostenibile in un quadro concettuale moderno e innovativo”.
Il prossimo incontro della fase di concertazione si terrà il 28 gennaio, e coinvolgerà le associazioni ambientaliste. Successivamente, il 31 gennaio, saranno interessati le Province, i rappresentanti dei Parchi, e gli istituti scientifici e di ricerca accreditati.
(BAS - 02)