venerdì 6 novembre 2009

Rapaci folgorati: una strage continua


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Se le pale eoliche costituiscono un elemento di grande pericolo per tanti rapaci non sono da meno le migliaia di km di linee elettriche pericolose cha attraversano tutta l'Italia e l'Europa.
Questa immagine ritrae l'ultima poiana raccolta oggi 6 novembre poche ore dopo la collisione con una linea elettrica nel territorio di Montescaglioso...
Dalla foto sembrerebbe trattarsi solo di una piccola ferita ma in realtà questi problemi portano nel giro di pochi giorni quasi sempre alla cancrena dell'arto colpito. Ogni anno il Centro Recupero Rapaci della Riserva di San Giuliano riceve centinaia di rapaci in difficoltà per cause diverse. Le poiane molto spesso sono le vittime illustri delle elettrocuzioni o della caccia...In Basilicata occorrerebbe mettere in sicurezza almeno le linee elettriche pericolose che si trovano nelle aree protette o dove la presenza di rapaci stanziali e migratori è accertata da tempo.

In caso di ritrovamento di animali selvatici in difficoltà si consiglia di contattare il più vicino posto di polizia (qualsiasi organo di polizia!) per concordare la rapida consegna ogni esemplare rinvenuto.

martedì 3 novembre 2009

Impianti eolici e rapaci: vedere per credere....




Il video è stato girato in Grecia ma quello che vediamo succede ogni giorno in tante parti del mondo dove gli impianti eolici sono costruiti nei siti di massima importanza per tantissime specie di rapaci, cicogne, chirotteri, ecc. Purtroppo le documentazioni degli impatti sono rare ma non lo sono gli incidenti! In Basilicata, a causa di tali megastrutture che stanno già degradando i nostri Paesaggi unici in Italia, molto probabilmente assisteremo ad una diminuzione e forse alla scomparsa di tante specie di grandi e piccoli volatori... Tutto ciò con il silenzio di chi dovrebbe stare dalla parte della tutela della Natura e della Biodiversità.

venerdì 30 ottobre 2009

Matera e il Falco grillaio su National Geographic




Sul numero 24 di National Geographic uscito in questi giorni è stato pubblicato a pagina 116 un articolo a firma degli amici Sandro Bassi e Fabio Liverani su Matera e i suoi tesori naturalistici dal titolo: "Il falco cittadino".
La scorsa estate Sandro e Fabio hanno trascorso qualche giorno a Matera per raccogliere sensazioni e immagini di una città straordinaria, guidati dal volo del grillaio. Un testo breve ma denso di informazioni e pregno della sensibilità di chi fa reportage non "mordi e fuggi".
E' stato citato naturalmente anche il lavoro svolto nell'ambito del progetto LIFE "Rapaci lucani" grazie al contatto avuto con gli autori.
Purtroppo nonostante le centinaia di foto scattate da Fabio solo poche ne sono state pubblicate e questo è certamente l'unico neo dell'articolo.

domenica 25 ottobre 2009

Sequestrato un fucile da caccia nella Riserva di San Giuliano

Il Corpo Forestale dello Stato Comando Stazione di Matera nei giorni scorsi a seguito di una segnalazione, ha sequestrato un fucile da caccia nel corso di un'operazione di antibracconaggio nella Riserva Naturale Integrale di San Giuliano
Gli Agenti del Corpo Forestale dello Stato hanno sorpreso un bracconiere mentre esercitava illegalmente attività di caccia di frodo al cinghiale mediante l´utilizzo di armi e l'apposizione di esche in località "Lagarone" all'interno dei confini della Riserva Naturale di San Giuliano, Riserva Integrale Protetta, dove vige il divieto assoluto dell'esercizio della caccia con qualsiasi mezzo.
L´attività illecita di bracconaggio si è potuta concretizzare grazie al concorso di un cittadino materano proprietario di un fondo rustico chiuso che ha consentito l´accesso al cacciatore di frodo nel predio.
Per questo motivo, due persone sono state deferite all´Autorità Giudiziaria di Matera a piede libero per introduzione di armi ed esercizio dell'attività venatoria con l'ausilio di mezzi non consentiti all'interno di un'area protetta quale la Riserva Naturale di San Giuliano.
Chiunque eserciti attività venatoria all'interno del territorio della Riserva Integrale di San Giuliano o comunque di un´Area Protetta del territorio nazionale rischia l'arresto fino a 6 mesi e l'ammenda da 450€ a 1.500€ per effetto della Legge 157/1992.
Il Comando Provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Matera, anche tramite l´opera delle dipendenti Stazioni Forestali, è continuamente impegnato nei controlli preventivi e repressivi in danno alla fauna omeoterma con particolare riferimento alle aree protette materane oggetto di sistematica attività di bracconaggio.
Il Corpo forestale dello Stato esorta tutti i cittadini a segnalare senza indugio qualsiasi tipo di illecito commesso verso il patrimonio faunistico, sia selvatico che in cattività, direttamente al numero verde gratuito nazionale per le emergenze ambientali 1515.

Amara Lucania

venerdì 23 ottobre 2009

Trappola per cinghiali sulla Murgia



Continuano le scoperte di trappole per cinghiali nelle aree protette del materano. Tali sistemi, adottati in maniera illegale, non contribuiscono assolutamente a diminuire la popolazione dei cinghiali ma possono essere pericolosi anche per altre specie di elevato interesse faunistico presenti in aree come la Murgia. Si spera che i controlli riescano a scoraggiare quanti vedono nella cattura di animali selvatici solo un soddisfacimento di propri interessi.

Fonte: IL QUOTIDIANO DI BASILICATA 23 ottobre 2009

Uno Storno sfortunato

Un bellissimo storno (Sturnus vulgaris) è stato rinvenuto oggi pomeriggio immobile al centro di una strada in territorio di Grottole. A raccoglierlo e a consegnarlo al Centro Recupero della Riserva di San Giuliano una signora di nome Stefania e sua figlia. Lo storno non riesce a volare e a reggersi in piedi per una zampa rotta e qualche problema alle ali. Inoltre è poco reattivo per probabili altri problemi. Cosa sarà successo?
Ricordiamo che lo storno non è specie cacciabile in Italia in quanto vietato da direttive comunitarie. Ci auguriamo che non siano stati i pallini di piombo a spezzare il volo di questo straordinario simbolo alato dell'autunno. Lo storno è una specie di spettacolare fascino quando vola in grandi gruppi disegnando fantastiche figure in cielo.

Lo storno è lungo circa 20-23 cm, ha un'apertura alare di circa 35-40 cm e pesa circa 70-90 g. L'esemplare rinvenuto oggi pesava 65 g al momento della consegna.

domenica 18 ottobre 2009

Turismo didattico nel Parco di Gallipoli Cognato

Liberata una tartaruga marina sulla costa ionica



P O L I C O R O. Il centro di recupero del "Marine turtle rescue centre" del Circolo velico lucano, dove vengono curate le tartarughe marine questa mattina alle ore 12, in occasione dell'incontro autunnale con l'Associazione nazionale professori di educazione fisica, presieduta dal prof. Giorgio Guatelli, rilascerà nel tratto di mare prospiciente il Circolo velico una tartaruga "Caretta caretta" che attualmente gode ottima salute ed è nelle condizioni di ritornare alla sua liberta' in mare. L'esemplare, registrato con il n° 52, fu "ricoverato" nel centro di recupero il 21 maggio scorso e presentava una lesione alla regione orbitale destra. L'esame radiologico mise in evidenza una sofferenza respiratoria causata dalla permanenza nella rete di un pescatore. È l'ultimo atto con il quale si chiude l'incontro con i docenti dell'Anpefss, ai quali nel corso di tre giorni, ospitati nel Circolo velico lucano, sono stati illustrati i progetti pluriennali "Scuola-Ambiente" e "Turismo attivo sostenibile" dell'Anpefss, con particolare riferimento alle tematiche ecologiche marine. Nel corso dell'incontro si è inoltre parlato di "Educazione ambientale nell'ottica dell'autonomia scolastica con particolare riferimento al contesto marino", si è svolta una tavola rotonda sulla conoscenza del territorio e sulle possibilità di sperimentare le svariate attività sportive della struttura, sono state illustrate le potenzialità del territorio e le proposte - pacchetti per i gruppi scolastici, oltre a visitare le strutture di accoglienza del Circolo per gli studenti. L'incontro, al quale hanno fatto gli onori di casa il presidente Sigismondo Mangialardi e il direttore del Circolo, Vito Narciso, si e' concluso con la conferenza scientifica sul tema "Le tartarughe marine ed il loro habitat" a cura della biologa marina, Nella Marsico, direttrice del Centro recupero tartarughe del Circolo velico lucano.

Fonte: GDM 18 ottobre 2009

venerdì 16 ottobre 2009

Progetto RACES: seminario per i docenti



Giovedì 15 ottobre alle ore 10,00 si è tenuto presso la sala convegni dell’ARPAB, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Basilicata, un seminario sui cambiamenti climatici rivolto ai docenti di scuole medie e superiori della regione Basilicata.
Il seminario, è stato realizzato nell’ambito del progetto R.A.C.E.S. (Raising Awareness on Climate change and Energy Saving), un’azione finanziata dalla Commissione europea con il programma LIFE+.
Il progetto R.A.C.E.S. si propone di aumentare la consapevolezza e l'informazione sui temi dell'impatto del cambiamento climatico e tra le tante azioni ha previsto la realizzazione di strumenti di conoscenza e didattici (anche multimediali) che gli insegnanti potranno usare in classe coinvolgendo e sensibilizzando gli alunni sul tema del cambiamento climatico.
Durante il seminario del 15 ottobre, coordinato dalla dott.ssa Anna Cammarota dirigente dell’ufficio ICEA dell’ARPAB, coadiuvata da Antonia Bruno (tutor del progetto per conto di EURO-NET), la responsabile dell’IBIMET CNR Ramona Magno ha illustrato agli insegnanti presenti le finalità e gli obiettivi del Progetto, focalizzando l’attenzione sul ruolo della Scuola, a cui è dedicata una sezione specifica del portale Races (www.liferaces.eu). Nell’area web sarà possibile, non solo, consultare le esperienze realizzate negli Istituti Scolastici delle altre regioni partner ma anche scaricare gratuitamente i materiali che gli stessi docenti potranno usare nell'attività didattica in classe, per stimolare gli allievi a realizzare dei lavori scolastici.
Alcuni dei lavori che gli studenti realizzeranno saranno, poi, messi in mostra nella grande manifestazione finale del progetto, i CLIMA DAYS, mostra nazionale di 4 giorni (da tenersi anche a Potenza nella prossima primavera) e relativa ai materiali informativi prodotti durante l’intero progetto europeo.

Coordinatore del progetto RACES è lo Europe Direct di Firenze e le altre città coinvolte sono Modena, Bari, Trento e Potenza. Il progetto nel nostro territorio è seguito in tutte le sue fasi dal centro Europe Direct lucano (l’associazione EURO-NET di Potenza) con l’apporto scientifico dell’ ARPAB (Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente della Basilicata).

Fonte: http://www.liferaces.eu

mercoledì 14 ottobre 2009

Ecosistema, un progetto del Liceo Scientifico di Matera



Lunedì 19 ottobre, alle ore 16, nell’Aula Magna del Liceo scientifico “Dante Alighieri”, a Matera, gli alunni della classe 3Bts presenteranno i risultati del progetto: “Laboratorio didattico sull’ecosistema di un torrente”. Finanziato dalla Regione Basilicata, il progetto ha avuto come obiettivo lo studio dell’ecosistema di un torrente e dell’inquinamento idrico, al fine di: sensibilizzare le nuove generazioni sulle tematiche ambientali, incentivare e promuovere atteggiamenti e comportamenti virtuosi nel rapporto con l’ambiente, sperimentare, nuove attività di laboratorio e moderne metodologie di ricerca sul campo.
Tre gli ecosistemi analizzati: il corso d’acqua Torrente Jesce (Parco della Murgia Materna), già fortemente inquinato dalla presenza di acque reflue dei depuratori; Fontana Cilivestri (Torre Spagnola) con presenze di nitriti e nitrati che in realtà non rappresentano grossi problemi; Torrente Peschiera (Parco Nazionale del Pollino), che è risultato ben conservato e non inquinato.
Gli allievi sono stati coordinati dai professori Tommaso Ruggieri, Pier Damiani Pacione e Caterina Formica, con la consulenza degli operatori del CEA di Matera, della Cooperativa Nuova Atlantide di Accettura e dell’Associazione Culturale Allelammie di Pisticci. La progettazione dell’intervento formativo è stata curata in collaborazione con l’ente di formazione “Studio Risorse” srl di Matera.


[Basilicatanet.it] 14/10/2009

sabato 10 ottobre 2009

Linea Blu oggi sulla costa ionica lucana


Foto: APT Basilicata

Un litorale con lunghe spiagge, lambite dalle foci dei fiumi: il mare della Basilicata, da Policoro a Lido di Metaponto, sarà protagonista del nuovo appuntamento con 'Linea Blu', in onda oggi alle 14.30, su Raiuno. Verranno esplorati gli angoli più nascosti dei 'Sassi di Matera', diventati Patrimonio dell'Unesco. Da Matera verso il suo litorale, dove il Tempio di Herea, a Metaponto, è la testimonianza della presenza degli antichi Greci in Basilicata. Dall'archeologia alle tematiche ambientali, con l'Oasi del Fiume Sinni che ha la foce caratterizzata da arbusti ad alto fusto. Si andrà poi al Lido di Policoro, per liberare un esemplare di tartaruga marina verde ed ammirare le evoluzioni di appassionati di kite surf. Infine, Fabrizio Gatta andrà alla scoperta di un antico borgo marinaro, mentre il professor Calabrese svelerà i segreti della cucina a base di pesce.

Fonte: Basilicatanet 10/10/2009

mercoledì 30 settembre 2009

Un'altra poiana folgorata dalle linee elettriche










Questo pomeriggio è stata consegnata una giovane poiana al Centro Recupero Rapaci della Riserva Naturale di San Giuliano. L'esemplare è stato rinvenuto nelle campagne di Stigliano e recuperato da Antonello Daloia, guardia volontaria venatoria in servizio nella zona. All’arrivo l’animale era magrissimo per i diversi giorni di digiuno e letteralmente distrutto per le gravi conseguenze di un impatto contro alcune strutture presenti sul territorio.
Come spesso accade anche questa volta, infatti, si tratta di un evidente caso di folgorazione che ha letteralmente portato a necrosi un’ intera ala e le due zampe. Nonostante l’immediato intervento del veterinario dott. Tralli purtroppo per la poiana non c’è stato nulla da fare. I casi di folgorazione sono più frequenti di quanto si possa immaginare visto che il territorio con la sua rete elettrica è una micidiale trappola per migliaia di rapaci e altre specie. Solo pochissimi animali vengono ritrovati, ma molti restano a morire sotto i tralicci, difficilmente visibili tra la vegetazione.
Queste situazioni inducono a pensare che sarebbe necessario iniziare a mettere in sicurezza le linee elettriche pericolose che attraversano i parchi, le aree protette e tutti i siti della Rete Natura 2000 e quelli di massima rilevanza ornitologica e naturalistica ! Quasi sempre non se ne parla per nulla, come se il problema non sussiste! Eppure a morire per impatti contro le linee elettriche sono migliaia di uccelli, soprattutto rapaci, cicogne e altre grandi specie rare e preziose. Si ha l'impressione che le istituzioni non facciano nulla al riguardo forse perchè si tratta di problematiche poco affrontate e non trattate adeguatamente sotto il profilo della divulgazione. Eppure le soluzioni ci sarebbero per ridurre i rischi di collisioni e di folgorazioni almeno nelle aree protette, cioè in quei luoghi, spesso bellissimi e suggestivi anche sotto il profilo paesaggistico, che sono stati appositamente individuati per tutelare la natura e la biodiversità.
Investire un pò di denaro da parte dello Stato e delle Regioni con la collaborazione dei gestori della rete elettrica per attenuare, attraverso metodi e sistemi già sperimentati altrove, uno dei più drammatici ed inarrestabili meccanismi di perdita della biodiversità non sembra essere una cattiva idea, anzi sarebbe una dimostrazione di volontà nel risolvere una delle situazioni più pericolose per la fauna del nostro territorio. Insomma una buona pratica di gestione concreta delle problematiche ambientali che potrebbe, se supportata da adeguata analisi e progettazione, anche essere sostenuta finanziariamente dalla Commissione Europea medianti specifici Progetti LIFE.
Se un fiume è inquinato tutti se ne accorgono , se ne parla molto e si cerca di porre rimedio mentre se lo spazio aereo e il paesaggio sono anch'essi "inquinati" da strutture pericolosissime come le linee elettriche a media e alta tensione, oltre che dalle grandissime e pericolose pale eoliche, pare che non interessi quasi nessuno...!

domenica 27 settembre 2009

Convegno conclusivo Progetto LIFE Natura "Rapaci Lucani"


Il Presidente Francesco Stella e l'Assessore Giovanni Bonelli salutano i partecipanti

Nella giornata di venerdì 25 settembre presso la Mediateca
provinciale di Matera si è svolto il convegno conclusivo del progetto LIFE Natura "Rapaci Lucani" dal titolo "La conservazione dei rapaci in Italia".
Le comunicazioni scientifiche presentate da tutti i relatori, precedute da una presentazione generale delle numerose azioni del LIFE da parte di Enrico De Capua, responsabile del Progetto per la Provincia di Matera, hanno messo in luce il precario stato di conservazione di molte specie di rapaci italiani ed in particolare di quelli interessati dal progetto LIFE.
In merito al Falco grillaio, specie target principale del LIFE, sono stati illustrati da Matteo Visceglia e Mariangela Francione, rappresentanti della società "De Rerum Natura", i risultati ottenuti grazie alle varie azioni messe in campo nelle città di Matera e Montescaglioso e finalizzate alla sua conoscenza, protezione e salvaguardia. Il bilancio è stato certamente positivo anche se nel corso del convegno è stata sottolineata la necessità di dare continuità alle azioni avviate in questi ultimi anni estendendole anche ad altri comuni della provincia interessati dalla specie.
L'impegno dell'Amministrazione Provinciale di Matera è stato confermato, durante il convegno, direttamente dal Presidente Francesco Stella e dall'Assessore all'Ambiente Giovanni Bonelli che hanno assicurato il supporto dell'ente affinchè il lavoro svolto possa essere proseguito con azioni mirate ed incisive tenendo conto dei risultati raggiunti e delle problematiche emerse.
Un intervento di estremo interesse è stato quello di Josè Antonio Donàzar, il più grande esperto a livello mondiale del Capovaccaio, un avvoltoio che in Italia è sull'orlo dell'estinzione e che in Basilicata ospita solo due coppie che costituiscono il 20% della popolazione riproduttiva italiana. Per scongiurare rischi di scomparsa di questa rarissima specie dal nostro paese è stato predisposto, grazie al finanziamento del Progetto LIFE, un apposito Piano Nazionale di Azione presentato in anteprima nazionale da Alessandro Andreotti dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e pubblicato in questi giorni dal Ministero dell'Ambiente. Si tratta di un documento fondamentale a cui tutti gli enti, associazioni ed organismi di ricerca dovranno attenersi affinchè in futuro si possa evitare l'estinzione di questa specie.
Guido Ceccolini, direttore del CERM Centro Rapaci Minacciati ha illustrato il progetto di riproduzione in cattività e rilascio di capovaccai in natura facendo conoscere il metodo pratico da lui utilizzato e che sta portando un notevole contributo alla conservazione di questo avvoltoio in Italia.
Interventi di estremo interesse per la valutazione delle principali minacce alla conservazione dei rapaci sono stati analizzati e commentati da Antonio Sigismondi di ALTURA Associazione per la Tutela dei Rapaci e dei loro Ambienti.
E' stato illustrato da Anna Cenerini della società "Biodiversità" il Progetto di reintroduzione del Nibbio reale in Toscana che sta ottenendo grande successo dimostrando come si può intervenire positivamente sulla conservazione di specie a rischio a patto di utilizzare metodi scientificamente validi e portati avanti da esperti.
Lo stato del Nibbio reale in Europa è stato trattato grazie al contributo di Adrian Aebischer , uno dei maggiori esperti della specie a livello mondiale.
Interventi di particolare interesse per il taglio innovativo del metodo è stato quello di Monica Di Francesco e Federico Striglioni che hanno illustrato il Progetto LIFE "Antidoto" avviato nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e finalizzato alla lotta con l'ausilio di cani addestrati contro i bocconi avvelenati che uccidono rapaci e grandi mammiferi necrofagi.
Maurizio Sarà del Dipartimento di Biologia Animale dell'Università di Palermo ha delineato il quadro sullo status e conservazione dei rapaci in Sicilia, regione di grande interesse biogeografico per questo gruppo di animali e ponte utilizzato per la migrazione in Africa da parte di migliaia di esemplari provenienti da tutta l'Italia e l'Europa .
Le iniziative finalizzate alla tutela dei rapaci realizzate nel Parco Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi sono state illustrate da Jacopo Angelini e da Massimiliano Scotti che hanno sottolineato quanto importante sia il diretto interessamento e la responsabilità degli enti di gestione dei parchi regionali per la protezione concreta delle popolazioni di rapaci che vivono nei parchi.
Un interessante intervento di Pino Giglio della LIPU ha permesso di conoscere quali siano state negli ultimi anni le azioni a tutela dei rapaci messe in campo dall'associazione nelle varie aree protette pugliesi.
Al convegno hanno portato il loro saluto anche il Presidente del Parco della Murgia Materana Roberto Cifarelli e il vicepresidente del Consiglio Comunale di Montescaglioso Anna Martinelli che hanno assicurato la collaborazione dei loro enti per la protezione del territorio e per la divulgazione delle tematiche di conservazione della fauna di interesse locale e nazionale.


Le foto del convegno sono di Claudio Bernardi


QUI IL SERVIZIO TELEVISIVO DI TRM MATERA
http://www.trmtv.it/home/attualita/2009_09_25/2160.html





Enrico De Capua - Provincia di Matera


Matteo Visceglia - De Rerum Natura



Antonio Sigismondi - ALTURA Associazione per la Tutela dei Rapaci e dei loro Ambienti


Guido Ceccolini - CERM Centro Rapaci Minacciati


Alessandro Andreotti - ISPRA Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale


José Antonio Donázar - Estación Biologica de Doñana, CSIC, Spagna




Anna Cenerini - Biodiversità


Monica Di Francesco - Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga


Maurizio Sarà - Dipartimento Biologia Animale Università di Palermo


Jacopo Angelini - Parco Regionale Gola della Rossa e di Frasassi


Massimiliano Scotti - Parco Regionale Gola della Rossa e di Frasassi


Pino Giglio - LIPU Puglia


I partecipanti

sabato 19 settembre 2009

25 settembre 2009 - Convegno "La conservazione dei rapaci in Italia"


Clicca sull'immagine per ingrandirla


Il 25 settembre 2009 si svolgerà a Matera, organizzato dalla Provincia, il convegno conclusivo del progetto LIFE Natura "Rapaci lucani" dal titolo "La conservazione dei rapaci in Italia". La partecipazione al convegno è libera

Il convegno si svolgera' presso la Mediateca Provinciale A. Ribecco, Palazzo dell’Annunziata, Piazza V. Veneto a Matera.

PROGRAMMA

9/9,30
Iscrizione

9,30/9,40
Saluti ed introduzione al convegno
Francesco Stella (Presidente della Provincia di Matera)

9,40/10,00
Saluti
Giovanni Bonelli (Vicepresidente della Provincia di Matera, Assessore Sviluppo sostenibile e qualità della vita – risorse e pianificazione ambientale)
Emilio Nicola Buccico (Sindaco di Matera)
Mario Venezia (Sindaco di Montescaglioso)
Roberto Cifarelli (Presidente del Parco della Murgia Materana)

10/10,15
Il progetto LIFE Natura “Rapaci lucani”
Enrico De Capua (Provincia di Matera, Responsabile del Progetto LIFE Natura Rapaci lucani)

10,15/10,35
I risultati del Progetto LIFE “Rapaci lucani” per la conservazione del Grillaio
Matteo Visceglia (De Rerum Natura sas)

10,35/10,50
Le principali minacce alla conservazione dei rapaci in Italia
Antonio Sigismondi (Ornitologo, Associazione ALTURA)

10,50/11,10
Coffee break

11,10/11,25
Azioni per la conservazione del capovaccaio in Italia
Guido Ceccolini (CERM Centro Rapaci Minacciati)

11,25/11,45
Il Piano di Azione Nazionale per il Capovaccaio
Alessandro Andreotti (ISPRA Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)

11,45/12,25
Il Capovaccaio in Europa, status e problemi di conservazione
José Antonio Donázar (Departamento de Biología de la Conservación, Estación Biológica de Doñana, CSIC, Spagna)

12,25/12,40
La reintroduzione del nibbio reale in Toscana meridionale nell’ambito del progetto LIFE Natura “Biarmicus”
Anna Cenerini (Biodiversità sas)

13,00/14,30
Buffet

14,30/14,45
Lo status del nibbio reale in Europa
Adrian Aebischer (Musée d’histoire naturelle de Fribourg, Svizzera)

14,45/15,00
Misure innovative per la lotta all’uso illegale del veleno nell’ambito del progetto LIFE Natura “Antidoto”
Federico Striglioni e Monica di Francesco (Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga)

15,00/15,15
Status e conservazione dei rapaci in Sicilia
Maurizio Sarà (Università di Palermo)

15,15/15,30
La conservazione dei rapaci nel Parco Regionale Gola della Rossa e di Frasassi
Jacopo Angelini e Massimiliano Scotti (Parco Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi)

15,30/15,45
Azioni per la tutela dei rapaci in Puglia
Pino Giglio (LIPU Puglia)

15,45
Dibattito

16,30
Chiusura dei lavori

martedì 15 settembre 2009

Un Biancone in migrazione


Un esemplare di Biancone, detto anche Aquila dei serpenti, questo pomeriggio era posato su un traliccio elettrico nella Valle del Bradano, in territorio di Montescaglioso. Sicuramente si tratta di una breve sosta migratoria! Un rapace così grande e maestoso che, pur in lontananza, attira l'attenzione di chi volge lo sguardo in alto. La foto, scattata con una piccola macchina fotografica compatta, non ne mette in risalto la bellezza ma a vederlo dal vivo mentre spiccava il volo dal traliccio con i suoi 180 cm di apertura alare era tutta un'altra cosa!
Considerato che la caccia è aperta viene spontaneo augurargli un buon lungo viaggio verso l'Africa senza incidenti di alcun tipo.

venerdì 4 settembre 2009

Liberati 3 grossi esemplari di Cervone



• In questi giorni al Centro Recupero Rapaci della Riserva Naturale di San Giuliano sono stati consegnati tre grossi esemplari di cervone (Elaphe quatuorlineata), la specie di serpente più grande che vive in Europa. Il Responsabile del Centro, Matteo Visceglia, spiega che «erano rimasti intrappolati dopo essere caduti all’interno di un pozzo e sarebbero morti di inedia se non fossero stati recuperati da un cittadino, Pippo Lospallut o, che li ha consegnati al nostro Centro per valutare la possibilità di poterli nuovamente liberare in habitat idoneo. Questi serpenti sono innocui e a centinaia vengono ancora oggi uccisi senza alcun motivo, ma solo per atavica ed ingiustificata paura. Il cervone è specie protetta da tutte le leggi italiane ed internazionali e la sua importanza nell’habitat naturale è fondamentale per l’equilibrio biologico. Particolarmente utile la sua presenza nei pressi di masserie poiché si nutre fondamentalmente di topi e ratti. Se qualche volta capita che mangi qualche uovo all’interno di un pollaio diventa allora il nemico più acerrimo da combattere e distruggere in tutti i modi. Queste sono autentiche esagerazioni e deviazioni della nostra cultura. Meno cervoni più topi, con conseguenze molto peggiori dal punto di vista igienico e sanitario. E’ la stessa filosofia che sta alla base dell’uccisione di tanti gechi. La cultura del rispetto di questi ed altri animali “diversi” deve fare ancora molta strada . In collaborazione con la Provincia di Matera, il Parco della Murgia e altri enti ed associazioni interessati intendiamo operare affinché gli alunni delle nostre scuole possano ricevere informazioni corrette e non siano vittime, come i nostri nonni e genitori, di culture sbagliate e leggende metropolitane. I tre cervoni saranno liberati stamani in habitat adatto, lontano da masserie e luoghi frequentati dall’uomo».

Una buona notizia: stop alla ricerca petrolifera nel Mar Jonio




MATERA - La ricerca petrolifera nel Mar Jonio non si farà. Il Ministero dell’Ambiente ha «accolto le osservazioni della Regione Basilicata» e ha «preannunciato parere negativo al programma di ricerca della Appennine Energy», presentato nel 2006 e riguardante l’intero Golfo di Taranto, visto che si fa richiesta di perforazioni fino a Santa Maria di Leuca. L’incontro tra i tecnici della Prestigiacomo e del Dipartimento ambiente lucano, a quanto riferisce la Regione, si è tenuto ieri mattina a Roma e ha chiaramente riguardato solamente i 33 km di costa lucana. Questa decisione dà corpo ad alcune perplessità tecniche e politiche della Regione in merito alle estrazioni marine e dà spessore alla volontà di diverse associazioni ambientaliste, agroalimentari e turistiche lucane, riunitesi da tempo in un cartello contro le trivelle nel mare dei greci.

L’istanza di ricerca nel tratto lucano è la «d148 DR-Cs» ed è stato presentato dalla Appennine Energy. «Cs» sta per Cosenza (questa istanza di ricerca lucana è una estensione della prima richiesta calabra), dove già perforano da alcuni anni lungo i litorali che vanno da Crotone fino a Rossano Calabro, mentre l’Appennine Energy è una società srl di proprietà della Consul Service, altra srl con sede a Roma, a sua volta di proprietà della Consul Oil & Gas, ennesima società a responsabilità limitata ma questa volta con sede a Londra. Istanza di permesso di ricerca vuol dire fare sondaggi nel Mar Jonio, con la tecnica dell’air gun (esplosione di aria), cercando di capire, con le onde sismiche di ritorno, dove sono le vene minerarie e quanto minerale c’è nelle viscere del fondo marino.

Le osservazioni della Regione sono state accolte dal Ministero ma va detto che avevano parere consultivo e non vincolante, sia perché ci troviamo in area demaniale – e dunque di pertinenza statale – e sia per gli effetti dell’ex Disegno di legge 1195, ora diventato Legge n. 99 del 23 luglio 2009. Una legge fortemente voluta dal governo Berlusconi e fortemente contestata da molte regioni italiane e da una marea di associazioni, ambientaliste e non, perché di fatto, con questa legge lo Stato italiano scippa ogni decisione agli enti locali in tema di energia, sia nucleare che mineraria. Anche per ciò che riguarda le aree non demaniale e la terraferma, portando i rapporti tra Stato e Regioni in questioni energetiche indietro di una decina di anni.

Il tratto di mare lucano interessato alle perforazioni è una larga fascia marina prospiciente la costa lucana, tra Nova Siri e Metaponto: per meglio capire, sarebbe tutto il tratto di mare compreso tra le foci dei fiumi Sinni e Bradano, dalla costa fino a circa 5 km. verso il mare aperto, per un totale di 162, 28 kmq.


Enzo Palazzo, Gazzetta Del Mezzogiorno, 04 settembre 2009