domenica 22 novembre 2009

sabato 21 novembre 2009

Passera sarda a Montescaglioso



Oggi tre presunte passere sarde (Passer hispaniolensis) sono state osservate nel territorio di Montescaglioso, lungo la Valle del Bradano. Si tratta di una specie poco comune indicata nella Ceck-list ufficiale dell'avifauna lucana come migratrice irregolare. La Passera sarda si riconosce dalle pesanti striature delle parti inferiori anche se più marcate in estate e in determinate aree come la Sardegna.
In Italia vivono quattro specie del genere "Passer" che sembrano ancora ampiamente diffuse nonostante studi recenti abbiano dimostrato che è in atto un vero e proprio declino dei passeri a livello europeo, più accentuato in alcune aree e meno evidente in altre. Secondo Gustin, Rossi & Celada (Ecologia Urbana, 21(1) 2009) la Passera d'Italia ha subito dal 2000 al 2006 un calo del 6,1 % mentre la Passera sarda dell'11,5% e la Passera mattugia del 2,7%.
L'esemplare della foto pur avendo molte caratteristiche tipiche della passera sarda in realtà fa pensare ad un soggetto con pattern non canonico vista la grande complessità nell'attribuzione di specie e sottospecie per il gruppo dei "passeri".

PRESENTAZIONE DEL LIBRO "FAUNA APPENNINICA" DI FRANCO TASSI

(Artè) Matera - Mel pomeriggio di sabato 21, alle 18,30, alle Monacelle di via Riscatto, sarà presentato il libro "Fauna Appenninica" di Franco Tassi. L'appuntamento promosso dal Parco della Murgia Materana, trova la collaborazione della libreria dell'Arco.

Questo volume, ricco di fotografie a colori raccoglie e illustra, con stile divulgativo e spirito innovativo, informazioni relative alle specie selvatiche che abitano i parchi appenninici con un approccio serio e scientifico. I contenuti del libro si riferiscono in particolare alle specie carattiristiche dell'Abruzzo e del Pollino, territori ricchi di natura affascinante e ancora inviolata.

21/11/2009 11.08.35
[Basilicatanet.it]

Seminario sul Lupo a Viggiano



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martedì 17 novembre 2009

I frutti del bosco...



Una bellissima Beccaccia questa mattina è stata consegnata da due cittadini al CFS Provinciale e successivamente alla Polizia Provinciale. Quale era il problema? Semplicemente era un frutto del bosco dimenticato da qualche amante della Natura! La mira forse non era molto buona ma in compenso le sofferenze erano tante. La povera beccaccia ha gentilmente tolto il disturbo al veterinario del Centro Recupero. Infatti dopo appena 3 ore dalla consegna da parte di agenti della Polizia Provinciale ha lasciato le sue bellissime penne e adesso riposa in pace nei boschi eterni.

Ma cosa hanno fatto di male le beccacce per essere tra le specie cacciabili più ambite?
Eppure negli ultimi anni questa specie ha subito un costante declino della consistenza numerica e nonostante questo è inserita ancora nella lista delle specie cacciabili in Italia!

La solita musica...




Anno dopo anno, mese dopo mese, settimana dopo settimana lo spettacolo che appare a chi giunge nella Riserva Naturale di San Giuliano è sempre lo stesso! Tutto questo nonostante la buona volontà del Comune di Miglionico che, una volta alla settimana, provvede allo svuotamento dei 3 cassonetti. Purtroppo va rilevato che invece di usare in maniera attenta e razionale questi rari presidi dell'igiene pubblica presenti nell'area protetta (un luogo in cui l'attenzione per l'ambiente dovrebbe essere maggiore) molti cittadini (ma li chiameremmo volentieri diversamente...) si comportano regolarmente in modo assai incivile abbandonando di tutto e senza minimamente preoccuparsi della decenza e del mantenimento di un minimo di decoro nei pressi di uno dei 2 ingressi principali della Riserva. Il comune di Miglionico conosce bene la situazione ma purtroppo non riesce a fare di più... Visto che la situazione si è cronicizzata e nessuno si preoccupa più di tanto (nonostante le lamentele dei turisti) dobbiamo imparare a convivere con questa situazione.


Questa mini discarica si trova a
- 1000 metri dal Ponte Diga
- 560 metri dalla riva del lago più vicina
- 250 metri dalla Strada Statale Matera-Ferrandina

Per chi vuole darci un'occhiata queste sono le coordinate precise:
40°35'36.10"N 16°32'24.28"E

sabato 14 novembre 2009

Volpoche



Tre volpoche (Tadorna tadorna), anatre tra le più rare osservabili in Italia, sostavano questa mattina sul lago di San Giuliano... Speriamo trovino le condizioni migliori e la tranquillità per svernare...

Gabbiani



Sulla riva del lago di San Giuliano questa mattina c'erano circa 150 gabbiani reali e 100 gabbiani comuni...

Fischioni



Sul lago di San Giuliano i fischioni (Anas penelope) sono di casa dall'autunno alla primavera... Il numero maggiore di individui, anche oltre mille, si registra nei periodi più freddi.

martedì 10 novembre 2009

Ritrovata una Caretta caretta morta alla foce del Cavone





Egidio Fulco, naturalista lucano impegnato sul monitoraggio faunistico lungo la costa ionica, dopo il ritrovamento di sabato scorso 7 novembre di un esemplare di tartaruga marina Caretta caretta alla foce del Cavone ha dichiarato:

"La costa jonica lucana è interessata dalla presenza costante di questa specie i cui avvistamenti si ripetono ormai da diversi anni in tutta l'area jonica. Non sono noti ad oggi casi di nidifcazione ma si ritiene il tratto jonico lucano una delle zone più idonee per la riproduzione di questo rettile. In attesa che si verifichi un evento del genere, si esortano le amministrazioni competenti sul territorio ad intraprendere azioni di tutela volte alla salvaguardia degli ambienti costieri, soprattutto se compresi in siti afferenti alla Rete Natura2000.
Il luogo del ritrovamento - continua Fulco - ricade nel Sito di Interesse Comunitario "Foce del Fiume Cavone" e l'osservazione è stata condotta durante la campagna di monitoraggio promossa dalla Regione Basilicata per la predisposizione dei Piani di Gestione delle aree Natura 2000. E' auspicabile indirizzare la gestione di questo territorio verso un utilizzo sostenibile, regolamentando le attività antropiche, con particolare riferimento alla pressione turistica e alla pesca, secondo il principio della conservazione della biodiversità".

lunedì 9 novembre 2009

Gabbiani a caccia di lombrichi






Poco dopo l'aratura di un campo a pochi metri dalle rive del lago di San Giuliano una decina di gabbiani comuni si sono soffermati per almeno 1 ora a cacciare lombrichi tra le zolle umide appena rivoltate. E' stato uno spettacolo inconsueto vedere questi animali mettere in evidenza tutte le loro straordinarie capacità di volo e di opportunismo alimentare.

venerdì 6 novembre 2009

Rapaci folgorati: una strage continua


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Se le pale eoliche costituiscono un elemento di grande pericolo per tanti rapaci non sono da meno le migliaia di km di linee elettriche pericolose cha attraversano tutta l'Italia e l'Europa.
Questa immagine ritrae l'ultima poiana raccolta oggi 6 novembre poche ore dopo la collisione con una linea elettrica nel territorio di Montescaglioso...
Dalla foto sembrerebbe trattarsi solo di una piccola ferita ma in realtà questi problemi portano nel giro di pochi giorni quasi sempre alla cancrena dell'arto colpito. Ogni anno il Centro Recupero Rapaci della Riserva di San Giuliano riceve centinaia di rapaci in difficoltà per cause diverse. Le poiane molto spesso sono le vittime illustri delle elettrocuzioni o della caccia...In Basilicata occorrerebbe mettere in sicurezza almeno le linee elettriche pericolose che si trovano nelle aree protette o dove la presenza di rapaci stanziali e migratori è accertata da tempo.

In caso di ritrovamento di animali selvatici in difficoltà si consiglia di contattare il più vicino posto di polizia (qualsiasi organo di polizia!) per concordare la rapida consegna ogni esemplare rinvenuto.

martedì 3 novembre 2009

Impianti eolici e rapaci: vedere per credere....




Il video è stato girato in Grecia ma quello che vediamo succede ogni giorno in tante parti del mondo dove gli impianti eolici sono costruiti nei siti di massima importanza per tantissime specie di rapaci, cicogne, chirotteri, ecc. Purtroppo le documentazioni degli impatti sono rare ma non lo sono gli incidenti! In Basilicata, a causa di tali megastrutture che stanno già degradando i nostri Paesaggi unici in Italia, molto probabilmente assisteremo ad una diminuzione e forse alla scomparsa di tante specie di grandi e piccoli volatori... Tutto ciò con il silenzio di chi dovrebbe stare dalla parte della tutela della Natura e della Biodiversità.

venerdì 30 ottobre 2009

Matera e il Falco grillaio su National Geographic




Sul numero 24 di National Geographic uscito in questi giorni è stato pubblicato a pagina 116 un articolo a firma degli amici Sandro Bassi e Fabio Liverani su Matera e i suoi tesori naturalistici dal titolo: "Il falco cittadino".
La scorsa estate Sandro e Fabio hanno trascorso qualche giorno a Matera per raccogliere sensazioni e immagini di una città straordinaria, guidati dal volo del grillaio. Un testo breve ma denso di informazioni e pregno della sensibilità di chi fa reportage non "mordi e fuggi".
E' stato citato naturalmente anche il lavoro svolto nell'ambito del progetto LIFE "Rapaci lucani" grazie al contatto avuto con gli autori.
Purtroppo nonostante le centinaia di foto scattate da Fabio solo poche ne sono state pubblicate e questo è certamente l'unico neo dell'articolo.

domenica 25 ottobre 2009

Sequestrato un fucile da caccia nella Riserva di San Giuliano

Il Corpo Forestale dello Stato Comando Stazione di Matera nei giorni scorsi a seguito di una segnalazione, ha sequestrato un fucile da caccia nel corso di un'operazione di antibracconaggio nella Riserva Naturale Integrale di San Giuliano
Gli Agenti del Corpo Forestale dello Stato hanno sorpreso un bracconiere mentre esercitava illegalmente attività di caccia di frodo al cinghiale mediante l´utilizzo di armi e l'apposizione di esche in località "Lagarone" all'interno dei confini della Riserva Naturale di San Giuliano, Riserva Integrale Protetta, dove vige il divieto assoluto dell'esercizio della caccia con qualsiasi mezzo.
L´attività illecita di bracconaggio si è potuta concretizzare grazie al concorso di un cittadino materano proprietario di un fondo rustico chiuso che ha consentito l´accesso al cacciatore di frodo nel predio.
Per questo motivo, due persone sono state deferite all´Autorità Giudiziaria di Matera a piede libero per introduzione di armi ed esercizio dell'attività venatoria con l'ausilio di mezzi non consentiti all'interno di un'area protetta quale la Riserva Naturale di San Giuliano.
Chiunque eserciti attività venatoria all'interno del territorio della Riserva Integrale di San Giuliano o comunque di un´Area Protetta del territorio nazionale rischia l'arresto fino a 6 mesi e l'ammenda da 450€ a 1.500€ per effetto della Legge 157/1992.
Il Comando Provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Matera, anche tramite l´opera delle dipendenti Stazioni Forestali, è continuamente impegnato nei controlli preventivi e repressivi in danno alla fauna omeoterma con particolare riferimento alle aree protette materane oggetto di sistematica attività di bracconaggio.
Il Corpo forestale dello Stato esorta tutti i cittadini a segnalare senza indugio qualsiasi tipo di illecito commesso verso il patrimonio faunistico, sia selvatico che in cattività, direttamente al numero verde gratuito nazionale per le emergenze ambientali 1515.

Amara Lucania

venerdì 23 ottobre 2009

Trappola per cinghiali sulla Murgia



Continuano le scoperte di trappole per cinghiali nelle aree protette del materano. Tali sistemi, adottati in maniera illegale, non contribuiscono assolutamente a diminuire la popolazione dei cinghiali ma possono essere pericolosi anche per altre specie di elevato interesse faunistico presenti in aree come la Murgia. Si spera che i controlli riescano a scoraggiare quanti vedono nella cattura di animali selvatici solo un soddisfacimento di propri interessi.

Fonte: IL QUOTIDIANO DI BASILICATA 23 ottobre 2009

Uno Storno sfortunato

Un bellissimo storno (Sturnus vulgaris) è stato rinvenuto oggi pomeriggio immobile al centro di una strada in territorio di Grottole. A raccoglierlo e a consegnarlo al Centro Recupero della Riserva di San Giuliano una signora di nome Stefania e sua figlia. Lo storno non riesce a volare e a reggersi in piedi per una zampa rotta e qualche problema alle ali. Inoltre è poco reattivo per probabili altri problemi. Cosa sarà successo?
Ricordiamo che lo storno non è specie cacciabile in Italia in quanto vietato da direttive comunitarie. Ci auguriamo che non siano stati i pallini di piombo a spezzare il volo di questo straordinario simbolo alato dell'autunno. Lo storno è una specie di spettacolare fascino quando vola in grandi gruppi disegnando fantastiche figure in cielo.

Lo storno è lungo circa 20-23 cm, ha un'apertura alare di circa 35-40 cm e pesa circa 70-90 g. L'esemplare rinvenuto oggi pesava 65 g al momento della consegna.