giovedì 24 febbraio 2011

Alla scoperta della civiltà rupestre

Domenica 20 febbraio 2011 si è svolta la prima passeggiata escursionistica organizzata dalla neonascente associazione "Fotoclub Matera" alla quale hanno partecipato quindici soci.
Il percorso si è snodato partendo dalla contrada Agna Le Piane e dirigendosi verso il complesso rupestre di S. Nicola all’Ofra. Scopo della passeggiata è stato quello di raccogliere, tramite le immagini fotografiche, le testimonianze del territorio rappresentate soprattutto dalla flora e dai segni della civiltà rupestre sviluppatasi nel corso dei secoli.
Molta importanza è stata data all'analisi delle tecniche per la raccolta e lo stoccaggio dell’acqua, oggetto di uno studio in progetto per la migliore conoscenza del territorio.
Naturalmente è stata valutata la possibilità di collaborazione con gli enti preposti per eventuali contatti finalizzati a diffondere la conoscenza del territorio materano e a promuoverne la sua tutela.
La visita alle cripte presenti nell’area è stata proficua permettendo di scoprire e di capire in quale contesto si inserivano tali insediamenti circondati da "pecchiare" ed "ovili" oltre che da insediamenti abitativi.
I soci che hanno partecipato a questa prima escursione hanno manifestato grande entusiasmo per l'iniziativa ed hanno concordato che ad ogni escursione seguiranno incontri tecnici per un più approfondito esame delle nozioni apprese e delle esperienze fotografiche effettuate.
Coloro che sono interessati ad iscriversi all'Associazione e a partecipare alle attività possono inviare una e-mail per ulteriori informazioni al seguente indirizzo: brandellodistoffa@alice.it

Il Presidente FOTOCLUB Matera
Claudio Bernardi







Le foto sono di Claudio Bernardi

sabato 19 febbraio 2011

CRAS San Giuliano: tre rapaci liberati nel Parco della Murgia Materana

Sabato 19 febbraio nel Parco della Murgia Materana uno Sparviero, una Poiana ed una Civetta, tre splendidi rapaci che vivono stabilmente nel territorio lucano, hanno riacquistato la libertà dopo un periodo di cure presso il Centro Recupero Animali Selvatici della Riserva Naturale di San Giuliano. Gli animali erano stati affidati ai responsabili della struttura a seguito del loro ritrovamento in condizioni di totale difficoltà, quasi certamente destinati alla morte se non fossero stati soccorsi in tempo.

La Civetta (Athene noctua) fu ritrovata il 27 novembre 2010 da alcuni cittadini di Tricarico che la consegnarono al locale Comando dei Carabinieri i quali la trasportarono tempestivamente presso il Centro di Recupero. Qui una visita veterinaria permise di diagnosticare un grave trauma oculare che impediva al piccolo rapace notturno di utilizzare normalmente la vista, di muoversi e di nutrirsi autonomamente. Un periodo di specifiche cure e di assistenza adeguata hanno consentito il pieno recupero delle capacità visive e il ritorno alla libertà dopo 82 giorni di permanenza nelle strutture del Centro.



Lo Sparviero (Accipiter nisus) fu rinvenuto invece il 6 dicembre scorso nei pressi della Collina di Timmari vicino Matera dopo che un forte impatto, probabilmente contro un veicolo, gli procurò una frattura all’omero ed un trauma oculare. Fu consegnato al Centro da Clara Riccardi, titolare dell’agriturismo Tempa Bianca, che lo ritrovò a terra incapace di volare. Trasferito al Centro fu subito sottoposto a visita veterinaria. Un delicato intervento chirurgico effettuato lo stesso giorno dal dott. Tralli e le successive cure presso la struttura gli hanno permesso di recuperare pienamente la sua autonomia e la capacità di predare e volare perfettamente.



La Poiana (Buteo buteo) fu ritrovata poco più di un mese fa, a terra esanime ed incapace di muoversi minimamente, da alcuni cittadini nei pressi di Miglionico, non lontano dalla Riserva di San Giuliano. Gli stessi la consegnarono a personale della Provincia di Matera, in servizio in quella zona, per il suo affidamento urgente al Centro Recupero. Le sue condizioni infatti erano molto gravi: una ferita sanguinante alla testa e una paralisi totale ad entrambe le zampe non lasciavano spazio all’ottimismo. Anche qui la pazienza e la professionalità del veterinario e dei responsabili del Centro hanno permesso un piccolo miracolo. La Poiana è perfettamente guarita, le sue zampe sono tornate in forma e le ferite alla testa si sono quasi rimarginate. E’ stato perciò deciso di liberarla nel suo habitat con la certezza che riprenderà il suo insostituibile compito di predatore, allo stesso modo dello Sparviero e della Civetta, negli equilibri della Natura e nel mantenimento della Biodiversità.




Tutti e tre gli esemplari prima del rilascio sono stati inanellati grazie alla collaborazione di Egidio Mallia, inanellatore autorizzato dall’ISPRA con cui da anni il Centro collabora per la raccolta dei dati scientifici.
L’attività del Centro Recupero Rapaci ed altri animali selvatici protetti è stata portata avanti dal 2006 al 2009 grazie ad un finanziamento del Progetto Life Natura “Rapaci Lucani”. Per tutto il 2010 invece il servizio, non più finanziato dai fondi europei, è stato comunque garantito dalla società De Rerum Natura con la collaborazione dell’Associazione ALTURA grazie alla passione e alla professionalità del responsabile del Centro e dei suoi collaboratori, oltre all’insostituibile ruolo del responsabile veterinario dott. Vito Tralli che ha visitato ed operato ogni volta che è stato necessario. Anche la Facoltà di Veterinaria dell’Università di Bari ha collaborato con il Centro supportando alcuni interventi e terapie. Nel solo anno 2010 sono stati affidati al Centro 200 esemplari feriti o in difficoltà, gran parte dei quali appartenenti a specie protette in Italia ed Europa.

Il Responsabile del Centro Matteo Visceglia dichiara:
Ci auguriamo che il supporto derivante dagli Enti e dalle Istituzioni preposte alla cura e al recupero della fauna selvatica possa diventare un impegno costante ed annuale e non debba più essere soggetto a vuoti finanziari che non permettono di svolgere in piena tranquillità questo importante lavoro di tutela della fauna autoctona protetta e di conservazione della Biodiversità nella provincia di Matera.
Il ruolo del Centro Recupero è fondamentale anche per gli importanti risvolti didattici e di sensibilizzazione nei confronti dei cittadini e delle scuole. Non a caso spesso alle liberazioni partecipa un pubblico attento ed interessato alle attività del Centro. Altre importanti funzioni del nostro lavoro sono legate al contributo nella ricerca e monitoraggio della fauna, alla collaborazione con le strutture sanitarie locali per alcuni aspetti inerenti il controllo e segnalazione di alcune patologie riscontrate negli esemplari selvatici, allo studio della dispersione e della migrazione degli esemplari rilasciati. Il Centro Recupero inoltre offre consulenza, limitatamente alle proprie possibilità di interevento, ai cittadini anche nei casi in cui vi sono particolari situazioni che coinvolgono il rapporto tra l’Uomo e la fauna selvatica, con particolare riferimento alle specie sinantropiche. Chiunque ritrovi rapaci in difficoltà può contattare la provincia di Matera, il Corpo Forestale dello Stato, la Polizia Municipale e tutti gli altri organismi preposti presenti sul territorio. Il nostro recapito telefonico diretto è il 339-1637510
”.

domenica 6 febbraio 2011

Reintrodotti 10 caprioli italici nel Parco Regionale di Gallipoli Cognato



Il 26 gennaio 2011 sono stati reintrodotti 10 caprioli italici nel Parco Regionale di Gallipoli Cognato.

sabato 29 gennaio 2011

Airone cenerino, ospite fisso nella Riserva

L'Airone cenerino può essere considerato come uno dei più comuni trampolieri delle zone umide europee. Nella Riserva Naturale di San Giuliano, come in buona parte dei laghi e dei fiumi lucani, questa specie è ormai stabilmente legata all'habitat acquatico. Le sue abitudini e il suo eclettismo alimentare fanno sì che esso possa essere considerato un "buongustaio" in quanto si nutre di molte specie di vertebrati e macroinvertebrati presenti nell'ambiente in cui vive. Non è difficile vederlo anche lontano dalle acque e soprattutto nei campi di foraggio dove instancabilmente dà la caccia anche a topi ed arvicole, con grandi vantaggi per gli agricoltori.




Riserva Naturale di San Giuliano, gennaio 2011

giovedì 27 gennaio 2011

Effettuato il Censimento dell'avifauna acquatica nella Riserva Naturale di San Giuliano


Anatidi sulle rive del Lago di San Giuliano

Il 23 gennaio 2011 nell'ambito del Programma Nazionale IWC (International Waterbird Census) organizzato e coordinato dall'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale) si è svolto nella Riserva Naturale di San Giuliano un censimento dell'avifauna acquatica svernante. L'iniziativa, che si svolge da diversi anni anche con il supporto locale e la collaborazione del Centro Recupero Animali Selvatici, serve a monitorare in una sola giornata, scelta come campione in un periodo definito, lo stato dell'area umida in riferimento alle specie spiccatamente acquatiche presenti.
Al censimento hanno preso parte 7 rilevatori: Matteo Visceglia, Egidio Fulco, Egidio Mallia, Caterina Coppola, Mariangela Arancione, Cristiano Liuzzi, Claudio Bernardi.
Il conteggio è stato particolarmente difficoltoso sia per le condizioni delle acque del lago particolarmente agitate, sia per la conformazione dell'intera zona umida che si estende in questo periodo su un tratto di circa 8 km tra lago e fiume ed è caratterizzata da numerose insenature dove la fauna spesso si rifugia tra la vegetazione occultandosi alla vista.
Il conteggio è stato effettuato in modo coordinato dividendo il gruppo in due squadre che hanno lavorato, utilizzando attrezzature adeguate, in modo indipendente per poi confrontare i propri dati e sintetizzare i risultati.
Le specie acquatiche osservate che rientrano tra i parametri richiesti dall'IWC sono state 20 mentre il numero complessivo di esemplari censiti ammonta a circa 1200. Indipendentemente dall'obiettivo del lavoro sono state censite anche altre 33 specie non tipicamente acquatiche che non erano pertanto oggetto specifico della ricerca IWC.
Grazie ai dati raccolti si è registrato un sostanziale calo di alcuni anatidi normalmente presenti negli anni passati con numeri molto più elevati. Tra questi in particolare Fischione e Alzavola che insieme non superavano i 330 esemplari mentre negli inverni precedenti le stesse 2 specie superavano abbondantemente il migliaio di esemplari con punte anche di 2-3 mila individui in alcuni inverni. Non sono note le cause di questo calo ma si ritiene che sia collegato ad una serie di fattori tra cui la disponibilità trofica e il livello del lago. Non vanno esclusi comunque fattori esterni (compresi i fenomeni di bracconaggio) di cui non abbiamo sufficienti elementi oggettivi di valutazione.
I monitoraggi hanno la finalità di seguire l'evoluzione delle comunità faunistiche nelle zone umide protette e nelle aree soggette a particolari vincoli come ZPS (Zone di Protezione Speciale) e aree Ramsar in modo da cogliere ogni variazione positiva o negativa e segnalare agli organismi competenti eventuali problemi. Naturalmente occorre ricordare che i censimenti della fauna almeno nelle zone umide importanti regionali dovrebbero essere con regolarità ed annualmente promossi, organizzati e sostenuti dagli enti gestori delle varie aree in coordinamento con gli organismi nazionali di riferimento per la gestione della fauna come ad esempio l'Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale.
In Basilicata opera da alcuni anni un gruppo di appassionati ed esperti, come il gruppo che ha svolto questo monitoraggio, che che gratuitamemnte mette a disposizione la propria competenza, il proprio tempo ed i propri mezzi a favore della conoscenza del nostro patrimonio naturalistico.



Airone bianco maggiore

Censimento IWC San Giuliano: rassegna stampa 27 gen 2011

mercoledì 12 gennaio 2011

Ritrovato un ibrido di Gatto selvatico a Montescaglioso



Lungo la Valle del Bradano a pochi km da Montescaglioso, su un ponte che cavalca il letto del fiume domenica scorsa 9 gennaio è stato rinvenuto dal responsabile del CRAS della Riserva di San Giuliano un esemplare morto di presunto Gatto selvatico (Felis silvestris). A causa della difficoltà a riconoscere in natura gli esemplari geneticamente puri di questa specie si è provveduto a raccogliere una esauriente documentazione fotografica che è stata sottoposta per un prima valutazione, su base morfologica, al Dott. Bernardino Ragni del Dipartimento di Biologia Animale dell'Università di Perugia. Dalla diagnosi è emerso che l'esemplare presenta sia caratteri del selvatico che della forma domestica, pertanto sembrerebbe un esemplare ibrido. Una necroscopia completa ed un approfondito esame genetico potranno sia confermare la determinazione che assumere ulteriori ed utili informazioni. Pertanto il reperto sarà messo a disposizione di tutti i ricercatori che in Italia si occupano di questo felide per gli opportuni approfondimenti scientifici.
Negli ultimi anni sono stati rinvenuti in Basilicata diversi esemplari di Gatto selvatico, puri e ibridi, e spesso sono state proprio le analisi scientifiche dei reperti a mettere in evidenza la grave situazione di inquinamento genetico in cui versa la specie in tutto il suo areale, soprattutto in zone di facile contatto con la forma domestica (Felis silvestris catus).
Allo scopo di contribuire allo studio di questo raro ed elusivo felino si invita chiunque ritrova in provincia di Matera esemplari morti che possono essere parzialmente riconducibili alla forma selvatica è pregato, ove possibile, di recuperare la carcassa e mettersi in contatto con il Centro Recupero Animali Selvatici (tel. 339/1637510) che si occuperà delle preliminari valutazioni e del successivo contatto con gli esperti.

lunedì 10 gennaio 2011

Concluso il 1° Censimento del Nibbio reale in Basilicata



Nell’ambito del 1° Censimento Nazionale del Nibbio reale (Milvus milvus) svernante 20 rilevatori rappresentati da ornitologi, birdwatchers e appassionati di rapaci provenienti dalla Lucania, Puglia, Calabria e Toscana hanno condotto ricerche sul campo in molte aree della Basilicata già note per la discreta concentrazione di nibbi reali in vari periodi dell'anno. Per la stima degli individui che sostano durante i mesi invernali i giorni ufficialmente fissati erano l’8 e il 9 gennaio 2011 ma sono stati effettuati importanti conteggi anche il giorno successivo. Questa iniziativa è nata nell’ambito di un programma di monitoraggio europeo della specie promosso dalla LPO (Ligue pour la protection des oiseaux) francese che ha stimolato anche gli ornitologi italiani ad avviare analoghe iniziative nelle proprie regioni.
L’iniziativa è stata coordinata per la provincia di Matera da Matteo Visceglia e per la provincia di Potenza da Egidio Fulco ed ha visto il coinvolgimento e la partecipazione di vari organismi come De Rerum Natura, Studio Milvus, Associazione per la Tutela dei Rapaci e dei loro Ambienti/ALTURA, Lega Italiana per la protezione degli Uccelli/LIPU, Argonauti, Centro Recupero Animali Selvatici/CRAS di San Giuliano, Cooperativa Nova Terra/Centro Recupero Animali Selvatici/CRAS di Pignola, Centro Studi Naturalistici/CSN. Un particolare ruolo è stato svolto da Guido Ceccolini, direttore del CERM/Centro Rapaci Minacciati, che ha stimolato e coordinato il monitoraggio a livello nazionale curando i rapporti con i colleghi francesi promotori dell’iniziativa.

Lo scopo principale del monitoraggio che abbiamo promosso ed effettuato in Basilicata è stato quello di ottenere una stima, riferita ad un campione di siti da noi conosciuti e frequentati dalla specie, della popolazione svernante del Nibbio reale nelle due province lucane. I dati scientifici emersi da studi precedenti da parte di vari ornitologi già mettevano in risalto l’importanza primaria della Basilicata rispetto al resto d’Italia sia per quello che concerne la popolazione nidificante che quella svernante.
Uno dei metodi più efficaci per avere un quadro abbastanza chiaro della consistenza del numero di individui che trascorrono l’inverno nelle nostre aree è quello di attendere il tramonto e censire gli esemplari nel momento in cui si radunano in particolari aree per trascorrere la notte insieme su alcuni alberi (roosting).
Tale metodo è applicabile solo in quelle aree di cui sono già note buone concentrazioni di esemplari che fanno preludere a successivi assembramenti serali. Le aree sottoposte a monitoraggio sono state in tutto 14 e il numero complessivo degli esemplari effettivamente contati si avvicina ai 700 individui, il più alto d’Italia, con dormitori comuni che ospitavano da un minimo di 8 individui ad un massimo di 160. Questo dato, che sicuramente presenteremo al prossimo Convegno Nazionale di Ornitologia che si svolgerà a settembre in Emilia Romagna, conferma ancora una volta che la Basilicata può a tutti gli effetti essere considerata la "terra dei nibbi reali" e che la loro presenza così consistente e diffusa, anche se sicuramente inferiore al passato, è indice di una situazione territoriale non ancora totalmente compromessa, con vasti territori integri ed in grado di ospitare e sostenere la più grossa popolazione svernante e nidificante di questa specie a livello nazionale.
Considerato il successo dell’iniziativa e la entusiasta partecipazione di molti esperti la nostra intenzione è quella di ripetere anche nei prossimi anni questo tipo di monitoraggio, si spera anche con il supporto e la collaborazione di istituzioni locali ed Enti parco, che ci permetterà di valutare in che modo le trasformazioni del territorio possono influenzare in maniera negativa o positiva la situazione demografica della specie. La popolazione svernante di Nibbio reale, mediante la sua stima quantitativa ripetuta negli anni, potrà essere perciò paragonata ad un vero e proprio termometro ambientale che ci dirà cosa sarà cambiato in peggio o in meglio intorno alle aree abitualmente frequentate da questi rapaci sia per la ricerca del cibo che per il riposo notturno”.

Matteo Visceglia & Egidio Fulco - Coordinatori Regionali Censimento Nibbio reale







sabato 1 gennaio 2011

Nei prossimi giorni parte il 1° Censimento invernale del Nibbio reale in Basilicata



Nei giorni 8 e 9 gennaio sarà svolto in Basilicata, in contemporanea ad altre regioni italiane ed europee, il 1° Censimento invernale del Nibbio reale finalizzato principalmente al conteggio degli esemplari nei pressi del dormitorio serale. Il progetto, promosso nell'ambito della LPO (Ligue pour la Protection des Oiseaux) francese, sarà svolto con la collaborazione volontaria di diverse associazioni, gruppi e appassionati di rapaci. Questa iniziativa prevede l' individuazione preliminare dei siti in cui si radunano i nibbi prima del riposo notturno e il successivo conteggio degli esemplari al fine di quantificare la consistenza della popolazione svernante nelle varie aree.
La Basilicata è ritenuta la regione italiana che ospita a livello nazionale il maggior numero di coppie nidificanti e di esemplari svernanti provenienti anche dalle regioni più fredde italiane ed europee.
Chiunque sia a conoscenza di siti con discreta concentrazione di esemplari osservati soprattutto all'imbrunire può collaborare con questo progetto mettendosi in contatto con i coordinatori:

Siti in provincia di Matera
Matteo Visceglia/DE RERUM NATURA 339-1637510

Siti in provincia di Potenza
Egidio Fulco/Studio MILVUS 338-5096130

venerdì 31 dicembre 2010

Articolo su Matera e Natura

Sul numero di Novembre-Dicembre 2010 di EV Magazine è stato pubblicato un bell'articolo dal titolo: "Matera, non solo Sassi" di Sandro Bassi e con le foto di Fabio Liverani. Si accenna anche al Falco grillaio e ad altre peculiarità del territorio.

 

giovedì 30 dicembre 2010