mercoledì 21 agosto 2013

Effettuata la liberazione di 35 rapaci a Miglionico

Nel tardo pomeriggio del 19 agosto, come da programma,  è stata effettuata a Miglionico la liberazione di rapaci  curati e riabilitati dal CRAS Centro Recupero Animali Selvatici della provincia di Matera. A differenza di quanto era stato inizialmente previsto in realtà il numero dei rapaci liberati è stato superiore. Infatti sono stati ben 35 rapaci (32 grillai, 2 gheppi ed 1 barbagianni)  a riprendersi la libertà sotto lo sguardo incuriosito di numerosi bambini, ragazzi e adulti che li hanno salutati vedendoli finalmente librarsi nel cielo di Miglionico con il suggestivo sfondo paesaggistico della Riserva di San Giuliano e del Parco della Murgia materana. L'iniziativa è stata organizzata nell'ambito del Progetto Aquilone portato avanti dalla Cooperativa Vita Alternativa che nell'occasione ha voluto consegnare una targa di riconoscimento al CRAS per l'attività svolta.
All'iniziativa hanno presenziato anche la Polizia Municipale, il sindaco di Miglionico, la LIPU, il Fotoclub Matera ed altre associazioni.


Domenico Perrone della Cooperativa Vita Alternativa mentre libera un gheppio















Matteo Visceglia e Mimmo Finamore mentre liberano i grillai






venerdì 16 agosto 2013

Liberazione rapaci a Miglionico

Nell'ambito delle consuete attività del CRAS provinciale di Matera il giorno 19 agosto p.v. alle ore 18,30 circa sarà effettuata una liberazione di rapaci a Miglionico. In particolare saranno liberati 20 giovani falchi grillai curati e riabilitati al volo nella speranza di un graduale ritorno di questa specie nel territorio miglionichese da dove è scomparso da anni. Insieme ai grillai saranno liberati anche 2 gheppi e 1 barbagianni mentre nei giorni scorsi sono stati già liberati 3 gufi. L'iniziativa è stata inserita nell'ambito del Progetto "Aquilone" , progetto estivo di socializzazione per i giovanissimi del luogo che da luglio viene portato avanti per tutta l’estate dalla cooperativa sociale miglionichese “Vita Alternativa”. Un progetto accattivante che coinvolge i giovanissimi in una una fascia di età che va dai 6 ai 13 anni per aiutarli a migliorarsi con un percorso di formazione a 360 gradi. La liberazione di animali selvatici simboleggia la libertà che va garantita a tutti i viventi e il rispetto della natura in una prospettiva di tutela e valorizzazione della Biodiversità. Solo un territorio ricco di biodiversità, animali e paesaggi integri è un territorio sano e spendibile anche sul piano turistico e culturale.


giovedì 8 agosto 2013

Buone notizie per frenare l'invasione dell' eolico in Basilicata

  Grande prova di ragionevolezza ieri in Consiglio Regionale nella direzione della salvaguardia del paesaggio lucano!
Il Consiglio Regionale ha approvato ieri mercoledì 7 agosto una sostanziale modifica al Piano d’Indirizzo Energetico della Basilicata (PIEAR), che allinea i criteri per la definizione dei siti non idonei alla realizzazione di impiantii eolici industriali, a quelli definiti dalle “Linee-Guida” Nazionali (DM 10/09/2010), con maggiore attenzione quindi alla salvaguardia naturalistica-ambientale e del paesaggio del territorio regionale.
Modifica  sollecitata con determinazione da un Coordinamento di Associazioni ambientaliste nazionali del calibro dell’ Istituto Nazionale di Urbanistica, di Italia Nostra, Amici della Terra, Comitato Nazionale contro Eolico e Fotovoltaico in aree verdi e naturali, ALTURA e LIPU, che si è fortemente impegnato, negli ultimi due mesi, anche con proprie proposte, perché il Consiglio Regionale stesso, prima della sua imminente prevista scadenza, bloccasse la macchina infernale delle Conferenze di Servizio, già programmate, che nell’arco di pochi mesi avrebbe irrimediabilmente compromesso ambiente e paesaggio lucano.
La modifica al PIEAR regionale, è stata formalizzata in un emendamento (pubblicato a parte), presentato dal Consigliere Regionale Navazio, e che dà seguito alle sollecitazioni arrivate dallo stesso Presidente del Consiglio Regionale Santochirico, ma che è stato anche responsabilmente recepito da tantissimi consiglieri, dal Presidente De Filippo, dalla Giunta e dai Dipartimenti Regionali, in sintonia con alcuni parlamentari lucani, fra i quali Bubbico e Speranza.
Questo primo passo fa ben sperare in una maggiore attenzione da parte di tutti nei confronti del paesaggio e del territorio lucano, ma soprattutto fa ben sperare nel fatto che chi amministra prenda finalmente, con maggior determinazione, le parti del territorio della Basilicata, e della dignità dei suoi abitanti nei confronti di chi ha in animo solo di farne terra di conquista e colonizzazione, anche energetica.
Il cammino da compiere è ancora lungo, perché dovrà articolarsi, espletata la revisione dei criteri ambientali e paesaggistici per l’installazione di impianti industriali da fonti energetiche alternative, in un puntuale monitoraggio delle potenze fin qui autorizzate ed installate (anche in riferimento alle “traiettorie” previste dal “burden sharing” nazionale), base per una riconsiderazione complessiva delle politiche energetiche da fonti rinnovabili che privilegi le tecnologie “integrate” sia nel tessuto economico-produttivo regionale (industriale e soprattutto agricolo), e sia nelle più generali politiche di tutela e valorizzazione dell’ambiente e del paesaggio regionali, costituenti da sempre una delle poche “carte” vincenti per il futuro dell’identità stessa della Regione e delle sue popolazioni.
Una cosa ci conforta e ci sprona: abbiamo avuto prova che i risultati arrivano se le associazioni, oltre che segnalare inadempienze, spronano e propongono soluzioni, e se chi governa vaglia le proposte senza respingerle a priori, facendole proprie se vanno nell’interesse generale.
Il Coordinamento nazionale non farà mancare il proprio appoggio e la propria collaborazione se la via imboccata sarà tenuta diritta e determinata, e vigilerà sui risultati che, va ribadito, dovranno condurre ad una nuova politica energetica regionale, che rispetti ambiente e paesaggio quali “risorse (beni comuni) non rinnovabili”, e tutelati dalla Costituzione Repubblicana.

Il Coordinamento di Associazioni nazionali
Istituto Nazionale di Urbanistica, Italia Nostra, Amici della Terra, Comitato Nazionale contro Eolico e e Fotovoltaico in aree verdi e naturali, ALTURA  e LIPU.


martedì 30 luglio 2013

Prossima liberazione di 3 gufi comuni

Il 1 agosto  in agro di Miglionico saranno liberati 3 gufi comuni giovani curati e riabilitati dal CRAS Centro Recupero Animali Selvatici. Il rilascio per motivi tecnici avverrà non prima delle ore 20,00.
Per chi è interessato a sapere il luogo del rilascio si prega di contattare il 339-1637510. La liberazione avverrà nel rispetto degli animali evitando ogni inutile stress e disturbo.

Ecco qui sotto il trio cha da giovedì conquisterà la libertà sotto il cielo di Miglionico...



giovedì 25 luglio 2013

Nuova liberazione di rapaci sabato 27 luglio

Sabato 27 luglio 2013 alle ore 11,30 si svolgerà nel Parco della Murgia Materana presso il Belvedere di Murgia Timone, la consueta liberazione di rapaci curati e riabilitati dal CRAS provinciale di Matera. Si tratta di uno dei tanti eventi di rilascio che ogni anno vengono effettuati dalla struttura e che prevedono in alcuni casi anche la diretta partecipazione di cittadini ed associazioni.
A riprendersi la libertà saranno una quindicina di falchi grillai, una poiana e uno splendido nibbio reale. I grillai sono tutti giovani recuperati in condizioni di difficoltà da cittadini e poi affidati al CRAS. La poiana, un giovane non ancora in grado di volare e fortemente debilitato, è stata recuperata dal Corpo Forestale di Matera in una zona percorsa da incendio e consegnata tempestivamente al centro per le necessarie cure. Il nibbio reale è stato ritrovato in condizioni disperate e fortemente indebolito a Montescaglioso da alcuni cittadini. Tutti gli esemplari prima del rilascio saranno inanellati a scopo scientifico.
Nelle prossime settimane, come già fatto nei mesi scorsi, sono previste altre liberazioni di rapaci ed altri animali. In alcuni casi sarà possibile la partecipazione del pubblico ed in altri specifici casi sarà effettuato un rilascio tecnico come quello previsto per il corretto reinserimento in natura di  testuggini, ricci, gufi, civette, assioli e barbagianni che vanno rilasciati in habitat idonei,  in orari adeguati alla loro biologia ed in condizioni di massima tranquillità.

L’Assessore all’Ambiente della Provincia di Matera Gianni Rondinone dichiara:
“In soli 7 mesi dall’inizio dell’anno sono stati già ricoverati presso il CRAS,  istituito della Provincia di Matera e realizzato nel 2007 nell’ambito di un Progetto LIFE Natura,  circa 250 esemplari, quasi tutti appartenenti a specie particolarmente protette. L’esperienza pluriennale e la capacità degli operatori che tecnicamente gestiscono la struttura garantendo il servizio e l’assistenza ogni giorno, la proficua collaborazione di associazioni come LIPU e ANPANA e il supporto veterinario del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari sta dando ottimi risultati collocando il CRAS provinciale di Matera tra i più attivi dell’ Italia meridionale”.

Il Responsabile del CRAS Matteo Visceglia precisa:
“La struttura, ubicata nella Riserva Naturale di San Giuliano, opera da alcuni anni sul territorio provinciale con la collaborazione di istituzioni, cittadini, associazioni e forze e dell’ordine  facendo riferimento alle normative vigenti in tema di salvaguardia della fauna selvatica ed in particolare di quelle specie protette da norme nazionali ed europee. Il CRAS materano è al secondo posto in Italia per quanto riguarda l’attività svolta a specifica tutela del falco grillaio, un piccolo falco migratore transahariano dalle abitudini urbane e di particolare importanza ed interesse a livello internazionale,  con diverse centinaia di esemplari curati, riabilitati al volo,  inanellati e liberati negli ultimi anni”.

Per informazioni, contatti e consegne di animali selvatici in difficoltà occorre rivolgersi direttamente al Responsabile della struttura telefonando al numero 339-1637510 oppure chiedendo il supporto operativo,  per le prime fasi del recupero in campo e trasporto al CRAS, anche ai comandi locali della Polizia Municipale, alla Polizia Provinciale, al Corpo Forestale dello Stato ed altri organi di controllo e vigilanza nonché ad associazioni di protezione ambientale, come così come previsto per legge. La Regione Basilicata, nell’ambito della programmazione delle sue attività venatorie e di tutela della fauna specifica chiaramente (art. 6 calendario venatorio regionale 2013-2014) che i cittadini che ritrovano animali selvatici in difficoltà sono  tenuti ad informare e consegnare tempestivamente gli stessi alla Provincia e al Comune che a loro volta provvederanno a trasferirli presso un centro di recupero specializzato.

lunedì 15 luglio 2013

CRAS: servizio su TG3 regionale della Basilicata

Al seguente link è possibile rivedere il TG del 15 luglio 2013 dove vi è un servizio sul CRAS:

http://tinyurl.com/pol56p6

martedì 9 luglio 2013

Rilascio rapaci avvenuto con successo

2 grillai femmine e 2 maschi insieme ad un giovane gheppio ed una civetta hanno spiccato perfettamente il volo da un punto panoramico alle spalle dell'Abbazia benedettina di Montescaglioso con un affaccio spettacolare sull'intero Parco Regionale della Murgia Materana. Ad assistere e partecipare alla liberazione anche alcuni bambini partecipanti al laboratorio del CEA che hanno potuto osservare da vicino gli esemplari poco prima del loro rilascio. Tutti gli esemplari sono stati inanellati con anelli ufficiali ISPRA per lo studio dei loro spostamenti e migrazione.

sabato 6 luglio 2013

Liberazione di rapaci a Montescaglioso

Domenica 7 luglio alle ore 10,00 appuntamento presso l'Abbazia di San Michele a Montescaglioso dove saranno liberati alcuni rapaci curati e riabilitati dal CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) provinciale di Matera.
Le specie interessate saranno grillaio, gheppio e civetta.


giovedì 27 giugno 2013

Conferenza stampa a Matera sul problema dell'eolico selvaggio in Basilicata

L’attuazione del PIEAR (Piano Energetico Regionale) di Basilicata, che assegna ai “parchi eolici” di grande dimensione, la produzione dei 2/3 del burden sharing regionale di energia da fonti rinnovabili, ha fatto esplodere la contraddizione insita in tale scelta di politica energetica: dall’energia da combustibili fossili (risorsa non rinnovabile), si passa ad energia da impianti eolici che consumano paesaggio, anch’esso risorsa non rinnovabile.
In Basilicata (ma il discorso vale per molte altre regioni italiane), praticamente tutto il territorio regionale potrebbe essere occupato da selve di pali eolici, dall’altezza media equivalente a quella di un palazzo di cinquanta piani. Si tratterebbe della compromissione di aree ad alto valore paesaggistico, fra le quali proprio quelle individuate nell’Atto di Indirizzo per il corretto Inserimento degli impianti eolici sul territorio regionale, emanato con delibera di Giunta Regionale di Basilicata n°2920 del 13/12/2004!

Un’operazione miope e sciagurata, contro la quale tutte le Associazioni che sottoscrivono il presente comunicato vogliono mobilitare la società civile, e richiamare l’attenzione dei consiglieri regionali e di tutto il mondo politico lucano. Un’operazione frutto avvelenato di una politica che non ha stabilito regole di valutazione delle trasformazioni territoriali e che ha consentito l’approvazione di un Piano Energetico Regionale che non tutela il paesaggio, visto che rinvia ai Piani Paesaggistici (ancora inesistenti!) l’individuazione dei crinali di valore elevato, ma nel frattempo autorizza l’indiscriminata occupazione del territorio, con la conseguenza di sconvolgere, e cambiare per sempre, i connotati del paesaggio lucano.
Le Associazioni sottoscritte hanno promosso una conferenza stampa,aperta al pubblico, per sabato 29 giugno alle ore 10,30 presso l’ex convento di SS Lucia e Agata, Porta Pistola, sasso caveoso a Matera, città emblema, insieme con Orvieto, di questa sacrosanta battaglia di difesa del paesaggio.
Le Associazioni chiedono al Consiglio Regionale di fermare l’infernale macchina delle Conferenze di Servizio programmate, e contestualmente di aggiornare il Piano Energetico sulla base dei criteri nazionali (Linee Guida – DM 10/09/2010) e del citato Atto (che non più in vigore, va assolutamente in gran parte recuperato per le ampie tutele che prevedeva), in maniera da individuare le aree non idonee per l’installazione delle centrali eoliche. In parallelo il medesimo aggiornamento dovrà segnare una decisa virata della politica energetica regionale, dalla previsione di “grandi impianti”, fotovoltaici ed eolici, alla incentivazione di micro-impianti di “autoproduzione”, integrati nelle residenze, nei servizi pubblici, nelle attività produttive agricole, artigianali, industriali, ecc. (la cui realizzazione potrebbe attivare, essa sì, un significativo comparto produttivo regionale), ed alla incentivazione, in linea con le recenti scelte di politica nazionale, di interventi di “contenimento” dei consumi energetici, che risparmiano energia, ma non consumano nulla, paesaggio compreso!
Quindi non una generica moratoria ma un adeguato, severo ed illuminato aggiornamento dei criteri di gestione del territorio lucano ai fini della produzione di energia da fonti rinnovabili.
Altresì le Associazioni richiamano la politica nazionale a un urgente  atto di responsabilità nei confronti della collettività e dei valori territoriali che rischiano di essere alienati per sempre: rimuovere gli incentivi ai nuovi impianti eolici, ormai gravemente autorizzati sui terreni agro-pastorali, e tassare le grandi rendite garantite per 15 anni (ora per 20!) a quelli realizzati, che in tempi di crisi sarebbe un mero atto di giustizia.

Matera, 25 giugno 2013

Le Associazioni
§       Italia Nostra
§       Istituto Nazionale di Urbanistica
§       Altura
§       Amici della Terra
§       LIPU
§       Comitato Nazionale contro Fotovoltaico ed Eolico nelle aree verdi e naturali. 

Associazioni e/o Comitati che, pur non potendo materialmente partecipare alla conferenza, aderiscono al comunicato e lo sottoscrivono:
-Comitato Nazionale del Paesaggio
-Comitato Difesa Paesaggio Carmignano
-Comitato Ambiente Paesaggio Salute Sicurezza
-Osservatorio Molisano Legalità
-Rete molisana dei crinali
-Natura e Psiche, Nazionale
-Comitato Ariacheta,San Godenzio – Firenze
-Salviamo il Paesaggio
-Comitato Alta Valle del Sillaro
-Salvatore Tolone Azzariti
-Associazioni ambientaliste e comitati dell’orvietano
-Coordinamento umbro sulle rinnovabili
-Comitato tutela ambientale e del paesaggio Castel Rio e Firenzuola
-Associazione Culturale  Officine Frida Matera
-Comitato Diritto alla Salute Lavello
-Comitato Monte Faggiola Fiorenzuola
-Comitato per la Salvaguardia del Territorio di Zeri (MS)
-Comitato Prato Barbieri-Bettola (PC)
-Consorzio rurale Noce –Cazuccone –Ferriere (PC)
Oltre a tantissimi comitati, associazioni , personalità, che faranno giungere le loro adesioni in queste ore

giovedì 20 giugno 2013

Storie a lieto fine al CRAS: la sorpresa di piccoli ricci nati da genitori ricoverati

Due ricci debilitati dalla fame e dall'ipotermia e notevolmente sottopeso raccolti nel materano lo scorso autunno-inverno (uno a ottobre e l'altro a dicembre) sono stati curati e allevati presso il CRAS di San Giuliano con l'obiettivo di salvarli e di liberarli nella primavera successiva, una volta raggiunto il peso e la vitalità ottimale. Durante la permanenza nelle strutture sono stati allevati cercando di evitare ogni forma di imprinting e di legame all'uomo, fattore indispensabile per il loro successivo rilascio in natura. Ma durante la loro permanenza, viste le ottime condizioni in cui sono stati allevati e grazie alla buona salute raggiunta, hanno pensato bene di metter su famiglia regalandoci così  la sorpresa di vedere in primavere la famiglia cresciuta. Hanno infatti dato alla luce 4 cuccioli che sono stati allevati da mamma riccio con amorevoli cure e attenzione grazie  al cibo che veniva fornito quotidianamente dagli operatori del CRAS. Nei giorni scorsi, vista la buona salute dei giovani ricci e della madre è stato deciso di restituire loro la libertà. Ieri dopo il tramonto è stato lasciato aperto il box che li ha ospitati e felicemente nella notte si sono dileguati lasciando la ciotola del cibo vuota. Ogni sera il CRAS continuerà a mettere a disposizione del cibo nel caso in cui dovessero ritornare e averne ancora bisogno...

Ci piace raccontare ogni tanto piccole storie di ordinaria quotidianità di una una struttura, il Centro Recupero Animali Selvatici,  che lavora 365 giorni all'anno e in silenzio per salvare centinaia di animali selvatici protetti ma che ancora non viene apprezzata e sostenuta adeguatamente dagli enti competenti. Da gennaio ad oggi sono quasi un centinaio gli esemplari presi in consegna dal CRAS per le necessarie cure e molti di essi sono ancora ospitati in attesa di liberazione. Da ora in avanti ne arriveranno altrettanti, in particolare falchi grillai ed altre specie,   e solo con grande sacrificio si riuscirà a salvarne e liberarne il più possibile. 
Vogliamo ringraziare pubblicamente un nutrito gruppo di visitatori di Miglionico (adulti e bambini accompagnati dalla Proloco e dalla Cooperativa Vita Alternativa) che domenica scorsa dopo aver visitato il CRAS ha deciso di contribuire con una piccola somma alle spese quotidiane. Un gesto semplice ma che rappresenta il riconoscimento per il lavoro che si svolge ogni giorno per permettere a tanti animali di essere salvati e per consentire a tanti visitatori di conoscerli da vicino e ascoltare le straordinarie storie di ognuno di loro, del loro salvataggio e della loro liberazione.
Ci manca il tempo per scrivere di ciò che succede ogni giorno e di parlarvi di tutti gli animali che ospitiamo ma vi assicuriamo che non ci sono due giorni uguali e senza sorprese, con tutti i successi ma anche gli insuccessi.


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Procede regolarmente l'allevamento dei grillai

A 12 giorni dalla nascita i tre pulcini di grillaio monitorati dalla webcam del CRAS stanno bene nonostante il gran caldo di questi giorni. L'apporto di cibo da parte degli adulti è regolare. Sono soprattutto gli ortotteri che costituiscono la maggior parte della dieta in questo periodo grazie alla grande disponibilità nei campi.

martedì 18 giugno 2013

Il Parco Murgia Materana dice NO alle pale eoliche ai suoi confini

ENTE  PARCO DELLA MURGIA MATERANA FERMAMENTE CONTRARIO ALLA REALIZZAZIONE DEL PARCO EOLICO IN LOCALITA’ MATINE

La realizzazione di un parco eolico nel territorio del Comune di Matera in località Matine in prossimità del Parco Archeologico, Storico, Naturale delle Chiese Rupestri del Materano è causa di grave preoccupazione e determina forte allarme per il danno ambientale legato all’alterazione dell’integrità del paesaggio e alla conservazione e protezione dell’avifauna.Il Parco Regionale si pone come obiettivi la protezione degli ecosistemi naturali, la ricostruzione delle comunità biotiche, la conservazione e la valorizzazione dell’habitat rupestre, nonché la tutela di tutte le emergenze paesaggistiche, geologiche, speleologiche, storiche, preistoriche e culturali presenti nell’area protetta e la realizzazione di queste pale eoliche, infatti, pur insistendo al di fuori dei confini del parco, risulta invasiva per l’ambiente circostante a causa delle conseguenti alterazioni permanenti che comporta sullo stato naturale delle aree limitrofe al parco, ciò non solo per l’evidente impatto visivo ma, soprattutto, per la particolare connotazione morfologica, storica-culturale e naturalistica-ambientale di tutta la zona adiacente. Pertanto, il Consiglio Direttivo dell’Ente Parco, pur non essendo competente al di fuori dei propri confini, nella seduta dell’undici giugno, ha espresso forte contrarietà alla realizzazione di tali manufatti e si unisce all’allarme lanciato dal Presidente dell’Ente in quanto questo parco eolico è stato previsto in un’area a stretto ridosso di valenze paesaggistico-ambientali, storiche e culturali di assoluto pregio.Il Consiglio Direttivo dell’Ente Parco si è attivato immediatamente richiedendo l’acquisizione di pareri legali e tecnico-scientifici in ordine all’impatto che il parco eolico in località Matine potrebbe determinare sui beni oggetto di specifica tutela da parte dell’Ente Parco della Murgia Materana (ambiente, paesaggio, fauna, flora, ecc.), al fine di intraprendere ogni possibile azione finalizzata ad evitare la deturpazione del paesaggio.Rammarica, inoltre, il fatto che in merito a tali questioni relative a problematiche inerenti la qualità del paesaggio, l’Ente Parco non sia stato preventivamente interpellato al fine di attivare un utile confronto.


                  Il Consiglio Direttivo
        dell’Ente Parco della Murgia Materana

lunedì 17 giugno 2013

Eolico Basilicata: rassegna stampa



Urbanisti ed ambientalisti in allarme per l'invasione delle pale eoliche che minaccia di cambiare per sempre il profilo della Basilicata, senza risparmiare di Matera, nota nel mondo per i "Sassi", i caratteristici rioni in tufo dichiarato patrimonio dell'umanità dall'Unesco. A mettere a rischio il territorio lucano sono i 10 nuovi Parchi eolici (con opere connesse e infrastrutture di servizio) appena autorizzati dalla giunta regionale, due solo a Matera, ciascuno della potenza di 30 megawatt, per un totale di 26 aerogeneratori.
Guerra Comune-Regione
Tra i più contestati, il progetto della società Zefiro, autorizzata ad installare 17 pale in località "Matine", a valle dei "Sassi", che ha dato il via ad una guerra tra il Comune di Matera e la Regione, che rivendica il rispetto delle procedure e accusa l'Ente locale di non aver partecipato alla Conferenza di servizi convocata per il confronto sull'opera tra gli enti interessati. A sostegno del Comune si sono schierati al momento l'Istituto nazionale di Urbanistica, che sottolinea l'impatto visivo molto forte dei nuovi impianti, e il Parco della Murgia Materano, anche se la localizzazione all'esterno delle aree vincolate o protette presenti in zona rende difficile sostenere la battaglia per bloccare la costruzione del nuovo parco eolico. Nell'area materana autorizzato anche un secondo parco in Località "Le Reni", con 9 pale.
110 aereogeneratori per 220 megawatt
L'elenco dei nuovi parchi eolici approvati del Dipartimento Attività produttive della Regione a fine maggio e deliberati dalla Giunta in seguito alla Conferenza dei servizi prevede nel complesso oltre 110 aerogeneratori per un totale di 220 megawatt di produzione da fonte rinnovabile eolica. Oltre a quelli di Matera, altri impianti sono previsti nei Comuni di Banzi e di Genzano (15 aerogeneratori da 30 Mw)  e a Melfi per un totale di 29 pale e 63 Mw di potenza. Seguono i Parchi eolici in arrivo nell'area di Tolve (uno da 10 pale, 19,80 Mw, un secondo da 14 torri per 28 Mw). Altri due, infine, sono localizzati tra Banzi e Genzano (un impianto di 5 aerogeneratori da 12 MW, ed altre 7 pale per 21 Mw).
Istituto di urbanistica sul piede di guerra
Tra i più decisi a difendere l'integrità del "profilo" regionale è l'Inu, preoccupata per la selva di pale dall'altezza media equivalente a quella di un palazzo di cinque piani che potrebbe presto occupare tutti i crinali del territorio. Tra le aree compromesse irrimediabilmente, in caso di costruzione dei Parchi, l'Inu segnala le colline a vigneti del Vulture, le valli del Bradano, del Basento-Cavone, dell'Agri-Sauro, del Sinni. In questo scenario, non aiuta il confronto tra ambientalisti-urbanisti e Regione il fatto che il Consiglio sarà presto sciolto in vista delle elezioni anticipate previste a novembre. Anche per questo, l'Inu sollecita una riduzione immediata della quota di energia assegnata all'eolico trasferendola per quanto possibile al fotovoltaico.
Il Parco della Murgia preoccupato per il fondale dei "Sassi"
Schierato conto l'invasione delle pale anche il Parco della Murgia Materana, anche se, nel caso di Matera, il Parco eolico al centro delle polemiche sorgerebbe in un'area non vincolata, distante piu' di 2.000 metri dal Sito di Interesse Comunitario ''Gravine di Matera'', esterna anche dal Parco regionale. Ma la foresta di pale, ancora da costruire, allarma i responsabili del Parco, che temono «un grave danno paesaggistico per la percezione complessiva dell'areale del sito Unesco di Matera», perché la quota altimetrica media del sito prescelto per l'installazione, circa 390 metri, è di poco sotto a quella delle località di Murgia Timone e Trasano che, con i loro circa 420 metri, costituiscono il naturale fondale scenico su cui si stagliano i Sassi, patrimonio dell'Unesco.
Fonte: Il Sole 24 ORE 16 giugno 2013
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-06-16/basilicata-arrivo-parchi-eolici-182039.shtml?uuid=AbddxU5H&fromSearch