giovedì 19 settembre 2013

Rassegna stampa CRAS: 19 settembre 2013

Errori delle redazioni dei giornali: la foto ritrae un moscardino e non un ghiro - Clicca sull'immagine per ingrandire



Rassegna stampa web:


 

 

Basento più protetto per la Cicogna nera: iniziativa dell'Osservatorio Faunistico Regionale

Lo scorso mese di agosto l'Osservatorio Regionale degli Habitat Naturali e delle Popolazioni Faunistiche (ORF) della Regione Basilicata, ai sensi dell'articolo 12 del Calendario Venatorio Regionale 2013-2014 (DPGR 180 del 02/07/2013)  ha proceduto ad una tabellazione tecnica  lungo il fiume Basento per precludere temporaneamente (dal 01 settembre al 07 ottobre) alla caccia un tratto di circa 10 km lungo la sponda sinistra  del corso d'acqua tra Grassano e Tricarico. Quel tratto, sulla base di vari monitoraggi promossi dal Parco Regionale di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane nell'ambito del Progetto Cicogna nera,  si è rivelato di  strategica importanza per la specie per i  numerosi soggetti in transito migratorio, in attività trofica e di riposo. L'interdizione dell'attività venatoria è finalizzata pertanto a garantire la massima tranquillità all'area in un periodo in cui gli animali hanno bisogno di zone trofiche in cui sostare e prepararsi fisicamente al lungo viaggio migratorio.
Foto: Matteo Visceglia

martedì 17 settembre 2013

In un carico di legna 4 ghiri lucani salvati dalla LIPU

Alcuni giorni fa una nidiata di 4 giovani ghiri è finita accidentalmente in un carico di legna proveniente dalla Basilicata centrale e diretto in Puglia.  La presenza di questi animali, probabilmente nascosti dentro un tronco cavo,  è stata per fortuna subito notata e il proprietario del legname si è attivato per salvare i poveri ghiri. Grazie all'intervento immediato dei volontari della LIPU di Altamura, ed in particolare di Stefania Pellegrino,  è stato possibile recuperarli, rifocillarli subito e metterli al sicuro. Gli stessi animali sono stati poi affidati al CRAS provinciale di San Giuliano che ha subito offerto la propria disponibilità ad accoglierli per provvedere a rimetterli quanto prima nel loro habitat naturale di provenienza, i grandiosi boschi di querce che ricoprono buona parte della regione. L'intervento di reimmissione in natura sarà concordato con il Parco Regionale di Gallipoli Cognato e supportato dalla collaborazione del  proprio personale tecnico e veterinario.

Il Ghiro (Glis glis)  ha un areale che comprende Europa e Asia. In Europa è presente dal nord della Spagna fino all'Ucraina. In Italia è molto comune in tutte le formazioni forestali mature, tranne che nella Pianura Padana, nella penisola salentina e nella Sicilia occidentale.
Pur essendo specie protetta dalle normative nazionali ed europee è vittima di bracconaggio in alcune aree italiane, in particolare in alcune zone della Calabria dove viene catturato per essere rivenduto ai ristoranti o per essere mangiato dai locali.  Il bracconaggio al ghiro non è purtroppo pratica nuova e probabilmente essa risalirebbe all´epoca romana, quando questi animali rappresentavano un´importante riserva di cibo per le legioni che affrontavano lunghe campagne di guerra in regioni remote.  Oggi non ha più senso uccidere barbaramente, spesso con varie trappole, questo bellissimo roditore che vive nei nostri boschi e che rappresenta un buon segno di qualità dei sistemi forestali.




domenica 15 settembre 2013

Rondone pallido: pronto per partire

E' stato un pò difficile ma alla fine il piccolo rondone pallido trovato a terra moribondo presso il Duomo di Matera il 25 agosto scorso ora è pronto per riprendersi la sua vita libera...

Differenza di crescita in 21 giorni

venerdì 13 settembre 2013

Matera, il fronte nato contro il Parco “le Reni” si ferma davanti alla controproposta della società

Si spegne il fuoco delle polemiche, dietrofront del comitato che aveva annunciato battaglia contro l'assalto delle pale eoliche. Il 18 scade il termine per la presentazione del progetto, ma di azioni legali per fermarlo non c’è neanche l’ombra

MATERA -  Avevano assicurato battaglia contro il progetto che prevede la realizzazione di un nuovo parco eolico in località “Le Reni”, con tutti i mezzi e gli strumenti a disposizione. Quelle nove pale, alte 150 metri, per una potenza complessiva pari a 30 megawatt da realizzare sull'altopiano al confine con Altamura rappresentano un vero e proprio danno ambientale, per altro da realizzare in una zona a tutt’altra vocazione. “Un errore da ogni punto di vista”: il presidente lucano dall’istituto di urbanistica, Lorenzo Rota, era finito anche sulle colonne di Repubblica per questa netta opposizione al progetto della Meltemi, che, insieme a quello alla Zefiro Energy, lo scorso giugno, aveva avuto il via libera definitivo da parte della Giunta regionale.
Una delibera con la quale si autorizzavano due progetti considerati come potenziali scempi per il paesaggio della città patrimonio dell’Unesco che era stato accolta con molte polemiche sul territorio e che aveva animato molti pubblici dibattiti.  Protagonisti l’Istituto Inu ma anche alcune associazioni ambientaliste della zona. «No all’assalto dell’eolico nella città dei Sassi», era stato il grido di battaglia che nel caso del parco eolico della Zefiro - che avrebbe interessato direttamente la Murgia materana - si è chiuso   positivamente, con il ritiro da parte di quest’ultima società. Annunciavano ricorso contro la Melteco, che  è stata venduta dopo essersi aggiudicata l’asta ad Asia,  e l’iter autorizzativo del progetto contraddistinto da molte anomalie. Proprio il Quotidiano aveva messo in luce come l’ok definitivo della Giunta sarebbe arrivata a seguito di una conferenza dei servizi dalla quale risultavano assenti  Comune di Matera, uffici e dipartimenti regionali come quelli delle Infrastrutture e dell'Agricoltura, dell'Urbanistica e della tutela del paesaggio, dell'Agricoltura e dello Sviluppo rurale.
Ma soprattutto in assenza dei pareri delle Soprintendenze, dei Beni archeologici e di quelli architettonici e paesaggistici, che precedentemente il problema di una eccessiva lontananza del sito dalla stazione elettrica Terna. Elementi contraddittori che non sfuggiti al comitato che si apprestava a dare battaglia all’assalto delle pale. Solo che, a distanza di qualche mese, il vento di bonaccia sembra aver definitivamente spento il fuoco delle polemiche. Il 18 scade il termine per la presentazione del progetto, ma di azioni legali contro il progetto non c’è neanche l’ombra. Al Tar non è stato depositato nulla. Tutti sembrano essersi tirati indietro. Non c’è il ricorso dell’amministrazione comunale, che invece nel caso del progetto della Zefiro aveva deciso di rivolgersi al Tar. L’assessore al ramo, Rocco Rivelli spiega: «Abbiamo assunto due comportamenti diversi, perché si tratta di progetti diversi.
Il parco della Zefiro che sarebbe dovuto sorgere sulla Murgia materana avrebbe rappresentato una vera minaccia per i sassi. Diverso è il caso del Parco “Le reni”, che dovrebbe sorgere in una zona lontana dal centro abitato, con impianti non visibili dai sassi, e quindi con un impatto ambientale minimo». La posizione dell’amministrazione comunale sarà pure discutibile ma è chiara. Ma quello che è più strano, invece, è che non abbiano presentato il ricorso annunciato con tanta enfasi, neanche gli oppositori non istituzionali del progetto, a partire dall’Istituto di urbanistica, le associazioni ambientaliste e i cittadini che avevano aderito al comitato nato ad hoc. In realtà sembra che da parte della società sia arrivata una “proposta di trattativa” che prevede questo: se il progetto del parco va avanti gli imprenditori dell’energia ottenuta dal vento si impegnano a rilevare e rimettere in sesto la Masseria Venusia al momento in stato di completo abbandono. Il comitato si sarebbe fermato nell’azione di protesta davanti a questa contro proposta. Ma il fronte non è compatto. C’è chi ritiene, infatti, che qualsiasi forma di compensazione non possa comunque ripagare dai danni che la realizzazione dei nove colossi comporterebbero. Il comitato è tornato a riunirsi proprio ieri sera per decidere sul da farsi. Al termine per la presentazione del ricorso fissato per il 18 settembre prossimo mancano solo pochi giorni. Forse troppo pochi per mettere in piedi un’azione legale in grado di bloccare la realizzazione del Parco.
E la delusione monta tra chi aveva creduto veramente in un protesta da portare avanti con caraggio fino in fondo, senza se e senza ma.

 MARIATERESA LABANCA

Fonte: http://www.ilquotidianodellabasilicata.it/news/cronache/716743/Matera--il-fronte-nato-contro.html

lunedì 9 settembre 2013

Capovaccaio adulto e giovane

BUON VIAGGIO VERSO L'AFRICA! 



Adulto con cibo




Giovane ai primi voli

sabato 7 settembre 2013

CFS di Grottole sequestra una trappola per catturare fauna selvatica

Durante il normale controllo del territorio, il personale del Comando Stazione Forestale di Grottole, rinveniva in località Piano del Monaco – fiume Basento, in agro del Comune di Grottole, , una trappola allestita per la cattura di fauna selvatica,  posizionata all’interno di un fondo agricolo.

Il congegno, posto sotto sequestro, era costituito da una gabbia realizzata in struttura e rete metallica, munita di chiusura scorrevole “a ghigliottina”, al cui interno erano state depositate come esca dei vegetali.

Il meccanismo di scatto sarebbe stato attivato dalla preda introdottasi al suo interno per mangiare i vegetali.
Il personale forestale ha utilizzato la strumentazione in normale dotazione di tutte le pattuglie che quotidianamente operano sul territorio, ovvero apparecchiature GPS e applicativi cartografici in grado di fornire in tempo reale informazioni sul territorio perlustrato.

Pertanto, fin dai primi momenti dell’accertamento, il personale del C.F.S. riusciva ad individuare il proprietario del fondo agricolo, prontamente deferito all’Autorità Giudiziaria per il reato di esercizio abusivo di attività venatoria.


 

Bracconaggio: L’A.N.P.A.N.A. dI Matera rimuove una trappola presso l'Oasi di San Giuliano

  Nel pomeriggio dello scorso 31/08/2013 durante il servizio svolto dalle Guardie Ecozoofile volontarie dell’A.N.P.A.N.A. della sezione Provinciale di Matera coordinati dal Dirigente Provinciale Gianfranco Girolamo, in località “Torrente Acquaviva” presso il bosco demaniale della Riserva Naturale del Lago di San Giuliano in agro di Miglionico (MT), è stata rinvenuta una trappola realizzata rudimentalmente con del cavo d’acciaio opportunamente congegnata in modo da realizzare un cappio scorsoio dotato di un piccolo rostro rudimentale atto ad infliggere ulteriori sofferenze alla preda catturata. La trappola illegale era ancorata al tronco di un’albero, ed era posta per la cattura di selvaggina di piccola e media taglia e specie particolarmente protette come istrici e tassi.
Le Guardie Ecozoofile dell’A.N.P.A.N.A. hanno ricercato elementi nella zona del ritrovamento  utili all’individuazione di chiunque abbia posto in funzione la trappola ed hanno segnalato il reato  all’Autorità Giudiziaria competente.
Sono tuttora in corso accertamenti per cercare di individuare gli autori di tale illecito.
L’episodio porta altresì in primo piano il grave rischio che le pratiche di caccia illegali si estendano anche presso le Oasi Protette che ospita il nostro territorio, per le stesse ragioni si sollecita un’opportuno supporto istituzionale affinchè si possa alzare la guardia sugli stessi siti ed evitare che episodi come quello appena descritto possano perpetrarsi.



Gianfranco Girolamo mostra la trappola

Particolare della trappola



Da: La Gazzetta del Mezzogiorno del 6 settembre 2013

mercoledì 4 settembre 2013

Bianconi lucani in partenza per l'Africa

Valle del Bradano, 3 settembre 2013

Valle del Bradano, 3 settembre 2013

Come uccidere i rondoni con i dissuasori per piccioni

In molti centri storici i rondoni utilizzano piccole cavità o fessure per nidificare. I buchi (fori pontai) delle facciate di chiese e palazzi vengono però sempre più spesso ostruiti completamente con cemento o parzialmente  mediante aghi dissuasori progettati per impedire l'ingresso ai piccioni o, purtroppo, anche ad altre specie come i grillai. I rondoni però tentano di infilarsi tra gli aghi e rimangono incastrati fino a morire tra mille sofferenze. Ecco nelle foto qui sotto come si presentano alcuni nidi. Non è una bella cosa da vedersi specie se il centro storico è meta di visitatori e turisti. La LIPU ed altre associazioni stanno cercando di risolvere il problema sensibilizzando le amministrazioni affinchè facciano interventi che preservino la possibilità di nidificazione a rondoni e grillai i quali non danno assolutamente alcun problema.

Leggi anche qui di un caso analogo a Firenze!









lunedì 2 settembre 2013

giovedì 22 agosto 2013

Nibbio bruno

Parco Regionale di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane

mercoledì 21 agosto 2013

Effettuata la liberazione di 35 rapaci a Miglionico

Nel tardo pomeriggio del 19 agosto, come da programma,  è stata effettuata a Miglionico la liberazione di rapaci  curati e riabilitati dal CRAS Centro Recupero Animali Selvatici della provincia di Matera. A differenza di quanto era stato inizialmente previsto in realtà il numero dei rapaci liberati è stato superiore. Infatti sono stati ben 35 rapaci (32 grillai, 2 gheppi ed 1 barbagianni)  a riprendersi la libertà sotto lo sguardo incuriosito di numerosi bambini, ragazzi e adulti che li hanno salutati vedendoli finalmente librarsi nel cielo di Miglionico con il suggestivo sfondo paesaggistico della Riserva di San Giuliano e del Parco della Murgia materana. L'iniziativa è stata organizzata nell'ambito del Progetto Aquilone portato avanti dalla Cooperativa Vita Alternativa che nell'occasione ha voluto consegnare una targa di riconoscimento al CRAS per l'attività svolta.
All'iniziativa hanno presenziato anche la Polizia Municipale, il sindaco di Miglionico, la LIPU, il Fotoclub Matera ed altre associazioni.


Domenico Perrone della Cooperativa Vita Alternativa mentre libera un gheppio















Matteo Visceglia e Mimmo Finamore mentre liberano i grillai






venerdì 16 agosto 2013

Liberazione rapaci a Miglionico

Nell'ambito delle consuete attività del CRAS provinciale di Matera il giorno 19 agosto p.v. alle ore 18,30 circa sarà effettuata una liberazione di rapaci a Miglionico. In particolare saranno liberati 20 giovani falchi grillai curati e riabilitati al volo nella speranza di un graduale ritorno di questa specie nel territorio miglionichese da dove è scomparso da anni. Insieme ai grillai saranno liberati anche 2 gheppi e 1 barbagianni mentre nei giorni scorsi sono stati già liberati 3 gufi. L'iniziativa è stata inserita nell'ambito del Progetto "Aquilone" , progetto estivo di socializzazione per i giovanissimi del luogo che da luglio viene portato avanti per tutta l’estate dalla cooperativa sociale miglionichese “Vita Alternativa”. Un progetto accattivante che coinvolge i giovanissimi in una una fascia di età che va dai 6 ai 13 anni per aiutarli a migliorarsi con un percorso di formazione a 360 gradi. La liberazione di animali selvatici simboleggia la libertà che va garantita a tutti i viventi e il rispetto della natura in una prospettiva di tutela e valorizzazione della Biodiversità. Solo un territorio ricco di biodiversità, animali e paesaggi integri è un territorio sano e spendibile anche sul piano turistico e culturale.


giovedì 8 agosto 2013

Buone notizie per frenare l'invasione dell' eolico in Basilicata

  Grande prova di ragionevolezza ieri in Consiglio Regionale nella direzione della salvaguardia del paesaggio lucano!
Il Consiglio Regionale ha approvato ieri mercoledì 7 agosto una sostanziale modifica al Piano d’Indirizzo Energetico della Basilicata (PIEAR), che allinea i criteri per la definizione dei siti non idonei alla realizzazione di impiantii eolici industriali, a quelli definiti dalle “Linee-Guida” Nazionali (DM 10/09/2010), con maggiore attenzione quindi alla salvaguardia naturalistica-ambientale e del paesaggio del territorio regionale.
Modifica  sollecitata con determinazione da un Coordinamento di Associazioni ambientaliste nazionali del calibro dell’ Istituto Nazionale di Urbanistica, di Italia Nostra, Amici della Terra, Comitato Nazionale contro Eolico e Fotovoltaico in aree verdi e naturali, ALTURA e LIPU, che si è fortemente impegnato, negli ultimi due mesi, anche con proprie proposte, perché il Consiglio Regionale stesso, prima della sua imminente prevista scadenza, bloccasse la macchina infernale delle Conferenze di Servizio, già programmate, che nell’arco di pochi mesi avrebbe irrimediabilmente compromesso ambiente e paesaggio lucano.
La modifica al PIEAR regionale, è stata formalizzata in un emendamento (pubblicato a parte), presentato dal Consigliere Regionale Navazio, e che dà seguito alle sollecitazioni arrivate dallo stesso Presidente del Consiglio Regionale Santochirico, ma che è stato anche responsabilmente recepito da tantissimi consiglieri, dal Presidente De Filippo, dalla Giunta e dai Dipartimenti Regionali, in sintonia con alcuni parlamentari lucani, fra i quali Bubbico e Speranza.
Questo primo passo fa ben sperare in una maggiore attenzione da parte di tutti nei confronti del paesaggio e del territorio lucano, ma soprattutto fa ben sperare nel fatto che chi amministra prenda finalmente, con maggior determinazione, le parti del territorio della Basilicata, e della dignità dei suoi abitanti nei confronti di chi ha in animo solo di farne terra di conquista e colonizzazione, anche energetica.
Il cammino da compiere è ancora lungo, perché dovrà articolarsi, espletata la revisione dei criteri ambientali e paesaggistici per l’installazione di impianti industriali da fonti energetiche alternative, in un puntuale monitoraggio delle potenze fin qui autorizzate ed installate (anche in riferimento alle “traiettorie” previste dal “burden sharing” nazionale), base per una riconsiderazione complessiva delle politiche energetiche da fonti rinnovabili che privilegi le tecnologie “integrate” sia nel tessuto economico-produttivo regionale (industriale e soprattutto agricolo), e sia nelle più generali politiche di tutela e valorizzazione dell’ambiente e del paesaggio regionali, costituenti da sempre una delle poche “carte” vincenti per il futuro dell’identità stessa della Regione e delle sue popolazioni.
Una cosa ci conforta e ci sprona: abbiamo avuto prova che i risultati arrivano se le associazioni, oltre che segnalare inadempienze, spronano e propongono soluzioni, e se chi governa vaglia le proposte senza respingerle a priori, facendole proprie se vanno nell’interesse generale.
Il Coordinamento nazionale non farà mancare il proprio appoggio e la propria collaborazione se la via imboccata sarà tenuta diritta e determinata, e vigilerà sui risultati che, va ribadito, dovranno condurre ad una nuova politica energetica regionale, che rispetti ambiente e paesaggio quali “risorse (beni comuni) non rinnovabili”, e tutelati dalla Costituzione Repubblicana.

Il Coordinamento di Associazioni nazionali
Istituto Nazionale di Urbanistica, Italia Nostra, Amici della Terra, Comitato Nazionale contro Eolico e e Fotovoltaico in aree verdi e naturali, ALTURA  e LIPU.


martedì 30 luglio 2013

Prossima liberazione di 3 gufi comuni

Il 1 agosto  in agro di Miglionico saranno liberati 3 gufi comuni giovani curati e riabilitati dal CRAS Centro Recupero Animali Selvatici. Il rilascio per motivi tecnici avverrà non prima delle ore 20,00.
Per chi è interessato a sapere il luogo del rilascio si prega di contattare il 339-1637510. La liberazione avverrà nel rispetto degli animali evitando ogni inutile stress e disturbo.

Ecco qui sotto il trio cha da giovedì conquisterà la libertà sotto il cielo di Miglionico...