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Errori delle redazioni dei giornali: la foto ritrae un moscardino e non un ghiro - Clicca sull'immagine per ingrandireRassegna stampa web: |
giovedì 19 settembre 2013
Rassegna stampa CRAS: 19 settembre 2013
Basento più protetto per la Cicogna nera: iniziativa dell'Osservatorio Faunistico Regionale
Lo scorso mese di agosto l'Osservatorio Regionale
degli Habitat Naturali e delle Popolazioni Faunistiche (ORF) della
Regione Basilicata, ai sensi dell'articolo 12 del Calendario Venatorio
Regionale 2013-2014 (DPGR 180 del 02/07/2013) ha proceduto ad una
tabellazione tecnica lungo il fiume Basento per precludere
temporaneamente (dal 01 settembre al 07 ottobre) alla caccia un tratto
di circa 10 km lungo la sponda sinistra del corso d'acqua tra Grassano e
Tricarico. Quel tratto, sulla base di vari monitoraggi promossi dal
Parco Regionale di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane nell'ambito
del Progetto Cicogna nera, si è rivelato di strategica importanza per
la specie per i numerosi soggetti in transito migratorio, in attività
trofica e di riposo. L'interdizione dell'attività venatoria è
finalizzata pertanto a garantire la massima tranquillità all'area in un
periodo in cui gli animali hanno bisogno di zone trofiche in cui sostare e
prepararsi fisicamente al lungo viaggio migratorio.
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| Foto: Matteo Visceglia |
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caccia,
Cicogna nera,
Parco Gallipoli
martedì 17 settembre 2013
In un carico di legna 4 ghiri lucani salvati dalla LIPU
Alcuni giorni fa una nidiata di 4 giovani ghiri è finita accidentalmente in un carico di legna proveniente dalla Basilicata centrale e diretto in Puglia. La presenza di questi animali, probabilmente nascosti dentro un tronco cavo, è stata per fortuna subito notata e il proprietario del legname si è attivato per salvare i poveri ghiri. Grazie all'intervento immediato dei volontari della LIPU di Altamura, ed in particolare di Stefania Pellegrino, è stato possibile recuperarli, rifocillarli subito e metterli al sicuro. Gli stessi animali sono stati poi affidati al CRAS provinciale di San Giuliano che ha subito offerto la propria disponibilità ad accoglierli per provvedere a rimetterli quanto prima nel loro habitat naturale di provenienza, i grandiosi boschi di querce che ricoprono buona parte della regione. L'intervento di reimmissione in natura sarà concordato con il Parco Regionale di Gallipoli Cognato e supportato dalla collaborazione del proprio personale tecnico e veterinario.
Il Ghiro (Glis glis) ha un areale che comprende Europa e Asia. In Europa è presente dal nord della Spagna fino all'Ucraina. In Italia è molto comune in tutte le formazioni forestali mature, tranne che nella Pianura Padana, nella penisola salentina e nella Sicilia occidentale.
Pur essendo specie protetta dalle normative nazionali ed europee è vittima di bracconaggio in alcune aree italiane, in particolare in alcune zone della Calabria dove viene catturato per essere rivenduto ai ristoranti o per essere mangiato dai locali. Il bracconaggio al ghiro non è purtroppo pratica nuova e probabilmente essa risalirebbe all´epoca romana, quando questi animali rappresentavano un´importante riserva di cibo per le legioni che affrontavano lunghe campagne di guerra in regioni remote. Oggi non ha più senso uccidere barbaramente, spesso con varie trappole, questo bellissimo roditore che vive nei nostri boschi e che rappresenta un buon segno di qualità dei sistemi forestali.
Il Ghiro (Glis glis) ha un areale che comprende Europa e Asia. In Europa è presente dal nord della Spagna fino all'Ucraina. In Italia è molto comune in tutte le formazioni forestali mature, tranne che nella Pianura Padana, nella penisola salentina e nella Sicilia occidentale.
Pur essendo specie protetta dalle normative nazionali ed europee è vittima di bracconaggio in alcune aree italiane, in particolare in alcune zone della Calabria dove viene catturato per essere rivenduto ai ristoranti o per essere mangiato dai locali. Il bracconaggio al ghiro non è purtroppo pratica nuova e probabilmente essa risalirebbe all´epoca romana, quando questi animali rappresentavano un´importante riserva di cibo per le legioni che affrontavano lunghe campagne di guerra in regioni remote. Oggi non ha più senso uccidere barbaramente, spesso con varie trappole, questo bellissimo roditore che vive nei nostri boschi e che rappresenta un buon segno di qualità dei sistemi forestali.
domenica 15 settembre 2013
Rondone pallido: pronto per partire
E' stato un pò difficile ma alla fine il piccolo rondone pallido trovato a terra moribondo presso il Duomo di Matera il 25 agosto scorso ora è pronto per riprendersi la sua vita libera...
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| Differenza di crescita in 21 giorni |
venerdì 13 settembre 2013
Matera, il fronte nato contro il Parco “le Reni” si ferma davanti alla controproposta della società
Si spegne il fuoco delle polemiche, dietrofront del comitato che aveva
annunciato battaglia contro l'assalto delle pale eoliche. Il 18 scade il
termine per la presentazione del progetto, ma di azioni legali per
fermarlo non c’è neanche l’ombra
MATERA - Avevano assicurato battaglia contro il progetto che prevede la realizzazione di un nuovo parco eolico in località “Le Reni”, con tutti i mezzi e gli strumenti a disposizione. Quelle nove pale, alte 150 metri, per una potenza complessiva pari a 30 megawatt da realizzare sull'altopiano al confine con Altamura rappresentano un vero e proprio danno ambientale, per altro da realizzare in una zona a tutt’altra vocazione. “Un errore da ogni punto di vista”: il presidente lucano dall’istituto di urbanistica, Lorenzo Rota, era finito anche sulle colonne di Repubblica per questa netta opposizione al progetto della Meltemi, che, insieme a quello alla Zefiro Energy, lo scorso giugno, aveva avuto il via libera definitivo da parte della Giunta regionale.
Una delibera con la quale si autorizzavano due progetti considerati come potenziali scempi per il paesaggio della città patrimonio dell’Unesco che era stato accolta con molte polemiche sul territorio e che aveva animato molti pubblici dibattiti. Protagonisti l’Istituto Inu ma anche alcune associazioni ambientaliste della zona. «No all’assalto dell’eolico nella città dei Sassi», era stato il grido di battaglia che nel caso del parco eolico della Zefiro - che avrebbe interessato direttamente la Murgia materana - si è chiuso positivamente, con il ritiro da parte di quest’ultima società. Annunciavano ricorso contro la Melteco, che è stata venduta dopo essersi aggiudicata l’asta ad Asia, e l’iter autorizzativo del progetto contraddistinto da molte anomalie. Proprio il Quotidiano aveva messo in luce come l’ok definitivo della Giunta sarebbe arrivata a seguito di una conferenza dei servizi dalla quale risultavano assenti Comune di Matera, uffici e dipartimenti regionali come quelli delle Infrastrutture e dell'Agricoltura, dell'Urbanistica e della tutela del paesaggio, dell'Agricoltura e dello Sviluppo rurale.
Ma soprattutto in assenza dei pareri delle Soprintendenze, dei Beni archeologici e di quelli architettonici e paesaggistici, che precedentemente il problema di una eccessiva lontananza del sito dalla stazione elettrica Terna. Elementi contraddittori che non sfuggiti al comitato che si apprestava a dare battaglia all’assalto delle pale. Solo che, a distanza di qualche mese, il vento di bonaccia sembra aver definitivamente spento il fuoco delle polemiche. Il 18 scade il termine per la presentazione del progetto, ma di azioni legali contro il progetto non c’è neanche l’ombra. Al Tar non è stato depositato nulla. Tutti sembrano essersi tirati indietro. Non c’è il ricorso dell’amministrazione comunale, che invece nel caso del progetto della Zefiro aveva deciso di rivolgersi al Tar. L’assessore al ramo, Rocco Rivelli spiega: «Abbiamo assunto due comportamenti diversi, perché si tratta di progetti diversi.
Il parco della Zefiro che sarebbe dovuto sorgere sulla Murgia materana avrebbe rappresentato una vera minaccia per i sassi. Diverso è il caso del Parco “Le reni”, che dovrebbe sorgere in una zona lontana dal centro abitato, con impianti non visibili dai sassi, e quindi con un impatto ambientale minimo». La posizione dell’amministrazione comunale sarà pure discutibile ma è chiara. Ma quello che è più strano, invece, è che non abbiano presentato il ricorso annunciato con tanta enfasi, neanche gli oppositori non istituzionali del progetto, a partire dall’Istituto di urbanistica, le associazioni ambientaliste e i cittadini che avevano aderito al comitato nato ad hoc. In realtà sembra che da parte della società sia arrivata una “proposta di trattativa” che prevede questo: se il progetto del parco va avanti gli imprenditori dell’energia ottenuta dal vento si impegnano a rilevare e rimettere in sesto la Masseria Venusia al momento in stato di completo abbandono. Il comitato si sarebbe fermato nell’azione di protesta davanti a questa contro proposta. Ma il fronte non è compatto. C’è chi ritiene, infatti, che qualsiasi forma di compensazione non possa comunque ripagare dai danni che la realizzazione dei nove colossi comporterebbero. Il comitato è tornato a riunirsi proprio ieri sera per decidere sul da farsi. Al termine per la presentazione del ricorso fissato per il 18 settembre prossimo mancano solo pochi giorni. Forse troppo pochi per mettere in piedi un’azione legale in grado di bloccare la realizzazione del Parco.
E la delusione monta tra chi aveva creduto veramente in un protesta da portare avanti con caraggio fino in fondo, senza se e senza ma.
MARIATERESA LABANCA
Fonte: http://www.ilquotidianodellabasilicata.it/news/cronache/716743/Matera--il-fronte-nato-contro.html
MATERA - Avevano assicurato battaglia contro il progetto che prevede la realizzazione di un nuovo parco eolico in località “Le Reni”, con tutti i mezzi e gli strumenti a disposizione. Quelle nove pale, alte 150 metri, per una potenza complessiva pari a 30 megawatt da realizzare sull'altopiano al confine con Altamura rappresentano un vero e proprio danno ambientale, per altro da realizzare in una zona a tutt’altra vocazione. “Un errore da ogni punto di vista”: il presidente lucano dall’istituto di urbanistica, Lorenzo Rota, era finito anche sulle colonne di Repubblica per questa netta opposizione al progetto della Meltemi, che, insieme a quello alla Zefiro Energy, lo scorso giugno, aveva avuto il via libera definitivo da parte della Giunta regionale.
Una delibera con la quale si autorizzavano due progetti considerati come potenziali scempi per il paesaggio della città patrimonio dell’Unesco che era stato accolta con molte polemiche sul territorio e che aveva animato molti pubblici dibattiti. Protagonisti l’Istituto Inu ma anche alcune associazioni ambientaliste della zona. «No all’assalto dell’eolico nella città dei Sassi», era stato il grido di battaglia che nel caso del parco eolico della Zefiro - che avrebbe interessato direttamente la Murgia materana - si è chiuso positivamente, con il ritiro da parte di quest’ultima società. Annunciavano ricorso contro la Melteco, che è stata venduta dopo essersi aggiudicata l’asta ad Asia, e l’iter autorizzativo del progetto contraddistinto da molte anomalie. Proprio il Quotidiano aveva messo in luce come l’ok definitivo della Giunta sarebbe arrivata a seguito di una conferenza dei servizi dalla quale risultavano assenti Comune di Matera, uffici e dipartimenti regionali come quelli delle Infrastrutture e dell'Agricoltura, dell'Urbanistica e della tutela del paesaggio, dell'Agricoltura e dello Sviluppo rurale.
Ma soprattutto in assenza dei pareri delle Soprintendenze, dei Beni archeologici e di quelli architettonici e paesaggistici, che precedentemente il problema di una eccessiva lontananza del sito dalla stazione elettrica Terna. Elementi contraddittori che non sfuggiti al comitato che si apprestava a dare battaglia all’assalto delle pale. Solo che, a distanza di qualche mese, il vento di bonaccia sembra aver definitivamente spento il fuoco delle polemiche. Il 18 scade il termine per la presentazione del progetto, ma di azioni legali contro il progetto non c’è neanche l’ombra. Al Tar non è stato depositato nulla. Tutti sembrano essersi tirati indietro. Non c’è il ricorso dell’amministrazione comunale, che invece nel caso del progetto della Zefiro aveva deciso di rivolgersi al Tar. L’assessore al ramo, Rocco Rivelli spiega: «Abbiamo assunto due comportamenti diversi, perché si tratta di progetti diversi.
Il parco della Zefiro che sarebbe dovuto sorgere sulla Murgia materana avrebbe rappresentato una vera minaccia per i sassi. Diverso è il caso del Parco “Le reni”, che dovrebbe sorgere in una zona lontana dal centro abitato, con impianti non visibili dai sassi, e quindi con un impatto ambientale minimo». La posizione dell’amministrazione comunale sarà pure discutibile ma è chiara. Ma quello che è più strano, invece, è che non abbiano presentato il ricorso annunciato con tanta enfasi, neanche gli oppositori non istituzionali del progetto, a partire dall’Istituto di urbanistica, le associazioni ambientaliste e i cittadini che avevano aderito al comitato nato ad hoc. In realtà sembra che da parte della società sia arrivata una “proposta di trattativa” che prevede questo: se il progetto del parco va avanti gli imprenditori dell’energia ottenuta dal vento si impegnano a rilevare e rimettere in sesto la Masseria Venusia al momento in stato di completo abbandono. Il comitato si sarebbe fermato nell’azione di protesta davanti a questa contro proposta. Ma il fronte non è compatto. C’è chi ritiene, infatti, che qualsiasi forma di compensazione non possa comunque ripagare dai danni che la realizzazione dei nove colossi comporterebbero. Il comitato è tornato a riunirsi proprio ieri sera per decidere sul da farsi. Al termine per la presentazione del ricorso fissato per il 18 settembre prossimo mancano solo pochi giorni. Forse troppo pochi per mettere in piedi un’azione legale in grado di bloccare la realizzazione del Parco.
E la delusione monta tra chi aveva creduto veramente in un protesta da portare avanti con caraggio fino in fondo, senza se e senza ma.
MARIATERESA LABANCA
Fonte: http://www.ilquotidianodellabasilicata.it/news/cronache/716743/Matera--il-fronte-nato-contro.html
lunedì 9 settembre 2013
domenica 8 settembre 2013
Presentazione libro Un cuore tra i lupi
sabato 7 settembre 2013
CFS di Grottole sequestra una trappola per catturare fauna selvatica
Durante il normale controllo del territorio, il
personale del Comando Stazione Forestale di Grottole, rinveniva in
località Piano del Monaco – fiume Basento, in agro del Comune di
Grottole, , una trappola allestita per la cattura di fauna selvatica,
posizionata all’interno di un fondo agricolo.
Il congegno, posto sotto sequestro, era costituito da una gabbia realizzata in struttura e rete metallica, munita di chiusura scorrevole “a ghigliottina”, al cui interno erano state depositate come esca dei vegetali.
Il meccanismo di scatto sarebbe stato attivato dalla preda introdottasi al suo interno per mangiare i vegetali.
Il personale forestale ha utilizzato la strumentazione in normale dotazione di tutte le pattuglie che quotidianamente operano sul territorio, ovvero apparecchiature GPS e applicativi cartografici in grado di fornire in tempo reale informazioni sul territorio perlustrato.
Pertanto, fin dai primi momenti dell’accertamento, il personale del C.F.S. riusciva ad individuare il proprietario del fondo agricolo, prontamente deferito all’Autorità Giudiziaria per il reato di esercizio abusivo di attività venatoria.
Il congegno, posto sotto sequestro, era costituito da una gabbia realizzata in struttura e rete metallica, munita di chiusura scorrevole “a ghigliottina”, al cui interno erano state depositate come esca dei vegetali.
Il meccanismo di scatto sarebbe stato attivato dalla preda introdottasi al suo interno per mangiare i vegetali.
Il personale forestale ha utilizzato la strumentazione in normale dotazione di tutte le pattuglie che quotidianamente operano sul territorio, ovvero apparecchiature GPS e applicativi cartografici in grado di fornire in tempo reale informazioni sul territorio perlustrato.
Pertanto, fin dai primi momenti dell’accertamento, il personale del C.F.S. riusciva ad individuare il proprietario del fondo agricolo, prontamente deferito all’Autorità Giudiziaria per il reato di esercizio abusivo di attività venatoria.
Bracconaggio: L’A.N.P.A.N.A. dI Matera rimuove una trappola presso l'Oasi di San Giuliano
Nel pomeriggio dello scorso
31/08/2013 durante il servizio svolto dalle Guardie Ecozoofile volontarie
dell’A.N.P.A.N.A. della sezione Provinciale di Matera coordinati dal Dirigente
Provinciale Gianfranco Girolamo, in località “Torrente Acquaviva” presso il
bosco demaniale della Riserva Naturale del Lago di San Giuliano in agro di
Miglionico (MT), è stata rinvenuta una trappola realizzata rudimentalmente con
del cavo d’acciaio opportunamente congegnata in modo da realizzare un cappio
scorsoio dotato di un piccolo rostro rudimentale atto ad infliggere ulteriori
sofferenze alla preda catturata. La trappola illegale era ancorata al tronco di
un’albero, ed era posta per la cattura di selvaggina di piccola e media taglia
e specie particolarmente protette come istrici e tassi.
Le Guardie Ecozoofile
dell’A.N.P.A.N.A. hanno ricercato elementi nella zona del ritrovamento utili all’individuazione di chiunque
abbia posto in funzione la trappola ed hanno segnalato il reato all’Autorità Giudiziaria competente.
Sono tuttora in corso
accertamenti per cercare di individuare gli autori di tale illecito.
L’episodio porta altresì in
primo piano il grave rischio che le pratiche di caccia illegali si estendano
anche presso le Oasi Protette che ospita il nostro territorio, per le stesse
ragioni si sollecita un’opportuno supporto istituzionale affinchè si possa
alzare la guardia sugli stessi siti ed evitare che episodi come quello appena
descritto possano perpetrarsi.
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| Gianfranco Girolamo mostra la trappola |
mercoledì 4 settembre 2013
Bianconi lucani in partenza per l'Africa
Come uccidere i rondoni con i dissuasori per piccioni
In molti centri storici i rondoni utilizzano piccole cavità o fessure per nidificare. I buchi (fori pontai) delle facciate di chiese e palazzi vengono però sempre più spesso ostruiti completamente con cemento o parzialmente mediante aghi dissuasori progettati per impedire l'ingresso ai piccioni o, purtroppo, anche ad altre specie come i grillai. I rondoni però tentano di infilarsi tra gli aghi e rimangono incastrati fino a morire tra mille sofferenze. Ecco nelle foto qui sotto come si presentano alcuni nidi. Non è una bella cosa da vedersi specie se il centro storico è meta di visitatori e turisti. La LIPU ed altre associazioni stanno cercando di risolvere il problema sensibilizzando le amministrazioni affinchè facciano interventi che preservino la possibilità di nidificazione a rondoni e grillai i quali non danno assolutamente alcun problema.
Leggi anche qui di un caso analogo a Firenze!
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Rondone pallido
lunedì 2 settembre 2013
Adulto e giovane di Capovaccaio in Basilicata
giovedì 22 agosto 2013
mercoledì 21 agosto 2013
Effettuata la liberazione di 35 rapaci a Miglionico
Nel tardo pomeriggio del 19 agosto, come da programma, è stata effettuata a Miglionico la liberazione di rapaci curati e riabilitati dal CRAS Centro Recupero Animali Selvatici della provincia di Matera. A differenza di quanto era stato inizialmente previsto in realtà il numero dei rapaci liberati è stato superiore. Infatti sono stati ben 35 rapaci (32 grillai, 2 gheppi ed 1 barbagianni) a riprendersi la libertà sotto lo sguardo incuriosito di numerosi bambini, ragazzi e adulti che li hanno salutati vedendoli finalmente librarsi nel cielo di Miglionico con il suggestivo sfondo paesaggistico della Riserva di San Giuliano e del Parco della Murgia materana. L'iniziativa è stata organizzata nell'ambito del Progetto Aquilone portato avanti dalla Cooperativa Vita Alternativa che nell'occasione ha voluto consegnare una targa di riconoscimento al CRAS per l'attività svolta.
All'iniziativa hanno presenziato anche la Polizia Municipale, il sindaco di Miglionico, la LIPU, il Fotoclub Matera ed altre associazioni.
All'iniziativa hanno presenziato anche la Polizia Municipale, il sindaco di Miglionico, la LIPU, il Fotoclub Matera ed altre associazioni.
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| Domenico Perrone della Cooperativa Vita Alternativa mentre libera un gheppio |
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| Matteo Visceglia e Mimmo Finamore mentre liberano i grillai |
venerdì 16 agosto 2013
Liberazione rapaci a Miglionico
Nell'ambito delle consuete attività del CRAS provinciale di Matera il giorno 19 agosto p.v. alle ore 18,30 circa sarà effettuata una liberazione di rapaci a Miglionico. In particolare saranno liberati 20 giovani falchi grillai curati e riabilitati al volo nella speranza di un graduale ritorno di questa specie nel territorio miglionichese da dove è scomparso da anni. Insieme ai grillai saranno liberati anche 2 gheppi e 1 barbagianni mentre nei giorni scorsi sono stati già liberati 3 gufi.
L'iniziativa è stata inserita nell'ambito del Progetto "Aquilone" , progetto estivo di socializzazione per i giovanissimi del luogo che da luglio viene portato avanti per tutta l’estate dalla cooperativa sociale miglionichese “Vita Alternativa”. Un progetto accattivante che coinvolge i giovanissimi in una una fascia di età che va dai 6 ai 13 anni per aiutarli a migliorarsi con un percorso di formazione a 360 gradi.
La liberazione di animali selvatici simboleggia la libertà che va garantita a tutti i viventi e il rispetto della natura in una prospettiva di tutela e valorizzazione della Biodiversità. Solo un territorio ricco di biodiversità, animali e paesaggi integri è un territorio sano e spendibile anche sul piano turistico e culturale.
martedì 13 agosto 2013
Giovane capovaccaio sul bordo del nido
venerdì 9 agosto 2013
giovedì 8 agosto 2013
Buone notizie per frenare l'invasione dell' eolico in Basilicata
Grande prova di ragionevolezza
ieri in Consiglio Regionale nella direzione della salvaguardia del paesaggio
lucano!
Il Consiglio Regionale ha
approvato ieri mercoledì 7 agosto una sostanziale modifica al Piano d’Indirizzo Energetico della
Basilicata (PIEAR), che allinea i criteri per la definizione dei siti non
idonei alla realizzazione di impiantii eolici industriali, a quelli definiti
dalle “Linee-Guida” Nazionali (DM
10/09/2010), con maggiore attenzione quindi alla salvaguardia
naturalistica-ambientale e del paesaggio del territorio regionale.
Modifica sollecitata con determinazione da un Coordinamento
di Associazioni ambientaliste nazionali del calibro dell’ Istituto
Nazionale di Urbanistica, di Italia Nostra, Amici della Terra, Comitato
Nazionale contro Eolico e Fotovoltaico in aree verdi e naturali, ALTURA e LIPU, che si è fortemente impegnato, negli ultimi due
mesi, anche con proprie proposte, perché il Consiglio Regionale stesso, prima
della sua imminente prevista scadenza, bloccasse la macchina infernale delle
Conferenze di Servizio, già programmate, che nell’arco di pochi mesi avrebbe
irrimediabilmente compromesso ambiente e paesaggio lucano.
La modifica al PIEAR regionale, è
stata formalizzata in un emendamento (pubblicato a parte), presentato dal
Consigliere Regionale Navazio, e che dà seguito alle sollecitazioni arrivate
dallo stesso Presidente del Consiglio Regionale Santochirico, ma che è stato
anche responsabilmente recepito da tantissimi consiglieri, dal Presidente De
Filippo, dalla Giunta e dai Dipartimenti Regionali, in sintonia con alcuni
parlamentari lucani, fra i quali Bubbico e Speranza.
Questo primo passo fa ben sperare
in una maggiore attenzione da parte di tutti nei confronti del paesaggio e del
territorio lucano, ma soprattutto fa ben sperare nel fatto che chi amministra
prenda finalmente, con maggior determinazione, le parti del territorio della
Basilicata, e della dignità dei suoi abitanti nei confronti di chi ha in animo
solo di farne terra di conquista e colonizzazione, anche energetica.
Il cammino da compiere è ancora
lungo, perché dovrà articolarsi, espletata la revisione dei criteri ambientali
e paesaggistici per l’installazione di impianti industriali da fonti
energetiche alternative, in un puntuale monitoraggio delle potenze fin qui
autorizzate ed installate (anche in riferimento alle “traiettorie” previste dal
“burden sharing” nazionale), base per
una riconsiderazione complessiva delle politiche energetiche da fonti
rinnovabili che privilegi le tecnologie “integrate” sia nel tessuto economico-produttivo
regionale (industriale e soprattutto agricolo), e sia nelle più generali
politiche di tutela e valorizzazione dell’ambiente e del paesaggio regionali,
costituenti da sempre una delle poche “carte” vincenti per il futuro
dell’identità stessa della Regione e delle sue popolazioni.
Una cosa ci conforta e ci sprona:
abbiamo avuto prova che i risultati arrivano se le associazioni, oltre che
segnalare inadempienze, spronano e propongono soluzioni, e se chi governa
vaglia le proposte senza respingerle a priori, facendole proprie se vanno
nell’interesse generale.
Il Coordinamento nazionale non
farà mancare il proprio appoggio e la propria collaborazione se la via
imboccata sarà tenuta diritta e determinata, e vigilerà sui risultati che, va
ribadito, dovranno condurre ad una nuova politica energetica regionale, che
rispetti ambiente e paesaggio quali “risorse (beni comuni) non rinnovabili”, e tutelati dalla Costituzione Repubblicana.
Il Coordinamento di Associazioni nazionali
venerdì 2 agosto 2013
martedì 30 luglio 2013
Prossima liberazione di 3 gufi comuni
Il 1 agosto in agro di Miglionico saranno liberati 3 gufi comuni giovani curati e riabilitati dal CRAS Centro Recupero Animali Selvatici. Il rilascio per motivi tecnici avverrà non prima delle ore 20,00.
Per chi è interessato a sapere il luogo del rilascio si prega di contattare il 339-1637510. La liberazione avverrà nel rispetto degli animali evitando ogni inutile stress e disturbo.
Ecco qui sotto il trio cha da giovedì conquisterà la libertà sotto il cielo di Miglionico...
Per chi è interessato a sapere il luogo del rilascio si prega di contattare il 339-1637510. La liberazione avverrà nel rispetto degli animali evitando ogni inutile stress e disturbo.
Ecco qui sotto il trio cha da giovedì conquisterà la libertà sotto il cielo di Miglionico...
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