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| GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO - 3 NOVEMBRE 2012 |
sabato 3 novembre 2012
Rassegna stampa: Tracce di lupi nelle campagne
sabato 27 ottobre 2012
Ospiti della Casa Famiglia di Miglionico visitano il CRAS
Alcuni
giorni fa alcuni ospiti della Casa Famiglia di Miglionico accompagnati da
operatori della cooperativa sociale "Vita Alternativa" e da soci
della locale Proloco hanno visitato la Riserva Naturale di San Giuliano ed in
particolare il CRAS Centro Recupero Animali Selvatici. Il Responsabile della struttura ha
accolto il gruppo illustrando le finalità del Centro provinciale e guidando una
visita all’area delle voliere dove sono attualmente in cura una cinquantina di
rapaci molti dei quali non più liberabili in natura a causa di gravi traumi.
Oggetto di attenzione e curiosità degli ospiti sono stati anche rettili, come
serpenti e tartarughe, oltre che alcuni reperti naturalistici utilizzati per
spunti di discussione sulla fauna del territorio.
La
grande simpatia e cordialità degli utenti della Casa Famiglia e degli
assistenti sociali sono stati davvero una bella sorpresa per il responsabile
del CRAS. Un’ora di attività in ambiente naturale e lontano dalla loro usuale
residenza ha consentito di spezzare la monotonia della quotidianità e vivere
una breve ma interessante esperienza, per certi versi davvero "alternativa" visto che per
alcuni di loro l'osservazione degli animali da vicino ha suscitato curiosità,
interesse e fascino. Tante domande e molta curiosità da parte degli ospiti
hanno scandito il tempo della visita didattica manifestando così una grande
sensibilità e rispetto per la natura.
L'operatrice
ed accompagnatrice del gruppo Mariolina Rondinone in accordo con il
responsabile del CRAS, vista la positiva esperienza, ha già concordato una
nuova visita guidata per altri ospiti della struttura e per alcuni minori
svantaggiati del progetto "L'Aquilone".
Il
Responsabile del CRAS Matteo Visceglia ha dichiarato:
"Riteniamo
che avvicinare le persone che si trovano in situazioni di disabilità e
svantaggio alle attività del CRAS e alla conoscenza del mondo animale sia uno dei modi per arricchire la loro
sfera emotiva e sociale contribuendo al miglioramento delle loro condizioni
psico-fisiche. Educare, sensibilizzare e far conoscere il patrimonio
naturalistico e ambientale del territorio oltre che essere una delle principali
finalità del nostro Centro è anche un modo per stimolare la società civile, le
amministrazioni locali e gli enti preposti alla valorizzazione del territorio
affinché non dimentichino che il nostro lavoro consente di raggiungere
importanti risultati sul piano della corretta educazione civica e ambientale
rivolta a tutti i cittadini, senza
alcuna esclusione. Riteniamo quindi che l’arricchimento culturale di tutti i
visitatori sia uno degli obiettivi imprescindibili a cui le aree protette,
attraverso le iniziative in esse avviate, dovranno sempre fare riferimento per
contribuire al miglioramento della qualità della vita dell’uomo e degli
animali.”
mercoledì 24 ottobre 2012
Abbattuto a fucilate Pilar, giovane biancone lucano con satellitare
di Matteo Visceglia
Pilar, uno dei giovani bianconi (Circaetus gallicus) lucani nato lo scorso 2011 e protagonista di un ambizioso progetto di monitoraggio con telemetria satellitare, è stato barbaramente ucciso da bracconieri a metà settembre sullo stretto di Messina, in località Alì Terme. E' l'ennesima prova, quasi una quotidiana ostentazione della stupidità umana, di quanto deleterio e spregevole sia il bracconaggio praticato in modo spesso impunito in tante parti d'Italia e d'Europa. Pochi giorni fa in Toscana anche due Ibis eremita, anch'essi facenti parte di un importante progetto europeo finalizzato alla conservazione della specie, sono stati abbattuti da colpi di arma da fuoco.
Già nel 2010 il Parco Regionale Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane, in collaborazione con l’Università spagnola di Alicante, avviò un progetto di ricerca sul Biancone aquila migratrice molto rara che nidifica nel territorio del Parco e sverna principalmente in Africa tropicale, a Sud del Sahara. Nell’ambito di questo progetto, per la prima volta in Italia, in due anni sono stati marcati 5 giovani esemplari mediante l’applicazione di piccole trasmittenti satellitari.
L’utilizzo di
questa moderna tecnologia ha permesso di seguire in diretta gli spostamenti di
questi rapaci nella migrazione tra Europa e Africa, fornendo utilissime
informazioni sull’ecologia e le strategie migratorie adottate, necessarie per
l’individuazione di misure per la conservazione della specie. Moltissimi appassionati e diversi ricercatori interessati allo studio della migrazione a circuito del Biancone, sono rimasti assai sorpresi quando sul monitor del computer non hanno potuto più seguire gli spostamenti di Pilar tra la Basilicata e la Sicilia dove aveva trascorso il suo primo anno di vita.
Pilar era stato marcato nel suo nido, nel luglio 2011, poco prima
dell’involo e nel suo primo anno di vita aveva volato per migliaia di
chilometri in diverse località dell’Italia centro-meridionale trascorrendo
l’inverno e la primavera in un’area della Sicilia centrale.
Sullo Stretto di Messina anche se la barbara "tradizione" di uccidere i
migratori primaverili sembra essere diminuita grazie agli enormi sforzi di vigilanza di
Associazioni ambientaliste e alle azioni di repressione da parte delle forze di
polizia, sono purtroppo ancora frequenti gli episodi di bracconaggio. Ciò è dovuto al
fatto che le norme penali italiane sono inadeguate rispetto alla gravità del
fenomeno del bracconaggio dove ad esempio, l’uccisione di una specie protetta,
come il Biancone, rappresenta un reato “contravvenzionale” punito molto spesso
con una multa e soprattutto, agli scarsi controlli attuati sull’attività
venatoria in molte aree del nostro Paese, che risultano particolarmente carenti
nelle regioni meridionali.
D’altra parte
gli abbattimenti illegali di cui si viene a conoscenza, come quello del
Biancone Pilar, sono solo una piccola minoranza
e testimoniano gli enormi rischi che corrono in quell’area i rapaci migratori e
non. Va ricordato che il numero complessivo degli animali abbattuti ogni anno
dai bracconieri rimane ancora un’incognita a cui oggi le autorità competenti
non sono in grado di dare un valore quantitativo.
Il Presidente del Parco Luigi Lombardi nel commentare questo episodio ha così dichiarato:
"Ancora una volta
questi vergognosi gesti di bracconaggio compromettono le diverse azioni
positive messe in atto dagli enti gestori di aree protette, a cui spetta in
primis il compito di attuare studi e programmi per garantire la tutela e la salvaguardia della Natura.
Gli sforzi di conservazione compiuti nelle aree di nidificazione (come
nel caso di Pilar, nato in Basilicata nel Parco
Regionale Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane), subiscono ancora una
volta un danno irreparabile a causa di atti delinquenziali compiuti da “uomini” che non hanno alcun rispetto del patrimonio naturale e delle
normative.
In questo caso
infatti, la spregevole azione dei bracconieri, oltre ad aver colpito una specie
particolarmente protetta, ha vanificato tutti gli sforzi di ricerca, anche
economici, attuati dopo anni di programmazione a livello internazionale per
migliorare le conoscenze sui comportamenti migratori di quest'aquila mediterranea.
Fenomeni di tale
gravità sottolineano l’importanza e l'urgenza di rendere più severe le norme
nazionali di tutela della fauna e di affiancarvi operazioni concrete e costanti
di vigilanza del territorio da parte dei Corpi di Polizia preposti, al
fine di contrastare fortemente questi atti di illegalità consolidata, compiuti
altresì in epoca di pre-apertura dell’attività venatoria".
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| Un biancone con radio satellitare applicata poco prima dell'involo |
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| La mappa degli spostamenti di Pilar nel suo primo anno di vita |
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Parco Gallipoli
martedì 23 ottobre 2012
Miglionico, macelli di strada
venerdì 19 ottobre 2012
Cuccioli di cane come spazzatura gettata sotto i ponti
L’essere umano a volte compie
azioni incomprensibili, scadendo spesso in atteggiamenti difficilmente definibili
secondo i canoni dell’etica e del buon senso, che gettano una cupa ombra sul
senso sociale, producendo solo un forte senso di rabbia e sgomento.
Oggi (18 ottobre n.d.r.) purtroppo l’ennesima
conferma: durante un sopralluogo con una
troupe di documentaristi dell’ENEA impegnati nella realizzazione di un filmato
sulle bellezze naturalistiche lucane, ci siamo imbattuti in uno strano sacco di
plastica abbandonato sotto un ponte ormai poco frequentato a ridosso dell’area
industriale di Pisticci scalo. Indignazione e sconcerto sono stati i sentimenti
che hanno pervaso tutti noi, quando all’apertura del sacco abbiamo costatato la
presenza di nove cuccioli di cane appena nati (probabilmente di 2 o 3 giorni)
tutti purtroppo morti tranne uno che, agonizzante, ha lanciato gli ultimi
guaiti.
I video naturalistici che fino a
poco prima avevamo girato, emozionandoci per la bellezza delle colline lucane,
hanno presto lasciato il posto ad un senso di inadeguatezza rispetto alla
fredda e spietata immagine al cui cospetto ci siamo trovati.
Immediatamente sono stati allertati
gli organi competenti e, dopo la mancata risposta del Corpo Forestale dello Stato
e dei Vigili Urbani, siamo stati costretti a rivolgerci ai Carabinieri, che in
breve si sono recati sul posto per gli accertamenti necessari.
La ricostruzione degli eventi è tanto
semplice quanto agghiacciante: qualcuno ha lanciato i cagnolini giù dal ponte
dopo averli chiusi in un sacco di plastica per disfarsi di una cucciolata
probabilmente giudicata “di troppo”.
I comportamenti incivili passano
purtroppo sempre più spesso inosservati, anche a causa di un’assurda
assuefazione da parte della società civile rispetto alle azioni illecite,
illegali o immorali come questa.
Atti di questo genere vanno
condannati con forza, in quanto si tratta di vere e proprie forme di violenza,
perpetrata verso una forma di vita in quanto non funzionale ai propri scopi. Il
trionfo dell’individualismo oltre che della più bieca inciviltà.
giovedì 18 ottobre 2012
La Cicogna nera a Geo & Geo
Con un comunicato stampa questa mattina il Parco di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti ha fatto sapere che sarà presente lunedì 22
Ottobre a partire dalle 17:40 alla trasmissione di Rai Tre Nazionale
“Geo&Geo”, l’appuntamento televisivo con l’ecologia, il territorio e
l’ambiente e la natura. Rappresentanti del Parco illustreranno in particolare il
progetto di studio e salvaguardia della Cicogna nera portato avanti nell'area protetta da quest'anno.
lunedì 15 ottobre 2012
Segnalazione di due lupi a Montescaglioso
Oggi sul sito http://www.montescaglioso.net/node/15011 un utente ha segnalato due lupi in una contrada a pochi km dal paese. Mancando altri dettagli e finchè non si hanno elementi più certi rimane per ora solo una segnalazione dubbia. Naturalmente questa è collegabile ad altre segnalazioni che si stanno avendo in questi ultimi tempi nel comprensorio materano e nel Parco della Murgia. La zona a cui si riferisce l'utente non è molto distante dal luogo in cui recentemente è stato ritrovato un lupo investito sulla strada provinciale per Metaponto.
http://www.montescaglioso.net/node/15011
http://www.montescaglioso.net/node/15011
Dopo una visita nella Riserva di San Giuliano
Uno dei tanti elaborati di alunni di una scuola elementare dopo una visita guidata didattica nella Riserva Naturale di San Giuliano. Ecco quella che è stata la loro conclusione dopo le attività svolte finalizzate a far conoscere loro il valore delle aree protette. Il Regolamento lo conoscono bene anche loro!
PURA FANTASIA DEI BAMBINI OPPURE UN MONITO PER TUTTI RISPETTO A CIO' CHE DOVREBBE ESSERE DAVVERO UN'AREA PROTETTA?
PURA FANTASIA DEI BAMBINI OPPURE UN MONITO PER TUTTI RISPETTO A CIO' CHE DOVREBBE ESSERE DAVVERO UN'AREA PROTETTA?
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venerdì 12 ottobre 2012
Rassegna stampa Quotidiano 12 ott 2012
Articolo pubblicato dal Quotidiano il 12 ottobre 2012
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Oasi San Giuliano: le precisazioni della Provincia dopo il comunicato di Antea
COMUNICATO STAMPA 11 ottobre 2012
In merito alla questione dell’abbandono dei rifiuti
presso l’Oasi di S. Giuliano occorre fare alcune precisazioni rispetto
alle competenze in capo all’Ente.Confermando come la Provincia concordi pienamente sull’inadeguatezza di comportamenti degradanti, cosa che per altro ha in più occasioni stigmatizzato, è necessario evidenziare come l’art.6 della legge regionale istitutiva della Riserva di San Giuliano (n. 39 del 10-04-2000) indichi i Comuni territorialmente competenti quali referenti per la cura dell’asportazione dei rifiuti “e concorrono nella sorveglianza con i propri agenti di polizia urbana, lungo le strade ed in ogni altro luogo pubblico all’interno della riserva… (omissis)”. D’altra parte ciò non potrebbe essere diversamente in quanto, come è noto, la Provincia non ha competenze in materia di raccolta dei rifiuti.
Spiace comunque rilevare che a fronte di ciò si vogliano addossare responsabilità che non possono certo essere attribuite all’ente gestore, come già si è fatto di recente con altri articoli, e si tralasci, invece, tutta l’attività che la Provincia realizza nell’ambito della tutela e della valorizzazione della Riserva.
È vero, molto ancora c’è da fare se si vuole affrontare, in generale, il tema delle aree protette nella nostra regione, a partire dalla lotta, impari, che ci vede quotidianamente impegnati contro la perdurante inciviltà di alcuni cittadini, autori di azioni di degrado di vario genere. In ogni caso la Provincia può ritenersi uno dei pochi enti che ha perseguito, e persegue, attività di valorizzazione e tutela delle aree protette, seppur con mezzi finanziari scarsi, che il più delle volte, sono stati reperiti con progetti finanziati da risorse esterne.
La realizzazione del centro visite, ad esempio, costituisce un aspetto alquanto qualificante e unico, non solo a livello regionale ma addirittura nazionale: la messa in esercizio delle strutture, affidate in gestione, rappresenta un punto fondamentale per la crescita di una coscienza della tutela e della valorizzazione delle risorse naturali e ambientali. Il funzionamento delle strutture didattico naturalistiche e delle attività connesse, peraltro, si rifà strettamente all’art. 1 “Ridenominazione, istituzione e finalità della riserva”, comma d, della Legge Istitutiva precedentemente citata: “favorire l’attività scientifica, culturale e didattica promuovendo iniziative atte a suscitare interesse e rispetto per gli ambienti naturali”.
Parlando di aspetti concreti è doveroso ricordare come nell’ambito della Riserva sia stato realizzato, con fondi europei, un centro di recupero di animali selvatici, ormai punto di riferimento regionale, che assiste e cura una media di circa 150 esemplari all’anno di specie di avifauna e mammiferi. A breve, inoltre, sarà realizzato un progetto di potenziamento della didattica e della fruibilità a valere sulla misura PIOT per 400 mila euro.
Sono, inoltre, innumerevoli le iniziative che si cerca di portare avanti, anche in un momento di grande difficoltà finanziaria, grazie anche alla rete di relazioni con il mondo tecnico, scientifico e delle associazioni.
La critica è sempre ben accetta se costruttiva, ben argomentata, rispettosa e, soprattutto, se basata sulla esatta cognizione dei fatti. Di certo la Provincia continuerà a svolgere i propri compiti e solleciterà, come ha sempre fatto, gli enti competenti a collaborare per risolvere talune problematiche che non afferiscono alla propria sfera di attribuzione.
Provincia di Matera
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giovedì 11 ottobre 2012
Laetiporus sulphureus
E specie saprotrofa o parassita del legno di Latifoglie, ma talvolta anche di Conifere. Qui è stato fotografato su un tronco di Robinia pseudoacacia.
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| Riserva Naturale di San Giuliano, 11 ottobre 2012 |
mercoledì 10 ottobre 2012
Comunicato stampa: Antea denuncia degrado Oasi di San Giuliano
Come già segnalato in numerose occasioni nei mesi scorsi, la delegazione provinciale Antea Onlus Miglionico torna a denunciare la situazione di totale degrado in cui versa l’Oasi protetta di San Giuliano e la sistematica violazione,spesso anche da parte delle istituzioni, dei regolamenti che dovrebbero garantirne la tutela.
Questa volta intendiamo sottoporre all’attenzione delle autorità competenti e dell’opinione pubblica la vergognosa situazione in cui versa l’area picnic situata in Contrada “Foggia di Lupo”.
Fino a qualche tempo fa la suddetta area era off-limits in quanto ,come previsto dal regolamento dell’oasi, ricade nella cosiddetta “Zona A” (zona umida, destinata alla nidificazione e alla riproduzione della fauna del lago), quindi sottoposta a divieto di caccia,pesca ed attività invasive in genere (birdwatching, picnic, ecc).
Da quando, però, l’Amministrazione Provinciale di Matera, violando il regolamento, ha realizzato in quella zona la già citata area picnic la situazione a “Foggia di Lupo” si è parecchio aggravata:
rifiuti di ogni genere, dai resti dei picnic ai pneumatici (come dimostrano le foto), abbandonati ovunque da persone incivili.
Ora ci chiediamo, che significato ha costruire un’oasi con tanto di regole e leggi da rispettare se le istituzioni sono le prime a non osservarle e a non farle osservare?
A cosa serve suddividere l’oasi in aree dalle diverse funzioni se in ognuna di esse ognuno fa quello che gli pare?
Ora ci mancano solo le barche in mezzo al lago e siamo al completo!
Questa volta intendiamo sottoporre all’attenzione delle autorità competenti e dell’opinione pubblica la vergognosa situazione in cui versa l’area picnic situata in Contrada “Foggia di Lupo”.
Fino a qualche tempo fa la suddetta area era off-limits in quanto ,come previsto dal regolamento dell’oasi, ricade nella cosiddetta “Zona A” (zona umida, destinata alla nidificazione e alla riproduzione della fauna del lago), quindi sottoposta a divieto di caccia,pesca ed attività invasive in genere (birdwatching, picnic, ecc).
Da quando, però, l’Amministrazione Provinciale di Matera, violando il regolamento, ha realizzato in quella zona la già citata area picnic la situazione a “Foggia di Lupo” si è parecchio aggravata:
rifiuti di ogni genere, dai resti dei picnic ai pneumatici (come dimostrano le foto), abbandonati ovunque da persone incivili.
Ora ci chiediamo, che significato ha costruire un’oasi con tanto di regole e leggi da rispettare se le istituzioni sono le prime a non osservarle e a non farle osservare?
A cosa serve suddividere l’oasi in aree dalle diverse funzioni se in ognuna di esse ognuno fa quello che gli pare?
Ora ci mancano solo le barche in mezzo al lago e siamo al completo!
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| Foto ANTEA |
lunedì 8 ottobre 2012
venerdì 5 ottobre 2012
Birdwatching nella Riserva di San Giuliano
Domenica 7 ottobre 2012 presso la Riserva Naturale Regionale di San Giuliano si celebra la prima giornata dell’Eurobirdwatch,
l’evento dedicato all’osservazione degli uccelli in migrazione
organizzato in Europa da BirdLife International e, per l’Italia, dalla
LIPU-BirdLife Italia.
Nel nostro Paese l’evento si terrà nelle Oasi e Riserve LIPU e in altre aree importanti in Italia per il birdwatching, quali parchi, riserve, zone umide e costiere, fra le quali numerose ZPS (Zone di Protezione Speciale) e le IBA (aree importanti per gli uccelli).
In queste aree la LIPU organizza visite guidate alla scoperta degli habitat naturali dove vivono e si riproducono oltre 250 specie di uccelli selvatici: zone umide, colline, montagne, boschi e zone costiere da esplorare e conoscere insieme alle guide LIPU. Per i partecipanti vi sarà la possibilità di partecipare direttamente a un grande censimento europeo degli uccelli migratori.
Per informazioni sulle iniziative a livello nazionale è possibile telefonare al n. 0521.273043 (e-mail: info@lipu.it) o visitare il sito www.lipu.it.
La sezione LIPU di Gravina in Puglia partecipa all’evento con il seguente programma in collaborazione con il Centro Recupero Animali Selvatici CRAS della Provincia di Matera.
La Riserva Naturale Regionale di San Giuliano, in provincia di Matera, è un’area di interesse ornitologico e riconosciuta come ZPS (Zona di Protezione Speciale), SIC (Sito di Interesse Comunitario) e zona Ramsar. Comprende un vasto lago di origine artificiale originatosi negli anni 50 a seguito dello sbarramento del fiume Bradano in stretta continuità con ambienti tipici fluviali posti a monte e a valle dello stesso lago. Nell’area protetta vi sono anche ambienti agricoli e forestali che bordano le zone umide rappresentando elementi fondamentali per la diversificazione degli habitat utilizzati dall’avifauna durante la migrazione, la nidificazione e lo svernamento.
Appuntamento il 7 ottobre alle ore 9.00 al bivio “Diga San Giuliano” posto al km 560 della statale 7 Matera-Ferrandina. Da qui ci muoverà intorno al Lago con propri mezzi.
Attrezzatura consigliata: binocolo, cannocchiale, macchina fotografica, blocco note, giacca a vento se necessario, scarpe adeguate e pranzo al sacco.
Info e prenotazioni: 347.7578517.
La partecipazione all’escursione è gratuita e aperta a tutti, adatta a persone di qualsiasi età; si consiglia un abbigliamento comodo per una facile escursione in natura.
Nel nostro Paese l’evento si terrà nelle Oasi e Riserve LIPU e in altre aree importanti in Italia per il birdwatching, quali parchi, riserve, zone umide e costiere, fra le quali numerose ZPS (Zone di Protezione Speciale) e le IBA (aree importanti per gli uccelli).
In queste aree la LIPU organizza visite guidate alla scoperta degli habitat naturali dove vivono e si riproducono oltre 250 specie di uccelli selvatici: zone umide, colline, montagne, boschi e zone costiere da esplorare e conoscere insieme alle guide LIPU. Per i partecipanti vi sarà la possibilità di partecipare direttamente a un grande censimento europeo degli uccelli migratori.
Per informazioni sulle iniziative a livello nazionale è possibile telefonare al n. 0521.273043 (e-mail: info@lipu.it) o visitare il sito www.lipu.it.
La sezione LIPU di Gravina in Puglia partecipa all’evento con il seguente programma in collaborazione con il Centro Recupero Animali Selvatici CRAS della Provincia di Matera.
La Riserva Naturale Regionale di San Giuliano, in provincia di Matera, è un’area di interesse ornitologico e riconosciuta come ZPS (Zona di Protezione Speciale), SIC (Sito di Interesse Comunitario) e zona Ramsar. Comprende un vasto lago di origine artificiale originatosi negli anni 50 a seguito dello sbarramento del fiume Bradano in stretta continuità con ambienti tipici fluviali posti a monte e a valle dello stesso lago. Nell’area protetta vi sono anche ambienti agricoli e forestali che bordano le zone umide rappresentando elementi fondamentali per la diversificazione degli habitat utilizzati dall’avifauna durante la migrazione, la nidificazione e lo svernamento.
Appuntamento il 7 ottobre alle ore 9.00 al bivio “Diga San Giuliano” posto al km 560 della statale 7 Matera-Ferrandina. Da qui ci muoverà intorno al Lago con propri mezzi.
Attrezzatura consigliata: binocolo, cannocchiale, macchina fotografica, blocco note, giacca a vento se necessario, scarpe adeguate e pranzo al sacco.
Info e prenotazioni: 347.7578517.
La partecipazione all’escursione è gratuita e aperta a tutti, adatta a persone di qualsiasi età; si consiglia un abbigliamento comodo per una facile escursione in natura.
martedì 2 ottobre 2012
Un giovane rondone pallido restituito alla libertà
Un giovane Rondone pallido (Apus pallidus), molto più raro rispetto al congenere Rondone comune (Apus apus) da tutti conosciuto, è stato recuperato due giorni fa da un cittadino di Matera poichè incapace di volare a causa di un probabile urto contro ostacolo.
Dopo l'arrivo presso il CRAS, a cui è arrivata subito la segnalazione e il successivo intervento di recupero, il giovane Rondone è stato tenuto in osservazione constatando che il suo problema era dovuto solo ad una probabile caduta al suolo e conseguente stordimento. Pertanto, considerato che la partenza per la migrazione è imminente, è stato liberato nella Riserva di San Giuliano dopo essere stato alimentato e tenuto a riposo per due giorni. Il volo è stato perfetto, segno che le condizioni generali erano ottime. Buon viaggio in Africa!
Il Rondone pallido ha particolari abitudini riproduttive che lo rendono differente rispetto al comune. Infatti inizia un secondo ciclo riproduttivo in piena estate, allevando i propri pulcini fino all'involo che avviene generalmente a partire dalla fine di settembre per protrarsi in ottobre e in qualche caso anche in novembre. Pertanto, quando notiamo in città rondoni impegnati in voli "festanti" o presenti in autunno, possiamo essere più che certi che si tratta molto probabilmente di rondoni pallidi.
Si ringrazia il sig. Nicola Simone che ha raccolto l'esemplare e ha immediatamente contattato il CRAS.
Al link seguente:
http://issuu.com/dererum/docs/rondone_pallido_basilicata_udi_xxxv
è possibile leggere un articolo scientifico sulla distribuzione del Rondone pallido in Basilicata.
Matteo Visceglia
Dopo l'arrivo presso il CRAS, a cui è arrivata subito la segnalazione e il successivo intervento di recupero, il giovane Rondone è stato tenuto in osservazione constatando che il suo problema era dovuto solo ad una probabile caduta al suolo e conseguente stordimento. Pertanto, considerato che la partenza per la migrazione è imminente, è stato liberato nella Riserva di San Giuliano dopo essere stato alimentato e tenuto a riposo per due giorni. Il volo è stato perfetto, segno che le condizioni generali erano ottime. Buon viaggio in Africa!
Il Rondone pallido ha particolari abitudini riproduttive che lo rendono differente rispetto al comune. Infatti inizia un secondo ciclo riproduttivo in piena estate, allevando i propri pulcini fino all'involo che avviene generalmente a partire dalla fine di settembre per protrarsi in ottobre e in qualche caso anche in novembre. Pertanto, quando notiamo in città rondoni impegnati in voli "festanti" o presenti in autunno, possiamo essere più che certi che si tratta molto probabilmente di rondoni pallidi.
Si ringrazia il sig. Nicola Simone che ha raccolto l'esemplare e ha immediatamente contattato il CRAS.
Al link seguente:
http://issuu.com/dererum/docs/rondone_pallido_basilicata_udi_xxxv
è possibile leggere un articolo scientifico sulla distribuzione del Rondone pallido in Basilicata.
Matteo Visceglia
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| Foto: Matteo Visceglia/CRAS |
lunedì 1 ottobre 2012
Eventi Natura
IL FASCINO DELLA MIGRAZIONE:
ANCHE DA NOI UN'OCCASIONE PER SALUTARE CHI E' IN VIAGGIO PER IL SUD
Nibbio al bagno
giovedì 27 settembre 2012
Cicogne nere
lunedì 17 settembre 2012
Riserva San Giuliano e inquinamento fiume Basento, due interrogazioni di Venezia (PDL)
Interrogazione urgente a risposta orale
Premesso che:
- Le Associazione Falco Naumanni, Lanius, Città Plurale di Matera, il Fondo Ambiente Italiano di Matera, il Forum Ambientalista di Pomarico, la LIPU- Lega Italiana Protezione Uccelli, il Movimento Azzurro Murge, Mutamenti a Mezzogiorno, WWF – Matera, Antea Onlus di Miglionico denunciano da tempo le inadempienze amministrative e private alle quali è sottoposta la Riserva Naturale Orientata di San Giuliano, che da mesi vede l’installazione di altalene per la caccia grossa al cinghiale in aggiunta alle esercitazioni aree antincendio ivi effettuate dalla Protezione Civile;
considerato che:
- Un terzo del territorio ricadente nell’oasi è classificato “zona A”, quindi ad accesso limitato e strettamente regolamentato dalla Provincia di Matera, e , pertanto, dovrebbe essere caratterizzato da una bassissima attività antropica;
- Carente è la sentieristica come le infrastrutture riservate al bird watching;
- La Riserva di San Giuliano ha raggiunto un’importanza naturalistica primaria da quando, negli ultimi anni, ha allungato il periodo nidificatorio, offrendo riparo a specie in via d’estinzione che hanno trovato nell’oasi materana l’unico riparo sicuro;
- La suddetta oasi è destinataria di finanziamenti comunitari;
- La Regione Basilicata ha nel 2010 modificato il regolamento della Provincia di Matera, subordinando la navigazione ai periodi di nidificazione certi, ignorando che negli ultimi anni sono cambiati a causa dell’atteggiamento stanziale di alcune specie;
si interroga l’Assessore all’Ambiente per sapere:
- quando sarà approntato un Piano di Gestione della Riserva da parte del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata;
- se sarà effettuata una valutazione tecnica relativa all’impatto ambientale causato dagli ultimi incendi, volta a verificare l’eventuale danneggiamento dell’habitat;
- se sia possibile la sospensione della stagione venatoria fino al ripristino dell’habitat danneggiato.
Il Consigliere Regionale del PDL On. Mario Venezia
Interrogazione urgente a risposta orale
Premesso che:
- In data 17 luglio 2012, Legambiente ha divulgato i dati di Goletta Verde, nei quali sono indicate situazioni ambientali caratterizzati da forte inquinamento ( enterococchi intestinali maggiori di 400 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli maggiori di 1000 UFC/100 ml ) nelle località di Metaponto Lido – Foce Basento e a Scanzano Jonico allo sbocco del Canale della Bufaloria;
- i valori limite stabiliti per la balneazione sono di 200 ufc/100 ml per gli enterococchi intestinali e di 500 ufc/ml per l’escherichia coli;
considerato che:
- Goletta Verde ha individuato stati d’inquinamento non forte in altri punti del Basento;
- Tali risultati mettono in discussione i rilevamenti effettuati e divulgati dall’ARPAB, durante il mese di giugno c.a., per il monitoraggio delle acque litorali in vista della stagione balneare;
- Nell’indagine biologica ed ecotossicologica redatta dal Dott. Agr. Gaetano Caricato in data 23 settembre 2011 si registravano lungo il Basento, all’altezza di Macchia di Ferrandina, livelli di concentrazione di escherichia coli pari a 300.000 ufc/100 ml, ossia di sei volte superiore ai limiti stabiliti dal D.L. 152/2006;
si interrogano il Presidente la Giunta Regionale e l’Assessore all’Ambiente per sapere se:
- Siano a conoscenza dei dati divulgati da Legambiente;
- Il motivo per il quale vi è discordanza tra i dati rilevati dall’Arpab ed inclusi nel bollettino “Gestione delle Acque di Balneazione”, consultabile sul sito dell’ente, ed i valori rilevati da Goletta Verde – Legambiente;
- Il motivo della mancata citazione dei limiti di legge relativi alla presenza di agenti batterici nelle acque balneari nel bollettino ad esse relative;
- Quali azioni di salvaguardia ambientale intendano attuare per il fiume Basento in particolar modo per il tratto terminale che va da Ferrandina a Metaponto.
Il Consigliere Regionale del PDL On. Mario Venezia
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