sabato 17 novembre 2012
giovedì 15 novembre 2012
Ospiti notturni del CRAS
La sera e la notte nell'area del Centro Recupero si aggirano spesso in piena libertà varie specie animali, probabilmente attratti dalla presenza di diversi ospiti nelle voliere ma anche da qualche residuo di cibo che magari viene deliberatamente lasciato a terra per loro.
Le foto sono all'infrarosso, purtroppo di bassa qualità ma sufficienti per identificare le specie.
Le foto sono all'infrarosso, purtroppo di bassa qualità ma sufficienti per identificare le specie.
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| Volpe |
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| Faina |
CONCLUSO IL PROGETTO DI INANELLAMENTO DELL'AVIFAUNA NELLA RISERVA DI METAPONTO
Il progetto, promosso e finanziato dall'Ufficio
Territoriale per la Biodiversità di Potenza, ha portato al censimento
di 1.390 uccelli appartenenti a 25 differenti specie. Rilevate due
specie mai segnalate finora in Basilicata
Si è da poco concluso il progetto annuale di studio sulle rotte migratorie dell'avifauna svolto presso la Riserva Naturale Statale di Protezione "Metaponto", presso la foce del Bradano in Basilicata.
La ricerca, finanziata interamente dall'Ufficio territoriale per la biodiversità di Potenza del Corpo forestale dello Stato in qualità di Ente gestore della Riserva e condotta in collaborazione con lo Studio Naturalistico Milvus, è stata caratterizzata da un'importante campagna di inanellamento. Gli esemplari, catturati mediante l'impiego di apposite ed innocue reti, dopo essere stati inanellati sono stati immediatamente rilasciati in natura. Ad ogni volatile esaminato è stato apposto un piccolo anello metallico riportante una sigla alfanumerica, utile per il riconoscimento successivo, come previsto dal Regolamento per lo svolgimento dell'attività di inanellamento a scopo scientifico, redatto a cura dell'Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA), che si occupa anche a livello nazionale di coordinare le attività di inanellamento scientifico degli uccelli e di ricostruirne le rotte migratorie.
La campagna di inanellamento appena conclusa ha portato al censimento di 1.390 uccelli appartenenti a 25 specie diverse.
Egidio Fulco, ornitologo responsabile della stazione d'inanellamento ha dichiarato: "La specie più abbondante è stata il pettirosso, con circa 800 soggetti inanellati, seguito dalla capinera e dal luì piccolo, tutte specie provenienti dai siti di nidificazione situati in Europa Nord-Orientale. Particolare interesse suscita il rilevamento di due specie, mai segnalate finora in Basilicata: si tratta del luì forestiero (Phylloscopus inornatus), nidificante in Siberia ed Asia Nord-Orientale, e del pigliamosche pettirosso (Ficedula parva) proveniente dalla Russia e Finlandia".
Le attività prettamente scientifiche del progetto sono state affiancate da iniziative di educazione ambientale rivolte a scolaresche e gruppi organizzati e condotte dall'Ufficio territoriale per la biodiversità di Potenza in collaborazione con un'associazione naturalistica locale.
sabato 10 novembre 2012
FERITA A FUCILATE UN'ALBANELLA REALE IN PROVINCIA DI MATERA
COMUNICATO STAMPA CRAS - 10/11/2012
Un nuovo caso di bracconaggio ai rapaci. Recuperata ad Irsina un'Albanella reale ferita da colpi di arma da fuoco.
Un nuovo caso di bracconaggio ai rapaci. Recuperata ad Irsina un'Albanella reale ferita da colpi di arma da fuoco.
Il
CRAS Centro Recupero Animali Selvatici della Provincia di Matera operante presso
la Riserva di San Giuliano prosegue nel proprio impegno a favore della fauna in
difficoltà. Dopo il recupero di
lunedì 5 novembre di una Lontra
investita in territorio di Pisticci è stato effettuato un nuovo intervento per
salvare la vita ad un altro animale protetto.
In
agro di Irsina tra sabato e domenica scorsi è stato abbattuto da bracconieri
uno stupendo esemplare di Albanella reale femmina, rapace di dimensioni
medio-grandi con un’apertura alare che raggiunge 120 centimetri. Un cittadino
dopo averla notata sul terreno, ed incapace di volare, domenica scorsa nelle campagne della
località Santa Maria d’Irsi, è riuscito fortunatamente a raccoglierla a farla
pervenire presso un ambulatorio veterinario di Matera per poi essere consegnata
al CRAS da un volontario martedì scorso .
All’arrivo
il maestoso rapace mostrava l’ala sinistra in posizione anormale, segno
inequivocabile di qualche trauma.
Inoltre a causa dell’impossibilità di nutrirsi per qualche giorno il suo peso
non superava i 370 grammi, troppo basso per un esemplare di quella specie.
Immediatamente è stata prontamente soccorsa, reidratata ed alimentata dal
responsabile del CRAS per consentirle di recuperare le forze e superare la
notte. Era talmente debilitata e magra che non avrebbe potuto sopravvivere un
altro giorno senza cure immediate. Poiché vi erano sospetti che l’Albanella
potesse essere stata ferita da colpi di arma da fuoco è stata nella giornata di
giovedì trasportata presso l’ospedale veterinario della Facoltà di Veterinaria
dell’Università di Bari dove è stata subito visitata. All’esame radiografico
effettuato sono stati infatti riscontrati nel corpo del rapace alcuni pallini,
del tipo usato normalmente per la caccia che gli hanno procurato una frattura
al radio-ulna. Non appena avrà recuperato un po’ di peso e forza dovrà essere
operata e seguita dai veterinari per alcuni giorni prima di ritornare al CRAS
per la degenza post-operatoria e per la riabilitazione.
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| Un'Albanella reale fotografata in volo nelle campagne del materano |
L’Albanella reale (Circus cyaneus) appartiene alla famiglia degli Accipitridi, stessa famiglia delle aquile, dei nibbi, degli avvoltoi. La sua presenza in Italia è fondamentalmente legata alla migrazione e allo svernamento. Si stima che la popolazione svernante sia variabile da 1000 a 3000 individui in relazione agli anni e alla rigidità del clima. Il suo areale di nidificazione più importante è concentrato in Russia e in altri paesi dell’Europa centrale oltre che in Asia centrale e settentrionale.
giovedì 8 novembre 2012
Un materano nominato direttore generale della LIPU
AMBIENTE: DANILO SELVAGGI
NUOVO DIRETTORE GENERALE LIPU
“Siamo una grande associazione, punteremo sul coinvolgimento della gente
e la legalità ambientale”
Cambio ai vertici gestionali della LIPU-BirdLife Italia. Il Consiglio nazionale LIPU ha chiamato come nuovo direttore generale Danilo Selvaggi, 44 anni, laureato in filosofia, già responsabile delle Relazioni istituzionali e delle Politiche ambientali.
Nato
a Matera ma residente da tempo a Roma, dove lavora, Selvaggi succede a
Elena D’Andrea, che svolgeva il ruolo di direttore generale dal 2004.
Dopo
aver approfondito gli studi sui risvolti sociali della filosofia, in
particolare quelli legati alla cultura ecologica e ai temi ambientali in
genere, Selvaggi ha iniziato il suo percorso professionale alla LIPU
nel 1995, fino a diventarne, pochi anni dopo, responsabile delle
Relazioni istituzionali e delle politiche ambientali, ruolo nel quale è
stato protagonista di numerose campagne per la tutela degli uccelli
selvatici e degli habitat naturali.
Da
oggi dunque il neo direttore garantirà la gestione strategica,
amministrativa e finanziaria di un’Associazione, la LIPU, che vanta un
patrimonio formato da quasi 30mila sostenitori, 90 sezioni locali e oltre 40 tra oasi, riserve e centri di recupero della fauna selvatica, e che aderisce al network internazionale di BirdLife International.
“Per la cultura ambientalista sono anni molto importanti – dichiara il direttore generale LIPU Danilo Selvaggi - se
è vero che la crisi economica è anzitutto una crisi di modello di
sviluppo, per non dire di antropologia, e mai come ora l’ambientalismo
deve dunque saper trasmettere la visione di un mondo che metta al primo
posto il rispetto della natura e delle persone, delle loro vite reali.
“La LIPU – prosegue Selvaggi - è
una grande associazione che da quasi 50 anni, anche a livello
internazionale, opera per la conservazione della biodiversità, la
consulenza scientifica e l’educazione ambientale, che è sempre più
educazione alla cittadinanza e allo sviluppo pieno dell’individuo nella
collettività. Cercheremo di
fare il nostro lavoro ancora meglio, a partire da alcuni grandi
obiettivi come quelli di una vasta azione culturale, che coinvolga
fortemente le persone e soprattutto i ragazzi, e un grande progetto nazionale e internazionale per la legalità ambientale e la lotta al bracconaggio”.
mercoledì 7 novembre 2012
Tracce d'Uomo nella Riserva
Luogo: Riserva Naturale Regionale San Giuliano L.R. 39/2000
Data: 2 novembre 2012
Purtroppo l'inciviltà è tale che ogni volta che essa si manifesta, ovunque sia, aggiunge alla già forte rassegnazione sulla difficoltà di avere un mondo migliore, sempre nuove tessere che fanno del mosaico ambientale un quadro davvero desolante.
Le foto pubblicate qui sotto sono solo le più recenti che riguardano uno degli ingressi principali dell'Oasi di San Giuliano, quello che si trova in prossimità del km 560 della statale 7.
Da anni (e non da giorni o mesi) si verificano queste situazioni nello stesso punto! Ogni settimana i cassonetti vengono svuotati dagli operatori del Comune di Miglionico ma non sempre per loro è possibile gestire rifiuti speciali che si accumulano a terra fino a determinare situazioni assimilabili a vere e proprie discariche abusive.
Non ci sono versi per risolvere queste situazioni, è davvero difficile far capire alla gente (residenti dell'area?) che i rifiuti speciali vanno smaltiti in apposite aree secondo i regolamenti comunali.
Che cosa si può fare per fermare questo continuo spot di inciviltà che lascia segni indelebili all'immagine di un'area protetta e di un territorio che le istituzioni e le associazioni cercano di promuovere e di difendere da decenni?
Certo non sono solo questi i problemi della Riserva. Ma questo è uno dei tanti. Ovviamente ancora irrisolto come tanti altri.
martedì 6 novembre 2012
Un'altra Lontra vittima della strada in Basilicata
Le
attività legate alla fauna selvatica protetta costituiscono uno dei principali
obiettivi del lavoro del Centro Recupero Animali Selvatici della Provincia di
Matera operante presso la Riserva di San Giuliano. Ogni giorno le emergenze per
ritrovamenti, soccorsi e recuperi di esemplari impegnano il personale e i
volontari.
Lunedì
5 novembre a seguito di una segnalazione di Marcello e Fabio Quinto
dell’Associazione Movimento Azzurro Ecosezione Murge Materane il responsabile del CRAS Matteo Visceglia è intervenuto per il
recupero del corpo senza vita di una Lontra. L’animale, quasi certamente
vittima di investimento, giaceva
sul bordo della strada statale Basentana, in agro di Pisticci ed in un tratto
ad alta densità di traffico a circa 1300 metri dall’area industriale di
Tecnoparco. Non sono per ora note le cause che hanno spinto la Lontra a tentare
l’attraversamento della statale, considerando che il fiume Basento si trova a
circa 300 metri di distanza e che oltre il punto in cui è rimasta vittima non
ci sono corsi d’acqua o habitat idonei tali da attrarre la specie.
Il
ritrovamento è stato tempestivamente comunicato ad altri enti territorialmente competenti come gli
uffici del servizio veterinario dell' ASL di Matera, la Provincia di Matera e il Corpo Forestale dello Stato in
virtù dell’importanza scientifica di questo mustelide ed in riferimento alle
linee guida indicate dal Piano Nazionale di Azione per la Conservazione della
Lontra pubblicato dal Ministero dell’Ambiente.
Il
Responsabile del CRAS Matteo Visceglia dichiara:
“Riteniamo
che questi spostamenti anomali, spesso associati a mortali impatti con veicoli
in transito, vadano ancora meglio interpretati sulla base di nuovi dati di
recupero ed in maniera molto
accurata. Va chiarito infatti che l’ investimento potrebbe essere un fattore
che si aggiunge, con esito letale,
a qualche altra situazione di patologia o sofferenza dell’animale e che
nulla per ora possiamo dire sullo stato di salute dell’esemplare prima di
essere travolto. Dovremo aspettare infatti l’esito degli esami necroscopici e
tossicologici che saranno fatti.
Teniamo conto che il Basento proprio nel tratto interessato da questo ritrovamento è risultato
fortemente inquinato. Sono state registrate recenti morie di pesci per cause
chimiche, oltre a varie situazioni di degrado qualitativo del corso d’acqua e a
tali condizioni potrebbe essere associata qualche forma di intossicazione acuta
o cronica che potrebbe aver determinato disorientamento o anomalie
comportamentali inducendo l’animale a movimenti pericolosi lungo le strade.
La
carcassa è al momento conservata a cura del CRAS e per motivi di studio la
metteremo a disposizione delle strutture di ricerca afferenti al Progetto RECAL
(Recupero ed
Analisi post-mortem di esemplari di Lontra (Lutra lutra) avviato dal Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano in
collaborazione con società di ricerche,
CRAS (Centri Recupero Animali Selvatici), Università, ISPRA (Istituto
Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale), ASL e Istituti
Zooprofilattici provinciali”.
La
Lontra euroasiatica (Lutra lutra) appartiene alla famiglia dei Mustelidi ed
è largamente distribuita in tutto il continente europeo e in buona parte
dell’Asia.
In
Italia era in passato piuttosto diffusa lungo tutta la penisola ma dall’inzio del secolo scorso ha
mostrato un trend negativo scomparendo da molte regioni. Attualmente, grazie
alle costanti attività di ricerca e monitoraggio, sta mostrando timidi segnali di ripresa e mantiene il nucleo
più consistente e vitale della sua popolazione confinato in alcune aree del sud
(tranne che in Sicilia). Da stime di popolazione effettuate soprattutto negli
ultimi anni sembra che in tutto il nostro Paese vi siano tra i 300 e i 600
individui. A livello generale però resta comunque in uno stato di costante
minaccia a causa delle trasformazioni del suo habitat e del degrado della
qualità dei corsi d’acqua in molte regioni, compresa la Basilicata che ospita
ancora il maggior numero di esemplari a livello nazionale. Se non si previene
ogni forma di grave inquinamento dei fiumi e dei laghi, se non si riduce il
disturbo e la trasformazione degli habitat anche nella nostra regione questa
specie potrebbe ridursi considerevolmente segnando così un netto bilancio
ambientale a sfavore della Biodiversità.
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domenica 4 novembre 2012
Nibbio bruno a novembre, un incontro raro
Il Nibbio bruno (Milvus migrans) è specie spiccatamente migratrice che abbandona le nostre aree di nidificazione a partire dal mese di agosto.
Nel mese di novembre è molto difficile osservare esemplari. Venerdì scorso uno dei pochi individui svernanti nella nostra regione, di cui ancora non è nota la reale consistenza a causa dell'insufficiente monitoraggio, si è fatto sorprendere su un albero secco sulle rive del fiume Basento, all'interno del Parco Regionale di Gallipoli Cognato. Insieme ad altri naturalisti ed appassionati lucani seguiremo questo individuo per accertarne un'eventuale svernamento e allo stesso tempo verificheremo anche lo svernamento di altri soggetti nei pochissimi siti finora noti a livello regionale.
Qui sotto una foto molto ingrandita del soggetto ripreso a distanza il 2 novembre scorso.
Nel mese di novembre è molto difficile osservare esemplari. Venerdì scorso uno dei pochi individui svernanti nella nostra regione, di cui ancora non è nota la reale consistenza a causa dell'insufficiente monitoraggio, si è fatto sorprendere su un albero secco sulle rive del fiume Basento, all'interno del Parco Regionale di Gallipoli Cognato. Insieme ad altri naturalisti ed appassionati lucani seguiremo questo individuo per accertarne un'eventuale svernamento e allo stesso tempo verificheremo anche lo svernamento di altri soggetti nei pochissimi siti finora noti a livello regionale.
Qui sotto una foto molto ingrandita del soggetto ripreso a distanza il 2 novembre scorso.
sabato 3 novembre 2012
Rassegna stampa: Tracce di lupi nelle campagne
sabato 27 ottobre 2012
Ospiti della Casa Famiglia di Miglionico visitano il CRAS
Alcuni
giorni fa alcuni ospiti della Casa Famiglia di Miglionico accompagnati da
operatori della cooperativa sociale "Vita Alternativa" e da soci
della locale Proloco hanno visitato la Riserva Naturale di San Giuliano ed in
particolare il CRAS Centro Recupero Animali Selvatici. Il Responsabile della struttura ha
accolto il gruppo illustrando le finalità del Centro provinciale e guidando una
visita all’area delle voliere dove sono attualmente in cura una cinquantina di
rapaci molti dei quali non più liberabili in natura a causa di gravi traumi.
Oggetto di attenzione e curiosità degli ospiti sono stati anche rettili, come
serpenti e tartarughe, oltre che alcuni reperti naturalistici utilizzati per
spunti di discussione sulla fauna del territorio.
La
grande simpatia e cordialità degli utenti della Casa Famiglia e degli
assistenti sociali sono stati davvero una bella sorpresa per il responsabile
del CRAS. Un’ora di attività in ambiente naturale e lontano dalla loro usuale
residenza ha consentito di spezzare la monotonia della quotidianità e vivere
una breve ma interessante esperienza, per certi versi davvero "alternativa" visto che per
alcuni di loro l'osservazione degli animali da vicino ha suscitato curiosità,
interesse e fascino. Tante domande e molta curiosità da parte degli ospiti
hanno scandito il tempo della visita didattica manifestando così una grande
sensibilità e rispetto per la natura.
L'operatrice
ed accompagnatrice del gruppo Mariolina Rondinone in accordo con il
responsabile del CRAS, vista la positiva esperienza, ha già concordato una
nuova visita guidata per altri ospiti della struttura e per alcuni minori
svantaggiati del progetto "L'Aquilone".
Il
Responsabile del CRAS Matteo Visceglia ha dichiarato:
"Riteniamo
che avvicinare le persone che si trovano in situazioni di disabilità e
svantaggio alle attività del CRAS e alla conoscenza del mondo animale sia uno dei modi per arricchire la loro
sfera emotiva e sociale contribuendo al miglioramento delle loro condizioni
psico-fisiche. Educare, sensibilizzare e far conoscere il patrimonio
naturalistico e ambientale del territorio oltre che essere una delle principali
finalità del nostro Centro è anche un modo per stimolare la società civile, le
amministrazioni locali e gli enti preposti alla valorizzazione del territorio
affinché non dimentichino che il nostro lavoro consente di raggiungere
importanti risultati sul piano della corretta educazione civica e ambientale
rivolta a tutti i cittadini, senza
alcuna esclusione. Riteniamo quindi che l’arricchimento culturale di tutti i
visitatori sia uno degli obiettivi imprescindibili a cui le aree protette,
attraverso le iniziative in esse avviate, dovranno sempre fare riferimento per
contribuire al miglioramento della qualità della vita dell’uomo e degli
animali.”
mercoledì 24 ottobre 2012
Abbattuto a fucilate Pilar, giovane biancone lucano con satellitare
di Matteo Visceglia
Pilar, uno dei giovani bianconi (Circaetus gallicus) lucani nato lo scorso 2011 e protagonista di un ambizioso progetto di monitoraggio con telemetria satellitare, è stato barbaramente ucciso da bracconieri a metà settembre sullo stretto di Messina, in località Alì Terme. E' l'ennesima prova, quasi una quotidiana ostentazione della stupidità umana, di quanto deleterio e spregevole sia il bracconaggio praticato in modo spesso impunito in tante parti d'Italia e d'Europa. Pochi giorni fa in Toscana anche due Ibis eremita, anch'essi facenti parte di un importante progetto europeo finalizzato alla conservazione della specie, sono stati abbattuti da colpi di arma da fuoco.
Già nel 2010 il Parco Regionale Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane, in collaborazione con l’Università spagnola di Alicante, avviò un progetto di ricerca sul Biancone aquila migratrice molto rara che nidifica nel territorio del Parco e sverna principalmente in Africa tropicale, a Sud del Sahara. Nell’ambito di questo progetto, per la prima volta in Italia, in due anni sono stati marcati 5 giovani esemplari mediante l’applicazione di piccole trasmittenti satellitari.
L’utilizzo di
questa moderna tecnologia ha permesso di seguire in diretta gli spostamenti di
questi rapaci nella migrazione tra Europa e Africa, fornendo utilissime
informazioni sull’ecologia e le strategie migratorie adottate, necessarie per
l’individuazione di misure per la conservazione della specie. Moltissimi appassionati e diversi ricercatori interessati allo studio della migrazione a circuito del Biancone, sono rimasti assai sorpresi quando sul monitor del computer non hanno potuto più seguire gli spostamenti di Pilar tra la Basilicata e la Sicilia dove aveva trascorso il suo primo anno di vita.
Pilar era stato marcato nel suo nido, nel luglio 2011, poco prima
dell’involo e nel suo primo anno di vita aveva volato per migliaia di
chilometri in diverse località dell’Italia centro-meridionale trascorrendo
l’inverno e la primavera in un’area della Sicilia centrale.
Sullo Stretto di Messina anche se la barbara "tradizione" di uccidere i
migratori primaverili sembra essere diminuita grazie agli enormi sforzi di vigilanza di
Associazioni ambientaliste e alle azioni di repressione da parte delle forze di
polizia, sono purtroppo ancora frequenti gli episodi di bracconaggio. Ciò è dovuto al
fatto che le norme penali italiane sono inadeguate rispetto alla gravità del
fenomeno del bracconaggio dove ad esempio, l’uccisione di una specie protetta,
come il Biancone, rappresenta un reato “contravvenzionale” punito molto spesso
con una multa e soprattutto, agli scarsi controlli attuati sull’attività
venatoria in molte aree del nostro Paese, che risultano particolarmente carenti
nelle regioni meridionali.
D’altra parte
gli abbattimenti illegali di cui si viene a conoscenza, come quello del
Biancone Pilar, sono solo una piccola minoranza
e testimoniano gli enormi rischi che corrono in quell’area i rapaci migratori e
non. Va ricordato che il numero complessivo degli animali abbattuti ogni anno
dai bracconieri rimane ancora un’incognita a cui oggi le autorità competenti
non sono in grado di dare un valore quantitativo.
Il Presidente del Parco Luigi Lombardi nel commentare questo episodio ha così dichiarato:
"Ancora una volta
questi vergognosi gesti di bracconaggio compromettono le diverse azioni
positive messe in atto dagli enti gestori di aree protette, a cui spetta in
primis il compito di attuare studi e programmi per garantire la tutela e la salvaguardia della Natura.
Gli sforzi di conservazione compiuti nelle aree di nidificazione (come
nel caso di Pilar, nato in Basilicata nel Parco
Regionale Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane), subiscono ancora una
volta un danno irreparabile a causa di atti delinquenziali compiuti da “uomini” che non hanno alcun rispetto del patrimonio naturale e delle
normative.
In questo caso
infatti, la spregevole azione dei bracconieri, oltre ad aver colpito una specie
particolarmente protetta, ha vanificato tutti gli sforzi di ricerca, anche
economici, attuati dopo anni di programmazione a livello internazionale per
migliorare le conoscenze sui comportamenti migratori di quest'aquila mediterranea.
Fenomeni di tale
gravità sottolineano l’importanza e l'urgenza di rendere più severe le norme
nazionali di tutela della fauna e di affiancarvi operazioni concrete e costanti
di vigilanza del territorio da parte dei Corpi di Polizia preposti, al
fine di contrastare fortemente questi atti di illegalità consolidata, compiuti
altresì in epoca di pre-apertura dell’attività venatoria".
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| Un biancone con radio satellitare applicata poco prima dell'involo |
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| La mappa degli spostamenti di Pilar nel suo primo anno di vita |
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martedì 23 ottobre 2012
Miglionico, macelli di strada
venerdì 19 ottobre 2012
Cuccioli di cane come spazzatura gettata sotto i ponti
L’essere umano a volte compie
azioni incomprensibili, scadendo spesso in atteggiamenti difficilmente definibili
secondo i canoni dell’etica e del buon senso, che gettano una cupa ombra sul
senso sociale, producendo solo un forte senso di rabbia e sgomento.
Oggi (18 ottobre n.d.r.) purtroppo l’ennesima
conferma: durante un sopralluogo con una
troupe di documentaristi dell’ENEA impegnati nella realizzazione di un filmato
sulle bellezze naturalistiche lucane, ci siamo imbattuti in uno strano sacco di
plastica abbandonato sotto un ponte ormai poco frequentato a ridosso dell’area
industriale di Pisticci scalo. Indignazione e sconcerto sono stati i sentimenti
che hanno pervaso tutti noi, quando all’apertura del sacco abbiamo costatato la
presenza di nove cuccioli di cane appena nati (probabilmente di 2 o 3 giorni)
tutti purtroppo morti tranne uno che, agonizzante, ha lanciato gli ultimi
guaiti.
I video naturalistici che fino a
poco prima avevamo girato, emozionandoci per la bellezza delle colline lucane,
hanno presto lasciato il posto ad un senso di inadeguatezza rispetto alla
fredda e spietata immagine al cui cospetto ci siamo trovati.
Immediatamente sono stati allertati
gli organi competenti e, dopo la mancata risposta del Corpo Forestale dello Stato
e dei Vigili Urbani, siamo stati costretti a rivolgerci ai Carabinieri, che in
breve si sono recati sul posto per gli accertamenti necessari.
La ricostruzione degli eventi è tanto
semplice quanto agghiacciante: qualcuno ha lanciato i cagnolini giù dal ponte
dopo averli chiusi in un sacco di plastica per disfarsi di una cucciolata
probabilmente giudicata “di troppo”.
I comportamenti incivili passano
purtroppo sempre più spesso inosservati, anche a causa di un’assurda
assuefazione da parte della società civile rispetto alle azioni illecite,
illegali o immorali come questa.
Atti di questo genere vanno
condannati con forza, in quanto si tratta di vere e proprie forme di violenza,
perpetrata verso una forma di vita in quanto non funzionale ai propri scopi. Il
trionfo dell’individualismo oltre che della più bieca inciviltà.
giovedì 18 ottobre 2012
La Cicogna nera a Geo & Geo
Con un comunicato stampa questa mattina il Parco di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti ha fatto sapere che sarà presente lunedì 22
Ottobre a partire dalle 17:40 alla trasmissione di Rai Tre Nazionale
“Geo&Geo”, l’appuntamento televisivo con l’ecologia, il territorio e
l’ambiente e la natura. Rappresentanti del Parco illustreranno in particolare il
progetto di studio e salvaguardia della Cicogna nera portato avanti nell'area protetta da quest'anno.
lunedì 15 ottobre 2012
Segnalazione di due lupi a Montescaglioso
Oggi sul sito http://www.montescaglioso.net/node/15011 un utente ha segnalato due lupi in una contrada a pochi km dal paese. Mancando altri dettagli e finchè non si hanno elementi più certi rimane per ora solo una segnalazione dubbia. Naturalmente questa è collegabile ad altre segnalazioni che si stanno avendo in questi ultimi tempi nel comprensorio materano e nel Parco della Murgia. La zona a cui si riferisce l'utente non è molto distante dal luogo in cui recentemente è stato ritrovato un lupo investito sulla strada provinciale per Metaponto.
http://www.montescaglioso.net/node/15011
http://www.montescaglioso.net/node/15011
Dopo una visita nella Riserva di San Giuliano
Uno dei tanti elaborati di alunni di una scuola elementare dopo una visita guidata didattica nella Riserva Naturale di San Giuliano. Ecco quella che è stata la loro conclusione dopo le attività svolte finalizzate a far conoscere loro il valore delle aree protette. Il Regolamento lo conoscono bene anche loro!
PURA FANTASIA DEI BAMBINI OPPURE UN MONITO PER TUTTI RISPETTO A CIO' CHE DOVREBBE ESSERE DAVVERO UN'AREA PROTETTA?
PURA FANTASIA DEI BAMBINI OPPURE UN MONITO PER TUTTI RISPETTO A CIO' CHE DOVREBBE ESSERE DAVVERO UN'AREA PROTETTA?
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venerdì 12 ottobre 2012
Rassegna stampa Quotidiano 12 ott 2012
Articolo pubblicato dal Quotidiano il 12 ottobre 2012
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Oasi San Giuliano: le precisazioni della Provincia dopo il comunicato di Antea
COMUNICATO STAMPA 11 ottobre 2012
In merito alla questione dell’abbandono dei rifiuti
presso l’Oasi di S. Giuliano occorre fare alcune precisazioni rispetto
alle competenze in capo all’Ente.Confermando come la Provincia concordi pienamente sull’inadeguatezza di comportamenti degradanti, cosa che per altro ha in più occasioni stigmatizzato, è necessario evidenziare come l’art.6 della legge regionale istitutiva della Riserva di San Giuliano (n. 39 del 10-04-2000) indichi i Comuni territorialmente competenti quali referenti per la cura dell’asportazione dei rifiuti “e concorrono nella sorveglianza con i propri agenti di polizia urbana, lungo le strade ed in ogni altro luogo pubblico all’interno della riserva… (omissis)”. D’altra parte ciò non potrebbe essere diversamente in quanto, come è noto, la Provincia non ha competenze in materia di raccolta dei rifiuti.
Spiace comunque rilevare che a fronte di ciò si vogliano addossare responsabilità che non possono certo essere attribuite all’ente gestore, come già si è fatto di recente con altri articoli, e si tralasci, invece, tutta l’attività che la Provincia realizza nell’ambito della tutela e della valorizzazione della Riserva.
È vero, molto ancora c’è da fare se si vuole affrontare, in generale, il tema delle aree protette nella nostra regione, a partire dalla lotta, impari, che ci vede quotidianamente impegnati contro la perdurante inciviltà di alcuni cittadini, autori di azioni di degrado di vario genere. In ogni caso la Provincia può ritenersi uno dei pochi enti che ha perseguito, e persegue, attività di valorizzazione e tutela delle aree protette, seppur con mezzi finanziari scarsi, che il più delle volte, sono stati reperiti con progetti finanziati da risorse esterne.
La realizzazione del centro visite, ad esempio, costituisce un aspetto alquanto qualificante e unico, non solo a livello regionale ma addirittura nazionale: la messa in esercizio delle strutture, affidate in gestione, rappresenta un punto fondamentale per la crescita di una coscienza della tutela e della valorizzazione delle risorse naturali e ambientali. Il funzionamento delle strutture didattico naturalistiche e delle attività connesse, peraltro, si rifà strettamente all’art. 1 “Ridenominazione, istituzione e finalità della riserva”, comma d, della Legge Istitutiva precedentemente citata: “favorire l’attività scientifica, culturale e didattica promuovendo iniziative atte a suscitare interesse e rispetto per gli ambienti naturali”.
Parlando di aspetti concreti è doveroso ricordare come nell’ambito della Riserva sia stato realizzato, con fondi europei, un centro di recupero di animali selvatici, ormai punto di riferimento regionale, che assiste e cura una media di circa 150 esemplari all’anno di specie di avifauna e mammiferi. A breve, inoltre, sarà realizzato un progetto di potenziamento della didattica e della fruibilità a valere sulla misura PIOT per 400 mila euro.
Sono, inoltre, innumerevoli le iniziative che si cerca di portare avanti, anche in un momento di grande difficoltà finanziaria, grazie anche alla rete di relazioni con il mondo tecnico, scientifico e delle associazioni.
La critica è sempre ben accetta se costruttiva, ben argomentata, rispettosa e, soprattutto, se basata sulla esatta cognizione dei fatti. Di certo la Provincia continuerà a svolgere i propri compiti e solleciterà, come ha sempre fatto, gli enti competenti a collaborare per risolvere talune problematiche che non afferiscono alla propria sfera di attribuzione.
Provincia di Matera
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giovedì 11 ottobre 2012
Laetiporus sulphureus
E specie saprotrofa o parassita del legno di Latifoglie, ma talvolta anche di Conifere. Qui è stato fotografato su un tronco di Robinia pseudoacacia.
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| Riserva Naturale di San Giuliano, 11 ottobre 2012 |
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