sabato 24 novembre 2012

San Giuliano, un lago pullulante di vita...e non solo!

A dispetto di chi dice che San Giuliano è solo un bacino per la raccolta dell'acqua ecco un piccolo esempio che dimostra come invece questo sito sia un luogo dove la biodiversità e la natura si manifestano ogni giorno. Un ambiente bellissimo e unico che offre protezione, rifugio e cibo ad una fauna ricca e preziosa. La foto qui sotto mostra soltanto una piccola porzione di lago in un pomeriggio qualsiasi... Immaginate quanta vita pullula in quest'area protetta!



Eppure, nello stesso posto in cui sono state scattate queste foto solo un'ora prima sono stati raccolti, grazie a volontari di Miglionico dell'Antea,  3 quintali di rifiuti abbandonati nel bosco e sulle rive del lago dai gitanti e da pescatori poco rispettosi dell'ambiente e delle norme emanate per questa Riserva Naturale. Un contrasto stridente tra la Natura che si manifesta ai nostri occhi e vorrebbe essere più rispettata e la mano dell'Uomo che lascia la sua impronta indelebile e indecorosa ovunque essa si trovi.

 



giovedì 22 novembre 2012

Un Fenicottero sul Lago di San Giuliano

Da diversi giorni un giovane Fenicottero (Phoenicopterus roseus) sta sostando nella Riserva Naturale di San Giuliano. Questa specie è generalmente gregaria e forma a volte grandi colonie solo in aree particolarmente ricche di cibo e nelle zone di nidificazione.
Questo individuo in realtà potrebbe essere un erratico oppure potrebbe essersi separato, per motivi che non conosciamo, dal gruppo durante un movimento migratorio e trovando qui un habitat idoneo ha deciso di trattenersi. Nella Riserva la presenza del Fenicottero è considerata una eccezionalità in quanto le acque dolci del lago e la sua posizione lontana dal mare (circa 40 km) e da zone umide regolarmente frequentate non rispondono in modo particolarmente adeguato alle necessità trofiche di questa specie che frequenta quindi per lo più zone salmastre, come le lagune e le saline,  molto ricche di crostacei, alghe e molluschi. Il becco ha una forma piuttosto strana poichè adattata alla particolare modalità di alimentazione  che prevede un filtraggio continuo del fango e dell'acqua  allo scopo di trattenere il cibo.
In pochissime altre occasioni si sono osservati in passato fenicotteri nell'area della Riserva di San Giuliano.

Foto: Matteo Visceglia



















    Foto: Matteo Visceglia


mercoledì 21 novembre 2012

L'associazione Antea invita i sindaci del materano a vietare i petardi e i botti di fine anno

Un comunicato dell'associazione Antea di Miglionico ripropone il problema delle conseguenze dell'uso di botti e petardi. Un esempio che dovrebbero seguire anche molte altre associazioni.

"Anche quest’anno nei nostri Comuni sarà consuetudine celebrare le festività natalizie e di fine anno,oltre che con strumenti innocui, anche con il lancio di petardi e botti di vario genere.
Puntualmente, la cronaca nazionale riferisce del sequestro, da parte degli organi preposti, di ingenti quantitativi di artifici illeciti abusivi ,ma esiste un oggettivo pericolo anche per i petardi dei quali è ammessa la vendita al pubblico trattandosi pur sempre di materiali esplodenti pericolosi .
Solo lo scorso anno, l’utilizzo dei suddetti materiali ha provocato alcuni morti e centinaia di feriti , oltre alle migliaia tra cani e gatti randagi e domestici, uccelli e fauna selvatica che muoiono di infarto per la paura dei rumori e delle luci da essi provocati o a causa di incidenti stradali dovuti alla fuga, senza calcolare i danni da inquinamento ambientale dovuti ai copiosi residui  derivanti dalle esplosioni.
Come se non bastasse, il ritrovamento di centinaia di animali feriti o vaganti sul territorio, va a gravare ulteriormente sui bilanci di Comuni ed Asl costretti a prestare loro soccorso e ricovero presso le strutture convenzionate.
Sono ormai migliaia i Comuni italiani, da Nord a Sud, che hanno vietato l’utilizzo di qualsiasi materiale esplosivo, non solo per la fine dell’anno ma anche per tutti gli altri eventi in occasione dei quali è consuetudine farne uso, dando così esempio di civiltà, rispetto per i cittadini ed attenzione nei confronti di animali ed ambiente.
La nostra associazione, ritiene che non possa esserci reale divertimento laddove a farne le spese siano altri esseri viventi, pertanto abbiamo chiesto a tutti i Sindaci della Provincia di Matera di  emanare un’ordinanza che vieti, anche nei  nostri Comuni, l’utilizzo di botti e petardi, seguendo l’esempio di tutti i Comuni virtuosi che hanno già da tempo provveduto,  e invitando i cittadini a festeggiare e divertirsi in maniera sana, sostenibile e rispettosa, magari suggerendo loro di donare i soldi destinati all’acquisto dei suddetti materiali alle famiglie meno fortunate.
Speriamo vivamente che tutti loro accolgano positivamente il nostro appello."

domenica 18 novembre 2012

Un piccolo gesto per un blog Carbon Neutral

Ogni nota musicale che scarichi, ogni  fotografia che salvi e tutti i post che scrivi raccontano di te,    accendono i ricordi,  diffondono informazioni, esprimono sentimenti....
E occupano spazio, inquinano, contribuiscono a surriscaldare il pianeta!

E' difficile da immaginare ma le attività on line hanno conseguenze per nulla virtuali, non solo perché i pc sono fatti di componenti elettrici difficili da smaltire e si alimentano dalla presa di corrente domestica. Il problema maggiore infatti è rappresentato dai data center, enormi dispositivi che immagazzinano dati e spesso vengono alimentati a carbone, producendo CO2 in grande quantità. Greenpeace ha recentemente calcolato che nel 2020 Internet consumerà più energia di Francia, Germania, Canada e Brasile messi assieme ed ha perciò intitolato il suo ultimo rapporto:  “Quanto sono sporchi i tuoi dati”.
Per dare un'idea, una mail produce dai 4 ai 19 grammi di Co2 e la gestione di un blog arriva a rilasciarne nell'atmosfera 3,6 kg in media all'anno, cifra destinata a salire in proporzione al numero dei visitatori...

Cosa possiamo farci? Possiamo chiedere alle grandi aziende del web, così potenti ed innovative, di avere comportamenti responsabili e diventare CO2UNFRIEND, per esempio investendo sulle energie rinnovabili e su strategie sostenibili nella gestione dei loro data center. Ad esempio,  Google ha recentemente rinunciato a sistemi di condizionameno tradizionali per la sua server farm di St. Ghislain (Belgio), preferendo immissioni d'aria dall'esterno e sfruttando l'aria calda prodotta dai macchinari per riscaldare gli uffici e le case in prossimità.

Cosa possiamo farci, ancora? Seguire individualmente semplici regole ecologiche come preferire gli web hosting sostenibili, non lasciare i nostri pc in standby per ore ed ore, acquistare alimentatori a risparmio energetico, evitare di stampare i file e soprattutto usare il web come strumento di  informazione per aumentare la nostra consapevolezza sulle problematiche ambientali.

 

Ho fatto così anche io ed ho aderito alla campagna CO2Neutral, promossa dall'azienda eco-friendly DoveConviene.it per sfogliare:

Volantino mediaworld -> http://www.doveconviene.it/volantino/mediaworld
Volantino ikea -> http://www.doveconviene.it/volantino/ikea
Volantino euronics -> http://www.doveconviene.it/volantino/euronics

e mi viene segnalato il negozio più vicino a casa mia. Risparmio tempo, carta e carburante! Lo stesso vale per decathlon, unieuro, lidl . . .

doveconviene,una esplosione green

 

Con l'ecosistema non si può mai parlare di storia a lieto fine, perché inevitabilmente ogni nostra azione inquina, ma una storia con finale aperto ce la possiamo guadagnare, sapendo che spetta a noi scrivere le pagine del nostro rapporto con il Pianeta Terra. Un blog ad impatto zero e lo shopping senza carta, sono buoni inizi!

 

 

 

giovedì 15 novembre 2012

Ospiti notturni del CRAS

La sera e la notte nell'area del Centro Recupero si aggirano spesso in piena libertà  varie specie animali, probabilmente attratti dalla presenza di diversi ospiti nelle voliere ma anche da qualche residuo di cibo che magari viene deliberatamente lasciato a terra per loro.
Le foto sono all'infrarosso, purtroppo di bassa qualità ma sufficienti per identificare le specie.


Volpe

Faina

CONCLUSO IL PROGETTO DI INANELLAMENTO DELL'AVIFAUNA NELLA RISERVA DI METAPONTO

Il progetto, promosso e finanziato dall'Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Potenza, ha portato al censimento di 1.390 uccelli appartenenti a 25 differenti specie. Rilevate due specie mai segnalate finora in Basilicata

Si è da poco concluso il progetto annuale di studio sulle rotte migratorie dell'avifauna svolto presso la Riserva Naturale Statale di Protezione "Metaponto", presso la foce del Bradano in Basilicata.
La ricerca, finanziata interamente dall'Ufficio territoriale per la biodiversità di Potenza del Corpo forestale dello Stato in qualità di Ente gestore della Riserva e condotta in collaborazione con lo Studio Naturalistico Milvus, è stata caratterizzata da un'importante campagna di inanellamento. Gli esemplari, catturati mediante l'impiego di apposite ed innocue reti, dopo essere stati inanellati sono stati immediatamente rilasciati in natura. Ad ogni volatile esaminato è stato apposto un piccolo anello metallico riportante una sigla alfanumerica, utile per il riconoscimento successivo, come previsto dal Regolamento per lo svolgimento dell'attività di inanellamento a scopo scientifico, redatto a cura dell'Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA), che si occupa anche a livello nazionale di coordinare le attività di inanellamento scientifico degli uccelli e di ricostruirne le rotte migratorie.
La campagna di inanellamento appena conclusa ha portato al censimento di 1.390 uccelli appartenenti a 25 specie diverse. 
Egidio Fulco, ornitologo responsabile della stazione d'inanellamento ha dichiarato:  "La specie più abbondante è stata il pettirosso, con circa 800 soggetti inanellati, seguito dalla capinera e dal luì piccolo, tutte specie provenienti dai siti di nidificazione situati in Europa Nord-Orientale. Particolare interesse suscita il rilevamento di due specie, mai segnalate finora in Basilicata: si tratta del luì forestiero (Phylloscopus inornatus), nidificante in Siberia ed Asia Nord-Orientale, e del pigliamosche pettirosso (Ficedula parva) proveniente dalla Russia e Finlandia".
Le attività prettamente scientifiche del progetto sono state affiancate da iniziative di educazione ambientale rivolte a scolaresche e gruppi organizzati e condotte dall'Ufficio territoriale per la biodiversità di Potenza in collaborazione con un'associazione naturalistica locale.

sabato 10 novembre 2012

FERITA A FUCILATE UN'ALBANELLA REALE IN PROVINCIA DI MATERA

COMUNICATO STAMPA CRAS - 10/11/2012
Un nuovo caso di bracconaggio ai rapaci. Recuperata ad Irsina un'Albanella reale ferita da colpi di arma da fuoco.
  
Il CRAS Centro Recupero Animali Selvatici della Provincia di Matera operante presso la Riserva di San Giuliano prosegue nel proprio impegno a favore della fauna in difficoltà.  Dopo il recupero di lunedì 5 novembre  di una Lontra investita in territorio di Pisticci è stato effettuato un nuovo intervento per salvare la vita ad un altro animale protetto.
In agro di Irsina tra sabato e domenica scorsi è stato abbattuto da bracconieri uno stupendo esemplare di Albanella reale femmina, rapace di dimensioni medio-grandi con un’apertura alare che raggiunge 120 centimetri. Un cittadino dopo averla notata sul terreno, ed incapace di volare,  domenica scorsa nelle campagne della località Santa Maria d’Irsi, è riuscito fortunatamente a raccoglierla a farla pervenire presso un ambulatorio veterinario di Matera per poi essere consegnata al CRAS da un volontario martedì scorso .
All’arrivo il maestoso rapace mostrava l’ala sinistra in posizione anormale, segno inequivocabile di qualche  trauma. Inoltre a causa dell’impossibilità di nutrirsi per qualche giorno il suo peso non superava i 370 grammi, troppo basso per un esemplare di quella specie. Immediatamente è stata prontamente soccorsa, reidratata ed alimentata dal responsabile del CRAS per consentirle di recuperare le forze e superare la notte. Era talmente debilitata e magra che non avrebbe potuto sopravvivere un altro giorno senza cure immediate. Poiché vi erano sospetti che l’Albanella potesse essere stata ferita da colpi di arma da fuoco è stata nella giornata di giovedì trasportata presso l’ospedale veterinario della Facoltà di Veterinaria dell’Università di Bari dove è stata subito visitata. All’esame radiografico effettuato sono stati infatti riscontrati nel corpo del rapace alcuni pallini, del tipo usato normalmente per la caccia che gli hanno procurato una frattura al radio-ulna. Non appena avrà recuperato un po’ di peso e forza dovrà essere operata e seguita dai veterinari per alcuni giorni prima di ritornare al CRAS per la degenza post-operatoria e per la riabilitazione. 




Un'Albanella reale fotografata in volo nelle campagne del materano



L’Albanella reale (Circus cyaneus) appartiene alla famiglia degli Accipitridi, stessa famiglia delle aquile, dei nibbi, degli avvoltoi. La sua presenza in Italia è fondamentalmente legata alla migrazione e allo svernamento. Si stima che la popolazione svernante sia variabile da 1000 a 3000 individui in relazione agli anni e alla rigidità del clima. Il suo areale di nidificazione più importante è concentrato in Russia e in altri paesi dell’Europa centrale oltre che in Asia centrale e settentrionale.






giovedì 8 novembre 2012

Un materano nominato direttore generale della LIPU

AMBIENTE: DANILO SELVAGGI
NUOVO DIRETTORE GENERALE LIPU
“Siamo una grande associazione, punteremo sul coinvolgimento della gente
e la legalità ambientale”

Cambio ai vertici gestionali della LIPU-BirdLife Italia. Il Consiglio nazionale LIPU ha chiamato come nuovo direttore generale Danilo Selvaggi, 44 anni, laureato in filosofia, già responsabile delle Relazioni istituzionali e delle Politiche ambientali.
Nato a Matera ma residente da tempo a Roma, dove lavora, Selvaggi succede a Elena D’Andrea, che svolgeva il ruolo di direttore generale dal 2004.
Dopo aver approfondito gli studi sui risvolti sociali della filosofia, in particolare quelli legati alla cultura ecologica e ai temi ambientali in genere, Selvaggi ha iniziato il suo percorso professionale alla LIPU nel 1995, fino a diventarne, pochi anni dopo, responsabile delle Relazioni istituzionali e delle politiche ambientali, ruolo nel quale è stato protagonista di numerose campagne per la tutela degli uccelli selvatici e degli habitat naturali.
Da oggi dunque il neo direttore garantirà la gestione strategica, amministrativa e finanziaria di un’Associazione, la LIPU, che vanta un patrimonio formato da quasi 30mila sostenitori, 90 sezioni locali e oltre 40 tra oasi, riserve e centri di recupero della fauna selvatica, e che aderisce al network internazionale di BirdLife International.

“Per la cultura ambientalista sono anni molto importanti – dichiara il direttore generale LIPU Danilo Selvaggi - se è vero che la crisi economica è anzitutto una crisi di modello di sviluppo, per non dire di antropologia, e mai come ora l’ambientalismo deve dunque saper trasmettere la visione di un mondo che metta al primo posto il rispetto della natura e delle persone, delle loro vite reali.
“La LIPU – prosegue Selvaggi - è una grande associazione che da quasi 50 anni, anche a livello internazionale, opera per la conservazione della biodiversità, la consulenza scientifica e l’educazione ambientale, che è sempre più educazione alla cittadinanza e allo sviluppo pieno dell’individuo nella collettività. Cercheremo di fare il nostro lavoro ancora meglio, a partire da alcuni grandi obiettivi come quelli di una vasta azione culturale, che coinvolga fortemente le persone e soprattutto i ragazzi, e un grande progetto nazionale e internazionale per la legalità ambientale e la lotta al bracconaggio”.

“Ringrazio a nome di tutta la LIPU il direttore uscente Elena D’Andrea per aver ben gestito e amministrato l’Associazione in questi ultimi anni molto intensi e difficili – commenta il presidente LIPU-Birdlife Italia, Fulvio Mamone Capria - Al nuovo direttore, che è espressione interna dell’Associazione e dal quale emergono forti motivazioni umane e professionali, l’augurio che possa costruire insieme a noi un’organizzazione ancora più rappresentativa e forte nel panorama del mondo ambientalista nazionale”.

mercoledì 7 novembre 2012

Tracce d'Uomo nella Riserva

Luogo: Riserva Naturale Regionale San Giuliano L.R. 39/2000
Data: 2 novembre 2012

Purtroppo l'inciviltà è tale che ogni volta che essa si manifesta, ovunque sia, aggiunge alla già forte rassegnazione sulla difficoltà di avere un mondo migliore, sempre nuove tessere che fanno del mosaico ambientale un quadro davvero desolante.
Le foto pubblicate qui sotto sono solo le più recenti  che riguardano uno degli ingressi principali dell'Oasi di San Giuliano, quello che si trova in prossimità del km 560 della statale 7.
Da anni (e non da giorni o mesi) si verificano queste situazioni nello stesso punto!  Ogni settimana i cassonetti vengono svuotati dagli operatori del Comune di Miglionico ma non sempre per loro è possibile gestire rifiuti speciali che si accumulano a terra fino a determinare situazioni assimilabili a vere e proprie discariche abusive.
Non ci sono versi per risolvere queste situazioni, è davvero difficile far capire alla gente (residenti dell'area?) che i rifiuti speciali vanno smaltiti in apposite aree secondo i regolamenti comunali.
Che cosa si può fare per fermare questo continuo spot di inciviltà che lascia segni indelebili all'immagine di un'area protetta e di un territorio che le istituzioni e le associazioni cercano di promuovere e di difendere da decenni?
Certo non sono solo questi i problemi della Riserva. Ma questo è uno dei tanti. Ovviamente ancora irrisolto come tanti altri.









martedì 6 novembre 2012

Un'altra Lontra vittima della strada in Basilicata


Le attività legate alla fauna selvatica protetta costituiscono uno dei principali obiettivi del lavoro del Centro Recupero Animali Selvatici della Provincia di Matera operante presso la Riserva di San Giuliano. Ogni giorno le emergenze per ritrovamenti, soccorsi e recuperi di esemplari impegnano il personale e i volontari.
Lunedì 5 novembre a seguito di una segnalazione di Marcello e Fabio Quinto dell’Associazione Movimento Azzurro Ecosezione Murge Materane  il responsabile del CRAS  Matteo Visceglia è intervenuto per il recupero del corpo senza vita di una Lontra. L’animale, quasi certamente vittima di investimento,  giaceva sul bordo della strada statale Basentana, in agro di Pisticci ed in un tratto ad alta densità di traffico a circa 1300 metri dall’area industriale di Tecnoparco. Non sono per ora note le cause che hanno spinto la Lontra a tentare l’attraversamento della statale, considerando che il fiume Basento si trova a circa 300 metri di distanza e che oltre il punto in cui è rimasta vittima non ci sono corsi d’acqua o habitat idonei tali da attrarre la specie.
Il ritrovamento è stato tempestivamente comunicato ad altri  enti territorialmente competenti come gli uffici del servizio veterinario dell' ASL di Matera,  la Provincia di Matera e il Corpo Forestale dello Stato in virtù dell’importanza scientifica di questo mustelide ed in riferimento alle linee guida indicate dal Piano Nazionale di Azione per la Conservazione della Lontra pubblicato dal Ministero dell’Ambiente.

Il Responsabile del CRAS Matteo Visceglia dichiara:
“Riteniamo che questi spostamenti anomali, spesso associati a mortali impatti con veicoli in transito, vadano ancora meglio interpretati sulla base di nuovi dati di recupero  ed in maniera molto accurata. Va chiarito infatti che l’ investimento potrebbe essere un fattore che si aggiunge, con esito letale,  a qualche altra situazione di patologia o sofferenza dell’animale e che nulla per ora possiamo dire sullo stato di salute dell’esemplare prima di essere travolto. Dovremo aspettare infatti l’esito degli esami necroscopici e tossicologici che saranno fatti.   Teniamo conto che il Basento proprio nel  tratto interessato da questo ritrovamento è risultato fortemente inquinato. Sono state registrate recenti morie di pesci per cause chimiche, oltre a varie situazioni di degrado qualitativo del corso d’acqua e a tali condizioni potrebbe essere associata qualche forma di intossicazione acuta o cronica che potrebbe aver determinato disorientamento o anomalie comportamentali inducendo l’animale a movimenti pericolosi lungo le strade.
La carcassa è al momento conservata a cura del CRAS e per motivi di studio la metteremo a disposizione delle strutture di ricerca afferenti al Progetto RECAL (Recupero ed Analisi post-mortem di esemplari di Lontra (Lutra lutra)  avviato dal Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano in collaborazione con società di ricerche,  CRAS (Centri Recupero Animali Selvatici), Università, ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale), ASL e Istituti Zooprofilattici provinciali”.


La Lontra euroasiatica (Lutra lutra) appartiene alla famiglia dei Mustelidi ed è largamente distribuita in tutto il continente europeo e in buona parte dell’Asia.
In Italia era in passato piuttosto diffusa lungo tutta la penisola ma  dall’inzio del secolo scorso ha mostrato un trend negativo scomparendo da molte regioni. Attualmente, grazie alle costanti attività di ricerca e monitoraggio,  sta mostrando timidi segnali di ripresa e mantiene il nucleo più consistente e vitale della sua popolazione confinato in alcune aree del sud (tranne che in Sicilia). Da stime di popolazione effettuate soprattutto negli ultimi anni sembra che in tutto il nostro Paese vi siano tra i 300 e i 600 individui. A livello generale però resta comunque in uno stato di costante minaccia a causa delle trasformazioni del suo habitat e del degrado della qualità dei corsi d’acqua in molte regioni, compresa la Basilicata che ospita ancora il maggior numero di esemplari a livello nazionale. Se non si previene ogni forma di grave inquinamento dei fiumi e dei laghi, se non si riduce il disturbo e la trasformazione degli habitat anche nella nostra regione questa specie potrebbe ridursi considerevolmente segnando così un netto bilancio ambientale a sfavore della Biodiversità.






domenica 4 novembre 2012

Nibbio bruno a novembre, un incontro raro

Il Nibbio bruno (Milvus migrans) è specie spiccatamente migratrice che abbandona le nostre aree di nidificazione a partire dal mese di agosto.
Nel mese di novembre è molto difficile osservare esemplari. Venerdì scorso uno dei pochi individui svernanti nella nostra regione, di cui ancora non è nota la reale consistenza a causa dell'insufficiente monitoraggio,  si è fatto sorprendere su un albero secco sulle rive del fiume Basento, all'interno del Parco Regionale di Gallipoli Cognato. Insieme ad altri naturalisti ed appassionati lucani seguiremo questo individuo per accertarne un'eventuale svernamento e allo stesso tempo verificheremo anche lo svernamento di altri soggetti nei pochissimi siti finora noti a livello regionale.

Qui sotto una foto molto ingrandita del soggetto ripreso a distanza il 2 novembre scorso.





sabato 3 novembre 2012

Rassegna stampa: Tracce di lupi nelle campagne

 GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO   -   3 NOVEMBRE 2012                    

sabato 27 ottobre 2012

Ospiti della Casa Famiglia di Miglionico visitano il CRAS

 Alcuni giorni fa alcuni ospiti della Casa Famiglia di Miglionico accompagnati da operatori della cooperativa sociale "Vita Alternativa" e da soci della locale Proloco hanno visitato la Riserva Naturale di San Giuliano ed in particolare il CRAS Centro Recupero Animali Selvatici.  Il Responsabile della struttura ha accolto il gruppo illustrando le finalità del Centro provinciale e guidando una visita all’area delle voliere dove sono attualmente in cura una cinquantina di rapaci molti dei quali non più liberabili in natura a causa di gravi traumi. Oggetto di attenzione e curiosità degli ospiti sono stati anche rettili, come serpenti e tartarughe, oltre che alcuni reperti naturalistici utilizzati per spunti di discussione sulla fauna del territorio.
La grande simpatia e cordialità degli utenti della Casa Famiglia e degli assistenti sociali sono stati davvero una bella sorpresa per il responsabile del CRAS. Un’ora di attività in ambiente naturale e lontano dalla loro usuale residenza ha consentito di spezzare la monotonia della quotidianità e vivere una breve ma interessante esperienza, per certi versi davvero  "alternativa" visto che per alcuni di loro l'osservazione degli animali da vicino ha suscitato curiosità, interesse e fascino. Tante domande e molta curiosità da parte degli ospiti hanno scandito il tempo della visita didattica manifestando così una grande sensibilità e rispetto per la natura.
L'operatrice ed accompagnatrice del gruppo Mariolina Rondinone in accordo con il responsabile del CRAS, vista la positiva esperienza, ha già concordato una nuova visita guidata per altri ospiti della struttura e per alcuni minori svantaggiati del progetto "L'Aquilone".

Il Responsabile del CRAS Matteo Visceglia ha dichiarato:
"Riteniamo che avvicinare le persone che si trovano in situazioni di disabilità e svantaggio alle attività del CRAS e alla conoscenza del mondo animale  sia uno dei modi per arricchire la loro sfera emotiva e sociale contribuendo al miglioramento delle loro condizioni psico-fisiche. Educare, sensibilizzare e far conoscere il patrimonio naturalistico e ambientale del territorio oltre che essere una delle principali finalità del nostro Centro è anche un modo per stimolare la società civile, le amministrazioni locali e gli enti preposti alla valorizzazione del territorio affinché non dimentichino che il nostro lavoro consente di raggiungere importanti risultati sul piano della corretta educazione civica e ambientale rivolta a tutti i cittadini,  senza alcuna esclusione. Riteniamo quindi che l’arricchimento culturale di tutti i visitatori sia uno degli obiettivi imprescindibili a cui le aree protette, attraverso le iniziative in esse avviate, dovranno sempre fare riferimento per contribuire al miglioramento della qualità della vita dell’uomo e degli animali.”





mercoledì 24 ottobre 2012

Abbattuto a fucilate Pilar, giovane biancone lucano con satellitare

di Matteo Visceglia

Pilar, uno dei giovani bianconi (Circaetus gallicus) lucani nato lo scorso 2011 e protagonista di un ambizioso progetto di monitoraggio con telemetria satellitare, è stato barbaramente ucciso da bracconieri a metà settembre sullo stretto di Messina,  in località Alì Terme. E' l'ennesima prova, quasi una quotidiana ostentazione della stupidità umana, di quanto deleterio e spregevole sia il bracconaggio praticato in modo spesso impunito in tante parti d'Italia e d'Europa. Pochi giorni fa in Toscana anche due Ibis eremita, anch'essi facenti parte di un importante progetto europeo finalizzato alla conservazione della specie, sono stati abbattuti da colpi di arma da fuoco.
Già nel 2010 il Parco Regionale Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane, in collaborazione con l’Università spagnola di Alicante, avviò un progetto di ricerca sul Biancone  aquila migratrice molto rara che nidifica nel territorio del Parco e sverna principalmente in Africa tropicale, a Sud del Sahara. Nell’ambito di questo progetto, per la prima volta in Italia, in due anni sono stati marcati 5 giovani esemplari mediante l’applicazione di piccole trasmittenti satellitari.
L’utilizzo di questa moderna tecnologia ha permesso di seguire in diretta gli spostamenti di questi rapaci nella migrazione tra Europa e Africa, fornendo utilissime informazioni sull’ecologia e le strategie migratorie adottate, necessarie per l’individuazione di misure per la conservazione della specie.  Moltissimi appassionati e diversi ricercatori interessati allo studio della migrazione a circuito del Biancone, sono rimasti assai sorpresi quando sul monitor del computer non hanno potuto più seguire gli spostamenti di Pilar tra la Basilicata e la Sicilia dove aveva trascorso il suo primo anno di vita.
Pilar era stato marcato nel suo nido, nel luglio 2011, poco prima dell’involo e nel suo primo anno di vita aveva volato per migliaia di chilometri in diverse località dell’Italia centro-meridionale trascorrendo l’inverno e la primavera in un’area della Sicilia centrale.
Sullo Stretto di Messina anche se la barbara "tradizione" di uccidere i migratori primaverili sembra  essere diminuita grazie agli enormi sforzi di vigilanza di Associazioni ambientaliste e alle azioni di repressione da parte delle forze di polizia, sono purtroppo ancora frequenti gli episodi di bracconaggio. Ciò è dovuto al fatto che le norme penali italiane sono inadeguate rispetto alla gravità del fenomeno del bracconaggio dove ad esempio, l’uccisione di una specie protetta, come il Biancone, rappresenta un reato “contravvenzionale” punito molto spesso con una multa e soprattutto, agli scarsi controlli attuati sull’attività venatoria in molte aree del nostro Paese, che risultano particolarmente carenti nelle regioni meridionali.
D’altra parte gli abbattimenti illegali di cui si viene a conoscenza, come quello del Biancone Pilar, sono solo una piccola minoranza e testimoniano gli enormi rischi che corrono in quell’area i rapaci migratori e non. Va ricordato che il numero complessivo degli animali abbattuti ogni anno dai bracconieri rimane ancora un’incognita a cui oggi le autorità competenti non sono in grado di dare un valore quantitativo. 

Il Presidente del Parco Luigi Lombardi nel commentare questo episodio ha così dichiarato:
"Ancora una volta questi vergognosi gesti di bracconaggio compromettono le diverse azioni positive messe in atto dagli enti gestori di aree protette, a cui spetta in primis il compito di attuare studi e programmi per garantire la tutela e la salvaguardia della Natura.  Gli sforzi di conservazione compiuti nelle aree di nidificazione (come nel caso di Pilar, nato in Basilicata nel Parco Regionale Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane), subiscono ancora una volta un danno irreparabile a causa di atti delinquenziali compiuti da “uomini” che non hanno alcun rispetto del patrimonio naturale e delle normative.
In questo caso infatti, la spregevole azione dei bracconieri, oltre ad aver colpito una specie particolarmente protetta, ha vanificato tutti gli sforzi di ricerca, anche economici, attuati dopo anni di programmazione a livello internazionale per migliorare le conoscenze sui comportamenti migratori di quest'aquila mediterranea.
Fenomeni di tale gravità sottolineano l’importanza e l'urgenza di rendere più severe le norme nazionali di tutela della fauna e di affiancarvi operazioni concrete e costanti di vigilanza del territorio  da parte dei Corpi di Polizia preposti, al fine di contrastare fortemente questi atti di illegalità consolidata, compiuti altresì in epoca di pre-apertura dell’attività venatoria".

Un biancone con radio satellitare applicata poco prima dell'involo

La mappa degli spostamenti di Pilar nel suo primo anno di vita

Il Parco di Gallipoli Cognato a Geo & Geo

venerdì 19 ottobre 2012

Cuccioli di cane come spazzatura gettata sotto i ponti

-->Riceviamo e pubblichiamo una nota inviata dal naturalista Egidio Fulco in merito ad un macabro ritrovamento che testimonia il  basso livello di civiltà di alcuni cittadini.

L’essere umano a volte compie azioni incomprensibili, scadendo spesso in atteggiamenti difficilmente definibili secondo i canoni dell’etica e del buon senso, che gettano una cupa ombra sul senso sociale, producendo solo un forte senso di rabbia e sgomento.
Oggi (18 ottobre n.d.r.) purtroppo l’ennesima conferma: durante un sopralluogo con una troupe di documentaristi dell’ENEA impegnati nella realizzazione di un filmato sulle bellezze naturalistiche lucane, ci siamo imbattuti in uno strano sacco di plastica abbandonato sotto un ponte ormai poco frequentato a ridosso dell’area industriale di Pisticci scalo. Indignazione e sconcerto sono stati i sentimenti che hanno pervaso tutti noi, quando all’apertura del sacco abbiamo costatato la presenza di nove cuccioli di cane appena nati (probabilmente di 2 o 3 giorni) tutti purtroppo morti tranne uno che, agonizzante, ha lanciato gli ultimi guaiti.
I video naturalistici che fino a poco prima avevamo girato, emozionandoci per la bellezza delle colline lucane, hanno presto lasciato il posto ad un senso di inadeguatezza rispetto alla fredda e spietata immagine al cui cospetto ci siamo trovati.
Immediatamente sono stati allertati gli organi competenti e, dopo la mancata risposta del Corpo Forestale dello Stato e dei Vigili Urbani, siamo stati costretti a rivolgerci ai Carabinieri, che in breve si sono recati sul posto per gli accertamenti necessari.
La ricostruzione degli eventi è tanto semplice quanto agghiacciante: qualcuno ha lanciato i cagnolini giù dal ponte dopo averli chiusi in un sacco di plastica per disfarsi di una cucciolata probabilmente giudicata “di troppo”.
I comportamenti incivili passano purtroppo sempre più spesso inosservati, anche a causa di un’assurda assuefazione da parte della società civile rispetto alle azioni illecite, illegali o immorali come questa.
Atti di questo genere vanno condannati con forza, in quanto si tratta di vere e proprie forme di violenza, perpetrata verso una forma di vita in quanto non funzionale ai propri scopi. Il trionfo dell’individualismo oltre che della più bieca inciviltà.