venerdì 14 maggio 2010
mercoledì 12 maggio 2010
La perdita di Biodiversità danneggia le economie
(AGI) - Londra, 10 mag. - L'estinzione di specie animali e vegetali avviene a un ritmo fino a mille volte superiore rispetto al passato e presto il danno avra' un impatto diretto sulle economie. E' l'allarme lanciato dal terzo Rapporto globale sulla biodiversita' (Gbo-3). "Le notizie non sono buone", ha spiegato Ahmed Djoglaf, segretario esecutivo della Convenzione dell'Onu per la Biodiversita' (Cbd), "il 21% di tutti i mammiferi, il 30% degli anfibi, il 12% degli uccelli e il 27% dei coralli sono a rischio estinzione", Tra il 1970 e il 2006 si e' ridotta di un terzo la varieta' dei vertebrati, il gruppo in cui rientrano mammiferi, uccelli, anfibi, rettili e pesci. A rischio c'e' anche un quarto delle specie di piante, con l'unica nota positiva del contenimento dell'erosione delle foreste tropicali e delle mangrovie in alcune regioni. Il rapporto avverte che gli obiettivi di salvaguardia della biodiversita' fissati a Johannesburg nel 2002 per il 2010 saranno ampiamente disattesi, nonostante 170 Paesi si siano dotati di un piano d'azione nazionale. Icambiamenti climatici, l'inquinamento, le modifiche degli habitat, lo sfruttamento delle colture e l'introduzione di specie non autoctone come le cinque cause principali della perdita di biodiversita'. "Se i mercati azionari mondiali avessero avuto le stesse perdite che sta subendo la natura, ci sarebbe il panico e sarebbe gia' stato deciso un piano d'intervento", ha commentato Djoglaf. Del resto le economie stanno gia' pagando un prezzo al declino della biodiversita' in termini di costi aggiuntivi come quelli per la purificazione dell'aria e dell'acqua, la protezione delle coste dalle tempeste, la mancata impollinazione e la conservazione delle aree naturali per l'ecoturismo. In Italia e' stato stimato che il 45% delle specie animali sia a rischio estinzione, tra cui il camoscio dell'Appennino, l'aquila del Bonelli, l'orso bruno marsicano, l'avvoltoio Capovaccaio, il delfino, la foca monaca, le tartarughe marine, le mante e le balenottere. (AGI) -
martedì 11 maggio 2010
Upupa sulla Murgia
10 maggio, pomeriggio.
Una bellissima Upupa cerca insetti sul tronco di un mandorlo sulla Murgia materana.
Una bellissima Upupa cerca insetti sul tronco di un mandorlo sulla Murgia materana.
giovedì 6 maggio 2010
Liberato lo svasso maggiore!
Questa mattina, constatata l'assenza di problemi particolari, è stato liberato lo svasso maggiore recuperato a Pisticci martedì scorso... Si ringrazia il signor Rocco Baldari per averlo subito soccorso e consegnato al Centro Recupero...
Qui si sgranchisce le ali sull'acqua...
Qui si sgranchisce le ali sull'acqua...
mercoledì 5 maggio 2010
Uno svasso maggiore recuperato nella zona industriale di Pisticci
Cosa ci fa uno svasso maggiore (Podiceps cristatus) fuori dall'acqua nella zona industriale di Pisticci? Questo non lo sappiamo, ma di certo sappiamo che in quell'area ci sono delle vasche con acqua o liquami non certo adatti alle sue esigenze ecologiche... Un esemplare è stato ritrovato martedì scorso a terra, immobile, e non lontano da una di queste vasche. Chi si è accorto di lui, un lavoratore di una azienda locale, ha pensato bene di consegnarlo al Centro Recupero di San Giuliano per un controllo. All'arrivo lo svasso mostrava una normale reattività e non vi erano nè traumi o ferite evidenti nè segni particolari che potessero far pensare a qualche grave intossicazione. Forse, vogliamo sperarlo, era solo un individuo che durante la migrazione è "crollato" per la stanchezza visto che gli svassi non sono grandi volatori...
In ogni caso, trattandosi di una specie acquatica abbastanza delicata e sensibile, domani mattina, se non insorgono particolari problemi, l'esemplare sarà subito rilasciato nel suo habitat, all'interno della Riserva di San Giuliano.
In Basilicata lo svasso maggiore è stanziale, nidificante, svernante e migratore regolare. Insomma una specie ben rappresentata.
In ogni caso, trattandosi di una specie acquatica abbastanza delicata e sensibile, domani mattina, se non insorgono particolari problemi, l'esemplare sarà subito rilasciato nel suo habitat, all'interno della Riserva di San Giuliano.
In Basilicata lo svasso maggiore è stanziale, nidificante, svernante e migratore regolare. Insomma una specie ben rappresentata.
martedì 4 maggio 2010
Migratori speciali: albanella minore
venerdì 30 aprile 2010
Documentario sul Falco grillaio: rassegna stampa

CLICCA PER INGRANDIRE L'IMMAGINE
Non si capisce perchè le redazioni dei quotidiani scelgano foto inappropriate rispetto all'articolo che pubblicano. Qui si vede un Falco pellegrino e non un Falco grillaio!
Pazienza...
Documentario sul Falco grillaio premiato nel Parco del Delta del Po
Grande successo del documentario sul Falco grillaio “Ali sopra la Murgia” girato a Matera lo scorso anno. La regista Olivella Foresta dopo la messa in onda del filmato durante la trasmissione di RAI 3 Geo & Geo del 23 marzo scorso ha partecipato all’edizione 2010 del Concorso Festival del Documentario Naturalistico organizzato durante la Fiera Internazionale del Birdwatching e del Turismo Naturalistico a Comacchio, nel Parco Regionale del Delta del Po Emilia Romagna. Martedì scorso si è appreso che questo filmato è tra quelli premiati al prestigioso concorso confermando come il connubio tra natura e turismo in Basilicata, veicolato da belle immagini, è stato particolarmente apprezzato dalla giuria del concorso.
Il documentario, girato tra Matera e Montescaglioso durante la primavera e l’estate scorsi, ha visto tra i più assidui collaboratori anche gli operatori del Centro Recupero Rapaci della Riserva di San Giuliano. Il responsabile del Centro Matteo Visceglia dichiara:
“Quando Olivella Foresta ha iniziato a raccogliere le prime immagini per il documentario non immaginava ancora la bellezza e il fascino che regala questo piccolo falco nel suo habitat naturale, diviso tra campi coltivati, le steppe della murgia e le case del centro storico. Dopo le tante riprese effettuate ha manifestato grande apprezzamento per la bellezza dei nostri luoghi. Il Centro Recupero Provinciale della Riserva di San Giuliano, considerata la tematica, ha collaborato tantissimo e fatto il possibile affinché si potesse registrare e documentare ogni piccolo dettaglio capace di evidenziare quanto affascinante e allo stesso tempo vulnerabile è la vita del falco grillaio che vive a Matera e Montescaglioso, centri in cui si sono registrate le riprese. Ma non ci siamo limitati solo agli aspetti emotivi ed estetici; abbiamo anche voluto mettere in evidenza, accompagnando e aiutando la troupe giorno per giorno, anche alcune delle iniziative che sono state realizzate in questi anni per tutelare questa specie rara al mondo. Le azioni messe in campo dal Progetto Comunitario LIFE Natura “Rapaci Lucani” sono servite moltissimo a far conoscere anche a livello nazionale le problematiche della specie ma ora occorre che la Provincia di Matera, beneficiaria per 4 anni del Progetto, continui a garantire la prosecuzione delle varie attività di recupero, tutela e conservazione del grillaio e delle altre specie minacciate come il capovaccaio, il lanario ed il nibbio reale. Dobbiamo convincerci che la bellezza e il fascino del nostro territorio sono certamente più forti e nitidi sul piano turistico quando riusciamo a proteggere e valorizzare nella maniera corretta e responsabile i maggiori protagonisti della biodiversità locale. Oggi il turismo mondiale va in questa direzione e il successo alla Fiera Internazionale del Turismo Naturalistico lo conferma. Un grazie a nome del Centro Rapaci ad Olivella Foresta che con la sua bravura e la sua grande sensibilità ha saputo tradurre in eloquenti immagini tutto il fascino di un nostro compagno di viaggio che condivide con noi i benefici della protezione di un territorio ancora vivibile ma anche i problemi dell’habitat naturale che piano piano tende a trasformarsi”
La proiezione e premiazione del documentario avverrà sabato 1 maggio a Comacchio (Ferrara) presso la Sala Polivalente di Palazzo Bellini.

Olivella Foresta durante le riprese

Riprese presso l'Abbazia di Montescaglioso

Un falco grillaio affacciato sul nido
Il documentario, girato tra Matera e Montescaglioso durante la primavera e l’estate scorsi, ha visto tra i più assidui collaboratori anche gli operatori del Centro Recupero Rapaci della Riserva di San Giuliano. Il responsabile del Centro Matteo Visceglia dichiara:
“Quando Olivella Foresta ha iniziato a raccogliere le prime immagini per il documentario non immaginava ancora la bellezza e il fascino che regala questo piccolo falco nel suo habitat naturale, diviso tra campi coltivati, le steppe della murgia e le case del centro storico. Dopo le tante riprese effettuate ha manifestato grande apprezzamento per la bellezza dei nostri luoghi. Il Centro Recupero Provinciale della Riserva di San Giuliano, considerata la tematica, ha collaborato tantissimo e fatto il possibile affinché si potesse registrare e documentare ogni piccolo dettaglio capace di evidenziare quanto affascinante e allo stesso tempo vulnerabile è la vita del falco grillaio che vive a Matera e Montescaglioso, centri in cui si sono registrate le riprese. Ma non ci siamo limitati solo agli aspetti emotivi ed estetici; abbiamo anche voluto mettere in evidenza, accompagnando e aiutando la troupe giorno per giorno, anche alcune delle iniziative che sono state realizzate in questi anni per tutelare questa specie rara al mondo. Le azioni messe in campo dal Progetto Comunitario LIFE Natura “Rapaci Lucani” sono servite moltissimo a far conoscere anche a livello nazionale le problematiche della specie ma ora occorre che la Provincia di Matera, beneficiaria per 4 anni del Progetto, continui a garantire la prosecuzione delle varie attività di recupero, tutela e conservazione del grillaio e delle altre specie minacciate come il capovaccaio, il lanario ed il nibbio reale. Dobbiamo convincerci che la bellezza e il fascino del nostro territorio sono certamente più forti e nitidi sul piano turistico quando riusciamo a proteggere e valorizzare nella maniera corretta e responsabile i maggiori protagonisti della biodiversità locale. Oggi il turismo mondiale va in questa direzione e il successo alla Fiera Internazionale del Turismo Naturalistico lo conferma. Un grazie a nome del Centro Rapaci ad Olivella Foresta che con la sua bravura e la sua grande sensibilità ha saputo tradurre in eloquenti immagini tutto il fascino di un nostro compagno di viaggio che condivide con noi i benefici della protezione di un territorio ancora vivibile ma anche i problemi dell’habitat naturale che piano piano tende a trasformarsi”
La proiezione e premiazione del documentario avverrà sabato 1 maggio a Comacchio (Ferrara) presso la Sala Polivalente di Palazzo Bellini.

Olivella Foresta durante le riprese

Riprese presso l'Abbazia di Montescaglioso

Un falco grillaio affacciato sul nido
giovedì 29 aprile 2010
mercoledì 28 aprile 2010
Atti VII Convegno Internazionale Grillaio
Nel corso del VII° Convegno Internazionale sul Falco grillaio tenutosi ad Almendraleio, Spagna, nel mese di novembre 2008 fu presentato un contributo scientifico dal titolo: Las acciones del Proyecto LIFE Naturaleza "Rapaci Lucani" para la conservacion del Cernicalo primilla (Falco naumanni) en la provincia de Matera - Italia.
Da poco sono stati pubblicati gli atti. Chi fosse interessato a ricevere solo l'estratto del lavoro citato può richiederlo all'indirizzo: de-rerum-natura@libero.it
Da poco sono stati pubblicati gli atti. Chi fosse interessato a ricevere solo l'estratto del lavoro citato può richiederlo all'indirizzo: de-rerum-natura@libero.it
domenica 25 aprile 2010
Fauna selvatica e strade
Ogni giorno migliaia di animali selvatici, per lo più appartenenti a specie protette, vengono investiti dai veicoli sulle strade. Sull'entità della mortalità della fauna a causa del traffico si sa molto poco ma da quello che si intuisce, se si viaggia tutti i giorni, risulta chiaro che a livello quantitativo il fenomeno è tale che meriterebbe di essere studiato e approfondito allo scopo di valutare e progettare eventuali soluzioni in grado di ridurre gli impatti e conseguentemente anche i rischi per gli automobilisti. Molto probabilmente le cifre della sola Basilicata (regione con una rete stradale non eccessivamente sviluppata) potrebbero aggirarsi nell'ordine di alcune migliaia di esemplari l'anno, comprendenti rettili, anfibi, uccelli e mammiferi (a questi andrebbero aggiunti, a livello statistico, anche le specie domestiche). Per fare una stima più precisa anche dal punto di vista qualitativo (le specie interessate dal fenomeno) sarebbe utile attivare un monitoraggio a campione anche con la collaborazione delle categorie di gli operatori che lavorano sulle strade tutti i giorni. In questo modo si avrebbe una raccolta di dati davvero puntuale e di grande interesse per una gestione più razionale e preventiva del fenomeno.
Un altro aspetto da considerare è quello legato alla rimozione delle carcasse e la loro destinazione ad istituti di ricerca o a musei naturalistici. Nella peggiore delle ipotesi, nel caso in cui nessun utilizzo è possibile, le carcasse andrebbero rimosse e smaltite secondo le norme vigenti. Ricordiamo che le carcasse abbandonate sulle strade potrebbero essere cause di altri investimenti nel momento in cui altri animali necrofagi si avvicinano per cibarsene.
Sono tantissime le informazioni di carattere scientifico che si potrebbero ricavare dall'esame degli esemplari raccolti e sicuramente degni di nota potrebbero essere i dati di carattere sanitario, utili per una valutazione dello stato di salute, con riferimento alle malattie infettive e trasmissibili, della popolazione di alcune specie viventi in un determinato territorio, specie se in stretto contatto con l'uomo e gli animali domestici. Il controllo di alcune patologie che interessano la fauna selvatica dovrebbe essere un motivo valido per sostenere un programma di studio ad hoc. Purtroppo le cose sono andate sempre diversamente e pare che si continua a non considerare la problematica. Gli animali selvatici, dal punto di vista naturalistico e scientifico, sappiamo che suscitano poco interesse nelle istituzioni preposte (eccetto rari casi). Solo per alcune specie di rilevante interesse, come la Lontra, il Lupo, il Cinghiale, il Capriolo (dove presente) ecc. qualcosa sembra si muova (ma risultati e dati di interesse locale non se ne vedono ancora) anche se non mancano casi che dimostrano come spesso si perdono interessanti occasioni di studio per specie rare e localizzate. Quanti animali vengono semplicemente lasciati abbandonati sulle strade fino diventare un tappetino di pelle o piume? In Basilicata abbiamo esempi di lontre investite e mai recuperate...
In ogni caso è possibile concludere che sia gli aspetti legati alla sicurezza stradale sia quelli legati alla tutela e studio della fauna meritano molta più attenzione di quanto finora fatto.
La foto qui sotto ritrae un Tasso (Meles meles) adulto fotografato questa mattina sulla strada provinciale ex SS 175, in territorio di Montescaglioso (Mt), a circa 15 km lineari dal mare.
Un altro aspetto da considerare è quello legato alla rimozione delle carcasse e la loro destinazione ad istituti di ricerca o a musei naturalistici. Nella peggiore delle ipotesi, nel caso in cui nessun utilizzo è possibile, le carcasse andrebbero rimosse e smaltite secondo le norme vigenti. Ricordiamo che le carcasse abbandonate sulle strade potrebbero essere cause di altri investimenti nel momento in cui altri animali necrofagi si avvicinano per cibarsene.
Sono tantissime le informazioni di carattere scientifico che si potrebbero ricavare dall'esame degli esemplari raccolti e sicuramente degni di nota potrebbero essere i dati di carattere sanitario, utili per una valutazione dello stato di salute, con riferimento alle malattie infettive e trasmissibili, della popolazione di alcune specie viventi in un determinato territorio, specie se in stretto contatto con l'uomo e gli animali domestici. Il controllo di alcune patologie che interessano la fauna selvatica dovrebbe essere un motivo valido per sostenere un programma di studio ad hoc. Purtroppo le cose sono andate sempre diversamente e pare che si continua a non considerare la problematica. Gli animali selvatici, dal punto di vista naturalistico e scientifico, sappiamo che suscitano poco interesse nelle istituzioni preposte (eccetto rari casi). Solo per alcune specie di rilevante interesse, come la Lontra, il Lupo, il Cinghiale, il Capriolo (dove presente) ecc. qualcosa sembra si muova (ma risultati e dati di interesse locale non se ne vedono ancora) anche se non mancano casi che dimostrano come spesso si perdono interessanti occasioni di studio per specie rare e localizzate. Quanti animali vengono semplicemente lasciati abbandonati sulle strade fino diventare un tappetino di pelle o piume? In Basilicata abbiamo esempi di lontre investite e mai recuperate...
In ogni caso è possibile concludere che sia gli aspetti legati alla sicurezza stradale sia quelli legati alla tutela e studio della fauna meritano molta più attenzione di quanto finora fatto.
La foto qui sotto ritrae un Tasso (Meles meles) adulto fotografato questa mattina sulla strada provinciale ex SS 175, in territorio di Montescaglioso (Mt), a circa 15 km lineari dal mare.
sabato 24 aprile 2010
Rassegna stampa IL QUOTIDIANO DELLA BASILICATA 22 aprile 2010
giovedì 22 aprile 2010
Respinto il blitz di caccia selvaggia !
Confermato il divieto di caccia durante la riproduzione e migrazione degli uccelli.
Italia più vicina a risolvere i contenziosi europei.
“Ha prevalso il senso di responsabilità nel Parlamento e nel Governo che ha evitato di estendere la stagione venatoria senza limiti certi e respinto una vera e propria deregulation venatoria.”
Lo dichiarano le associazioni Altura, Amici della Terra, Animalisti italiani, Cts, Enpa, Fare Verde, Greenpeace, Memento Naturae, No alla caccia, Lav, Legambiente, Lida, Lipu, Mountain Wilderness, Oipa, UNA, Vas, WWF Italia dopo il voto dell’articolo 43 della legge Comunitaria approvato dall’Aula della Camera dei Deputati.
L’articolo recepisce correttamente molte delle richieste avanzate dalla Commissione Europea con la procedura d’infrazione 2006/2131 e consente all’Italia di attrezzarsi meglio per gli imminenti giudizi della Corte di Giustizia Europea.
Dal punto di vista sostanziale, l’articolo introduce importanti novità sotto il profilo della tutela della natura e degli animali selvatici, come una maggiore protezione degli habitat naturali e il divieto di caccia durante i periodi di riproduzione e migrazione degli uccelli.
Resta il rammarico per l’indebita concessione alle doppiette rappresentata dalla possibilità di deroga regionale al calendario venatorio, seppure contenuta alla sola prima decade di febbraio e sottoposta al parere dell’ISPRA.
Con il voto odierno, la Camera dei Deputati ha tuttavia ribadito il suo chiaro no a “caccia selvaggia” e messo la parola fine ai tentativi di stravolgimento della legge sulla tutela della fauna.
“Ringraziamo tutti i Deputati di maggioranza e di opposizione che, con un impegno straordinario, si sono fatti interpreti, in questi giorni, delle nostre istanze e di quelle della natura.”
Roma, 21 aprile 2010
Ufficio stampa Legambiente
Ufficio Stampa LIPU-BirdLife Italia
Ufficio stampa WWF Italia
Italia più vicina a risolvere i contenziosi europei.
“Ha prevalso il senso di responsabilità nel Parlamento e nel Governo che ha evitato di estendere la stagione venatoria senza limiti certi e respinto una vera e propria deregulation venatoria.”
Lo dichiarano le associazioni Altura, Amici della Terra, Animalisti italiani, Cts, Enpa, Fare Verde, Greenpeace, Memento Naturae, No alla caccia, Lav, Legambiente, Lida, Lipu, Mountain Wilderness, Oipa, UNA, Vas, WWF Italia dopo il voto dell’articolo 43 della legge Comunitaria approvato dall’Aula della Camera dei Deputati.
L’articolo recepisce correttamente molte delle richieste avanzate dalla Commissione Europea con la procedura d’infrazione 2006/2131 e consente all’Italia di attrezzarsi meglio per gli imminenti giudizi della Corte di Giustizia Europea.
Dal punto di vista sostanziale, l’articolo introduce importanti novità sotto il profilo della tutela della natura e degli animali selvatici, come una maggiore protezione degli habitat naturali e il divieto di caccia durante i periodi di riproduzione e migrazione degli uccelli.
Resta il rammarico per l’indebita concessione alle doppiette rappresentata dalla possibilità di deroga regionale al calendario venatorio, seppure contenuta alla sola prima decade di febbraio e sottoposta al parere dell’ISPRA.
Con il voto odierno, la Camera dei Deputati ha tuttavia ribadito il suo chiaro no a “caccia selvaggia” e messo la parola fine ai tentativi di stravolgimento della legge sulla tutela della fauna.
“Ringraziamo tutti i Deputati di maggioranza e di opposizione che, con un impegno straordinario, si sono fatti interpreti, in questi giorni, delle nostre istanze e di quelle della natura.”
Roma, 21 aprile 2010
Ufficio stampa Legambiente
Ufficio Stampa LIPU-BirdLife Italia
Ufficio stampa WWF Italia
martedì 20 aprile 2010
Iniziativa sul grillaio del Parco Nazionale dell'Alta Murgia
Pubblichiamo qui sotto il comunicato diffuso dal Parco Nazionale dell'Alta Murgia che mette in evidenza il crescente interesse per le attività di monitoraggio e studio del Falco grillaio nel comprensorioo a cavallo tra Puglia e Basilicata. A Matera e Montescaglioso le attività di monitoraggio e di conservazione sono state svolte fino allo scorso mese di settembre 2009 nell'ambito del Progetto LIFE Natura Rapaci Lucani. Da alcuni mesi ogni iniziativa riguardante la tutela del grillaio ed altri rapaci viene svolta a titolo di volontariato (dagli stessi collaboratori ed esperti che hanno seguito alcune azioni nel periodo di attività ufficiale del LIFE) ed in stretta collaborazione con la Provincia di Matera da cui si attende l'attivazione di iniziative capaci di garantire continuità tecnica e scientifica al Progetto così come auspicato dalla Commissione Europea che ha cofinanziato il Progetto.
Proseguono anche quest’anno le attività di conservazione della LIPU di Gravina, sostenuto dal Parco nazionale dell'Alta Murgia, col progetto “Il Parco per il Grillaio”. Sono previsti il censimento ed il recupero dei nidiacei, mentre due webcam seguiranno in diretta la vita di una coppia di grillai.
Il 23 e il 30 aprile prossimi saranno effettuate le operazioni di censimento delle colonie di grillaio nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia e nel territorio contiguo. Le attività si svolgeranno in contemporanea nelle cinque città del parco che ospitano il grillaio: Altamura, Cassano Murge, Gravina in Puglia, Minervino Murge e Santeramo in Colle; e negli altri centri urbani con i quali il Parco è in stretta connessione ambientale. Infatti i volontari delle associazioni coinvolte (Altura, Circolo Legambiente La gravinella, De Rerum Natura, Terre del Mediterraneo, VAS Santeramo, WWF Gioia del Colle) saranno attivi anche ad Acquaviva delle Fonti, Gioia del Colle, Montescaglioso e Matera.
“Anche quest’anno – afferma la dott.ssa Gabriella Fagioli, consigliere dell’ente che presiede la Commissione Biodiversità – si vuole proseguire con il progetto “Il Parco per il Grillaio”. Una scelta di continuità necessaria per attribuire validità scientifica al monitoraggio: solo con dati regolarmente raccolti, infatti, è possibile definire il reale trend della popolazione, conoscerne le condizioni di salute e, conseguentemente, lo stato dell’ambiente al quale il grillaio è strettamente legato”. “Tanti sono i fattori – prosegue la rappresentante dell’ente - che possono influenzare la presenza dei falchetti nelle nostre città, la tutela delle aree a pseudosteppa, una buona gestione dei terreni agricoli ed una corretta applicazione del Regolamento regionale per la ristrutturazione dei centri storici”.
Ma il censimento non è la sola attività di cui la LIPU si occuperà. Con l’approssimarsi della stagione riproduttiva, i volontari saranno impegnati per tutta l’estate a salvare i piccoli caduti dai nidi. Per questi interventi è fondamentale anche la collaborazione dei singoli cittadini. Una campagna di informazione, attraverso la distribuzione di un volantino, spiegherà cosa fare in caso di ritrovamento.
La novità di quest’anno è rappresentata dalla prossima attivazione di due webcam, poste all’interno di un nido artificiale della LIPU, che trasmetteranno in diretta su internet momenti di vita familiare dei grillai. Chiunque potrà seguire, collegandosi al sito del parco, l’intero ciclo riproduttivo: la deposizione delle uova, la cova, l’allevamento dei pulli fino al loro primo volo.
E’ questo un ulteriore strumento di divulgazione per un sempre più vasto pubblico che consente di incentivare il processo di sensibilizzazione, necessario per conseguire le finalità di tutela di un’area protetta.
Per informazioni LIPU Sezione di Gravina e-mail: lipugravina@libero.it
cellulare: 347.7578517
Proseguono anche quest’anno le attività di conservazione della LIPU di Gravina, sostenuto dal Parco nazionale dell'Alta Murgia, col progetto “Il Parco per il Grillaio”. Sono previsti il censimento ed il recupero dei nidiacei, mentre due webcam seguiranno in diretta la vita di una coppia di grillai.
Il 23 e il 30 aprile prossimi saranno effettuate le operazioni di censimento delle colonie di grillaio nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia e nel territorio contiguo. Le attività si svolgeranno in contemporanea nelle cinque città del parco che ospitano il grillaio: Altamura, Cassano Murge, Gravina in Puglia, Minervino Murge e Santeramo in Colle; e negli altri centri urbani con i quali il Parco è in stretta connessione ambientale. Infatti i volontari delle associazioni coinvolte (Altura, Circolo Legambiente La gravinella, De Rerum Natura, Terre del Mediterraneo, VAS Santeramo, WWF Gioia del Colle) saranno attivi anche ad Acquaviva delle Fonti, Gioia del Colle, Montescaglioso e Matera.
“Anche quest’anno – afferma la dott.ssa Gabriella Fagioli, consigliere dell’ente che presiede la Commissione Biodiversità – si vuole proseguire con il progetto “Il Parco per il Grillaio”. Una scelta di continuità necessaria per attribuire validità scientifica al monitoraggio: solo con dati regolarmente raccolti, infatti, è possibile definire il reale trend della popolazione, conoscerne le condizioni di salute e, conseguentemente, lo stato dell’ambiente al quale il grillaio è strettamente legato”. “Tanti sono i fattori – prosegue la rappresentante dell’ente - che possono influenzare la presenza dei falchetti nelle nostre città, la tutela delle aree a pseudosteppa, una buona gestione dei terreni agricoli ed una corretta applicazione del Regolamento regionale per la ristrutturazione dei centri storici”.
Ma il censimento non è la sola attività di cui la LIPU si occuperà. Con l’approssimarsi della stagione riproduttiva, i volontari saranno impegnati per tutta l’estate a salvare i piccoli caduti dai nidi. Per questi interventi è fondamentale anche la collaborazione dei singoli cittadini. Una campagna di informazione, attraverso la distribuzione di un volantino, spiegherà cosa fare in caso di ritrovamento.
La novità di quest’anno è rappresentata dalla prossima attivazione di due webcam, poste all’interno di un nido artificiale della LIPU, che trasmetteranno in diretta su internet momenti di vita familiare dei grillai. Chiunque potrà seguire, collegandosi al sito del parco, l’intero ciclo riproduttivo: la deposizione delle uova, la cova, l’allevamento dei pulli fino al loro primo volo.
E’ questo un ulteriore strumento di divulgazione per un sempre più vasto pubblico che consente di incentivare il processo di sensibilizzazione, necessario per conseguire le finalità di tutela di un’area protetta.
Per informazioni LIPU Sezione di Gravina e-mail: lipugravina@libero.it
cellulare: 347.7578517
sabato 17 aprile 2010
Il Parco: un luogo da ferire in libertà
Con una lettera indirizzata al Prefetto di Matera, al Procuratore della Repubblica , alle forze dell’ordine, ed al dirigente dell’ufficio ambiente del Comune di Matera, il Centro di Educazione Ambientale di Matera ha denunciato alcune problematiche relative all’area di Murgia Timone nel Parco della Murgia Materana.
In piena area parco – si legge nella nota a firma di Paolo Montagna, Direttore del Centro - in una zona di eccellenza per il valore ambientale, culturale e turistico, oltre al sistematico e consistente abbandono di effetti personali intimi, è in consistente aumento il rilascio di bottiglie di alcolici e superalcolici, oltre che di scarti di rosticceria.
E’ evidente e dimostrato che responsabili di questi illeciti, non siano i tanti turisti che affollano durante il giorno l’area protetta e che raccolgono il messaggio della cartellonistica istallata che invita a non sporcare ed a conferire i rifiuti negli appositi cassonetti.
Al contrario questi illeciti, sempre piu’ difficili da tamponare per il centro di educazione ambientale che a titolo volontariato se ne fa carico da diversi anni, si verificano puntualmente durante le ore notturne da parte di nostri concittadini in quello che diventa non uno spazio da vivere in libertà, ma uno spazio da ferire in libertà.
Ma ancora più mortificante, è stato aver raccolto la testimonianza fra gli altri di una coppia di esperti camperisti che in sosta notturna sul piazzale belvedere di Murgia Timone, dopo essere stati destati in modo molto turbolento in piena notte , hanno dovuto subire per circa 15 minuti ripetute violenze verbali da parte di un gruppo di giovani materani in cerca di divertimento.
Un triste episodio annotato nel lungo diario di questi viaggiatori con alle spalle esperienze in tutto il mondo: guardati a distanza e protetti e rispettati nel Kurdistan dai guerriglieri, e sbeffeggiati nella città Unesco, ovviamente da parte di una minoranza attiva non rappresentativa della intera pacifica e accogliente comunità.
Confermando l’impegno già profuso per animare culturalmente il parco della murgia materana attraverso iniziative che possano in modo formale ed informale orientare ad una cultura del rispetto del territorio, ed anzi manifestando la volontà di aumentare tale impegno congiunto con l’Ente Parco attraverso una apposita campagna di comunicazione ambientale per una cittadinanza responsabile ed attenta ai valori ambientali e culturali, si è tuttavia ritenuto necessario interessare anche le istituzioni preposte all’ordine pubblico al fine di un maggiore ed integrato controllo della importante area indicata.
Per una comunità che ha l’audire di aspirare ad un ruolo guida nel panorama delle città d’arte europee sarebbe infatti una grave sconfitta non riuscire a dimostrare di avere anticorpi diffusi su più livelli, per risolvere questo come analoghi problemi di inciviltà relativi alla tutela del patrimonio pubblico.
Fonte: Centro di Educazione Ambientale Matera
In piena area parco – si legge nella nota a firma di Paolo Montagna, Direttore del Centro - in una zona di eccellenza per il valore ambientale, culturale e turistico, oltre al sistematico e consistente abbandono di effetti personali intimi, è in consistente aumento il rilascio di bottiglie di alcolici e superalcolici, oltre che di scarti di rosticceria.
E’ evidente e dimostrato che responsabili di questi illeciti, non siano i tanti turisti che affollano durante il giorno l’area protetta e che raccolgono il messaggio della cartellonistica istallata che invita a non sporcare ed a conferire i rifiuti negli appositi cassonetti.
Al contrario questi illeciti, sempre piu’ difficili da tamponare per il centro di educazione ambientale che a titolo volontariato se ne fa carico da diversi anni, si verificano puntualmente durante le ore notturne da parte di nostri concittadini in quello che diventa non uno spazio da vivere in libertà, ma uno spazio da ferire in libertà.
Ma ancora più mortificante, è stato aver raccolto la testimonianza fra gli altri di una coppia di esperti camperisti che in sosta notturna sul piazzale belvedere di Murgia Timone, dopo essere stati destati in modo molto turbolento in piena notte , hanno dovuto subire per circa 15 minuti ripetute violenze verbali da parte di un gruppo di giovani materani in cerca di divertimento.
Un triste episodio annotato nel lungo diario di questi viaggiatori con alle spalle esperienze in tutto il mondo: guardati a distanza e protetti e rispettati nel Kurdistan dai guerriglieri, e sbeffeggiati nella città Unesco, ovviamente da parte di una minoranza attiva non rappresentativa della intera pacifica e accogliente comunità.
Confermando l’impegno già profuso per animare culturalmente il parco della murgia materana attraverso iniziative che possano in modo formale ed informale orientare ad una cultura del rispetto del territorio, ed anzi manifestando la volontà di aumentare tale impegno congiunto con l’Ente Parco attraverso una apposita campagna di comunicazione ambientale per una cittadinanza responsabile ed attenta ai valori ambientali e culturali, si è tuttavia ritenuto necessario interessare anche le istituzioni preposte all’ordine pubblico al fine di un maggiore ed integrato controllo della importante area indicata.
Per una comunità che ha l’audire di aspirare ad un ruolo guida nel panorama delle città d’arte europee sarebbe infatti una grave sconfitta non riuscire a dimostrare di avere anticorpi diffusi su più livelli, per risolvere questo come analoghi problemi di inciviltà relativi alla tutela del patrimonio pubblico.
Fonte: Centro di Educazione Ambientale Matera
giovedì 15 aprile 2010
Stazione di inanellamento al Bradano
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