venerdì 12 agosto 2016

DOPO 7 MESI RIAPRONO I CRAS PROVINCIALI DI MATERA

 I CRAS (Centri Recupero Animali Selvatici) istituiti dalla Provincia di Matera erano stati chiusi a seguito della Legge Del Rio sul riordino delle funzioni degli enti locali e della Legge Regionale n. 49/2016. 

Riprende in questi giorni l’attività di accoglienza, cura e riabilitazione della fauna selvatica presso il CRAS Centro di Recupero Animali Selvatici di San Giuliano. Dopo lo stop imposto dalla Provincia di Matera a partire dal 1 gennaio 2016 a seguito della Legge Del Rio sul riordino delle funzioni delle province e della Legge Regionale n. 49/2016 è giunta in questi giorni, ai responsabili dei centri di Matera e Policoro,  una nota dell’Ufficio Tutela della Natura del Dipartimento Ambiente e Territorio della Regione Basilicata che, interpretando e chiarendo i contenuti delle citate leggi,  permette finalmente la ripresa delle attività dei due centri.  Nelle prossime settimane Provincia e Regione si incontreranno ad un tavolo tecnico istituzionale per trovare un accordo che garantisca la necessaria continuità gestionale. 
Nel corso dei primi 7 mesi di quest’anno il CRAS di San Giuliano non è stato nelle condizioni di poter accettare e curare animali ritrovati in difficoltà con la conseguenza che molti cittadini, associazioni e organi di polizia non hanno avuto un riferimento sul territorio di Matera a cui affidare esemplari feriti, debilitati oppure abbandonati. Vi sono stati non pochi problemi che hanno messo in luce quanto importante sia la presenza nel materano di un presidio di soccorso della fauna selvatica protetta soprattutto se si considera che una delle vittime di questa situazione è stato il Falco grillaio, simbolo ufficiale del Parco Regionale della Murgia Materana e specie carismatica della stessa città di Matera che ospita una della colonie riproduttive urbane più grandi al mondo.  

Centinaia di chiamate di soccorso per innumerevoli falchi grillai  rinvenuti in difficoltà nel centro urbano e nell’area Parco sono pervenute al CRAS – dichiara Matteo Visceglia responsabile del CRAS -  ma a causa della situazione di blocco delle attività non abbiamo potuto ospitarli e curarli, in quanto non autorizzati,  ma ne abbiamo consigliato però la consegna presso altri CRAS anche se purtroppo molto distanti come quello di Pignola in provincia di Potenza o quello del Parco di Gallipoli Cognato nel comune di Accettura. In alcuni casi è stato necessario chiedere la collaborazione della LIPU di Gravina-Altamura per il trasporto presso il Centro Recupero della Regione Puglia, in provincia di Bari”.

Centinaia di esemplari di diverse specie sono stati dunque vittime della burocrazia e della mancanza di un programma di gestione dei CRAS su base pluriennale. Nel  2015 sono stati affidati al CRAS materano  321 esemplari di cui il 70 % nuovamente restituito alla natura. Nel 2016 ci si deve quindi chiedere quale destino hanno avuto questi animali che mediamente vengono affidati ogni anno al CRAS e sarebbe interessante verificare quanti di essi sono stati realmente salvati e trasportati negli altri centri e quanti invece sono stati abbandonati al loro destino, in netto contrasto con le severe normative che li tutelano in Italia ed in Europa. E’ paradossale che mentre nei vicini comuni di Gravina e Altamura centinaia di animali protetti venivano soccorsi e poi affidati alla LIPU e alla Polizia Locale,  a Matera e in altri comuni della Provincia vi è stato un vuoto gestionale che ha determinato spesso disagi e proteste, con situazioni spesso sfociate nella più totale illegalità ed inciviltà come l’abbandono di esemplari in evidente difficoltà o il furto da parte di privati di specie particolarmente protette.
Per anni il CRAS materano  ha garantito un servizio alla Città e all’intero territorio provinciale ed ha dovuto sempre fare i conti con la mancanza di risorse sufficienti alle reali necessità, con alcune carenze strutturali e di attrezzature non ancora colmate dalle istituzioni. Ma si sa, la protezione della natura e della fauna pare che sia oggi oggetto di continuo ridimensionamento e depotenziamento, così come succede anche a livello nazionale su più fronti. Molto spesso il livello di civiltà e di cultura di una comunità, in riferimento soprattutto a Matera città designata Capitale Europea della Cultura nel 2019, si misura anche da come si affrontano le problematiche di convivenza con le specie più rare e preziose che hanno scelto le città per convivere con l’Uomo. 

“Altrove – continua Matteo Visceglia – e soprattutto all’estero alcune specie vengono platealmente e rigorosamente tutelate e valorizzate in mille modi, fornendo occasioni di sviluppo di un turismo naturalistico che, come è giusto che sia, deve essere sempre integrato ed associato al turismo culturale, storico-architettonico, archeologico, enogastronomico. Il CRAS è innanzitutto un presidio della tutela della natura sul territorio che si interfaccia ogni giorno con la comunità ma è anche una struttura in grado di monitorare e valorizzare lo stretto legame tra la fauna protetta e le esigenze di una comunità in quadro di civile e rispettosa convivenza tra Uomo e Natura.


domenica 15 maggio 2016

Censimento dei falchi grillai in Puglia e Basilicata

Tra il 5 e il 7 maggio 2016 si è svolto il censimento annuale  dei falchi grillai in molti comuni della Puglia e della Basilicata in cui sono presenti colonie riproduttive. E' da 8 anni che tale iniziativa viene portata avanti con il patrocinio dell'Ente Parco Nazionale dell'Alta Murgia e con il coordinamento e la collaborazione della LIPU. Decine di volontari e appassionati di varie associazioni hanno dato il loro supporto a questa interessante attività che consente di avere un quadro abbastanza attendibile sulla consistenza della popolazione preriproduttiva delle due regioni e di fare un'analisi del trend della specie allo scopo di mettere in evidenza eventuali minacce o problemi di rilevante importanza ai fini della salvaguardia della specie. I dati complessivi  raccolti nel corso dei vari anni consentiranno di elaborare o proporre misure di conservazione più efficaci per la specie che ha qui la sua roccaforte a livello italiano.
L’attività di censimento si è svolta presso alcuni alberi che vengono indicati come “dormitorio” o "roost" , localizzati in ambito urbano o periurbano dove tutti i grillai si radunano al tramonto per trascorrervi la notte. E' questa una caratteristica etologica che permette di effettuare un controllo pressochè totale delle varie colonie conosciute. L'attività è iniziata poco prima del tramonto ed è terminata intorno alle 20,30 quando la luce del giorno lasciava il passo alla sera. Ogni gruppo di volontari si è perciò fermato per circa un’ora osservando e annotando su una scheda l’arrivo dei piccoli rapaci che, a volte in maniera ordinata e a volte in modo caotico, entrano nella chioma dell'albero utilizzato per trascorrervi la notte.
Nei prossimi giorni saranno resi noti i risultati del censimento.

venerdì 1 aprile 2016

E' iniziata la stagione riproduttiva del capovaccaio: aiuta l'Associazione CERM

CERM Progetto Capovaccaio, stagione riproduttiva 2016
La coppia di capovaccai Elena e Salvatore ieri ha deposto il primo uovo ma non c'è da essere molto contenti. Il progetto Capovaccaio si trova in enormi difficoltà non ricevendo più finanziamenti nemmeno per alimentare le coppie ospitate nel CERM. Se volete sostenere il progetto Capovaccaio potete fare una donazione per garantire la sopravvivenza alle coppie ed ai piccoli che nasceranno.
Nel nuovo sito web del progetto potete cliccare su "Donazione" e seguire le istruzioni.
Grazie mille a chiunque vorrà aiutare il CERM.
Si prega di diffondere!

The Egytian vulture pair composed of Elena and Salvatore layed yesterday its first egg but we can't be so happy. The Egyptian vulture project is in serious trouble due to the lack of funds even to feed the pairs hosted at CERM.
If you want to support the project you can make a contribution to allow the survival of the pairs and the young vultures that will be born.
In the new project website you can click on "Donazione" and follow the instructions.
Thanks a lot to everyone who will help the CERM.
Please share it!

martedì 15 marzo 2016

Bernalda (Mt): Strage di alberi, improvvisamente tutti pericolosi.

La LIPU, coordinamento di Basilicata interviene con un comunicato stampa in merito al piano di abbattimento di numerosi alberi nel Comune di Bernalda

L’indifferenza contro 200 alberi, a rischio gli unici “dormitori” cittadini dei falchi Grillai.


Abbattuti, uno dopo l’altro, rei di essere un pericolo di pubblica e privata incolumità”. Lo afferma l’Amministrazione di Bernalda (Mt) a mezzo ordinanza, dove quasi 200 pini sono stati condannati e tagliati. Fino a ieri, quando anche l’ultima ordinanza per il taglio di 70 pini emanata dall’Ufficio Tecnico Comunale è stata eseguita dalla società Nuova Boschiva Sas incaricata allo scopo e autoremunerata con il valore stesso del legname ricavato.

Al di la dell’opportunità di procedere con un intervento cosi massivo e senza una valutazione ponderata delle modalità,emergono gravi aspetti che hanno indotto la LIPU a trasmettere una nota urgente all’Amministrazione e al Corpo Forestale nonché poi ai Carabinieri, oltre al Dipartimento Ambiente della Regione, affinché si fermasse questo taglio indiscriminato, quanto meno per i pini di via Ferri.
Infatti nel centro abitato di Bernalda sono presenti almeno un centinaio di coppie di Grillaio (Falco naumanni), falco migratore i cui individui sono appena arrivati con il flusso migratorio, tutt’ora in corso. La colonia di Bernalda è nella rete di quelle monitorate dalla LIPU tra Puglia e Basilicata. La popolazione di Grillai appulo-lucana costituisce nell’insieme a livello internazionale la più grande colonia nidificante in ambito urbano e per tale ragione ne rappresenta un enorme valore scientifico e culturale. Questi falchi utilizzano le alberature cittadine quale rifugio e “dormitorio”, e a Bernalda in particolare quelle in via Ferri e recentemente anche in Corso Umberto.
Il Grillaio è particolarmente protetto da norme e convenzioni internazionali, in particolare, dall'Unione Europea come contemplato in Allegato I della Direttiva "Uccelli" (79/409/CEE) e dallo Stato italiano con la Legge 157/92, che ne vieta anche il disturbo, con risvolti di carattere penale.

Invece di valorizzare e fare tesoro della presenza di questi falchi a Bernalda si procede in direzione opposta e anche queste ultime alberature sono state tagliate. Tranne gli ultimi 2 pini, quelli di maggior interesse per i Grillai, scampati alla furia delle motoseghe grazie alla sensibilità di una cittadina, la signora Silvana Di Pace, che, supportata dalle note trasmesse dalla LIPU all’Amministrazione, si è letteralmente legata a questi ultimi due alberi impedendo di completare lo scempio e il danno per i Grillai. Per ora !
La vertenza è tutt’ora in corso e l’Amministrazione fino ad ora ha non mostrato interesse. Si tratta di una storia molto triste che per di più presenta anche profili di dubbia legittimità.

Appare oggettivamente inverosimile, se non impossibile, che IMPROVVISAMENTE E CONTESTUALMENTE, TUTTI questi alberi siano diventati pericolosi per la pubblica incolumità, e a un livello tale da richiedere interventi cosi urgenti (entro 5 gg !), per giunta senza una preliminare perizia di carattere scientifico e tecnico che non il sopralluogo dei tecnici comunali.
Tutto ciò appare debordante rispetto alla circostanza dei soli “casi di stretta necessità, quando adeguatamente motivata”, come richiamata dal Regolamento Comunale adottato con DCC n.8/2006.
Inoltre, alla luce di una autoremunerazione non trascurabile avrebbe dovuto essere valutato anche il valore economico complessivo derivante da tutta l’operazione nel suo complesso, con quello che ne consegue sul piano della evidenza pubblica nell’affidamento del servizio alla società.
E ancora, l’atto di Ordinanza, a maggior ragione se motivato con elementi di urgenza e pubblica incolumità, appare irritualegiacché provvedimenti della Pubblica Amministrazione di questa particolare natura emergenziale in genere rientrano nelle responsabilità del Sindaco (D.Lgs 267/2000, art.54) mentre risultano a firma dell’Ufficio Tecnico.
Insomma sarebbe stato più credibile promuovere un progetto di rinnovamento del verde urbano, corredato di una debita analisi della sostituzione dei pini, programmata magari per gradi e con le dovute eccezioni, che non una azione sistematica di questo tipo e con giustificazioni discutibili.

Intanto gli ultimi 2 pini scampati in via Ferri rimangono in bilico tra motoseghe, indifferenza e preoccupazioni della LIPU e di una cittadina, che ha rappresentato un dignitoso e autentico senso civico. Si spera ora che le Autorità interessate voltino questa brutta pagina di ordinaria insensibilità assumendo decisioni serie e appropriate.   



                                                
LIPU coord. della Basilicata, 15.03.16

lunedì 29 febbraio 2016

BILANCIO POSITIVO ANCHE NEL 2015 PER IL CRAS PROVINCIALE DI MATERA

Nel corso del 2015 il CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) Provinciale di Matera è riuscito ad ottenere positivi risultati in termini di interventi che confermano la validità e l’utilità delle attività svolte a tutela della natura, con particolare attenzione alla fauna del nostro territorio, realizzando durante l’anno anche iniziative diffuse volte all’educazione e sensibilizzazione dei cittadini per un maggiore rispetto dell’ambiente. Alcuni problemi di gestione per l’anno 2016 restano però ancora irrisolti.

Nel corso dei 12 mesi del  2015 sono stati affidati complessivamente 321 esemplari,  gran parte dei quali appartenenti a specie particolarmente protette da normative nazionali ed europee.  Poco più dell’80% di essi rientra nella categoria sistematica degli Uccelli, il 14% in quella dei Rettili e il 6% in quella dei Mammiferi.  Sono state trattate in tutto 47 specie animali diverse di cui la maggiore percentuale è rappresentata dal gruppo dei rapaci (58%) pari a 186 esemplari.
Il maggior numero di interventi di soccorso e cure ha riguardato il Falco grillaio (Falco naumanni) una delle specie target a cui il CRAS dedica molte energie. Nel 2015 sono stati accolti e curati 151 esemplari di tale specie (pari al 47 % di tutti gli animali affidati) consegnati da cittadini, associazioni e organi di polizia. Da tempo si è consolidata una spiccata dedizione del centro materano nella cura di questa specie di notevole rilevanza in ambito nazionale ed europeo per la presenza di importanti e numerose colonie riproduttive in alcuni centri della provincia ed in particolare nella città di Matera, famosa per avere una delle colonie urbane di falco grillaio più grandi al mondo sia per l’elevato numero di coppie nidificanti (circa un migliaio) sia per la loro inconsueta abitudine di privilegiare per la riproduzione gli spazi che offre la città.    La presenza del falco in ambiente urbano è un grande valore aggiunto che oggi assume notevole significato scientifico, culturale e turistico capace di generare sempre più ammirazione e stupore tra i numerosissimi turisti in visita nella Città designata Capitale Europea della Cultura nel 2019.
Tutti gli animali affidati provengono da 32 comuni diversi, sia lucani che pugliesi.  Il comune di Matera con il 50,2 % degli animali ritrovati nel proprio territorio, compreso il Parco della Murgia Materana,  è quello che impegna maggiormente il CRAS nel corso dell’anno. 
Una buona parte degli animali giunge al Centro in primavera ed in estate in quanto in tale periodo è in pieno svolgimento l’attività riproduttiva di molte specie e vi è una maggior richiesta di interventi di soccorso per cuccioli, pulli, giovani e adulti.  La media mensile di affidamenti, calcolata su base annua, è stata di 27 esemplari/mese. Per quanto riguarda le cause di ricovero una buona percentuale  (48 %) è costituita da pulli vittima di cadute o distruzione di nidi, prelievi illegali, e da giovani che si involano prematuramente per disturbi ai nidi. Il 24 % degli esemplari è invece vittima di traumi di varia natura, compresi atti di bracconaggio e folgorazione con linee elettriche pericolose, che in parte si risolvono positivamente ma che in molti casi determinano l’impossibilità di recupero completo o addirittura la morte dei soggetti già poche ore dopo la consegna. Le altre cause di ricovero annoverano situazioni molto diversificate e con percentuali minori. L’assistenza medico-veterinaria, di particolare importanza e determinante per i risultati,  è stata garantita grazie alla collaborazione della dott.ssa Olimpia Lai del Dipartimento di Medicina Veterinaria  dell’Università di Bari.  L’esito dei ricoveri è stato legato a diverse variabili come la gravità della patologia, la tempestività del soccorso o le complicazioni durante le cure. Il 70% animali pervenuti al CRAS è stato nuovamente liberato nello stesso anno 2015 pur se qualcuno è stato solo “rimandato” alla prossima primavera per dare una maggiore possibilità di successo nella fase di ritorno alla natura. Per il 27 % di essi invece non c’è stato nulla da fare per gravi traumi o per elevata debilitazione all’arrivo. Alcuni animali resteranno per sempre al CRAS per l’impossibilità di un loro pieno recupero ma questi svolgeranno, come gli altri ospitati da anni, una utilità didattico-scientifica. Ad essi viene quotidianamente garantita cura, alimentazione adeguata, assistenza e mantenimento in voliera.

Il responsabile e coordinatore del CRAS Matteo Visceglia dichiara:

“Vogliamo ancora una volta fare un appello al Presidente della Provincia di Matera e alla Regione Basilicata affinché possano trovare una soluzione allo stop imposto dalla legge di riordino delle province permettendo di dare continuità a questo importante servizio per il territorio ed unico riferimento per la collina materana. L’attività svolta quest’anno è stata molto positiva in termini di risultati complessivi ottenuti ma vogliamo ricordare che essa è stata possibile solo con grande impegno quotidiano del personale e del veterinario oltre che dell’apporto di cittadini, forze dell’ordine e di alcuni volontari di associazioni come LIPU, CERM e ANPANA che hanno materialmente provveduto alla risoluzione di diversi problemi. 






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martedì 1 dicembre 2015

Avvistamento di Lontra sul Lago di San Giuliano

L'ultima domenica di novembre 2015 un bellissimo esemplare di Lontra si è fatto ammirare tra le increspature delle acque del lago di San Giuliano. A immortalare il raro mustelide è stato il naturalista materano Gianvito Santantonio, incredulo ed emozionato per il fortunato incontro. Per diversi minuti l'ha potuta seguire nel suo comportamento, prima intenta a nutrirsi di un pesce appena catturato e poi mentre nuotava sulla superficie del lago. A lui siamo grati per averci informato in diretta dell'avvistamento e per averci poi inviato le due foto qui pubblicate.
La Lontra è stata segnalata e documentata in tutti i maggiori bacini idrici e corsi d'acqua della Basilicata come pure su piccoli  affluenti, torrenti, canali e laghetti temporanei. La sua presenza dimostra l'alto valore degli habitat che essa ancora frequenta nonostante in molti casi vi siano tanti fenomeni di degrado e disturbo. Abbiamo il dovere di proteggere gli ultimi baluardi della natura lucana ma occorre anche prendere atto che in assenza di interventi più concreti e decisi di tutela e protezione della natura queste rare e belle immagini saranno sempre più un ricordo.


domenica 18 ottobre 2015

Falco di palude: impallinato, curato e liberato - Comunicato stampa LIPU-CRAS 19 ottobre 2015

Il Falco di palude all'arrivo

TORNA A VOLARE IL FALCO DI PALUDE IMPALLINATO

Ritrovato da due poliziotti, recuperato dalla LIPU di Gravina e curato dal CRAS della Provincia di Matera

 
Un magnifico esemplare femmina di Falco di palude (Circus aeruginosus) ha riacquistato la libertà lungo le sponde del Lago di San Giuliano, dopo aver trascorso un periodo di cura presso il Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) provinciale di Matera. È uno dei tanti animali selvatici che il CRAS e la LIPU, in stretta collaborazione da alcuni anni, riescono a curare e liberare. Per ogni animale recuperato e liberato c’è sempre grande emozione e soddisfazione, c’è sempre una storia da raccontare, e questo è uno di quei casi particolari che vale la pena ricordare.
Circa tre settimane fa una volante della Polizia di Stato in servizio presso il Commissariato di Gravina in Puglia (Ba) rinveniva alla periferia della città un rapace in difficoltà. Grazie al tempestivo intervento degli agenti Michele Signoriello e Giuseppe Zaccaro il rapace veniva raccolto e messo in sicurezza. I volontari della LIPU, interpellati per il successivo recupero, si prodigavano per l’immediato trasporto al CRAS materano.
In Italia il Falco di palude è una specie sedentaria e nidificante, oltre che migratrice, localizzata principalmente nella pianura padana dove costruisce un nido a terra in prossimità di zone umide. Al sud è soprattutto svernante o di passo, come l’esemplare protagonista di questa storia.
La prima valutazione dell’animale non ha evidenziato nessuna lesione traumatica apparente o particolari problemi, piuttosto il falco si mostrava abbastanza reattivo. Il successivo esame radiografico ha invece svelato il motivo dello stop alla sua migrazione: 8 pallini di piombo sparsi in tutto il corpo, ovvero il risultato di una fucilata partita da un vile bracconiere. “Fortunatamente i pallini non hanno interessato organi vitali – dichiara la dott.ssa Olimpia Lai, docente di Tossicologia veterinaria presso il Dip. di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari - determinando tuttavia una frattura composta dell’ulna, peraltro completamente recuperata. Il piombo rimasto nelle masse muscolari, non essendo biodisponibile, rimane inerte e si fa incapsulare, a differenza di quello ingerito e lentamente assorbito fino a provocare gli effetti del saturnismo”.
Il falco potrà quindi volare senza problemi anche se porterà dentro di sé lo spiacevole ricordo dell’incontro con bracconieri. Dopo le cure dello staff del CRAS ed un periodo di necessaria riabilitazione trascorso in voliera, è stato possibile il totale recupero della sua condizione fisica, fino al momento del ritorno alla libertà nella Riserva Naturale Regionale di San Giuliano, luogo idoneo per il suo rilascio. Poco prima della liberazione il falco è stato inanellato a scopo scientifico dal Dott. Egidio Mallia del Parco Regionale di Gallipoli Cognato; in caso di ritrovamento la lettura del codice dell’anello potrà dare utili informazioni sui suoi spostamenti.
“Con questa breve storia – dichiarano Pino Giglio della LIPU e Matteo Viscegliadel CRAS - abbiamo voluto evidenziare la sensibilità e la tempestività dei poliziotti nel soccorso e recupero del falco, un fatto doveroso per tutte le forze di polizia presenti sul territorio a cui va il nostro ringraziamento per la loro collaborazione. Contestualmente, vogliamo anche denunciare un atto illecito di bracconaggio ai danni di una specie particolarmente protetta, un fatto molto grave anche perchè avvenuto nell’ambito territoriale del Parco Nazionale dell’Alta Murgia. Quello che conta adesso è la libertà ridata al falco e la possibilità di raccontare una storia a lieto fine che speriamo possa far apprezzare la bellezza e la meraviglia della natura e di chi ogni giorno si prodiga per la sua tutela e salvaguardia”.
 
CRAS Provinciale di Matera                   Matteo Visceglia 
LIPU Onlus, Sez. di Gravina in Puglia     Pino Giglio

Radiografia
Dopo le cure

Dopo le cure

In voliera di riabilitazione

Il Responsabile del CRAS

Il Responsabile del CRAS

Il Responsabile del CRAS

Inanellamento

Il falco inanellato

L'apertura del box di rilascio

Volontari del CRAS in attesa che voli via

Appena volato via dal box!

Nuovamente libero sui campi!

Nuovamente libero in cielo!

sabato 21 marzo 2015

Approvato a Matera il Regolamento sul Benessere Animale

Prevenzione e controllo del randagismo, gestione corretta degli animali con il divieto di lasciarli in spazi angusti e di tenerli legati con catena, protezione e tutela del falco grillaio, divieto di uso degli animali per la pratica dell’accattonaggio, riapertura dei parchi ai cani e in generale libero accesso nei luoghi pubblici (anche se provvisti di guinzaglio). Sono solo alcuni dei punti principali del regolamento sul benessere animale approvato all’unanimità dei presenti, nell’ultima seduta del Consiglio comunale.
E ancora: chiusura totale alla vivisezione, alla produzione di pellicce e divieto dei circhi con grandi animali, pronto soccorso e sterilizzazione gatti, riconoscimento della pet therapy, obbligo di sguinzagliamento e di rieducazione dei cani ospitati nei canili ed una più strutturata impostazione delle informazioni sui cani che verranno affidati, divieto di vendita di animali acquatici e di terra nelle feste patronali, divieto di macellazione domestica per ovino caprini oltre che equini bovini come già previsto per legge-
Piena soddisfazione è stata espressa dall’assessore al benessere animale, Jenny Visceglia e dal sindaco, Salvatore Adduce. “Si tratta – afferma Visceglia – di uno straordinario risultato che posiziona Matera fra le città all’avanguardia in Italia per le garanzie nei confronti del benessere animale in piena coerenza con il regolamento in materia dell’Unione europea, con quello dell’Anci e, soprattutto, con una capitale europea della cultura. L’intento è stato quello di dare una lettura attenta alle nostre problematiche cittadine e di porvi in qualche modo rimedio secondo un principio guida che è quello del rispetto, della tolleranza e della pacifica convivenza fra uomo e animale”.
Il regolamento è stato presentato in aula dalla presidente della Commissione Ambiente, Bruna Rondinone.
“Con questo regolamento – ha detto Rondinone – il Consiglio comunale di Matera riconosce la necessità di garantire il benessere animale nel suo complesso, sia dal punto di vista fisico e della salute che dal punto di vista psicologico. Questo regolamento si ispira al format di quello approvato dall’Anci e fa riferimento a quanto legiferato in materia dalla Regione Basilicata garantendo un corretto rapporto uomo animale”.
Il regolamento per il benessere animale de Comune di Matera, come afferma Visceglia “non è  di carattere sanitario, né tantomeno una raccolta di leggi, direttive, ordinanze attualmente in vigore. Esso si incardina esattamente nel potere regolamentare conferito ai comuni, ha pertanto potere normativo, informativo e mi auguro soprattutto educativo”.
Promuove pratiche per  favorire l’adozione e l’affidameneto di animali abbandonati per arginare il randagismo e sottolinea la responsabilità civile e penale  che si manifesta nella presenza di numerosi cani senza microchip.
Il regolamento vieta la segregazione dei cani in terrazzi esposti alle intemperie e senza ripari, lasciati in spazi angusti e privi di norme igieniche che sfocino nel maltrattamento animale. Così come vieta la detenzione a catena e la detenzione e la utilizzazione di animali di qualunque specie ed età per la pratica dell’accattonaggio.
Inoltre, regolamenta l’accesso dei cani nei Parchi rispettando le dovute precauzioni a favore dei bambini ma anche degli adulti.
“Abbiamo sancito e regolamentato ulteriormente  - aggiunge Rondinone - la protezione e la tutela dei nidi del Falco Grillaio che vede Matera come prima colonia al mondo per numero di esemplari, ma anche di tutte le specie nidificanti. Abbiamo  affrontato il problema degli allevamenti di animali a fini di sperimentazione/vivisezione  evitandone l’apertura su tutto il territorio comunale e abbiamo definito nuove modalità di autorizzazione all’approdo dei circhi e mostre viaggianti nel Comune di Matera”.
Il regolamento, infine, affronta anche l’annoso problema della raccolta delle deiezioni canine. Al di là della parte sanzionatoria prevede misure alternative  e sperimentali di contenimento già adottate con successo in altre amministrazioni comunali .Si tratta della mappatura del dna dei cani di proprietà microcippati con relativa  sanzione a campione e senza contestazione  contestuale.
“Ringrazio – afferma l’assessore Visceglia – tutti i consiglieri comunali che hanno sempre partecipato alla lettura ed alla rielaborazione degli articoli con grande interesse. A partire dal grande contributo offerto dalla presidente della Commissione ambiente, Bruna Rondinone, che ha studiato con passione ogni singolo aspetto,  e ringrazio il sindaco per la fiducia che mi ha dato”.
“Oggi – conclude Visceglia - è un giorno di festa, perché finalmente saremo tra le città pilota di un regolamento che fa della parola tutela e benessere il vero fulcro. Gli animali non lo sanno, ma spero potranno “sentire” che in questa città che proclama la pace tira un vento nuovo che parla di amore anche per loro”.
 

venerdì 30 gennaio 2015

Salvato un cervone in un parco urbano di Matera

Nel pomeriggio di martedì scorso 27 gennaio 2015 agenti del CFS Comando Stazione di Matera hanno consegnato al CRAS un esemplare adulto di cervone (Elaphe quatuorlineata) ritrovato in pieno centro a Matera nei pressi del vecchio cimitero che presentava numerose ferite provocate da morsi di cane. Evidentemente pensiamo sia stato scovato da un cane (non sappiamo se padronale o randagio) mentre era in letargo e aggredito ripetutamente con morsi anche profondi lungo tutto il tronco. All'interno delle ferite erano presenti numerosissime larve di mosca che lo stavano letteralmente divorando vivo. Dopo un immediato consulto telefonico con la dott.ssa Olimpia Lai il serpente è stato da noi sottoposto (con l'aiuto degli agenti del CFS) ad una prima asportazione meccanica della massa di larve più superficiali e poi a lavaggi e immersioni in una soluzione diluita di Betadyne. Pur avendo eliminato una buona quantità di larve abbiamo ritenuto necessario trasferire il povero rettile presso il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell'Università di Bari dove la dott.ssa Lai ha continuato i lavaggi e le disinfezioni per poi iniziare una serie di terapie specifiche allo scopo di salvare il cervone, specie particolarmente protetta in Europa. Per ora è prognosi riservata. Vediamo che succede nei prossimi giorni. Grazie al CFS per l'intervento di recupero e consegna al CRAS e alla dott.ssa Lai per l'indispensabile l'assistenza al rettile. Se tutto si metterà a posto la prossima primavera-estate potrebbe essere liberato. Si raccomanda ai possessori di cani (che presumiamo siano amici anche degli altri animali) di fare molta attenzione quando i propri amici a 4 zampe scovano animali. E' necessario intervenire subito affinchè non si permetta al cane di ferire o uccidere tanti serpenti, tartarughe, rospi, falchi grillai, ecc. Taggate i vostri amici che vanno a spasso con i cani nei campi e nei parchi.

Fonte: https://www.facebook.com/matteo.visceglia.3  post del 29 gennaio 2015




mercoledì 21 gennaio 2015

Salvata una volpe rimasta intrappolata in una cisterna

Una volpe rimasta intrappolata per qualche giorno in una cisterna per la raccolta delle acque nei Sassi di Matera è stata salvata grazie all'allarme dato domenica mattina da Liborio Nicoletti, una guida turistica di Matera che l'aveva notata durante un percorso di accompagnamento per alcuni visitatori. Con la collaborazione dei Vigili del Fuoco è stata recuperata, con l'aiuto di una scala, dal fondo della cisterna e subito consegnata al CRAS Provinciale di Matera per i controlli necessari. Siamo stati a prelevarla direttamente dal Comando dei Vigili del Fuoco e subito abbiamo notato che pur essendo stremata, poco reattiva e sicuramente affamata, non aveva per fortuna nulla di rotto. Un paio di giorni di riposo e alimentazione al CRAS e poi via, nuovamente libera! Nulla di grave per fortuna, solo un lieto fine per una volpe in cerca di cibo, e non di avventure, tra caverne e cisterne dei Sassi di Matera. Un grazie a Liborio Nicoletti per la sua sensibilità e ai Vigili del Fuoco per il loro pronto intervento.

domenica 18 gennaio 2015

Liberata un civetta nella Riserva di San Giuliano

Questa civetta arrivò, grazie alla LIPU, il 23 agosto scorso con il piumaggio completamente imbrattato da una sostanza oleosa che le aveva completamente fatto perdere elasticità e capacità termoregolante. Non riusciva a volare ed emanava uno strano e cattivo odore. Approfittando dell'estate l'abbiamo lavata 3/4 volte con un delicato shampoo neutro e poi l'abbiamo messa in voliera a riabilitarsi. Dopo 4 mesi era completamente "rimessa a nuovo". Il suo piumaggio, ormai ritornato splendido come prima, le aveva fatto riacquistare le doti di un'abile volatrice. Il 23 dicembre, al tramonto, nei pressi di un rudere nelle campagne tra Miglionico e il Lago di San Giuliano, le abbiamo restituito la libertà, schizzando veloce come un razzo fuori dalla scatola-box di trasporto. Alla zampa destra porta un piccolo anello con il suo codice identificativo!

lunedì 12 gennaio 2015

Censimento invernale del Nibbio reale in Basilicata

In Italia tra il 9 e l'11 di gennaio è stato svolto con il coordinamento del CISO, il consueto censimento invernale dei nibbi reali al dormitorio. Tantissimi sono i nibbi osservati nei siti noti ma molto resta da fare per migliorare la rete di monitoraggio al fine di comprendere le dinamiche della popolazione svernante in relazione ai diversi fattori ambientali ed antropici. Il CRAS ha partecipato all'iniziativa in Basilicata e nella foto qui sotto si notano alcuni nibbi in uno dei roost che abbiamo censito dove sono stati osservati da 120 a 140 nibbi reali.

lunedì 24 novembre 2014

Convegno sul Lanario


ALTURA (Associazione per la Tutela dei Rapaci e dei loro Ambienti) organizza nei giorni 29 e 30 novembre 2014 il Convegno “ La situazione del Lanario in Italia: problemi e prospettive” a Marsico Nuovo (PZ), presso le strutture del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano (PZ), Poiché da diverso tempo ormai giungono notizie allarmanti sulla situazione di questo falcone in Italia, dove è presente la più importante popolazione, a livello mondiale, della sottospecie feldeggii, è urgente ormai fare il punto dello stato del lanario nelle diverse regioni italiane e individuare quindi le cause che minacciano il lanario, anche per  definire le proposte per cercare di fermarne il declino. 

Ritrovamento di Lontra investita sulla Basentana

Segnaliamo purtroppo un nuovo ritrovamento di Lontra investita sulla strada statale Basentana all'altezza del bivio di Campomaggiore, a poca distanza dal fiume Basento.
Il ritrovamento è stato effettuato nella mattina del 22 novembre 2014 da un funzionario della Regione Basilicata che lo ha segnalato al veterinario del Parco Regionale di Gallipoli Cognato e Piccole Dolomiti Lucane Egidio Mallia il quale ha successivamente prelevato  e conservato l'esemplare per renderlo disponibile per analisi e ricerche scientifiche nell'ambito del Progetto RECAL.

Lontra investita sulla SS Basentana

venerdì 21 novembre 2014

Liberate due testuggini palustri europee nella Riserva di San Giuliano

La situazione delle testuggini palustri europee (Emys orbicularis) nella Riserva di San Giuliano non è molto rosea a causa dell'aumento, per immissioni incontrollate e illegali, delle tartarughe palustri "americane" (Trachemys scripta) quelle cosiddette dalle guance rosse o guance gialle. Oggi pomeriggio con Mariangela Francione abbiamo reimmesso in natura, in una zona sicura e lontana dalle aree frequentate da gitanti e pescatori, altri due esemplari della nostra specie autoctona, un maschio ed una femmina, nella speranza che possano contribuire a consolidare la popolazione che vive nel lago e lungo il corso del fiume Bradano. Questi esemplari erano stati precedentemente consegnati da privati cittadini che li avevano rinvenuti in circostanze non ben chiare ma, a nostro parere, sicuramente prelevati dalla natura senza alcun motivo ed in contrasto con le normative di tutela della specie.

giovedì 20 novembre 2014

Un serpente esotico fuggito dalla cattività ed ucciso per ignoranza

Nel centro abitato di Matera (rione Serra Venerdì) ieri 18 novembre una bella e consueta dimostrazione di amore per la natura! Un "signore" (non sappiamo chi sia costui) ha preso a bastonate un povero ed innocuo Serpente del grano (Pantherophis guttatus), serpente esotico di origine americana  molto noto agli erpetofili. Gli ha procurato fratture multiple alla colonna vertebrale con lesioni a danno del midollo spinale e metà del corpo non mostrava più alcuna sensibilità. Evidentemente lo ha scambiato per chissà quale rettile velenoso e ha scaricato tutto il suo odio atavico verso i serpenti, così come fanno tantissime persone "civili". La Cultura del rispetto verso le forme di vita, pur se "diverse", non ha mai albergato minimamente nella mente di questo nostro concittadino...culturale. Certa gente non cambierà mai! Ci vorranno generazioni e secoli per capire che anche i rettili vanno lasciati in pace perchè sono un fattore importantissimo per la Biodiversità e compongono, in ogni habitat ed ecosistema, le complesse catene trofiche!
I fatti sono questi: ieri pomeriggio siamo stati chiamati per recuperare questo rettile presso i Vigili del Fuoco di Matera (intervenuti sul luogo dove era stato rinvenuto, purtroppo in ritardo rispetto al persecutore/bastonatore materiale) i quali dopo aver raccolto il povero rettile ormai inerme e semiparalizzato, hanno pensato bene di interpellare il CRAS per sapere di quale specie si trattasse, se fosse cioè una specie autoctona o esotica e se fosse velenosa. Li ringraziamo per aver comunque impedito di infierire fino alla fine ed in luogo pubblico sul malcapitato colubro. Il serpente ancora vivo , tramite il nostro volontario Adriano, l'abbiamo subito trasportato presso il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell'Università di Bari consegnandolo alla dott.ssa Olimpia Lai per una valutazione clinica più oggettiva e per la speranza che potesse essere salvato. Purtroppo, a causa delle gravi lesioni spinali riportate è deceduto stanotte. Ecco, anche questa è Cultura, ma al contrario! Evviva i serpenti, abbasso i bipedi umani velenosi e pericolosi! Condividete, forse qualcuno ci ripenserà prima di alzare il bastone sui poveri ed innocui serpenti!





sabato 25 ottobre 2014

L'eolico dei furbi


Ecco l’eolico dei furbi.

Altro che “mini” eolico, è ulteriore speculazione territoriale.


In agro di Potenza l’emblema dell’ennesima vergogna che sta degradando tante aree della Basilicata: il cosiddetto “mini” eolico, disseminato in spregio ai più elementari criteri urbanistici, abilmente accantonati dalla politica in nome di soldi facili per i più furbi.

A nord del capoluogo regionale, nelle loc. Montocchio e Cerreta, il comitato spontaneo di Cerreta e Taverna Foj ha reagito perché si sono visti colonizzare da circa 20 macchine eoliche, tra realizzate (in gran parte) e in attesa di realizzazione, con annesse opere accessorie.
Contenziosi, denunce, vertenze non potevano mancare alla luce delle numerose anomalie, perfino relative alla sicurezza, e per i metodi poco ortodossi di questi insediamenti industriali.

La storia si ripete. Sempre a Potenza, in loc. Piani del Mattino, le abitazioni rurali sono state sovrastate anche qui da macchine eoliche apparse improvvisamente, senza informazioni preventive e con la solita superficialità e aggressività. E non poteva che nascere il locale Comitato spontaneo di cittadini arrabbiati che ha reagito contro questo ennesimo insulto territoriale ai danni del prezioso paesaggio lucano. Anche qui, con il solito gioco sono 8 le macchine previste e in parte realizzate.

E’ il sotterfugio delle potenze frazionate in soglie più basse ma riconducibili ad un’unica sottostazione elettrica – spiega Cripezzi della LIPU -, cosi come con il frazionamento pretestuoso dei terreni (!). Iniziative solo apparentemente “singole” e “mini” ma in realtà dal carattere chiaramente elusivo che si concretizzano a tutti gli effetti, macchina dopo macchina, in centrali eoliche di stampo industriale, sfuggendo a qualsivoglia valutazione urbanistica o ambientale.
DIA, super DIA, SCIA, PAS, … acronimi che stanno a significare autorizzazioni caratterizzate da una totale quanto scellerata deregolamentazione per insediare queste macchine nelle aree agropastorali senza alcuna trasparenza o valutazione ambientale, già carenti per l’eolico tradizionale.
Una tipologia di macchine che si aggiunge, aggravandoli, agli effetti delle “normali” macchine eoliche di più grossa taglia.
Anzi, per certi versi tali effetti cumulativi possono essere più deleteri: intere colline occupate da numerose macchine da 100, 200 KW con annesse strade, cavidotti, cabine di trasformazione, ecc. quando, dovendo proprio scegliere, sarebbe meno impattante una unica torre eolica di maggiore potenza !

Lo spazio vitale per la Natura e per specie di grande interesse, come il Nibbio reale, per le quali la Basilicata è una area strategica, si degrada e si riduce sempre più. Natura e paesaggio umiliati ma anche l’uomo è accomunato allo stesso destino di una speculazione senza scrupoli.
Infatti è anche l’interesse dei piccoli proprietari a essere leso: solo per fare qualche esempio, chi paga i danni al decadimento del valore delle proprietà e di altre attività produttive compatibili? E chi pagherà in caso di danni derivanti dalla rottura accidentale della pala? E chi paga per l’usurpazione di un bene primario di tutti come il territorio e le sue componenti paesaggistiche e naturali???
In definitiva, la solita vergogna italiana: denaro delle tasche dei cittadini che invece avrebbe potuto essere impiegato ben più utilmente ai fini di una seria lotta ai gas serra, conciliando gli interessi dei cittadini e dell’economia nazionale.

La Lipu – conclude Cripezzi - aveva minuziosamente previsto queste gravi distorsioni lanciando l’allarme e invocando modifiche all’indecente Piano Energetico Lucano in approvazione nel 2010”. L’allora Giunta regionale De Filippo, preferì condannare il proprio territorio in ossequio alle pressioni degli speculatori energetici, di concerto con alcuni parlamentari lucani. Ancora oggi la Giunta Pittella ha reiterato lo stesso atteggiamento, evitando di toccare quel Piano Energetico e mantenendo la Regione ancora priva di Piano Paesaggistico Regionale.