venerdì 27 aprile 2018

CRAS A RISCHIO CHIUSURA IN PROVINCIA DI MATERA


Istituiti dalla Provincia di Matera nel 2003 in ottemperanza alla Legge 157/92 e alla Legge Regionale 2/95, i Centri Recupero Animali Selvatici delle Riserve Naturali Regionali di San Giuliano e Bosco Pantano negli ultimi quindici anni hanno garantito al territorio e alla cittadinanza importanti attività riferite al soccorso della fauna e alla sua tutela e conservazione.   Nonostante l’importante   ruolo territoriale, tali strutture hanno da sempre goduto di  una  scarsa attenzione e volontà istituzionale nel garantire alla collettività  un servizio, peraltro previsto per Legge, con le relative garanzie gestionali ad esse riferite, indispensabili ad assicurare le necessarie risorse per il loro ottimale e regolare funzionamento.
Spesso dimenticate e mai considerate adeguatamente, le società e le associazioni preposte a tale importante compito,  svolto anche in stretta collaborazione con organismi dello Stato come Carabinieri Forestali, Capitanerie di Porto, Guardia di Finanza, Questura e Polizie Locali,  hanno assicurato nel tempo servizi qualificati al territorio utilizzando proprie risorse finanziarie, salvaguardando attività di utilità sociale come soccorso, recupero, cura e conservazione della fauna selvatica rinvenuta  sul  territorio regionale, assumendosi  anche responsabilità civili e penali.   Pur avendo svolto con costanza e determinazione il proprio compito, ad oggi i numerosi problemi gestionali e infrastrutturali che riguardano tali presidi restano ancora irrisolti nonostante le varie e puntuali segnalazioni e richieste di aiuto da parte dei responsabili.
Grazie al personale qualificato e specializzato impegnato, ogni anno i due CRAS provinciali accolgono, curano e rimettono in natura centinaia di esemplari appartenenti a specie protette o a rischio di estinzione ancora presenti nei nostri territori, patrimonio comune e bene inalienabile dello Stato.  Nel corso dell’anno 2017 sono state garantite tutte le attività senza alcuna interruzione del servizio, con positivi risultati in termini di numero di interventi effettuati, assicurando assistenza veterinaria a 660 esemplari di cui 430 presso il CRAS di San Giuliano e 230 presso il CRAS di Policoro con la quasi totalità degli animali appartenenti a specie protette dalle normative nazionali ed europee in quanto di particolare interesse scientifico e di conservazione.
La gestione veterinaria di ogni singolo esemplare e tutte le successive e necessarie fasi che portano al totale recupero e rilascio in natura comporta un notevole impegno gestionale, economico e lavoro quotidiano senza alcuna interruzione durante l’intero anno.   
Riconosciuti ed apprezzati da chi opera sul territorio regionale e riferimento strutturale non solo nazionale per quanto realizzato negli anni grazie anche ad autorevoli collaborazioni scientifiche e progetti di rilevanza Europea, i due centri del materano vengono totalmente disconosciuti e non valorizzati a livello locale, considerata la puntuale “incertezza” che si verifica nel mettere annualmente a disposizione  i necessari contributi che per la loro esiguità certamente non risolvono tanti problemi e poco contribuiscono al buon funzionamento delle strutture e dei servizi previsti per legge e di grande rilevanza per la tutela della biodiversità in   Basilicata.    
I responsabili dei CRAS di San Giuliano e di Policoro con una accorata e dettagliata nota inviata in data 4 febbraio al Presidente e all’Assessore all’Ambiente della Regione Basilicata, hanno evidenziato ancora una volta, che venissero accolte con la massima urgenza le richieste dei due centri di recupero. Inoltre nei giorni scorsi è stata comunicata la difficile situazione dei 2 CRAS materani anche al  Prefetto di Matera, ai Carabinieri Forestali e a molti Sindaci dei comuni della provincia di Matera, fruitori abituali di tale servizio, con lo scopo di sensibilizzare anche altri enti locali ed istituzioni al problema che stanno vivendo le due strutture.

“In virtù di una difficile e complessa situazione gestionale che si trascina ormai da anni - dichiarano Visceglia e Colucci, responsabili dei due Centri - informiamo che per ragioni  burocratiche e gestionali, non potremo garantire ulteriori interventi di soccorso, prestazioni veterinarie, cure e riabilitazione. Pertanto, in riferimento ad un quadro generale che attiene alle normative legate alla detenzione e gestione di esemplari di specie protette, al rapporto e alla tutela del personale impegnato, comunichiamo la sofferta decisione di dover sospendere al momento ogni forma di recupero, affidamento e ricovero di altri animali selvatici a supporto delle Amministrazioni locali, Forze dell’Ordine, Associazioni e Cittadini.  
Per quanto nelle nostre possibilità e con grandi sacrifici personali   garantiremo comunque assistenza quotidiana agli oltre 100 esemplari già presenti nei CRAS poiché non più liberabili in natura. Pertanto invitiamo gli Enti preposti alla tutela della fauna e della biodiversità regionale a comprendere le nostre preoccupazioni e motivazioni, assicurando sin da ora la nostra piena e fattiva collaborazione non appena in possesso delle condizioni e rassicurazioni  necessarie alla prosecuzione di tale servizio”.   




domenica 7 gennaio 2018

Ancora un Lupo vittima delle strade


Il 29 dicembre scorso intorno alle 23,30  sulla strada provinciale SP 3 Matera-Metaponto nei pressi del bivio di Montescaglioso è stato ritrovato un maschio adulto di lupo da poco travolto da un veicolo in transito. A segnalare ai Carabinieri della locale stazione la presenza del corpo ancora caldo e senza vita è stata Mina Matarrese dell’associazione “Il Branco”.  La grossa mole, il colore rossiccio ed altre caratteristiche le hanno fatto escludere un ennesimo cane vittima del road killing   facendo invece subito pensare al raro predatore. Trattandosi di specie di interesse scientifico si è subito attivata per avviare la procedura legale per la rimozione della carcassa mediante l'intervento del veterinario ASL reperibile dott. Angelo Leogrande e con la collaborazione della ditta Materapet per il successivo trasporto presso la Sezione di Matera dell'IZS (Istituto Zooprofilattico Sperimentale).
E’ molto importante – dichiara Matteo Visceglia, Responsabile del CRAS materano - la collaborazione dei cittadini nella segnalazione e recupero di esemplari deceduti di elevato valore scientifico e naturalistico come Lupo, Lontra, Gatto selvatico,  tanto per citare solo alcune specie.  Le analisi e i dati che si possono raccogliere con i vari esami scientifici contribuiscono sempre ad una migliore conoscenza delle problematiche della specie e conseguentemente alla migliore conservazione e tutela attraverso programmi mirati di prevenzione”.  
Nei prossimi giorni saranno effettuate tutte le analisi necessarie per la caratterizzazione dell'esemplare, in particolare quelle necroscopiche per stabilire le cause della morte (che si presume siano dovute all'impatto di un veicolo) oltre a quelle parassitologiche, tossicologiche e genetiche.
Il ritrovamento di lupi investiti sulle strade in Italia è ormai un fatto piuttosto frequente, segno di un reale incremento della popolazione di questa specie anche in aree dove fino ad alcuni anni fa tale evento era piuttosto raro. In Italia si stanno monitorando con attenzione tutti i casi di mortalità, in particolare gli atti di bracconaggio e avvelenamento, che non sono affatto rari. Purtroppo, anche dalla lettura di articoli, comunicati e notizie diffuse sui social,  si ha la netta percezione che siano davvero tanti i lupi che in Italia perdono la vita per mano dell'uomo.
Una recente raccolta di dati avviata attraverso la pagina Facebook  “Lupi morti in Italia” e promossa dal gruppo di ricerca di italianwildwolf.com ha già fatto registrare segnali piuttosto preoccupanti. Secondo alcuni dati presentati nel mese scorso al convegno Wolf and Nature  svoltosi a Gravina in Puglia, in un solo anno in Italia, dal 1 novembre 2016 al 30 ottobre 2017,  sono stati registrati 77 casi di lupi vittime di bracconaggio o investimenti stradali di cui 8 nella sola Basilicata. L'espansione del Lupo per fortuna si è avuta, ed è tuttora in corso,  lungo tutta la penisola dando così un segnale positivo di una natura in fermento ecologico che cerca di riprendersi ciò che in passato le era stato tolto. Ma proporzionalmente si registrano purtroppo anche gli effetti di quella atavica e spesso ingiustificata paura del lupo "cattivo" antagonista  dell’uomo.
Il Lupo sta attraversando un periodo difficile per il rapporto problematico e quasi sempre conflittuale con gli allevatori – conclude Visceglia -  ma occorre fare ogni sforzo per trovare adeguate soluzioni che favoriscano una migliore convivenza tra questa specie e le attività zootecniche. Anche il turismo legato alle aree protette può trarre benefici per la presenza del lupo e di altre specie carismatiche.

 

mercoledì 27 dicembre 2017

Nuovo ritrovamento di Lontra in Basilicata

Da Facebook

Ieri pomeriggio abbiamo ricevuto una comunicazione da Antonio Iannibelli, fotografo naturalista lucano che ringraziamo per la sua sensibilità, relativa alla presenza di una carcassa di lontra, presumibilmente investita, lungo la statale 106 Ionica in agro di Scanzano. Con l'aiuto di volontari ed in particolare di Gianluca Costantini abbiamo potuto oggi recuperare il corpo della povera lontra evitando che potesse essere distrutto dai veicoli o che fosse danneggiato o fatto sparire da altri necrofagi. Probabilmente la stessa era sul bordo della carreggiata già dalla notte di Natale o dall'alba di ieri! Questo è il terzo esemplare che è stato recuperato dal CRAS negli ultimi 5 mesi. L'ultimo risale a circa 20 giorni fa. Come di consueto la carcassa sarà consegnata all'IZS di Matera per le analisi previste dai protocolli di monitoraggio della specie. Raccomandiamo sempre di segnalare tempestivamente questi ritrovamenti alle autorità sanitarie e solo in caso di difficoltà avvisare i CRAS della zona che, nei limiti delle proprie possibilità, possono contribuire ad evitare che le carcasse vengano disperse o danneggiate, privando gli enti di ricerca dell'opportunità di effettuare esami ed analisi a scopo scientifico. E' inutile sottolineare l'importanza di prestare molta attenzione quando si guida, soprattutto di notte e all'alba, per evitare incidenti di qualsiasi tipo che coinvolgono uomini e animali.

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Foto: Matteo Visceglia

domenica 10 dicembre 2017

ANCORA UNA LONTRA VITTIMA DEL ROAD KILLING IN BASILICATA


Giovedì scorso 7 dicembre, grazie ad una segnalazione pervenuta direttamente al CRAS da alcuni automobilisti, è stata recuperata l'ennesima Lontra morta a causa di un investimento stradale. Il ritrovamento è avvenuto in territorio di Grassano e l'esemplare, un maschio di 8 kg, era certamente parte di un nucleo vitale che frequenta regolarmente il medio tratto del fiume Basento, così come risulta da precedenti e svariati monitoraggi. Il precedente ritrovamento risale al 15 agosto scorso quando un altro esemplare venne ritrovato e recuperato dal CRAS in territorio di Bernalda non lontano dal fiume Bradano.
La prossima settimana la carcassa, purtroppo non completamente integra a causa del danneggiamento del cranio, sarà trasportata presso la Sezione di Matera dell'IZS Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Puglia e Basilicata per gli accertamenti e le analisi necessarie, così come viene effettuato in tutta Italia per casi simili, secondo un protocollo approvato dal Ministero dell'Ambiente e in linea con il Piano di Azione per la Conservazione della Lontra in Italia.
Il CRAS di Matera, insieme ad altri centri di recupero riconosciuti dalla Regione Basilicata, è da anni un punto di riferimento e struttura operativa per il recupero di esemplari,  vittime del cosiddetto "road killing", di elevato valore naturalistico e scientifico, come Lontra, Lupo, Gatto selvatico, ecc. Certamente è un vero peccato la perdita di questo esemplare ma è altrettanto vero che grazie alla raccolta capillare dei dati biometrici e necroscopici ricavabili dalle carcasse e dai siti di ritrovamento si sta cercando di delineare un quadro generale sulle principali cause di mortalità in Italia, utile e necessario per elaborare, attraverso un apposito piano di conservazione, attuato auspicabilmente da istituzioni locali e nazionali, eventuali strategie mirate alla mitigazione dell'impatto negativo prodotto sulla specie soprattutto dalla rete viaria, sempre più pericolosa ed impattante anche per la nostra fauna di elevato valore naturalistico e simbolo stesso della Biodiversità regionale. Ricordiamo che la popolazione lucana di Lontra è la più importante a livello nazionale sia per numero di esemplari sia per diffusione sul territorio essendo presente su tutti i principali corsi d'acqua e bacini idrografici.
Invitiamo coloro che rinvengono lontre ferite o morte a segnalarlo tempestivamente alle autorità sanitarie preposte e agli organi di Polizia che provvederanno a mettere tempestivamente in atto il protocollo di recupero e trasferimento presso l’IZS più vicino. In caso di necessità è possibile contattare il CRAS al n. 3391637510 per chiedere suggerimenti o consigli in caso di difficoltà.

Matteo Visceglia , Responsabile CRAS Riserva Regionale di San Giuliano

 

martedì 31 ottobre 2017

Liberato un giovane gheppio dopo le cure del CRAS

31 OTTOBRE 2017 - NEWS DAL CRAS

Oggi pomeriggio con Mariangela abbiamo provveduto a rilasciare un giovane gheppio consegnatoci lo scorso luglio all' età di circa 1 mese e con un trauma all'ala fortunatamente risolto con adeguate cure e molta riabilitazione in voliera. Il CRAS ringrazia ancora una volta la dott.ssa Olimpia Lai per il suo prezioso aiuto per gli aspetti veterinari e il dott. Egidio Fulco per aver inanellato l'esemplare. La liberazione è avvenuta nel Parco della Murgia Materana non lontano dalla zona di nascita e ritrovamento. Quando si reinserisce in natura un esemplare di specie protetta occorrono pochi attimi, il tempo cioè di aprire il box e lasciarlo andare. Per le sue cure e mantenimento sono stati necessari invece 106 giorni! Ricordiamo che i CRAS svolgono, quasi sempre in silenzio e con molti sacrifici, un notevole servizio di pubblica utilità per la tutela della fauna, il soccorso degli esemplari in difficoltà e la conservazione della biodiversità del territorio.

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venerdì 5 maggio 2017

Accoppiamento di grillai all'interno della cassetta nido


E' la prima volta che abbiamo potuto documentare, mediante una microtelecamera che trasmette immagini ad un computer, l'accoppiamento di falchi grillai all'interno di una cassetta nido artificiale. Di norma gli accoppiamenti avvengono all'esterno, seppure nelle sue vicinanze. Il nido viene monitorato dal CRAS da alcuni anni allo scopo di raccogliere informazioni sulla biologia riproduttiva di questa specie.

martedì 18 aprile 2017

13 cicogne bianche tra Matera e Santeramo

Una vita in equilibrio 
di Franco Labarile

Può capitare a volte, a chi si occupa di fotografia naturalistica, di scoprire animali, uccelli, piante o tutto quello che fa parte del nostro ambiente, proprio a due passi da casa, non necessariamente in luoghi esotici o lontanissimi. Da anni seguo una mia personale tensione interiore che mi porta a "guardare" la realtà in cui vivo con occhio "mitico". Ritengo che ognuno di noi ha dentro di se un "orizzonte mitico" che può trovare espressione proprio attraverso la fotografia. Non rinunciare mai a questo "orizzonte mitico" ritengo sia una possibilità di salvezza dall'alienazione e dalla nevrosi che ci schiaccia tutti. E' per questo motivo che inseguo uccelli, migratori, volpi e tutto ciò che mi provoca emozioni. Le cicogne rappresentano un potente simbolo di rinascita, di purezza e leggerezza oltre che di completezza estetica. Non è la prima volta che scopro le cicogne nel nostro territorio. L'anno scorso ne scoprii 5 ai piedi delle Murge, tra Santeramo ed Altamura, e raccontai la storia dell'avvistamento sul Periodico "Partecipare" di Santeramo in Colle. Quest'anno,invece, proprio il giorno di Pasqua, nel pomeriggio, mentre da Torre Spagnola (MT) mi dirigevo verso Jesce, a ridosso della ex ss.271, vedevo su un traliccio dell'alta tensione, come equilibristi sul filo, tredici splendide cicogne. Nella zona un violento temporale, con fulminazioni, tuoni e colpi di vento. C'erano tutte le condizioni per una sosta forzata per le cicogne, in viaggio migratorio. Iniziai a distanza a fotografare e sempre più estasiato guardavo come sul filo del traliccio scorrevano vite aeree. A casa rividi le foto e scoprivo,come già accaduto, una cicogna inanellata. Stamane levataccia e batticuore... sperando di ritrovarle per cercare di leggere l'anello. Dopo vari tentativi si dirigono dal traliccio ad un campo incolto . Sono letteralmente occultato in auto a distanza notevole e dopo circa un ora riesco a leggere l'anello.
Spedisco tutto all'ISPRA per l'identificazione finale. Posso solo dirvi che, con buona probabilità, si tratta di una "tedescona"... Ma non aggiungo altro,  riservandomi di informarvi quando l'ISPRA invierà il report..."mitico".  

Foto di Franco Labarile.







venerdì 31 marzo 2017

Abbattuti gli alberi dormitorio di 800 falchi grillai

Bernalda (Mt), ha vinto il menefreghismo

Non sono bastate le note trasmesse già dallo scorso marzo 2016 all'Amministrazione comunale di Bernalda (Mt), quando intraprese il sistematico (e opinabile!) taglio di circa 250 alberi caratterizzanti il verde urbano comunale, destando uno sconcerto dibattuto sui media. "Oggi - evidenzia Enzo Cripezzi della a Lipu -sono stati vergognosamente abbattuti gli ultimi 2 grandi pini, scampati in quella occasione proprio in quanto "dormitori" della locale popolazione di 800 falchi Grillai".
I Grillai sono piccoli rapaci contemplati da norme di tutela nazionali, Direttive comunitarie e Convenzioni internazionali. Ma non a Bernalda.

Anche quest'anno, con chirurgica puntualità a marzo (non in autunno o inverno!!!), quando i falchi appena arrivati, stremati da migliaia di km, iniziano la fase riproduttiva cercando di ricostituire le energie perse durante la migrazione, ecco rincorrersi le voci dell'imminente abbattimento degli ormai famosi pini di via Ferri.

Di nuovo le comunicazioni della Lipu al Comune e altri Enti e Autorità. 
Di nuovo, come nel 2016, nessuna risposta.
Di nuovo le proteste di alcuni cittadini sensibili, come la signora Silvana Di Pace da sempre in prima linea.
Infine l'esecuzione sommaria di oggi!

Una storia triste che va ben oltre competenze e meandri normativi: il rispetto per un bene pubblico come i falchi Grillai, di grande importanza per il mondo scientifico e oggetto di grandi sforzi da parte di Associazioni ed Enti, quindi una opportunità di valorizzazione territoriale... buttato invece nella spazzatura, in favore dell'interesse di pochi e in ossequio a una logica malata.

"E così - puntualizzano alla Lipu - mentre mercoledì scorso nella vicina Matera andava in scena la bella cerimonia pubblica per la premiazione di un bambino che aveva salvato un giovane falco Grillaio, a Bernalda qualcuno riporta la lancetta del tempo al Medioevo sfrattando un dormitorio di oltre 800 falchi".

     

lunedì 27 marzo 2017

Recuperata carcassa di Lupo investito sulla Basentana


CON LA COLLABORAZIONE DI CITTADINI IL CRAS CONTRIBUISCE AL RECUPERO DI PREZIOSI ESEMPLARI DA SOTTOPORRE AD ESAMI ED ACCERTAMENTI

Nella giornata di sabato 25 marzo è stata recuperata dal CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) della Riserva Naturale Regionale di San Giuliano la carcassa di un Lupo lungo la statale 407 Basentana, in territorio di Ferrandina,  in provincia di Matera.
A segnalarne la presenza la notte precedente era stato un automobilista materano,  Michele Maragno,  che  aveva notato un Lupo vistosamente ferito che si trascinava con la forza di una sola zampa oltre il ciglio stradale per poi sparire nel buio. La mattina successiva, nella speranza di consentire il ritrovamento del Lupo ancora vivo era stato informato anche il responsabile del  CRAS materano che si è subito attivato facendosi accompagnare sul posto per un primo sopralluogo dallo stesso automobilista, resosi disponibile. Dopo una breve ricerca è stato individuato il Lupo, un maschio adulto purtroppo già morto, nascosto nel fitto della vegetazione lungo la scarpata sottostante la statale.
Nel frattempo è stato informato il dott. Picerno veterinario ASL in turno di reperibilità,  che giunto sul posto e constatato il decesso avvenuto probabilmente nelle ore precedenti,  ha affidato l’esemplare al responsabile del CRAS Matteo Visceglia  per la sua conservazione temporanea in congelatore. Già nella giornata di oggi è stata trasferita dallo stesso presso la sezione di Matera dell’IZS (Istituto Zooprofilattico Sperimentale) di Puglia e Basilicata per le analisi necroscopiche, gli accertamenti sanitari e genetici, nell’ambito di un piano generale finalizzato alla raccolta di dati sulla specie in Italia.
In soli 4 mesi questo è il secondo Lupo investito sulle strade del materano e recuperato dal CRAS. Il caso precedente riguardava un esemplare femmina trovato morto sulla provinciale Matera Metaponto non lontano da Pomarico.
E’ molto probabile che questi ritrovamenti siano solo alcuni dei casi conosciuti e che molti altri esemplari a seguito degli incidenti vanno a morire oltre le strade senza che nessuno possa fare qualcosa né accorgersi della loro presenza. Nella maggior parte dei casi gli automobilisti non riconoscono con certezza la specie, soprattutto di notte,  e pensano si tratti di cani randagi vaganti.

E’ molto importante – dichiara Matteo Visceglia, Responsabile del CRAS - la collaborazione dei cittadini nel salvataggio della fauna in difficoltà o ferita ma anche nel recupero di esemplari deceduti di elevato valore scientifico e naturalistico come Lupo, Lontra, Gatto selvatico, solo per citare alcune specie.  Le analisi e i dati che si possono raccogliere con i molteplici esami scientifici contribuiscono alla migliore conoscenza delle problematiche della specie e conseguentemente alla migliore conservazione e tutela.  Il Lupo sta attraversando ultimamente un periodo molto difficile per le note questioni attinenti il rapporto problematico con gli allevatori ma solo una buona conoscenza di tutti gli aspetti legati alla sua biologia, comportamento e distribuzione sul territorio possono aiutare a trovare adeguate soluzioni che permettano di favorire una migliore convivenza tra questa specie e le attività zootecniche. Non va dimenticato il fatto che il recente aumento della presenza di Lupo nel materano è legata ad  un generale processo di espansione registrato a livello nazionale grazie alle normative di salvaguardia della fauna e alla presenza di aree protette. Ma è soprattutto l’incremento demografico delle sue principali prede naturali, soprattutto cinghiali, a far arrivare il Lupo ovunque, anche dove fino a pochi anni fa nessuno poteva immaginare”.


venerdì 13 gennaio 2017

NEVE E GELO AL SUD COLPISCONO LA FAUNA SELVATICA

LIPU: chiusura anticipata della caccia e maggiore vigilanza sulle regioni martoriate

Neve e gelo da giorni dominano tutto il territorio della Basilicata e della Puglia oltre che dell’intero Centro-Sud, con temperature in picchiata e terreni ricoperti per buona parte dalla neve e dal ghiaccio.
Anche il mondo della natura, come le popolazioni umane, sta vivendo un periodo difficile. Le temperature rigide e i terreni ricoperti di neve rappresentano condizioni estreme, fatali per gli uccelli ed i mammiferi selvatici, i quali hanno serie difficoltà a reperire il cibo ed a trovare rifugi idonei.
Nelle aree che man mano nei prossimi giorni saranno più libere dalla neve e dal ghiaccio si concentreranno molti animali alla disperata ricerca di cibo e di temperature più sopportabili. Tale situazione esporrà gli animali a un maggior rischio, saranno più vulnerabili e quindi facile bersaglio di cacciatori.
Ma con il maltempo anche la piaga del bracconaggio ha vita ancora più facile. Nei giorni scorsi una rara Moretta tabaccata è stata impallinata sul litorale di Zapponeta, mentre un’Oca collorosso, specie minacciata tipica delle aree russe e spinta nelle nostre zone dal gelo artico, è stata abbattuta sulla laguna di Lesina sotto i binocoli di ornitologi. Appostamenti per la caccia di frodo sono realizzati sulla costa, nell’immediato entroterra e perfino all’interno della Riserva delle Saline di Margherita di Savoia! Ed è solo la punta dell’iceberg: di molti altri episodi di bracconaggio, enormemente facilitato dalle condizioni climatiche che stiamo vivendo, non se ne ha notizia anche perché la vigilanza venatoria è scarsa.
La Legge nazionale 157/92 sulla tutela della fauna omeoterma prevede il divieto dell’attività venatoria sui terreni coperti in parte o totalmente dalla neve (art. 21, lettera m) ma ciò non basta date le estreme ed inusuali condizioni climatiche di questo periodo. Il termometro ha segnato per molti giorni valori al di sotto dello zero con punte minime proibitive per tante specie già provate da molti fattori negativi. E’ opportuno quindi garantire alla fauna selvatica una minima possibilità di recupero e sopravvivenza per agevolarne la migrazione e la preparazione alla stagione riproduttiva.
Un immediato intervento delle Istituzioni per favorire la tutela della fauna è quanto mai impellente ed urgente, anche in previsione della preannunciata nuova ondata di gelo che colpirà il sud Italia nelle prossime ore. La LIPU rivolge perciò un appello ai Presidenti delle Regioni Basilicata e Puglia affinché emanino con urgenza un provvedimento di chiusura anticipata della caccia, molti sarebbero gli animali che si potrebbero salvare, compensando le numerose perdite dovute al gelo e alla mancanza di cibo.
Inoltre è indispensabile intensificare i controlli sul territorio da parte di tutti gli organi di polizia per scongiurare ulteriori, facili mattanze da parte di cacciatori di frodo.

Occhiocotto ucciso dal gelo



mercoledì 30 novembre 2016

Liberazione di un nibbio reale - nov 2016

Tronco di quercia

Se solo immaginassimo quanta biodiversità si cela tra il fitto intreccio di rami di una singola Quercia forse ci convinceremmo che è il caso di considerarla un autentico monumento vegetale.
Questa foto è stata scattata tra Pomarico e Montescaglioso, dove resistono gli ultimi esemplari centenari. La minaccia delle motoseghe è sempre dietro l'angolo, indipendentemente se essi siano in terreno privato o pubblico. 

venerdì 12 agosto 2016

DOPO 7 MESI RIAPRONO I CRAS PROVINCIALI DI MATERA

 I CRAS (Centri Recupero Animali Selvatici) istituiti dalla Provincia di Matera erano stati chiusi a seguito della Legge Del Rio sul riordino delle funzioni degli enti locali e della Legge Regionale n. 49/2016. 

Riprende in questi giorni l’attività di accoglienza, cura e riabilitazione della fauna selvatica presso il CRAS Centro di Recupero Animali Selvatici di San Giuliano. Dopo lo stop imposto dalla Provincia di Matera a partire dal 1 gennaio 2016 a seguito della Legge Del Rio sul riordino delle funzioni delle province e della Legge Regionale n. 49/2016 è giunta in questi giorni, ai responsabili dei centri di Matera e Policoro,  una nota dell’Ufficio Tutela della Natura del Dipartimento Ambiente e Territorio della Regione Basilicata che, interpretando e chiarendo i contenuti delle citate leggi,  permette finalmente la ripresa delle attività dei due centri.  Nelle prossime settimane Provincia e Regione si incontreranno ad un tavolo tecnico istituzionale per trovare un accordo che garantisca la necessaria continuità gestionale. 
Nel corso dei primi 7 mesi di quest’anno il CRAS di San Giuliano non è stato nelle condizioni di poter accettare e curare animali ritrovati in difficoltà con la conseguenza che molti cittadini, associazioni e organi di polizia non hanno avuto un riferimento sul territorio di Matera a cui affidare esemplari feriti, debilitati oppure abbandonati. Vi sono stati non pochi problemi che hanno messo in luce quanto importante sia la presenza nel materano di un presidio di soccorso della fauna selvatica protetta soprattutto se si considera che una delle vittime di questa situazione è stato il Falco grillaio, simbolo ufficiale del Parco Regionale della Murgia Materana e specie carismatica della stessa città di Matera che ospita una della colonie riproduttive urbane più grandi al mondo.  

Centinaia di chiamate di soccorso per innumerevoli falchi grillai  rinvenuti in difficoltà nel centro urbano e nell’area Parco sono pervenute al CRAS – dichiara Matteo Visceglia responsabile del CRAS -  ma a causa della situazione di blocco delle attività non abbiamo potuto ospitarli e curarli, in quanto non autorizzati,  ma ne abbiamo consigliato però la consegna presso altri CRAS anche se purtroppo molto distanti come quello di Pignola in provincia di Potenza o quello del Parco di Gallipoli Cognato nel comune di Accettura. In alcuni casi è stato necessario chiedere la collaborazione della LIPU di Gravina-Altamura per il trasporto presso il Centro Recupero della Regione Puglia, in provincia di Bari”.

Centinaia di esemplari di diverse specie sono stati dunque vittime della burocrazia e della mancanza di un programma di gestione dei CRAS su base pluriennale. Nel  2015 sono stati affidati al CRAS materano  321 esemplari di cui il 70 % nuovamente restituito alla natura. Nel 2016 ci si deve quindi chiedere quale destino hanno avuto questi animali che mediamente vengono affidati ogni anno al CRAS e sarebbe interessante verificare quanti di essi sono stati realmente salvati e trasportati negli altri centri e quanti invece sono stati abbandonati al loro destino, in netto contrasto con le severe normative che li tutelano in Italia ed in Europa. E’ paradossale che mentre nei vicini comuni di Gravina e Altamura centinaia di animali protetti venivano soccorsi e poi affidati alla LIPU e alla Polizia Locale,  a Matera e in altri comuni della Provincia vi è stato un vuoto gestionale che ha determinato spesso disagi e proteste, con situazioni spesso sfociate nella più totale illegalità ed inciviltà come l’abbandono di esemplari in evidente difficoltà o il furto da parte di privati di specie particolarmente protette.
Per anni il CRAS materano  ha garantito un servizio alla Città e all’intero territorio provinciale ed ha dovuto sempre fare i conti con la mancanza di risorse sufficienti alle reali necessità, con alcune carenze strutturali e di attrezzature non ancora colmate dalle istituzioni. Ma si sa, la protezione della natura e della fauna pare che sia oggi oggetto di continuo ridimensionamento e depotenziamento, così come succede anche a livello nazionale su più fronti. Molto spesso il livello di civiltà e di cultura di una comunità, in riferimento soprattutto a Matera città designata Capitale Europea della Cultura nel 2019, si misura anche da come si affrontano le problematiche di convivenza con le specie più rare e preziose che hanno scelto le città per convivere con l’Uomo. 

“Altrove – continua Matteo Visceglia – e soprattutto all’estero alcune specie vengono platealmente e rigorosamente tutelate e valorizzate in mille modi, fornendo occasioni di sviluppo di un turismo naturalistico che, come è giusto che sia, deve essere sempre integrato ed associato al turismo culturale, storico-architettonico, archeologico, enogastronomico. Il CRAS è innanzitutto un presidio della tutela della natura sul territorio che si interfaccia ogni giorno con la comunità ma è anche una struttura in grado di monitorare e valorizzare lo stretto legame tra la fauna protetta e le esigenze di una comunità in quadro di civile e rispettosa convivenza tra Uomo e Natura.


domenica 15 maggio 2016

Censimento dei falchi grillai in Puglia e Basilicata

Tra il 5 e il 7 maggio 2016 si è svolto il censimento annuale  dei falchi grillai in molti comuni della Puglia e della Basilicata in cui sono presenti colonie riproduttive. E' da 8 anni che tale iniziativa viene portata avanti con il patrocinio dell'Ente Parco Nazionale dell'Alta Murgia e con il coordinamento e la collaborazione della LIPU. Decine di volontari e appassionati di varie associazioni hanno dato il loro supporto a questa interessante attività che consente di avere un quadro abbastanza attendibile sulla consistenza della popolazione preriproduttiva delle due regioni e di fare un'analisi del trend della specie allo scopo di mettere in evidenza eventuali minacce o problemi di rilevante importanza ai fini della salvaguardia della specie. I dati complessivi  raccolti nel corso dei vari anni consentiranno di elaborare o proporre misure di conservazione più efficaci per la specie che ha qui la sua roccaforte a livello italiano.
L’attività di censimento si è svolta presso alcuni alberi che vengono indicati come “dormitorio” o "roost" , localizzati in ambito urbano o periurbano dove tutti i grillai si radunano al tramonto per trascorrervi la notte. E' questa una caratteristica etologica che permette di effettuare un controllo pressochè totale delle varie colonie conosciute. L'attività è iniziata poco prima del tramonto ed è terminata intorno alle 20,30 quando la luce del giorno lasciava il passo alla sera. Ogni gruppo di volontari si è perciò fermato per circa un’ora osservando e annotando su una scheda l’arrivo dei piccoli rapaci che, a volte in maniera ordinata e a volte in modo caotico, entrano nella chioma dell'albero utilizzato per trascorrervi la notte.
Nei prossimi giorni saranno resi noti i risultati del censimento.