martedì 18 giugno 2013

Il Parco Murgia Materana dice NO alle pale eoliche ai suoi confini

ENTE  PARCO DELLA MURGIA MATERANA FERMAMENTE CONTRARIO ALLA REALIZZAZIONE DEL PARCO EOLICO IN LOCALITA’ MATINE

La realizzazione di un parco eolico nel territorio del Comune di Matera in località Matine in prossimità del Parco Archeologico, Storico, Naturale delle Chiese Rupestri del Materano è causa di grave preoccupazione e determina forte allarme per il danno ambientale legato all’alterazione dell’integrità del paesaggio e alla conservazione e protezione dell’avifauna.Il Parco Regionale si pone come obiettivi la protezione degli ecosistemi naturali, la ricostruzione delle comunità biotiche, la conservazione e la valorizzazione dell’habitat rupestre, nonché la tutela di tutte le emergenze paesaggistiche, geologiche, speleologiche, storiche, preistoriche e culturali presenti nell’area protetta e la realizzazione di queste pale eoliche, infatti, pur insistendo al di fuori dei confini del parco, risulta invasiva per l’ambiente circostante a causa delle conseguenti alterazioni permanenti che comporta sullo stato naturale delle aree limitrofe al parco, ciò non solo per l’evidente impatto visivo ma, soprattutto, per la particolare connotazione morfologica, storica-culturale e naturalistica-ambientale di tutta la zona adiacente. Pertanto, il Consiglio Direttivo dell’Ente Parco, pur non essendo competente al di fuori dei propri confini, nella seduta dell’undici giugno, ha espresso forte contrarietà alla realizzazione di tali manufatti e si unisce all’allarme lanciato dal Presidente dell’Ente in quanto questo parco eolico è stato previsto in un’area a stretto ridosso di valenze paesaggistico-ambientali, storiche e culturali di assoluto pregio.Il Consiglio Direttivo dell’Ente Parco si è attivato immediatamente richiedendo l’acquisizione di pareri legali e tecnico-scientifici in ordine all’impatto che il parco eolico in località Matine potrebbe determinare sui beni oggetto di specifica tutela da parte dell’Ente Parco della Murgia Materana (ambiente, paesaggio, fauna, flora, ecc.), al fine di intraprendere ogni possibile azione finalizzata ad evitare la deturpazione del paesaggio.Rammarica, inoltre, il fatto che in merito a tali questioni relative a problematiche inerenti la qualità del paesaggio, l’Ente Parco non sia stato preventivamente interpellato al fine di attivare un utile confronto.


                  Il Consiglio Direttivo
        dell’Ente Parco della Murgia Materana

lunedì 17 giugno 2013

Eolico Basilicata: rassegna stampa



Urbanisti ed ambientalisti in allarme per l'invasione delle pale eoliche che minaccia di cambiare per sempre il profilo della Basilicata, senza risparmiare di Matera, nota nel mondo per i "Sassi", i caratteristici rioni in tufo dichiarato patrimonio dell'umanità dall'Unesco. A mettere a rischio il territorio lucano sono i 10 nuovi Parchi eolici (con opere connesse e infrastrutture di servizio) appena autorizzati dalla giunta regionale, due solo a Matera, ciascuno della potenza di 30 megawatt, per un totale di 26 aerogeneratori.
Guerra Comune-Regione
Tra i più contestati, il progetto della società Zefiro, autorizzata ad installare 17 pale in località "Matine", a valle dei "Sassi", che ha dato il via ad una guerra tra il Comune di Matera e la Regione, che rivendica il rispetto delle procedure e accusa l'Ente locale di non aver partecipato alla Conferenza di servizi convocata per il confronto sull'opera tra gli enti interessati. A sostegno del Comune si sono schierati al momento l'Istituto nazionale di Urbanistica, che sottolinea l'impatto visivo molto forte dei nuovi impianti, e il Parco della Murgia Materano, anche se la localizzazione all'esterno delle aree vincolate o protette presenti in zona rende difficile sostenere la battaglia per bloccare la costruzione del nuovo parco eolico. Nell'area materana autorizzato anche un secondo parco in Località "Le Reni", con 9 pale.
110 aereogeneratori per 220 megawatt
L'elenco dei nuovi parchi eolici approvati del Dipartimento Attività produttive della Regione a fine maggio e deliberati dalla Giunta in seguito alla Conferenza dei servizi prevede nel complesso oltre 110 aerogeneratori per un totale di 220 megawatt di produzione da fonte rinnovabile eolica. Oltre a quelli di Matera, altri impianti sono previsti nei Comuni di Banzi e di Genzano (15 aerogeneratori da 30 Mw)  e a Melfi per un totale di 29 pale e 63 Mw di potenza. Seguono i Parchi eolici in arrivo nell'area di Tolve (uno da 10 pale, 19,80 Mw, un secondo da 14 torri per 28 Mw). Altri due, infine, sono localizzati tra Banzi e Genzano (un impianto di 5 aerogeneratori da 12 MW, ed altre 7 pale per 21 Mw).
Istituto di urbanistica sul piede di guerra
Tra i più decisi a difendere l'integrità del "profilo" regionale è l'Inu, preoccupata per la selva di pale dall'altezza media equivalente a quella di un palazzo di cinque piani che potrebbe presto occupare tutti i crinali del territorio. Tra le aree compromesse irrimediabilmente, in caso di costruzione dei Parchi, l'Inu segnala le colline a vigneti del Vulture, le valli del Bradano, del Basento-Cavone, dell'Agri-Sauro, del Sinni. In questo scenario, non aiuta il confronto tra ambientalisti-urbanisti e Regione il fatto che il Consiglio sarà presto sciolto in vista delle elezioni anticipate previste a novembre. Anche per questo, l'Inu sollecita una riduzione immediata della quota di energia assegnata all'eolico trasferendola per quanto possibile al fotovoltaico.
Il Parco della Murgia preoccupato per il fondale dei "Sassi"
Schierato conto l'invasione delle pale anche il Parco della Murgia Materana, anche se, nel caso di Matera, il Parco eolico al centro delle polemiche sorgerebbe in un'area non vincolata, distante piu' di 2.000 metri dal Sito di Interesse Comunitario ''Gravine di Matera'', esterna anche dal Parco regionale. Ma la foresta di pale, ancora da costruire, allarma i responsabili del Parco, che temono «un grave danno paesaggistico per la percezione complessiva dell'areale del sito Unesco di Matera», perché la quota altimetrica media del sito prescelto per l'installazione, circa 390 metri, è di poco sotto a quella delle località di Murgia Timone e Trasano che, con i loro circa 420 metri, costituiscono il naturale fondale scenico su cui si stagliano i Sassi, patrimonio dell'Unesco.
Fonte: Il Sole 24 ORE 16 giugno 2013
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-06-16/basilicata-arrivo-parchi-eolici-182039.shtml?uuid=AbddxU5H&fromSearch

mercoledì 12 giugno 2013

Avvistamento di Lepre italica sul Monte Volturino


Riceviamo e pubblichiamo una interessante segnalazione di Lepre italica.

Alcuni giorni fa, durante i consueti monitoraggi ornitologici, ho avuto la fortuna di incontrare una splendida Lepre italica (Lepus corsicanus) lungo il versante settentrionale del Monte Volturino. Si tratta di un taxonendemico dell’Italia centro-meridionale, sempre più rara anche a  causa della competizione con la Lepre bruna (Lepus europaeus), introdotta nel nostro Paese a fini venatori. Recenti indagini hanno verificato la presenza di questa specie soprattutto nelle aree montane della nostra regione, dove frequenta i settori più impervi e accidentati. I caratteri che distinguono la Lepre italica dalla molto simile Lepre bruna sono:
  1. linea di demarcazione netta tra il bianco del ventre e il fulvo dei fianchi;
  2. regione della coscia completamente fulva, priva dello “specchio” grigiastro tipico invece della Lepre bruna;
  3. nuca con colorazione fulva, mentre nella Lepre bruna assume un aspetto grigio-biancastro.
Un ringraziamento ad Egidio Mallia, veterinario esperto nello studio di questa specie, che ha fornito utili indicazioni per il corretto riconoscimento di questo soggetto.
Egidio Fulco

lunedì 10 giugno 2013

Il CFS di Montescaglioso denuncia 10 persone per incendio boschivo colposo


Il rogo aveva distrutto 40 ettari di superficie boschiva, oliveti, frutteti ed altre coltivazioni agrarie
Montescaglioso "Venivano appiccate le fiamme - riporta la nota diffusa oggi dal Corpo Forestale dello Stato di Matera - ad alcuni campi di stoppie ed incolti presenti nella valle del Fiume Bradano, in località “Serra Canneto". A causa della calura e del forte vento di scirocco le fiamme si propagavano rapidamente agli olmi, pioppi, salici, tamerici e lentischi presenti in alveo del fiume Bradano. Ne scaturiva un vasto incendio e, nonostante il pronto intervento delle squadre di Vigili del Fuoco, operatori antincendio regionali e provinciali, volontari di Legambiente e di alcuni cittadini montesi, venivano interessate  estese aree agricole e forestali, site in località “Serra Canneto - Tre Confini Sottani”.
Le fiamme venivano domate solo nelle prime ore del mattino del giorno 15 Luglio 2012.
Ingenti danni venivano causati dall'incendio, con  devastazione di  una superficie di circa 40 ettari costituiti da  boschi, oliveti, frutteti ed altre coltivazioni. Rilevanti anche le spese sostenute, per soccorsi e spegnimento,dalle Amministrazioni statali e locali, che avevano richiesto  l'intervento di una trentina di uomini con dieci autobotti.
Ultimate le operazioni connesse allo spegnimento, intervenivano sul luogo anche gli uomini del Comando Stazione Forestale di Montescaglioso. Gli investigatori, utilizzando il Metodo delle Evidenze Fisiche (M.E.F.), individuavano immediatamente i terreni dove erano state bruciate le stoppie e gli incolti, tutti sprovvisti delle prescritte fasce di sicurezza,  da cui aveva avuto origine l’incendio. Contestualmente gli investigatori, prima che le tracce si disperdessero, eseguivano riprese fotografiche, acquisivano testimonianze ed altri elementi probatori utili per individuare i responsabili dell'accaduto. Si rivelavano utilissime anche le testimonianze rese dai proprietari dei fondi danneggiati dalle fiamme.
Alcuni coltivatori dei fondi con presenza di stoppie privi di fasce di sicurezza per eludere i controlli, nelle ore immediatamente seguenti all’accensione dei focolai, avevano interrato i residui vegetali combusti. Tali espedienti si rivelavano vani in quanto la Polizia Giudiziaria operante, grazie alle tracce lasciate dalle fiamme sulle coltivazioni limitrofe, poteva comunque ricostruire il comportamento illecito di tali coltivatori.
Il personale del Comandi Stazione Forestale di Montescaglioso, nei mesi successivi, continuava le complesse indagini acquisendo ulteriori elementi utili per ricostruire il modello di propagazione dell’incendio. Con le indagini, terminate in questi giorni, gli Agenti Forestali hanno denunciato in stato di libertà dieci soggetti, ipotizzando a carico degli stessi il reato di incendio boschivo colposo. Agli indagati sono state contestate anche sanzioni amministrative per circa quattromila euro.
Il Comando Provinciale del C.F.S. di Matera riferisce che per gli incendi determinati dall'inosservanza delle norme che regolano la bruciatura delle stoppie o della vegetazione presente al termine dei cicli produttivi, e per gli eventi determinati dalla mancata applicazione delle prescrizioni relativi alle operazioni di sfalcio o pratiche equivalenti sui terreni, per cui si percepiscono contributi per il ritiro dalle produzioni, oltre alle sanzioni penali e amministrative, è prevista la riduzione o l’esclusione dai pagamenti dei relativi aiuti economici in applicazione dalla “Normativa Comunitaria e Nazionale in materia di Condizionalità”."

domenica 9 giugno 2013

L'INU denuncia lo scempio del Paesaggio in Basilicata

La Giunta Regionale di Basilicata, nella seduta del 24 maggio 2013, ha autorizzato la realizzazione di una serie di “parchi eolici” che, sommati a quelli già costruiti, ed a quelli in lista d’attesa, configurano un quadro sconvolgente per il futuro del paesaggio regionale. Praticamente tutti i crinali che strutturano il territorio regionale, caratterizzato da una sequenza di vallate (fiumi), e crinali collinari e/o montani, potrebbero essere occupati, da Nord a Sud, da selve di pali eolici (dell’altezza media di 150 ml. = palazzi di 50 piani!): le proposte di parchi eolici spaziano in effetti dalle dolci colline a vigneti del Vulture (Melfi, Venosa, Rapolla, Lavello) a quelle a seminativo doc della valle del Bradano (Acerenza, Oppido Palazzo, Genzano, Grottole, Miglionico ecc.) fino all’acrocoro calcareo-collinare di Matera e Montescaglioso (si salva Irsina, per una benemerita sentenza del Consiglio di Stato che ha ribadito il valore del paesaggio quale “bene primario ed assoluto”– art.9/Costituzione); dalle Valli del Basento/Cavone (Potenza, Vaglio, Campomaggiore, Tricarico, Grottole Garaguso, Salandra, Ferrandina, ecc.) alla Valle dell’Agri/Sauro (Viggiano, Laurenzana, Corleto, Gorgoglione, Stigliano,S. Arcangelo, Roccanova, Montalbano, ecc.), nelle quali si alternano varietà di paesaggi (dalle ricche terrazze metapontine, ai calanchi lunari, alle colline antropizzate, coltivate o boscate; dall’altrettanto mutevole Valle del Sinni, che definisce il piede del Massiccio del Pollino (Latronico, Colobraro, Rotondella , Valsinni, ecc.) alle valli dell’Appennino occidentale (Pescopagano S. Fele, Castelgrande, Muro, Vietri, Savoia, Brienza, ecc.): una vera e propria vendita del paesaggio lucano (per un piatto di lenticchie, purtroppo!). Una operazione che potrebbe cambiare letteralmente e radicalmente i connotati del paesaggio lucano, con buona pace dei programmi regionali che fanno, dei valori naturalistico-ambientali e del paesaggio, la principale risorsa strategica del territorio lucano (cfr.:“la nostra forza è il fascino dei nostri paesaggi”!); e con buona pace anche delle dichiarazioni che tutti i giorni, i nostri amministratori regionali fanno nella medesima direzione. Il caso di Matera (“gratificata” da 2 delle approvazioni di cui sopra, ed in attesa di altrettante 2: un inammissibile “accerchiamento”), è emblematico a riguardo: avremo un parco eolico, costituito da 15 aerogeneratori di h = 140 ml., collocato in bella vista, ai piedi del Sito/UNESCO (nonché Parco Regionale della Murgia Materana), ad “arricchire” un paesaggio storico-culturale e naturalistico–ambientale di straordinaria importanza, ormai universalmente riconosciuto a livello internazionale (ma, evidentemente, non a livello regionale). Un paesaggio le cui “matine” a seminativo, da sempre (dal neolitico) spazio rurale di riferimento della città rupestre, diventeranno a breve il toponimo nientemeno che di un “parco eolico”. Alcune domande (a chi ha valutato i progetti, e a chi li ha approvati): nel calcolo costi-benefici del progetto eolico, è stato valutato il danno d’immagine (e quindi economico) che provocherà un simile attentato al “quadro” paesaggistico ed habitat culturale della Basilicata più noto al mondo, costituente del resto il principale pilastro strategico del presente e del futuro della città (vedi Matera/2019)? e se questo stravolgimento paesaggistico dovesse indurre l’UNESCO a declassificare Matera da “Bene del Patrimonio Mondiale” a “Bene in Pericolo”, chi ne pagherebbe le conseguenze? Ora, quello che sta avvenendo nel paesaggio lucano non è frutto né di un destino “cinico e baro”, nè di un’imposizione esterna del potere statale (burden sharing richiesto di energia da fonti rinnovabili = 1438 MW), ma di una gestione “politica” del territorio che non ha mai voluto darsi regole valutative (obiettive, trasparenti, valide in tutti i casi) delle trasformazioni territoriali, affossando da subito la Carta Regionale dei Suoli, prevista dalla LUR dal lontano 1999. Ciò ha permesso, tra le altre cose, l’approvazione di un PIEAR (Piano Energetico Regionale) che non tutela sufficientemente il territorio regionale ed il suo paesaggio, anche rispetto a quanto previsto dalla “Linee Guida” nazionali in materia (D.M.10/09/2010), cui non si è mai adeguato; e che, rinviando l’individuazione dei crinali di valore elevato (non idonei all’installazione di parchi eolici) ad un ipotetico Piano Paesistico Regionale (chi l’ha visto?), sta dando comunque via libera all’indiscriminata occupazione di paesaggio di cui oggi siamo testimoni. Applicando questo PIEAR, si sta semplicemente consentendo la distruzione del paesaggio lucano, sulla base di convenienze imprenditoriali, senza il riscontro di un ragionato progetto” pubblico” di tutela paesaggistica e naturalistico-ambientale. Pertanto, vista la gravità della situazione che si sta determinando, l’INU/Basilicata fa appello al Consiglio Regionale di Basilicata, perché, prima del suo previsto scioglimento, esamini in seduta straordinaria la problematica in oggetto, sulla scorta di una semplice cartina geografica che, rappresentando i parchi eolici esistenti e/o previsti, faccia prendere coscienza ai Consiglieri del possibile scenario prossimo futuro del paesaggio lucano, che essi stanno “regalando” ai propri amministrati; dopodiché, auspichiamo, dando un segnale di grande senso di responsabilità, deliberi un’aggiornamento del PIEAR che contenga: l’adeguamento alle “Linee Guida” nazionali, dei criteri per la determinazione dei “siti non idonei” all’installazione dei parchi eolici ; l’individuazione di massima delle aree di crinale strutturanti il paesaggio regionale (par.1.2.1.1 del PIEAR), e delle aree agricole interessate da produzioni agricolo-alimentari di qualità, e/o di particolare pregio rispetto al contesto paesaggistico-culturale, elaborate direttamente dal Dipartimento Ambiente e Territorio, nelle more della loro più puntuale definizione nel Piano Paesaggistico Regionale (ormai da anni in perenne itinere). una conseguente riduzione della quota di energia da fonti rinnovabili assegnata all’eolico (allo stato i 2/3 del burden sharing!), trasferendola per quanto possibile al fotovoltaico, integrato nelle architetture e/o collocato nelle sterminate aree industriali dismesse della regione; Quindi non una generica moratoria, facilmente censurabile (vedi sentenza della Corte Costituzionale su prospezioni petrolifere), ma un adeguato, severo ed illuminato aggiornamento dei criteri di gestione del territorio lucano ai fini della produzione di energia da fonti rinnovabili. L’INU/Basilicata fa appello inoltre a tutte le Associazioni Culturali (ambientaliste e non) della Regione, perché si organizzi un’azione comune di sensibilizzazione della comunità regionale su di una problematica di fondamentale importanza per il futuro dell’identità geografica e culturale della nostra Regione. 

Potenza, 07/06/2013 
Il Direttivo INU/Basilicata

Fonte: TRM

sabato 8 giugno 2013

News dalla webcam falco grillaio: sono nati i primi pulcini

Si sono schiuse le prime uova nel nido di grillaio monitorato dalla webcam: sono tre i pulcini nati questa mattina!  Auguri alla famigliola...


giovedì 6 giugno 2013

Una piccola civetta da salvare

Una piccola civetta ancora incapace di volare è stata rivenuta da alcuni cittadini nel centro abitato di Montescaglioso mercoled' scorso, probabilmente caduta dal suo nido. Consegnata tempestivamente al CRAS è ora in cura e sarà allevata fino alla sua indipendenza e rilascio in natura.



mercoledì 5 giugno 2013

Webcam falco grillaio: prossima la schiusa delle uova!

E' ormai quasi giunto al termine il periodo di cova delle uova deposte tra il 6 e il 15 maggio scorso. In genere il periodo della cova è di 28-29 giorni dal momento in cui esso è regolare e costante. Pertanto quasi certamente vedremo i primi pulcini entro questa settimana. Speriamo bene!


martedì 4 giugno 2013

Continuano gli arrivi degli ospiti al CRAS

Ecco l'ultimo ospite giunto  al CRAS questa mattina. E' un pullo di Gufo comune (Asio otus) rinvenuto a terra a seguito del temporale a Matera in contrada Rondinelle. A scorgerlo è stata una dipendente dell'APEA e poi trasferito al CRAS grazie alla collaborazione degli agenti della Polizia Provinciale di Matera. Ora viene il bello... Ci vorrà del tempo per diventare grandi. Intanto andrà a fare compagnia ad altri giovani gufi in fase di svezzamento e coccolati da mamma Olly...Speriamo bene!



mercoledì 29 maggio 2013

Lanario


Parco Regionale di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane

mercoledì 8 maggio 2013

Ancora una Lontra vittima del traffico automobilistico

Un esemplare di Lontra è stato oggi rinvenuto nei pressi un ponte lungo il fiume Cavone a pochi km da Pisticci. A ritrovarla è stato un automobilista di passaggio che l'ha recuperata e prontamente consegnata al CRAS provinciale di Matera con sede presso la Riserva Naturale di San Giuliano. Qui, ad un preliminare esame,  è stato possibile stabilire che si tratta di un maschio adulto di circa 115 cm di lunghezza con evidenti fratture e traumi a livello della testa.
Non appena possibile, e su autorizzazione di enti ed uffici competenti,  la carcassa sarà messa a disposizione per progetti di studio e ricerca in corso in Italia. L'ultimo esemplare recuperato dal CRAS nello scorso mese di novembre 2012 è già stato sottoposto a necroscopia e a diversi analisi  presso il Dipartimento di Scienze Biomediche Comparate dell'Università di Teramo nell'ambito del Progetto RECAL, in collaborazione con il Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano.



lunedì 6 maggio 2013

Finalmente il primo uovo!

Dopo oltre un mese di corteggiamento finalmente la coppia di grillai monitorata dalla webcam del CRAS ha finalmente deposto il suo primo uovo il 6 maggio.  Auguri alla mamma e al papà sperando che presto ai cieli della Basilicata si aggiungano nuovi falchi e nuovi voli.


Cani avvelenati a Miglionico: la denuncia di ANTEA


L’associazione Animalista ed Ambientalista ANTEA ONLUS ha inviato al nostro blog una nota per ricordare e porre all’attenzione dei cittadini e delle istituzioni dei gravissimi casi di maltrattamento nei confronti di alcuni cani randagi. 
L'associazione scrive: "A distanza di pochi mesi dall’ultimo episodio in cui dei cani furono uccisi a colpi di arma da fuoco, dobbiamo purtroppo constatare un aumento dei casi di avvelenamento. Negli ultimi giorni sono molti i cani ritrovati senza vita per le strade del paese con evidenti segni e prove che lasciano pensare a morte per avvelenamento e gli ultimi due casi risalgono proprio alla mattinata del 04/05/13. Forse una mano assassina, dopo aver preparato con cura del cibo mescolato con chissà quale veleno, con una freddezza tale ed una sconcertante indifferenza lo ha poi offerto al malcapitato animale che, affamato, ha consumato il pasto scodinzolando felice e ringraziando l’umano “generoso” per poi morire contorcendosi per gli atroci dolori. Siamo senza parole di fronte a tutto questo e siamo sconcertati per la troppa cattiveria ed inciviltà che ci circonda. Solo un mostro sarebbe capace di far del male a degli animali indifesi, con l’unica colpa di essere nati in un luogo ad altro tasso di inciviltà ed intolleranza. Ricordiamo a tutti che i maltrattamenti nei confronti degli animali sono, fortunatamente, punibili per legge anche con la reclusione, pertanto, invitiamo tutti i cittadini onesti a denunciare queste atrocità ed ingiustizie. Auguriamo al mostro che ha compiuto questo ignobile gesto di avere rimorsi di coscienza per tutto il resto della sua vita e che, presto, il suo nome venga fuori così da pagare per il reato commesso e ci auguriamo che Sindaco e forze dell’ordine prendano atto di ciò che sta accadendo nel nostro Comune provvedendo al più presto a porre fine a questi spiacevoli avvenimenti".

giovedì 18 aprile 2013

Dalla webcam: fermenti nel nido

Da oggi nel nido di grillaio monitorato dalla webcam sono comparse le prime prede. Segnali di avvicinamento della deposizione?
Nell'immagine il maschio mangia un ortottero.