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martedì 28 gennaio 2020

Intervista a Guido Ceccolini, Presidente del CERM, sulla situazione del Capovaccaio in Italia





http://www.earthday.it/Ecosistemi-e-biodiversita/L-ultimo-volo-di-Kate?fbclid=IwAR3FQxJO408SVwTYWzoZ1IvPIyoWtRHYG6FdCnKFU1qsJiAAuT7iCwJfHew

martedì 4 giugno 2019

Due capovaccai ritornano in Italia dall'Africa


Sara e Tobia, due giovani capovaccai nati in cattività e liberati nel 2015, tornano in Italia dopo quattro anni trascorsi in Africa

Sara e Tobia sono due giovani capovaccai nati nel 2015 al CERM Centro Rapaci Minacciati, ubicato in Toscana meridionale e specializzato nella riproduzione in cattività di questa specie minacciata. Nel centro si lavora da molti anni per ottenere giovani da liberare in natura allo scopo di rafforzare la popolazione selvatica di questo piccolo avvoltoio, dall'aspetto bizzarro e simpatico, che sta per scomparire dall'Italia. Infatti, ne rimangono solo una decina di coppie, tra Basilicata, Calabria e Sicilia. Mite ed utile come "spazzino" ambientale, fino alla metà del XX secolo il capovaccaio frequentava, durante il periodo primaverile ed estivo, pascoli e pareti rocciose dell'Italia centro-meridionale tirrenica.
Proprio nel 2015, grazie ai fondi messi a disposizione dal Ministero dell’Ambiente il CERM potè agire, almeno una volta, senza avere l’assillo costante della mancanza di finanziamenti.
All’età di circa tre mesi, Sara e Tobia furono trasferiti dal CERM nel Meridione d’Italia per essere liberati. Sara prese il volo in Puglia il 16 agosto 2015, dopo aver trascorso alcuni giorni di ambientamento nella cavità di una parete rocciosa adeguatamente attrezzata; Tobia venne liberato in Calabria il 7 settembre, dopo un breve soggiorno all'interno di una cassa-nido. Le operazioni di rilascio, delicate e complesse, furono realizzate dall'Associazione CERM con la collaborazione della LIPU, in Puglia, e dell'Associazione StOrCal, Stazione Ornitologica Calabrese, in Calabria.
Una decina di giorni dopo il rilascio Sara e Tobia iniziarono una lunga migrazione che li portò nell'Africa sub sahariana, area nella quale i giovani capovaccai rimangono, in genere, per tre-quattro anni prima di far ritorno nei pressi della zona di nascita. Un affascinante e pericoloso viaggio, seguito costantemente dagli esperti del CERM mediante i dispositivi GPS con i quali i due avvoltoi sono equipaggiati, grazie al supporto della VCF Vulture Conservation Foundation.
Sara, dopo aver girovagato un po' per la Puglia raggiunse la Sicilia occidentale e da qui attraversò il Mediterraneo per poi sorvolare Libia e deserto del Sahara e fermarsi in Niger, dopo circa 4.000 km di volo percorsi in 28 giorni. Tobia tenne ancor più con il fiato sospeso i molti ornitologi e appassionati che ne seguirono il viaggio verso l’Africa perché imboccò la rotta migratoria più pericolosa, quella che passa per l'Isola di Malta, notoriamente interessata da un intenso bracconaggio ai danni dell'avifauna migratrice. Dopo una breve sosta nell’isola riprese il volo ed approdò in Libia e da lì raggiunse il Mali, dopo aver percorso 3.500 km in 17 giorni. I due giovani, quindi, furono molto fortunati non incapparono nei mille pericoli che minacciano i migratori. Infatti, va ricordato che Bianca e Clara, due capovaccai liberati nel 2018 in Basilicata dall'Associazione CERM e da ISPRA nell'ambito del progetto LIFE Egyptian vulture, andarono incontro ad una sorte terribile proprio durante la migrazione: Clara venne uccisa dalla vile fucilata di un bracconiere nel trapanese mentre Bianca fu avvelenata in Tunisia.

Il ritorno in Italia
Nel maggio 2019 Sara e Tobia sono finalmente tornati in Italia, rispettivamente il 2 ed il 19. Uno straordinario mistero scritto nel loro DNA da migliaia di anni. Per il viaggio di ritorno entrambi hanno seguito la rotta più breve per arrivare in Sicilia, rotta che passa per Cap Bon, in Tunisia e che viene utilizzata da moltissimi rapaci migratori.
Gli spostamenti dei due giovani, attraverso i dati GPS, vengono seguiti costantemente dal CERM e da una rete di ornitologi e personale dei Carabinieri forestali.
In Italia Sara ha percorso sinora oltre 2.500 km, sino a sfiorare il CERM in Toscana, e poi le Marche; quindi ha puntato nuovamente verso sud, ritornando a volare nei cieli esplorati in gioventù tra Puglia e Basilicata, a pochi chilometri dal luogo nel quale ha spiccato il primo volo quattro anni or sono. Tobia, dopo aver sostato nella Sicilia orientale, si è spostato in Calabria, regione che sta esplorando e nella quale fu liberato. Esattamente quello che ci si aspettava: una strabiliante memoria "da capovaccaio".
A fine estate i due giovani, seguendo il loro istinto, rientreranno in Africa per tornare negli anni prossimi in Italia, durante l’estate, e riprodursi dall'età di 5-6 anni; ovviamente se riusciranno a scampare ai tanti pericoli che incombono su di loro, tutti legati ad attività illegali e strutture umane.
Aiutare la specie a non scomparire dall'Italia quindi si può: con la riproduzione in cattività ed i rilasci ma anche attuando misure sinergiche di protezione, quali la creazione di carnai, la sorveglianza dei nidi, la regolamentazione dell’arrampicata (ormai selvaggia e senza regole), la lotta al bracconaggio (specialmente nel trapanese) e all’uso dei bocconi avvelenati. E' dunque auspicabile che gli enti preposti alla conservazione della biodiversità italiana diano attuazione al Piano d’Azione sul capovaccaio (2009) del Ministero dell’Ambiente che prevede, tra l’altro, proprio l’allevamento e la liberazione di giovani come azioni basilari per salvare il capovaccaio dall’estinzione in Italia, ovviamente supportate da un adeguato supporto finanziario.

Rocchette di Fazio, 02-06-2019

www.capovaccaio.it

www.facebook.com/associazione.CERM/






www.produzionidalbasso.com/project/capovaccaio-aiutaci-ad-evitare-che-si-estingua/

www.change.org/p/ministero-dell-ambiente-fermate-il-massacro-dei-capovaccai-e-degli-altri-rapaci-migratori-sergiocosta-min

mercoledì 12 settembre 2018

UCCISO A FUCILATE UN GIOVANE CAPOVACCAIO PARTITO DA MATERA


Nell’ambito del Progetto LIFE Natura Egyptian Vulture finalizzato alla conservazione del Capovaccaio  e avviato da circa un anno coinvolgendo Italia e  Isole Canarie,  nello scorso mese di agosto sono state rilasciate con la tecnica dell’hacking nel Parco Regionale della Murgia Materana 2 giovani femmine di questa specie nate nel più grande centro europeo di riproduzione in cattività e gestito dall’Associazione CERM (Centro Rapaci Minacciati). Il progetto, coordinato da ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e con la collaborazione di diversi Enti tra cui la Regione Basilicata e l’Ente Parco della Murgia Materana, mira a sostenere  e dare un futuro alla esigua popolazione della specie, ridotta ormai a poco più di 10 coppie in tutta Italia.
Il 9 agosto sono arrivate in Basilicata direttamente dal CERM le due giovani Bianca e Clara e sono state temporaneamente accolte ed ospitate presso le voliere del CRAS materano al fine di consentire il riposo dopo un lungo viaggio in macchina dalla Toscana a cura dell’ISPRA e con l’assistenza del direttore del CERM Guido Ceccolini e predisporre l’area destinata al loro ambientamento e rilascio nel Parco della Murgia materana.
Dopo 22 giorni di permanenza nell’area di rilascio durante i quali sono state quotidianamente seguite a distanza, sorvegliate con telecamere e alimentate con un apposito carnaio grazie al supporto di un team di esperti e volontari,  il 3 settembre le due giovani hanno istintivamente ed autonomamente intrapreso la migrazione verso l’Africa giungendo dopo un percorso perfetto in Sicilia occidentale da dove avrebbero dovuto fare il passo più difficile attraversando il mare aperto per raggiungere la Tunisia.
Il 9 settembre nell’area del Trapanese, non lontano da Mazara del Vallo, un colpo di fucile ha barbaramente stroncato la vita di Clara mettendo fine ad un ambizioso obiettivo di tutela e conservazione della specie che avrebbe consentito di avere nei prossimi anni altri potenziali riproduttori capaci di rafforzare l’esigua popolazione italiana concentrata ormai solo in Basilicata e Sicilia.
Grazie ai dati del trasmettitore GPS/GSM con cui le due giovani erano state equipaggiate prima del rilascio è stato possibile scoprire e denunciare questo grave atto di bracconaggio e consentirne il recupero del corpo grazie alla segnalazione e al successivo intervento dei Carabinieri  del Servizio CITES della Sicilia che l’hanno prontamente conferita presso l’Istituto Zooprofilattico della Sicilia per le analisi necroscopiche permettendo così di evidenziare la presenza di 7 pallini nel corpo.

Matteo Visceglia, responsabile CERM della Basilicata che  ha partecipato attivamente alle varie operazioni di rilascio e di gestione degli interventi sul campo non nasconde il suo sdegno per quanto accaduto.

“Si tratta di un gravissimo atto di bracconaggio ai danni di una specie in via di estinzione in Italia, superprotetta sulla carta ma che gode purtroppo ancora di scarsa attenzione come evidenziano anche tali episodi. La morte di questo giovane capovaccaio ci dimostra come una delle cause della difficile ripresa della specie in Italia è  dovuta a fattori quasi esclusivamente antropici. Oltre al bracconaggio nelle aree più critiche come la Sicilia occidentale e lo stesso Stretto di Messina vi sono elevati rischi di folgorazione sulle linee elettriche più pericolose e di impatto contro pale eoliche, ormai diffusissime proprio nelle aree del Sud. Come il Capovaccaio anche altre specie stanno subendo duri contraccolpi per la continua avanzata degli impianti eolici e della diffusa rete di linee elettriche quasi completamente prive di sicurezza rispetto ai rischi di folgorazione a danno dei rapaci e degli altri grandi volatori come le cicogne.
In Basilicata da tempo monitoriamo la specie allo scopo di valutarne lo status con il passare degli anni. Da circa 30 anni abbiamo constatato che il numero di coppie presenti non ha mai subito alcun incremento nonostante la nascita e l’involo di decine di giovani dai 2 siti riproduttivi noti. Questo dato purtroppo va interpretato come un segnale di allarme per gli elevati rischi a cui sono esposti i giovani soprattutto nel loro primo anno, quando devono superare territori pieni di linee elettriche, impianti eolici, bocconi avvelenati e zone di passaggio migratorio occupate da bracconieri che sparano a qualunque cosa si muove con gravi ripercussioni sulla biodiversità”.

Clara a sx e Bianca a dx all'arrivo al CRAS di Matera


Guido Ceccolini e Matteo Visceglia del CERM durante il marcaggio con GPS

Clara in alimentazione

Clara in abbeverata
Clara nell'area di rilascio

Clara in volo

Percorso migratorio di Clara prima di essere uccisa

Clara al momento del ritrovamento della carcassa

Particolare

Radiografia

venerdì 1 aprile 2016

E' iniziata la stagione riproduttiva del capovaccaio: aiuta l'Associazione CERM

CERM Progetto Capovaccaio, stagione riproduttiva 2016
La coppia di capovaccai Elena e Salvatore ieri ha deposto il primo uovo ma non c'è da essere molto contenti. Il progetto Capovaccaio si trova in enormi difficoltà non ricevendo più finanziamenti nemmeno per alimentare le coppie ospitate nel CERM. Se volete sostenere il progetto Capovaccaio potete fare una donazione per garantire la sopravvivenza alle coppie ed ai piccoli che nasceranno.
Nel nuovo sito web del progetto potete cliccare su "Donazione" e seguire le istruzioni.
Grazie mille a chiunque vorrà aiutare il CERM.
Si prega di diffondere!

The Egytian vulture pair composed of Elena and Salvatore layed yesterday its first egg but we can't be so happy. The Egyptian vulture project is in serious trouble due to the lack of funds even to feed the pairs hosted at CERM.
If you want to support the project you can make a contribution to allow the survival of the pairs and the young vultures that will be born.
In the new project website you can click on "Donazione" and follow the instructions.
Thanks a lot to everyone who will help the CERM.
Please share it!

venerdì 18 aprile 2014

Rapaci minacciati in Italia: capovaccai in accoppiamento

Una rara e preziosa immagine che mostra gli ultimi superstiti avvoltoi capovaccai impegnati a perpetuare la specie in Italia.  Se non cambiano le politiche di gestione del territorio a livello nazionale e non si attuano misure urgenti di conservazione in modo regolare e mirato forse queste immagini diventeranno solo un ricordo. Recentemente l'Osservatorio Faunistico Regionale della Basilicata ha intrapreso una strada che promette bene e che si basa sulla necessità di garantire almeno nelle aree strategiche azioni di monitoraggio generale e interventi di supporto alimentare.
Il CERM Centro Rapaci Minacciati che in Italia gestisce l'unico centro di riproduzione in cattività e che si occupa del rilascio di giovani nelle zone idonee è stato coinvolto in queste iniziative e supporterà le azioni sul campo necessarie a garantire un futuro alla specie.

martedì 15 aprile 2014

Capovaccaio sull'orlo dell'estinzione in Italia


Il Capovaccaio (Neophron percnopterus), conosciuto anche con il nome di Avvoltoio degli Egizi, in Italia si trova in una situazione molto critica e rischia di estinguersi nel giro di pochissimi anni se non si interviene tempestivamente. Non vi sono più di una decina di coppie presenti nelle regioni meridionali. Come CERM (Centro Rapaci Minacciati) stiamo cercando di fare azioni concrete ed utili per la sua salvaguardia attraverso sia un programma di riproduzione in cattività e rilascio in natura di giovani sia mediante monitoraggio delle coppie riproduttive e sostegno alimentare nei siti strategici.
Basilicata, aprile 2014

lunedì 9 settembre 2013

Capovaccaio adulto e giovane

BUON VIAGGIO VERSO L'AFRICA! 



Adulto con cibo




Giovane ai primi voli

lunedì 2 settembre 2013

sabato 2 giugno 2012

Capovaccai al carnaio

Nel video qui sotto 2 capovaccai si nutrono presso un carnaio in Basilicata sostenuto grazie all'associazione ALTURA (Associazione per la Tutela dei Rapaci e dei loro Ambienti) e al CRAS provinciale di Matera. Le riprese sono state effettuate nella metà di aprile da circa 1200 metri di distanza in digiscoping allo scopo di non arrecare alcun disturbo agli animali in un periodo particolarmente delicato come quello che precede la riproduzione.
Questi esemplari sono tra gli ultimi che sopravvivono anche grazie al supporto alimentare fornito. In Italia restano ormai non più di cinque o sei coppie nidificanti, tutte drammaticamente avviate verso l'estinzione. Ormai non c'è più tempo da perdere, occorre fare ogni sforzo per impedire che ciò avvenga.
Il CRAS provinciale di Matera non ha al momento alcun finanziamento destinato al capovaccaio e a tutte le proprie attività di salvaguardia e recupero di esemplari feriti o in difficoltà delle specie protette.


martedì 3 aprile 2012

Capovaccai in Basilicata



Una delle ultime coppie di capovaccaio presenti in Italia è tornata anche quest'anno in Basilicata. La documentazione di un accoppiamento, effettuata uno dei giorni scorsi dopo lunghe ore di appostamento e da lunga distanza, è segno di speranza per il futuro di questa specie che rischia di scomparire dal nostro Paese se non si attuano interventi di tutela e conservazione. Quest'anno il numero preciso delle coppie riproduttive in Italia non è ancora noto ma quasi certamente sarà compreso tra le 5 e le 10 coppie distribuite in 3-4 regioni del sud (Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia). A fine stagione riproduttiva forse ne sapremo qualcosa in più, nella speranza che vi siano osservazioni interessanti! Si prega coloro che effettuano osservazioni di capovaccai in Basilicata a collaborare nella raccolta di dati e a comunicarlo (specificando ogni dettaglio utile come località, data, orario, comportamento, ecc.) all'indirizzo: matteo.visceglia@alice.it I dettagli sui luoghi dell'osservazione saranno conservati e per motivi di tutela non saranno divulgati.
La raccolta dei dati e le iniziative di studio e conservazione sono effettuati in collaborazione e coordinamento con le associazioni ALTURA (Associazione per la Tutela dei Rapaci e dei loro Ambienti), CERM (Centro Rapaci Minacciati) e LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) che stanno svolgendo attività di monitoraggio e conservazione anche in altre regioni italiane.

giovedì 18 agosto 2011

Il Capovaccaio in Basilicata: sintesi 2011

Nel corso del 2011 in Basilicata è stata riconfermata la presenza delle due coppie storiche in due distinte aree della regione. La coppia presente in provincia di Potenza ha involato un giovane mentre quella in provincia di Matera ne ha involati due.
Si conferma pertanto la stabilità della micropopolazione regionale che probabilmente rappresenta una delle ultime roccaforti della specie in Italia.
Si segnala che la coppia della provincia di Matera, analogamente a quanto avviene da diversi anni, è stata aiutata con piccoli carnai in aree strategiche. Queste iniziative, insieme alle attività di tutela, conservazione e recupero del Falco grillaio sono state attuate con la collaborazione e il supporto di ALTURA (Associazione per la Tutela dei Rapaci e dei loro Ambienti) e della Provincia di Matera.
Matteo Visceglia

domenica 22 maggio 2011

mercoledì 1 settembre 2010

Il Capovaccaio Arianna è tornato in Basilicata!

Dopo il suo rilascio in Puglia nel 2006 e una lunga permanenza in Africa centrale il Capovaccaio "Arianna" è tornato in Italia e precisamente in Basilicata. Il 13 agosto, dopo attente ricerche e monitoraggi nelle aree idonee alla specie, anche con l'ausilio dei deboli segnali radio emessi dal trasmettitore satellitare di cui è dotata, finalmente la scoperta! L'unico sito in cui Arianna è stata vista è dunque in Basilicata, in un'area caratterizzata da pascoli aridi frequentati da bovini, ovini e caprini e assolutamente poco antropizzata! Si conferma come il progetto di restocking del Capovaccaio avviato da diversi anni in Italia grazie al CERM diretto da Guido Ceccolini e con la collaborazione dell'Oasi LIPU di Laterza è perfettamente riuscito e ci indica quali devono essere le caratteristiche delle aree in cui gli esemplari di ritorno dall'Africa possono potenzialmente insediarsi ed eventualmente nidificare. Ora Arianna ha bisogno di essere lasciata tranquilla sperando che presto possa riprodursi ed incrementare la piccolissima popolazione italiana formata da non più di 7 coppie allo stato attuale. Una di esse è stata aiutata grazie ai carnai effettuati in Basilicata con il contributo di ALTURA e si è riprodotta con successo portando all'involo due giovani.
Al seguente link un comunicato della LIPU:
http://www.lipu.it/news/no.asp?1026


Arianna è dotata di due anelli di riconoscimento!




L'unico documento video sul ritorno di Arianna in Italia!

domenica 22 agosto 2010

Gli ultimi capovaccai italiani




Questo è uno degli ultimi capovaccai italiani fotografato oggi in Basilicata dove ne restano solo 2 coppie (su un totale di 10 in tutta Italia). Il rischio di estinzione dal nostro Paese è fortissimo. Gli ultimi che ancora sopravvivono vanno aiutati in modo concreto e mirato. In Italia è stato pubblicato dal Ministero dell'Ambiente il Piano di Azione per la sua conservazione: vogliamo applicarlo in modo efficace?

domenica 16 maggio 2010

Una specie a rischio estinzione in Basilicata: il Capovaccaio

Nell'Anno Internazionale della Biodiversità si stanno moltiplicando iniziative e manifestazioni di ogni genere. In Basilicata si sta cercando di fare il possibile per scongiurare l'estinzione dell'avvoltoio Capovaccaio (Neophron percnopterus) che sopravvive con due sole coppie su un totale di 10 censite a livello nazionale e localizzate solo in 3-4 regioni del sud! Le azioni messe in campo sono soprattutto quelle legate alla sorveglianza e controllo dei siti più vulnerabili e agli aiuti alimentari predisposti in apposite zone del suo areale. In Basilicata un aiuto concreto alla tutela del Capovaccaio viene dall'associazione ALTURA (Associazione per la Tutela dei Rapaci e dei loro Ambienti) che con poche risorse economiche ed umane riesce a garantire positivi effetti sulla specie. Quest'anno, dall'inizio della primavera, alcuni soci stanno cautamente e senza grandi clamori monitorando la specie localizzando i siti riproduttivi e le aree chiave per la sua concreta tutela attraverso piccoli aiuti alimentari mirati. Naturalmente queste iniziative portano vantaggio e beneficio anche ad altre specie rare e minacciate come il Nibbio reale. Chi ha voglia ed interesse può effettuare donazioni ad ALTURA da destinare alle iniziative per cercare di salvare questa specie da un'imminente e possibile scomparsa.

Bollettino di CC postale n° 16492035 intestato a:
Associazione ALTURA Via Levante 17 65013 Città S. Angelo (PE)
Causale: Capovaccaio Basilicata


ALTURA avrebbe urgentemente bisogno di un veicolo fuoristrada per le attività sul campo. Sarebbe interessante se qualcuno, compresi anche Enti ed Associazioni, potesse contribuire.


martedì 1 dicembre 2009

“SALVIAMOGLI LE PENNE, SALVIAMOCI LE PENNE”




AL VIA LA NUOVA CAMPAGNA LIPU
“SALVIAMOGLI LE PENNE, SALVIAMOCI LE PENNE”
PER LA TUTELA DELLE SPECIE DI UCCELLI A RISCHIO DI ESTINZIONE

Dal 30 novembre al 6 dicembre dona un euro mandando un SMS al 48588 oppure 2 euro chiamando da rete fissa Telecom Italia. Sosterrai la Campagna LIPU per fermare il declino degli uccelli e per salvare l'ambiente in cui tutti noi viviamo.

UN DATO ALLARMANTE

In Italia su 88 specie di uccelli 44 sono in serio pericolo. Delicate spie di un pianeta malato a causa di uno sviluppo senza limiti, dell'intensificazione agricola, dell'inquinamento, dell'urbanizzazione selvaggia e dei cambiamenti climatici.

La LIPU, da oltre 40 anni, lavora per proteggere la natura e i suoi delicati equilibri. Capovaccaio, Tarabuso, Berta Maggiore e altre specie che forse non hai mai sentito nominare stanno scomparendo. Non sono famosi, ma la loro vita ha ugualmente un valore immenso per noi e per l'ambiente in cui viviamo. Gli uccelli sono esseri preziosi e insostituibili.

Ci hanno insegnato il volo. Ci indicano le stagioni. Mangiano gli insetti e riempiono il silenzio del cielo con il loro canto. Abitano boschi, fiumi, laghi, stagni e ambienti agricoli che troppo spesso vengono sostituiti con migliaia di metri cubi di cemento, aggrediti da un'agricoltura piena di pesticidi che impoverisce il terreno, cancellandoli per sempre.

E se stanno male loro, stiamo male anche noi. Sostieni la campagna "SALVIAMOGLI LE PENNE, SALVIAMOCI LE PENNE" e le azioni concrete per cambiare il futuro delle specie in pericolo e il loro ambiente... il nostro stesso futuro.

Sensibilizzare sugli impatti dei cambiamenti climatici, per la Pernice bianca
Proteggere le aree marine da speculazione edilizia e inquinamento, per la Berta maggiore Promuovere un'agricoltura rispettosa dell'ambiente, per la Gallina prataiola
Difendere le zone umide con le Oasi della LIPU, per il Tarabuso
Tutelare la biodiversità con progetti di reintroduzione in Puglia, per il Capovaccaio

Non dobbiamo mai dimenticare che ogni azione di salvaguardia nei confronti di qualsiasi specie e di qualsiasi ambiente, altro non è che un'azione che ricadrà direttamente sulla qualità della nostra stessa vita e su quella delle generazioni che seguiranno.

"Quando una specie scompare, indica che il pianeta è diventato meno abitabile anche per l'umanità." (David Suzuki)

domenica 27 settembre 2009

Convegno conclusivo Progetto LIFE Natura "Rapaci Lucani"


Il Presidente Francesco Stella e l'Assessore Giovanni Bonelli salutano i partecipanti

Nella giornata di venerdì 25 settembre presso la Mediateca
provinciale di Matera si è svolto il convegno conclusivo del progetto LIFE Natura "Rapaci Lucani" dal titolo "La conservazione dei rapaci in Italia".
Le comunicazioni scientifiche presentate da tutti i relatori, precedute da una presentazione generale delle numerose azioni del LIFE da parte di Enrico De Capua, responsabile del Progetto per la Provincia di Matera, hanno messo in luce il precario stato di conservazione di molte specie di rapaci italiani ed in particolare di quelli interessati dal progetto LIFE.
In merito al Falco grillaio, specie target principale del LIFE, sono stati illustrati da Matteo Visceglia e Mariangela Francione, rappresentanti della società "De Rerum Natura", i risultati ottenuti grazie alle varie azioni messe in campo nelle città di Matera e Montescaglioso e finalizzate alla sua conoscenza, protezione e salvaguardia. Il bilancio è stato certamente positivo anche se nel corso del convegno è stata sottolineata la necessità di dare continuità alle azioni avviate in questi ultimi anni estendendole anche ad altri comuni della provincia interessati dalla specie.
L'impegno dell'Amministrazione Provinciale di Matera è stato confermato, durante il convegno, direttamente dal Presidente Francesco Stella e dall'Assessore all'Ambiente Giovanni Bonelli che hanno assicurato il supporto dell'ente affinchè il lavoro svolto possa essere proseguito con azioni mirate ed incisive tenendo conto dei risultati raggiunti e delle problematiche emerse.
Un intervento di estremo interesse è stato quello di Josè Antonio Donàzar, il più grande esperto a livello mondiale del Capovaccaio, un avvoltoio che in Italia è sull'orlo dell'estinzione e che in Basilicata ospita solo due coppie che costituiscono il 20% della popolazione riproduttiva italiana. Per scongiurare rischi di scomparsa di questa rarissima specie dal nostro paese è stato predisposto, grazie al finanziamento del Progetto LIFE, un apposito Piano Nazionale di Azione presentato in anteprima nazionale da Alessandro Andreotti dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e pubblicato in questi giorni dal Ministero dell'Ambiente. Si tratta di un documento fondamentale a cui tutti gli enti, associazioni ed organismi di ricerca dovranno attenersi affinchè in futuro si possa evitare l'estinzione di questa specie.
Guido Ceccolini, direttore del CERM Centro Rapaci Minacciati ha illustrato il progetto di riproduzione in cattività e rilascio di capovaccai in natura facendo conoscere il metodo pratico da lui utilizzato e che sta portando un notevole contributo alla conservazione di questo avvoltoio in Italia.
Interventi di estremo interesse per la valutazione delle principali minacce alla conservazione dei rapaci sono stati analizzati e commentati da Antonio Sigismondi di ALTURA Associazione per la Tutela dei Rapaci e dei loro Ambienti.
E' stato illustrato da Anna Cenerini della società "Biodiversità" il Progetto di reintroduzione del Nibbio reale in Toscana che sta ottenendo grande successo dimostrando come si può intervenire positivamente sulla conservazione di specie a rischio a patto di utilizzare metodi scientificamente validi e portati avanti da esperti.
Lo stato del Nibbio reale in Europa è stato trattato grazie al contributo di Adrian Aebischer , uno dei maggiori esperti della specie a livello mondiale.
Interventi di particolare interesse per il taglio innovativo del metodo è stato quello di Monica Di Francesco e Federico Striglioni che hanno illustrato il Progetto LIFE "Antidoto" avviato nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e finalizzato alla lotta con l'ausilio di cani addestrati contro i bocconi avvelenati che uccidono rapaci e grandi mammiferi necrofagi.
Maurizio Sarà del Dipartimento di Biologia Animale dell'Università di Palermo ha delineato il quadro sullo status e conservazione dei rapaci in Sicilia, regione di grande interesse biogeografico per questo gruppo di animali e ponte utilizzato per la migrazione in Africa da parte di migliaia di esemplari provenienti da tutta l'Italia e l'Europa .
Le iniziative finalizzate alla tutela dei rapaci realizzate nel Parco Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi sono state illustrate da Jacopo Angelini e da Massimiliano Scotti che hanno sottolineato quanto importante sia il diretto interessamento e la responsabilità degli enti di gestione dei parchi regionali per la protezione concreta delle popolazioni di rapaci che vivono nei parchi.
Un interessante intervento di Pino Giglio della LIPU ha permesso di conoscere quali siano state negli ultimi anni le azioni a tutela dei rapaci messe in campo dall'associazione nelle varie aree protette pugliesi.
Al convegno hanno portato il loro saluto anche il Presidente del Parco della Murgia Materana Roberto Cifarelli e il vicepresidente del Consiglio Comunale di Montescaglioso Anna Martinelli che hanno assicurato la collaborazione dei loro enti per la protezione del territorio e per la divulgazione delle tematiche di conservazione della fauna di interesse locale e nazionale.


Le foto del convegno sono di Claudio Bernardi


QUI IL SERVIZIO TELEVISIVO DI TRM MATERA
http://www.trmtv.it/home/attualita/2009_09_25/2160.html





Enrico De Capua - Provincia di Matera


Matteo Visceglia - De Rerum Natura



Antonio Sigismondi - ALTURA Associazione per la Tutela dei Rapaci e dei loro Ambienti


Guido Ceccolini - CERM Centro Rapaci Minacciati


Alessandro Andreotti - ISPRA Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale


José Antonio Donázar - Estación Biologica de Doñana, CSIC, Spagna




Anna Cenerini - Biodiversità


Monica Di Francesco - Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga


Maurizio Sarà - Dipartimento Biologia Animale Università di Palermo


Jacopo Angelini - Parco Regionale Gola della Rossa e di Frasassi


Massimiliano Scotti - Parco Regionale Gola della Rossa e di Frasassi


Pino Giglio - LIPU Puglia


I partecipanti