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sabato 29 dicembre 2018
mercoledì 26 dicembre 2018
ANCORA UNA LONTRA MORTA SULLE STRADE LUCANE, VITTIMA DEL TRAFFICO VEICOLARE
Alla vigilia di
Natale ancora un nuovo ritrovamento di una preziosa Lontra europea vittima del
traffico veicolare lungo la strada provinciale Matera-Metaponto. A
seguito di una segnalazione pervenuta al CRAS (Centro Recupero Animali
Selvatici) del materano è stato subito effettuato un sopralluogo sul posto per rintracciare
e recuperare subito la carcassa dell’esemplare, evitandone la distruzione o la
scomparsa, e destinare i suoi resti alla ricerca scientifica che va avanti da alcuni anni grazie anche all’apporto di diversi
campioni recuperati da vari centri
recupero, autorità sanitarie, organi di
polizia ed enti parco con modalità analoghe.
Il sito di ritrovamento coincide con un altro in cui era stata rinvenuta un’altra Lontra la scorsa estate. Stessa strada e stesso punto confermando la pericolosità di quel tratto e non si esclude che altri esemplari non siano stati segnalati, come spesso succede. In Basilicata, sulla base dei dati di mortalità della Lontra che si stanno puntualmente raccogliendo da alcuni anni su alcune strade, ormai sappiamo che vi è un forte impatto sulla conservazione della Lontra determinato proprio dal cosiddetto “road killing”.
Il responsabile del CRAS Matteo Visceglia ha dichiarato:
"La segnalazione purtroppo è arrivata la
vigilia di Natale, e già questo prefigurava qualche difficoltà operativa per eventuale
intervento di recupero secondo i protocolli standard. Abbiano accertato che erano
trascorse circa 24-36 ore dall’investimento e non era stata effettuata alcuna segnalazione
agli organi di polizia da parte di automobilisti, perciò ci siamo attivati come
CRAS e abbiamo innanzitutto cercato di verificare se a distanza di tante ore la
carcassa fosse ancora sul posto ed in stato di sufficiente integrità. Una volta
individuata, per evitare ogni rischio di distruzione da parte di veicoli o
animali necrofagi, abbiamo provveduto,
come in altre occasioni, al recupero e
all’immediata conservazione in un congelatore. Contestualmente abbiamo
informato del recupero il servizio veterinario ASM territorialmente competente per
ogni procedura autorizzativa al trasferimento della carcassa presso la sezione
di Matera dell'IZS Istituto Zooprofilattico Sperimentale per gli accertamenti
sulle cause di morte e per le varie analisi di approfondimento effettuate
nell’ambito dell’attuazione del Piano Nazionale di Azione per la Conservazione
della Lontra in Italia a cui il nostro CRAS
sta da anni offrendo la propria collaborazione per quanto di propria competenza”.
Il sito di ritrovamento coincide con un altro in cui era stata rinvenuta un’altra Lontra la scorsa estate. Stessa strada e stesso punto confermando la pericolosità di quel tratto e non si esclude che altri esemplari non siano stati segnalati, come spesso succede. In Basilicata, sulla base dei dati di mortalità della Lontra che si stanno puntualmente raccogliendo da alcuni anni su alcune strade, ormai sappiamo che vi è un forte impatto sulla conservazione della Lontra determinato proprio dal cosiddetto “road killing”.
La rete stradale spesso
corre parallela o vicina ai fiumi, laghi, canali di bonifica, bacini naturali o
artificiali di raccolta delle acque ed altre zone umide, tutti importanti habitat
utilizzati dalla specie come aree trofiche e di riproduzione, e perciò
rappresenta spesso una vera e propria trappola mortale per tanti esemplari.
Solo nel 2018 il CRAS materano è intervenuto per il recupero di 3 esemplari di
cui ne ha avuto notizia, di cui due in
provincia di Matera ed uno in provincia di Potenza. Occorre una maggiore
sensibilità da parte di automobilisti ma anche una certa conoscenza della
specie che va innanzitutto identificata correttamente prima di poter attivare
la macchina del recupero.
La Lontra è
considerata specie di elevato interesse naturalistico in Italia, considerata
“In Pericolo” secondo IUCN, inserita quindi
nella Lista delle specie a maggior rischio di estinzione in Italia e perciò
tutelata da molte leggi e normative nazionali ed europee. Esiste un Piano
Nazionale di Azione che prevede importanti iniziative tra cui il monitoraggio
dell’impatto del traffico veicolare sulle popolazioni locali. L’areale italiano
della specie é ancora molto frammentato sia a causa di estinzioni storiche in
alcune zone che della presenza di vari ostacoli agli spostamenti da un sito ad
un altro. Le strade sono infatti ostacoli ai loro movimenti sul territorio e
rappresentano attualmente uno dei principali fattori di minaccia per questa
specie.
In Italia sono presenti
due macroaree principali: la piú grande comprende Basilicata, Campania, Calabria
e Puglia mentre la piú piccola comprende il Molise e parte dell’Abruzzo. La
regione italiana che ospita la più importante popolazione di Lontra è la
Basilicata ma attualmente poco o nulla viene fatto per mitigare concretamente gli
impatti negativi che le infrastrutture viarie producono.
Chiunque noti lontre
ferite o morte sulle strade è pregato di segnalarlo alle autorità competenti o
agli organi di polizia affinchè venga effettuato il soccorso o il recupero del
corpo per motivi di ricerca scientifica. In caso di difficoltà possono essere
contattati i CRAS che, compatibilmente con la propria situazione gestionale, potranno eventualmente attivarsi per supportare
o coordinare le operazioni di recupero e di trasferimento presso i laboratori
di ricerca.
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mercoledì 27 dicembre 2017
Nuovo ritrovamento di Lontra in Basilicata
Da Facebook
Ieri pomeriggio abbiamo ricevuto una comunicazione da Antonio Iannibelli, fotografo naturalista lucano che ringraziamo per la sua sensibilità, relativa alla presenza di una carcassa di lontra, presumibilmente investita, lungo la statale 106 Ionica in agro di Scanzano. Con l'aiuto di volontari ed in particolare di Gianluca Costantini abbiamo potuto oggi recuperare il corpo della povera lontra evitando che potesse essere distrutto dai veicoli o che fosse danneggiato o fatto sparire da altri necrofagi. Probabilmente la stessa era sul bordo della carreggiata già dalla notte di Natale o dall'alba di ieri! Questo è il terzo esemplare che è stato recuperato dal CRAS negli ultimi 5 mesi. L'ultimo risale a circa 20 giorni fa. Come di consueto la carcassa sarà consegnata all'IZS di Matera per le analisi previste dai protocolli di monitoraggio della specie. Raccomandiamo sempre di segnalare tempestivamente questi ritrovamenti alle autorità sanitarie e solo in caso di difficoltà avvisare i CRAS della zona che, nei limiti delle proprie possibilità, possono contribuire ad evitare che le carcasse vengano disperse o danneggiate, privando gli enti di ricerca dell'opportunità di effettuare esami ed analisi a scopo scientifico. E' inutile sottolineare l'importanza di prestare molta attenzione quando si guida, soprattutto di notte e all'alba, per evitare incidenti di qualsiasi tipo che coinvolgono uomini e animali.
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=2024123884526285&set=a.1385513781720635.1073741828.100007860792280&type=3&theater
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10204153960606922&set=a.3790407936405.1073741825.1763329716&type=3&theater
Foto: Matteo Visceglia
Ieri pomeriggio abbiamo ricevuto una comunicazione da Antonio Iannibelli, fotografo naturalista lucano che ringraziamo per la sua sensibilità, relativa alla presenza di una carcassa di lontra, presumibilmente investita, lungo la statale 106 Ionica in agro di Scanzano. Con l'aiuto di volontari ed in particolare di Gianluca Costantini abbiamo potuto oggi recuperare il corpo della povera lontra evitando che potesse essere distrutto dai veicoli o che fosse danneggiato o fatto sparire da altri necrofagi. Probabilmente la stessa era sul bordo della carreggiata già dalla notte di Natale o dall'alba di ieri! Questo è il terzo esemplare che è stato recuperato dal CRAS negli ultimi 5 mesi. L'ultimo risale a circa 20 giorni fa. Come di consueto la carcassa sarà consegnata all'IZS di Matera per le analisi previste dai protocolli di monitoraggio della specie. Raccomandiamo sempre di segnalare tempestivamente questi ritrovamenti alle autorità sanitarie e solo in caso di difficoltà avvisare i CRAS della zona che, nei limiti delle proprie possibilità, possono contribuire ad evitare che le carcasse vengano disperse o danneggiate, privando gli enti di ricerca dell'opportunità di effettuare esami ed analisi a scopo scientifico. E' inutile sottolineare l'importanza di prestare molta attenzione quando si guida, soprattutto di notte e all'alba, per evitare incidenti di qualsiasi tipo che coinvolgono uomini e animali.
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=2024123884526285&set=a.1385513781720635.1073741828.100007860792280&type=3&theater
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10204153960606922&set=a.3790407936405.1073741825.1763329716&type=3&theater
Foto: Matteo Visceglia
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domenica 10 dicembre 2017
ANCORA UNA LONTRA VITTIMA DEL ROAD KILLING IN BASILICATA
Giovedì scorso 7
dicembre, grazie ad una segnalazione pervenuta direttamente al CRAS da alcuni automobilisti,
è stata recuperata l'ennesima Lontra morta a causa di un investimento stradale.
Il ritrovamento è avvenuto in territorio di Grassano e l'esemplare, un maschio
di 8 kg, era certamente parte di un nucleo vitale che frequenta regolarmente il
medio tratto del fiume Basento, così come risulta da precedenti e svariati monitoraggi.
Il precedente ritrovamento risale al 15 agosto scorso quando un altro esemplare
venne ritrovato e recuperato dal CRAS in territorio di Bernalda non lontano dal
fiume Bradano.
La prossima
settimana la carcassa, purtroppo non completamente integra a causa del
danneggiamento del cranio, sarà trasportata presso la Sezione di Matera
dell'IZS Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Puglia e Basilicata per gli
accertamenti e le analisi necessarie, così come viene effettuato in tutta
Italia per casi simili, secondo un protocollo approvato dal Ministero
dell'Ambiente e in linea con il Piano di Azione per la Conservazione della
Lontra in Italia.
Il CRAS di Matera,
insieme ad altri centri di recupero riconosciuti dalla Regione Basilicata, è da
anni un punto di riferimento e struttura operativa per il recupero di esemplari,
vittime del cosiddetto "road
killing", di elevato valore naturalistico e scientifico, come Lontra,
Lupo, Gatto selvatico, ecc. Certamente è un vero peccato la perdita di questo
esemplare ma è altrettanto vero che grazie alla raccolta capillare dei dati biometrici
e necroscopici ricavabili dalle carcasse e dai siti di ritrovamento si sta
cercando di delineare un quadro generale sulle principali cause di mortalità in
Italia, utile e necessario per elaborare, attraverso un apposito piano di
conservazione, attuato auspicabilmente da istituzioni locali e nazionali, eventuali
strategie mirate alla mitigazione dell'impatto negativo prodotto sulla specie
soprattutto dalla rete viaria, sempre più pericolosa ed impattante anche per la
nostra fauna di elevato valore naturalistico e simbolo stesso della
Biodiversità regionale. Ricordiamo che la popolazione lucana di Lontra è la più
importante a livello nazionale sia per numero di esemplari sia per diffusione
sul territorio essendo presente su tutti i principali corsi d'acqua e bacini
idrografici.
Invitiamo coloro che
rinvengono lontre ferite o morte a segnalarlo tempestivamente alle autorità
sanitarie preposte e agli organi di Polizia che provvederanno a mettere tempestivamente
in atto il protocollo di recupero e trasferimento presso l’IZS più vicino. In
caso di necessità è possibile contattare il CRAS al n. 3391637510 per chiedere
suggerimenti o consigli in caso di difficoltà.
Matteo Visceglia , Responsabile CRAS Riserva Regionale di San Giuliano
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martedì 1 dicembre 2015
Avvistamento di Lontra sul Lago di San Giuliano
L'ultima domenica di novembre 2015 un bellissimo esemplare di Lontra si è fatto ammirare tra le increspature delle acque del lago di San Giuliano. A immortalare il raro mustelide è stato il naturalista materano Gianvito Santantonio, incredulo ed emozionato per il fortunato incontro. Per diversi minuti l'ha potuta seguire nel suo comportamento, prima intenta a nutrirsi di un pesce appena catturato e poi mentre nuotava sulla superficie del lago. A lui siamo grati per averci informato in diretta dell'avvistamento e per averci poi inviato le due foto qui pubblicate.
La Lontra è stata segnalata e documentata in tutti i maggiori bacini idrici e corsi d'acqua della Basilicata come pure su piccoli affluenti, torrenti, canali e laghetti temporanei. La sua presenza dimostra l'alto valore degli habitat che essa ancora frequenta nonostante in molti casi vi siano tanti fenomeni di degrado e disturbo. Abbiamo il dovere di proteggere gli ultimi baluardi della natura lucana ma occorre anche prendere atto che in assenza di interventi più concreti e decisi di tutela e protezione della natura queste rare e belle immagini saranno sempre più un ricordo.
La Lontra è stata segnalata e documentata in tutti i maggiori bacini idrici e corsi d'acqua della Basilicata come pure su piccoli affluenti, torrenti, canali e laghetti temporanei. La sua presenza dimostra l'alto valore degli habitat che essa ancora frequenta nonostante in molti casi vi siano tanti fenomeni di degrado e disturbo. Abbiamo il dovere di proteggere gli ultimi baluardi della natura lucana ma occorre anche prendere atto che in assenza di interventi più concreti e decisi di tutela e protezione della natura queste rare e belle immagini saranno sempre più un ricordo.
lunedì 24 novembre 2014
Ritrovamento di Lontra investita sulla Basentana
Segnaliamo purtroppo un nuovo ritrovamento di Lontra investita sulla strada statale Basentana all'altezza del bivio di Campomaggiore, a poca distanza dal fiume Basento.
Il ritrovamento è stato effettuato nella mattina del 22 novembre 2014 da un funzionario della Regione Basilicata che lo ha segnalato al veterinario del Parco Regionale di Gallipoli Cognato e Piccole Dolomiti Lucane Egidio Mallia il quale ha successivamente prelevato e conservato l'esemplare per renderlo disponibile per analisi e ricerche scientifiche nell'ambito del Progetto RECAL.
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| Lontra investita sulla SS Basentana |
mercoledì 28 maggio 2014
Una Lontra trovata morta nell'Oasi di San Giuliano
Una telefonata che oggi 28 maggio 2014 non avrei voluto ricevere dalla Polizia Provinciale di Matera: una richiesta di intervento al CRAS per il recupero di una povera lontra investita segnalata da un residente di passaggio. E, ironia della sorte, investita proprio entro i confini della Riserva Naturale di San Giuliano, in uno dei siti storici di presenza. Luoghi che invece dovrebbero essere la culla ove la fauna si dovrebbe sentire più sicura. Ma ciò che è strano e che non capisco è come mai una lontra va a farsi ammazzare sopra un ponte/trappola che non poteva darle scampo... Certamente ha imboccato la strada per andare chissà dove, ma poi non si è accorta che più avanti non c'erano passaggi laterali verso i campi o le rive ma solo un guard-rail ai lati del ponte alto diversi metri sul fiume. Infatti sotto c'era il Bradano...quello che noi pensiamo sia una comoda ed obbligata via di spostamento. Cosa potrebbe aver spinto la lontra a risalire dal fiume al ponte e a percorrerlo longitudinalmente rimanendo vittima del traffico stradale al centro del ponte stesso? Sono domande che ci facciamo spesso ma la mia opinione è che non sapremo mai la verità. I movimenti degli animali rispondono a tante logiche, tra cui anche quella della fuga precipitosa da un disturbo improvviso nel suo habitat abituale. Quale?


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mercoledì 20 novembre 2013
Nuovo ritrovamento di Lontra investita in provincia di Matera
Grazie alla segnalazione di Egidio Fulco e di Giusi Venezia il CRAS provinciale di San Giuliano ha potuto effettuare un intervento di recupero di una Lontra presumibilmente adulta investita sulla strada statale Basentana in agro di Bernalda e distante circa 500 metri dal fiume Basento. Purtropppo la carcassa era in pessime condizioni (con la testa completamente distrutta) e probabilmente molti dati non potranno essere raccolti. La stessa è stata conservata in congelatore per poter essere messa a disposizione del progetto RECAL (Recupero e Analisi post-mortem di esemplari di Lontra) gestito dal Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano in collaborazione con la società Lutria e il Dipartimento di Scienze Biomediche Comparate dell'Università di Teramo. Il nostro CRAS sta da tempo collaborando a questo progetto e grazie alle varie segnalazioni pervenute su ritrovamenti di lontre investite è stato possibile contribuire alla raccolta di interessanti dati morfometrici, sanitari e genetici di lontre lucane. Si invita chiunque ritrova, o viene a conoscenza di lontre morte o ferite, di avvisare gli organismi preposti o il CRAS stesso al numero 339-1637510 nel più breve tempo possibile allo scopo di avviare un intervento di rapido soccorso (nel caso di lontre ferite) o di conservazione delle carcasse (nel caso di lontre morte). La Basilicata è la regione più importante e strategica in Italia per la Lontra ed ogni iniziativa va intrapresa per contribuire ad una maggiore conoscenza delle problematiche di tutela e conservazione della specie.
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| Foto: Matteo Visceglia |
giovedì 3 ottobre 2013
Effettuata necroscopia Lontra ritrovata morta presso il Cavone
Tempo fa abbiamo dato notizia di un ritrovamento di Lontra sulla strada che da Pisticci porta a Craco Peschiera. Il CRAS recuperò l'esemplare e dopo autorizzazione della Provincia di Matera lo stesso fu affidato al Parco Nazionale del Cilento per avviare le procedure finalizzate alla sua necroscopia ai fini del progetto RECAL (Recupero ed Analisi post-mortem di esemplari di Lontra).
Pochi giorni fa sono stati comunicati al CRAS e alla Provincia di Matera gli esiti degli esami effettuati presso il Dipartimento di Scienze Biomediche comparate dell'Università di Teramo da un team di esperti in cui emerge che l'esemplare era un maschio di 7,35 kg di peso e di 3 anni di età morto a seguito di traumatismo stradale da impatto veicolare. L'esame, svolto secondo un protocollo scientifico standard elaborato dal Dr. V. Simpson e raccomandato dall'Otter Specialist Group/IUCN, oltre a determinare in modo inequivocabile la causa di morte dell'esemplare, ha permesso di raccogliere numerosi dati di natura morfometrica, anatomica, epidemiologica e genetica utili ad incrementare le conoscenze scientifiche su questa specie ancora poco studiata in maniera sistematica e secondo protocolli scientificamente validati. In Italia infatti è in corso un progetto di monitoraggio finalizzato all'analisi degli esemplari trovati morti (RECAL) e a questo progetto ha aderito il CRAS provinciale di Matera svolgendo un ruolo determinante nel recupero e conservazione di soggetti deceduti da destinare alla ricerca scientifica. Il valore di questi studi sarà certamente più evidente quando i dati complessivi raccolti ed elaborati dagli esperti della società LUTRIA permetteranno, in riferimento al Piano Nazionale di Azione sulla Lontra, di avviare iniziative di maggiore tutela e conservazione della specie nei siti strategici soprattutto in rapporto alle principali cause di morte.
Pochi giorni fa sono stati comunicati al CRAS e alla Provincia di Matera gli esiti degli esami effettuati presso il Dipartimento di Scienze Biomediche comparate dell'Università di Teramo da un team di esperti in cui emerge che l'esemplare era un maschio di 7,35 kg di peso e di 3 anni di età morto a seguito di traumatismo stradale da impatto veicolare. L'esame, svolto secondo un protocollo scientifico standard elaborato dal Dr. V. Simpson e raccomandato dall'Otter Specialist Group/IUCN, oltre a determinare in modo inequivocabile la causa di morte dell'esemplare, ha permesso di raccogliere numerosi dati di natura morfometrica, anatomica, epidemiologica e genetica utili ad incrementare le conoscenze scientifiche su questa specie ancora poco studiata in maniera sistematica e secondo protocolli scientificamente validati. In Italia infatti è in corso un progetto di monitoraggio finalizzato all'analisi degli esemplari trovati morti (RECAL) e a questo progetto ha aderito il CRAS provinciale di Matera svolgendo un ruolo determinante nel recupero e conservazione di soggetti deceduti da destinare alla ricerca scientifica. Il valore di questi studi sarà certamente più evidente quando i dati complessivi raccolti ed elaborati dagli esperti della società LUTRIA permetteranno, in riferimento al Piano Nazionale di Azione sulla Lontra, di avviare iniziative di maggiore tutela e conservazione della specie nei siti strategici soprattutto in rapporto alle principali cause di morte.
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| La lontra ritrovata sul Cavone prima della necroscopia |
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| Il Team del Progetto RECAL durante la necroscopia |
mercoledì 8 maggio 2013
Ancora una Lontra vittima del traffico automobilistico
Un esemplare di Lontra è stato oggi rinvenuto nei pressi di un ponte lungo il fiume Cavone a pochi km da Pisticci. A ritrovarla è stato un automobilista di passaggio che l'ha recuperata e prontamente consegnata al CRAS provinciale di Matera con sede presso la Riserva Naturale di San Giuliano. Qui, ad un preliminare esame, è stato possibile stabilire che si tratta di un maschio adulto di circa 115 cm di lunghezza con evidenti fratture e traumi a livello della testa.
Non appena possibile, e su autorizzazione di enti ed uffici competenti, la carcassa sarà messa a disposizione per progetti di studio e ricerca in corso in Italia. L'ultimo esemplare recuperato dal CRAS nello scorso mese di novembre 2012 è già stato sottoposto a necroscopia e a diversi analisi presso il Dipartimento di Scienze Biomediche Comparate dell'Università di Teramo nell'ambito del Progetto RECAL, in collaborazione con il Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano.
Non appena possibile, e su autorizzazione di enti ed uffici competenti, la carcassa sarà messa a disposizione per progetti di studio e ricerca in corso in Italia. L'ultimo esemplare recuperato dal CRAS nello scorso mese di novembre 2012 è già stato sottoposto a necroscopia e a diversi analisi presso il Dipartimento di Scienze Biomediche Comparate dell'Università di Teramo nell'ambito del Progetto RECAL, in collaborazione con il Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano.
martedì 6 novembre 2012
Un'altra Lontra vittima della strada in Basilicata
Le
attività legate alla fauna selvatica protetta costituiscono uno dei principali
obiettivi del lavoro del Centro Recupero Animali Selvatici della Provincia di
Matera operante presso la Riserva di San Giuliano. Ogni giorno le emergenze per
ritrovamenti, soccorsi e recuperi di esemplari impegnano il personale e i
volontari.
Lunedì
5 novembre a seguito di una segnalazione di Marcello e Fabio Quinto
dell’Associazione Movimento Azzurro Ecosezione Murge Materane il responsabile del CRAS Matteo Visceglia è intervenuto per il
recupero del corpo senza vita di una Lontra. L’animale, quasi certamente
vittima di investimento, giaceva
sul bordo della strada statale Basentana, in agro di Pisticci ed in un tratto
ad alta densità di traffico a circa 1300 metri dall’area industriale di
Tecnoparco. Non sono per ora note le cause che hanno spinto la Lontra a tentare
l’attraversamento della statale, considerando che il fiume Basento si trova a
circa 300 metri di distanza e che oltre il punto in cui è rimasta vittima non
ci sono corsi d’acqua o habitat idonei tali da attrarre la specie.
Il
ritrovamento è stato tempestivamente comunicato ad altri enti territorialmente competenti come gli
uffici del servizio veterinario dell' ASL di Matera, la Provincia di Matera e il Corpo Forestale dello Stato in
virtù dell’importanza scientifica di questo mustelide ed in riferimento alle
linee guida indicate dal Piano Nazionale di Azione per la Conservazione della
Lontra pubblicato dal Ministero dell’Ambiente.
Il
Responsabile del CRAS Matteo Visceglia dichiara:
“Riteniamo
che questi spostamenti anomali, spesso associati a mortali impatti con veicoli
in transito, vadano ancora meglio interpretati sulla base di nuovi dati di
recupero ed in maniera molto
accurata. Va chiarito infatti che l’ investimento potrebbe essere un fattore
che si aggiunge, con esito letale,
a qualche altra situazione di patologia o sofferenza dell’animale e che
nulla per ora possiamo dire sullo stato di salute dell’esemplare prima di
essere travolto. Dovremo aspettare infatti l’esito degli esami necroscopici e
tossicologici che saranno fatti.
Teniamo conto che il Basento proprio nel tratto interessato da questo ritrovamento è risultato
fortemente inquinato. Sono state registrate recenti morie di pesci per cause
chimiche, oltre a varie situazioni di degrado qualitativo del corso d’acqua e a
tali condizioni potrebbe essere associata qualche forma di intossicazione acuta
o cronica che potrebbe aver determinato disorientamento o anomalie
comportamentali inducendo l’animale a movimenti pericolosi lungo le strade.
La
carcassa è al momento conservata a cura del CRAS e per motivi di studio la
metteremo a disposizione delle strutture di ricerca afferenti al Progetto RECAL
(Recupero ed
Analisi post-mortem di esemplari di Lontra (Lutra lutra) avviato dal Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano in
collaborazione con società di ricerche,
CRAS (Centri Recupero Animali Selvatici), Università, ISPRA (Istituto
Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale), ASL e Istituti
Zooprofilattici provinciali”.
La
Lontra euroasiatica (Lutra lutra) appartiene alla famiglia dei Mustelidi ed
è largamente distribuita in tutto il continente europeo e in buona parte
dell’Asia.
In
Italia era in passato piuttosto diffusa lungo tutta la penisola ma dall’inzio del secolo scorso ha
mostrato un trend negativo scomparendo da molte regioni. Attualmente, grazie
alle costanti attività di ricerca e monitoraggio, sta mostrando timidi segnali di ripresa e mantiene il nucleo
più consistente e vitale della sua popolazione confinato in alcune aree del sud
(tranne che in Sicilia). Da stime di popolazione effettuate soprattutto negli
ultimi anni sembra che in tutto il nostro Paese vi siano tra i 300 e i 600
individui. A livello generale però resta comunque in uno stato di costante
minaccia a causa delle trasformazioni del suo habitat e del degrado della
qualità dei corsi d’acqua in molte regioni, compresa la Basilicata che ospita
ancora il maggior numero di esemplari a livello nazionale. Se non si previene
ogni forma di grave inquinamento dei fiumi e dei laghi, se non si riduce il
disturbo e la trasformazione degli habitat anche nella nostra regione questa
specie potrebbe ridursi considerevolmente segnando così un netto bilancio
ambientale a sfavore della Biodiversità.
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sabato 3 marzo 2012
Ritrovata lontra morta nel Parco dell'Appennino Lucano
Nella giornata del 26 febbraio 2012 nel Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val D’Agri Lagonegrese, in località Galaino, alcuni cittadini hanno trovato una lontra morta e hanno così informato i volontari Legambiente. Nonostante il Corpo Forestale dello Stato sia stato immediatamente allertato dalle strutture locali dell’associazione, quando si è recato sul posto, dopo alcuni giorni, la lontra purtroppo non c’era più, probabilmente preda di qualche altro animale.
Non è certo il primo caso – spiega un comunicato di Legambiente Basilicata - in cui esemplari di questo animale vengono trovati morti in Basilicata, regione del Sud Italia in cui le popolazioni di lontra costituiscono una porzione essenziale per la conservazione della specie nell’intero territorio nazionale.
Sebbene nella maggior parte dei casi l’animale viene ucciso dall’impatto con autovetture in transito, questa volta è stato ritrovato nel suo ambiente naturale lontano dalla rete viaria.
Per meglio risalire con precisione alle cause della morte e monitorare la specie seguendo le evoluzioni genetiche in corso, è quindi sempre necessario – come in questo caso - recuperare le carcasse.
La lontra, tra le specie particolarmente protette, è un importante indicatore della qualità delle acque e dei bacini idrografici. La sua presenza nei fiumi lucani, compresi quelli della Val d’Agri, è dunque un buon segnale per la salute del nostro territorio. Tuttavia, lo stato e la dinamica di queste popolazioni, le caratteristiche ambientali, il peso dei fattori di rischio ambientali ed antropici sono ancora poco conosciuti.
Il ritrovamento di un esemplare morto deve indurre tutti quanti hanno a cuore le sorti di questa delicata specie a individuare una strategia comune e condivisa di intervento, per raccordare le azioni di tutela da intraprendere.
È quindi auspicabile una maggiore collaborazione tra associazioni, Corpo Forestale, Ente Parco e tutti gli enti coinvolti. In particolar modo è necessario che ci sia un maggior coordinamento per il recupero delle carcasse, per poter accertare con sicurezza la causa della morte ed elaborare così dati e informazioni più specifiche finalizzate alla prevenzione e alla salvaguardia della specie. Si andrebbe così anche ad arricchire il lavoro che la Regione Basilicata sta realizzando in collaborazione con l’ISPRA proprio sulla caratterizzazione genetica e sulla consistenza delle popolazioni di lontra presenti in Basilicata”.
Non è certo il primo caso – spiega un comunicato di Legambiente Basilicata - in cui esemplari di questo animale vengono trovati morti in Basilicata, regione del Sud Italia in cui le popolazioni di lontra costituiscono una porzione essenziale per la conservazione della specie nell’intero territorio nazionale.
Sebbene nella maggior parte dei casi l’animale viene ucciso dall’impatto con autovetture in transito, questa volta è stato ritrovato nel suo ambiente naturale lontano dalla rete viaria.
Per meglio risalire con precisione alle cause della morte e monitorare la specie seguendo le evoluzioni genetiche in corso, è quindi sempre necessario – come in questo caso - recuperare le carcasse.
La lontra, tra le specie particolarmente protette, è un importante indicatore della qualità delle acque e dei bacini idrografici. La sua presenza nei fiumi lucani, compresi quelli della Val d’Agri, è dunque un buon segnale per la salute del nostro territorio. Tuttavia, lo stato e la dinamica di queste popolazioni, le caratteristiche ambientali, il peso dei fattori di rischio ambientali ed antropici sono ancora poco conosciuti.
Il ritrovamento di un esemplare morto deve indurre tutti quanti hanno a cuore le sorti di questa delicata specie a individuare una strategia comune e condivisa di intervento, per raccordare le azioni di tutela da intraprendere.
È quindi auspicabile una maggiore collaborazione tra associazioni, Corpo Forestale, Ente Parco e tutti gli enti coinvolti. In particolar modo è necessario che ci sia un maggior coordinamento per il recupero delle carcasse, per poter accertare con sicurezza la causa della morte ed elaborare così dati e informazioni più specifiche finalizzate alla prevenzione e alla salvaguardia della specie. Si andrebbe così anche ad arricchire il lavoro che la Regione Basilicata sta realizzando in collaborazione con l’ISPRA proprio sulla caratterizzazione genetica e sulla consistenza delle popolazioni di lontra presenti in Basilicata”.
Fonte: Basilicatanet.it 2 marzo 2012
giovedì 9 febbraio 2012
Osservata e fotografata una Lontra sulla costa ionica
Il 09 febbraio 2012 il naturalista lucano Egidio Fulco, nel corso di monitoraggi ornitologici, ha osservato una bellissima Lontra (Lutra lutra) lungo il litorale jonico in un ampio canale che si apre completamente verso il mare. L’avvistamento è stato condotto a circa 200 m lineari dalla battigia permettendo di immortalare il raro mustelide.
Questa specie quasi certamente ha sempre occupato i siti idonei dell'arco ionico (oltre che tutti i tratti dei fiumi lucani) ma solo negli ultimi anni è stata verificata con regolarità la sua presenza soprattutto tramite impronte e spraint facilmente osservabili in molti siti costieri. Questa ultima osservazione rappresenta un segnale positivo della buona distribuzione nella nostra regione e compensa le tante perdite di esemplari ritrovati investiti lungo le strade. L'ultimo caso noto risale infatti ad appena due mesi fa quando fu raccolta dal Centro Recupero Animali Selvatici di San Giuliano una carcassa a circa 15 km dal luogo in cui è stata ora fotografata la splendida lontra delle due immagini qui sotto.
Questa specie quasi certamente ha sempre occupato i siti idonei dell'arco ionico (oltre che tutti i tratti dei fiumi lucani) ma solo negli ultimi anni è stata verificata con regolarità la sua presenza soprattutto tramite impronte e spraint facilmente osservabili in molti siti costieri. Questa ultima osservazione rappresenta un segnale positivo della buona distribuzione nella nostra regione e compensa le tante perdite di esemplari ritrovati investiti lungo le strade. L'ultimo caso noto risale infatti ad appena due mesi fa quando fu raccolta dal Centro Recupero Animali Selvatici di San Giuliano una carcassa a circa 15 km dal luogo in cui è stata ora fotografata la splendida lontra delle due immagini qui sotto.
mercoledì 7 dicembre 2011
Ritrovata una Lontra morta sulla SS 106 Jonica
Dopo alcune recentissime e positive notizie di avvistamenti di Lontra lungo il fiume Bradano purtroppo si deve segnalare un nuovo caso di mortalità che riguarda questo mammifero così raro ed interessante.
Nel pomeriggio del 07 dicembre, su segnalazione di un automobilista, il CRAS Provinciale di San Giuliano (Mt) è intervenuto per il recupero di una carcassa di Lontra lungo la Statale 106 Jonica nei pressi di Metaponto.
Sul posto si sono recati il Responsabile del Centro Recupero Matteo Visceglia accompagnato dal veterinario del Parco di Gallipoli Cognato Egidio Mallia e dal volontario Rocco Silvaggi constatando purtroppo il pessimo stato di conservazione della carcassa poiché schiacciata in più parti e in evidente stato di decomposizione da 6-7 gg. Il peso dell'animale rilevato al momento del recupero è di 4 kg.
L'esemplare è sicuramente morto a seguito di impatto con veicolo in un tratto di strada molto pericoloso e ad alta densità di traffico. Il fiume più vicino al sito di ritrovamento è il Basento, distante 660 mt mentre la linea di costa è a 4,3 km.
Va evidenziato come l'area intorno al sito di ritrovamento è occupata da estese coltivazioni intensive e fabbricati rurali sparsi ad eccezione di una sottile fascia di vegetazione igrofila fluviale.
La carcassa sarà consegnata, come prevede il Piano Nazionale di Azione sulla Lontra, all'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Puglia e Basilicata.
Con questa segnalazione purtroppo si conferma la drammatica situazione di pericolosità di molte strade in Basilicata per la sopravvivenza della Lontra. Il susseguirsi di segnalazioni e ritrovamenti induce quindi a pensare che il territorio lucano ospiti ancora importanti nuclei della specie ma fattori antropici e infrastrutture viarie ne stanno mettendo a rischio la sua stessa sopravvivenza. Si spera che le azioni e gli indirizzi contenuti nel Piano Nazionale di Azione redatto dall'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale) e pubblicato dal Ministero dell'Ambiente possano favorire una più adeguata tutela e conservazione per il futuro.
Per ora dunque resta importante la raccolta di dati di presenza di esemplari vivi o morti e per questo ci appelliamo alle istituzioni preposte, e alla Regione Basilicata in primis ma anche alle province, affinchè favoriscano interventi finalizzati alla creazione e al miglioramento di un coordinamento di esperti ed appassionati a livello locale che consenta una più incisiva azione di ricerca, monitoraggio e valutazione dei dati acquisiti, nonché una più adeguata strategia di recupero, conservazione e studio delle carcasse eventualmente rinvenute e segnalate da cittadini e forze dell'ordine.

Fase del recupero della carcassa di Lontra

Il cerchio rosso indica il punto di ritrovamento della lontra
Nel pomeriggio del 07 dicembre, su segnalazione di un automobilista, il CRAS Provinciale di San Giuliano (Mt) è intervenuto per il recupero di una carcassa di Lontra lungo la Statale 106 Jonica nei pressi di Metaponto.
Sul posto si sono recati il Responsabile del Centro Recupero Matteo Visceglia accompagnato dal veterinario del Parco di Gallipoli Cognato Egidio Mallia e dal volontario Rocco Silvaggi constatando purtroppo il pessimo stato di conservazione della carcassa poiché schiacciata in più parti e in evidente stato di decomposizione da 6-7 gg. Il peso dell'animale rilevato al momento del recupero è di 4 kg.
L'esemplare è sicuramente morto a seguito di impatto con veicolo in un tratto di strada molto pericoloso e ad alta densità di traffico. Il fiume più vicino al sito di ritrovamento è il Basento, distante 660 mt mentre la linea di costa è a 4,3 km.
Va evidenziato come l'area intorno al sito di ritrovamento è occupata da estese coltivazioni intensive e fabbricati rurali sparsi ad eccezione di una sottile fascia di vegetazione igrofila fluviale.
La carcassa sarà consegnata, come prevede il Piano Nazionale di Azione sulla Lontra, all'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Puglia e Basilicata.
Con questa segnalazione purtroppo si conferma la drammatica situazione di pericolosità di molte strade in Basilicata per la sopravvivenza della Lontra. Il susseguirsi di segnalazioni e ritrovamenti induce quindi a pensare che il territorio lucano ospiti ancora importanti nuclei della specie ma fattori antropici e infrastrutture viarie ne stanno mettendo a rischio la sua stessa sopravvivenza. Si spera che le azioni e gli indirizzi contenuti nel Piano Nazionale di Azione redatto dall'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale) e pubblicato dal Ministero dell'Ambiente possano favorire una più adeguata tutela e conservazione per il futuro.
Per ora dunque resta importante la raccolta di dati di presenza di esemplari vivi o morti e per questo ci appelliamo alle istituzioni preposte, e alla Regione Basilicata in primis ma anche alle province, affinchè favoriscano interventi finalizzati alla creazione e al miglioramento di un coordinamento di esperti ed appassionati a livello locale che consenta una più incisiva azione di ricerca, monitoraggio e valutazione dei dati acquisiti, nonché una più adeguata strategia di recupero, conservazione e studio delle carcasse eventualmente rinvenute e segnalate da cittadini e forze dell'ordine.

Fase del recupero della carcassa di Lontra

Il cerchio rosso indica il punto di ritrovamento della lontra
lunedì 5 dicembre 2011
Documento filmato sulla Lontra in Basilicata
Grazie alla disponibilità dell associazione ASNAB pubblichiamo qui sotto un interessante video che documenta la presenza della Lontra lungo l'alto Bradano. Gli autori del video Luciano Giacomino e Donato Franculli hanno posizionato una fototrappola nei pressi del greto del fiume lungo uno dei percorsi abituali del raro mustelide e il giorno 21 novembre hanno finalmente avuto la fortuna di "catturare" questa breve ma pur rara e interessante immagine di una lontra che si muove in pieno giorno.
sabato 21 maggio 2011
Segnalata la Lontra a Pietragalla
sabato 12 marzo 2011
Tracce di lontra e tasso sulla costa ionica lucana
venerdì 5 marzo 2010
Lontra sul torrente Salandrella
Una nuova ed interessante segnalazione faunistica ci è pervenuta oggi da Egidio Fulco, naturalista impegnato nello studio e monitoraggio delle aree lucane di maggior pregio. Questa volta si tratta del rinvenimento di orme e spraint di Lontra lungo uno dei torrenti delle aree interne della provincia di Matera. Ecco la sua testimonianza.
Durante alcuni sopralluoghi a carattere ornitologico, sono state rinvenute tracce di presenza della Lontra lungo il Torrente Salandrella (MT). Tale osservazione è di notevole interesse in quanto conferma la frequentazione da parte del raro mustelide di quest'area dell'entroterra lucano, poco conosciuta anche dai suoi abitanti ma di enorme interesse conservazionistico. L'intero territorio dei "calanchi", infatti, racchiude in sè enormi potenzialità sotto il profilo della biodiversità, tenendo fede a quanto già segnalato dalla LIPU che ha ascritto l'intero comprensorio alla lista delle "Important Bird Areas" (IBA). L'osservazione di questa mattina non è che un'ulteriore conferma della valenza di tale biotopo, che meriterebbe di essere adeguamente tutelato. Molti, infatti, sono gli elementi a favore della creazione di una Riserva Naurale o alla designazione di nuovi Siti di Interesse Comunitario (SIC) e/o Zone di Protezione Speciale (ZPS) nell'area compresa tra le medie valli dell'Agri, Salandrella e Basento, zone frequentate da Nibbi reali, Bianconi, Lanari, Zigoli capineri e ora...anche dalla Lontra!
Egidio Fulco


Durante alcuni sopralluoghi a carattere ornitologico, sono state rinvenute tracce di presenza della Lontra lungo il Torrente Salandrella (MT). Tale osservazione è di notevole interesse in quanto conferma la frequentazione da parte del raro mustelide di quest'area dell'entroterra lucano, poco conosciuta anche dai suoi abitanti ma di enorme interesse conservazionistico. L'intero territorio dei "calanchi", infatti, racchiude in sè enormi potenzialità sotto il profilo della biodiversità, tenendo fede a quanto già segnalato dalla LIPU che ha ascritto l'intero comprensorio alla lista delle "Important Bird Areas" (IBA). L'osservazione di questa mattina non è che un'ulteriore conferma della valenza di tale biotopo, che meriterebbe di essere adeguamente tutelato. Molti, infatti, sono gli elementi a favore della creazione di una Riserva Naurale o alla designazione di nuovi Siti di Interesse Comunitario (SIC) e/o Zone di Protezione Speciale (ZPS) nell'area compresa tra le medie valli dell'Agri, Salandrella e Basento, zone frequentate da Nibbi reali, Bianconi, Lanari, Zigoli capineri e ora...anche dalla Lontra!
Egidio Fulco


martedì 23 febbraio 2010
Un incontro eccezionale sul Bradano

Egidio Fulco, naturalista lucano impegnato sui rilevamenti ornitologici nella nostra regione, nella mattinata di ieri è stato testimone di un bellissimo incontro con una delle specie più rare della nostra fauna. Questa la sua testimonianza diretta resa ieri.
Stamattina ero alla foce del Bradano (MT) per alcuni rilievi ornitologici.
Appena arrivato sento un forte movimento tra le canne lungo un canale di bonifica che arriva fino alla foce, giusto il tempo di rendermi conto della situazione ed eccola che fa capolino....una LONTRA!
A meno di 5 metri da me, spunta fuori con la testa e parte del collo, mi fissa per credo 2 secondi e poi letteralmente si dilegua...
Avevo la reflex al collo ma non ho avuto la prontezza di usarla...poco importa, un momento indimenticabile...per un attimo ho solo avuto l'amarezza di essere solo e non aver potuto condividere quell'indescrivibile emozione.
La presenza della Lontra per quella zona era già nota e durante gli ultimi mesi le sue tracce sono state osservate spesso, ma a vederla così davvero non ci pensavo.
Dopo il rinvenimento di 3 esemplari morti in meno di un mese tendo a leggere l'osservazione di stamattina con un pizzico di romanticismo e a pensare che sia di buon auspicio per il futuro.
L'immagine della Lontra è stata gentilmente concessa da Francesco Grazioli.
giovedì 11 febbraio 2010
Un'altra lontra rinvenuta morta sulla SS Sinnica!
In data 1 febbraio è stato rinvenuto un terzo giovane esemplare di lontra morto sulla SS Sinnica, in contrada Canala, non lontano dalla Riserva Regionale del Bosco Pantano di Policoro. A ritrovare il corpo della lontra è stato il personale della Polizia Provinciale di Matera e dei Carabinieri, in servizio in quella zona.
I medici veterinari dell’Azienda Sanitaria di Matera all'esame della carcassa ha riscontrato gravi fratture craniche dovute quasi certamente ad impatto con veicolo in transito sull'arteria stradale.
I frequenti ritrovamenti di esemplari morti indicano alcune cose: vi è sicuramente un buona popolazione di lontra lungo i principali fiumi lucani che sta pagando a caro prezzo l'antropizzazione del territorio e la frammentazione dell'habitat. Le strade statali, e non solo, rappresentano certamente una barriera agli spostamenti dei giovani esemplari inesperti aumentando i rischi di investimento. Forse fra alcuni anni, se non interverranno fattori di mitigazione, assisteremo al declino della popolazione. Il Piano Nazionale di Azione della Lontra sarà sicuramente l'ultima speranza per la salvaguardia della specie! Agli enti, istituzioni ed associazioni a cui toccherà la responsabilità di renderlo efficace chiediamo massima concretezza e poche chiacchiere. Siamo stanchi di vedere più lontre morte che vive!

La foto sopra ritrae un altro esemplare di lontra investito
sulla Sinnica nel luglio 2008
I medici veterinari dell’Azienda Sanitaria di Matera all'esame della carcassa ha riscontrato gravi fratture craniche dovute quasi certamente ad impatto con veicolo in transito sull'arteria stradale.
I frequenti ritrovamenti di esemplari morti indicano alcune cose: vi è sicuramente un buona popolazione di lontra lungo i principali fiumi lucani che sta pagando a caro prezzo l'antropizzazione del territorio e la frammentazione dell'habitat. Le strade statali, e non solo, rappresentano certamente una barriera agli spostamenti dei giovani esemplari inesperti aumentando i rischi di investimento. Forse fra alcuni anni, se non interverranno fattori di mitigazione, assisteremo al declino della popolazione. Il Piano Nazionale di Azione della Lontra sarà sicuramente l'ultima speranza per la salvaguardia della specie! Agli enti, istituzioni ed associazioni a cui toccherà la responsabilità di renderlo efficace chiediamo massima concretezza e poche chiacchiere. Siamo stanchi di vedere più lontre morte che vive!

La foto sopra ritrae un altro esemplare di lontra investito
sulla Sinnica nel luglio 2008
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