venerdì 28 febbraio 2014

Dalla Basilicata alla Francia: la storia di un grillaio nato a Matera


Un pulcino di Falco grillaio di pochi giorni di età il 24 giugno 2010 fu ritrovato per strada a Matera in Via XX Settembre da una turista di Firenze. Si sa, i turisti hanno quasi sempre grande sensibilità e rispetto e per questo essa stessa si preoccupò di consegnarlo alla Provincia di Matera da dove fu subito prelevato dal responsabile del CRAS Matteo Visceglia per il necessario soccorso. Il pulcino era sanguinante, con traumi agli occhi e alla testa, debole e con poche possibilità di sopravvivere. Grazie alle attente e assidue cure del Centro Recupero il piccolo riuscì a sopravvivere e divenne grande, capace di nutrirsi, di volare e di predare. Naturalmente lo scopo del CRAS è quello di restituire la libertà agli animali sfortunati che vengono ricoverati e curati. Anche per lui arrivò quindi il giorno del ritorno alla natura e così il 18 agosto 2010, nell'ambito di un evento pubblico di sensibilizzazione e divulgazione sulla attività del Centro, a cui parteciparono tanti turisti, curiosi e appassionati, spiccò il volo dal Belvedere sui Sassi di Matera nel Parco Regionale della Murgia Materana. Un piccolo e spontaneo applauso fu regalato a lui e ad altri giovani grillai appena liberati con l'auspicio di condurre una vita da falco libero e forte. Da quel momento nulla più poteva ricondurci alla sua vita, il falco era libero e indipendente, non si sarebbe più saputo niente della sua nuova esistenza, nè si poteva prevedere cosa avrebbe fatto nè dove sarebbe andato da quel giorno. Ma il CRAS svolge anche attività scientifica e quindi cerca sempre di utilizzare ogni metodo che permetta, ove possibile, di ricavare dati scientifici interessanti. Infatti, grazie alla collaborazione di Egidio Mallia che inanella nell’ambito dell’Osservatorio Faunistico Regionale, poco prima della sua liberazione fu marcato con un piccolo e leggerissimo anello su cui era inciso un codice alfanumerico che lo identificava in modo ufficiale ed univoco. I dati di recupero degli esemplari, di rilascio e di inanellamento vengono raccolti e inseriti, a cura dello stesso inanellatore, in una banca dati nazionale gestita dall'ISPRA mediante l'Euring Protocol Engine con l'obiettivo di coordinare la ricerca e le attività di inanellamento in Italia rapportandosi alle altre banche dati europee e mondiali. Grazie ad “un anello” quindi, da qual momento il giovane grillaio era identificabile in caso di ritrovamento in qualsiasi luogo! Ma le probabilità di ottenere informazioni relative allo stesso individuo a distanza di tempo e magari lontano dal luogo di nascita, rese possibile attraverso la lettura dell’anello, sono molto basse, un pò come trovare un ago nel pagliaio! Ma in questi giorni il CRAS ha ricevuto una notizia bella ed imprevedibile. E’ giunta infatti al nostro inanellatore una scheda dell'ISPRA in cui si comunica che questo grillaio dopo circa 700 giorni dal suo recupero è stato “ricatturato” nella Francia meridionale nella regione della Provenza nell'ambito di una campagna di ricerca ed inanellamento coordinata dal CRBPO (Museum National di Histoire Naturelle) francese. Dal punto di vista scientifico la notizia è straordinaria per tanti motivi. Innanzitutto perchè era un pulcino di pochi giorni che all'arrivo al Centro Recupero aveva poche speranze di vita. Poi perchè è uno dei primi dati, se non l’unico, di ricattura in Francia di grillai materani dandoci così informazioni importanti sui loro spostamenti, facendo comprendere altresì, l’importante ruolo che svolge la colonia di grillai materani per la colonizzazione e conservazione della specie in tutto il mediterraneo. Infine ci gratifica per il lavoro che svolgiamo quotidianamente per la tutela, la conservazione e lo studio di una specie ancora poco conosciuta per quanto riguarda i suoi movimenti migratori. Cosa ci facesse nel mese di maggio 2012 in Francia un grillaio nato 2 anni prima a Matera per ora non lo sappiamo anche se, visto il periodo, presumiamo che avesse deciso di nidificare. Quello che è certo è che il dato ha un grande interesse scientifico per lo studio e la conoscenza di questa specie e che fornisce spunti nuovi ed interessanti per incentivare ricerche future che coinvolgano sempre più la cooperazione sia tra gruppi di ricerca locali che internazionali.

Matteo Visceglia
Responsabile CRAS Provinciale di Matera

martedì 25 febbraio 2014

Cerimonia Premio Ambiente 2013


Il Premio Ambiente 2013, promosso da Regione Basilicata, Ente di Gestione del Parco Murgia Materana, Provincia di Matera, Comuni di Matera e Montescaglioso, è stato assegnato dal Consiglio Direttivo dell'Ente Parco al naturalista Matteo Visceglia. La cerimonia di premiazione si è tenuta presso la Sala del Capitolo dell'Abbazia di San Michele Arcangelo: il Presidente del Parco Murgia materana Pierfrancesco Pellecchia, nella sua introduzione, ha sottolineato il notevole impegno e la dedizione profuse da Visceglia nella tutela della fauna. Ha quindi ricordato che il premio è stato istituito nel 2008 dall'Ente Parco ed è dedicato a coloro i quali si sono distinti nelle attività di salvaguardia, valorizzazione dei beni culturali e degli elementi naturalistici. Nelle scorse edizioni sono stati premiati Mario Tommaselli (2009), Giuseppe Gambetta (2010), Raffaello De Ruggieri (2011) e Pasquale Doria (2012). Pellecchia ha poi fatto riferimento alle diverse forme di turismo che possono costituire elemento importante di presenza nel territorio. Non sono mancati riferimenti all'iniziativa "Naturarte" e al collegamento sostenibile tra i Parchi regionali. In merito agli attuali confini del Parco, ha evidenziato la necessità di ampliarli verso le aree archeologiche presenti nelle zone limitrofe, come importante è valorizzare e tutelare la civiltà rupestre, in un territorio che per 1/3 ricade nell'ambito di Montescaglioso. Il Sindaco della Città di Montescaglioso, Presidente della comunità del Parco, Giuseppe Silvaggi, ha espresso la soddisfazione per il premio assegnato ad un proprio concittadino; in merito all'ampliamento dei confini del Parco, ha proposto l'inclusione del Pre-parco (sino alle cantine abbaziali) e la Difesa S. Biagio, progetto già posto all'attenzione della Regione Basilicata per i necessari provvedimenti. Ha poi annunciato di aver messo a disposizione due locali abbaziali in prospettiva di un'apertura, a Montescaglioso, di una sede del Parco Murgia. Il rappresentante del Comune montese presso il Parco, Vincenzo Scialpi, ha evidenziato come l'Abbazia di san Michele Arcangelo costituisca motivo di arricchimento per il Parco, anche in riferimento all'inclusione nel territorio riconosciuto patrimonio Unesco già dall'anno 1993.
L'assessore comunale all'Ambiente del Comune di Matera, Rocco Rivelli, in riferimento alla sua esperienza di amministratore di aree protette, ha invitato a pensare ai Parchi "non come delle enclave ma come luoghi dove adottare le buone pratiche, da replicare nei territori".
Il consigliere regionale Roberto Cifarelli, presidente dell'Ente Parco dal 2000 al 2010, si è detto favorevole all'allargamento degli attuali confini del Parco e all'adozione dei provvedimenti normativi previsti; allo stesso tempo ha sottolineato come sia necessario rilanciare l'azione del Parco Murgia dopo 14 anni dalla sua costituzione. Prima di concludere, ha comunicato l'importante crescita delle presenze turistiche fatte registrare dalla città materana, passata dalle 40 mila del 1993 alle 200 mila del 2013.
Il Senatore della Repubblica Filippo Bubbico ha elogiato l'impegno di Visceglia nella tutela faunistica, sottolineando, inoltre, che, alla luce delle incongruità tra interessi pubblici e privati, sia necessario rivedere gli attuali paradigmi decisionali. In merito alle attività realizzate dal Parco Murgia materana, il senatore Bubbico ne ha evidenziato il valido esempio di promotore di opportunità, nonostante l'esiguità di risorse a disposizione; l'ipotesi di ampliamento dei confini del Parco è da riprendere in considerazione, per riconsiderare il territorio in termini di eccellenza e qualità. Il naturalista Matteo Visceglia, vincitore del Premio Ambiente 2013, dopo aver ricevuto il prestigioso riconoscimento, nel suo intervento ha fatto riferimento alla sua esperienza personale, evidenziando come la Basilicata sia all'avanguardia nella conservazione e gestione di specie di interesse prioritario. Ha citato il Progetto Life Natura e, tra le specie presenti, oltre al falco grillaio (falco naumanni), il capovaccaio, studiato già dal 1985, con una coppia di esemplari presente nel Parco, dove ha trovato le condizioni per la sua sopravvivenza, mentre altrove è a serio rischio di estinzione.

Michele Marchitelli 

Nibbio reale

Parco Regionale di Gallipoli Cognato, febbraio 2014


mercoledì 12 febbraio 2014

Assegnazione Premio Ambiente 2013

Istituito dall’Ente Parco nel 2008, il Premio Ambiente è dedicato a coloro che nel corso dell’anno si sono distinti nell’ambito delle attività di salvaguardia e valorizzazione dei beni culturali e degli elementi naturalistici.
Dopo Mario Tommaselli, Raffaello de Ruggieri, Giuseppe Gambetta, Pasquale Doria, con delibera di Consiglio Direttivo n°24 del 18/12/2013 l’Ente Parco, all’unanimità, ha assegnato il Premio Ambiente 2013 al naturalista Matteo Visceglia nato a Salandra (MT) il 21 giugno 1962, per la sua sensibilità e competenza verso i temi della natura.

La cerimonia ufficiale di consegna del premio si svolgerà a Montescaglioso il giorno 22 febbraio 2014 alle 18,30 presso l’Abbazia Benedettina San Michele Arcangelo.

venerdì 7 febbraio 2014

Cicogna nera

Un bellissimo adulto di Cicogna nera osservato questa  mattina in sosta sulle rive del Basento, all'interno del perimetro del Parco Regionale di Gallipoli Cognato,  mentre era intento a riscaldarsi al sole. In sua compagnia c'erano aironi cenerini, aironi bianchi maggiori e cormorani.

lunedì 3 febbraio 2014

Schianti di alberi...come da copione!

Puntualmente, dopo ogni temporale associato a forti venti, ecco che gli alberi del rimboschimento cascano giù con estrema facilità. Sia ieri che oggi abbiamo assistito a quello che era un evento previsto e annunciato. Da tempo diciamo che i pini e i cipressi che circondano il CRAS sono pericolosi e che alla minima occasione si schiantano. L'apparato radicale di queste specie è davvero inadatto a sostenere grossi alberi in terreni argillosi e saturi d'acqua all'inverosimile. Chi non ha mai visto una pianta sradicata alla sua base a volte non riesce a capire come un colosso di 15 metri (o anche più) possa reggere ai venti e alla pioggia  con una radice così poco sviluppata e profonda. E alla fine a farne le spese sono le strutture e gli animali che si trovano all'interno.  Non facendo prevenzione i problemi e le spese aumentano. Bastava eliminare per tempo quegli alberi pericolosi  e i rischi si sarebbero ridotti o annullati. Ora ce ne sono altri che sono a forte rischio e noi speriamo solo che non succeda nulla di grave (considerata la funzione pubblica del Centro Recupero) visto che da sempre abbiamo segnalato il problema.
Nella foto sotto si vede un Pino che è caduto su una voliera, per fortuna facendo danni limitati rispetto a ciò che sarebbe accaduto se la direzione fosse stata di un paio di metri diversa.  Ora con l'aiuto di amici e volontari ripristineremo la situazione, rimuovendo anche gli altri alberi caduti intorno, ripareremo la recinzione nella speranza che la pioggia e il vento diano un pò di tregua nei prossimi giorni.


Un Pino di circa 15 metri si è abbattuto su una voliera del CRAS