| Chi opera nella Pubblica Amministrazione sa bene che si deve amministrare seguendo ciò che la Legge prevede e che non è possibile agire secondo la propria volontà. L’Ente Parco Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane, per aver dato seguito a quanto imposto dalle norme, nei giorni scorsi è stato messo sotto accusa dal Presidente della società “Volo dell’Angelo” Nicola Valluzzi, accusando l’Ente della chiusura dell’attrattore nelle tre domeniche di maggio. Il Presidente Valluzzi ha infatti attaccato pubblicamente, tramite giornali, media e anche in pubblico comizio, il Direttore del Parco Marco Delorenzo e tutti i membri del Consiglio dell’Ente per aver “causato la chiusura dell’attrattore nelle date 18,25 e 31 maggio”. E’ stato facile, anche in virtù del delicato momento elettorale, far credere con affermazioni false, rivolte a chi non conosce il complesso iter burocratico ed i delicati aspetti che caratterizzano la “Zona Speciale di Conservazione Dolomiti di Pietrapertosa”, in cui ricade l’attrattore turistico, che la colpa di tutto è dell’Ente Parco, puntando il dito contro l’operato di amministratori e dipendenti, accusandoli di aver arrecato al territorio, a tutti gli operatori turistici di Castelmezzano e Pietrapertosa, agli addetti all’impianto e alla stessa società un danno economico cospicuo. Chi conosce la delicata vicenda, come del resto lo stesso presidente Valluzzi, sa bene che il motivo che impone l’avvio delle attività dell’attrattore turistico al primo giugno, non è dovuto ad una decisione o come ancor peggio dichiarato, ad una “inadempienza e vessazione” dell’Ente Parco, ma è imposto dalle Misura di Tutela e Conservazione adottate con Decreto Ministeriale 16 settembre 2013, in cui si stabilisce nello specifico “il divieto di messa in funzione di attrattori turistici nel periodo compreso tra il 1 febbraio e il 31 maggio – periodo corrispondente all’attività riproduttiva delle specie più a rischio (Falco Pellegrino e Cicogna Nera)”. Il Parco, consapevole delle ricadute negative che tali norme avrebbero avuto sulle attività del volo, in osservanza a quanto previsto dallo stesso Decreto Ministeriale circa la possibilità , di consentire modifiche e variazioni se supportate da evidenze scientifiche, si impegnava ad avviare il complesso iter di modifica delle date di apertura. Lo scorso 5 dicembre 2013, il Presidente del Parco convocava una conferenza di servizio con tutti i soggetti pubblici e privati interessati ( Regione Basilicata, Comuni del Parco, società volo dell’angelo) a vario titolo al funzionamento del volo dell’angelo, al fine di individuare, nel rispetto di quanto la norma consente e delle finalità conservative cui il sito destinato, le modalità per raggiungere l’obbiettivo della modifica delle date. In tale incontro tutti i convenuti presero atto del divieto imposto dell’avvio delle attività turistiche non prima del I giugno. Di fatto, l’Ente Parco il 5 dicembre decise all’unanimità con i convenuti, di costituire un Comitato Scientifico Permanente per lo studio dell’avifauna delle Dolomiti Lucane, composto da esperti delle Associazioni Ambientaliste, del Ministero dell’Ambiente (ISPRA) e dei Comuni interessati, in grado di analizzare e comprendere l’effettivo impatto delle attività turistiche su queste specie. Nell’ambito di tale strategia, il Parco chiedeva alla Regione, al fine di consentire al Comitato di effettuare valutazioni scientifiche, una pre-apertura dell’impianto a partire già dal 25 aprile e per una serie di giorni che sarebbero stati scelti dallo stesso Comitato. A questa richiesta la Regione Basilicata – Dipartimento Ambiente – con nota del 21/01/2014 si esprimeva favorevolmente sulla “pre-apertura” dell’impianto in via sperimentale e sulla costituzione del Comitato Scientifico a patto che: “se il comitato rileva degli evidenti segnali di disturbo alla specie protetta si dovrà procedere al blocco dell’attività”. Con il via libera Regionale, il Direttivo dell’Ente Parco procedeva, nel mese di gennaio 2014, ad invitare tutte le associazioni ambientaliste ed i soggetti interessati tra cui l’ISPRA, ad indicare un proprio referente da inserire nel Comitato Scientifico. Tale iter si concludeva in data 12 marzo 2014. (Purtroppo le associazioni invitate non hanno risposto tempestivamente all’invito facendo trascorrere tempo prezioso e lo hanno fatto solo dopo sollecito da parte dell’Ente Parco). Lo stesso giorno il Consiglio Direttivo del Parco con delibera N°13 costituiva formalmente il Comitato e chiedeva alla Regione Basilicata con nota del 13 marzo 2014 di poter intraprendere un percorso che portasse ad ottenere la predetta deroga rispetto alla data di apertura dell’attrattore turistico, proponendo la pre – apertura , quale fase sperimentale, limitata a singole ed occasionali giornate, tali da consentire le valutazioni scientifiche ad opera del costituito Comitato Scientifico Permanente. E’importante precisare che le attività di monitoraggio per essere scientificamente accettate devono essere condotte prima, durante e dopo le attività dell’attrattore. La Regione Basilicata, autorizzava, le attività del Comitato e le aperture in deroga dell’impianto, solo il 17 aprile 2014, notificando al Parco, la Deliberazione autorizzativa della Giunta Regionale n. 455, il 28 aprile 2014 . Il 29 aprile 2014 (un giorno dopo), l’Ente Parco notifica ufficialmente a tutti i componenti del Comitato Scientifico, la convocazione fissandola, per evidenti ragioni di tempo e disponibilità al giorno 08/05/2014. In tale incontro, il Comitato rilevava l’avvio delle attività di volo in data 1 maggio in palese difformità con quanto stabilito nella deroga della Regione Basilicata che legava l’apertura alle attività di monitoraggio dello stesso Comitato. Il Comitato evidenziava inoltre l’impossibilità di poter procedere con le fasi di monitoraggio ex ante, ossia prima dell’apertura dell’impianto e consigliava di sospendere le attività al fine di evitare di incorrere in forti sanzioni da parte del Ministero. A seguito della acquisizione agli atti di tale verbale, notificato dal Parco al Dipartimento Ambiente, il Dirigente dell’Ufficio Tutela della Natura, ha ordinato la chiusura dell’impianto nei giorni 18, 25 e 31 maggio, con la seguente motivazione: “essendo venute meno le condizioni riportate nelle premesse della D.G.R. 455/2014”. Da quanto su riportato, si evince che la mancata approvazione alla “pre-apertura del mese di maggio, che era stata richiesta dal Parco in deroga a quanto stabilito dal Ministero dell’Ambiente e dalla Regione, non è dovuta affatto ad una inadempienza o volontà dell’ente Parco. Fatte queste dovute considerazioni, ci si augura, che il tono delle discussioni sia d’ora in avanti più pacato e scevro da considerazioni prettamente elettorali, populistiche e qualunquistiche che mal si adattano a chi vuole assurgere al ruolo di amministratore locale. |
Visualizzazione post con etichetta Parco Gallipoli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Parco Gallipoli. Mostra tutti i post
venerdì 4 luglio 2014
IL PARCO DI GALLIPOLI COGNATO AL CENTRO DI POLEMICHE
IL PARCO DI GALLIPOLI COGNATO PICCOLE DOLOMITI LUCANE ACCUSATO INGIUSTAMENTE DI AVER BLOCCATO L’APERTURA DELL’IMPIANTO “VOLO DELL’ANGELO”
Etichette:
Cicogna nera,
Parco Gallipoli,
rassegna stampa
sabato 17 maggio 2014
Nati 5 pulcini di cicogna nera nel Parco delle Dolomiti Lucane
Nel Parco Regionale di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane e ZSC/SIC Dolomiti di Pietrapertosa, puntuale come ogni anno la coppia di cicogne nere che lì abita da almeno 13 anni e seguita regolarmente da appassionati e studiosi della specie, ha ripreso possesso del proprio
territorio nel mese di marzo, ha sistemato il nido, ha covato con assiduità le 5 uova deposte e finalmente tra il 9 e il 13 maggio si è avuta la nascita di 5
pulcini. La presenza di una webcam (http://www.cicognaparcogallipoli.it/cicogna_nera_live), che anche
quest'anno il Parco continua a garantire e a rendere accessibile a tutti
dalle ore 6 alle 21 di ogni giorno, ha permesso di monitorare in
maniera dettagliata i tempi dell'arrivo al nido e quelli della
riproduzione contribuendo alla conoscenza della biologia riproduttiva
della specie, ancora poco studiata nel nostro Paese. Il Parco di Gallipoli Cognato è attualmente l'unico Parco a livello
nazionale ad offrire la possibilità di poter osservare da vicino, e per 6 mesi all'anno, la vita
segreta di una delle specie di avifauna più preziose e rare a livello
europeo! Da ora in avanti la telecamera seguirà lo sviluppo dei giovani fino
al loro involo nel mese di luglio e trasmetterà le immagini agli
appassionati e agli studiosi della specie.
Nella foto sotto i 5 pulcini di cicogna hanno un'età variabile da 5 a 8 giorni!
Nella foto sotto i 5 pulcini di cicogna hanno un'età variabile da 5 a 8 giorni!
venerdì 9 maggio 2014
Cicogna nera ancora in cova
Nel Parco Regionale di Gallipoli Cognato nei prossimi giorni è prevista la schiusa delle uova della coppia nidificante sulle pareti rocciose delle Dolomiti Lucane. Nella foto, scattata attraverso la webcam in uno dei pochi momenti in cui l'adulto si alza, sono ben visibili 5 uova.
sabato 1 marzo 2014
La cicogna nera è ritornata nel Parco di Gallipoli Cognato
Dopo aver trascorso gli ultimi 5 mesi nelle zone di svernamento africane la Cicogna nera è ritornata anche nel 2014 al suo nido sulle Dolomiti Lucane, fedele come sempre al sito riproduttivo. Ora la coppia dovrà iniziare a riassettare il nido e prepararlo alla prossima riproduzione, nella speranza che tutto vada per il meglio considerando la rarità della specie e la sua importanza nel quadro regionale e nazionale della Biodiversità.
E' possibile seguire le fasi riproduttive attraverso la webcam che anche quest'anno rimarrà attiva.
E' possibile seguire le fasi riproduttive attraverso la webcam che anche quest'anno rimarrà attiva.
sabato 26 ottobre 2013
L'agguato della sgarza ciuffetto
Lungo le rive del fiume Basento, all'interno del Parco Regionale di Gallipoli Cognato, una Sgarza ciuffetto (Ardeola ralloides) tende l'agguato ad una preda. In questo periodo l'osservazione di questo piccolo ardeide è alquanto rara considerato che la migrazione autunnale della specie dovrebbe essere ormai terminata in Italia. A fine ottobre si contano infatti pochissime segnalazioni a livello nazionale.
Che dire? La natura lucana non finisce mai di stupirci!
Che dire? La natura lucana non finisce mai di stupirci!
lunedì 7 ottobre 2013
Convegno: La ricerca faunistica nel Parco
martedì 24 settembre 2013
Continua in Basilicata il Progetto Biancone tramite i GPS a telemetria satellitare
![]() |
| Un biancone con preda |
Continua in Basilicata lo studio sul Biancone (Circaetus gallicus) iniziato nel 2010 dal Parco Regionale Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane in collaborazione con l’Osservatorio Faunistico della Regione Basilicata e l’Università di Alicante (Spagna). La ricerca ha giá permesso per la prima volta in Italia di acquisire, attraverso il marcaggio con trasmittenti satellitari di 5 individui, importanti dati sulle strategie migratorie adottate della specie.
Il progetto prosegue grazie alla possibilità di impiego di due trasmittenti messe a disposizione dall’Università di Alicante, che in collaborazione anche con il CRAS di Matera, ha consentito, nella stagione riproduttiva 2013, di marcare due giovani Bianconi. Le trasmittenti, dal peso di 45 grammi (meno del 3% del peso delle aquile) funzionano tramite telemetria satellitare, una tecnica attraverso la quale è possibile seguire le migrazioni degli uccelli attraverso piccole radio alimentate da pannelli solari. Questi strumenti, che sono stati applicati tramite un leggerissimo “zainetto” pochi giorni prima che le giovani aquile si involassero dal nido, inviano dei dati (coordinate, ora e data) che sono poi scaricabili da internet. Il Biancone è un’aquila che nidifica in ambienti mediterranei, si nutre quasi esclusivamente di serpenti, e trascorre l’inverno prevalentemente in Africa.
Grazie al sistema GPS è possibile localizzare i bianconi con precisione e quindi valutare le rotte di migrazione utilizzate per attraversare il Mediterraneo e il Sahara, nonché le aree di svernamento in Africa tropicale ed in Sicilia.
Tre delle 5 giovani aquile marcate negli anni scorsi, purtroppo, sono state uccise illegalmente ad opera di bracconieri (una in Nigeria, una in Sicilia e una in Spagna), mentre delle altre 2, si sono persi i segnali in Africa per cause sconosciute. Anche per le due giovani aquile marcate quest’anno sarà possibile seguire gli spostamenti quotidiani riportati su mappe nella sezione dedicata, presente sul sito del Parco www.parcogallipolicognato.it
I primi risultati sono stati pubblicati nell’articolo "Extremely detoured migration in an inexperienced bird: interplay of transport costs and social interactions", sulla rivista Journal of Avian Biology, e mostrano come queste giovani aquile, se riescono a seguire gli adulti esperti, raggiungono l’Africa attraverso la Francia, la Spagna e lo Stretto di Gibilterra, invece di attraversare direttamente il mar Mediterraneo.
![]() |
| Uno dei due giovani equpaggiati con radiotrasmittente satellitare |
Etichette:
basilicata,
Biancone,
CRAS,
GPS,
Parco Gallipoli,
telemetria satellitare
giovedì 19 settembre 2013
Basento più protetto per la Cicogna nera: iniziativa dell'Osservatorio Faunistico Regionale
Lo scorso mese di agosto l'Osservatorio Regionale
degli Habitat Naturali e delle Popolazioni Faunistiche (ORF) della
Regione Basilicata, ai sensi dell'articolo 12 del Calendario Venatorio
Regionale 2013-2014 (DPGR 180 del 02/07/2013) ha proceduto ad una
tabellazione tecnica lungo il fiume Basento per precludere
temporaneamente (dal 01 settembre al 07 ottobre) alla caccia un tratto
di circa 10 km lungo la sponda sinistra del corso d'acqua tra Grassano e
Tricarico. Quel tratto, sulla base di vari monitoraggi promossi dal
Parco Regionale di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane nell'ambito
del Progetto Cicogna nera, si è rivelato di strategica importanza per
la specie per i numerosi soggetti in transito migratorio, in attività
trofica e di riposo. L'interdizione dell'attività venatoria è
finalizzata pertanto a garantire la massima tranquillità all'area in un
periodo in cui gli animali hanno bisogno di zone trofiche in cui sostare e
prepararsi fisicamente al lungo viaggio migratorio.
![]() |
| Foto: Matteo Visceglia |
Etichette:
Basento,
caccia,
Cicogna nera,
Parco Gallipoli
martedì 17 settembre 2013
In un carico di legna 4 ghiri lucani salvati dalla LIPU
Alcuni giorni fa una nidiata di 4 giovani ghiri è finita accidentalmente in un carico di legna proveniente dalla Basilicata centrale e diretto in Puglia. La presenza di questi animali, probabilmente nascosti dentro un tronco cavo, è stata per fortuna subito notata e il proprietario del legname si è attivato per salvare i poveri ghiri. Grazie all'intervento immediato dei volontari della LIPU di Altamura, ed in particolare di Stefania Pellegrino, è stato possibile recuperarli, rifocillarli subito e metterli al sicuro. Gli stessi animali sono stati poi affidati al CRAS provinciale di San Giuliano che ha subito offerto la propria disponibilità ad accoglierli per provvedere a rimetterli quanto prima nel loro habitat naturale di provenienza, i grandiosi boschi di querce che ricoprono buona parte della regione. L'intervento di reimmissione in natura sarà concordato con il Parco Regionale di Gallipoli Cognato e supportato dalla collaborazione del proprio personale tecnico e veterinario.
Il Ghiro (Glis glis) ha un areale che comprende Europa e Asia. In Europa è presente dal nord della Spagna fino all'Ucraina. In Italia è molto comune in tutte le formazioni forestali mature, tranne che nella Pianura Padana, nella penisola salentina e nella Sicilia occidentale.
Pur essendo specie protetta dalle normative nazionali ed europee è vittima di bracconaggio in alcune aree italiane, in particolare in alcune zone della Calabria dove viene catturato per essere rivenduto ai ristoranti o per essere mangiato dai locali. Il bracconaggio al ghiro non è purtroppo pratica nuova e probabilmente essa risalirebbe all´epoca romana, quando questi animali rappresentavano un´importante riserva di cibo per le legioni che affrontavano lunghe campagne di guerra in regioni remote. Oggi non ha più senso uccidere barbaramente, spesso con varie trappole, questo bellissimo roditore che vive nei nostri boschi e che rappresenta un buon segno di qualità dei sistemi forestali.
Il Ghiro (Glis glis) ha un areale che comprende Europa e Asia. In Europa è presente dal nord della Spagna fino all'Ucraina. In Italia è molto comune in tutte le formazioni forestali mature, tranne che nella Pianura Padana, nella penisola salentina e nella Sicilia occidentale.
Pur essendo specie protetta dalle normative nazionali ed europee è vittima di bracconaggio in alcune aree italiane, in particolare in alcune zone della Calabria dove viene catturato per essere rivenduto ai ristoranti o per essere mangiato dai locali. Il bracconaggio al ghiro non è purtroppo pratica nuova e probabilmente essa risalirebbe all´epoca romana, quando questi animali rappresentavano un´importante riserva di cibo per le legioni che affrontavano lunghe campagne di guerra in regioni remote. Oggi non ha più senso uccidere barbaramente, spesso con varie trappole, questo bellissimo roditore che vive nei nostri boschi e che rappresenta un buon segno di qualità dei sistemi forestali.
mercoledì 29 maggio 2013
lunedì 11 marzo 2013
Il ritorno della Cicogna nera sulle Dolomiti Lucane
Dopo aver trascorso con ogni probabilità l’inverno in Africa ed aver
affrontato una lunga migrazione, la Cicogna nera è ritornata al suo nido nel
Parco Gallipoli Cognato Dolomiti Lucane.
“La Cicogna nera, specie rarissima e con pochissimi siti riproduttivi in Italia, che caratterizza in modo straordinario il territorio protetto, viene seguita da anni -fa sapere il Parco in un comunicato- dagli ornitologi ed anche durante questa stagione riproduttiva, per il secondo anno, i ricercatori del Parco attraverso sofisticate tecnologie studieranno da vicino i poco noti comportamenti riproduttivi senza arrecare alla coppia il minimo disturbo".
Prosegue quindi l’impegno del Parco per la tutela di specie rare e minacciate sia a livello regionale che nazionale attraverso l’avvio di iniziative concrete di studio e monitoraggio, che si augura, possano essere di supporto per garantire la conservazione ed il mantenimento di specie straordinarie come la Cicogna nera.
Per ammirare in diretta questa meravigliosa ed elusiva specie, così come tutte le segrete e delicate fasi del prossimo ciclo riproduttivo, il Parco ha attivato un sito specifico, in cui attraverso una webcam è possibile osservare le immagini al nido http://www.cicognaparcogallipoli.it/cicogna_nera_live“.
“La Cicogna nera, specie rarissima e con pochissimi siti riproduttivi in Italia, che caratterizza in modo straordinario il territorio protetto, viene seguita da anni -fa sapere il Parco in un comunicato- dagli ornitologi ed anche durante questa stagione riproduttiva, per il secondo anno, i ricercatori del Parco attraverso sofisticate tecnologie studieranno da vicino i poco noti comportamenti riproduttivi senza arrecare alla coppia il minimo disturbo".
Prosegue quindi l’impegno del Parco per la tutela di specie rare e minacciate sia a livello regionale che nazionale attraverso l’avvio di iniziative concrete di studio e monitoraggio, che si augura, possano essere di supporto per garantire la conservazione ed il mantenimento di specie straordinarie come la Cicogna nera.
Per ammirare in diretta questa meravigliosa ed elusiva specie, così come tutte le segrete e delicate fasi del prossimo ciclo riproduttivo, il Parco ha attivato un sito specifico, in cui attraverso una webcam è possibile osservare le immagini al nido http://www.cicognaparcogallipoli.it/cicogna_nera_live“.
![]() |
| Una delle prime immagini che documentano il ritorno al proprio nido |
venerdì 4 gennaio 2013
Nibbio bruno d'inverno
Il Nibbio bruno (Milvus migrans) è specie osservabile in Italia principalmente da marzo a agosto quando diverse centinaia di coppie si riproducono regolarmente. Gli individui che si fermano a svernare sono invece rari e localizzati con una popolazione composta solo di pochi individui in tutto.
Oggi 4 gennaio, durante un monitoraggio lungo la valle del Basento, all'interno del Parco Regionale di Gallipoli Cognato abbiamo osservato un individuo in riposo su un traliccio, circondato da alcuni nibbi reali.
La foto qui sotto, ingrandita e di scarsa qualità per la lunga distanza di ripresa, rappresenta una ulteriore testimonianza della sua presenza nella nostra regione, che è quasi certamente una delle più importanti aree di svernamento a livello nazionale con non più di 15 individui osservati nel gennaio 2011 in 7 siti accertati finora.
Matteo Visceglia
Oggi 4 gennaio, durante un monitoraggio lungo la valle del Basento, all'interno del Parco Regionale di Gallipoli Cognato abbiamo osservato un individuo in riposo su un traliccio, circondato da alcuni nibbi reali.
La foto qui sotto, ingrandita e di scarsa qualità per la lunga distanza di ripresa, rappresenta una ulteriore testimonianza della sua presenza nella nostra regione, che è quasi certamente una delle più importanti aree di svernamento a livello nazionale con non più di 15 individui osservati nel gennaio 2011 in 7 siti accertati finora.
Matteo Visceglia
Etichette:
Basento,
monitoraggio,
Nibbio bruno,
Parco Gallipoli
sabato 22 dicembre 2012
Cicogna nera... natalizia!
22 dicembre 2012 - Lungo il fiume Basento nel Parco Regionale di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane, una Cicogna nera adulta sostava sulle rive sassose in compagnia di aironi bianchi maggiori, aironi cenerini, cormorani, germani. Inoltre facevano da cornice una poiana, diversi nibbi reali, un corvo imperiale.
La Cicogna nera, presente anche in periodo primaverile ed estivo, sembra anche quest'anno intenzionata a svernare in questo sito, probabilmente l'unico a livello regionale. L'attività di monitoraggio della specie, promossa dall'Ente Parco di Gallipoli Cognato, proseguirà anche nei prossimi mesi per accertarne lo status anche al di fuori del periodo riproduttivo e migratorio.
La Cicogna nera, presente anche in periodo primaverile ed estivo, sembra anche quest'anno intenzionata a svernare in questo sito, probabilmente l'unico a livello regionale. L'attività di monitoraggio della specie, promossa dall'Ente Parco di Gallipoli Cognato, proseguirà anche nei prossimi mesi per accertarne lo status anche al di fuori del periodo riproduttivo e migratorio.
mercoledì 24 ottobre 2012
Abbattuto a fucilate Pilar, giovane biancone lucano con satellitare
di Matteo Visceglia
Pilar, uno dei giovani bianconi (Circaetus gallicus) lucani nato lo scorso 2011 e protagonista di un ambizioso progetto di monitoraggio con telemetria satellitare, è stato barbaramente ucciso da bracconieri a metà settembre sullo stretto di Messina, in località Alì Terme. E' l'ennesima prova, quasi una quotidiana ostentazione della stupidità umana, di quanto deleterio e spregevole sia il bracconaggio praticato in modo spesso impunito in tante parti d'Italia e d'Europa. Pochi giorni fa in Toscana anche due Ibis eremita, anch'essi facenti parte di un importante progetto europeo finalizzato alla conservazione della specie, sono stati abbattuti da colpi di arma da fuoco.
Già nel 2010 il Parco Regionale Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane, in collaborazione con l’Università spagnola di Alicante, avviò un progetto di ricerca sul Biancone aquila migratrice molto rara che nidifica nel territorio del Parco e sverna principalmente in Africa tropicale, a Sud del Sahara. Nell’ambito di questo progetto, per la prima volta in Italia, in due anni sono stati marcati 5 giovani esemplari mediante l’applicazione di piccole trasmittenti satellitari.
L’utilizzo di
questa moderna tecnologia ha permesso di seguire in diretta gli spostamenti di
questi rapaci nella migrazione tra Europa e Africa, fornendo utilissime
informazioni sull’ecologia e le strategie migratorie adottate, necessarie per
l’individuazione di misure per la conservazione della specie. Moltissimi appassionati e diversi ricercatori interessati allo studio della migrazione a circuito del Biancone, sono rimasti assai sorpresi quando sul monitor del computer non hanno potuto più seguire gli spostamenti di Pilar tra la Basilicata e la Sicilia dove aveva trascorso il suo primo anno di vita.
Pilar era stato marcato nel suo nido, nel luglio 2011, poco prima
dell’involo e nel suo primo anno di vita aveva volato per migliaia di
chilometri in diverse località dell’Italia centro-meridionale trascorrendo
l’inverno e la primavera in un’area della Sicilia centrale.
Sullo Stretto di Messina anche se la barbara "tradizione" di uccidere i
migratori primaverili sembra essere diminuita grazie agli enormi sforzi di vigilanza di
Associazioni ambientaliste e alle azioni di repressione da parte delle forze di
polizia, sono purtroppo ancora frequenti gli episodi di bracconaggio. Ciò è dovuto al
fatto che le norme penali italiane sono inadeguate rispetto alla gravità del
fenomeno del bracconaggio dove ad esempio, l’uccisione di una specie protetta,
come il Biancone, rappresenta un reato “contravvenzionale” punito molto spesso
con una multa e soprattutto, agli scarsi controlli attuati sull’attività
venatoria in molte aree del nostro Paese, che risultano particolarmente carenti
nelle regioni meridionali.
D’altra parte
gli abbattimenti illegali di cui si viene a conoscenza, come quello del
Biancone Pilar, sono solo una piccola minoranza
e testimoniano gli enormi rischi che corrono in quell’area i rapaci migratori e
non. Va ricordato che il numero complessivo degli animali abbattuti ogni anno
dai bracconieri rimane ancora un’incognita a cui oggi le autorità competenti
non sono in grado di dare un valore quantitativo.
Il Presidente del Parco Luigi Lombardi nel commentare questo episodio ha così dichiarato:
"Ancora una volta
questi vergognosi gesti di bracconaggio compromettono le diverse azioni
positive messe in atto dagli enti gestori di aree protette, a cui spetta in
primis il compito di attuare studi e programmi per garantire la tutela e la salvaguardia della Natura.
Gli sforzi di conservazione compiuti nelle aree di nidificazione (come
nel caso di Pilar, nato in Basilicata nel Parco
Regionale Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane), subiscono ancora una
volta un danno irreparabile a causa di atti delinquenziali compiuti da “uomini” che non hanno alcun rispetto del patrimonio naturale e delle
normative.
In questo caso
infatti, la spregevole azione dei bracconieri, oltre ad aver colpito una specie
particolarmente protetta, ha vanificato tutti gli sforzi di ricerca, anche
economici, attuati dopo anni di programmazione a livello internazionale per
migliorare le conoscenze sui comportamenti migratori di quest'aquila mediterranea.
Fenomeni di tale
gravità sottolineano l’importanza e l'urgenza di rendere più severe le norme
nazionali di tutela della fauna e di affiancarvi operazioni concrete e costanti
di vigilanza del territorio da parte dei Corpi di Polizia preposti, al
fine di contrastare fortemente questi atti di illegalità consolidata, compiuti
altresì in epoca di pre-apertura dell’attività venatoria".
![]() |
| Un biancone con radio satellitare applicata poco prima dell'involo |
![]() |
| La mappa degli spostamenti di Pilar nel suo primo anno di vita |
Etichette:
Biancone,
bracconaggio,
caccia,
Parco Gallipoli
giovedì 18 ottobre 2012
La Cicogna nera a Geo & Geo
Con un comunicato stampa questa mattina il Parco di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti ha fatto sapere che sarà presente lunedì 22
Ottobre a partire dalle 17:40 alla trasmissione di Rai Tre Nazionale
“Geo&Geo”, l’appuntamento televisivo con l’ecologia, il territorio e
l’ambiente e la natura. Rappresentanti del Parco illustreranno in particolare il
progetto di studio e salvaguardia della Cicogna nera portato avanti nell'area protetta da quest'anno.
lunedì 1 ottobre 2012
Nibbio al bagno
giovedì 27 settembre 2012
Cicogne nere
mercoledì 12 settembre 2012
Eccezionale avvistamento di cicogne nere nel Parco di Gallipoli Cognato
Lungo il fiume Basento nel Parco Regionale di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane in questi giorni si sta assistendo ad una eccezionale presenza di numerosi esemplari di Cicogna nera. Nell'ambito del progetto di monitoraggio e raccolta dati avviato quest'anno dall'Ente Parco nei giorni 11 e 12 settembre sono stati osservati fino a 24 esemplari adulti e giovani in un unico gruppo! Si tratta probabilmente di una tra le più alte concentrazioni di esemplari di questa specie mai osservate in Italia. Una troupe televisiva che sta realizzando un documentario sulla specie ha potuto filmare questo importante evento dimostrando così l'elevato valore naturalistico del Parco e la particolare ricchezza faunistica che il fiume Basento conserva.
A breve sarà pubblicata foto documentativa.
mercoledì 5 settembre 2012
Cicogne nere sul Basento
Lungo i corsi d'acqua che attraversano il Parco Regionale di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane dopo la stagione riproduttiva non è difficile osservare gruppi familiari di Cicogna nera. In questo video un gruppo composto da 2 adulti e 3 giovani è intento a nutrirsi in una zona di acqua ferma e ricca di prede.
Iscriviti a:
Post (Atom)





















