lunedì 24 novembre 2014

Convegno sul Lanario


ALTURA (Associazione per la Tutela dei Rapaci e dei loro Ambienti) organizza nei giorni 29 e 30 novembre 2014 il Convegno “ La situazione del Lanario in Italia: problemi e prospettive” a Marsico Nuovo (PZ), presso le strutture del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano (PZ), Poiché da diverso tempo ormai giungono notizie allarmanti sulla situazione di questo falcone in Italia, dove è presente la più importante popolazione, a livello mondiale, della sottospecie feldeggii, è urgente ormai fare il punto dello stato del lanario nelle diverse regioni italiane e individuare quindi le cause che minacciano il lanario, anche per  definire le proposte per cercare di fermarne il declino. 

Ritrovamento di Lontra investita sulla Basentana

Segnaliamo purtroppo un nuovo ritrovamento di Lontra investita sulla strada statale Basentana all'altezza del bivio di Campomaggiore, a poca distanza dal fiume Basento.
Il ritrovamento è stato effettuato nella mattina del 22 novembre 2014 da un funzionario della Regione Basilicata che lo ha segnalato al veterinario del Parco Regionale di Gallipoli Cognato e Piccole Dolomiti Lucane Egidio Mallia il quale ha successivamente prelevato  e conservato l'esemplare per renderlo disponibile per analisi e ricerche scientifiche nell'ambito del Progetto RECAL.

Lontra investita sulla SS Basentana

venerdì 21 novembre 2014

Liberate due testuggini palustri europee nella Riserva di San Giuliano

La situazione delle testuggini palustri europee (Emys orbicularis) nella Riserva di San Giuliano non è molto rosea a causa dell'aumento, per immissioni incontrollate e illegali, delle tartarughe palustri "americane" (Trachemys scripta) quelle cosiddette dalle guance rosse o guance gialle. Oggi pomeriggio con Mariangela Francione abbiamo reimmesso in natura, in una zona sicura e lontana dalle aree frequentate da gitanti e pescatori, altri due esemplari della nostra specie autoctona, un maschio ed una femmina, nella speranza che possano contribuire a consolidare la popolazione che vive nel lago e lungo il corso del fiume Bradano. Questi esemplari erano stati precedentemente consegnati da privati cittadini che li avevano rinvenuti in circostanze non ben chiare ma, a nostro parere, sicuramente prelevati dalla natura senza alcun motivo ed in contrasto con le normative di tutela della specie.

giovedì 20 novembre 2014

Un serpente esotico fuggito dalla cattività ed ucciso per ignoranza

Nel centro abitato di Matera (rione Serra Venerdì) ieri 18 novembre una bella e consueta dimostrazione di amore per la natura! Un "signore" (non sappiamo chi sia costui) ha preso a bastonate un povero ed innocuo Serpente del grano (Pantherophis guttatus), serpente esotico di origine americana  molto noto agli erpetofili. Gli ha procurato fratture multiple alla colonna vertebrale con lesioni a danno del midollo spinale e metà del corpo non mostrava più alcuna sensibilità. Evidentemente lo ha scambiato per chissà quale rettile velenoso e ha scaricato tutto il suo odio atavico verso i serpenti, così come fanno tantissime persone "civili". La Cultura del rispetto verso le forme di vita, pur se "diverse", non ha mai albergato minimamente nella mente di questo nostro concittadino...culturale. Certa gente non cambierà mai! Ci vorranno generazioni e secoli per capire che anche i rettili vanno lasciati in pace perchè sono un fattore importantissimo per la Biodiversità e compongono, in ogni habitat ed ecosistema, le complesse catene trofiche!
I fatti sono questi: ieri pomeriggio siamo stati chiamati per recuperare questo rettile presso i Vigili del Fuoco di Matera (intervenuti sul luogo dove era stato rinvenuto, purtroppo in ritardo rispetto al persecutore/bastonatore materiale) i quali dopo aver raccolto il povero rettile ormai inerme e semiparalizzato, hanno pensato bene di interpellare il CRAS per sapere di quale specie si trattasse, se fosse cioè una specie autoctona o esotica e se fosse velenosa. Li ringraziamo per aver comunque impedito di infierire fino alla fine ed in luogo pubblico sul malcapitato colubro. Il serpente ancora vivo , tramite il nostro volontario Adriano, l'abbiamo subito trasportato presso il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell'Università di Bari consegnandolo alla dott.ssa Olimpia Lai per una valutazione clinica più oggettiva e per la speranza che potesse essere salvato. Purtroppo, a causa delle gravi lesioni spinali riportate è deceduto stanotte. Ecco, anche questa è Cultura, ma al contrario! Evviva i serpenti, abbasso i bipedi umani velenosi e pericolosi! Condividete, forse qualcuno ci ripenserà prima di alzare il bastone sui poveri ed innocui serpenti!





sabato 25 ottobre 2014

L'eolico dei furbi


Ecco l’eolico dei furbi.

Altro che “mini” eolico, è ulteriore speculazione territoriale.


In agro di Potenza l’emblema dell’ennesima vergogna che sta degradando tante aree della Basilicata: il cosiddetto “mini” eolico, disseminato in spregio ai più elementari criteri urbanistici, abilmente accantonati dalla politica in nome di soldi facili per i più furbi.

A nord del capoluogo regionale, nelle loc. Montocchio e Cerreta, il comitato spontaneo di Cerreta e Taverna Foj ha reagito perché si sono visti colonizzare da circa 20 macchine eoliche, tra realizzate (in gran parte) e in attesa di realizzazione, con annesse opere accessorie.
Contenziosi, denunce, vertenze non potevano mancare alla luce delle numerose anomalie, perfino relative alla sicurezza, e per i metodi poco ortodossi di questi insediamenti industriali.

La storia si ripete. Sempre a Potenza, in loc. Piani del Mattino, le abitazioni rurali sono state sovrastate anche qui da macchine eoliche apparse improvvisamente, senza informazioni preventive e con la solita superficialità e aggressività. E non poteva che nascere il locale Comitato spontaneo di cittadini arrabbiati che ha reagito contro questo ennesimo insulto territoriale ai danni del prezioso paesaggio lucano. Anche qui, con il solito gioco sono 8 le macchine previste e in parte realizzate.

E’ il sotterfugio delle potenze frazionate in soglie più basse ma riconducibili ad un’unica sottostazione elettrica – spiega Cripezzi della LIPU -, cosi come con il frazionamento pretestuoso dei terreni (!). Iniziative solo apparentemente “singole” e “mini” ma in realtà dal carattere chiaramente elusivo che si concretizzano a tutti gli effetti, macchina dopo macchina, in centrali eoliche di stampo industriale, sfuggendo a qualsivoglia valutazione urbanistica o ambientale.
DIA, super DIA, SCIA, PAS, … acronimi che stanno a significare autorizzazioni caratterizzate da una totale quanto scellerata deregolamentazione per insediare queste macchine nelle aree agropastorali senza alcuna trasparenza o valutazione ambientale, già carenti per l’eolico tradizionale.
Una tipologia di macchine che si aggiunge, aggravandoli, agli effetti delle “normali” macchine eoliche di più grossa taglia.
Anzi, per certi versi tali effetti cumulativi possono essere più deleteri: intere colline occupate da numerose macchine da 100, 200 KW con annesse strade, cavidotti, cabine di trasformazione, ecc. quando, dovendo proprio scegliere, sarebbe meno impattante una unica torre eolica di maggiore potenza !

Lo spazio vitale per la Natura e per specie di grande interesse, come il Nibbio reale, per le quali la Basilicata è una area strategica, si degrada e si riduce sempre più. Natura e paesaggio umiliati ma anche l’uomo è accomunato allo stesso destino di una speculazione senza scrupoli.
Infatti è anche l’interesse dei piccoli proprietari a essere leso: solo per fare qualche esempio, chi paga i danni al decadimento del valore delle proprietà e di altre attività produttive compatibili? E chi pagherà in caso di danni derivanti dalla rottura accidentale della pala? E chi paga per l’usurpazione di un bene primario di tutti come il territorio e le sue componenti paesaggistiche e naturali???
In definitiva, la solita vergogna italiana: denaro delle tasche dei cittadini che invece avrebbe potuto essere impiegato ben più utilmente ai fini di una seria lotta ai gas serra, conciliando gli interessi dei cittadini e dell’economia nazionale.

La Lipu – conclude Cripezzi - aveva minuziosamente previsto queste gravi distorsioni lanciando l’allarme e invocando modifiche all’indecente Piano Energetico Lucano in approvazione nel 2010”. L’allora Giunta regionale De Filippo, preferì condannare il proprio territorio in ossequio alle pressioni degli speculatori energetici, di concerto con alcuni parlamentari lucani. Ancora oggi la Giunta Pittella ha reiterato lo stesso atteggiamento, evitando di toccare quel Piano Energetico e mantenendo la Regione ancora priva di Piano Paesaggistico Regionale.

sabato 4 ottobre 2014

Eurobirdwatch 2014 nella Riserva Naturale di San Giuliano

"Per due giornate, sabato 4 e domenica 5 ottobre, vi racconteremo il fascino della migrazione degli uccelli e tante storie sospese tra terra e cielo. Lungo i sentieri delle nostre oasi o riserve, oppure in uno dei tanti luoghi dove gli uccelli sosteranno, per qualche ora o solo per pochi minuti.
Con in mano un binocolo e un taccuino, avvisteremo e annoteremo i maestosi falchi e gli eleganti aironi, il grazioso pettirosso e i rumorosi fringuelli.
Per i partecipanti, vi sarà la possibilità di collaborare direttamente a un grande censimento europeo degli uccelli migratori che in questo periodo attraversano l'Italia per raggiungere le aree di svernamento.
Tutto ciò si chiama “Eurobirdwatch”: è il più grande evento europeo dedicato al birdwatching. Si svolgerà in Italia e in altri 30 Paesi d’Europa, dove le associazioni partner di BirdLife International organizzeranno visite guidate, eventi, manifestazioni legate alla migrazione e agli uccelli migratori.

In Basilicata l'iniziativa sarà organizzata nella Riserva Regionale di San Giuliano domenica 5 Ottobre dalla Sezione LIPU di Gravina in Puglia (Ba) e dal CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) della Provincia di Matera. La Riserva comprende un vasto lago di origine artificiale, area di grande interesse paesaggistico e ornitologico, strategica per la sosta di migliaia di uccelli durante la migrazione, riconosciuta come SIC-ZSC e Zona Umida di Importanza Internazionale (zona Ramsar). Nella Riserva, oltre alle attività di tutela e monitoraggio scientifico/naturalistico, è attivo da alcuni anni un CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) istituito dalla Provincia di Matera che svolge, anche con la collaborazione dei volontari della LIPU e del CERM (Centro Rapaci Minacciati), attività finalizzata al primo soccorso, cura, riabilitazione e liberazione di fauna selvatica in difficoltà ritrovata su tutto il territorio provinciale e consegnata da cittadini e forze dell'ordine.

L'appuntamento per gli interessati è alle ore 9,00 all'ingresso del CRAS nella Riserva Naturale di San Giuliano raggiungibile dallo svincolo "Diga San Giuliano" al Km 560 lungo la statale 7 Matera-Ferrandina.
L’attività sarà preceduta da una breve visita al CRAS per spiegarne il ruolo nel delicato periodo della migrazione. Numerosi, infatti, sono gli esemplari di varie specie recuperati stanchi e debilitati per il  lungo viaggio ai quali viene garantito il rilascio il prima possibile per continuare il misterioso e affascinante viaggio della migrazione. Nel corso dell’evento saranno liberati alcuni rapaci riabilitati al volo. La partenza per le stazioni di birdwatching  lungo le sponde del lago è alle ore 10,00 con mezzi propri mentre la fine dell'attività è prevista per le ore 13,00. Chi è interessato potrà continuare autonomamente a visitare la Riserva o eventualmente usufruire dei servizi offerti dal Centro Visite Provinciale e, per il pranzo, di alcune strutture ricettive della zona. Nel pomeriggio, vista la breve distanza, è consigliata la visita al centro storico e al Castello del Malconsiglio di Miglionico. Da qui è possibile godere di uno dei più spettacolari panorami sul lago di San Giuliano e sull’intera Riserva.

Attrezzatura consigliata: binocolo, cannocchiale, guida al riconoscimento degli uccelli, macchina fotografica, giacca a vento se necessario, scarpe da trekking o da ginnastica.

La partecipazione è gratuita ma per motivi organizzativi si consiglia di comunicare la propria adesione.  Per informazioni e adesioni: LIPU 347.7578517 lipugravina@libero.it   oppure  339.1637510  347.6103769  crasmatera@libero.it" 


giovedì 2 ottobre 2014

Nuovo sequestro di Testuggini di terra a Bernalda


Il personale del Comando Stazione Forestale di Montescaglioso, coadiuvato da personale del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale (NIPAF) del Comando Provinciale di Matera, ha sequestrato 15 esemplari di testuggine della specie Testudo Hermanni.
Gli uomini del Corpo Forestale dello Stato, così come riportato in un comunicato di queste ore,  attraverso un’attività info-investigativa a cui ha collaborato personale delle Guardie Ecozoofile dell’ANPANA di Matera, hanno scoperto una vendita illegale di tartarughe tramite un sito Web.  L’autore è stato  deferito all’Autorità Giudiziaria per detenzione illegale di esemplari di testuggine finalizzata alla vendita on line.
Gli esemplari sequestrati appartengono ad una specie protetta contemplata nella CITES,  Convenzione Internazionale siglata a Washington nel 1973, che vigila sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione ed annovera 170 Paesi aderenti, tra cui l’Italia.
Trattasi di esemplari di specie altamente protette, motivo per cui gli stessi sono stati affidati in custodia giudiziale al Centro Recupero Animali Selvatici della Riserva Naturale di San Giuliano.
Successivamente al sequestro si valuterà l’opportunità di confiscare le tartarughe, per poterle reintrodurre nel loro ambiente prima che inizi la fase letargica.


lunedì 29 settembre 2014

sabato 20 settembre 2014

Bernalda: sequestrate 28 testuggini terrestri illegalmente detenute


Un ragazzo bernaldese raccoglieva le testuggini presenti negli incolti e nelle zone cespugliate limitrofe alla propria città per custodirle in un recinto improvvisato.
Il ragazzo, aveva raccolto ventotto Testudo hermanni, esemplari protetti dalla Convenzione sul Commercio Internazionale delle Specie Animali e Vegetali Selvatiche
Minacciate di Estinzione (CITES) sottoscritta Washington il 3 Marzo 1973, che ne vieta la raccolta in natura, detenzione e commercializzazione, salvo le deroghe che prevedono la denuncia degli esemplari nati in cattività agli uffici territoriali del Corpo Forestale dello Stato.
Raggiunto tale numero spropositato di esemplari il ragazzo aveva pensato bene di cederle o venderle utilizzando la rete internet.
Questa attività è costata cara al giovane bernaldese, infatti il nucleo informatico dell’ANPANA unitamente al servizio CITES di Potenza del Corpo Forestale dello Stato e al personale della Stazione Forestale di Montescaglioso, hanno intercettato le comunicazioni
che viaggiavano sui social network e il pomeriggio di venerdì 19 settembre si sono recati sul luogo ove erano custodite le testuggini sequestrandole.
Il ragazzo ha riferito candidamente alle Guardie Eco Zoofile dell’ANPANA e agli agenti forestali intervenuti che ha raccolto le testuggini per salvarle dagli incendi che imperversano sui versanti collinari su cui si erge Bernalda e dalle aggressioni dei cani randagi e
che non sapeva che tale attività integrasse un grave reato.
Le testuggini sequestrate, sentito il Sostituto Procuratore della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Matera reperibile, sono state affidate alle cure del Centro Recupero Fauna Selvatica della Provincia Matera con sede nella Riserva Naturale Regionale
di San Giuliano.
L’ingenuo ragazzo bernaldese ora rischia di esser condannato dalle pene previste dalla Legge 150/1992 che prevedono l’arresto da tre mesi ad un anno oltre che ad
una ammenda.


sabato 13 settembre 2014

Progetto hacking di Falco grillaio a Scanzano Jonico


Continua la “relazione” tra il Giglio Marino e il falco grillaio (Falco naumanni). Dopo i ripetuti avvistamenti di soggetti adulti durante la stagione riproduttiva negli ambienti steppici o a coltivi estensivi prossimi ai boschi costieri di Scanzano Jonico, i volontari del Giglio, in collaborazione con il CRAS Provinciale di Matera e il responsabile Matteo Visceglia, hanno intrapreso alcune iniziative atte a favorire lo stabilirsi di una colonia fissa di questo rapace, il cui areale in Basilicata è in costante espansione, anche a Scanzano. Il primo passo è stato l’istallazione di alcuni nidi artificiali, utilizzati con successo da diversi anni a Matera, Montescaglioso, Gravina, e costantemente occupati dal piccolo rapace cittadino: l’obiettivo è quello di consentirne la localizzazione come siti idonei alla nidificazione da parte degli adulti in dispersione dopo la riproduzione, e magari averne l’occupazione nelle prossime stagioni.
Il secondo passo è stato l’hacking (o rilascio controllato) di alcuni giovani riabilitati presso il CRAS Provinciale di Matera, svezzati, inanellati e già allenati al volo in voliera da riabilitazione. La tecnica dell’hacking prevede che giovani allevati in cattività vengano trasferiti in strutture controllate (voliere di ambientamento – hacking, appunto) nei siti di rilascio, e qui alimentati senza contatti con gli operatori, preferibilmente con prede naturali, fino al momento dell’involo. Tale tecnica consente un inserimento graduale dell’animale in natura, consentendogli di adattarsi all’ambiente circostante prima dell’involo. I giovani ospiti hanno soggiornato per 5 giorni nella voliera appositamente allestita sulla terrazza della Torre del Faro, avendo così modo di adattarsi al luogo prima di essere liberi di volare: gli adulti avvistati ripetutamente nelle vicinanze potranno fare da “guida indigena” e per la migrazione. Per una specie filopatrica come il falco grillaio si auspica un ritorno alla prossima primavera…


Fonte:  http://cea-scanzano-jonico.webnode.it/news/hacking-di-falchi-grillai-dalla-torre-del-faro/#!
 


lunedì 4 agosto 2014

Un nido di rondine salvato

Dopo cattive notizie di animali intrappolati con reti, nidi distrutti e falchi grillai murati vivi nel cemento oggi una buona notizia che merita una segnalazione. Un nido di rondini con 4 pulli è stato salvato durante lavori edili in un edificio del '900 nel centro storico di Miglionico. I proprietari dell'immobile Rosa Maria Dificola e Sabino De Lucia insieme all'impresa edile di Michele Ventura nel rispetto delle leggi che tutelano la fauna durante la riproduzione hanno riposizionato il nido che si stava staccando dalla parete ponendolo su una "tegola-culla" appesa alla volta e hanno sospeso i lavori in quei locali in attesa dell'involo dei giovani.  Un buon esempio da seguire per le imprese rispettose della natura.



























domenica 6 luglio 2014

Il grillaio, cittadino d'Europa


CRAS: Un pulcino di grillaio salvato da due turisti a Matera

5 luglio 2014 - Appena nato, con gli occhi chiusi, sfrattato dal suo nido per chissà quale motivo e buttato giù sulla strada. Immobile, infreddolito, ferito alla testa e in fin di vita è stato raccolto per fortuna in una stradina nei Sassidi Matera da due turisti in visita alla Città. Hanno fatto decine di telefonate a organi di controllo e istituzioni (loro sapevano che il grillaio è specie particolarmente protetta e che Matera è la vera Capitale d'Europa del Falco grillaio!), alla fine l'unico a rispondere alla richiesta di soccorso è il CRAS Provinciale di Matera. Appena giunto nelle nostre mani trasportato direttamente dalla coppia di turisti non abbiamo potuto far altro che constatare che era nato quello stesso giorno e che sarebbe stato quasi impossibile salvarlo con quelle ferite alla testa e dopo una caduta da decine di metri di altezza. Un lavoro di urgenza era necessario per salvarlo da morte certa. Riscaldato e nutrito per tutto il giorno di ieri e tutta la notte stamattina alle 6 era ancora vivo!!! Chissà se riuscirà a sopravvivere dopo tutto quello che ha subito dopo essersi appena affacciato al nostro mondo. Eppure, ricordiamolo sempre, ci sono tante persone che non gradiscono che i grillai nidificano sulle loro case e magari quelle stesse persone tifano per Matera Capitale Europea della Cultura 2019... Mah!!! Che strana società è quella in cui viviamo!




venerdì 4 luglio 2014

IL PARCO DI GALLIPOLI COGNATO AL CENTRO DI POLEMICHE

IL PARCO DI GALLIPOLI COGNATO PICCOLE DOLOMITI LUCANE ACCUSATO INGIUSTAMENTE DI AVER BLOCCATO L’APERTURA DELL’IMPIANTO “VOLO DELL’ANGELO”

Chi opera nella Pubblica Amministrazione sa bene che si deve amministrare seguendo ciò che la Legge prevede e che non è possibile agire secondo la propria volontà.
L’Ente Parco Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane, per aver dato seguito a quanto imposto dalle norme, nei giorni scorsi è stato messo sotto accusa dal Presidente della società “Volo dell’Angelo” Nicola Valluzzi, accusando l’Ente della chiusura dell’attrattore nelle tre domeniche di maggio.
Il Presidente Valluzzi ha infatti attaccato pubblicamente, tramite giornali, media e anche in pubblico comizio, il Direttore del Parco Marco Delorenzo e tutti i membri del Consiglio dell’Ente per aver “causato la chiusura dell’attrattore nelle date 18,25 e 31 maggio”.
E’ stato facile, anche in virtù del delicato momento elettorale, far credere con affermazioni false, rivolte a chi non conosce il complesso iter burocratico ed i delicati aspetti che caratterizzano la “Zona Speciale di Conservazione Dolomiti di Pietrapertosa”, in cui ricade l’attrattore turistico, che la colpa di tutto è dell’Ente Parco, puntando il dito contro l’operato di amministratori e dipendenti, accusandoli di aver arrecato al territorio, a tutti gli operatori turistici di Castelmezzano e Pietrapertosa, agli addetti all’impianto e alla stessa società un danno economico cospicuo.
Chi conosce la delicata vicenda, come del resto lo stesso presidente Valluzzi, sa bene che il motivo che impone l’avvio delle attività dell’attrattore turistico al primo giugno, non è dovuto ad una decisione o come ancor peggio dichiarato, ad una “inadempienza e vessazione” dell’Ente Parco, ma è imposto dalle Misura di Tutela e Conservazione adottate con Decreto Ministeriale 16 settembre 2013, in cui si stabilisce nello specifico “il divieto di messa in funzione di attrattori turistici nel periodo compreso tra il 1 febbraio e il 31 maggio – periodo corrispondente all’attività riproduttiva delle specie più a rischio (Falco Pellegrino e Cicogna Nera)”.
Il Parco, consapevole delle ricadute negative che tali norme avrebbero avuto sulle attività del volo, in osservanza a quanto previsto dallo stesso Decreto Ministeriale circa la possibilità , di consentire modifiche e variazioni se supportate da evidenze scientifiche, si impegnava ad avviare il complesso iter di modifica delle date di apertura.
Lo scorso 5 dicembre 2013, il Presidente del Parco convocava una conferenza di servizio con tutti i soggetti pubblici e privati interessati ( Regione Basilicata, Comuni del Parco, società volo dell’angelo) a vario titolo al funzionamento del volo dell’angelo, al fine di individuare, nel rispetto di quanto la norma consente e delle finalità conservative cui il sito destinato, le modalità per raggiungere l’obbiettivo della modifica delle date.
In tale incontro tutti i convenuti presero atto del divieto imposto dell’avvio delle attività turistiche non prima del I giugno.
Di fatto, l’Ente Parco il 5 dicembre decise all’unanimità con i convenuti, di costituire un Comitato Scientifico Permanente per lo studio dell’avifauna delle Dolomiti Lucane, composto da esperti delle Associazioni Ambientaliste, del Ministero dell’Ambiente (ISPRA) e dei Comuni interessati, in grado di analizzare e comprendere l’effettivo impatto delle attività turistiche su queste specie.
Nell’ambito di tale strategia, il Parco chiedeva alla Regione, al fine di consentire al Comitato di effettuare valutazioni scientifiche, una pre-apertura dell’impianto a partire già dal 25 aprile e per una serie di giorni che sarebbero stati scelti dallo stesso Comitato.
A questa richiesta la Regione Basilicata – Dipartimento Ambiente – con nota del 21/01/2014 si esprimeva favorevolmente sulla “pre-apertura” dell’impianto in via sperimentale e sulla costituzione del Comitato Scientifico a patto che: “se il comitato rileva degli evidenti segnali di disturbo alla specie protetta si dovrà procedere al blocco dell’attività”.
Con il via libera Regionale, il Direttivo dell’Ente Parco procedeva, nel mese di gennaio 2014, ad invitare tutte le associazioni ambientaliste ed i soggetti interessati tra cui l’ISPRA, ad indicare un proprio referente da inserire nel Comitato Scientifico. Tale iter si concludeva in data 12 marzo 2014. (Purtroppo le associazioni invitate non hanno risposto tempestivamente all’invito facendo trascorrere tempo prezioso e lo hanno fatto solo dopo sollecito da parte dell’Ente Parco).
Lo stesso giorno il Consiglio Direttivo del Parco con delibera N°13 costituiva formalmente il Comitato e chiedeva alla Regione Basilicata con nota del 13 marzo 2014 di poter intraprendere un percorso che portasse ad ottenere la predetta deroga rispetto alla data di apertura dell’attrattore turistico, proponendo la pre – apertura , quale fase sperimentale, limitata a singole ed occasionali giornate, tali da consentire le valutazioni scientifiche ad opera del costituito Comitato Scientifico Permanente. E’importante precisare che le attività di monitoraggio per essere scientificamente accettate devono essere condotte prima, durante e dopo le attività dell’attrattore.
La Regione Basilicata, autorizzava, le attività del Comitato e le aperture in deroga dell’impianto, solo il 17 aprile 2014, notificando al Parco, la Deliberazione autorizzativa della Giunta Regionale n. 455, il 28 aprile 2014 .
Il 29 aprile 2014 (un giorno dopo), l’Ente Parco notifica ufficialmente a tutti i componenti del Comitato Scientifico, la convocazione fissandola, per evidenti ragioni di tempo e disponibilità al giorno 08/05/2014.
In tale incontro, il Comitato rilevava l’avvio delle attività di volo in data 1 maggio in palese difformità con quanto stabilito nella deroga della Regione Basilicata che legava l’apertura alle attività di monitoraggio dello stesso Comitato.
Il Comitato evidenziava inoltre l’impossibilità di poter procedere con le fasi di monitoraggio ex ante, ossia prima dell’apertura dell’impianto e consigliava di sospendere le attività al fine di evitare di incorrere in forti sanzioni da parte del Ministero.
A seguito della acquisizione agli atti di tale verbale, notificato dal Parco al Dipartimento Ambiente, il Dirigente dell’Ufficio Tutela della Natura, ha ordinato la chiusura dell’impianto nei giorni 18, 25 e 31 maggio, con la seguente motivazione: “essendo venute meno le condizioni riportate nelle premesse della D.G.R. 455/2014”.
Da quanto su riportato, si evince che la mancata approvazione alla “pre-apertura del mese di maggio, che era stata richiesta dal Parco in deroga a quanto stabilito dal Ministero dell’Ambiente e dalla Regione, non è dovuta affatto ad una inadempienza o volontà dell’ente Parco.
Fatte queste dovute considerazioni, ci si augura, che il tono delle discussioni sia d’ora in avanti più pacato e scevro da considerazioni prettamente elettorali, populistiche e qualunquistiche che mal si adattano a chi vuole assurgere al ruolo di amministratore locale.
 

mercoledì 18 giugno 2014

CFS sulla questione Lupo nel materano

Dopo il rinvenimento di 3 lupi uccisi nelle campagne di Pomarico lo scorso mese di Marzo, fatti ritrovare allineati, secondo le ipotesi degli uomini del Corpo Forestale a scopo “dimostrativo” dal loro uccisore per denunciare il fatto che in caso non fossero intervenuti gli enti preposti avrebbe provveduto da solo ad “allontanare” il pericolo, il personale del Comando Stazione Forestale di Montescaglioso, con la collaborazione del sig. Matteo Visceglia, responsabile del Centro Recupero Fauna Selvatica di Matera (CRAS), ha iniziato una serie di monitoraggi nelle campagne di Montescaglioso, Pomarico e Miglionico per individuare tracce che confermino la presenza del predatore nella zona. Durante le ricerche il gruppo di lavoro ha rinvenuto in loc. Difesa San Biagio, in agro di Montescaglioso, feci fusiformi contenenti consistenti quantitativi di peli di capra e orme che fanno ritenere che in zona vi sia l’effettiva presenza di lupi. Sempre in nella stessa zona gli allevatori hanno segnalato reiterati danni al proprio bestiame provocato dai lupi. Per tali motivi sono state istallate fototrappole all’infrarosso nelle vicinanze di carnai (carne e scarti di macelleria depositati sul suolo utili ad attirare l’animale nei pressi della fototrappola). In agro di Montescaglioso tali apparecchi hanno ripreso nibbi, faine, volpi e cani randagi non confermando la presenza dei lupi. Le fototrappole istallate tra le campagne di Pomarico e Miglionico, di contro, hanno dato riscontri positivi ritraendo nelle ore notturne lupi che percorrono le piste armentizie seguendo l’odore lasciato dalle greggi. In ogni caso bisogna rassicurare i cittadini di Montescaglioso, Miglionico, Pomarico e degli altri comuni del materano, in quanto non vi sono notizie storiche di aggressioni da parte di lupi ad esseri umani. Ben più preoccupante, di contro, è la situazione dei cani inselvatichiti e randagi presenti in provincia poiché sono stati documentati numerosi casi di aggressioni da parte di questi a esseri umani. Per quanto riguarda, invece, le greggi che pascolano allo stato brado si potrebbero consigliare agli allevatori accorgimenti atti a limitare gli attacchi dei predatori ai propri animali fra i quali: l’utilizzo di cani pastore adeguatamente addestrati e muniti di idonei collari; non abbandonare senza pastori le greggi al pascolo; nelle ore notturne ricoverare le greggi in recinti idonei; durante il rientro serale nei recinti far seguire il gregge dai pastori non lasciando incustoditi gli animali che si attardano. Tali semplici accortezze dovrebbero essere idonee a scoraggiare i lupi che non trovando prede facili tra le greggi si dovrebbero nutrire di ungulati e in particolare i cinghiali, loro prede naturali presenti in natura, esercitando una auspicabile azione di contenimento della specie e di selezione naturale. In Basilicata si stanno attuando analoghe attività di monitoraggio a quella della Forestale con l’ausilio del CRAS, tra queste il progetto “Convivere con il Lupo, conoscere per preservare”, che i Parchi Nazionali dell’Appennino Lucano e del Pollino stanno realizzando insieme ad altri parchi del Sud Italia nell’ambito dei progetti finanziati dal Ministero dell’Ambiente in seguito all’emanazione della Direttiva per la conservazione della Biodiversità. Anche l’Osservatorio faunistico della Regione Basilicata effettua un monitoraggio dei lupi nella regione. Il Corpo Forestale dello Stato fa sapere che il lupo è una specie particolarmente protetta e che le uccisioni di esemplari dello stesso sono sanzionate penalmente ed elenca le disposizioni che negli anni hanno posto sotto tutela l’animale. - Il Decreto Ministeriale (Natali) del 1971, escluse il lupo dall’elenco degli animali “nocivi”, ne proibì la caccia e vietò l’uso dei bocconi avvelenati, questo Decreto fu rinnovato per gli anni successivi. Successivamente con il Decreto Ministeriale (Marcora) nel 1976 fu sancita definitivamente la protezione del lupo che divenne specie protetta. - La Legge n. 968 del 1977 (Principi generali e disposizioni per la protezione e la tutela della fauna e la disciplina della caccia) per la prima volta ricomprende il lupo tra le specie particolarmente protette. - Anche la vigente Legge n. 157 del 1992 (Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio) considera il lupo specie particolarmente protetta prevedendo per chi abbatte, cattura o detiene un esemplare dello stesso l’arresto da due a otto mesi o l’ammenda. Anche grazie alla protezione della specie si è potuto assistere ad un costante incremento della popolazione dei lupi anche in provincia di Matera. Con il censimento eseguito da Boitani e Zimen nel 1972 si stimò che su tutto il territorio nazionale vi erano circa 100 lupi. Negli anno ’70, la popolazione dei lupi raggiunse il minimo assoluto. Una stima riferita alla fine degli anni ‘90 indicò una consistenza di 400-500 capi. Attualmente non si dispone di sufficienti informazioni per quantificare con ragionevole attendibilità la consistenza della popolazione nazionale, secondo alcuni esperti la popolazione dovrebbe aggirarsi sui circa 1000 capi. Nella Regione Basilicata la Legge Regionale n. 23 del 2000 prevede rimborsi per i danni alla zootecnia provocati da lupi e da altra fauna selvatica. Questa norma prevede il risarcimento dei danni causati alle produzioni zootecniche dalla fauna selvatica o inselvatichita. Quindi, prevede risarcimenti per le predazioni dei lupi ma anche per quelle dei cani inselvatichiti in danno degli animali d’allevamento. E’ importante fare questa precisazione in quanto molti allevatori cercano di attribuire i danni subiti ai lupi ritenendo erroneamente che quelli provocati dai cani inselvatichiti non sono indennizzabili. La norma regionale prevede indennizzi per danni causati agli allevamenti bovini, ovicaprini ed equini condotti allo stato brado o semibrado. I danni sono risarcibili all’80% del valore degli animali uccisi. Per provare l’uccisione dei propri animali l’allevatore deve mostrare la carcassa dell’animale ucciso, non sono rimborsabili danni ad animali d’allevamento predati al pascolo e dei quali non si rinvengono i resti.

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Articolo completo: http://www.trmtv.it/home/cronaca/2014_06_18/72875.html

domenica 8 giugno 2014

Un'Aquila dei serpenti trovata ferita a Matera

Grazie ad una segnalazione di un allevatore questa mattina siamo intervenuti come CRAS per il recupero di un maestoso Biancone (detto anche Aquila dei serpenti) immaturo rinvenuto ferito nel Parco della Murgia materana.  Ad un primo esame si è riscontrato un trauma all'ala sinistra le cui cause non conosciamo ma probabilmente riconducibili ad un urto contro uno dei tanti cavi aerei presenti sulla murgia. Domani visita veterinaria e radiografia.




mercoledì 28 maggio 2014

Una Lontra trovata morta nell'Oasi di San Giuliano

Una telefonata che oggi 28 maggio 2014 non avrei voluto ricevere dalla Polizia Provinciale di Matera: una richiesta di intervento al CRAS per il recupero di una povera lontra investita segnalata da un residente di passaggio. E, ironia della sorte, investita proprio entro i confini della Riserva Naturale di San Giuliano, in uno dei siti storici di presenza. Luoghi che invece dovrebbero essere la culla ove la fauna si dovrebbe sentire più sicura. Ma ciò che è strano e che non capisco è come mai una lontra va a farsi ammazzare sopra un ponte/trappola che non poteva darle scampo... Certamente ha imboccato la strada per andare chissà dove, ma poi non si è accorta che più avanti non c'erano passaggi laterali verso i campi o le rive ma solo un guard-rail ai lati del ponte alto diversi metri sul fiume. Infatti sotto c'era il Bradano...quello che noi pensiamo sia una comoda ed obbligata via di spostamento. Cosa potrebbe aver spinto la lontra a risalire dal fiume al ponte e a percorrerlo longitudinalmente rimanendo vittima del traffico stradale al centro del ponte stesso? Sono domande che ci facciamo spesso ma la mia opinione è che non sapremo mai la verità. I movimenti degli animali rispondono a tante logiche, tra cui anche quella della fuga precipitosa da un disturbo improvviso nel suo habitat abituale. Quale?




















giovedì 22 maggio 2014

La coppia di falco grillaio ha deposto il primo uovo

Finalmente ce l'ha fatta! Oggi primo uovo del 2014! E con 16 giorni di ritardo rispetto allo scorso anno, conseguenza di una stagione capricciosa che ha determinato scarsezza di cibo! 

http://www.ustream.tv/channel/materanatura




domenica 18 maggio 2014

Servizio su RAI 2 sui lupi avvelenati a Pomarico

Il servizio è dopo il minuto 22 http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-ec576e6e-51f4-4356-a100-0b9e28d0b4df.html

sabato 17 maggio 2014

Servizio sull'uccisione dei lupi a Pomarico su RAI 2

Domenica 18 maggio alle ore 10,30 nel corso della trasmissione di RAI 2 "Cronache animali" sarà trasmesso il servizio realizzato alcuni giorni fa in Basilicata grazie ad un comunicato stampa diffuso dal CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) della Provincia di Matera ed inerente il ritrovamento il giorno 30 marzo nelle campagne di Pomarico di tre carcasse di lupi avvelenati. Il Responsabile del CRAS Matteo Visceglia ritiene che la divulgazione anche su emittenti televisive nazionali di quanto accaduto possa contribuire a far luce e a sensibilizzare sulla gravità del fenomeno, purtroppo diffuso in diverse regioni d'Italia compresa la Basilicata, dell'uccisione di lupi ed altre specie protette da normative nazionali ed europee. Per la collaborazione alla realizzazione del servizio è stato fondamentale il supporto del Comando Stazione del Corpo Forestale dello Stato di Montescaglioso e di personale di altri comandi.

CRAS Provinciale di Matera


Nati 5 pulcini di cicogna nera nel Parco delle Dolomiti Lucane

Nel Parco Regionale di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane e ZSC/SIC Dolomiti di Pietrapertosa, puntuale come ogni anno la coppia di cicogne nere che lì abita  da almeno 13 anni e seguita regolarmente da appassionati e studiosi della specie, ha ripreso possesso del proprio territorio nel mese di marzo, ha sistemato il nido, ha covato con assiduità le 5 uova deposte e finalmente tra il 9 e il 13 maggio si è avuta  la nascita di 5 pulcini.  La presenza di una webcam (http://www.cicognaparcogallipoli.it/cicogna_nera_live),  che anche quest'anno il Parco continua a garantire e a rendere accessibile a tutti dalle ore 6 alle 21 di ogni giorno, ha permesso di monitorare in maniera dettagliata i tempi dell'arrivo al nido e quelli della riproduzione contribuendo alla conoscenza della biologia riproduttiva della specie, ancora poco studiata nel nostro Paese.  Il Parco di Gallipoli Cognato è attualmente l'unico Parco a livello nazionale ad offrire la possibilità di poter osservare da vicino,  e per 6 mesi all'anno,  la vita segreta di una delle specie di avifauna più preziose e rare a livello europeo! Da ora in avanti la telecamera seguirà lo sviluppo dei giovani fino al loro involo nel mese di luglio e trasmetterà le immagini agli appassionati e agli studiosi della specie.
Nella foto sotto i 5 pulcini di cicogna hanno  un'età variabile da 5 a 8 giorni!






mercoledì 14 maggio 2014

Paesaggio, Natura e Fotografia a Miglionico

Il CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) insieme all'Associazione FotoClub Matera ha organizzato un piacevole evento che mette insieme Fotografia, Natura e Paesaggio. L'appuntamento è a Miglionico il 18 maggio. Dalle 9 alle 13 i fotografi appassionati (sia soci che non soci) si divertiranno a riprendere ciò che rappresenta, in modo soggettivo e con libera ed autonoma interpretazione, il bello che c'è a Miglionico dal punto di vista ambientale, paesaggistico e naturalistico. Tutti gli appassionati di fotografia sono invitati, anche se sono alle prime armi (occasione per imparare dai più esperti)! Naturalmente la partecipazione alle attività è assolutamente libera e gratuita.

venerdì 9 maggio 2014

Falchi cuculi in caccia serale

Stasera tra le 19,30 e le 20,00 sulla verticale del CRAS  nella Riserva Naturale di San Giuliano 2 falchi cuculi femmine (Falco vespertinus) hanno dato spettacolo per ben 30 minuti con le loro acrobazie aeree a caccia di insetti che poi mangiavano in volo (e che non sono riuscito a capire cosa fossero).  Vederli e seguire con la fotocamera le loro evoluzioni aeree con scarsa luce è impresa assai ardua. La tecnica di caccia in volo dei falchi cuculi è davvero spettacolare, al contrario della pessima qualità delle foto. La cosa interessante è che la zona in cui cercavano prede era concentrata in uno spazio aereo con un diametro non superiore ai 100 metri. Non si sono fermati un attimo per tutto il tempo. Un vero carosello con prede e predatori protagonisti principali.  Poi alle 20,00 sono spariti. La foto qui sotto, molto scura in origine, è stata molto schiarita per rendere un pò riconoscibile la specie.


Cicogna nera ancora in cova

Nel Parco Regionale di Gallipoli Cognato nei prossimi giorni è prevista la schiusa delle uova della coppia nidificante sulle pareti rocciose delle Dolomiti Lucane. Nella foto, scattata attraverso la webcam in uno dei pochi momenti in cui l'adulto si alza, sono ben visibili 5 uova.


venerdì 2 maggio 2014

Liberato il pipistrello!

Dopo un breve periodo di "ospedalizzazione", ormai recuperate le forze e capace di controllare le sue funzioni vitali venerdì 2 maggio il pipistrello recuperato 3 giorni fa è stato liberato nella Riserva di San Giuliano! Questa è una foto scattata un minuto prima che prendesse il volo da solo nel tardo pomeriggio! Volo perfetto e normale... Un grazie all'ANPANA per la collaborazione e alla dott.ssa Olimpia Lai per i consigli!

giovedì 1 maggio 2014

Soccorso dal CRAS un piccolo pipistrello

I Chirotteri sono specie protette ma non tutti lo sanno.
Ieri sera un cittadino di origine bulgara nel centro di Matera ha raccolto a terra un pipistrello in fin di vita e lo ha segnalato al CRAS. Vista l'urgenza abbiamo chiesto la collaborazione all'associazione ANPANA che si è attivata per recarsi sul posto a prenderlo e a portarlo da noi. Erano le 21 quando è arrivato e sembrava che non dovesse farcela. Era in totale ipotermia, con le ali spalancate e non riusciva a mantenere la posizione naturale. Grazie al tempestivo soccorso a base di soluzione glucosata e al calore fornito grazie ad una lampada ad infrarossi per tutta la notte siamo riusciti ad evitare il peggio. Oggi è stato possibile fargli mangiare anche alcune tarme... Speriamo di recuperarlo e di liberarlo il prima possibile. Un grazie particolare va alla dott.ssa Olimpia Lai del Dip. di Medicina Veterinaria di Bari per i preziosi consigli sul primo soccorso.




Albanella minore


Murgia materana, 30 aprile 2014

giovedì 24 aprile 2014

Il biancone "Egidio" dall'Africa ritorna in Europa

Per la prima volta  un immaturo di biancone nato in Basilicata e seguito via satellite dal mese di luglio del 2013 invece di estivare in Nord Africa, come ci si aspettava,  sta tornando in Europa! Pochi giorni fa infatti  il giovane Egidio, questo il nome dato all'esemplare,  ha attraversato lo stretto di Gibiliterra! Per seguire la migrazione di ritorno visualizzare la mappa on line qui sotto.
Visualizza Egidio - autumn migration 2013 in una mappa di dimensioni maggiori

venerdì 18 aprile 2014

Rapaci minacciati in Italia: capovaccai in accoppiamento

Una rara e preziosa immagine che mostra gli ultimi superstiti avvoltoi capovaccai impegnati a perpetuare la specie in Italia.  Se non cambiano le politiche di gestione del territorio a livello nazionale e non si attuano misure urgenti di conservazione in modo regolare e mirato forse queste immagini diventeranno solo un ricordo. Recentemente l'Osservatorio Faunistico Regionale della Basilicata ha intrapreso una strada che promette bene e che si basa sulla necessità di garantire almeno nelle aree strategiche azioni di monitoraggio generale e interventi di supporto alimentare.
Il CERM Centro Rapaci Minacciati che in Italia gestisce l'unico centro di riproduzione in cattività e che si occupa del rilascio di giovani nelle zone idonee è stato coinvolto in queste iniziative e supporterà le azioni sul campo necessarie a garantire un futuro alla specie.

martedì 15 aprile 2014

Capovaccaio sull'orlo dell'estinzione in Italia


Il Capovaccaio (Neophron percnopterus), conosciuto anche con il nome di Avvoltoio degli Egizi, in Italia si trova in una situazione molto critica e rischia di estinguersi nel giro di pochissimi anni se non si interviene tempestivamente. Non vi sono più di una decina di coppie presenti nelle regioni meridionali. Come CERM (Centro Rapaci Minacciati) stiamo cercando di fare azioni concrete ed utili per la sua salvaguardia attraverso sia un programma di riproduzione in cattività e rilascio in natura di giovani sia mediante monitoraggio delle coppie riproduttive e sostegno alimentare nei siti strategici.
Basilicata, aprile 2014

venerdì 11 aprile 2014

Nibbio reale ucciso dalle pale eoliche a Gorgoglione

Presso l'impianto eolico di Gorgoglione in provincia di Matera pochi giorni fa è stato ritrovato un Nibbio reale  morto per collisione contro le pale rotanti. Si tratta di uno dei tanti rapaci che trovano facilmente la morte in quei territori prima incontaminati ed ora occupati da centinaia di torri eoliche industriali che creano forte  impatto su tanti paesaggi di incomparabile bellezza che abbiamo in Basilicata e che minacciano la fauna più preziosa e rara.





lunedì 31 marzo 2014

domenica 30 marzo 2014

3 lupi avvelenati a Pomarico

VERGOGNA! Abbiamo una biodiversità straordinaria e alcuni stolti e delinquenti ce la stanno portando via piano piano. Oggi sono stati ritrovati a Pomarico 3 LUPI quasi certamente AVVELENATI! Come CRAS provinciale di Matera sono stato coinvolto nell'operazione di recupero delle carcasse insieme al CFS e al veterinario ASL intervenuti sul luogo di ritrovamento. Per ora sono custodite in attesa di esami necroscopici presso l'Istituto Zooprofilattico per accertare le cause della morte. Il piccolo branco era composto da un maschio adulto e due femmine.
Vorrei porre l'attenzione sul fatto che non sappiamo se altri animali, che magari si saranno alimentati prima o dopo dei 3 lupi utilizzando la stessa esca avvelenata, siano anch'essi morti. Immaginate quanti nibbi reali, nibbi bruni, poiane o anche i rarissimi capovaccai potrebbero essere stati avvelenati nutrendosi magari presso una carcassa di pecora imbottita di veleno...Speriamo che le analisi e gli esami necroscopici siano fatti in maniera molto rigorosa in modo da raccogliere qualsiasi tipo di informazione utile a capire e conoscere meglio il fenomeno dell'uso dei bocconi avvelenati. Vorrei precisare che il punto in cui sono stati trovati i poveri lupi non è quello in cui sono morti. Qualcuno li ha messi lì per lanciare messaggi chiari alle istituzioni.