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venerdì 2 agosto 2013
venerdì 11 gennaio 2013
Antea chiarisce le responsabilità dei comuni in materia di randagismo
Attraverso un comunicato stampa Antea invita i comuni ad applicare le leggi a tutela degli animali di affezione
La delegazione provinciale Antea Onlus Miglionico, in seguito alle dichiarazioni dell’assessore Grieco del comune di Pisticci riportate su vari organi di stampa, con le quali invitava i cittadini pisticcesi a non dare cibo agli animali randagi vaganti sul territorio del loro comune, desidera fornire allo stesso alcune importanti informazioni, stranamente e volutamente ignorate.
La legge 281/91 (Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo), spiega a chiare lettere quali siano le responsabilità di Comuni ed Asl nei confronti degli animali randagi vaganti sul proprio territorio, obbligando gli stessi a combattere il dilagante fenomeno del randagismo tramite meccanismi di controllo delle nascite quali la sterilizzazione e affidando la responsabilità diretta della salute e del benessere degli stessi ai Comuni.
Vogliamo ricordare, inoltre, che la Giunta Regionale della Basilicata con Delibera n° 749 del 12/06/2012, ha predisposto un programma di sterilizzazione dei cani randagi e reimmissione sul territorio, riconoscendo la figura del “cane libero accudito” allo scopo di evitare il sovraffollamento dei canili e onerose spese per i Comuni, lasciando quindi liberi i cittadini di occuparsi dei randagi ( tra l’altro non esiste alcuna legge che vieti a chiunque di dare da mangiare ad un animale randagio).
Restiamo esterrefatti di come cittadini e Comune si preoccupino più dello smaltimento illecito di scarti di macelleria che del presunto smaltimento illecito di rifiuti da parte di alcune aziende presenti sul proprio territorio o delle numerose discariche abusive di rifiuti di ogni genere che mettono seriamente in pericolo la vita dei cittadini.
Troviamo vergognoso questo accanimento (anche da parte di quei cittadini che segnalano questi presunti “abusi”) nei confronti di animali che patiscono fame, freddo, malattie e maltrattamenti a causa della noncuranza, insensibilità e mancato rispetto della Legge da parte degli organi preposti.
Prima di accusare i cittadini onesti e sensibili di essere i colpevoli dell’aumento del randagismo, bisognerebbe studiare e ripassare più volte le leggi, soprattutto quando si ricoprono determinate cariche, assumendosi quindi le proprie responsabilità.
Pertanto, invitiamo il Comune di Pisticci e tutti gli altri Comuni della Basilicata ad impegnarsi con maggiore efficacia affinchè, come stabilito dalla legge, abbia finalmente inizio, anche nella nostra regione, la tanto attesa campagna di sterilizzazione.
Ricordiamo, infine, che qualsiasi essere vivente (umano o animale), posto in condizioni di sofferenza, stenti e difficoltà potrebbe diventare aggressivo, pertanto, minacciare i cittadini affinchè non diano del cibo agli animali, oltre che dimostrare grande inciviltà, non fa altro che peggiorare la situazione.
Miglionico, 10/01/2013
La delegazione provinciale Antea Onlus Miglionico, in seguito alle dichiarazioni dell’assessore Grieco del comune di Pisticci riportate su vari organi di stampa, con le quali invitava i cittadini pisticcesi a non dare cibo agli animali randagi vaganti sul territorio del loro comune, desidera fornire allo stesso alcune importanti informazioni, stranamente e volutamente ignorate.
La legge 281/91 (Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo), spiega a chiare lettere quali siano le responsabilità di Comuni ed Asl nei confronti degli animali randagi vaganti sul proprio territorio, obbligando gli stessi a combattere il dilagante fenomeno del randagismo tramite meccanismi di controllo delle nascite quali la sterilizzazione e affidando la responsabilità diretta della salute e del benessere degli stessi ai Comuni.
Vogliamo ricordare, inoltre, che la Giunta Regionale della Basilicata con Delibera n° 749 del 12/06/2012, ha predisposto un programma di sterilizzazione dei cani randagi e reimmissione sul territorio, riconoscendo la figura del “cane libero accudito” allo scopo di evitare il sovraffollamento dei canili e onerose spese per i Comuni, lasciando quindi liberi i cittadini di occuparsi dei randagi ( tra l’altro non esiste alcuna legge che vieti a chiunque di dare da mangiare ad un animale randagio).
Restiamo esterrefatti di come cittadini e Comune si preoccupino più dello smaltimento illecito di scarti di macelleria che del presunto smaltimento illecito di rifiuti da parte di alcune aziende presenti sul proprio territorio o delle numerose discariche abusive di rifiuti di ogni genere che mettono seriamente in pericolo la vita dei cittadini.
Troviamo vergognoso questo accanimento (anche da parte di quei cittadini che segnalano questi presunti “abusi”) nei confronti di animali che patiscono fame, freddo, malattie e maltrattamenti a causa della noncuranza, insensibilità e mancato rispetto della Legge da parte degli organi preposti.
Prima di accusare i cittadini onesti e sensibili di essere i colpevoli dell’aumento del randagismo, bisognerebbe studiare e ripassare più volte le leggi, soprattutto quando si ricoprono determinate cariche, assumendosi quindi le proprie responsabilità.
Pertanto, invitiamo il Comune di Pisticci e tutti gli altri Comuni della Basilicata ad impegnarsi con maggiore efficacia affinchè, come stabilito dalla legge, abbia finalmente inizio, anche nella nostra regione, la tanto attesa campagna di sterilizzazione.
Ricordiamo, infine, che qualsiasi essere vivente (umano o animale), posto in condizioni di sofferenza, stenti e difficoltà potrebbe diventare aggressivo, pertanto, minacciare i cittadini affinchè non diano del cibo agli animali, oltre che dimostrare grande inciviltà, non fa altro che peggiorare la situazione.
Miglionico, 10/01/2013
martedì 6 novembre 2012
Un'altra Lontra vittima della strada in Basilicata
Le
attività legate alla fauna selvatica protetta costituiscono uno dei principali
obiettivi del lavoro del Centro Recupero Animali Selvatici della Provincia di
Matera operante presso la Riserva di San Giuliano. Ogni giorno le emergenze per
ritrovamenti, soccorsi e recuperi di esemplari impegnano il personale e i
volontari.
Lunedì
5 novembre a seguito di una segnalazione di Marcello e Fabio Quinto
dell’Associazione Movimento Azzurro Ecosezione Murge Materane il responsabile del CRAS Matteo Visceglia è intervenuto per il
recupero del corpo senza vita di una Lontra. L’animale, quasi certamente
vittima di investimento, giaceva
sul bordo della strada statale Basentana, in agro di Pisticci ed in un tratto
ad alta densità di traffico a circa 1300 metri dall’area industriale di
Tecnoparco. Non sono per ora note le cause che hanno spinto la Lontra a tentare
l’attraversamento della statale, considerando che il fiume Basento si trova a
circa 300 metri di distanza e che oltre il punto in cui è rimasta vittima non
ci sono corsi d’acqua o habitat idonei tali da attrarre la specie.
Il
ritrovamento è stato tempestivamente comunicato ad altri enti territorialmente competenti come gli
uffici del servizio veterinario dell' ASL di Matera, la Provincia di Matera e il Corpo Forestale dello Stato in
virtù dell’importanza scientifica di questo mustelide ed in riferimento alle
linee guida indicate dal Piano Nazionale di Azione per la Conservazione della
Lontra pubblicato dal Ministero dell’Ambiente.
Il
Responsabile del CRAS Matteo Visceglia dichiara:
“Riteniamo
che questi spostamenti anomali, spesso associati a mortali impatti con veicoli
in transito, vadano ancora meglio interpretati sulla base di nuovi dati di
recupero ed in maniera molto
accurata. Va chiarito infatti che l’ investimento potrebbe essere un fattore
che si aggiunge, con esito letale,
a qualche altra situazione di patologia o sofferenza dell’animale e che
nulla per ora possiamo dire sullo stato di salute dell’esemplare prima di
essere travolto. Dovremo aspettare infatti l’esito degli esami necroscopici e
tossicologici che saranno fatti.
Teniamo conto che il Basento proprio nel tratto interessato da questo ritrovamento è risultato
fortemente inquinato. Sono state registrate recenti morie di pesci per cause
chimiche, oltre a varie situazioni di degrado qualitativo del corso d’acqua e a
tali condizioni potrebbe essere associata qualche forma di intossicazione acuta
o cronica che potrebbe aver determinato disorientamento o anomalie
comportamentali inducendo l’animale a movimenti pericolosi lungo le strade.
La
carcassa è al momento conservata a cura del CRAS e per motivi di studio la
metteremo a disposizione delle strutture di ricerca afferenti al Progetto RECAL
(Recupero ed
Analisi post-mortem di esemplari di Lontra (Lutra lutra) avviato dal Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano in
collaborazione con società di ricerche,
CRAS (Centri Recupero Animali Selvatici), Università, ISPRA (Istituto
Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale), ASL e Istituti
Zooprofilattici provinciali”.
La
Lontra euroasiatica (Lutra lutra) appartiene alla famiglia dei Mustelidi ed
è largamente distribuita in tutto il continente europeo e in buona parte
dell’Asia.
In
Italia era in passato piuttosto diffusa lungo tutta la penisola ma dall’inzio del secolo scorso ha
mostrato un trend negativo scomparendo da molte regioni. Attualmente, grazie
alle costanti attività di ricerca e monitoraggio, sta mostrando timidi segnali di ripresa e mantiene il nucleo
più consistente e vitale della sua popolazione confinato in alcune aree del sud
(tranne che in Sicilia). Da stime di popolazione effettuate soprattutto negli
ultimi anni sembra che in tutto il nostro Paese vi siano tra i 300 e i 600
individui. A livello generale però resta comunque in uno stato di costante
minaccia a causa delle trasformazioni del suo habitat e del degrado della
qualità dei corsi d’acqua in molte regioni, compresa la Basilicata che ospita
ancora il maggior numero di esemplari a livello nazionale. Se non si previene
ogni forma di grave inquinamento dei fiumi e dei laghi, se non si riduce il
disturbo e la trasformazione degli habitat anche nella nostra regione questa
specie potrebbe ridursi considerevolmente segnando così un netto bilancio
ambientale a sfavore della Biodiversità.
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venerdì 19 ottobre 2012
Cuccioli di cane come spazzatura gettata sotto i ponti
L’essere umano a volte compie
azioni incomprensibili, scadendo spesso in atteggiamenti difficilmente definibili
secondo i canoni dell’etica e del buon senso, che gettano una cupa ombra sul
senso sociale, producendo solo un forte senso di rabbia e sgomento.
Oggi (18 ottobre n.d.r.) purtroppo l’ennesima
conferma: durante un sopralluogo con una
troupe di documentaristi dell’ENEA impegnati nella realizzazione di un filmato
sulle bellezze naturalistiche lucane, ci siamo imbattuti in uno strano sacco di
plastica abbandonato sotto un ponte ormai poco frequentato a ridosso dell’area
industriale di Pisticci scalo. Indignazione e sconcerto sono stati i sentimenti
che hanno pervaso tutti noi, quando all’apertura del sacco abbiamo costatato la
presenza di nove cuccioli di cane appena nati (probabilmente di 2 o 3 giorni)
tutti purtroppo morti tranne uno che, agonizzante, ha lanciato gli ultimi
guaiti.
I video naturalistici che fino a
poco prima avevamo girato, emozionandoci per la bellezza delle colline lucane,
hanno presto lasciato il posto ad un senso di inadeguatezza rispetto alla
fredda e spietata immagine al cui cospetto ci siamo trovati.
Immediatamente sono stati allertati
gli organi competenti e, dopo la mancata risposta del Corpo Forestale dello Stato
e dei Vigili Urbani, siamo stati costretti a rivolgerci ai Carabinieri, che in
breve si sono recati sul posto per gli accertamenti necessari.
La ricostruzione degli eventi è tanto
semplice quanto agghiacciante: qualcuno ha lanciato i cagnolini giù dal ponte
dopo averli chiusi in un sacco di plastica per disfarsi di una cucciolata
probabilmente giudicata “di troppo”.
I comportamenti incivili passano
purtroppo sempre più spesso inosservati, anche a causa di un’assurda
assuefazione da parte della società civile rispetto alle azioni illecite,
illegali o immorali come questa.
Atti di questo genere vanno
condannati con forza, in quanto si tratta di vere e proprie forme di violenza,
perpetrata verso una forma di vita in quanto non funzionale ai propri scopi. Il
trionfo dell’individualismo oltre che della più bieca inciviltà.
martedì 28 agosto 2012
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