Per la prima volta un immaturo di
biancone nato in Basilicata e seguito via satellite dal mese di luglio del 2013 invece di estivare in Nord Africa, come ci si aspettava, sta
tornando in Europa! Pochi giorni fa infatti il giovane Egidio, questo il nome dato all'esemplare, ha attraversato lo
stretto di Gibiliterra! Per seguire la migrazione di ritorno visualizzare la mappa on line qui sotto.
Visualizza Egidio - autumn migration 2013 in una mappa di dimensioni maggiori
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giovedì 24 aprile 2014
Il biancone "Egidio" dall'Africa ritorna in Europa
sabato 8 marzo 2014
Uno stormo di gru in volo sopra Montescaglioso
08 marzo 2014 - Oggi pomeriggio intorno alle 16,00 uno stormo di 176 gru ha sorvolato l'abitato di Montescaglioso...Spettacolo della Natura in diretta! Dedicato a tutte le donne del mondo!
venerdì 7 marzo 2014
martedì 12 marzo 2013
Passaggio di Gru europee sopra Montescaglioso
Oggi 12 marzo intorno alle 18,10 uno stormo di circa 80 GRU sorvolava Montescaglioso ed andava dritto a nord. A pochi minuti avrebbe attraversato il Parco della Murgia materana. Purtroppo la scarsità della luce ha impedito di scattare qualche foto.
Nel mese di marzo questi eventi sono molto comuni nel sud Italia, dove si registrano passaggi di migliaia di gru che dall'emisfero sud si dirigono a nord e nord-est del continente europeo ed asiatico per riprodursi. Lo spettacolo della migrazione è fantastico, vedere uno stormo in formazione a V è decisamente suggestivo ed impagabile!
Qui sotto una cartina che mette in evidenza le aree di svernamento (in blu) e le aree di estivazione e riproduzione (giallo) che serva a capire l'enorme sforzo che compiono le gru per riprodursi. L'Italia, come si può notare, è fondamentalmente una zona di passaggio anche se alcuni individui possono fermarsi a svernare.
Nel mese di marzo questi eventi sono molto comuni nel sud Italia, dove si registrano passaggi di migliaia di gru che dall'emisfero sud si dirigono a nord e nord-est del continente europeo ed asiatico per riprodursi. Lo spettacolo della migrazione è fantastico, vedere uno stormo in formazione a V è decisamente suggestivo ed impagabile!
| Foto: Père Igor |
Qui sotto una cartina che mette in evidenza le aree di svernamento (in blu) e le aree di estivazione e riproduzione (giallo) che serva a capire l'enorme sforzo che compiono le gru per riprodursi. L'Italia, come si può notare, è fondamentalmente una zona di passaggio anche se alcuni individui possono fermarsi a svernare.
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| Fonte: http://commons.wikimedia.org/wiki/Image:Verbreitungskarte_des_Kranichs.png?uselang=it |
lunedì 1 ottobre 2012
Eventi Natura
IL FASCINO DELLA MIGRAZIONE:
ANCHE DA NOI UN'OCCASIONE PER SALUTARE CHI E' IN VIAGGIO PER IL SUD
giovedì 10 novembre 2011
Dalla Basilicata al Sahel: le aquile che migrano “al contrario”
Ugo Mellone, Università di Alicante
Avendo un paio d'ali, e dovendo raggiungere l'Africa dall'Italia, in che direzione volereste? La logica direbbe Sud, ma in natura le cose non sempre vanno secondo la nostra logica. A partire dal 2010, nel Parco Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane, è iniziato un progetto di studio della migrazione del Biancone (Circaetus gallicus), finanziato dall'Osservatorio Faunistico della Regione Basilicata e dall'Estación Biológica Terra Natura (Università di Alicante, Spagna). Ad oggi sono stati marcati con trasmittenti GPS/Argos, per la prima volta in Italia, cinque giovani esemplari.
Il Biancone è un'aquila che nidifica in boschi mediterranei, si nutre quasi esclusivamente di serpenti, e trascorre l'inverno prevalentemente in Africa tropicale. Il sistema GPS consente di localizzare i Bianconi con precisione e quindi di valutare le rotte di migrazione e le aree di svernamento.
Le trasmittenti, dal peso di 45 g (meno del 3% del peso delle aquile) funzionano tramite telemetria satellitare, una tecnica attraverso la quale è possibile seguire le migrazioni degli uccelli attraverso piccole radio alimentate da pannelli solari. Questi strumenti, che sono stati applicati tramite un leggerissimo "zainetto" pochi giorni prima che le giovani aquile si involassero dal nido, inviano dei dati (coordinate, ora e data) che sono poi scaricabili da internet.
I risultati del primo anno della ricerca sono stati appena pubblicati sulla prestigiosa rivista Journal of Avian Biology ("Extremely detoured migration in an inexperienced bird: interplay of transport costs and social interactions") e dimostrano come queste aquile, invece di raggiungere l'Africa volando dirette verso Sud, si dirigono veso Nord e poi attraverso la Francia raggiungono la Spagna e lo Stretto di Gibilterra, dove attraversano il Mediterraneo (guarda il 'viaggio' nella in photogallery). Successivamente, dopo alcuni giorni di viaggio sul Sahara, raggiungono le savane del Sahel dove trascorrono l'inverno.
Perchè questo percorso così tortuoso? La risposta è negli altissimi costi energetici e rischi associati all'attraversamento del mare, dove i Bianconi sono obbligati al dispendioso volo battuto. Raggiungere l'Africa dalla Sicilia implicherebbe almeno 140 km di volo sul mare, mentre da Gibilterra sono soltanto 14. E come fanno degli animali con pochi mesi di vita, e senza nessuna esperienza dimigrazione, a seguire un percorso tanto complesso? I ricercatori hanno ipotizzato che i giovani Bianconi apprendano il percorso seguendo individui adulti.
Queste ipotesi erano già state formulate sulla base di osservazioni di gruppi misti (adulti e giovani) in migrazione verso Nord in Italia centrale, ma è la prima volta che arriva la conferma tramite la tecnologia GPS.
Attualmente è possibile seguire quasi in tempo reale sul sito del Parco www.parcogallipolicognato.it la migrazione di tre individui, Federico, Pilar e Crocco, e le sorprese e i colpi di scena non stanno mancando: non tutti i giovani, infatti sembrano essere in grado di apprendere la migrazione "sicura" dagli adulti.
[nell'immagine sotto tragitti reali (in rosso, dalla Spagna) e ipotetici (in nero, dalla Sicilia) utilizzati da due giovani Bianconi per raggiungere l'Africa (Mellone et al. 2011, Journal of Avian Biology 42: 468-472)]

Fonte: greenreport.it
Avendo un paio d'ali, e dovendo raggiungere l'Africa dall'Italia, in che direzione volereste? La logica direbbe Sud, ma in natura le cose non sempre vanno secondo la nostra logica. A partire dal 2010, nel Parco Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane, è iniziato un progetto di studio della migrazione del Biancone (Circaetus gallicus), finanziato dall'Osservatorio Faunistico della Regione Basilicata e dall'Estación Biológica Terra Natura (Università di Alicante, Spagna). Ad oggi sono stati marcati con trasmittenti GPS/Argos, per la prima volta in Italia, cinque giovani esemplari.
Il Biancone è un'aquila che nidifica in boschi mediterranei, si nutre quasi esclusivamente di serpenti, e trascorre l'inverno prevalentemente in Africa tropicale. Il sistema GPS consente di localizzare i Bianconi con precisione e quindi di valutare le rotte di migrazione e le aree di svernamento.
Le trasmittenti, dal peso di 45 g (meno del 3% del peso delle aquile) funzionano tramite telemetria satellitare, una tecnica attraverso la quale è possibile seguire le migrazioni degli uccelli attraverso piccole radio alimentate da pannelli solari. Questi strumenti, che sono stati applicati tramite un leggerissimo "zainetto" pochi giorni prima che le giovani aquile si involassero dal nido, inviano dei dati (coordinate, ora e data) che sono poi scaricabili da internet.
I risultati del primo anno della ricerca sono stati appena pubblicati sulla prestigiosa rivista Journal of Avian Biology ("Extremely detoured migration in an inexperienced bird: interplay of transport costs and social interactions") e dimostrano come queste aquile, invece di raggiungere l'Africa volando dirette verso Sud, si dirigono veso Nord e poi attraverso la Francia raggiungono la Spagna e lo Stretto di Gibilterra, dove attraversano il Mediterraneo (guarda il 'viaggio' nella in photogallery). Successivamente, dopo alcuni giorni di viaggio sul Sahara, raggiungono le savane del Sahel dove trascorrono l'inverno.
Perchè questo percorso così tortuoso? La risposta è negli altissimi costi energetici e rischi associati all'attraversamento del mare, dove i Bianconi sono obbligati al dispendioso volo battuto. Raggiungere l'Africa dalla Sicilia implicherebbe almeno 140 km di volo sul mare, mentre da Gibilterra sono soltanto 14. E come fanno degli animali con pochi mesi di vita, e senza nessuna esperienza dimigrazione, a seguire un percorso tanto complesso? I ricercatori hanno ipotizzato che i giovani Bianconi apprendano il percorso seguendo individui adulti.
Queste ipotesi erano già state formulate sulla base di osservazioni di gruppi misti (adulti e giovani) in migrazione verso Nord in Italia centrale, ma è la prima volta che arriva la conferma tramite la tecnologia GPS.
Attualmente è possibile seguire quasi in tempo reale sul sito del Parco www.parcogallipolicognato.it la migrazione di tre individui, Federico, Pilar e Crocco, e le sorprese e i colpi di scena non stanno mancando: non tutti i giovani, infatti sembrano essere in grado di apprendere la migrazione "sicura" dagli adulti.
[nell'immagine sotto tragitti reali (in rosso, dalla Spagna) e ipotetici (in nero, dalla Sicilia) utilizzati da due giovani Bianconi per raggiungere l'Africa (Mellone et al. 2011, Journal of Avian Biology 42: 468-472)]

Fonte: greenreport.it
lunedì 19 settembre 2011
Progetto Biancone 2011
Anche quest’anno torna il “Progetto Biancone” finanziato già durante l’anno precedente dall’Osservatorio Faunistico della Regione Basilicata e condotto in collaborazione tra il Parco Regionale di “Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane” e l’Università di Alicante.
Il Biancone (Circaetus gallicus) è una specie migratrice che nidifica in ambienti mediterranei e sverna prevalentemente in Africa, mediante la telemetria satellitare e sfruttando la tecnologia GPS/Argos sarà possibile seguire gli spostamenti dei tre rapaci nei prossimi anni, studiare con precisione le rotte migratorie utilizzate e individuare le aree di svernamento.
Nello scorso luglio sono stati marcati con trasmettitori satellitari tre giovani Bianconi nati all’interno del Parco sito nel cuore della Basilicata, alle tre aquile sono stati dati i nomi di Federico, Pilar e Crocco.
Sul sito internet del Parco, all’interno di una pagina dedicata a questo progetto, sarà possibile seguire la migrazione dei tre animali attraverso aggiornamenti costanti.
Il link per visualizzare le mappe è il seguente:
http://www.parcogallipolicognato.it/ita/web/nav.asp?nav=130
Per ulteriori informazioni contattare:
peppelucia@gmail.com
ugomellone@libero.it
info@pargogallipolicognato.it
Il Biancone (Circaetus gallicus) è una specie migratrice che nidifica in ambienti mediterranei e sverna prevalentemente in Africa, mediante la telemetria satellitare e sfruttando la tecnologia GPS/Argos sarà possibile seguire gli spostamenti dei tre rapaci nei prossimi anni, studiare con precisione le rotte migratorie utilizzate e individuare le aree di svernamento.
Nello scorso luglio sono stati marcati con trasmettitori satellitari tre giovani Bianconi nati all’interno del Parco sito nel cuore della Basilicata, alle tre aquile sono stati dati i nomi di Federico, Pilar e Crocco.
Sul sito internet del Parco, all’interno di una pagina dedicata a questo progetto, sarà possibile seguire la migrazione dei tre animali attraverso aggiornamenti costanti.
Il link per visualizzare le mappe è il seguente:
http://www.parcogallipolicognato.it/ita/web/nav.asp?nav=130
Per ulteriori informazioni contattare:
peppelucia@gmail.com
ugomellone@libero.it
info@pargogallipolicognato.it
giovedì 22 luglio 2010
Avviato studio sul Biancone in Basilicata
PRENDE IL VIA IL PROGETTO DI STUDIO SUL BIANCONE NEL PARCO REGIONALE GALLIPOLI COGNATO PICCOLE DOLOMITI LUCANE ATTRAVERSO TELEMETRIA SATELLITARE
16/04/2010
Avviato un altro importante studio sui Rapaci in Basilicata dal Parco Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane e dall’Osservatorio Regionale degli Habitat Naturali e delle Popolazioni Faunistiche.
La Basilicata infatti ospita ancora importanti popolazioni di Rapaci ed alcune di esse, come il Biancone (Circaetus gallicus), meglio nota come Aquila dei serpenti, in Italia ha ormai una distribuzione molto ridotta e nel Parco resiste con alcune coppie nidificanti.
Su questi minacciati uccelli - che l’Ente Parco di concerto con il Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata intende tutelare con forza - il quadro delle conoscenze circa la biologia, la migrazione, le minacce e i fattori limitanti, risulta assai scarse.
Il progetto prevede di monitorare i siti riproduttivi già noti all’interno dell’area protetta, al fine di inanellare, da parte dei tecnici dell’Ente Parco appositamente autorizzati, i pulcini e dotarli, nella giusta fase di crescita, di trasmittente satellitare.
Questo ambizioso progetto, viene svolto in collaborazione e con l’appoggio di un partner Spagnolo dell’Università di Alicante, in possesso di notevole esperienza in questo settore e che da molti anni è impegnato in studi simili che hanno consentito di svelare le rotte migratorie seguite da rapaci di grosse dimensioni come ad esempio l’Aquila reale o l’Aquila del Bonelli.
La ricerca avviata, rappresenta la prima realizzata in Italia sul Biancone mediante tecnologia GPS/Argos; altri studi condotti a livello europeo su tale specie sono stati realizzati in Francia e Spagna e riguardano individui che seguono una rotta di migrazione molto meno interessante di quella dei bianconi italiani in quanto, l’attraversamento dello Stretto di Gibilterra è molto meno complesso di quello del Mediterraneo centrale (che non è conosciuto) e che quindi non consentono di effettuare considerazioni interessanti sulle strategie di orientamento e navigazione.
Il sistema GPS consentirà, una volta marcati gli individui, di localizzare i soggetti con precisione accuratissima e quindi di svolgere analisi dettagliate anche sui movimenti a scala ridotta che risulteranno particolarmente utili per l’applicazione delle giuste misure di conservazione a livello mediterraneo. I dati di localizzazione e movimentazione dei soggetti potranno essere visualizzati e scaricati direttamente da internet e consentiranno ad esempio di valutare le rotte di migrazione utilizzate per attraversare il Mediterraneo e il Sahara, differenze di strategia migratoria tra adulti e giovani, uso del territorio durante lo svernamento in Africa e la riproduzione in Basilicata, il confronto dei parametri di migrazione degli individui nati in Basilicata con quelli degli individui che migrano dalla Spagna, verifica dell’eventuale sovrapposizione dei quartieri di svernamento tra individui italiani e spagnoli, valutare i tassi di mortalità e relative cause.
L’impegno messo da parte degli Enti per l’avvio di questo innovativo progetto insieme ad altri in favore della fauna selvatica minacciata di estinzione già avviati dall’Ente, manifestano la volontà a di individuare le strategie più idonee al fine di garantire il mantenimento e l’incremento della biodiversità nel territorio lucano.
Il Presidente
Dr. Rocco Rivelli
16/04/2010
Avviato un altro importante studio sui Rapaci in Basilicata dal Parco Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane e dall’Osservatorio Regionale degli Habitat Naturali e delle Popolazioni Faunistiche.
La Basilicata infatti ospita ancora importanti popolazioni di Rapaci ed alcune di esse, come il Biancone (Circaetus gallicus), meglio nota come Aquila dei serpenti, in Italia ha ormai una distribuzione molto ridotta e nel Parco resiste con alcune coppie nidificanti.
Su questi minacciati uccelli - che l’Ente Parco di concerto con il Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata intende tutelare con forza - il quadro delle conoscenze circa la biologia, la migrazione, le minacce e i fattori limitanti, risulta assai scarse.
Il progetto prevede di monitorare i siti riproduttivi già noti all’interno dell’area protetta, al fine di inanellare, da parte dei tecnici dell’Ente Parco appositamente autorizzati, i pulcini e dotarli, nella giusta fase di crescita, di trasmittente satellitare.
Questo ambizioso progetto, viene svolto in collaborazione e con l’appoggio di un partner Spagnolo dell’Università di Alicante, in possesso di notevole esperienza in questo settore e che da molti anni è impegnato in studi simili che hanno consentito di svelare le rotte migratorie seguite da rapaci di grosse dimensioni come ad esempio l’Aquila reale o l’Aquila del Bonelli.
La ricerca avviata, rappresenta la prima realizzata in Italia sul Biancone mediante tecnologia GPS/Argos; altri studi condotti a livello europeo su tale specie sono stati realizzati in Francia e Spagna e riguardano individui che seguono una rotta di migrazione molto meno interessante di quella dei bianconi italiani in quanto, l’attraversamento dello Stretto di Gibilterra è molto meno complesso di quello del Mediterraneo centrale (che non è conosciuto) e che quindi non consentono di effettuare considerazioni interessanti sulle strategie di orientamento e navigazione.
Il sistema GPS consentirà, una volta marcati gli individui, di localizzare i soggetti con precisione accuratissima e quindi di svolgere analisi dettagliate anche sui movimenti a scala ridotta che risulteranno particolarmente utili per l’applicazione delle giuste misure di conservazione a livello mediterraneo. I dati di localizzazione e movimentazione dei soggetti potranno essere visualizzati e scaricati direttamente da internet e consentiranno ad esempio di valutare le rotte di migrazione utilizzate per attraversare il Mediterraneo e il Sahara, differenze di strategia migratoria tra adulti e giovani, uso del territorio durante lo svernamento in Africa e la riproduzione in Basilicata, il confronto dei parametri di migrazione degli individui nati in Basilicata con quelli degli individui che migrano dalla Spagna, verifica dell’eventuale sovrapposizione dei quartieri di svernamento tra individui italiani e spagnoli, valutare i tassi di mortalità e relative cause.
L’impegno messo da parte degli Enti per l’avvio di questo innovativo progetto insieme ad altri in favore della fauna selvatica minacciata di estinzione già avviati dall’Ente, manifestano la volontà a di individuare le strategie più idonee al fine di garantire il mantenimento e l’incremento della biodiversità nel territorio lucano.
Il Presidente
Dr. Rocco Rivelli
lunedì 20 aprile 2009
Il ritorno del Capovaccaio Arianna

La linea verde rappresenta la migrazione di andata.
All'indirizzo http://www.capovaccaio.it/sito2/italiano/indexit.htm è possibile seguire la rotta che sta seguendo il Capovaccaio Arianna per tornare in Italia.
Arianna è un capovaccaio nato nel centro di riproduzione in Toscana e liberato nell'Oasi LIPU di Gravina di Laterza nel 2006.
Dal settembre 2006 ha svernato in Mali e solo da pochi giorni ha deciso di intraprendere la migrazione di ritorno.
La radio satellitare offre la possibilità di seguire per la prima volta in assoluto la migrazione di ritorno di un esemplare di capovaccaio nato in cattività e liberato in Italia con il metodo Hacking.
Con molta probabilità Arianna potrebbe raggiungere le aree della provincia di Matera o quelle limitrofe della Puglia e aggregarsi ai capovaccai presenti in zona.
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