venerdì 15 giugno 2018
giovedì 14 giugno 2018
UN AVVOLTOIO GRIFONE CURATO E RIABILITATO PRESSO IL CRAS MATERANO RITORNA A VOLARE NEL PARCO NAZIONALE DEL POLLINO
Un giovane avvoltoio
Grifone (Gyps fulvus), recuperato
nello scorso ottobre in Toscana, località Lastra a Signa (FI) in stato di forte
debilitazione e con una frattura alla tibia destra, operato con urgenza dal
dott. Simone Scoccianti presso il Vet Hospital H24 di Firenze, è stato affidato
al CRAS di Matera su richiesta e autorizzazione dell’Azienda USL Toscana Centro
(Dott. E. Loretti) per la successiva riabilitazione, con la supervisione
scientifica della dott.ssa Olimpia Lai del Dipartimento di Medicina Veterinaria
dell’Università di Bari.
Dopo aver superato
la delicata fase post-operatoria, l’esemplare, con un’apertura alare di 2 metri
e mezzo, ha intrapreso il percorso di cura e riabilitazione in una voliera a
sua completa disposizione per il recupero funzionale dell’arto fratturato. Gli
operatori del CRAS hanno garantito quotidianamente ogni cura e assistenza,
fornendogli alimentazione adeguata alla sua natura di necrofago e la massima
tranquillità. I controlli clinici successivi effettuati presso la Clinica
Centro Veterinario Einaudi – Gruppo CVIT di Bari hanno permesso di valutare il
normale processo di riparazione della frattura e la rimozione dei mezzi di
osteosintesi.
Finalmente, dopo 4
mesi presso il CRAS materano, il giovane Grifone è stato trasferito nel Parco
Nazionale del Pollino, il cui Ufficio Conservazione guidato dal dott. Pietro
Serroni ha subito offerto la propria
disponibilità ad ospitarlo per un breve periodo di ambientamento pre-rilascio
in una voliera posta sul ciglio delle Gole del Raganello, nei pressi di Civita.
Nei giorni scorsi con la collaborazione del dott. Pino Cortone, l’esemplare è
stato marcato con anello metallico dell’INFS, anello colorato con codice
alfanumerico, ed equipaggiato con logger GPS che potrà consentire di seguire “in remoto” i suoi spostamenti grazie all’invio delle coordinate geografiche
rilevate dal logger.
Per la reintroduzione in natura il personale e i collaboratori del CRAS hanno scelto l’area
calabrese del Pollino, sia per la relativa breve distanza dal Centro,
fondamentale per evitare inutili stress da trasporto al giovane “dimesso”, sia
per la presenza di un nucleo di grifoni che da anni frequentano regolarmente le
spettacolari ed imponenti Gole del
Raganello, risultato di un progetto di reintroduzione attuato dall’Ente Parco a
partire dal 2002; il personale del Parco rifornisce regolarmente un carnaio da
diversi anni al fine di garantire una sicura risorsa trofica per questi
straordinari avvoltoi, costituendo così un altro vantaggio per il giovane
appena restituito all’ambiente.
Il Responsabile del CRAS Matteo Visceglia dichiara:
“Siamo molto soddisfatti
per il rilascio del giovane Grifone, risultato ottenuto in circa 8 mesi di
lavoro durante i quali abbiamo potuto dimostrare come il nostro Centro, con
l’aiuto di vari professionisti bravi e preparati, in primis la dott.ssa Olimpia
Lai, riesce a ottenere ottimi risultati
pur in presenza di una situazione generale gestionale ancora da migliorare. Nonostante
tutto, le nostre attività proseguono incessantemente facendo leva sulle nostre sole
forze e possibilità e sulla nostra volontà di contribuire concretamente nel
complesso lavoro di soccorso, cura e riabilitazione della fauna selvatica.
Siamo fiduciosi per il futuro, visto che pochi giorni fa ci è giunta notizia
che la Regione Basilicata a partire da quest’anno avrebbe deciso di sostenere i
4 CRAS lucani attualmente riconosciuti. Per questo motivo in questo periodo
stiamo riaprendo le porte ai cittadini per la consegna o l’affidamento di
esemplari in difficoltà che necessitano di cure, e già in questi giorni le
strutture del centro hanno nuovi ospiti”.
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domenica 6 maggio 2018
CRAS A RISCHIO CHIUSURA IN PROVINCIA DI MATERA
Tg3 Basilicata del 6 maggio 2018
venerdì 27 aprile 2018
CRAS A RISCHIO CHIUSURA IN PROVINCIA DI MATERA
Istituiti
dalla Provincia di Matera nel 2003 in ottemperanza alla Legge 157/92 e alla
Legge Regionale 2/95, i Centri Recupero Animali Selvatici delle Riserve Naturali
Regionali di San Giuliano e Bosco Pantano negli ultimi quindici anni hanno
garantito al territorio e alla cittadinanza importanti attività riferite al
soccorso della fauna e alla sua tutela e conservazione. Nonostante
l’importante ruolo territoriale, tali strutture hanno da
sempre goduto di una scarsa attenzione e volontà istituzionale nel garantire
alla collettività un servizio, peraltro previsto
per Legge, con le relative garanzie gestionali ad esse riferite, indispensabili
ad assicurare le necessarie risorse per il loro ottimale e regolare
funzionamento.
Spesso dimenticate
e mai considerate adeguatamente, le società e le associazioni preposte a tale
importante compito, svolto anche in
stretta collaborazione con organismi dello Stato come Carabinieri Forestali,
Capitanerie di Porto, Guardia di Finanza, Questura e Polizie Locali, hanno assicurato nel tempo servizi qualificati
al territorio utilizzando proprie risorse finanziarie, salvaguardando attività di
utilità sociale come soccorso, recupero, cura e conservazione della fauna selvatica
rinvenuta sul territorio regionale, assumendosi anche responsabilità civili e penali. Pur
avendo svolto con costanza e determinazione il proprio compito, ad oggi i
numerosi problemi gestionali e infrastrutturali che riguardano tali presidi restano
ancora irrisolti nonostante le varie e puntuali segnalazioni e richieste di
aiuto da parte dei responsabili.
Grazie al
personale qualificato e specializzato impegnato, ogni anno i due CRAS
provinciali accolgono, curano e rimettono in natura centinaia di esemplari
appartenenti a specie protette o a rischio di estinzione ancora presenti nei
nostri territori, patrimonio comune e bene inalienabile dello Stato. Nel corso dell’anno 2017 sono state garantite
tutte le attività senza alcuna interruzione del servizio, con positivi
risultati in termini di numero di interventi effettuati, assicurando assistenza
veterinaria a 660 esemplari di cui
430 presso il CRAS di San Giuliano e 230 presso il CRAS di Policoro con la
quasi totalità degli animali appartenenti a specie protette dalle normative
nazionali ed europee in quanto di particolare interesse scientifico e di
conservazione.
La
gestione veterinaria di ogni singolo esemplare e tutte le successive e
necessarie fasi che portano al totale recupero e rilascio in natura comporta un
notevole impegno gestionale, economico e lavoro quotidiano senza alcuna interruzione
durante l’intero anno.
Riconosciuti
ed apprezzati da chi opera sul territorio regionale e riferimento strutturale non
solo nazionale per quanto realizzato negli anni grazie anche ad autorevoli
collaborazioni scientifiche e progetti di rilevanza Europea, i due centri del
materano vengono totalmente disconosciuti e non valorizzati a livello locale, considerata
la puntuale “incertezza” che si verifica nel mettere annualmente a disposizione
i necessari contributi che per la loro
esiguità certamente non risolvono tanti problemi e poco contribuiscono al buon
funzionamento delle strutture e dei servizi previsti per legge e di grande rilevanza
per la tutela della biodiversità in Basilicata.
I
responsabili dei CRAS di San Giuliano e di Policoro con una accorata e dettagliata
nota inviata in data 4 febbraio al Presidente e all’Assessore all’Ambiente della
Regione Basilicata, hanno evidenziato ancora una volta, che venissero accolte
con la massima urgenza le richieste dei due centri di recupero. Inoltre nei
giorni scorsi è stata comunicata la difficile situazione dei 2 CRAS materani anche
al Prefetto di Matera, ai Carabinieri
Forestali e a molti Sindaci dei comuni della provincia di Matera, fruitori abituali
di tale servizio, con lo scopo di sensibilizzare anche altri enti locali ed
istituzioni al problema che stanno vivendo le due strutture.
“In virtù di una difficile e complessa situazione gestionale
che si trascina ormai da anni - dichiarano Visceglia e Colucci,
responsabili dei due Centri - informiamo
che per ragioni burocratiche e
gestionali, non potremo garantire ulteriori interventi di soccorso, prestazioni
veterinarie, cure e riabilitazione. Pertanto, in riferimento ad un quadro
generale che attiene alle normative legate alla detenzione e gestione di esemplari
di specie protette, al rapporto e alla tutela del personale impegnato,
comunichiamo la sofferta decisione di dover sospendere al momento ogni forma di
recupero, affidamento e ricovero di altri animali selvatici a supporto delle
Amministrazioni locali, Forze dell’Ordine, Associazioni e Cittadini.
Per quanto nelle nostre possibilità e con grandi
sacrifici personali garantiremo comunque assistenza quotidiana
agli oltre 100 esemplari già presenti nei CRAS poiché non più liberabili in
natura. Pertanto
invitiamo gli Enti preposti alla
tutela della fauna e della biodiversità regionale a comprendere le nostre
preoccupazioni e motivazioni, assicurando
sin da ora la nostra piena e fattiva collaborazione non appena in possesso delle
condizioni e rassicurazioni necessarie
alla prosecuzione di tale servizio”.
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domenica 7 gennaio 2018
Ancora un Lupo vittima delle strade
Il 29 dicembre
scorso intorno alle 23,30 sulla strada
provinciale SP 3 Matera-Metaponto nei pressi del bivio di Montescaglioso è
stato ritrovato un maschio adulto di lupo da poco travolto da un veicolo in
transito. A segnalare ai Carabinieri della locale stazione la presenza del
corpo ancora caldo e senza vita è stata Mina Matarrese dell’associazione “Il
Branco”. La grossa mole, il colore rossiccio
ed altre caratteristiche le hanno fatto escludere un ennesimo cane vittima del
road killing facendo invece subito pensare al raro
predatore. Trattandosi di specie di interesse scientifico si è subito attivata per
avviare la procedura legale per la rimozione della carcassa mediante
l'intervento del veterinario ASL reperibile dott. Angelo Leogrande e con la
collaborazione della ditta Materapet per il successivo trasporto presso la
Sezione di Matera dell'IZS (Istituto Zooprofilattico Sperimentale).
“E’ molto importante –
dichiara Matteo Visceglia, Responsabile del CRAS materano - la collaborazione dei cittadini nella
segnalazione e recupero di esemplari deceduti di elevato valore scientifico e
naturalistico come Lupo, Lontra, Gatto selvatico, tanto per citare solo alcune specie. Le analisi e i dati che si possono
raccogliere con i vari esami scientifici contribuiscono sempre ad una migliore
conoscenza delle problematiche della specie e conseguentemente alla migliore
conservazione e tutela attraverso programmi mirati di prevenzione”.
Nei prossimi giorni
saranno effettuate tutte le analisi necessarie per la caratterizzazione
dell'esemplare, in particolare quelle necroscopiche per stabilire le cause
della morte (che si presume siano dovute all'impatto di un veicolo) oltre a quelle
parassitologiche, tossicologiche e genetiche.
Il ritrovamento di
lupi investiti sulle strade in Italia è ormai un fatto piuttosto frequente,
segno di un reale incremento della popolazione di questa specie anche in aree
dove fino ad alcuni anni fa tale evento era piuttosto raro. In Italia si stanno
monitorando con attenzione tutti i casi di mortalità, in particolare gli atti
di bracconaggio e avvelenamento, che non sono affatto rari. Purtroppo, anche
dalla lettura di articoli, comunicati e notizie diffuse sui social, si ha la netta percezione che siano davvero
tanti i lupi che in Italia perdono la vita per mano dell'uomo.
Una recente raccolta
di dati avviata attraverso la pagina Facebook “Lupi morti in Italia” e promossa dal
gruppo di ricerca di italianwildwolf.com ha
già fatto registrare segnali piuttosto preoccupanti. Secondo alcuni dati
presentati nel mese scorso al convegno Wolf and Nature
svoltosi a Gravina in Puglia, in un solo anno in Italia, dal 1 novembre
2016 al 30 ottobre 2017, sono stati
registrati 77 casi di lupi vittime di bracconaggio o investimenti stradali di
cui 8 nella sola Basilicata. L'espansione del Lupo per fortuna si è avuta, ed è
tuttora in corso, lungo tutta la penisola
dando così un segnale positivo di una natura in fermento ecologico che cerca di
riprendersi ciò che in passato le era stato tolto. Ma proporzionalmente si
registrano purtroppo anche gli effetti di quella atavica e spesso
ingiustificata paura del lupo "cattivo" antagonista dell’uomo.
Il Lupo sta attraversando
un periodo difficile per il rapporto problematico e quasi sempre conflittuale
con gli allevatori – conclude Visceglia
- ma occorre fare ogni sforzo per
trovare adeguate soluzioni che favoriscano una migliore convivenza tra questa
specie e le attività zootecniche. Anche
il turismo legato alle aree protette può trarre benefici per la presenza del
lupo e di altre specie carismatiche.
mercoledì 27 dicembre 2017
Nuovo ritrovamento di Lontra in Basilicata
Da Facebook
Ieri pomeriggio abbiamo ricevuto una comunicazione da Antonio Iannibelli, fotografo naturalista lucano che ringraziamo per la sua sensibilità, relativa alla presenza di una carcassa di lontra, presumibilmente investita, lungo la statale 106 Ionica in agro di Scanzano. Con l'aiuto di volontari ed in particolare di Gianluca Costantini abbiamo potuto oggi recuperare il corpo della povera lontra evitando che potesse essere distrutto dai veicoli o che fosse danneggiato o fatto sparire da altri necrofagi. Probabilmente la stessa era sul bordo della carreggiata già dalla notte di Natale o dall'alba di ieri! Questo è il terzo esemplare che è stato recuperato dal CRAS negli ultimi 5 mesi. L'ultimo risale a circa 20 giorni fa. Come di consueto la carcassa sarà consegnata all'IZS di Matera per le analisi previste dai protocolli di monitoraggio della specie. Raccomandiamo sempre di segnalare tempestivamente questi ritrovamenti alle autorità sanitarie e solo in caso di difficoltà avvisare i CRAS della zona che, nei limiti delle proprie possibilità, possono contribuire ad evitare che le carcasse vengano disperse o danneggiate, privando gli enti di ricerca dell'opportunità di effettuare esami ed analisi a scopo scientifico. E' inutile sottolineare l'importanza di prestare molta attenzione quando si guida, soprattutto di notte e all'alba, per evitare incidenti di qualsiasi tipo che coinvolgono uomini e animali.
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=2024123884526285&set=a.1385513781720635.1073741828.100007860792280&type=3&theater
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10204153960606922&set=a.3790407936405.1073741825.1763329716&type=3&theater
Foto: Matteo Visceglia
Ieri pomeriggio abbiamo ricevuto una comunicazione da Antonio Iannibelli, fotografo naturalista lucano che ringraziamo per la sua sensibilità, relativa alla presenza di una carcassa di lontra, presumibilmente investita, lungo la statale 106 Ionica in agro di Scanzano. Con l'aiuto di volontari ed in particolare di Gianluca Costantini abbiamo potuto oggi recuperare il corpo della povera lontra evitando che potesse essere distrutto dai veicoli o che fosse danneggiato o fatto sparire da altri necrofagi. Probabilmente la stessa era sul bordo della carreggiata già dalla notte di Natale o dall'alba di ieri! Questo è il terzo esemplare che è stato recuperato dal CRAS negli ultimi 5 mesi. L'ultimo risale a circa 20 giorni fa. Come di consueto la carcassa sarà consegnata all'IZS di Matera per le analisi previste dai protocolli di monitoraggio della specie. Raccomandiamo sempre di segnalare tempestivamente questi ritrovamenti alle autorità sanitarie e solo in caso di difficoltà avvisare i CRAS della zona che, nei limiti delle proprie possibilità, possono contribuire ad evitare che le carcasse vengano disperse o danneggiate, privando gli enti di ricerca dell'opportunità di effettuare esami ed analisi a scopo scientifico. E' inutile sottolineare l'importanza di prestare molta attenzione quando si guida, soprattutto di notte e all'alba, per evitare incidenti di qualsiasi tipo che coinvolgono uomini e animali.
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Foto: Matteo Visceglia
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domenica 10 dicembre 2017
ANCORA UNA LONTRA VITTIMA DEL ROAD KILLING IN BASILICATA
Giovedì scorso 7
dicembre, grazie ad una segnalazione pervenuta direttamente al CRAS da alcuni automobilisti,
è stata recuperata l'ennesima Lontra morta a causa di un investimento stradale.
Il ritrovamento è avvenuto in territorio di Grassano e l'esemplare, un maschio
di 8 kg, era certamente parte di un nucleo vitale che frequenta regolarmente il
medio tratto del fiume Basento, così come risulta da precedenti e svariati monitoraggi.
Il precedente ritrovamento risale al 15 agosto scorso quando un altro esemplare
venne ritrovato e recuperato dal CRAS in territorio di Bernalda non lontano dal
fiume Bradano.
La prossima
settimana la carcassa, purtroppo non completamente integra a causa del
danneggiamento del cranio, sarà trasportata presso la Sezione di Matera
dell'IZS Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Puglia e Basilicata per gli
accertamenti e le analisi necessarie, così come viene effettuato in tutta
Italia per casi simili, secondo un protocollo approvato dal Ministero
dell'Ambiente e in linea con il Piano di Azione per la Conservazione della
Lontra in Italia.
Il CRAS di Matera,
insieme ad altri centri di recupero riconosciuti dalla Regione Basilicata, è da
anni un punto di riferimento e struttura operativa per il recupero di esemplari,
vittime del cosiddetto "road
killing", di elevato valore naturalistico e scientifico, come Lontra,
Lupo, Gatto selvatico, ecc. Certamente è un vero peccato la perdita di questo
esemplare ma è altrettanto vero che grazie alla raccolta capillare dei dati biometrici
e necroscopici ricavabili dalle carcasse e dai siti di ritrovamento si sta
cercando di delineare un quadro generale sulle principali cause di mortalità in
Italia, utile e necessario per elaborare, attraverso un apposito piano di
conservazione, attuato auspicabilmente da istituzioni locali e nazionali, eventuali
strategie mirate alla mitigazione dell'impatto negativo prodotto sulla specie
soprattutto dalla rete viaria, sempre più pericolosa ed impattante anche per la
nostra fauna di elevato valore naturalistico e simbolo stesso della
Biodiversità regionale. Ricordiamo che la popolazione lucana di Lontra è la più
importante a livello nazionale sia per numero di esemplari sia per diffusione
sul territorio essendo presente su tutti i principali corsi d'acqua e bacini
idrografici.
Invitiamo coloro che
rinvengono lontre ferite o morte a segnalarlo tempestivamente alle autorità
sanitarie preposte e agli organi di Polizia che provvederanno a mettere tempestivamente
in atto il protocollo di recupero e trasferimento presso l’IZS più vicino. In
caso di necessità è possibile contattare il CRAS al n. 3391637510 per chiedere
suggerimenti o consigli in caso di difficoltà.
Matteo Visceglia , Responsabile CRAS Riserva Regionale di San Giuliano
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martedì 31 ottobre 2017
Liberato un giovane gheppio dopo le cure del CRAS
31 OTTOBRE 2017 - NEWS DAL CRAS
Oggi pomeriggio con Mariangela abbiamo provveduto a rilasciare un giovane gheppio consegnatoci lo scorso luglio all' età di circa 1 mese e con un trauma all'ala fortunatamente risolto con adeguate cure e molta riabilitazione in voliera. Il CRAS ringrazia ancora una volta la dott.ssa Olimpia Lai per il suo prezioso aiuto per gli aspetti veterinari e il dott. Egidio Fulco per aver inanellato l'esemplare. La liberazione è avvenuta nel Parco della Murgia Materana non lontano dalla zona di nascita e ritrovamento. Quando si reinserisce in natura un esemplare di specie protetta occorrono pochi attimi, il tempo cioè di aprire il box e lasciarlo andare. Per le sue cure e mantenimento sono stati necessari invece 106 giorni! Ricordiamo che i CRAS svolgono, quasi sempre in silenzio e con molti sacrifici, un notevole servizio di pubblica utilità per la tutela della fauna, il soccorso degli esemplari in difficoltà e la conservazione della biodiversità del territorio.
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1995701714035169&set=a.1385513781720635.1073741828.100007860792280&type=3&theater
Oggi pomeriggio con Mariangela abbiamo provveduto a rilasciare un giovane gheppio consegnatoci lo scorso luglio all' età di circa 1 mese e con un trauma all'ala fortunatamente risolto con adeguate cure e molta riabilitazione in voliera. Il CRAS ringrazia ancora una volta la dott.ssa Olimpia Lai per il suo prezioso aiuto per gli aspetti veterinari e il dott. Egidio Fulco per aver inanellato l'esemplare. La liberazione è avvenuta nel Parco della Murgia Materana non lontano dalla zona di nascita e ritrovamento. Quando si reinserisce in natura un esemplare di specie protetta occorrono pochi attimi, il tempo cioè di aprire il box e lasciarlo andare. Per le sue cure e mantenimento sono stati necessari invece 106 giorni! Ricordiamo che i CRAS svolgono, quasi sempre in silenzio e con molti sacrifici, un notevole servizio di pubblica utilità per la tutela della fauna, il soccorso degli esemplari in difficoltà e la conservazione della biodiversità del territorio.
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1995701714035169&set=a.1385513781720635.1073741828.100007860792280&type=3&theater
lunedì 30 ottobre 2017
Liberato un giovane Saettone occhirossi
News dal CRAS
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1995303150741692&set=a.1385513781720635.1073741828.100007860792280&type=3&theater
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venerdì 5 maggio 2017
Accoppiamento di grillai all'interno della cassetta nido
E' la prima volta che abbiamo potuto documentare, mediante una microtelecamera che trasmette immagini ad un computer, l'accoppiamento di falchi grillai all'interno di una cassetta nido artificiale. Di norma gli accoppiamenti avvengono all'esterno, seppure nelle sue vicinanze. Il nido viene monitorato dal CRAS da alcuni anni allo scopo di raccogliere informazioni sulla biologia riproduttiva di questa specie.
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martedì 18 aprile 2017
13 cicogne bianche tra Matera e Santeramo
Una vita in equilibrio
di Franco Labarile
Può capitare a volte, a chi si occupa di fotografia naturalistica, di scoprire animali, uccelli, piante o tutto quello che fa parte del nostro ambiente, proprio a due passi da casa, non necessariamente in luoghi esotici o lontanissimi. Da anni seguo una mia personale tensione interiore che mi porta a "guardare" la realtà in cui vivo con occhio "mitico". Ritengo che ognuno di noi ha dentro di se un "orizzonte mitico" che può trovare espressione proprio attraverso la fotografia. Non rinunciare mai a questo "orizzonte mitico" ritengo sia una possibilità di salvezza dall'alienazione e dalla nevrosi che ci schiaccia tutti. E' per questo motivo che inseguo uccelli, migratori, volpi e tutto ciò che mi provoca emozioni. Le cicogne rappresentano un potente simbolo di rinascita, di purezza e leggerezza oltre che di completezza estetica. Non è la prima volta che scopro le cicogne nel nostro territorio. L'anno scorso ne scoprii 5 ai piedi delle Murge, tra Santeramo ed Altamura, e raccontai la storia dell'avvistamento sul Periodico "Partecipare" di Santeramo in Colle. Quest'anno,invece, proprio il giorno di Pasqua, nel pomeriggio, mentre da Torre Spagnola (MT) mi dirigevo verso Jesce, a ridosso della ex ss.271, vedevo su un traliccio dell'alta tensione, come equilibristi sul filo, tredici splendide cicogne. Nella zona un violento temporale, con fulminazioni, tuoni e colpi di vento. C'erano tutte le condizioni per una sosta forzata per le cicogne, in viaggio migratorio. Iniziai a distanza a fotografare e sempre più estasiato guardavo come sul filo del traliccio scorrevano vite aeree. A casa rividi le foto e scoprivo,come già accaduto, una cicogna inanellata. Stamane levataccia e batticuore... sperando di ritrovarle per cercare di leggere l'anello. Dopo vari tentativi si dirigono dal traliccio ad un campo incolto . Sono letteralmente occultato in auto a distanza notevole e dopo circa un ora riesco a leggere l'anello.
Spedisco tutto all'ISPRA per l'identificazione finale. Posso solo dirvi che, con buona probabilità, si tratta di una "tedescona"... Ma non aggiungo altro, riservandomi di informarvi quando l'ISPRA invierà il report..."mitico".
Foto di Franco Labarile.
venerdì 31 marzo 2017
Abbattuti gli alberi dormitorio di 800 falchi grillai
Bernalda (Mt), ha vinto il menefreghismo
Non sono bastate le note trasmesse già dallo scorso marzo 2016 all'Amministrazione comunale di Bernalda (Mt), quando intraprese il sistematico (e opinabile!) taglio di circa 250 alberi caratterizzanti il verde urbano comunale, destando uno sconcerto dibattuto sui media. "Oggi - evidenzia Enzo Cripezzi della a Lipu -sono stati vergognosamente abbattuti gli ultimi 2 grandi pini, scampati in quella occasione proprio in quanto "dormitori" della locale popolazione di 800 falchi Grillai".
I Grillai sono piccoli rapaci contemplati da norme di tutela nazionali, Direttive comunitarie e Convenzioni internazionali. Ma non a Bernalda.
Anche quest'anno, con chirurgica puntualità a marzo (non in autunno o inverno!!!), quando i falchi appena arrivati, stremati da migliaia di km, iniziano la fase riproduttiva cercando di ricostituire le energie perse durante la migrazione, ecco rincorrersi le voci dell'imminente abbattimento degli ormai famosi pini di via Ferri.
Di nuovo le comunicazioni della Lipu al Comune e altri Enti e Autorità.
Di nuovo, come nel 2016, nessuna risposta.
Di nuovo le proteste di alcuni cittadini sensibili, come la signora Silvana Di Pace da sempre in prima linea.
Infine l'esecuzione sommaria di oggi!
Una storia triste che va ben oltre competenze e meandri normativi: il rispetto per un bene pubblico come i falchi Grillai, di grande importanza per il mondo scientifico e oggetto di grandi sforzi da parte di Associazioni ed Enti, quindi una opportunità di valorizzazione territoriale... buttato invece nella spazzatura, in favore dell'interesse di pochi e in ossequio a una logica malata.
"E così - puntualizzano alla Lipu - mentre mercoledì scorso nella vicina Matera andava in scena la bella cerimonia pubblica per la premiazione di un bambino che aveva salvato un giovane falco Grillaio, a Bernalda qualcuno riporta la lancetta del tempo al Medioevo sfrattando un dormitorio di oltre 800 falchi".
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lunedì 27 marzo 2017
Recuperata carcassa di Lupo investito sulla Basentana
CON LA COLLABORAZIONE DI CITTADINI IL CRAS CONTRIBUISCE AL RECUPERO DI PREZIOSI ESEMPLARI DA SOTTOPORRE AD ESAMI ED ACCERTAMENTI
Nella giornata di sabato 25 marzo è stata recuperata dal CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) della Riserva Naturale Regionale di San Giuliano la carcassa di un Lupo lungo la statale 407 Basentana, in territorio di Ferrandina, in provincia di Matera.
A segnalarne la presenza la notte precedente era stato un
automobilista materano, Michele
Maragno, che aveva notato un Lupo vistosamente
ferito che si trascinava con la forza di una sola zampa oltre il ciglio
stradale per poi sparire nel buio. La mattina successiva, nella speranza di
consentire il ritrovamento del Lupo ancora vivo era stato informato anche il
responsabile del CRAS materano che
si è subito attivato facendosi accompagnare sul posto per un primo sopralluogo
dallo stesso automobilista, resosi disponibile. Dopo una breve ricerca è stato
individuato il Lupo, un maschio adulto purtroppo già morto, nascosto nel fitto
della vegetazione lungo la scarpata sottostante la statale.
Nel frattempo è stato informato il dott. Picerno veterinario
ASL in turno di reperibilità, che
giunto sul posto e constatato il decesso avvenuto probabilmente nelle ore
precedenti, ha affidato
l’esemplare al responsabile del CRAS Matteo Visceglia per la sua conservazione temporanea in congelatore. Già
nella giornata di oggi è stata trasferita dallo stesso presso la sezione di
Matera dell’IZS (Istituto Zooprofilattico Sperimentale) di Puglia e Basilicata
per le analisi necroscopiche, gli accertamenti sanitari e genetici, nell’ambito
di un piano generale finalizzato alla raccolta di dati sulla specie in Italia.
In soli 4 mesi questo è il secondo Lupo investito sulle
strade del materano e recuperato dal CRAS. Il caso precedente riguardava un
esemplare femmina trovato morto sulla provinciale Matera Metaponto non lontano
da Pomarico.
E’ molto probabile che questi ritrovamenti siano solo alcuni
dei casi conosciuti e che molti altri esemplari a seguito degli incidenti vanno
a morire oltre le strade senza che nessuno possa fare qualcosa né accorgersi
della loro presenza. Nella maggior parte dei casi gli automobilisti non
riconoscono con certezza la specie, soprattutto di notte, e pensano si tratti di cani randagi
vaganti.
sabato 14 gennaio 2017
venerdì 13 gennaio 2017
NEVE E GELO AL SUD COLPISCONO LA FAUNA SELVATICA
LIPU: chiusura anticipata della caccia e maggiore vigilanza sulle regioni martoriate
Neve e gelo da giorni dominano tutto il territorio della Basilicata e della Puglia oltre che dell’intero Centro-Sud, con temperature in picchiata e terreni ricoperti per buona parte dalla neve e dal ghiaccio.
Anche il mondo della natura, come le popolazioni umane, sta vivendo un periodo difficile. Le temperature rigide e i terreni ricoperti di neve rappresentano condizioni estreme, fatali per gli uccelli ed i mammiferi selvatici, i quali hanno serie difficoltà a reperire il cibo ed a trovare rifugi idonei.
Nelle aree che man mano nei prossimi giorni saranno più libere dalla neve e dal ghiaccio si concentreranno molti animali alla disperata ricerca di cibo e di temperature più sopportabili. Tale situazione esporrà gli animali a un maggior rischio, saranno più vulnerabili e quindi facile bersaglio di cacciatori.
Ma con il maltempo anche la piaga del bracconaggio ha vita ancora più facile. Nei giorni scorsi una rara Moretta tabaccata è stata impallinata sul litorale di Zapponeta, mentre un’Oca collorosso, specie minacciata tipica delle aree russe e spinta nelle nostre zone dal gelo artico, è stata abbattuta sulla laguna di Lesina sotto i binocoli di ornitologi. Appostamenti per la caccia di frodo sono realizzati sulla costa, nell’immediato entroterra e perfino all’interno della Riserva delle Saline di Margherita di Savoia! Ed è solo la punta dell’iceberg: di molti altri episodi di bracconaggio, enormemente facilitato dalle condizioni climatiche che stiamo vivendo, non se ne ha notizia anche perché la vigilanza venatoria è scarsa.
La Legge nazionale 157/92 sulla tutela della fauna omeoterma prevede il divieto dell’attività venatoria sui terreni coperti in parte o totalmente dalla neve (art. 21, lettera m) ma ciò non basta date le estreme ed inusuali condizioni climatiche di questo periodo. Il termometro ha segnato per molti giorni valori al di sotto dello zero con punte minime proibitive per tante specie già provate da molti fattori negativi. E’ opportuno quindi garantire alla fauna selvatica una minima possibilità di recupero e sopravvivenza per agevolarne la migrazione e la preparazione alla stagione riproduttiva.
Un immediato intervento delle Istituzioni per favorire la tutela della fauna è quanto mai impellente ed urgente, anche in previsione della preannunciata nuova ondata di gelo che colpirà il sud Italia nelle prossime ore. La LIPU rivolge perciò un appello ai Presidenti delle Regioni Basilicata e Puglia affinché emanino con urgenza un provvedimento di chiusura anticipata della caccia, molti sarebbero gli animali che si potrebbero salvare, compensando le numerose perdite dovute al gelo e alla mancanza di cibo.
Inoltre è indispensabile intensificare i controlli sul territorio da parte di tutti gli organi di polizia per scongiurare ulteriori, facili mattanze da parte di cacciatori di frodo.
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| Occhiocotto ucciso dal gelo |
giovedì 5 gennaio 2017
Rassegna stampa CRAS 5 gennaio 2017
mercoledì 30 novembre 2016
Liberazione di un nibbio reale - nov 2016
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Tronco di quercia
Se solo immaginassimo quanta biodiversità si cela tra il fitto intreccio di rami di una singola Quercia forse ci convinceremmo che è il caso di considerarla un autentico monumento vegetale.
Questa foto è stata scattata tra Pomarico e Montescaglioso, dove resistono gli ultimi esemplari centenari. La minaccia delle motoseghe è sempre dietro l'angolo, indipendentemente se essi siano in terreno privato o pubblico.
Questa foto è stata scattata tra Pomarico e Montescaglioso, dove resistono gli ultimi esemplari centenari. La minaccia delle motoseghe è sempre dietro l'angolo, indipendentemente se essi siano in terreno privato o pubblico.
venerdì 18 novembre 2016
LIBERAZIONE POIANA CRAS 18 NOVEMBRE 2016
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