venerdì 6 aprile 2007

Nido di nibbio reale con un riccio per dispensa



Questo nido di nibbio reale è stato fotografato nella Valle del Basento. Nella coppa nido si nota uno strano oggetto che assomiglia ad un riccio. E' interessante osservare come i ricci che abbondantemente si trovano morti sulle strade siano raccolti ed utilizzati come dispensa dai nibbi reali. Le centinaia di ricci ed altri animali vittime quotidiane della strada rappresentano una fonte alimentare per i rapaci molto consistente e diffusa sul territorio. Il fatto di portare la "preda" sul nido potrebbe essere legato anche ad un comportamento nuziale da parte del maschio.

mercoledì 4 aprile 2007

Tornerà il Capriolo a Difesa San Biagio



Il 30 marzo è stato nuovamente ripreso dalla Gazzetta del Mezzogiorno il tema relativo alla reintroduzione del capriolo nella Difesa San Biagio di Montescaglioso.

lunedì 2 aprile 2007

Liberato un grillaio imbrattato da resina


l 29 marzo è stato consegnato al Centro Recupero Rapaci della Riserva di San Giuliano un maschio di Falco Grillaio. Lo sfortunato esemplare era stato rinvenuto la notte precedente a terra ed incapace di volare, sotto uno dei dormitori principali della specie a Matera. Si è subito notato che il grillaio si era imbrattato di resina dei pini, probabilmente colata da rami dello stesso albero su cui dormiva. Dopo il primo intervento del veterinario dott. Vito Tralli che gli ha asportato meccanicamente una parte della resina consolidata il grillaio è stato sottoposto ad una accurata pulizia con prodotti idonei liberando le remiganti e la coda dall’eccesso di resina solidificata. Dopo qualche giorno di cure e pulizia si è deciso di rimetterlo in libertà anche se il piumaggio non era perfetto. Lunedì 2 aprile alla presenza di due scolaresche di Ruvo di Puglia (Ba) in visita didattica nella Riserva è stato liberato con molto interesse e coinvolgimento degli alunni. L'occasione data dal rilascio del grillaio ha permesso agli esperti della società De Rerum Natura di sensibilizzare gli alunni e gli insegnanti sul tema della conservazione di questa specie di grande interesse per la Basilicata e la Puglia facendo riferimento all'attività di recupero dei rapaci svolta nell'ambito del Progetto Life Natura "Rapaci Lucani". Si coglie l'occasione per ringraziare il Sig. Giovanni Andrisani di Matera che con grande sensibilità ha raccolto il grillaio dalla strada la notte del 28 marzo consegnandolo la mattina successiva per le cure necessarie.

venerdì 16 marzo 2007

mercoledì 14 marzo 2007

Quale sviluppo?


Ho letto sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 05 marzo 2007 l' articolo a favore dell'eolico in Basilicata! Ho preso spunto da questo articolo per fare una piccola riflessione esternando il mio modestissimo punto di vista.
Ho l'impressione che attraverso certe dichiarazioni e certa informazione (mi riferisco a livello generale) stia emergendo sempre più un modello di sviluppo locale dove quello che conta è il risultato immediato e materiale a scapito dell'integrità e della bellezza futura del territorio e delle sue ricchezze intrinseche. Il prezzo e il valore della nostra Basilicata, che dovrebbe crescere e svilupparsi sull'onda di un turismo di grande qualità e sostenibilità reale, viene misurato e stabilito con gli indici degli anemometri e poco o nulla vale tutto quello che, all'ombra delle lunghe pale, ha solo il difetto di essere "miseramente" bello e che non si può facilmente commerciare. Il territorio lucano si sta ormai avviando a perdere quei frammenti di bellezza (o wilderness, come qualcuno ancora li chiama) che ancora conserva, diventando una terra di conquista dalla foce dei fiumi alle colline dell'entroterra, dai monti boscosi ai grandi specchi d'acqua.
Si deve fare qualcosa di più, non è possibile assistere a queste continue e sistematiche erosioni dell' integrità e della biodiversità di una terra antica e magica giustificate da chi parla in nome di uno sviluppo sostenibile tutto da verificare e dimostrare. Non sarebbe ora, parlando di energia, di promuovere a tutti i livelli massicce e capillari campagne sul risparmio e sullo sviluppo di sistemi di produzione energetica basati, ad esempio, sui pannelli fotovoltaici?
Ma per i comuni è proprio tanto difficile crescere senza royalties? La prostrazione ai piedi dei nuovi conquistadores nascondono i malanni sociali di secoli di storia! Occorrerebbe almeno provare a cambiare le ottiche per inquadrare il territorio in una dimensione di sviluppo armonico ed integrato con le tante preziose realtà locali che a volte, costrette ognuna ad immaginare un proprio spicchio di futuro, non sanno di custodire dentro di se le vere ricchezze che si perpetuano per sempre lasciando ai nostri figli una terra degna di essere vissuta ed ereditata. Abbiamo davvero sempre bisogno di grandi multinazionali che ci risolvono i problemi dell'economia e del lavoro? Un popolo come il nostro, seicentomila anime in perenne ricerca di futuro ed identità, dovrebbe ritenersi un po' fortunato di essere nato in una terra sicuramente straordinaria e si deve preoccupare, oggi più che mai, di non sperperare ai "4 venti" le proprie autentiche ricchezze che mai più ritorneranno.

Matteo Visceglia

sabato 10 marzo 2007

Passi avanti per la natura

LA BASILICATA MONITORERA' L'AVIFAUNA LUCANA
L'operazione sara' completata entro 18 mesi
(ANSA) - MATERA, 10 MAR - La Basilicata completera' entro 18 mesi il monitoraggio delle specie avifaunistiche e piani di gestione per gli habitat naturali di tutela.Lo ha annunciato a Serramarina di Bernalda (Matera) l'assessore all'ambiente della Regione Basilicata, Giovanni Rondinone, nel corso del convegno su 'La protezione degli habitat naturali per la salvaguardia dell'avifauna'. 'La Basilicata - ha detto - e' tra le regioni piu' avanzate nel settore con attivita' e iniziative sostenute anche dall'Unione europea'.

Cosa dice Carlo Rubbia?

mercoledì 7 marzo 2007

Eolico a Tricarico?



DA: La Gazzetta del Mezzogiorno 05 marzo 2007

Al link http://www.youtube.com/watch?v=PrfWI2puRZw"
potete vedere un video sulla mortalità dell'avifauna causata dagli impianti eolici!

lunedì 26 febbraio 2007

Comunicato stampa Verdi per la Pace

Pubblichiamo un comunicato stampa ricevuto dalla sezione di Montescaglioso dei Verdi per la Pace in merito alla questione caprioli e parco giochi sulla Difesa San Biagio.
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Comunicato Stampa

DIFESA SAN BIAGIO, DOVE INIZIA LA VALORIZZAZIONE?

Apprendiamo in questi giorni con piacere che la Difesa San Biagio è interessata da un programma di valorizzazione avviato in accordo tra Provincia di Matera e Comune di Montescaglioso. Una nota apparsa lo scorso 15 febbraio, sulla Gazzetta del Mezzogiorno annunciava infatti un progetto di reintroduzione del Capriolo finalizzato al “raggiungimento di un buon equilibrio faunistico dell’intera area della difesa San Biagio e, la realizzazione di un parco giochi”.
L’idea di immettere fauna selvatica all’interno di un territorio che ha straordinarie peculiarità ambientali e naturalistiche è certamente apprezzabile soprattutto se ciò è finalizzato all’incremento della biodiversità e della conseguente protezione del sito.
Alla luce di un annuncio di tale interesse, occorre fare alcune considerazioni, auspicando che un dialogo costruttivo debba contribuire ad un più efficace raggiungimento degli obiettivi di tutela.
L’area della Difesa San Biagio, territorio di proprietà del comune, dagli anni ottanta in modo particolare, è stata oggetto di varie discussioni e successive proposte per una corretta valorizzazione e protezione.
Alcune associazioni, cultori e professionisti, ne hanno sempre sostenuto le valenze scientifiche e naturalistiche e, tantissimi cittadini hanno sempre sperato in una tutela del territorio, da parte di enti ed istituzioni.
Oggi, a distanza di oltre vent’anni vediamo che la proposta di valorizzazione parte da un’intervento che secondo logica naturalistica e non solo…., dovrebbe essere la tappa finale di un processo di ricostituzione ambientale.
Nessuna efficace forma di protezione è mai stata riconosciuta all’area della Difesa San Biagio nonostante ci fossero gli strumenti legislativi idonei per farlo da parte delle istituzioni. Questo straordinario territorio di cenosi vegetazionale mediterraneo, che rappresenta un unicum di grande importanza naturalistica, archeologica ed ambientale della nostra regione, è ancor oggi (grazie al disinteressamento delle amministrazioni che si sono succedute nell’ultimo ventennio, compresa l’ultima), non oggetto di alcun progetto di protezione e salvaguardia, né tanto meno di un piano di gestione. Proprio la mancanza di un piano di gestione ha reso i vari interventi attuati in diversi momenti, inutili o comunque di dubbia utilità.
Ad esempio di quanto appena affermato, si cita la realizzazione di aree picnic e parco giochi attrezzati per bambini e il recupero della Cappella di San Biagio. Del primo intervento non esiste più traccia, grazie anche allo scarso senso civico di alcuni nostri concittadini, mentre la Cappella, anch’essa oggetto dell’attenzione di alcuni vandali, attualmente è ad uso zootecnico, cioè ricovero per il bestiame.
Lo stato di degrado in cui oggi versa quest’area, ovviamente non lo si può attribuire unicamente ai soliti ignoti, ma occorre pensare che ogni azione va preparata adeguatamente e vanno create le opportune premesse per interventi successivi e a maggiore specificità.
Noi Verdi chiediamo che su questo aspetto si può e si deve discutere, poichè è qui la chiave del successo di un futuro processo di valorizzazione della Difesa San Biagio e delle altre aree di interesse ambientale di Montescaglioso.
Purtroppo in questi giorni abbiamo il timore che spendere trentamila euro per un nuovo parco giochi attrezzato e altri cinquantamila euro per immettere caprioli sia un’operazione azzardata e poco opportuna, in considerazione dello status dell’area e di altri fattori tecnico-scientifici collegati alla fattibilità di un piano di reintroduzione di ungulati.
Per quest’ultimo intervento noi chiediamo se la Provincia di Matera abbia interessato tecnici faunistici esperti di reintroduzione di caprioli per la stesura di uno studio di fattibilità, al fine di analizzare ed evidenziare quali saranno gli impatti, i risultati effettivi ed i costi, ed inoltre si chiede quali sono stati i risultati di operazioni analoghe condotte dalla Provincia di Matera in altre aree.

A nostro parere occorre utilizzare le risorse economiche della Provincia in una diversa direzione, che abbia come primo obiettivo quello di riconoscere ed istituire urgentemente una Riserva Naturale Regionale.
Il passaggio successivo sarà attuare una serie di studi e ricerche tematiche propedeutiche (descrizione fisica, biologica, socio-economica, paesaggistica del sito nonché la descrizione dei valori archeologici, architettonici e culturali presenti sempre nel sito), che consentiranno la predisposizione di un Piano di Gestione.
Sarà opportuno, inoltre attivare, un programma intenso e costante di informazione, divulgazione, educazione e coinvolgimento della popolazione e del mondo scolastico che avvicini la Difesa San Biagio alla gente e la faccia diventare propria, quale simbolo dell’intera comunità Montese e non solo.
Ecco come investire, e qui servirebbero davvero i soldi della Provincia.
I caprioli, dunque, lasciamoli stare per ora! E per il parco giochi… sarebbe meglio crearne e/o migliorare quei pochi spazi verdi urbani attualmente a disposizione dei nostri bambini.


Montescaglioso, 20/02/2007

Il segretario cittadino
Michele Montanaro

Come valorizzare la Difesa San Biagio


Il 15 febbraio è stata pubblicata una notizia riguardante la proposta della Provincia di Matera di realizzazione di una immissione di caprioli e di un Parco giochi per bambini nella Difesa San Biagio a Montescaglioso.
Riportiamo il box pubblicato.


DA: LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 15 FEBBRAIO 2007

martedì 20 febbraio 2007

Progetto Life Natura RAPACI LUCANI


Per la prima volta Matera e Montescaglioso sono interessate da un progetto Life Natura per la salvaguardia di importanti specie di rapaci.
Per informazioni generali visita il sito Progetto Life Natura Rapaci Lucani

Qui potete trovare una breve Rassegna stampa

martedì 14 novembre 2006

Lontra uccisa da bracconieri

L'autopsia ha rilevato la presenza di pallini e lesioni dovute probabilmente a calci
Lontra uccisa dai bracconieri
Il corpo dell'animale ritrovato nella Riserva di San Giuliano


LA caccia illegale non conosce limiti nel Materano. A testimoniarlo è ritrovamento di una lontra, uccisa lo scorso mese di ottobre dai pallini di un fucile da caccia. L'animale morto è stato trovato da un passante lungo una strada che attraversa la Riserva naturale di San Giuliano.
Il corpo è stato consegnarlo alla polizia provinciale, che a sua volta ha avvertito l'Unità operativa dell'Area sanità animale dell'Asl 4. Nei giorni successivi la carcassa è stata trasferita dal dottor Vincenzo Nola presso la sezione Diagnostica provinciale di Matera dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Puglia e Basilicata per accertamenti sulle cause della morte. Gli esiti diagnostici resi noti pochi giorni fa parlano chiaro: la lontra è stata uccisa con colpi di arma da fuoco, verosimilmente da caccia. Le lesioni provocate dai pallini erano presenti in varie parti del corpo ed in particolare sulla testa dove è stato rilevato anche uno sfondamento della scatola cranica e frattura della mandibola per probabili colpi inferti con bastoni o altri oggetti.
L'assessore provinciale ai Parchi, Franco Labriola, nell'esprimere condanna per questo gravissimo, ha detto che «l'uccisione di questo esemplare di lontra è purtroppo una triste constatazione che il fenomeno del bracconaggio produce gravi danni alle specie protette e rare della fauna provinciale. La Provincia di Matera si attiverà maggiormente per prevenire simili episodi e lo farà attraverso una più incisiva azione di sorveglianza e una maggiore opera di sensibilizzazione ed informazione sul valore naturalistico di specie come la lontra. A questo proposito -prosegue Labriola- la Provincia sta collaborando con L'Infs (Istituto nazionale per la fauna selvatica) alla raccolta di dati sulla specie in riferimento al lavoro in corso per la stesura del Piano nazionale di azione della specie su richiesta del ministero dell'Ambiente e del Territorio. Attraverso la collaborazione di esperti e segnalazioni di cittadini e organi di polizia, riteniamo di poter raccogliere molti dati utili sulla specie; inoltre metteremo a disposizione dell'Infs per ricerche genetiche e morfologiche alcuni altri esemplari ritrovati morti raccolti negli ultimi anni nel territorio provinciale».
Il responsabile del Cras materano della Riserva di San Giuliano, Matteo Visceglia, che ha seguito da vicino la vicenda ha spiegato che «la barbara fine che ha fatto questo esemplare maschio adulto di Lontra a causa del bracconaggio si commenta da sè. Non ci sono parole per qualificare coloro che ancora oggi si accaniscono contro specie così preziose e rare. In Italia purtroppo si registrano ancora abbattimenti di specie di grande interesse scientifico anche all'interno di Parchi e Riserve, segno che il rapporto tra comunità locale e aree protette è ancora difficoltoso e merita di essere migliorato attraverso il dialogo e la sensibilizzazione. La fauna selvatica rappresenta un bene così prezioso per il territorio e le aree protette cha da sola è in grado di suscitare grande interesse e di incrementare l'attenzione per la natura con evidenti benefici per il turismo ambientale.
La lontra è anche considerata un ottimo indicatore dello stato di qualità dell'ambiente e il suo studio deve essere inteso come un vero e proprio monitoraggio in tempo reale dei sistemi idrici e dei bacini idrografici che essa frequenta. La presenza della lontra all'interno della Riserva di San Giuliano -conclude Visceglia- era nota da anni e l'abbiamo anche documentata fotograficamente in tempi recentissimi. In riferimento alla ricerca in corso in Italia finalizzata alla stesura del Piano nazionale d'azione, anche per la provincia di Matera si stanno raccogliendo dati ed informazioni utili.
Chi vuole collaborare o fornire notizie recenti o passate, può mettersi in contatto con la Provincia o con il Centro Recupero Fauna Selvatica di San Giuliano che sta raccogliendo dati, documentazione ed eventuali reperti allo scopo di metterli a disposizione dell'Infs di Bologna.

Fonte: Il Quotidiano della Basilicata 14/11/06