mercoledì 16 gennaio 2008

Una trappola nella Riserva di Policoro





Nella mattinata di martedì 15 gennaio nella Riserva Naturale Regionale di Policoro (Mt) è stata rinvenuta dal naturalista lucano Egidio Fulco una trappola formata da un cappio di acciaio allacciato alla base del tronco di un Ginepro lungo uno dei sentieri che attraversano tutta la macchia mediterranea della duna.
In base alle dimensioni e alla tipologia di questo illegale strumento di cattura è probabile che esso fosse destinato a mammiferi di media taglia (volpe, tasso, faina, istrice) che frequentano abitualmente l'area. Nelle vicinanze c'erano infatti tracce di tasso...!
Immediatamente è stato avvisato il Comando Provinciale del Corpo Forestale dello Stato che avrebbe mandato una pattuglia in zona. Nel frattempo la trappola è stata disinnescata dal naturalista al fine di impedire che qualsiasi animale potesse esserne vittima. L'episodio conferma purtroppo come il bracconaggio è un fenomeno che si manifesta sempre più spesso sul territorio comprese le aree protette che dovrebbero rappresentare i luoghi di protezione assoluta della fauna.

sabato 22 dicembre 2007

Comunicato Stampa del CFS












Riceviamo e pubblichiamo il Comunicato Stampa del CFS che mette in evidenza un importante risultato ottenuto nel campo della tutela dell'ambiente ed in particolare delle nostre coste.
Nella foto in basso una simulazione fotografica del progetto per la realizzazione del Porto degli Argonauti.

Condannati dal Tribunale di Matera, sezione distaccata di Pisticci in composizione monocratica composta dalla dott.ssa Paola INCALZA, il legale rappresentante della società Nettis Resort s.r.l., il direttore dei lavori ed un altro tecnico, per aver avviato abusivamente i lavori edili di realizzazione del porto degli Argonauti su aree percorse dall'incendio e per altri reati connessi.
In particolare il legale rappresentante della società è stato condannato a tre mesi di reclusione, il direttore dei lavori a due mesi di arresto ed a 24mila euro di ammenda e l’altro tecnico coinvolto a mesi due di reclusione.
Le pene sono state dichiarate comunque estinte per effetto dell’indulto.
Il Tribunale ha inoltre disposto la demolizione delle opere edilizie eventualmente realizzate nella zona del porto oggetto di indagine e la rimessione in pristino dello stato dei luoghi, a cura e spese degli imputati, entro il termine di mesi due dal passaggio in giudicato della sentenza.
Il Giudice di merito ha accolto le richieste formulate dal pubblico ministero dott.ssa Rosanna DEFRAIA che ha inoltre controdedotto la tesi della difesa secondo cui l’opera era da ritenersi legittima in quanto prevista dagli strumenti urbanistici vigenti.
La vicenda, che ha assunto rilevanza nazionale e registrato anche interrogazioni parlamentari e forti interventi nei dossier nazionali delle associazioni ambientaliste, ha avuto inizio nel 2004 a seguito di circostanziati esposti delle stesse associazioni che segnalavano l'abbattimento di una pineta, la realizzazione di opere edilizie alla foce del Fiume Basento in aree demaniali percorse da incendio, sottoposte a vincolo paesaggistico ed idrogeologico nonché caratterizzate come Sito d’Importanza Comunitaria (SIC) al fine di permettere la costruzione di un porto.
Sull’argomento erano anche intervenuti alcuni consiglieri comunali del Comune di Pisticci, in cui ricade l’insediamento, che avevano rilevato come " ............... il canale d'accesso alla darsena doveva insistere su un'area boschiva (almeno era boschiva fino all'incendio del giugno 2000), quindi dovrebbe essere irrealizzabile perché sottoposta a vincolo della L. 21/11/2000 n. 353 che prescrive la inedificabilità su quelle aree che sono state colpite da incendio per almeno venti anni, proprio per evitare che ci possano essere delle speculazioni, cioè che questi incendi siano dolosi al fine di permettere questo tipo di interventi...... " .
Le indagini, attivate dal Comando Provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Matera e coordinate dalla dott.ssa Rosanna DEFRAIA, sostituto procuratore della repubblica presso il Tribunale di Matera, permettevano di accertare che i lavori nei pressi della foce del Fiume Basento erano finalizzati alla realizzazione del "Porto degli Argonauti" ed erano eseguiti dalla Società Nettis Resort.
Il nucleo investigativo del CFS, durante le indagini, accertava che la costruzione del porto era stata finanziata con fondi pubblici dal Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE), che con la Delibera n. 135/2002 aveva stanziato l'importo di oltre novemilioni di euro, facenti parte di un più ampio programma di finanziamenti per quasi cinquantaduemilioni di euro.
A seguito degli accertamenti il canale del porto sottoposto ad indagini veniva posto sotto sequestro dalla forestale a seguito di ordinanza del GIP di Matera Angelo Onorati.
Il sequestro veniva confermato sia dal Tribunale della Libertà che dalla Corte di Cassazione a cui la società si era rivolta per ottenere la disponibilità del bene.
Al termine delle indagini la Procura della Repubblica di Matera, diretta dal dott. Chieco, richiedeva il rinvio a giudizio degli imputati per reati di costruzione di opere abusive in aree percorse dal fuoco e per falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico.
Le indagini, di notevole complessità operativa, effettuate da un nucleo investigativo specializzato del Corpo forestale dello Stato di Matera e dal Comando Stazione di Scanzano J si sono avvalse di tecniche investigative decisamente innovative.
La stessa sentenza costituisce uno dei primi importanti pronunciamenti giurisprudenziali a livello nazionale in applicazione della legge 353/2000 varata per contrastare i reati di incendio boschivo.
Dichiarazione del Dirigente del Comando Provinciale del Corpo Forestale di Matera, Giuseppe GIOVE: “Questa sentenza è l’ulteriore conferma della professionalità con cui sono state condotte indagini di una delicatezza unica ed è dovuta soprattutto ad una sinergia perfetta tra il nostro apparato investigativo e la Procura della Repubblica di Matera”.

Matera, 22.12.2007
IL COMANDANTE PROVINCIALE
(Dott. Giuseppe Giove)

domenica 16 dicembre 2007

Valle del Bradano innevata



La mattina del 15 dicembre la Valle del Bradano sotto Montescaglioso si presentava così! Una coltre nevosa di pochi centimetri è stata sufficiente a dare al paesaggio un suggestivo effetto invernale. Sullo sfondo si trova il Lago di San Giuliano, non ben visibile nella foto.

venerdì 14 dicembre 2007

Progetto LIFE Natura "Rapaci Lucani": presentazione materiali didattici



Oggi 14 dicembre 2007 nel Cine Teatro Andrisani e alla presenza di circa 350 alunni della Scuola Elementare "Don Liborio Palazzo" di Montescaglioso è stato presentato il DVD "Il Falco grillaio, un ospite da salvare". Nella stessa occasione sono stati distribuiti i quaderni didattici, i poster, gli adesivi, i depliant e gli opuscoli prodotti nell'ambito del Progetto LIFE Natura "Rapaci Lucani"
La proiezione del documentario, scritto da Matteo Visceglia e arricchito dalle riprese di Giuseppe Disabato, ha suscitato grande entusiasmo nella sala gremita di alunni e insegnanti. La manifestazione, come ha assicurato l'Assessore all'Ambiente della Provincia di Matera Francesco Labriola, sarà certamente riproposta ad altre classi sia a Montescaglioso che a Matera.

venerdì 7 dicembre 2007

Convenzione Comune di Matera e ANPANA

Sarà avviato a breve, in via sperimentale, un rapporto di collaborazione tra l’Amministrazione Comunale di Matera e l’A.N.PA.NA (Associazione nazionale protezione animali natura ambiente), attraverso la stipula di una convenzione che avrà la durata di sei mesi. E’ quanto deciso dalla Giunta Comunale, che ha accolto la richiesta dell’associazione onlus al fine di svolgere l’esercizio dell’attività in materia di prevenzione e repressione delle infrazioni poste a tutela degli animali e dei loro diritti, della difesa del patrimonio zootecnico e della tutela ambientale. L’attività delle guardie zoofile volontarie appartenenti all’associazione potrà essere operativa per i servizi di controllo dei cani in circolazione e verifica della loro iscrizione all’anagrafe canina, controllo e vigilanza sulla malcustodia degli animali di affezione, controllo e verifica del corretto smaltimento dei rifiuti da parte di aziende, commercianti e artigiani, controlli sul territorio comunale per prevenire la creazione di discariche abusive e/o l’irregolare e illegittimo smaltimento dei rifiuti. I volontari, inoltre, potranno effettuare un’opera di prevenzione e informazione ai cittadini sulle normative nazionali, regionali e comunali in materia di rispetto degli animali e del territorio. L’A.N.PA.NA fornirà all’Amministrazione Comunale la propria collaborazione nei servizi di prevenzione e repressione nelle materie di competenza a titolo volontario e gratuito e svolgerà la sua attività in un rapporto di dipendenza funzionale con il Comando di Polizia Municipale.

FONTE: http://www.comune.matera.it/dettaglio_news.php?id=1072

mercoledì 5 dicembre 2007

Tramonti di casa nostra



Ore 17,20 del 3 dicembre nella Riserva Naturale di San Giuliano.
Un tramonto dai colori accesi sembra essere dipinto su una gigantesca tela!

lunedì 26 novembre 2007

Scoperta trappola per animali



RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO IL COMUNICATO STAMPA DELL'A.N.P.A.N.A.

MATERA 25 NOV - Una pattuglia del servizio di Polizia Ecozoofila di
Matera dell'A.N.P.A.N.A. ha rinvenuto in agro di Irsina (Matera) una
pericolosa trappola realizzata con cavetti in acciaio. Il sofisticato
marchingegno, opera di ignoti, era composto da sei cappi da 100
centimetri con passafilo e morsetti, il tutto innescato con cavo
portante multiplo della lunghezza 600 centimetri. Dopo aver
neutralizzato la trappola, che non ha fatto nessuna vittima, l'episodio
e' stato denunciato all'Autorità Giudiziaria competente. La trappola,
rinvenuta presso un varco d'ingresso al bosco di Irsina, era stata
sistemata da ignoti per la cattura di mammiferi di piccola e media
taglia solitamente cinghiali, ma pericolosa anche per altri animali,
come cani, gatti e per specie particolarmente protette come tassi e
istrici. Il ritrovamento segue a quello di Grottole delle scorse
settimane, durante il quale una volontaria dell'associazione aveva
rinvenuto un cane - soccorso appena in tempo - che era stato vittima di
un simile e subdolo congegno."




Fonte: Ansa 25 novembre 2007

venerdì 23 novembre 2007

Una Lontra ritrovata investita a Montescaglioso



E'purtroppo la solita storia: puntualmente lungo le strade della Basilicata si trovano lontre morte. Si tratta di segnali allarmanti per la conservazione della specie ed indicativi di un habitat non sempre funzionale alle esigenze ecologiche di questo raro mustelide. Nel frattempo che tutti discutono sulla Lontra i cadaveri si moltiplicano! Ognuno prende atto che il proprio territorio custodisce fauna rara ed attende che le lontre imparino ad attraversare da sole le strade e a difendersi dai bracconieri! E' inutile commentare! Restiamo in attesa degli esami da parte dell'Istituto zooprofilattico di Matera.


FONTE: LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO - CRONACA DI MATERA 23 NOVEMBRE 2007

giovedì 15 novembre 2007

Un impegno della Regione per la tutela della biodiversità



COMUNICATO STAMPA
OLTRE 250.000 ETTARI NELLA RETE ECOLOGIA DELLA BASILICATA

“Oltre 250.000 ettari di superficie regionale rientreranno nella Rete ecologia della Basilicata: un sistema di aree in cui si coniugano le esigenze di conservazione delle biodiversità con il governo e lo sviluppo del territorio”. Lo ha annunciato Vincenzo Santochirico, assessore regionale all’Ambiente, Territorio e Politiche della sostenibilità, partecipando al convegno “La tutela della biodiversità attraverso la promozione dei Siti di importanza comunitaria”, che si è svolto questa mattina a Policoro, nell’ambito delle iniziative per il quarto anniversario della protesta contro il deposito di scorie nucleari.

Parlando ai ragazzi del liceo scientifico “Enrico Fermi”, Santochirico ha spiegato che “la Rete ecologica è una strategia di gestione del territorio che prevede una particolare tutela per le aree che, pur non rientrando nella classificazione tradizionale di zone protette, hanno una valenza particolare dal punto di vista paesaggistico e della necessità di salvaguardare le specie animali e vegetali a rischio”.

La Rete ecologica della Basilicata, quindi, si delinea come una infrastruttura di sostegno dello sviluppo compatibile, e come offerta di beni e valori del territorio. Un programma ampio, che prevede anche azioni di conservazione, recupero e valorizzazione ambientale, realizzazione di strutture per la fruizione della natura, la promozione di attività produttive sostenibili, di marketing territoriale, divulgazione ed educazione ambientale.

Sulla base di quanto previsto dalle direttive europee, la Rete terrà conto del sistema delle aree protette (parchi nazionali e regionali, riserve), dei siti di interesse comunitario e delle zone a protezione speciale, di habitat ed ecosistemi meritevoli di tutela, nonché delle aree contigue. L’obiettivo è, infatti, quello di coniugare l’ambiente urbano con il territorio circostante, cultura e natura, salvaguardia e valorizzazione, nel tentativo di delineare una nuova competitività fondata sul capitale territoriale ed umano.

Il progetto prevede quattro fasi fondamentali: ricognizione delle informazioni scientifiche e socioeconomiche; sviluppo di una prospettiva di tutela delle biodiversità a medio e lungo termine; stesura del piano di azione; attuazione del piano. Nella Rete rientreranno 73 comuni lucani.


“La Regione – ha aggiunto Santochirico - intende promuovere una progettazione partecipata, capace di valorizzare le legittime aspettative di sviluppo delle comunità: enti di governo, enti locali, imprenditori ‘verdi’, inseriti in un sistema unitario, progettato in maniera tale che ogni intervento si inserisca in un disegno complessivo. Al tempo stesso, si supera anche l’approccio della creazione di ‘isole’ di natura incontaminata, disperse in un territorio che invece subisce il forte impatto delle attività antropiche, e si punta – ha concluso - su una pianificazione trasversale del territorio. Per la Basilicata si tratta di una sfida per la conservazione della natura e per lo sviluppo sostenibile in un quadro concettuale moderno e innovativo”.



Fonte: Ufficio Stampa Regione Basilicata
mercoledì 14 novembre 2007

domenica 11 novembre 2007

Liberato un Occhione nella Riserva di San Giuliano







NUOVO RILASCIO DEL CENTRO PROVINCIALE RECUPERO FAUNA SELVATICA
Nella tarda mattinata di oggi nella Riserva di San Giuliano è stato liberato un Occhione (Burhinus oedicnemus). L'esemplare, un giovane nato la scorsa estate, era stato rinvenuto da un Vigile del Fuoco con gravi problemi alle zampe e alla cloaca provocati da una particolare ipercheratosi. Era incapace di volare e non riusciva a nutrirsi da solo. Dopo una lunga cura e riabilitazione, sotto il controllo del dott. Tralli, finalmente oggi gli è stata data la libertà in un vasto prato ai bordi del lago. Un anello metallico dell'INFS alla zampa destra lo accompagnerà nei suoi spostamenti sperando che non venga preso di mira da qualche incosciente con la doppietta.
In Italia l'Occhione versa in uno stato di conservazione critico a causa della esigua popolazione nidificante. Si stimano infatti dalle 200 alle 500 coppie complessivamente. Uno dei nuclei di cui si compone la frammentata popolazione italiana è proprio quella che si trova a cavallo tra Basilicata e Puglia nelle aree murgiche.

venerdì 9 novembre 2007

La Cicogna nera in Italia nel 2007


Oggi è stato pubblicato il Volume 18 - ottobre 2007 di QB Quaderni di Birdwatching. Un articolo riguarda il Resoconto sulla nidificazione della Cicogna nera in Italia nel 2007. Tra i vari dati emerge la situazione positiva delle due province lucane!

lunedì 5 novembre 2007

Una civetta fortunata


Ore 20,00 del 4 novembre


Ore 09,00 del 5 novembre


Si sa, i rapaci che frequentano le aree rurali e quelle periurbane, sono particolarmente esposti a vari rischi. Le civette per esempio spesso vengono investite la sera mentre volano a bassa quota e attraversano tratti stradali. Oppure mentre si lanciano improvvisamente nella cattura di qualche piccola preda scovata sul ciglio della strada. La gran parte delle volte gli incontri (anzi gli scontri) con le auto sono fatali. Basta vedere quannti resti di civette si rinvengono un pò dappertutto.
Alle volte però le cose vanno diversamente! E' il caso di questa civetta che ieri sera ha avuto la sfortuna di essere investita a circa 2 km a valle di Montescaglioso. Subito dopo l'impatto il piccolo rapace notturno è caduto al centro della carreggiata, restando immobile per il forte shock subito. E' quello un momento critico: basta un'auto che vi passa sopra e addio alla vita. L'indomani, a ricordo di quella creatura della notte, sarebbe rimasta qualche penna... La fortuna ieri sera ha voluto che quella civetta fosse immediatamente soccorsa dallo stesso automobilista che l'aveva inavvertitamente urtata. In retromarcia per qualche centinatio di metri e subito il rapido recupero! 30 secondi dopo, mentre ancora l'automobilista stava rimettendosi nella sua auto con la piccola civetta, 3 vetture e un camion passano veloci in quel tratto. Cosa sarebbe rimasto se non vi fosse stata quella tempestiva e fredda decisione di salvare una vita indifesa?
Quell'automobilista è un mio caro amico. Si chiama Franco e non è la prima volta che salva indifese creature della notte! Sono contento per quello che ha fatto anche questa sera! Mi ha poi immediatamente chiamato e mi ha raccontato tutto. Subito dopo mi ha portato la civetta avvolta in una maglia di lana...! Una rapida occhiata fa escludere fratture. Forse è solo una bella botta e tanta paura. Bene! Decido di tenerla in osservazione e al caldo per stanotte. Domani vedremo se reagirà o se sarà necessario portarla all'ambulatorio veterinario del Centro Recupero Rapaci. Per ora resta immobile, non si regge in piedi ed ha lo sguardo fisso nel vuoto. La sistemo in una scatola e la metto in zona calda.
Sono passate solo 12 ore quando vado a controllare come è andata. Appena sollevo uno dei lembi della scatola un movimento improvviso mi fa essere ottimista. Apro e scopro che lo sguardo della piccola Athene noctua è vivo e attento, si regge in equlibrio sulle zampe. Sta bene! Va liberata oggi stesso! Dopo un'ulteriore verifica del volo in uno spazio grande noto che tutto è a posto! Nel tardo pomeriggio, quasi all'imbrunire, mi reco sullo stesso punto in cui è stata trovata la sera prima. Mi inoltro di alcune decine di metri in un oliveto con un casolare in mezzo. Metto la scatola a terra e sollevo due lembi per aprirla piano piano. Immediatamente la civetta schizza via con grande energia volando bassa e dileguandosi tra la vegetazione. Evviva! Una vita salvata per un soffio!
Un agricoltore che da una certa distanza, seminascosto tra gli ulivi carichi di frutti, aveva osservato tutta la scena si è avvicinato e, con aria sarcastica, mi ha chiesto: "Ma non hai proprio nulla da fare che preoccuparti delle "cuccuedd"? La mia risposta? "Certo, non avevo di meglio da fare!! E intanto, in lontananza si udivano ancora i colpi dei fucili di chi invece aveva tanto da fare per ammazzare piccoli esseri che nulla di male avevano fatto per meritarsi tanta violenza immotivata e irrazionale! Quelli sì che sono veri uomini!

sabato 3 novembre 2007