giovedì 11 febbraio 2010

Un'altra lontra rinvenuta morta sulla SS Sinnica!

In data 1 febbraio è stato rinvenuto un terzo giovane esemplare di lontra morto sulla SS Sinnica, in contrada Canala, non lontano dalla Riserva Regionale del Bosco Pantano di Policoro. A ritrovare il corpo della lontra è stato il personale della Polizia Provinciale di Matera e dei Carabinieri, in servizio in quella zona.
I medici veterinari dell’Azienda Sanitaria di Matera all'esame della carcassa ha riscontrato gravi fratture craniche dovute quasi certamente ad impatto con veicolo in transito sull'arteria stradale.
I frequenti ritrovamenti di esemplari morti indicano alcune cose: vi è sicuramente un buona popolazione di lontra lungo i principali fiumi lucani che sta pagando a caro prezzo l'antropizzazione del territorio e la frammentazione dell'habitat. Le strade statali, e non solo, rappresentano certamente una barriera agli spostamenti dei giovani esemplari inesperti aumentando i rischi di investimento. Forse fra alcuni anni, se non interverranno fattori di mitigazione, assisteremo al declino della popolazione. Il Piano Nazionale di Azione della Lontra sarà sicuramente l'ultima speranza per la salvaguardia della specie! Agli enti, istituzioni ed associazioni a cui toccherà la responsabilità di renderlo efficace chiediamo massima concretezza e poche chiacchiere. Siamo stanchi di vedere più lontre morte che vive!


La foto sopra ritrae un altro esemplare di lontra investito
sulla Sinnica nel luglio 2008

Il decalogo per non sprecare energia



Buone abitudini per il 12 febbraio (e anche dopo!)

1. spegnere le luci quando non servono

2. spegnere e non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici

3. sbrinare frequentemente il frigorifero; tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l’aria

4. mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l’acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola

5. se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre

6. ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria

7. utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infissi, le porte esterne

8. non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni

9. inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni

10. utilizzare l’automobile il meno possibile e se necessario condividerla con chi fa lo stesso tragitto.

E ricordati di spegnere tutte le luci e i dispositivi elettrici non indispensabili venerdì 12 febbraio alle ore 18.00!


Fonte:http://milluminodimeno.blog.rai.it/

mercoledì 10 febbraio 2010

C'è vita nell'Oasi di San Giuliano











Nelle aree limitrofe allo sbarramento e in gran parte dell'area Ramsar e Zona di Protezione Speciale costituita lungo il Lago di San Giuliano centinaia di svassi maggiori, cormorani, gabbiani, aironi e tante altre specie tipiche delle zone umide rendono lo specchio d'acqua particolarmente movimentato e ricco di vita, nonostante il freddo di questi giorni. La Riserva è un crocevia di numerose popolazioni di avifauna che fanno la spola tra l'Africa e l'Europa, portando ovunque messaggi di pace. Un equilibrio costruito in circa mezzo secolo, a partire dalla realizzazione dell'invaso artificiale ad opera del Consorzio di Bonifica. Ora l'uomo, con la tutela delle zone umide all'interno delle riserve sta ristabilendo, con tutti i limiti del caso, il giusto equlibrio naturale dopo la bonifica e distruzione di migliaia di ettari di paludi e acquitrini che tanti anni fa erano presenti lungo le pianure costiere ioniche. Queste foto sono state scattate pochi giorni fa dalle rive in prossimità dello sbarramento artificiale a dimostrazione di come si possano facilmente cogliere belle immagini della ricca e variegata natura che ospita e custodisce la Riserva Naturale di San Giuliano.

Rassegna stampa "Gazzetta del Mezzogiorno" 9 febbraio 2010

domenica 7 febbraio 2010

Inaugurato il nuovo Centro Visite del Parco della Murgia materana





Foto di Claudio Bernardi

Sabato 6 febbraio a contrada Pianelle (Montescaglioso) è stato inaugurato, alla presenza di rappresentanti del Parco e delle istituzioni locali, il Centro Visite e il Centro di Documentazione sulla Riforma Agraria, presso l’ex scuola rurale. E' stata l’occasione per organizzare, in collaborazione con il CEA di Montescaglioso e le scuole “La festa degli Alberi” e mettendo a dimora numerose piante di specie tipiche della Murgia. Nella stessa giornata è stato presentato il quaderno “Matera e Montescaglioso tra lotte contadine e riforma agraria”, curato da Luigi Verdone.

Nella giornata successiva 7 febbraio è stata organizzata una passeggiata di circa 3 km nel percorrendo a piedi e in bici in andata e ritorno il vecchio tracciato delle ferrovie Calabro-Lucane che unisce il Centro Visite delle Pianelle e Parco dei Monaci.
L’iniziativa organizzata dal Parco si è svolta in collaborazione con il Centro di Educazione Ambientale di Montescaglioso e con le associazioni sportive di bicicletta.

LEGAMBIENTE: “DDL CALANCHI MONTALBANO SUBITO IN CONSIGLIO"



Il disegno di legge per l’istituzione della “Riserva regionale dei Calanchi di Montalbano Jonico” approvato dalla Giunta regionale è un provvedimento importante ed atteso. E’ il commento del Circolo Legambiente di Montalbano Jonico (che ha richiesto la Riserva e in questi anni ha attivamente lavorato per la sua istituzione) e dall’intera comunità montalbanese. “Ora che anche questo tassello si è aggiunto al procedimento - si legge in una nota del circolo di Legambiente - è necessario porre l’argomento all’ordine del giorno ed approvarlo nel prossimo Consiglio regionale che è l’ultimo utile, a causa del blocco legislativo nei 60 giorni che precedono le elezioni. Il Circolo Legambiente, visti i brevi tempi a disposizione per l’approvazione della legge, nello scorso mese ha provveduto ad informare tutti consiglieri regionali sull’iniziativa, regalando a ciascuno come promemoria un calendario dedicato alla istituenda riserva naturale dei Calanchi, con l’augurio che essi possano essere gli artefici della legge di tutela e valorizzazione dello straordinario sito geologico di Montalbano“.


07/02/2010 10.45.02
[Basilicatanet.it]

venerdì 5 febbraio 2010

Rassegna stampa IL QUOTIDIANO DELLA BASILICATA 5 feb 2010

INAUGURATA LA NUOVA SEDE DEL COMANDO STAZIONE FORESTALE DI SALANDRA

La struttura, dotata di efficaci sistemi di sicurezza e di strumenti informatici avanzati, è stata presentata durante una cerimonia celebrata dai rappresentanti delle forze di polizia della Provincia

Matera, 4 febbraio 2010 - È stata inaugurata questa mattina alla presenza del Prefetto della Provincia di Matera Dr. Francesco Monteleone, la nuova sede del Comando Stazione di Salandra (MT) del Corpo forestale dello Stato. La struttura, dotata di efficaci sistemi di sicurezza e aggiornati strumenti informatici, è stata allestita in locali, completamente ristrutturati e sicuramente più idonei ad ospitare il reparto di una moderna forza di polizia ambientale, messi a disposizione dall’Amministrazione comunale che, in questo modo, intende confermare la fiducia nel Corpo forestale dello Stato e rinnovare la collaborazione nell’assolvere compiti di salvaguardia del patrimonio naturalistico, a garanzia anche della sicurezza del territorio e delle popolazioni locali. Alla cerimonia, oltre al Prefetto, sono intervenuti anche il Comandante Provinciale di Matera del Corpo forestale dello Stato, Primo Dirigente Gualberto Mancini, insieme ad Autorità locali e a rappresentanti delle Forze di polizia della provincia. Il vescovo di Matera Monsignor Salvatore Logorio infine ha impartito l’apostolica benedizione alla sede del nuovo Comando.

FONTE CFS Newsletter n.811, Anno VI, del 4/2/2010

giovedì 4 febbraio 2010

TERRA E FUOCO: CORSO OPERATORE AMBIENTALE

È in fase di avvio la prima edizione del Corso di Formazione per “Operatore Ambientale”, che si terrà nel territorio del Parco Regionale della Murgia Materana nel periodo compreso fra Febbraio ed Aprile 2010, nell’ambito del progetto Terra & Fuoco, finanziato dalla Fondazione per il Sud nell’ambito del Bando Ambiente 2008 e cofinanziato dalla Regione Basilicata.
L’attività formativa è rivolta a 20 partecipanti tra operatori sociali, operatori giovanili, volontari delle associazioni di protezione civile e di tutela ambientale, ma anche a tutti coloro che sono interessati a queste tematiche.
Il corso si pone come obiettivo la formazione di figure professionali in possesso di competenze relative alla normativa vigente in materia ambientale e di sicurezza e alle tecniche per l’individuazione e risoluzione di problemi relativi al rischio ambientale e all’inquinamento, con una conoscenza di base in ecologia, scienze naturali e mantenimento degli ecosistemi che permettono di affrontare e gestire le problematiche di base nei settori della organizzazione e gestione dei territori delle aree protette.
Le attività formative saranno coordinate dal Servizio Vigilanza Ambientale Legambiente Potenza; le relative spese sono a carico del progetto; l’invito a partecipare alla selezione e il relativo modulo di candidatura, da inviare entro e non oltre il prossimo 8 Febbraio, sono disponibili sui siti del Parco e di Legambiente Basilicata(www.parcogallipolicognato.it – www.legambientebasilicata.it) oppure possono essere richiesti all’indirizzo svapotenza@virgilio.it.

Info: svapotenza@virgilio.it – 0971.441541 - 3208393868

Fonte: Parco Gallipoli Cognato 04/02/2010

martedì 2 febbraio 2010

2 febbraio, Giornata Internazionale delle Zone Umide



Il 20 gennaio scorso è stato inaugurato l’Anno Internazionale della Biodiversità promosso dalla IUCN, l’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura. A distanza di pochi giorni si celebra un altro anniversario importante: oggi è la Giornata Internazionale delle Zone Umide, cioè quelle aree naturali quali le paludi, coste marine, fiumi, laghi che tanto simboleggiano gli equilibri della natura e la qualità degli ecosistemi. Questa data ricorda la firma della Convenzione di Ramsar del 2 febbraio 1971 quando un gruppo di Paesi partecipò alla Conferenza internazionale sulle zone umide e gli uccelli acquatici assieme a istituzioni scientifiche e altri organismi internazionali per mettere a punto una strategia a livello globale per la conservazione e la gestione delle aree umide naturali. Da allora si cominciò a parlare di ecosistemi in modo globale e si modernizzò il concetto di zona umida, passando da quello di ambiente malsano e inospitale a scrigno prezioso di Biodiversità. L’Italia aderì alla Convenzione ed oggi nel nostro paese sono presenti 50 aree umide incluse nell'elenco ufficiale delle “Zone Ramsar”, a simboleggiare la volontà di sottrarre tali ambienti così fragili e vulnerabili da ogni sfruttamento inutile che ne comprometta i delicati equilibri costruiti piano piano negli anni, soprattutto se si tratta di zone umide relativamente "recenti" come quei laghi artificiali che oggi costituiscono la maggiore superficie di area umida di alcune regioni come la Basilicata.

Le parole, i convegni e le ricorrenze si sprecano ma la difesa vera e concreta contro i tanti attacchi che giornalmente subiscono tutte le zone umide in Italia e nel mondo è lontana dall'essere realtà. Anche in Basilicata occorre dare una svolta e fare un salto di qualità che si veda e si percepisca, non passi indietro. Si può fare anche turismo, e solo di un certo tipo, nei dintorni delle aree umide ma a patto di rispettare l'integrità e la finalità dei luoghi lasciando innanzitutto spazio vitale per la sosta, la riproduzione e la migrazione di tantissime specie di avifauna, anche rarissime, che ogni giorno vivono, per le loro esigenze biologiche, a stretto contatto con le zone umide. E' questo è proprio ciò che le varie convenzioni internazionali chiedono agli stati e agli enti locali. La necessità di istituire aree protette non deriva assolutamente solo dalle esigenze di ricreazione della specie umana ma soprattutto dalla necessità di garantire la massima la conservazione degli habitat, la loro qualità e le loro componenti biologiche sotto ogni forma. L'acqua, con tutta la varietà delle forme di vita che ospita è come una grande e diffusa sentinella della qualità della nostra vita e nessuno più degli organismi che ci vivono può rassicurarci giorno per giorno sulla purezza del nostro caro e amato bicchiere d'acqua fresca.

AUGURI PER UN FUTURO MIGLIORE A TUTTE LE AREE UMIDE DELLA BASILICATA!

giovedì 28 gennaio 2010

CACCIA, IRA DELLE ASSOCIAZIONI PER L’APPROVAZIONE DI CACCIA NO LIMITS

“Decisione vergognosa. Presi in giro milioni di italiani.
Ora risposte da Ronchi e Berlusconi”.
Comincia la mobilitazione per battaglia epocale alla Camera


“Ciò che è accaduto oggi in aula del Senato ha del vergognoso nei confronti dell’Europa, che è stata bellamente raggirata, ma soprattutto della natura e dei cittadini italiani, a cui qualcuno dovrà spiegare che la caccia e i fucili vengono prima di tutto”.

E’ la dichiarazione a caldo delle associazioni all’approvazione dell’articolo 38 della legge Comunitaria che, tra le altre cose, cancella i limiti della stagione venatoria attualmente contenuti tra il 1° settembre e il 31 gennaio.

“E’ stato ignorato il parere negativo del Ministero dell’Ambiente, che specificava come l’articolo peggiorava anziché risolvere la situazione di infrazione in cui l’Italia si trova sul tema caccia. E’ stato ignorato il parere negativo dell’ISPRA, l’autorità scientifica nazionale che si occupa della materia. Sono stati ignorati e anzi dimenticati i pareri negativi dati dalle Commissioni competenti della Camera e dello stesso Governo, a partire dal ministro Ronchi, che aveva già bocciato un identico emendamento nel recente passato. E tutto questo per assecondare una minoranza di cacciatori non ancora contenti di poter cacciare cinque mesi all’anno, per giunta facendo ingresso nei terreni privati.

“Il risultato è che con questo emendamento, qualora dovesse essere confermato dalla Camera, la stagione venatoria si allungherebbe ai mesi delicatissimi di febbraio e agosto, con un danno grave alla natura e l’aggravarsi del disturbo e dei rischi arrecati alle persone.

“Per non parlare degli altri aspetti, solo apparentemente marginali, comportati da questa pessima norma: il carattere giuridico dato alla guida europea sulla caccia (con il rischio-certezza di un vero e proprio corto circuito tra norma e interpretazione e il caos giuridico che ne conseguirà) o l’assenza di qualsivoglia intervento sul grave problema delle deroghe di caccia alle specie protette.


“Insomma una situazione disastrosa e imbarazzante, resa persino beffarda dall’approvazione di un subemendamento presentato come “soluzione” ma che non cambia di una virgola la sostanza e la gravità della norma approvata e sul quale, a leggere le ultimissime agenzie, persino il ministro Prestigiacomo dichiara di aver subito un raggiro.


“Ora si dovrà spiegare il perché di questa incredibile scelta a quel 90% di italiani che respingono ogni idea di allungamento della stagione venatoria. E dovranno farlo in prima istanza il ministro Ronchi, che si è assunto la responsabilità di una scelta così clamorosamente sbagliata, e il Presidente Berlusconi, cui 150 associazioni di cittadini, professionisti, ambientalisti, animalisti hanno oggi chiesto invano un intervento risolutore.


“Ma una cosa è certa. La battaglia alla Camera, per cui comincia da subito la mobilitazione, sarà epocale”.

Parma, 28 gennaio 2010

AMICI DELLA TERRA, ANIMALISTI ITALIANI, ENPA, FARE VERDE, GREENPEACE, LAC, LAV, LEGAMBIENTE, LIDA, LIPU – BIRDLIFE ITALIA, MEMENTO NATURAE, NO ALLA CACCIA, OIPA, ASS. VITTIME DELLA CACCIA, VAS, WWF ITALIA

mercoledì 27 gennaio 2010

Censimenti IWC Riserva San Giuliano



Nei giorni scorsi presso la Riserva Naturale di San Giuliano si è svolto il consueto censimento annuale nell’ambito dell’ IWC (International Waterbird Census) dell'avifauna acquatica svernante coordinata a livello nazionale dall'ISPRA (Istituto Superiore Per la Protezione e Ricerca Ambientale), ente vigilato dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare).
Il sito del Lago San Giuliano, inserito tra i SIC e ZPS della Rete Natura 2000 lucana e tra le aree Ramsar, ospita complessivamente ogni inverno diverse centinaia di esemplari delle varie specie, in particolare anatidi, cormorani, ardeidi, laridi, ecc. Le oscillazioni di livello idrico e altri fattori ambientali e antropici determinano variazioni annuali della componente faunistica che occorre sempre monitorare al fine di cogliere, negli anni, eventuali alterazioni molto significative che potrebbero essere indice di particolari problemi a carico della qualità delle aque e dell’ ambiente in genere.
A realizzare il monitoraggio Egidio Fulco, Matteo Visceglia e Cristiano Liuzzi, da sempre impegnati nella raccolta di dati faunistici fondamentali per una adeguata conoscenza e valorizzazione della Riserva di San Giuliano.
I dati raccolti saranno trasmessi all'ISPRA nei prossimi giorni e concorreranno a definire, insieme a quelli di centinaia di altri siti nazionali, lo status delle varie specie svernanti nel nostro Paese. I risultati dei censimenti sono anche utilizzati per valutare lo status delle specie prioritarie di interesse europeo più a rischio e di quelle di interesse venatorio. Pertanto il progetto IWC a livello globale mira a:
- stimare le dimensioni delle popolazioni delle varie specie di uccelli acquatici;
- descrivere le variazioni numeriche e distributive di queste popolazioni;
- stabilire l'importanza dei singoli siti di sosta, nel contesto generale dell'areale di svernamento.

L’assessore provinciale ai Parchi e Riserve Naturali Giovanni Bonelli ha dichiarato:
“Le aree umide della nostra provincia, grazie al regime di protezione di cui godono, stanno sempre più manifestando grande importanza scientifica e naturalistica capace di creare interesse nel mondo della ricerca.
I dati raccolti dagli esperti sono fondamentali per avviare una equilibrata gestione del sito capace di garantire una conservazione degli habitat e delle specie ed una fruizione che rientra nei limiti della sostenibilità e delle finalità principali di questa zona umida. La Provincia di Matera si impegnerà affinché sia garantito il raggiungimento degli obiettivi della legge istitutiva della Riserva che quest’anno compie 10 anni”.

lunedì 25 gennaio 2010

MATERA, PUBBLICATA GUIDA AGLI INSETTI DEL PARCOMURGIA





Giovedì 28 gennaio, alle ore 18, a Matera, nella sede del Circolo “La Scaletta”, in via Sette Dolori, si terrà la presentazione dei volumi la “Guida agli insetti del Parco della Murgia Materana” di Eustachio Tarasco
e Oreste Triggiani dell’Università di Bari e “Gli insetti e gli altri animali nella tradizione popolare materana”
di Giuseppe Gambetta. I due volumi sono inseriti nella collana “Parcomurgia” edita dall’Ente Parco della Murgia materana.
“La Guida agli insetti del parco impreziosisce la “Collana Parcomurgia” e va ad arricchire quel patrimonio di conoscenza indispensabile per attuare corrette politiche di tutela e conservazione della natura”, scrive nell’introduzione Roberto Cifarelli, presidente dell’Ente Parco. E aggiunge: “Non nascondo l’emozione nel ricordare Biagio Mattatelli, cara persona, amica del Parco e amico della terra e della natura, che ha volontariamente animato questo lavoro fin quando gli è stato concesso. Senza il necessario contributo di passione che ha accompagnato la competenza in tutto il percorso di studio, questa Guida alla entomofauna non avrebbe mai visto la luce; di questo sono grato agli Autori ed in particolare a Eustachio Tarasco, materano amante della propria terra e delle proprie radici. L’Ente decise di promuovere l’indagine sugli insetti del parco nel mentre portava a compimento il lungo iter approvativo del Piano del Parco, eredità del lavoro guidato dall’architetto Lorenzo Rota e svolto negli anni su impulso dei comuni di Matera e Montescaglioso. Lo fece nella consapevolezza che occorreva aggiungere ai già ottimi studi alla base del Piano quegli approfondimenti scientifici, tecnici e storici, relativi alle “emergenze” naturalistiche e storiche, per migliorarne l’impostazione. Ecco quindi che nasce la “Collana Parcomurgia” di cui fanno già parte importanti testi quali la Guida alla flora di Gambetta e Medagli e Il patrimonio rurale del materano di Mario Tommaselli”.

[Basilicatanet.it] 25/01/2010

sabato 23 gennaio 2010

Premio ambiente per il 2010 a Peppino Gambetta

di PASQUALE DORIA

Difficile trovare persone così riservate. Giuseppe Gambetta, per tutti Peppino, protegge così la ricchezza di un sapere non esibito, quasi difeso. Ma quando presenta le sue ricerche, che diventano puntualmente preziosi volumi di consultazione, è capace come pochi a mettere in luce un bagaglio di conoscenze saldamente legate al territorio materano. Per lui la città e le contrade che la circondano non hanno chissà quali segreti da svelare. Eppure, rifugge ogni etichetta. Di più, si limita a definire se stesso un «appassionato naturalista». Niente di più. Una passione riconosciuta, però. Non a caso, oggi, a Matera, nella sala conferenze dell’Ente Parco della Murgia materana, alle 10, gli sarà consegnato il Premio Ambiente 2010. Si tratta di un’ini - ziativa del consiglio direttivo dell’ente che punta a valorizzare le competenze in grado di arricchire il patrimonio di studi sulla città dei Sassi. Un’attitudine che è possibile esprimere in vario modo, non solo in chiave naturalistica, ma anche nel senso dell’approfondimento circa un insediamento millenario, già maturo in età preclassica, senza trascurare la valorizzazione e il recupero delle tradizioni locali a rischio. Gambetta è autore di una pregevole pubblicazione, Guida alla flora del Par co, edita nel 2003 da Antezza Tipografi. La prima nel suo genere. Ora, è in dirittura di arrivo un altra primizia, riguarda il mondo degli insetti che si riproduce sulla Murgia. La particolarità del nuovo lavoro è nella capacità affabulatoria, riconoscibile, di Gambetta. La base di partenza è scientifica, poi, l’orizzonte si amplia fino a includere le peculiarità popolari, le radici più profonde della cultura contadina locale. Conoscenze che dispensa con l’autentico gusto di una narrazione capace di divulgare nel senso più nobile del termine ricerche che, così, vengono abilmente sottratte al ristretto ambito degli addetti ai lavori. Anche questo libro diventerà patrimonio condiviso della comunità e contribuirà a dare maggior interesse alla già ricca collana del «Parcomurgia». Di più, l’insieme di questi strumenti stanno diventando veri e propri manuali che, spaziando dall’antropologia all’urbanistica, dalla storia dell’arte alla botanica, superano l’aspetto settoriale di approfondimento ed analisi. Si tratta, a ben vedere di proposte di tutela attiva del cospicuo lascito ambientale affidatoci da quanti ci hanno preceduto. L’alterno gioco di molteplici elementi di cultura e di precisi dati scientifici diventa, così, valore aggiunto il cui autentico merito è di essere volutamente veicolato con un linguaggio semplice, diretto, accessibile anche a chi prova per la prima volta a scoprire il territorio spingendosi oltre il sentito dire. Con questa pratica, esercizio in cui Gambetta è davvero ben allenato, diventa possibile impadronirsi anche di un concetto complesso come quello di ecosistema, un intreccio di relazioni che a Matera parla molto di noi, soprattutto del nostro vissuto.

Gazzetta del Mezzogiorno, 23 gennaio 2010

mercoledì 20 gennaio 2010

Cassonetti: solita storia di ordinaria inciviltà nelle aree protette





Cliccare sulle immagini per ingrandirle

Stessa spiaggia, stesso mare... Settimana dopo settimana. Ecco quello che si osservava all'ingresso della Riserva Naturale di San Giuliano questa mattina. Purtroppo nonostante la buona volontà del Comune di Miglionico, che riesce a garantire lo svuotamento settimanale dei vari cassonetti dislocati nell'area protetta, non accenna a miglioramento il comportamento degli incivili che vi abbandonano ogni cosa, compresi wc e lavabi che in quanto rifiuti speciali non vanno assolutamente lasciati vicino i cassonetti. La soluzione sarebbe quella di garantire un servizio di raccolta 2-3 volte alla settimana ma con la crisi che incalza i comuni hanno ben poche risorse per migliorare il servizio. Cosa fare dunque? La soluzione, come sempre, dovrebbe risiedere nel buon senso e nella responsabilità dei cittadini. Ma si riuscirà ad ottenere una collaborazione da chi non è mai stato abituato a rispettare l'ambiente e la natura? O forse è il caso di rafforzare un pò la vigilanza?

martedì 19 gennaio 2010

CFS denuncia un uomo per deturpamento ambientale

Il proprietario dell’area, già indagato in passato per analoghi motivi aveva sradicato con mezzi meccanici gran parte della vegetazione presente nell’area, sottoposta a vincolo paesaggistico ambientale.

Matera, 18 Gennaio 2010 - Gli agenti del Comando Stazione Forestale di Tursi (MT) hanno segnalato all'Autorità Giudiziaria un uomo, residente a Tursi, per distruzione e deturpamento di bellezze naturali in area sottoposta a vincolo idrogeologico e paesaggistico. I Forestali, in seguito ad una segnalazione giunta alla Sala Operativa Regionale di Potenza che denunciava il dissodamento di un terreno pascolo-cespugliato, si sono subito recati sul posto e tramite i rilievi eseguiti con la strumentazione GPS in loro dotazione, hanno potuto non solo accertare il dissodamento ma stabilire anche che era stato il proprietario del terreno di circa 40 metri quadri, già indagato in precedenza per analoghi motivi, che aveva eseguito il dissodamento attraverso l'utilizzo di mezzi meccanici, provocando lo sradicamento della vegetazione esistente, composta prevalentemente da macchia mediterranea tra cui arbusti di ginestre, lentisco, fillirea. Il Corpo forestale dello Stato, costantemente impegnato nella prevenzione e nella repressione dei reati legati all'ambiente, invita tutti i cittadini a segnalare reati analoghi al numero di emergenza ambientale 1515. uato su terreni sottoposti a vincolo idrogeologico e paesaggistico-ambientale.


Fonte: http://www.corpoforestale.it/newsletter/view.asp?id=8321

mercoledì 13 gennaio 2010

Una puzzola nella Riserva di San Giuliano


Illustrazione tratta da http://www.minambiente.it>

Piero e Gianpasquale Chiatante sono due amici pugliesi che da alcuni anni frequentano la Basilicata per osservazioni e monitoraggi faunistici. Tra le varie zone investigate non poteva mancare la Riserva Naturale di San Giuliano.
Alcuni giorni fa, precisamente il 3 gennaio, durante una delle loro uscite si sono imbattuti in un mammifero,la puzzola, purtroppo ritrovato morto a causa di investimento di un veicolo. Si tratta di un animale assolutamente schivo e difficile da incontrare per le sue abitudini prevalentemente notturne. Questo ritrovamento perciò è stata l'occasione per inviare un loro contributo al blog "Materanatura" a testimonianza del valore dell'area dal punto di vista naturalistico.
Ecco quanto scrivono.

"La Riserva Naturale Regionale di San Giuliano con i suoi 2.500 ettari comprendenti il lago, il bosco igrofilo, la macchia mediterranea, i rimboschimenti a conifere ed eucalipti, la gravina, i prati, i pascoli e i seminativi, rappresenta una meta ideale per chi vuole trascorrere piacevoli e spensierate passeggiate all’aria aperta, e svolgere birdwatching sul lago e in campagna. Non è difficile scorgere gli acrobatici voli dei nibbi reali, dei nibbi bruni, delle poiane, dei gheppi e dei grillai sui campi circostanti, ora verdi in primavera, ora riarsi dal sole in estate. Il lago, invece, sorprende in ogni stagione per la varietà di uccelli acquatici che lo frequentano: un continuo andirivieni di cormorani, di eleganti svassi maggiori, di candidi aironi bianchi maggiori e garzette, di vociferi pettegole e cavalieri d’Italia, di variopinti fischioni, alzavole e germani reali, solo per citarne alcuni. Più raro diventa, invece, incontrare Mammiferi piuttosto elusivi come la lontra, le cui impronte sono rinvenibili sulle sponde del lago e lungo il corso del Bradano, e la puzzola (Mustela putorius), segnalata recentemente in zona da Matteo Visceglia per il ritrovamento di un individuo morto a marzo 2009 e la cui presenza è stata da noi confermata grazie al rinvenimento il 3 gennaio 2010 di un altro esemplare, purtroppo anch’esso investito, lungo la strada che costeggia il lago e nella stessa zona del ritrovamento dello scorso anno.
Allo stato attuale la distribuzione in Italia della specie e la consistenza della sua popolazione sono poco conosciute anche se si ritiene sia presente in tutta la penisola pur se in calo a causa della diminuzione degli avvistamenti o dei ritrovamenti di segni di presenza e reperti. La specie è, infatti, inserita nella Lista Rossa dei Vertebrati Italiani per la carenza di informazioni.
In genere la puzzola frequenta la campagna aperta con alberi e siepi marginali, le aree ripariali, quindi le zone ricche di fiumi e canali con argini naturali. La Basilicata, pertanto, essendo caratterizzata da numerosi corsi d’acqua, oltre che per essere poco densamente abitata, potrebbe ospitare una discreta popolazione della specie. Il ritrovamento, quindi, nell’area del Lago di San Giuliano aggiunge un altro importante tassello alla conoscenza della diffusione della puzzola sul territorio italiano e soprattutto suggerisce la necessità di dover investigare sempre più la Basilicata, una regione certamente ancora ricca di rare ed interessanti presenze faunistiche".


Piero e Gianpasquale Chiatante