Riaperti i termini del bando Bando Azione C5 – Finanziamento impianto di specie forestali per la realizzazione di moduli vegetazionali nell’area Sic/Zps IT 9220135 Gravine di Matera; le proposte potranno essere inoltrate alla Provincia di Matera fino al prossimo 30 aprile*.
L’intervento prevede la realizzazione di varie tipologie di siepi, gruppi e filari di alberi, finalizzata ad aumentare la ricettività faunistica della matrice agricola dei piani SIC.
Il bando è rivolto ad agricoltori locali, enti privati e Comuni singoli o associati, per la messa a dimora di piantine prodotte dal vivaio – previsto dall’azione C2 del progetto (Populus alba, Salix alba, Ulmus minor, Quercus iIex, Pyrus amygdaliformis), necessarie alla creazione dei sistemi vegetazionali di cui sopra, con l’obbligo di effettuare anche le cure colturali per il tempo necessario al loro attecchimento.
A ogni operatore verrà fornito un finanziamento relativo alla messa a dimora delle piante previa lavorazione del terreno, concimazione, sistemazione idraulico/forestale, recinzione dell’impianto e palo tutore.
La realizzazione di questa azione, i risultati ottenuti e l’estensione di siepi e filari effettivamente in essere alla fine del progetto sarà periodicamente valutato dall’Amministrazione provinciale di Matera attraverso sopralluoghi diretti atti a verificare l’attecchimento delle siepi e l’avvenuta manutenzione.
Queste fisionomie della vegetazione hanno caratterizzato il paesaggio fluviale da quando l’agricoltura ha sostituito le vegetazioni spontanee, con la funzione di divisione delle proprietà, di frangivento, di filtro per gli inquinanti di origine diffusa, ed una notevole valenza da un punto di vista agronomico. Infatti esse rappresentano importanti “aree rifugio” per organismi (soprattutto insetti) antagonisti dei parassiti delle colture agricole, contribuendo a ridurre l’utilizzo di biocidi.
Inoltre, dal punto di vista conservazionistico, tali elementi contribuiscono ad aumentare l’offerta territoriale in termini di habitat favorevoli a specie animali selvatiche presenti nei siti (Elaphe quatuorlineata, Zamenis situla, Testudo hermanni). La loro creazione infatti consente l’incremento della eterogeneità di matrici agricole fortemente omogenee per la prevalenza di monocolture intensive, con conseguente miglioramento della loro permeabilità alla naturalità (biodiversità animale e vegetale), contribuendo alla continuità ecologica di tali ambienti antropizzati con quelli a minore grado di semplificazione. La presenza di siepi, inoltre, consente di ridurre l’uso di biocidi nella pratica agricola.
L’implementazione dell’azione prevista passerà attraverso un coinvolgimento diretto di tutti gli agricoltori, allevatori e proprietari terrieri della zona interessata dal Progetto, in modo da ottenere benefici atti ad assicurare il migliore risultato sotto il punto di vista dell’incremento della biodiversità nei terreni agricoli, quanto di coinvolgimento personale degli attori economici che sul territorio operano, traggono il loro sostentamento e vivono a stretto contatto con l’agro-ecosistema.
“Positivo il bilancio – ha concluso il presidente Stella – della sensibilizzazione del territorio: Arupa entra nelle scuole con l’educazione ambientale, mentre si fa promotore di iniziative di rete locale tra attori economici, istituzionali e sociali per la concreta realizzazione delle azioni previste”.
venerdì 6 aprile 2012
martedì 3 aprile 2012
Capovaccai in Basilicata
Una delle ultime coppie di capovaccaio presenti in Italia è tornata anche quest'anno in Basilicata. La documentazione di un accoppiamento, effettuata uno dei giorni scorsi dopo lunghe ore di appostamento e da lunga distanza, è segno di speranza per il futuro di questa specie che rischia di scomparire dal nostro Paese se non si attuano interventi di tutela e conservazione. Quest'anno il numero preciso delle coppie riproduttive in Italia non è ancora noto ma quasi certamente sarà compreso tra le 5 e le 10 coppie distribuite in 3-4 regioni del sud (Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia). A fine stagione riproduttiva forse ne sapremo qualcosa in più, nella speranza che vi siano osservazioni interessanti! Si prega coloro che effettuano osservazioni di capovaccai in Basilicata a collaborare nella raccolta di dati e a comunicarlo (specificando ogni dettaglio utile come località, data, orario, comportamento, ecc.) all'indirizzo: matteo.visceglia@alice.it I dettagli sui luoghi dell'osservazione saranno conservati e per motivi di tutela non saranno divulgati.
La raccolta dei dati e le iniziative di studio e conservazione sono effettuati in collaborazione e coordinamento con le associazioni ALTURA (Associazione per la Tutela dei Rapaci e dei loro Ambienti), CERM (Centro Rapaci Minacciati) e LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) che stanno svolgendo attività di monitoraggio e conservazione anche in altre regioni italiane.
lunedì 2 aprile 2012
mercoledì 28 marzo 2012
Al via il progetto di monitoraggio e tutela della cicogna nera
Un progetto di monitoraggio e tutela della cicogna nera, una rara specie ornitica è al via nel Parco regionale “Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane”. Lo comunica il presidente Rocco Luigi Lombardi, il quale spiega che il parco occupa la parte centrale della Regione Basilicata in cui è presente il più vasto complesso forestale della regionale e che l’area ospita ancora numerose specie, sia tra i mammiferi, sia tra gli uccelli, fortemente minacciate di estinzione e alcune ormai estinte sia in Basilicata, sia in tutto il territorio nazionale. Tra gli uccelli nidificanti, la più eccezionale, nel panorama nazionale e che caratterizza in modo straordinario il territorio del parco, è la cicogna nera (Ciconia nigra), considerata una delle specie ornitiche più minacciate in Italia e una delle specie che, a livello nazionale, sta attraversando una fase molto delicata per la sua espansione e conservazione. La specie è presente in Italia con circa 10 coppie riproduttive, localizzate attualmente in pochissime regioni e la maggior parte in Basilicata. Le caratteristiche del territorio lucano sembrerebbero essere tra quelle più interessanti e idonee a favorirne un ulteriore incremento ma, al momento, lo stato delle conoscenze sulla popolazione potenziale nidificante o svernante si ritengono ancora assai carenti, anche se sembrerebbe che sia proprio la Basilicata la roccaforte della specie. Tale eccezionale presenza faunistica, che rappresenta attualmente un vero e proprio fiore all’occhiello non solo per il parco ma per tutta la Basilicata e l’Italia, impone a questo Ente di promuovere studi specifici per la conservazione della specie. Da qui la volontà, da parte del Parco Regionale Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane, in collaborazione con Total E&P Italia, di avviare un progetto di monitoraggio, distribuzione e status della cicogna nera. Il progetto, della durata di due anni, prevede un monitoraggio regolare in tutto il territorio protetto, finalizzato a valutare lo status della cicogna nera, apportando così un fondamentale contributo alla conoscenza di questa straordinaria specie di elevato fascino. In relazione ai risultati ottenuti, potrebbero successivamente presentarsi nuovi e interessanti spunti di ricerca per la valorizzare e protezione del patrimonio naturalistico lucano. Con la conoscenza approfondita della distribuzione delle coppie nidificanti, sarà poi possibile regolare e migliorare eventuali piani di gestione territoriali, affinché si possa conservare più a lungo possibile la specie e la biodiversità nel territorio, con positive ricadute sul piano turistico, educativo e scientifico, centrando perfettamente uno degli obiettivi prioritari previsti proprio dalle leggi istitutive dei Parchi. Il progetto porterà avanti diverse attività, tra cui il censimento e il monitoraggio periodico di tutte le aree umide del Parco, potenzialmente idonee alla sosta durante il periodo migratorio e di svernamento della specie; il monitoraggio e l’individuazione di tutte le aree potenzialmente idonee alla nidificazione della specie; lo studio del successo riproduttivo, della dimensione di nidiata, della dieta e involo dei giovani; l’identificazione degli habitat preferiti e selezionati dalla specie per l’alimentazione. Questo progetto, di importanza strategica eccezionale per il recupero di una specie in via di estinzione, è reso possibile grazie ad un rilevante sostegno finanziario della Total E&P Italia che, in linea anche con i principi della Fondazione Total, è impegnata in attività a favore dell’ambiente, con particolare attenzione alla biodiversità, con attività di ricerca, con programmi di protezione a favore delle specie minacciate e con azioni di sensibilizzazione.
Fonte: comunicato stampa Parco Gallipoli Cognato
sabato 24 marzo 2012
L'Upupa è ritornata!
Da alcuni giorni l'Upupa, dopo aver trascorso l'inverno in Africa, è ritornata nelle aree riproduttive sparse sul nostro territorio. Ormai si nota ovunque...è una presenza che non può passare inosservata!
venerdì 23 marzo 2012
Spatole a San Giuliano
giovedì 22 marzo 2012
Liberato il Nibbio reale ricoverato pochi giorni fa
Sono bastati pochi giorni di cure e riposo per riprendersi dalla situazione di palese difficoltà in cui si era trovato il nibbio reale consegnato a Centro Recupero pochi giorni fa. Una probabile lieve intossicazione o un leggero trauma aveva letteralmente costretto a terra il bellissimo Nibbio ritrovato nelle campagne di Montescaglioso, lungo il Bradano. Appena ristabilitosi è stata verificata in voliera la sua capacità di alimentarsi autonomamente e l'attitudine al volo. Confermata la sua buona salute grazie anche al consulto con il dott. Tralli, veterinario del Centro, si è proceduto all'immediato rilascio nella stessa area di ritrovamento in considerazione del fatto che trattandosi di un adulto potrebbe essere un potenziale soggetto nidificante durante questa stagione riproduttiva. L'esemplare prima del rilascio è stato dotato di anello ufficiale ISPRA alla zampa destra. Ricordiamo che il Nibbio reale è una delle specie di rapaci più rare e minacciate in Italia. Solo la Basilicata ospita al momento la popolazione svernante e nidificante più importante del nostro Paese.
mercoledì 14 marzo 2012
Ritrovato un Nibbio reale in difficoltà
Martedì sera è stato consegnato al Responsabile del Centro Recupero Rapaci della Provincia di Matera un esemplare di Nibbio reale ritrovato nelle campagne di Montescaglioso, in località Dogana. Da un primo esame sono stati esclusi traumi a carico di zampe ed ali ed è stato verificato uno stato nutrizionale piuttosto discreto che escluderebbe fattori di debolezza. Probabilmente potrebbe trattarsi di problemi legati a intossicazione alimentare o avvelenamento. Nei prossimi giorni le osservazioni e le visite veterinarie potranno sciogliere i dubbi permettendo di capire perchè il maestoso rapace non è al momento in grado di volare. Gli operatori del CRAS lo stanno alimentando forzatamente e si spera che presto possa riacquistare la capacità di riprendere la via della libertà nei cieli della Lucania di cui è un importante e prezioso componente.
mercoledì 7 marzo 2012
Il raro Grifone vola nei cieli del Parco dell'Appennino Lucano
Gli esperti ne seguono l'insediamento nell'area protetta
(Marsiconuovo, 07 Marzo 2012) - Un evento di rilievo nazionale con importanti risvolti scientifici e conservazionistici è in corso in questi giorni nell'area del Parco Nazionale dell'Appennino Lucano. Si tratta dell'insediamento spontaneo e naturale di una piccola colonia riproduttiva del raro Grifone (Gyps fulvus).
L'evento è monitorato delle Associazioni ALTURA, CISO e LANIUS che da anni seguono l'andamento delle popolazioni di rapaci nell'area del Parco, e non solo.
L'Ente Parco, informato dagli esperti di questo straordinario evento, intende con questo comunicato porre all'attenzione delle Amministrazioni, degli enti deputati al controllo del territorio e della popolazione del parco da una parte il suo impegno a far sì che l'insediamento di questa specie sia monitorato e avvenga nella massima tranquillità dall'altra rassicurare le popolazioni dell'assoluta assenza di rischi per la presenza del Grifone.
Il Grifone pur presentando una grande apertura alare di oltre 2,50 m ed un aspetto fiero è del tutto innocuo. Si tratta, infatti, di una specie necrofaga che si nutre di animali morti e che non svolge nessuna predazione attiva, anzi svolge un importante ruolo positivo nelle catene trofiche eliminando carcasse di animali già morti.
Si tratta di una specie protetta da numerose norme nazionali ed europee la cui presenza può rappresentare un importante immagine positiva e promozionale per tutto il territorio. Ricordiamo come il Parco ospita già numerose specie di grande importanza nazionale: Cicogna nera (Ciconia nigra) simbolo del Parco, Capovaccaio (Neophron percnopterus), Gufo reale (Bubo bubo), Nibbio reale (Milvus milvus), Lanario (Falco biarmicus), Lontra (Lutra lutra), Lupo (Canis lupus).
Confidiamo nella collaborazione di tutti per far sì anche questa nuova specie trovi sicurezza ed ospitalità nel nostro territorio.
Comunicato Stampa Ente Parco Nazionale Appennino Lucano, 7 marzo 2012
(Marsiconuovo, 07 Marzo 2012) - Un evento di rilievo nazionale con importanti risvolti scientifici e conservazionistici è in corso in questi giorni nell'area del Parco Nazionale dell'Appennino Lucano. Si tratta dell'insediamento spontaneo e naturale di una piccola colonia riproduttiva del raro Grifone (Gyps fulvus).
L'evento è monitorato delle Associazioni ALTURA, CISO e LANIUS che da anni seguono l'andamento delle popolazioni di rapaci nell'area del Parco, e non solo.
L'Ente Parco, informato dagli esperti di questo straordinario evento, intende con questo comunicato porre all'attenzione delle Amministrazioni, degli enti deputati al controllo del territorio e della popolazione del parco da una parte il suo impegno a far sì che l'insediamento di questa specie sia monitorato e avvenga nella massima tranquillità dall'altra rassicurare le popolazioni dell'assoluta assenza di rischi per la presenza del Grifone.
Il Grifone pur presentando una grande apertura alare di oltre 2,50 m ed un aspetto fiero è del tutto innocuo. Si tratta, infatti, di una specie necrofaga che si nutre di animali morti e che non svolge nessuna predazione attiva, anzi svolge un importante ruolo positivo nelle catene trofiche eliminando carcasse di animali già morti.
Si tratta di una specie protetta da numerose norme nazionali ed europee la cui presenza può rappresentare un importante immagine positiva e promozionale per tutto il territorio. Ricordiamo come il Parco ospita già numerose specie di grande importanza nazionale: Cicogna nera (Ciconia nigra) simbolo del Parco, Capovaccaio (Neophron percnopterus), Gufo reale (Bubo bubo), Nibbio reale (Milvus milvus), Lanario (Falco biarmicus), Lontra (Lutra lutra), Lupo (Canis lupus).
Confidiamo nella collaborazione di tutti per far sì anche questa nuova specie trovi sicurezza ed ospitalità nel nostro territorio.
Comunicato Stampa Ente Parco Nazionale Appennino Lucano, 7 marzo 2012
domenica 4 marzo 2012
Poiana in attesa
Su un palo al bordo di un frutteto abbandonato nel Parco di Gallipoli Cognato una Poiana era in agguato, pronta a catturare roditori. Diversi tentativi falliti di cattura ma qualche volta tornava su con la preda. Scene di quotidiana lotta per la sopravvivenza...
![]() |
| Foto in digiscoping da notevole distanza. Marzo 2012 |
sabato 3 marzo 2012
Ritrovata lontra morta nel Parco dell'Appennino Lucano
Nella giornata del 26 febbraio 2012 nel Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val D’Agri Lagonegrese, in località Galaino, alcuni cittadini hanno trovato una lontra morta e hanno così informato i volontari Legambiente. Nonostante il Corpo Forestale dello Stato sia stato immediatamente allertato dalle strutture locali dell’associazione, quando si è recato sul posto, dopo alcuni giorni, la lontra purtroppo non c’era più, probabilmente preda di qualche altro animale.
Non è certo il primo caso – spiega un comunicato di Legambiente Basilicata - in cui esemplari di questo animale vengono trovati morti in Basilicata, regione del Sud Italia in cui le popolazioni di lontra costituiscono una porzione essenziale per la conservazione della specie nell’intero territorio nazionale.
Sebbene nella maggior parte dei casi l’animale viene ucciso dall’impatto con autovetture in transito, questa volta è stato ritrovato nel suo ambiente naturale lontano dalla rete viaria.
Per meglio risalire con precisione alle cause della morte e monitorare la specie seguendo le evoluzioni genetiche in corso, è quindi sempre necessario – come in questo caso - recuperare le carcasse.
La lontra, tra le specie particolarmente protette, è un importante indicatore della qualità delle acque e dei bacini idrografici. La sua presenza nei fiumi lucani, compresi quelli della Val d’Agri, è dunque un buon segnale per la salute del nostro territorio. Tuttavia, lo stato e la dinamica di queste popolazioni, le caratteristiche ambientali, il peso dei fattori di rischio ambientali ed antropici sono ancora poco conosciuti.
Il ritrovamento di un esemplare morto deve indurre tutti quanti hanno a cuore le sorti di questa delicata specie a individuare una strategia comune e condivisa di intervento, per raccordare le azioni di tutela da intraprendere.
È quindi auspicabile una maggiore collaborazione tra associazioni, Corpo Forestale, Ente Parco e tutti gli enti coinvolti. In particolar modo è necessario che ci sia un maggior coordinamento per il recupero delle carcasse, per poter accertare con sicurezza la causa della morte ed elaborare così dati e informazioni più specifiche finalizzate alla prevenzione e alla salvaguardia della specie. Si andrebbe così anche ad arricchire il lavoro che la Regione Basilicata sta realizzando in collaborazione con l’ISPRA proprio sulla caratterizzazione genetica e sulla consistenza delle popolazioni di lontra presenti in Basilicata”.
Non è certo il primo caso – spiega un comunicato di Legambiente Basilicata - in cui esemplari di questo animale vengono trovati morti in Basilicata, regione del Sud Italia in cui le popolazioni di lontra costituiscono una porzione essenziale per la conservazione della specie nell’intero territorio nazionale.
Sebbene nella maggior parte dei casi l’animale viene ucciso dall’impatto con autovetture in transito, questa volta è stato ritrovato nel suo ambiente naturale lontano dalla rete viaria.
Per meglio risalire con precisione alle cause della morte e monitorare la specie seguendo le evoluzioni genetiche in corso, è quindi sempre necessario – come in questo caso - recuperare le carcasse.
La lontra, tra le specie particolarmente protette, è un importante indicatore della qualità delle acque e dei bacini idrografici. La sua presenza nei fiumi lucani, compresi quelli della Val d’Agri, è dunque un buon segnale per la salute del nostro territorio. Tuttavia, lo stato e la dinamica di queste popolazioni, le caratteristiche ambientali, il peso dei fattori di rischio ambientali ed antropici sono ancora poco conosciuti.
Il ritrovamento di un esemplare morto deve indurre tutti quanti hanno a cuore le sorti di questa delicata specie a individuare una strategia comune e condivisa di intervento, per raccordare le azioni di tutela da intraprendere.
È quindi auspicabile una maggiore collaborazione tra associazioni, Corpo Forestale, Ente Parco e tutti gli enti coinvolti. In particolar modo è necessario che ci sia un maggior coordinamento per il recupero delle carcasse, per poter accertare con sicurezza la causa della morte ed elaborare così dati e informazioni più specifiche finalizzate alla prevenzione e alla salvaguardia della specie. Si andrebbe così anche ad arricchire il lavoro che la Regione Basilicata sta realizzando in collaborazione con l’ISPRA proprio sulla caratterizzazione genetica e sulla consistenza delle popolazioni di lontra presenti in Basilicata”.
Fonte: Basilicatanet.it 2 marzo 2012
venerdì 2 marzo 2012
Passaggio di gru sulla Basilicata
In questi giorni stanno passando diversi gruppi di gru sull'Italia. Molte attraversano anche la Basilicata e alcune sostano nei prati più tranquilli sulle rive del Lago di San Giuliano. Oggi almeno 80 esemplari sono stati avvistati e alcuni sono stati fotografati in sosta con gruppi numerosi di gabbiani reali.
Nel pomeriggio e prima del tramonto a piccoli gruppi le gru si sono spostate in alcuni campi arati alle spalle del lago. Lì pascolavano tranquille circondate solo da estesi seminativi e lontane da ogni disturbo.
Nel pomeriggio e prima del tramonto a piccoli gruppi le gru si sono spostate in alcuni campi arati alle spalle del lago. Lì pascolavano tranquille circondate solo da estesi seminativi e lontane da ogni disturbo.
venerdì 24 febbraio 2012
Provincia di Matera, lunedì incontro stampa su Oasi S. Giuliano
Lunedì alle 10.30, presso la Sala giunta del Palazzo di via Ridola, saranno illustrate le attività di valorizzazione della Riserva naturale di S. Giuliano previste per questo anno.
“Si tratta di un progetto – ha dichiarato l’assessore alla Forestazione e alla Promozione del territorio, Angelo Garbellano - che ammonta a 400 mila euro, con fondi Piot, e che prevede tre tipologie di interventi: selvicolturali, di allestimento e di potenziamento delle infrastrutture e dei servizi della riserva. Ognuna delle azioni previste si configura come un vero e proprio micro progetto studiato per qualificare la Riserva. Da segnalare: l’allestimento di percorsi didattici e naturalistici, la realizzazione di voliere e di capanni per l’osservazione della fauna e di una postazione multimediale con schermo touch screen".“Come avevamo preannunciato l’estate scorsa, quando avevamo fornito i primi dati sull’affluenza turistica, si concretizza il progetto di riorganizzazione di una delle eccellenze ambientali del territorio. Il percorso di rilancio della Riserva di S. Giuliano, avviato in parallelo con quello di Bosco Pantano, – ha proseguito Stella – è stato orientato ai parametri della valorizzazione ambientale e della produttività economica. Due elementi che, nel rispetto del principio cardine di tutela della biodiversità presente nelle due oasi, stanno trasformando questi spazi in veri e propri attrattori turistici".
bas 02 23/02/2012 13:34
LEGGI L'ARTICOLO DEL QUOTIDIANO QUI
mercoledì 22 febbraio 2012
Provincia di Matera, costituito team interno vigilanza ambientale
La tematica dell’ambiente, dallo sviluppo delle energie da fonti rinnovabili alla valorizzazione della raccolta differenziata, è al centro delle politiche portate avanti dall’Amministrazione provinciale.
Di recente, infatti, la giunta ha approvato la costituzione di un gruppo di lavoro dedicato alle operazioni di vigilanza ambientale. Nello specifico le attività di controllo riguarderanno: discariche, siti inquinati, scarichi di acque reflue ed emissioni in atmosfera.
“Un team costituito da personale specializzato – ha sottolineato il vice presidente Giovanni Bonelli – che sarà coadiuvato da due agenti della Polizia provinciale. In materia ambientale, infatti, la Provincia è titolare di funzioni delicate e importanti che per essere esplicitate correttamente richiedono un lavoro preciso e puntuale. Dalle attività portate avanti dagli uffici preposti sono infatti emerse questioni che hanno determinato la necessità di definire un gruppo dedicato specificatamente alle operazioni di vigilanza.”
“L’attenzione che negli ultimi tempi governi nazionali e locali stanno dedicando all’ambiente – ha sottolineato il presidente Stella – hanno richiesto una presa d’atto generale, lapalissiana ma purtroppo fin qui emarginata, della indispensabilità di tutelare questo patrimonio “salvavita”. Non solo innovazione da mettere a disposizione di moderne società green oriented, ma politiche capaci di monitorare questioni da cui dipende l’equilibrio dell’intero sistema.”
Fonte: BASILICATANET.IT 21/02/2012
Di recente, infatti, la giunta ha approvato la costituzione di un gruppo di lavoro dedicato alle operazioni di vigilanza ambientale. Nello specifico le attività di controllo riguarderanno: discariche, siti inquinati, scarichi di acque reflue ed emissioni in atmosfera.
“Un team costituito da personale specializzato – ha sottolineato il vice presidente Giovanni Bonelli – che sarà coadiuvato da due agenti della Polizia provinciale. In materia ambientale, infatti, la Provincia è titolare di funzioni delicate e importanti che per essere esplicitate correttamente richiedono un lavoro preciso e puntuale. Dalle attività portate avanti dagli uffici preposti sono infatti emerse questioni che hanno determinato la necessità di definire un gruppo dedicato specificatamente alle operazioni di vigilanza.”
“L’attenzione che negli ultimi tempi governi nazionali e locali stanno dedicando all’ambiente – ha sottolineato il presidente Stella – hanno richiesto una presa d’atto generale, lapalissiana ma purtroppo fin qui emarginata, della indispensabilità di tutelare questo patrimonio “salvavita”. Non solo innovazione da mettere a disposizione di moderne società green oriented, ma politiche capaci di monitorare questioni da cui dipende l’equilibrio dell’intero sistema.”
Fonte: BASILICATANET.IT 21/02/2012
domenica 19 febbraio 2012
Recupero gabbiano intrappolato
mercoledì 15 febbraio 2012
Lenze da pesca abbandonate: trappole mortali per gabbiani
Solo pochi giorni fa era stata inviata una nota dal Centro Recupero Animali Selvatici di San Giuliano (CRAS) alle autorità competenti circa la pericolosità di una zona della Riserva di San Giuliano per il rischio intrappolamento di avifauna acquatica dovuto alla presenza di numerose lenze abbandonate dai pescatori e spesso appese a cavi elettrici e telefonici. Nella stessa nota si inviavano foto documentative circa la morte di alcuni animali (almeno due i gabbiani morti due settimane fa) dopo lunghe sofferenze. Foto 1 Foto 2. Si chiedeva di mettere in atto iniziative per una maggiore e più rigorosa regolamentazione della pesca nella Riserva anche in virtù del fatto che occorre tutelare sia la fauna che l'immagine stessa dell'area.
Questa mattina l'ennesimo episodio: un gabbiano comune è rimasto appeso, con la punta dell'ala, a circa 1 metro dalla superficie dell'acqua senza alcuna possibilità di liberarsi del mortale filo sintetico. Una scena straziante vedere per ore un gabbiano (simbolo della libertà) appeso mentre si divincola cercando di liberarsi! Grazie alla tempestiva segnalazione pervenuta questa mattina da un cittadino sensibile di Miglionico, Domenico Finamore, che ha notato la macabra scena, il Centro Recupero si è subito attivato segnalando la situazione al CFS di Pomarico. Raggiunta la zona il comandante del CFS Giovanni Grieco ha constatato la particolare situazione di difficoltà per il povero gabbiano e, in accordo con il Responsabile del CRAS Matteo Visceglia, ha ritenuto opportuno chiedere l'intervento dei Vigili del Fuoco di Matera. Dopo circa 30 minuti è giunta nell'area protetta una squadra attrezzata per i soccorsi in acqua. Grazie al loro professionale intervento è stato possibile recuperare il gabbiano per poi consegnarlo al CRAS. Al successivo esame non sono stati rilevati traumi gravi alle articolazioni ma solo problemi dovuti alla permanenza per alcune ore in condizioni molto precarie e alla trazione muscolare e tendinea dell'ala esercitata dal filo da pesca che scendeva giù da un cavo elettrico sul quale era incastrato. Dopo alcune ore di riposo e di osservazione presso il Centro Recupero il gabbiano è stato reimmesso in libertà raggiungendo subito lo specchio d'acqua del Lago di San Giuliano.
Si fa appello alle associazioni di pesca sportiva e agli organi di controllo e vigilanza affinchè i comportamenti dei tanti pescatori che frequentano l'area protetta siano più adeguati e rigorosi al fine di prevenire ulteriori danni alla fauna selvatica.
Questa mattina l'ennesimo episodio: un gabbiano comune è rimasto appeso, con la punta dell'ala, a circa 1 metro dalla superficie dell'acqua senza alcuna possibilità di liberarsi del mortale filo sintetico. Una scena straziante vedere per ore un gabbiano (simbolo della libertà) appeso mentre si divincola cercando di liberarsi! Grazie alla tempestiva segnalazione pervenuta questa mattina da un cittadino sensibile di Miglionico, Domenico Finamore, che ha notato la macabra scena, il Centro Recupero si è subito attivato segnalando la situazione al CFS di Pomarico. Raggiunta la zona il comandante del CFS Giovanni Grieco ha constatato la particolare situazione di difficoltà per il povero gabbiano e, in accordo con il Responsabile del CRAS Matteo Visceglia, ha ritenuto opportuno chiedere l'intervento dei Vigili del Fuoco di Matera. Dopo circa 30 minuti è giunta nell'area protetta una squadra attrezzata per i soccorsi in acqua. Grazie al loro professionale intervento è stato possibile recuperare il gabbiano per poi consegnarlo al CRAS. Al successivo esame non sono stati rilevati traumi gravi alle articolazioni ma solo problemi dovuti alla permanenza per alcune ore in condizioni molto precarie e alla trazione muscolare e tendinea dell'ala esercitata dal filo da pesca che scendeva giù da un cavo elettrico sul quale era incastrato. Dopo alcune ore di riposo e di osservazione presso il Centro Recupero il gabbiano è stato reimmesso in libertà raggiungendo subito lo specchio d'acqua del Lago di San Giuliano.
Si fa appello alle associazioni di pesca sportiva e agli organi di controllo e vigilanza affinchè i comportamenti dei tanti pescatori che frequentano l'area protetta siano più adeguati e rigorosi al fine di prevenire ulteriori danni alla fauna selvatica.
Il Gabbiano è rimasto appeso per alcune ore prima dell'intervento dei Vigili del Fuoco
Un Vigile del Fuoco entra in acqua per tagliare il filo della lenza e recuperare il Gabbiano
Il Gabbiano appena recuperato
Il Gabbiano poco prima del suo rilascio
Iscriviti a:
Post (Atom)











