martedì 11 dicembre 2012

Airone bianco: un fantasma tra i pioppi

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Dicembre 2012 - Fiume Basento, Parco Regionale di Gallipoli Cognato e Piccole Dolomiti Lucane


giovedì 6 dicembre 2012

INAUGURATA LA NUOVA SEDE DEL COMANDO PROVINCIALE DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO DI MATERA

Si è svolta il 5 Dicembre scorso la cerimonia di inaugurazione della nuova sede del comando provinciale del Corpo forestale dello Stato di Matera.
La cerimonia, articolata in due parti, si è tenuta alla presenza del  Vice capo del Corpo forestale dello Stato Fausto Martinelli, del Prefetto di Matera Luigi Pizzi, del Sindaco della città di Matera, del Presidente dell'Amministrazione provinciale, del Comandante Regionale del Corpo forestale dello Stato, di quasi tutti i sindaci della provincia e delle massime cariche istituzionali della provincia e della regione.
Nella prima parte della cerimonia, che si è svolta a Palazzo Lanfranchi nel cuore del centro storico di Matera, si è svolta la premiazione del concorso illustrativo "Acqua Gocce di Vita".
L'iniziativa, rivolta alle scuole elementari e medie della provincia di Matera, si è svolta in collaborazione con l'Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Martina Franca (TA) ed è stata organizzata in occasione delle iniziative previste per l'"Anno Internazionale della Cooperazione per l'Acqua" proclamato dall'ONU per il 2013.
La seconda parte della cerimonia di inaugurazione si è, invece, tenuta presso la nuova sede del comando provinciale del Corpo forestale dello Stato dove il Vescovo di Matera ha officiato la cerimonia di benedizione dei nuovi locali. 


Associazioni ambientaliste si oppongono alla Via Ferrata nel SIC-ZPS Dolomiti di Pietrapertosa

Alcune associazioni (Altura, Città Plurale Matera, Lanius, Lipu, Movimento Azzurro Murge materane e OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) hanno inviato una lettera al Presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo, all’Assessore all’Ambiente Vilma Mazzocco e al Direttore Generale del Dipartimento Ambiente e Territorio Donato Viggiano e per conoscenza al Presidente dell’Ente Parco Regionale Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane di Accettura per chiedere chiarimenti sul Progetto denominato "Via ferrata Dolomiti lucane”. Riportiamo la nota integrale.

Le Dolomiti Lucane


Oggetto:  Progetto via ferrata “Dolomiti Lucane”.

I fondi europei  servono, come la tela di Penelope, prima per tessere e poi disfare, basta cambiare  l'angolo di osservazione o meglio, per essere più chiari, servono  a prelevare da più forni e spesso gli interventi fanno a cazzotti tra di loro.
La vicenda, squallida in vero, della “Via Ferrata” che si vorrebbe finanziare  con fondi comunitari  nell'ambito del P.O. FESR 2007/2013 per  440 mila Euro ne è l'esempio classico. Già nel 2005 la Regione Basilicata con la DGR n° 1608  escluse  l'intervento in quanto sussistevano dubbi circa l'eventuale impatto sull’equilibrio faunistico, in particolare avifauna particolarmente protetta, della
zona. Significa, in poche parole, che i progettisti restarono con la bocca asciutta  ma il progetto era ormai pronto e bisognava riprovarci.
Lo si fa con i P.O. FESR 2007/2013  per l'importo che abbiamo detto e malgrado  vi siano stati appositi studi  di settore anche questi finanziati dalla Comunità Europea nell’ ambito del Progetto Rete Natura 2000 costato, almeno, 2 milioni e 600 mila Euro.
Un progetto, Rete Natura 2000, che quando nel 2009 venne annunziato, come al solito in pompa magna, dell'Assessore all'Ambiente di turno permise di dire che l'Ambiente e la Natura andavano tutelati  e per fare questo  si sarebbero messi in campo i migliori professionisti e le solite università. E' da ritenere che venne fuori un lavoro ben fatto  tanto è che nel giugno scorso il Presidente De Filippo, l'Assessore Mazzocco e tanta altra bella gente si recarono in pellegrinaggio a Roma  per illustrare alla platea  il modo con il quale si era mossa la Basilicata e soffermarsi sulla solita melina  fatta di   conservazione della biodiversità, esigenza di  garantire il mantenimento degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello comunitario.  In quel contesto si affannarono anche  ad illustrare il modello metodologico innovativo avente caratteristiche  come la multidisciplinarità, competenza, complessità, pianificazione integrata e partecipazione: quante belle parole! Abbiamo detto che i progettisti della “ Via Ferrata” non potevano restare a bocca asciutta ed allora il discorso sull'intervento si riapre. Di cosa  si discute? Di impiantare un  percorso turistico estremo che penetra direttamente negli habitat riproduttivi, trofici e lungo i percorsi di sosta e migrazione  di un lungo elenco di specie rare o in via di estinzione di uccelli, ovviamente protette, in una area SIC-ZPS identificata a livello europeo come IT9210105 “Dolomiti di Pietrapertosa”- Il nome del paese è già una referenza - tra le varie specie di volatili vi è anche la Cicogna nera che nidifica nelle coste rocciose delle Dolomiti Lucane, uno dei pochissimi siti, circa una decina, che ospita questa specie a livello nazionale. Specie rarissima dunque che un Ente Parco, attraverso una oculata e attenta protezione della sua  Riserva Integrale e ZPS  Zona di Protezione Speciale, dovrebbe a tutti i livelli tutelare nell’interesse della collettività nazionale ed europea. Ci domandiamo: ma questa benedetta Cicogna nera non aveva altro luogo dove scegliere il suo habitat più idoneo che le Dolomiti Lucane e togliere il sonno al sottoprodotto del sottogoverno chiamato  ad indirizzare, si fa per dire, le sorti del  Parco di Gallipoli Cognato? Nell'ambito del Piano di Gestione del Parco Regionale di Gallipoli Cognato  e Piccole Dolomiti Lucane, piano adottato, l'IT9210105 è Riserva Integrale, in parte, e Riserva Generale Orientata di tipo A, per la parte rimanente.  Nel primo caso l'accesso è consentito solo  per motivi di studio e ricerche,  con visite guidate da personale specializzato  ed altre norme di indirizzo similari, nell'altro caso i termini di fruibilità naturalistica sono meno restrittivi ma vi è, comunque, identica  rigorosità con  indirizzi finalizzati al mantenimento dello status quo. Un intervento come la Via Ferrata, data la peculiarità
dei luoghi e la sensibilità degli habitat,  risulta oltre che  invasivo anche non contemplato. Ricordiamo, altresì, che la congruenza con il Piano di Gestione è una condizionalità necessaria per
godere del beneficio comunitario e che nelle relazioni di valutazioni di impatto ambientale e di incidenza  ambientale emergono molte “imprecisioni” proprie di un lavoro affrettato  e poco qualificato.  
Siccome l'intervento non rientra nel Piano di Gestione, adottato, del  Parco appare evidente come non possa essere finanziato dalla UE e bene fece la Giunta regionale che già nel 2005, anche se all'epoca non vi erano norme restrittive come quelle di oggi, ad  esprimere parere  negativo alla realizzazione dell'intervento.
Già adesso il Ministero dell’Ambiente ha  sollecitato gli organi concorrenti a formare la volontà e principalmente la Regione Basilicata  ad adottare iniziative atte a tutelare le peculiarità naturalistiche del sito.
Il Ministero per la Coesione Territoriale verrà  interessato per la verificare circa  l'appropriatezza della spesa.
Non c'è altro da aggiungere, al momento, ed auguriamo un buon e saggio lavoro.  


Potenza, 6 dicembre 2012

LE ASSOCIAZIONI FIRMATARIE

ALTURA   
CITTA’ PLURALE   
LANIUS   
LIPU  
MOVIMENTO AZZURRO MURGE MATERANE  
OLA 




mercoledì 5 dicembre 2012

Censimento invernale del Nibbio reale

Nei giorni 7, 8 e 9 dicembre prossimi si svolgerà in Italia il “Censimento invernale del Nibbio reale (Milvus milvus)”. Si tratta di una iniziativa di carattere scientifico coordinata a livello nazionale dal CISO Centro Italiano Studi Ornitologici  ed è finalizzata al monitoraggio delle popolazioni svernanti in Italia di questo raro rapace attraverso il metodo del conteggio al dormitorio notturno.
Le regioni in cui si svolgerà il censimento sono 11, cioè quelle in cui sono noti dormitori comuni ove poter effettuare i conteggi.
I dati raccolti durante sessioni precedenti sono stati molto interessanti con un totale di oltre 1.500 individui censiti a livello nazionale, dei quali il 60% concentrati nella sola Basilicata. I risultati relativi all'inverno dicembre 2011-gennaio 2012  sono stati presentati all’ultimo Convegno Italiano dei Rapaci Diurni e Notturni, tenutosi a Treviso nell' ottobre 2011.

In Basilicata saranno controllati circa 20 siti tra le province di Potenza e Matera e parteciperanno oltre 20 rilevatori selezionati ed esperti molti dei quali in rappresentanza di associazioni locali e nazionali. I referenti per la Basilicata sono Egidio Fulco e Matteo Visceglia.

Il CRAS Centro di Recupero Animali Selvatici di Matera parteciperà al monitoraggio come ha fatto nelle precedenti iniziative.

Per informazioni:
Egidio Fulco egidiofulco@yahoo.it tel 338.1305096
Matteo Visceglia matteo.visceglia@alice.it tel 339.1637510





Pulizia Oasi San Giuliano: l'eterno tentativo di dire basta al degrado!

E’ organizzata sabato 8 dicembre la giornata ecologica  "Ripulire l’Oasi di San Giuliano". All’iniziativa, organizzata presso le aree picnic e le le zone aperte al pubblico della Riserva Naturale, prenderanno parte i volontari di diverse associazioni della provincia di Matera ed è realizzata con il patrocinio dei comuni di Miglionico e Matera, della Provincia di Matera e della Regione Basilicata.
Tale iniziativa si auspica possa diventare occasione per ripensare al difficile rapporto tra i fruitori della Riserva (in gran parte gitanti e pescatori) e l'ambiente in cui essi stessi praticano le loro attività ricreative e ludiche.  Quintali di rifiuti di ogni genere sono sparsi e abbandonati lungo il perimetro del lago e lungo le strade che lo circondano per diversi chilometri. Una iniziativa come quella organizzata per sabato prossimo, nonostante la buona volontà di chi la promuove,  non può risolvere il problema ma almeno permette di porre l'interrogativo su quale destino deve avere questa  storica e "matura" area protetta (nasce infatti nel lontano 1976 come Oasi di protezione della Fauna) che per le sue caratteristiche naturalistiche, paesaggistiche e ambientali meriterebbe molto di più dai suoi frequentatori abituali ma anche più severità e costanza nei controlli da parte di chi è deputato alla gestione dei vari aspetti che la riguardano. Le norme che attengono alla sua fruizione corretta sono molto chiare, non hanno bisogno di essere interpretate. Occorre semplicemente solo farle rispettare e applicarle. Ma il problema è proprio questo...


Tracce di chi non sapeva proprio come smaltire pneumatici di trattori agricoli
Tracce di amanti della vita all'aria aperta, in zona di riserva integrale






















martedì 27 novembre 2012

Antea Miglionico: nota sull'Oasi di San Giuliano

In seguito alle nostre numerose segnalazioni riguardanti la difficile e disastrosa situazione in cui versa l’Oasi di San Giuliano ed in particolar modo l’area pic nic di Contrada Foggia di Lupo, senza aver mai ricevuto alcuna risposta, lo scorso 24 Novembre 2012 , noi di Antea Onlus Miglionico con il CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) di Matera, in collaborazione con alcuni volenterosi cittadini di Miglionico, abbiamo organizzato la prima (di altre che seguiranno in futuro) giornata di pulizie dell’area sopra citata, raccogliendo svariati quintali di rifiuti di ogni genere, abbandonati nell’ambiente da persone incivili che ancora oggi, purtroppo, hanno libero accesso ad un’area che, secondo la legge, dovrebbe essere chiusa al pubblico.
A fine giornata, il Sindaco di Miglionico si è recato sul posto a farci visita ed ha colto l’occasione per intraprendere con noi un dialogo costruttivo riguardante i problemi dell’area e le possibili soluzioni per risolverli al meglio, promettendo di impegnarsi e, quindi, prendere tutti i provvedimenti necessari.
Tutti noi, a questo punto, restiamo speranzosi in attesa che qualcosa si muova e non abbasseremo la guardia fino a quando non vedremo rifiorire questo luogo in tutto il suo splendore, tornando ad essere una vera Oasi.


Miglionico, 27 novembre 2012
Antea Onlus  

Foto Antea


 

sabato 24 novembre 2012

San Giuliano, un lago pullulante di vita...e non solo!

A dispetto di chi dice che San Giuliano è solo un bacino per la raccolta dell'acqua ecco un piccolo esempio che dimostra come invece questo sito sia un luogo dove la biodiversità e la natura si manifestano ogni giorno. Un ambiente bellissimo e unico che offre protezione, rifugio e cibo ad una fauna ricca e preziosa. La foto qui sotto mostra soltanto una piccola porzione di lago in un pomeriggio qualsiasi... Immaginate quanta vita pullula in quest'area protetta!



Eppure, nello stesso posto in cui sono state scattate queste foto solo un'ora prima sono stati raccolti, grazie a volontari di Miglionico dell'Antea,  3 quintali di rifiuti abbandonati nel bosco e sulle rive del lago dai gitanti e da pescatori poco rispettosi dell'ambiente e delle norme emanate per questa Riserva Naturale. Un contrasto stridente tra la Natura che si manifesta ai nostri occhi e vorrebbe essere più rispettata e la mano dell'Uomo che lascia la sua impronta indelebile e indecorosa ovunque essa si trovi.

 



giovedì 22 novembre 2012

Un Fenicottero sul Lago di San Giuliano

Da diversi giorni un giovane Fenicottero (Phoenicopterus roseus) sta sostando nella Riserva Naturale di San Giuliano. Questa specie è generalmente gregaria e forma a volte grandi colonie solo in aree particolarmente ricche di cibo e nelle zone di nidificazione.
Questo individuo in realtà potrebbe essere un erratico oppure potrebbe essersi separato, per motivi che non conosciamo, dal gruppo durante un movimento migratorio e trovando qui un habitat idoneo ha deciso di trattenersi. Nella Riserva la presenza del Fenicottero è considerata una eccezionalità in quanto le acque dolci del lago e la sua posizione lontana dal mare (circa 40 km) e da zone umide regolarmente frequentate non rispondono in modo particolarmente adeguato alle necessità trofiche di questa specie che frequenta quindi per lo più zone salmastre, come le lagune e le saline,  molto ricche di crostacei, alghe e molluschi. Il becco ha una forma piuttosto strana poichè adattata alla particolare modalità di alimentazione  che prevede un filtraggio continuo del fango e dell'acqua  allo scopo di trattenere il cibo.
In pochissime altre occasioni si sono osservati in passato fenicotteri nell'area della Riserva di San Giuliano.

Foto: Matteo Visceglia



















    Foto: Matteo Visceglia


mercoledì 21 novembre 2012

L'associazione Antea invita i sindaci del materano a vietare i petardi e i botti di fine anno

Un comunicato dell'associazione Antea di Miglionico ripropone il problema delle conseguenze dell'uso di botti e petardi. Un esempio che dovrebbero seguire anche molte altre associazioni.

"Anche quest’anno nei nostri Comuni sarà consuetudine celebrare le festività natalizie e di fine anno,oltre che con strumenti innocui, anche con il lancio di petardi e botti di vario genere.
Puntualmente, la cronaca nazionale riferisce del sequestro, da parte degli organi preposti, di ingenti quantitativi di artifici illeciti abusivi ,ma esiste un oggettivo pericolo anche per i petardi dei quali è ammessa la vendita al pubblico trattandosi pur sempre di materiali esplodenti pericolosi .
Solo lo scorso anno, l’utilizzo dei suddetti materiali ha provocato alcuni morti e centinaia di feriti , oltre alle migliaia tra cani e gatti randagi e domestici, uccelli e fauna selvatica che muoiono di infarto per la paura dei rumori e delle luci da essi provocati o a causa di incidenti stradali dovuti alla fuga, senza calcolare i danni da inquinamento ambientale dovuti ai copiosi residui  derivanti dalle esplosioni.
Come se non bastasse, il ritrovamento di centinaia di animali feriti o vaganti sul territorio, va a gravare ulteriormente sui bilanci di Comuni ed Asl costretti a prestare loro soccorso e ricovero presso le strutture convenzionate.
Sono ormai migliaia i Comuni italiani, da Nord a Sud, che hanno vietato l’utilizzo di qualsiasi materiale esplosivo, non solo per la fine dell’anno ma anche per tutti gli altri eventi in occasione dei quali è consuetudine farne uso, dando così esempio di civiltà, rispetto per i cittadini ed attenzione nei confronti di animali ed ambiente.
La nostra associazione, ritiene che non possa esserci reale divertimento laddove a farne le spese siano altri esseri viventi, pertanto abbiamo chiesto a tutti i Sindaci della Provincia di Matera di  emanare un’ordinanza che vieti, anche nei  nostri Comuni, l’utilizzo di botti e petardi, seguendo l’esempio di tutti i Comuni virtuosi che hanno già da tempo provveduto,  e invitando i cittadini a festeggiare e divertirsi in maniera sana, sostenibile e rispettosa, magari suggerendo loro di donare i soldi destinati all’acquisto dei suddetti materiali alle famiglie meno fortunate.
Speriamo vivamente che tutti loro accolgano positivamente il nostro appello."

domenica 18 novembre 2012

Un piccolo gesto per un blog Carbon Neutral

Ogni nota musicale che scarichi, ogni  fotografia che salvi e tutti i post che scrivi raccontano di te,    accendono i ricordi,  diffondono informazioni, esprimono sentimenti....
E occupano spazio, inquinano, contribuiscono a surriscaldare il pianeta!

E' difficile da immaginare ma le attività on line hanno conseguenze per nulla virtuali, non solo perché i pc sono fatti di componenti elettrici difficili da smaltire e si alimentano dalla presa di corrente domestica. Il problema maggiore infatti è rappresentato dai data center, enormi dispositivi che immagazzinano dati e spesso vengono alimentati a carbone, producendo CO2 in grande quantità. Greenpeace ha recentemente calcolato che nel 2020 Internet consumerà più energia di Francia, Germania, Canada e Brasile messi assieme ed ha perciò intitolato il suo ultimo rapporto:  “Quanto sono sporchi i tuoi dati”.
Per dare un'idea, una mail produce dai 4 ai 19 grammi di Co2 e la gestione di un blog arriva a rilasciarne nell'atmosfera 3,6 kg in media all'anno, cifra destinata a salire in proporzione al numero dei visitatori...

Cosa possiamo farci? Possiamo chiedere alle grandi aziende del web, così potenti ed innovative, di avere comportamenti responsabili e diventare CO2UNFRIEND, per esempio investendo sulle energie rinnovabili e su strategie sostenibili nella gestione dei loro data center. Ad esempio,  Google ha recentemente rinunciato a sistemi di condizionameno tradizionali per la sua server farm di St. Ghislain (Belgio), preferendo immissioni d'aria dall'esterno e sfruttando l'aria calda prodotta dai macchinari per riscaldare gli uffici e le case in prossimità.

Cosa possiamo farci, ancora? Seguire individualmente semplici regole ecologiche come preferire gli web hosting sostenibili, non lasciare i nostri pc in standby per ore ed ore, acquistare alimentatori a risparmio energetico, evitare di stampare i file e soprattutto usare il web come strumento di  informazione per aumentare la nostra consapevolezza sulle problematiche ambientali.

 

Ho fatto così anche io ed ho aderito alla campagna CO2Neutral, promossa dall'azienda eco-friendly DoveConviene.it per sfogliare:

Volantino mediaworld -> http://www.doveconviene.it/volantino/mediaworld
Volantino ikea -> http://www.doveconviene.it/volantino/ikea
Volantino euronics -> http://www.doveconviene.it/volantino/euronics

e mi viene segnalato il negozio più vicino a casa mia. Risparmio tempo, carta e carburante! Lo stesso vale per decathlon, unieuro, lidl . . .

doveconviene,una esplosione green

 

Con l'ecosistema non si può mai parlare di storia a lieto fine, perché inevitabilmente ogni nostra azione inquina, ma una storia con finale aperto ce la possiamo guadagnare, sapendo che spetta a noi scrivere le pagine del nostro rapporto con il Pianeta Terra. Un blog ad impatto zero e lo shopping senza carta, sono buoni inizi!

 

 

 

giovedì 15 novembre 2012

Ospiti notturni del CRAS

La sera e la notte nell'area del Centro Recupero si aggirano spesso in piena libertà  varie specie animali, probabilmente attratti dalla presenza di diversi ospiti nelle voliere ma anche da qualche residuo di cibo che magari viene deliberatamente lasciato a terra per loro.
Le foto sono all'infrarosso, purtroppo di bassa qualità ma sufficienti per identificare le specie.


Volpe

Faina

CONCLUSO IL PROGETTO DI INANELLAMENTO DELL'AVIFAUNA NELLA RISERVA DI METAPONTO

Il progetto, promosso e finanziato dall'Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Potenza, ha portato al censimento di 1.390 uccelli appartenenti a 25 differenti specie. Rilevate due specie mai segnalate finora in Basilicata

Si è da poco concluso il progetto annuale di studio sulle rotte migratorie dell'avifauna svolto presso la Riserva Naturale Statale di Protezione "Metaponto", presso la foce del Bradano in Basilicata.
La ricerca, finanziata interamente dall'Ufficio territoriale per la biodiversità di Potenza del Corpo forestale dello Stato in qualità di Ente gestore della Riserva e condotta in collaborazione con lo Studio Naturalistico Milvus, è stata caratterizzata da un'importante campagna di inanellamento. Gli esemplari, catturati mediante l'impiego di apposite ed innocue reti, dopo essere stati inanellati sono stati immediatamente rilasciati in natura. Ad ogni volatile esaminato è stato apposto un piccolo anello metallico riportante una sigla alfanumerica, utile per il riconoscimento successivo, come previsto dal Regolamento per lo svolgimento dell'attività di inanellamento a scopo scientifico, redatto a cura dell'Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA), che si occupa anche a livello nazionale di coordinare le attività di inanellamento scientifico degli uccelli e di ricostruirne le rotte migratorie.
La campagna di inanellamento appena conclusa ha portato al censimento di 1.390 uccelli appartenenti a 25 specie diverse. 
Egidio Fulco, ornitologo responsabile della stazione d'inanellamento ha dichiarato:  "La specie più abbondante è stata il pettirosso, con circa 800 soggetti inanellati, seguito dalla capinera e dal luì piccolo, tutte specie provenienti dai siti di nidificazione situati in Europa Nord-Orientale. Particolare interesse suscita il rilevamento di due specie, mai segnalate finora in Basilicata: si tratta del luì forestiero (Phylloscopus inornatus), nidificante in Siberia ed Asia Nord-Orientale, e del pigliamosche pettirosso (Ficedula parva) proveniente dalla Russia e Finlandia".
Le attività prettamente scientifiche del progetto sono state affiancate da iniziative di educazione ambientale rivolte a scolaresche e gruppi organizzati e condotte dall'Ufficio territoriale per la biodiversità di Potenza in collaborazione con un'associazione naturalistica locale.

sabato 10 novembre 2012

FERITA A FUCILATE UN'ALBANELLA REALE IN PROVINCIA DI MATERA

COMUNICATO STAMPA CRAS - 10/11/2012
Un nuovo caso di bracconaggio ai rapaci. Recuperata ad Irsina un'Albanella reale ferita da colpi di arma da fuoco.
  
Il CRAS Centro Recupero Animali Selvatici della Provincia di Matera operante presso la Riserva di San Giuliano prosegue nel proprio impegno a favore della fauna in difficoltà.  Dopo il recupero di lunedì 5 novembre  di una Lontra investita in territorio di Pisticci è stato effettuato un nuovo intervento per salvare la vita ad un altro animale protetto.
In agro di Irsina tra sabato e domenica scorsi è stato abbattuto da bracconieri uno stupendo esemplare di Albanella reale femmina, rapace di dimensioni medio-grandi con un’apertura alare che raggiunge 120 centimetri. Un cittadino dopo averla notata sul terreno, ed incapace di volare,  domenica scorsa nelle campagne della località Santa Maria d’Irsi, è riuscito fortunatamente a raccoglierla a farla pervenire presso un ambulatorio veterinario di Matera per poi essere consegnata al CRAS da un volontario martedì scorso .
All’arrivo il maestoso rapace mostrava l’ala sinistra in posizione anormale, segno inequivocabile di qualche  trauma. Inoltre a causa dell’impossibilità di nutrirsi per qualche giorno il suo peso non superava i 370 grammi, troppo basso per un esemplare di quella specie. Immediatamente è stata prontamente soccorsa, reidratata ed alimentata dal responsabile del CRAS per consentirle di recuperare le forze e superare la notte. Era talmente debilitata e magra che non avrebbe potuto sopravvivere un altro giorno senza cure immediate. Poiché vi erano sospetti che l’Albanella potesse essere stata ferita da colpi di arma da fuoco è stata nella giornata di giovedì trasportata presso l’ospedale veterinario della Facoltà di Veterinaria dell’Università di Bari dove è stata subito visitata. All’esame radiografico effettuato sono stati infatti riscontrati nel corpo del rapace alcuni pallini, del tipo usato normalmente per la caccia che gli hanno procurato una frattura al radio-ulna. Non appena avrà recuperato un po’ di peso e forza dovrà essere operata e seguita dai veterinari per alcuni giorni prima di ritornare al CRAS per la degenza post-operatoria e per la riabilitazione. 




Un'Albanella reale fotografata in volo nelle campagne del materano



L’Albanella reale (Circus cyaneus) appartiene alla famiglia degli Accipitridi, stessa famiglia delle aquile, dei nibbi, degli avvoltoi. La sua presenza in Italia è fondamentalmente legata alla migrazione e allo svernamento. Si stima che la popolazione svernante sia variabile da 1000 a 3000 individui in relazione agli anni e alla rigidità del clima. Il suo areale di nidificazione più importante è concentrato in Russia e in altri paesi dell’Europa centrale oltre che in Asia centrale e settentrionale.






giovedì 8 novembre 2012

Un materano nominato direttore generale della LIPU

AMBIENTE: DANILO SELVAGGI
NUOVO DIRETTORE GENERALE LIPU
“Siamo una grande associazione, punteremo sul coinvolgimento della gente
e la legalità ambientale”

Cambio ai vertici gestionali della LIPU-BirdLife Italia. Il Consiglio nazionale LIPU ha chiamato come nuovo direttore generale Danilo Selvaggi, 44 anni, laureato in filosofia, già responsabile delle Relazioni istituzionali e delle Politiche ambientali.
Nato a Matera ma residente da tempo a Roma, dove lavora, Selvaggi succede a Elena D’Andrea, che svolgeva il ruolo di direttore generale dal 2004.
Dopo aver approfondito gli studi sui risvolti sociali della filosofia, in particolare quelli legati alla cultura ecologica e ai temi ambientali in genere, Selvaggi ha iniziato il suo percorso professionale alla LIPU nel 1995, fino a diventarne, pochi anni dopo, responsabile delle Relazioni istituzionali e delle politiche ambientali, ruolo nel quale è stato protagonista di numerose campagne per la tutela degli uccelli selvatici e degli habitat naturali.
Da oggi dunque il neo direttore garantirà la gestione strategica, amministrativa e finanziaria di un’Associazione, la LIPU, che vanta un patrimonio formato da quasi 30mila sostenitori, 90 sezioni locali e oltre 40 tra oasi, riserve e centri di recupero della fauna selvatica, e che aderisce al network internazionale di BirdLife International.

Per la cultura ambientalista sono anni molto importanti – dichiara il direttore generale LIPU Danilo Selvaggi - se è vero che la crisi economica è anzitutto una crisi di modello di sviluppo, per non dire di antropologia, e mai come ora l’ambientalismo deve dunque saper trasmettere la visione di un mondo che metta al primo posto il rispetto della natura e delle persone, delle loro vite reali.
La LIPU – prosegue Selvaggi - è una grande associazione che da quasi 50 anni, anche a livello internazionale, opera per la conservazione della biodiversità, la consulenza scientifica e l’educazione ambientale, che è sempre più educazione alla cittadinanza e allo sviluppo pieno dell’individuo nella collettività. Cercheremo di fare il nostro lavoro ancora meglio, a partire da alcuni grandi obiettivi come quelli di una vasta azione culturale, che coinvolga fortemente le persone e soprattutto i ragazzi, e un grande progetto nazionale e internazionale per la legalità ambientale e la lotta al bracconaggio”.

Ringrazio a nome di tutta la LIPU il direttore uscente Elena D’Andrea per aver ben gestito e amministrato l’Associazione in questi ultimi anni molto intensi e difficili – commenta il presidente LIPU-Birdlife Italia, Fulvio Mamone Capria - Al nuovo direttore, che è espressione interna dell’Associazione e dal quale emergono forti motivazioni umane e professionali, l’augurio che possa costruire insieme a noi un’organizzazione ancora più rappresentativa e forte nel panorama del mondo ambientalista nazionale”.

mercoledì 7 novembre 2012

Tracce d'Uomo nella Riserva

Luogo: Riserva Naturale Regionale San Giuliano L.R. 39/2000
Data: 2 novembre 2012

Purtroppo l'inciviltà è tale che ogni volta che essa si manifesta, ovunque sia, aggiunge alla già forte rassegnazione sulla difficoltà di avere un mondo migliore, sempre nuove tessere che fanno del mosaico ambientale un quadro davvero desolante.
Le foto pubblicate qui sotto sono solo le più recenti  che riguardano uno degli ingressi principali dell'Oasi di San Giuliano, quello che si trova in prossimità del km 560 della statale 7.
Da anni (e non da giorni o mesi) si verificano queste situazioni nello stesso punto!  Ogni settimana i cassonetti vengono svuotati dagli operatori del Comune di Miglionico ma non sempre per loro è possibile gestire rifiuti speciali che si accumulano a terra fino a determinare situazioni assimilabili a vere e proprie discariche abusive.
Non ci sono versi per risolvere queste situazioni, è davvero difficile far capire alla gente (residenti dell'area?) che i rifiuti speciali vanno smaltiti in apposite aree secondo i regolamenti comunali.
Che cosa si può fare per fermare questo continuo spot di inciviltà che lascia segni indelebili all'immagine di un'area protetta e di un territorio che le istituzioni e le associazioni cercano di promuovere e di difendere da decenni?
Certo non sono solo questi i problemi della Riserva. Ma questo è uno dei tanti. Ovviamente ancora irrisolto come tanti altri.









martedì 6 novembre 2012

Un'altra Lontra vittima della strada in Basilicata


Le attività legate alla fauna selvatica protetta costituiscono uno dei principali obiettivi del lavoro del Centro Recupero Animali Selvatici della Provincia di Matera operante presso la Riserva di San Giuliano. Ogni giorno le emergenze per ritrovamenti, soccorsi e recuperi di esemplari impegnano il personale e i volontari.
Lunedì 5 novembre a seguito di una segnalazione di Marcello e Fabio Quinto dell’Associazione Movimento Azzurro Ecosezione Murge Materane  il responsabile del CRAS  Matteo Visceglia è intervenuto per il recupero del corpo senza vita di una Lontra. L’animale, quasi certamente vittima di investimento,  giaceva sul bordo della strada statale Basentana, in agro di Pisticci ed in un tratto ad alta densità di traffico a circa 1300 metri dall’area industriale di Tecnoparco. Non sono per ora note le cause che hanno spinto la Lontra a tentare l’attraversamento della statale, considerando che il fiume Basento si trova a circa 300 metri di distanza e che oltre il punto in cui è rimasta vittima non ci sono corsi d’acqua o habitat idonei tali da attrarre la specie.
Il ritrovamento è stato tempestivamente comunicato ad altri  enti territorialmente competenti come gli uffici del servizio veterinario dell' ASL di Matera,  la Provincia di Matera e il Corpo Forestale dello Stato in virtù dell’importanza scientifica di questo mustelide ed in riferimento alle linee guida indicate dal Piano Nazionale di Azione per la Conservazione della Lontra pubblicato dal Ministero dell’Ambiente.

Il Responsabile del CRAS Matteo Visceglia dichiara:
Riteniamo che questi spostamenti anomali, spesso associati a mortali impatti con veicoli in transito, vadano ancora meglio interpretati sulla base di nuovi dati di recupero  ed in maniera molto accurata. Va chiarito infatti che l’ investimento potrebbe essere un fattore che si aggiunge, con esito letale,  a qualche altra situazione di patologia o sofferenza dell’animale e che nulla per ora possiamo dire sullo stato di salute dell’esemplare prima di essere travolto. Dovremo aspettare infatti l’esito degli esami necroscopici e tossicologici che saranno fatti.   Teniamo conto che il Basento proprio nel  tratto interessato da questo ritrovamento è risultato fortemente inquinato. Sono state registrate recenti morie di pesci per cause chimiche, oltre a varie situazioni di degrado qualitativo del corso d’acqua e a tali condizioni potrebbe essere associata qualche forma di intossicazione acuta o cronica che potrebbe aver determinato disorientamento o anomalie comportamentali inducendo l’animale a movimenti pericolosi lungo le strade.
La carcassa è al momento conservata a cura del CRAS e per motivi di studio la metteremo a disposizione delle strutture di ricerca afferenti al Progetto RECAL (Recupero ed Analisi post-mortem di esemplari di Lontra (Lutra lutra)  avviato dal Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano in collaborazione con società di ricerche,  CRAS (Centri Recupero Animali Selvatici), Università, ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale), ASL e Istituti Zooprofilattici provinciali”.


La Lontra euroasiatica (Lutra lutra) appartiene alla famiglia dei Mustelidi ed è largamente distribuita in tutto il continente europeo e in buona parte dell’Asia.
In Italia era in passato piuttosto diffusa lungo tutta la penisola ma  dall’inzio del secolo scorso ha mostrato un trend negativo scomparendo da molte regioni. Attualmente, grazie alle costanti attività di ricerca e monitoraggio,  sta mostrando timidi segnali di ripresa e mantiene il nucleo più consistente e vitale della sua popolazione confinato in alcune aree del sud (tranne che in Sicilia). Da stime di popolazione effettuate soprattutto negli ultimi anni sembra che in tutto il nostro Paese vi siano tra i 300 e i 600 individui. A livello generale però resta comunque in uno stato di costante minaccia a causa delle trasformazioni del suo habitat e del degrado della qualità dei corsi d’acqua in molte regioni, compresa la Basilicata che ospita ancora il maggior numero di esemplari a livello nazionale. Se non si previene ogni forma di grave inquinamento dei fiumi e dei laghi, se non si riduce il disturbo e la trasformazione degli habitat anche nella nostra regione questa specie potrebbe ridursi considerevolmente segnando così un netto bilancio ambientale a sfavore della Biodiversità.