domenica 23 agosto 2009

Rassegna stampa "Gazzetta del Mezzogiorno" 22 agosto 2009



TROVATI PANNELLI CON FIBRE ESPOSTE A RISCHIO DI DISPERSIONE NELL'AMBIENTE
Una discarica d’amianto nel Parco della Murgia
La scoperta del Corpo Forestale che indaga sul sito

• Una discarica abusiva di amianto nel Parco della Murgia Materana. La scoperta è stata fatta dal Comando provinciale del Corpo Forestale nell’ambito della quotidiana attività di controllo del territorio. È stato rilevato all’interno dell’area rupestre un sito contenente rifiuti speciali di natura pericolosa. Tra i rifiuti abbandonati illegalmente sono stati scoperti numerosi pannelli di amianto con fibre esposte e pertanto a rischio di dispersione nell'ambiente a causa della loro esposizione agli agenti atmosferici.
Gli agenti del Corpo Forestale hanno proceduto alla messa in sicurezza della zona e posto i sigilli all’area occupata dai rifiuti speciali pericolosi. Nel frattempo sono state avviate le indagini per accertare la responsabilità dell’illecito. Il responsabile dovrà rispondere di diversi reati, tra cui l’abbandono di rifiuti speciali pericolosi in un’area protetta sottoposta a vincolo paesaggistico ed idrogeologico di particolare valenza naturalistico-ambientale quale Il Parco Regionale della Murgia Materana. Il Comando Provinciale del Corpo Forestale tramite l’opera dei dipendenti Comandi di Stazione, è quotidianamente impegnato nell’attività di prevenzione e repressione di reati in danno all’ambiente con riferimento all’abbandono di rifiuti. Il Corpo forestale dello Stato esorta i cittadini a segnalare senza indugio ogni manomissione in danno al territorio direttamente al numero verde gratuito nazionale per le emergenze ambientali 1515. Purtroppo non sono rari fenomeni di abbandono indiscrimanto di rufiuti tossici e nocici nell’ambiente.





• «Perché spostare l'attenzione sulle trappole quando i cinghiali vengono comunque uccisi?». Elisa D'Al e s s i o, responsabile nazionale randagismo della Lega Anti Vivisezione (Lav) pone l’accento su un aspetto legato alla cattura dei cinghiali nell’area del Parco della Murgia materana.
Un intervento che l’Ente ha messo in atto per ridurre la presenza degli animali nell’area e i danni agli agricoltori. Al momento sono stati catturati una trentina di cinghiali con il sistema di trappole denominate
“chiusini”.
«Vengono presentate come un metodo incruento per la cattura dei cinghiali - afferma Elisa D’Alessio -. Ma i cinghiali, poi, vengono portati in graziosi recinti in attesa di sterilizzazione e reimmissione sul territorio? Proprio no. I cinghiali vengono ammazzati».
E rivolgendosi a Roberto Cifarelli, presidente del Parco della Murgia materana, gli ricorda che «differenza c'è tra una pallottola e l'uccisione dopo la cattura? Il Parco, nello scorso giugno, approvava il “Regolamento per la gestione della popolazione del cinghiale (sus scrofa) tramite cattura, abbattimento selettivo e girata”, contemporaneamente, il 1 giugno, invitava ad una "Affascinante escursione naturalistica nel Parco della Murgia Materana alla scoperta dei suoni e degli odori della notte e delle sensazioni uniche che la visione crepuscolare suscita. Un viaggio in un mondo notturno sconosciuto sulle tracce di istrici, volpi, cinghiali e rapaci notturni; un modo diverso di percepire l’ambiente naturale scoprendone fino all’alba gli aspetti più nascosti e inconsueti. Un’esperienza indimenticabile da non perdere”. Dicotomica questa politica. Perchè i "danni economici" debbono avere sempre la precedenza sulla vita?. Viva il cinghiale vivo».

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