lunedì 4 febbraio 2008
domenica 3 febbraio 2008
Gru a San Giuliano

Circa 40 gru hanno sostato la mattina del 1 febbraio scorso sui prati umidi della Riserva Naturale di San Giuliano. La migrazione è iniziata, sicuramente da ora in poi e per tutto il mese di marzo e aprile altri gruppi, anche più numerosi, sosteranno nell'area umida da sempre interessata al flusso migratorio di questa specie.
La foto è stata scattata da Alfredo Vilmer Sabino.
venerdì 1 febbraio 2008
Accendiamo una candela per le nostre zone umide

Domani 2 febbraio, giornata mondiale delle Zone Umide, si celebra la Convenzione di Ramsar, firmata il 2 febbraio 1971 nella cittá siriana da cui prende il nome e dove fu sottoscritta da 157 stati a tutela delle zone umide in tutto il mondo. In molte aree ci saranno manifestazioni.
In Basilicata ci sono due Zone Umide dichiarate aree Ramsar: il Lago di San Giuliano (provincia di Matera) e il Lago di Pignola (provincia di Potenza).
Affinchè nessuno dimentichi l'importanza delle zone umide lucane accendiamo una candela.
Il Lago di San Giuliano, esteso per circa 1000 ettari e parte del territorio di Matera, Miglionico e Grottole, ospita numerose ed importanti specie di avifauna strettamente legata alle aree umide. La vita e la conservazione della biodiversità qui presente è appesa ad un filo sottile. L'andirivieni della signora "Indifferenza" lo assottiglia ogni giorno sempre di più.
Peccato che in provincia di Matera non sia stata organizzata alcuna manifestazione così come in varie parti d'Italia e del Mondo.
martedì 29 gennaio 2008
domenica 27 gennaio 2008
sabato 26 gennaio 2008
COMUNICATO STAMPA CFS MATERA

Il comandante Provinciale del CFS dott. Giuseppe Giove ci ha inviato oggi questo comunicato stampa che volentieri pubblichiamo.
INCENDIO DEL CAMPEGGIO SAN MARCO NEL COMUNE DI BERNALDA: DENUNCIATE SEI PERSONE DAGLI AGENTI DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO DI MONTESCAGLIOSO
Il pomeriggio del giorno 01.08.2007 un vasto incendio divampava nei terreni siti in località Pezza del Cancello in agro di Ginosa a confine con il comune di Bernalda. Il vento sostenuto di tramontana spingeva rapidamente le fiamme in direzione della collina di San Marco, nel comune di Bernalda, sulla quale si trova l'omonimo campeggio. Il campeggio nel giro di pochi minuti era completamente circondato dalle fiamme. Intervenivano immediatamente gli uomini dell'antincendio boschivo che insieme al gestore della struttura turistica mettevano in salvo i campeggiatori. Le fiamme incenerivano alcune tende fra le quali quella di una famiglia di olandesi salvati grazie al pronto intervento dei soccorritori. Per domare l'incendio intervenivano trenta persone tra Vigili del Fuoco, Agenti del Corpo Forestale, Volontari dell'Associazione Legambiente e operai dell'amministrazione Provinciale, che con sei autobotti e grazie all'intervento di due Canadair della protezione civile riuscivano ad avere ragione delle fiamme il giorno seguente.
Solo grazie al pronto intervento ed all'efficienza dei soccorritori si evitava una tragedia come quella verificatasi la stessa estate a Peschici sul Gargano.
Le fiamme avevano interessato una superficie di circa sessanta ettari tra boschi, pascoli, colture agrarie, incolti, di frutteti, uliveti e campeggio, danneggiando anche alcuni fabbricati rurali.
Ad alcuni minuti dall'avvistamento dell'incendio intervenivano sul luogo anche gli uomini del nucleo investigativo del Corpo Forestale dello Stato di Matera dotati di attrezzature tecnico specialistiche ed informatiche finalizzate ai sopralluoghi giudiziari ed alle analisi di laboratorio utili per individuarne autori e cause degli incendi.
Gli investigatori utilizzando il metodo delle evidenze fisiche (M.E.F.) individuavano il punto di inizio dell'incendio ed acquisivano altri elementi probatori utili alle indagini.
La Forestale di Montescaglioso nei giorni successivi proseguiva le complesse indagini con la collaborazione dei colleghi del Comando Stazione di Laterza e dell’apposito nucleo specializzato dei Vigili del Fuoco di Matera.
Gli Agenti Forestali, anche grazie alla preziosa collaborazione di alcuni testimoni, accertavano che le fiamme erano state appiccate ad un cumulo di residui vegetali provenienti dalla potatura di un vicino agrumeto, da questo si erano propagate ad un seminativo con presenza di stoppie sprovvisto delle fasce di sicurezza comunemente dette precese, per poi interessare le sterpaglie di un fondo ritirato dalla produzione che aveva usufruito di contributi comunitari sul quale non erano state effettuate, come previsto per legge, le erpicature, sfalci e fasce di sicurezza.
Infine il vento sostenuto aveva fatto il resto, spingendo le faville oltre la Strada Provinciale Matera - Metaponto innescando altri focolari nelle canne presenti in un canale di bonifica ed in altri incolti.
Da questi ultimi l'incendio si era propagato ai boschi, al campeggio, ai fabbricati ed ai terreni coltivati.
Per tali fatti gli uomini del Corpo Forestale dello Stato di Montescaglioso, al termine delle complesse e laboriose indagini, hanno denunciato in stato di libertà per incendio colposo sei soggetti responsabili a vario titolo del reato contestato.
Gli uomini del Comando Stazione Forestale di Montescaglioso hanno inoltre ultimato anche le indagini di un altro incendio che il 21.07.2007 aveva interessato circa settanta ettari tra macchia mediterranea, stoppie, incolti e pascoli in località Tre Confini nel comune di Montescaglioso.
Anche questo incendio era stato determinato dalla mancata osservanza delle norme che regolano la bruciatura delle stoppie.
Per queste indagini è stato denunciato in stato di libertà un soggetto ed è all'attenzione degli inquirenti la posizione di altri nove soggetti che in concorso al primo avrebbero favorito il propagarsi delle fiamme ai fondi limitrofi.
Sempre in questi giorni gli Agenti Forestali di Montescaglioso stanno ultimando i complessi accertamenti connessi alle violazioni amministrative della Legge Regionale 13/2005 “Norme per la protezione dei boschi dagli incendi” commesse la scorsa estate e stanno ultimando la notificazione dei verbali ai numerosi contravventori.
giovedì 24 gennaio 2008
BASILICATA, VERSO LA REGIONE-PARCO
Nella Rete ecologica oltre 297 mila ettari di superficie regionale
24/01/2008 13.20.47
[Basilicata]
(AGR) - La Basilicata va delineandosi come regione-parco, capace di coniugare le esigenze di tutela delle risorse naturalistiche con il governo e lo sviluppo del territorio. Questa mattina, a Potenza, l’assessore regionale all’Ambiente, Territorio e Politiche della sostenibilità, Vincenzo Santochirico, ha presentato il programma di Natura 2000, la rete europea delle aree protette creata in attuazione delle direttive comunitarie Habitat e Uccelli. All’incontro odierno, che si è svolto presso la Sala Inguscio della Regione, sono stati invitati i sindaci degli 83 Comuni il cui territorio rientra, almeno in parte, nel programma di tutela e conservazione delle biodiversità, per avviare la fase di concertazione degli interventi.
La Rete ecologica è una strategia di gestione del territorio che prevede la tutela di quelle aree che, pur non rientrando nella classificazione tradizionale di zone protette, hanno una valenza particolare dal punto di vista paesaggistico e della necessità di salvaguardare le specie animali e vegetali a rischio.
In Basilicata la Rete Natura 2000 interessa i due parchi nazionali del Pollino e della Val d’Agri, i parchi regionali delle Chiese rupestri e di Gallipoli Cognato, l’istituendo parco regionale del Vulture, foreste demaniali, riserve regionali e statali, nonché i siti di interesse comunitario e le zone a protezione speciale: complessivamente, più di 297.000 ettari di superficie; un terzo del territorio regionale.
Sulla base di quanto previsto dalle direttive europee, la Rete terrà conto del sistema di habitat ed ecosistemi meritevoli di tutela, nonché delle aree contigue. L’obiettivo è, infatti, quello di coniugare l’ambiente urbano con il territorio circostante, cultura e natura, salvaguardia e valorizzazione, nel tentativo di delineare una nuova competitività fondata sul capitale territoriale ed umano. Il progetto prevede quattro fasi fondamentali: ricognizione delle informazioni scientifiche e socioeconomiche; sviluppo di una prospettiva di tutela delle biodiversità a medio e lungo termine; stesura del piano di azione; attuazione del piano.
“L’individuazione dei siti che rientrano nella Rete ecologica della Basilicata – ha spiegato l’assessore Santochirico - è stata realizzata in un processo coordinato fra Regione e Governo; la Rete si delinea come una infrastruttura di sostegno dello sviluppo compatibile, e come offerta di beni e valori del territorio. Si tratta di un programma ampio, che prevede azioni di conservazione, recupero e valorizzazione ambientale, realizzazione di strutture per la fruizione della natura, la promozione di attività produttive sostenibili, di marketing territoriale, divulgazione ed educazione ambientale”.
“La Regione – ha aggiunto Santochirico - intende promuovere una progettazione partecipata, capace di valorizzare le legittime aspettative di sviluppo delle comunità: enti di governo, enti locali, imprenditori ‘verdi’, inseriti in un sistema unitario, progettato in maniera tale che ogni intervento si inserisca in un disegno complessivo. Al tempo stesso, si supera anche l’approccio della creazione di ‘isole’ di natura incontaminata, disperse in un territorio che invece subisce il forte impatto delle attività antropiche, e si punta – ha concluso - su una pianificazione trasversale del territorio. Per la Basilicata si tratta di una sfida per la conservazione della natura e per lo sviluppo sostenibile in un quadro concettuale moderno e innovativo”.
Il prossimo incontro della fase di concertazione si terrà il 28 gennaio, e coinvolgerà le associazioni ambientaliste. Successivamente, il 31 gennaio, saranno interessati le Province, i rappresentanti dei Parchi, e gli istituti scientifici e di ricerca accreditati.
(BAS - 02)
24/01/2008 13.20.47
[Basilicata]
(AGR) - La Basilicata va delineandosi come regione-parco, capace di coniugare le esigenze di tutela delle risorse naturalistiche con il governo e lo sviluppo del territorio. Questa mattina, a Potenza, l’assessore regionale all’Ambiente, Territorio e Politiche della sostenibilità, Vincenzo Santochirico, ha presentato il programma di Natura 2000, la rete europea delle aree protette creata in attuazione delle direttive comunitarie Habitat e Uccelli. All’incontro odierno, che si è svolto presso la Sala Inguscio della Regione, sono stati invitati i sindaci degli 83 Comuni il cui territorio rientra, almeno in parte, nel programma di tutela e conservazione delle biodiversità, per avviare la fase di concertazione degli interventi.
La Rete ecologica è una strategia di gestione del territorio che prevede la tutela di quelle aree che, pur non rientrando nella classificazione tradizionale di zone protette, hanno una valenza particolare dal punto di vista paesaggistico e della necessità di salvaguardare le specie animali e vegetali a rischio.
In Basilicata la Rete Natura 2000 interessa i due parchi nazionali del Pollino e della Val d’Agri, i parchi regionali delle Chiese rupestri e di Gallipoli Cognato, l’istituendo parco regionale del Vulture, foreste demaniali, riserve regionali e statali, nonché i siti di interesse comunitario e le zone a protezione speciale: complessivamente, più di 297.000 ettari di superficie; un terzo del territorio regionale.
Sulla base di quanto previsto dalle direttive europee, la Rete terrà conto del sistema di habitat ed ecosistemi meritevoli di tutela, nonché delle aree contigue. L’obiettivo è, infatti, quello di coniugare l’ambiente urbano con il territorio circostante, cultura e natura, salvaguardia e valorizzazione, nel tentativo di delineare una nuova competitività fondata sul capitale territoriale ed umano. Il progetto prevede quattro fasi fondamentali: ricognizione delle informazioni scientifiche e socioeconomiche; sviluppo di una prospettiva di tutela delle biodiversità a medio e lungo termine; stesura del piano di azione; attuazione del piano.
“L’individuazione dei siti che rientrano nella Rete ecologica della Basilicata – ha spiegato l’assessore Santochirico - è stata realizzata in un processo coordinato fra Regione e Governo; la Rete si delinea come una infrastruttura di sostegno dello sviluppo compatibile, e come offerta di beni e valori del territorio. Si tratta di un programma ampio, che prevede azioni di conservazione, recupero e valorizzazione ambientale, realizzazione di strutture per la fruizione della natura, la promozione di attività produttive sostenibili, di marketing territoriale, divulgazione ed educazione ambientale”.
“La Regione – ha aggiunto Santochirico - intende promuovere una progettazione partecipata, capace di valorizzare le legittime aspettative di sviluppo delle comunità: enti di governo, enti locali, imprenditori ‘verdi’, inseriti in un sistema unitario, progettato in maniera tale che ogni intervento si inserisca in un disegno complessivo. Al tempo stesso, si supera anche l’approccio della creazione di ‘isole’ di natura incontaminata, disperse in un territorio che invece subisce il forte impatto delle attività antropiche, e si punta – ha concluso - su una pianificazione trasversale del territorio. Per la Basilicata si tratta di una sfida per la conservazione della natura e per lo sviluppo sostenibile in un quadro concettuale moderno e innovativo”.
Il prossimo incontro della fase di concertazione si terrà il 28 gennaio, e coinvolgerà le associazioni ambientaliste. Successivamente, il 31 gennaio, saranno interessati le Province, i rappresentanti dei Parchi, e gli istituti scientifici e di ricerca accreditati.
(BAS - 02)
domenica 20 gennaio 2008
giovedì 17 gennaio 2008
mercoledì 16 gennaio 2008
Una trappola nella Riserva di Policoro
Nella mattinata di martedì 15 gennaio nella Riserva Naturale Regionale di Policoro (Mt) è stata rinvenuta dal naturalista lucano Egidio Fulco una trappola formata da un cappio di acciaio allacciato alla base del tronco di un Ginepro lungo uno dei sentieri che attraversano tutta la macchia mediterranea della duna.
In base alle dimensioni e alla tipologia di questo illegale strumento di cattura è probabile che esso fosse destinato a mammiferi di media taglia (volpe, tasso, faina, istrice) che frequentano abitualmente l'area. Nelle vicinanze c'erano infatti tracce di tasso...!
Immediatamente è stato avvisato il Comando Provinciale del Corpo Forestale dello Stato che avrebbe mandato una pattuglia in zona. Nel frattempo la trappola è stata disinnescata dal naturalista al fine di impedire che qualsiasi animale potesse esserne vittima. L'episodio conferma purtroppo come il bracconaggio è un fenomeno che si manifesta sempre più spesso sul territorio comprese le aree protette che dovrebbero rappresentare i luoghi di protezione assoluta della fauna.
giovedì 10 gennaio 2008
mercoledì 9 gennaio 2008
sabato 22 dicembre 2007
Comunicato Stampa del CFS
Riceviamo e pubblichiamo il Comunicato Stampa del CFS che mette in evidenza un importante risultato ottenuto nel campo della tutela dell'ambiente ed in particolare delle nostre coste.
Nella foto in basso una simulazione fotografica del progetto per la realizzazione del Porto degli Argonauti.
Condannati dal Tribunale di Matera, sezione distaccata di Pisticci in composizione monocratica composta dalla dott.ssa Paola INCALZA, il legale rappresentante della società Nettis Resort s.r.l., il direttore dei lavori ed un altro tecnico, per aver avviato abusivamente i lavori edili di realizzazione del porto degli Argonauti su aree percorse dall'incendio e per altri reati connessi.
In particolare il legale rappresentante della società è stato condannato a tre mesi di reclusione, il direttore dei lavori a due mesi di arresto ed a 24mila euro di ammenda e l’altro tecnico coinvolto a mesi due di reclusione.
Le pene sono state dichiarate comunque estinte per effetto dell’indulto.
Il Tribunale ha inoltre disposto la demolizione delle opere edilizie eventualmente realizzate nella zona del porto oggetto di indagine e la rimessione in pristino dello stato dei luoghi, a cura e spese degli imputati, entro il termine di mesi due dal passaggio in giudicato della sentenza.
Il Giudice di merito ha accolto le richieste formulate dal pubblico ministero dott.ssa Rosanna DEFRAIA che ha inoltre controdedotto la tesi della difesa secondo cui l’opera era da ritenersi legittima in quanto prevista dagli strumenti urbanistici vigenti.
La vicenda, che ha assunto rilevanza nazionale e registrato anche interrogazioni parlamentari e forti interventi nei dossier nazionali delle associazioni ambientaliste, ha avuto inizio nel 2004 a seguito di circostanziati esposti delle stesse associazioni che segnalavano l'abbattimento di una pineta, la realizzazione di opere edilizie alla foce del Fiume Basento in aree demaniali percorse da incendio, sottoposte a vincolo paesaggistico ed idrogeologico nonché caratterizzate come Sito d’Importanza Comunitaria (SIC) al fine di permettere la costruzione di un porto.
Sull’argomento erano anche intervenuti alcuni consiglieri comunali del Comune di Pisticci, in cui ricade l’insediamento, che avevano rilevato come " ............... il canale d'accesso alla darsena doveva insistere su un'area boschiva (almeno era boschiva fino all'incendio del giugno 2000), quindi dovrebbe essere irrealizzabile perché sottoposta a vincolo della L. 21/11/2000 n. 353 che prescrive la inedificabilità su quelle aree che sono state colpite da incendio per almeno venti anni, proprio per evitare che ci possano essere delle speculazioni, cioè che questi incendi siano dolosi al fine di permettere questo tipo di interventi...... " .
Le indagini, attivate dal Comando Provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Matera e coordinate dalla dott.ssa Rosanna DEFRAIA, sostituto procuratore della repubblica presso il Tribunale di Matera, permettevano di accertare che i lavori nei pressi della foce del Fiume Basento erano finalizzati alla realizzazione del "Porto degli Argonauti" ed erano eseguiti dalla Società Nettis Resort.
Il nucleo investigativo del CFS, durante le indagini, accertava che la costruzione del porto era stata finanziata con fondi pubblici dal Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE), che con la Delibera n. 135/2002 aveva stanziato l'importo di oltre novemilioni di euro, facenti parte di un più ampio programma di finanziamenti per quasi cinquantaduemilioni di euro.
A seguito degli accertamenti il canale del porto sottoposto ad indagini veniva posto sotto sequestro dalla forestale a seguito di ordinanza del GIP di Matera Angelo Onorati.
Il sequestro veniva confermato sia dal Tribunale della Libertà che dalla Corte di Cassazione a cui la società si era rivolta per ottenere la disponibilità del bene.
Al termine delle indagini la Procura della Repubblica di Matera, diretta dal dott. Chieco, richiedeva il rinvio a giudizio degli imputati per reati di costruzione di opere abusive in aree percorse dal fuoco e per falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico.
Le indagini, di notevole complessità operativa, effettuate da un nucleo investigativo specializzato del Corpo forestale dello Stato di Matera e dal Comando Stazione di Scanzano J si sono avvalse di tecniche investigative decisamente innovative.
La stessa sentenza costituisce uno dei primi importanti pronunciamenti giurisprudenziali a livello nazionale in applicazione della legge 353/2000 varata per contrastare i reati di incendio boschivo.
Dichiarazione del Dirigente del Comando Provinciale del Corpo Forestale di Matera, Giuseppe GIOVE: “Questa sentenza è l’ulteriore conferma della professionalità con cui sono state condotte indagini di una delicatezza unica ed è dovuta soprattutto ad una sinergia perfetta tra il nostro apparato investigativo e la Procura della Repubblica di Matera”.
Matera, 22.12.2007
IL COMANDANTE PROVINCIALE
(Dott. Giuseppe Giove)
venerdì 21 dicembre 2007
domenica 16 dicembre 2007
Valle del Bradano innevata

La mattina del 15 dicembre la Valle del Bradano sotto Montescaglioso si presentava così! Una coltre nevosa di pochi centimetri è stata sufficiente a dare al paesaggio un suggestivo effetto invernale. Sullo sfondo si trova il Lago di San Giuliano, non ben visibile nella foto.
venerdì 14 dicembre 2007
Progetto LIFE Natura "Rapaci Lucani": presentazione materiali didattici

Oggi 14 dicembre 2007 nel Cine Teatro Andrisani e alla presenza di circa 350 alunni della Scuola Elementare "Don Liborio Palazzo" di Montescaglioso è stato presentato il DVD "Il Falco grillaio, un ospite da salvare". Nella stessa occasione sono stati distribuiti i quaderni didattici, i poster, gli adesivi, i depliant e gli opuscoli prodotti nell'ambito del Progetto LIFE Natura "Rapaci Lucani"
La proiezione del documentario, scritto da Matteo Visceglia e arricchito dalle riprese di Giuseppe Disabato, ha suscitato grande entusiasmo nella sala gremita di alunni e insegnanti. La manifestazione, come ha assicurato l'Assessore all'Ambiente della Provincia di Matera Francesco Labriola, sarà certamente riproposta ad altre classi sia a Montescaglioso che a Matera.
venerdì 7 dicembre 2007
Convenzione Comune di Matera e ANPANA
Sarà avviato a breve, in via sperimentale, un rapporto di collaborazione tra l’Amministrazione Comunale di Matera e l’A.N.PA.NA (Associazione nazionale protezione animali natura ambiente), attraverso la stipula di una convenzione che avrà la durata di sei mesi. E’ quanto deciso dalla Giunta Comunale, che ha accolto la richiesta dell’associazione onlus al fine di svolgere l’esercizio dell’attività in materia di prevenzione e repressione delle infrazioni poste a tutela degli animali e dei loro diritti, della difesa del patrimonio zootecnico e della tutela ambientale. L’attività delle guardie zoofile volontarie appartenenti all’associazione potrà essere operativa per i servizi di controllo dei cani in circolazione e verifica della loro iscrizione all’anagrafe canina, controllo e vigilanza sulla malcustodia degli animali di affezione, controllo e verifica del corretto smaltimento dei rifiuti da parte di aziende, commercianti e artigiani, controlli sul territorio comunale per prevenire la creazione di discariche abusive e/o l’irregolare e illegittimo smaltimento dei rifiuti. I volontari, inoltre, potranno effettuare un’opera di prevenzione e informazione ai cittadini sulle normative nazionali, regionali e comunali in materia di rispetto degli animali e del territorio. L’A.N.PA.NA fornirà all’Amministrazione Comunale la propria collaborazione nei servizi di prevenzione e repressione nelle materie di competenza a titolo volontario e gratuito e svolgerà la sua attività in un rapporto di dipendenza funzionale con il Comando di Polizia Municipale.
FONTE: http://www.comune.matera.it/dettaglio_news.php?id=1072
FONTE: http://www.comune.matera.it/dettaglio_news.php?id=1072
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