martedì 4 marzo 2008

PARTE DALLA BASILICATA IL PIANO DI SALVAGUARDIA DELLA LONTRA

Hanno preso il via oggi le attività per la salvaguardia della lontra nelle regioni meridionali, un programma che coinvolge il ministero dell’Ambiente, le Regioni Molise, Campania, Puglia e Abruzzo, insieme a Wwf Italia, Legambiente, Università del Molise, i Parchi nazionali del Pollino, della Maiella, della Sila e del Cilento, oltre a Corpo forestale dello stato e Provincia di Matera, e di cui la Regione Basilicata è capofila.
Nell’ambito di questo programma, la Giunta regionale ha approvato una specifica convenzione di ricerca con il laboratorio di genetica dell’Istituto nazionale per la fauna selvatica (Infs) per la realizzazione di un piano annuale di studio e di monitoraggio. All’incontro, presieduto dall’assessore Vincenzo Santochirico, hanno preso parte rappresentanti dell’Infs, delle amministrazioni provinciali di Potenza e Matera, dei parchi, delle associazioni ambientaliste, venatorie e della pesca sportiva.
La lontra, tra le specie particolarmente protette, è un importante indicatore della qualità delle acque e dei bacini idrografici. Le popolazioni di lontra presenti in Basilicata costituiscono una porzione essenziale per la conservazione della specie nell’intero territorio nazionale. Tuttavia, lo stato e la dinamica di queste popolazioni, le caratteristiche ambientali, il peso dei fattori di rischio ambientali ed antropici sono poco conosciuti. Il programma, pertanto, prevede la stima della consistenza delle popolazioni, il rilevamento e catalogazione (attraverso il gis) di tutti i bacini idrografici in cui la specie è presente. Studi analoghi, realizzati nelle altre regioni, consentiranno di individuare una strategia comune e condivisa di intervento, per raccordare le azioni di tutela da intraprendere.
La banca dati ed il sistema di monitoraggio consentiranno di identificare i principali fattori di rischio e forniranno alla pubblica amministrazione (Regione, Province, parchi nazionali, regionali ed altre aree protette) gli strumenti indispensabili per definire una strategia regionale di conservazione, pienamente integrata nel Piano d’azione nazionale per la conservazione della lontra, che attualmente è in fase di elaborazione da parte del Ministero dell’Ambiente e dall’Infs. Il piano d’azione indicherà le azioni pratiche che sarà necessario realizzare concretamente per migliorare lo stato di conservazione della lontra in Basilicata ed in Italia. Le esperienze degli altri soggetti, istituzionali e non, che hanno sottoscritto il protocollo d’intesa, consentiranno di elaborare un Piano, che sarà il documento di riferimento per le regioni centro-meridionali: definirà un programma di lavoro pluriennale e raccordato, da sottoporre a revisione ogni cinque anni, anche avvalendosi di un comitato tecnico scientifico. Il ruolo della Regione Basilicata in questo programma è la conferma di un’attenzione costante alla tutela della natura, finalizzata alla preservazione del patrimonio paesistico e faunistico.

Fonte: Basilicatanet.it 04 marzo 2008

Orso a Satriano di Lucania?



Su "Il Quotidiano di Basilicata" di lunedì 03 marzo è apparso questo curioso articolo in cui si parla di un ipotetico avvistamento di orso!!! la località di cui si riferisce è Satriano di Lucania (Pz).
Cliccare sull'immagine per ingrandirla.

lunedì 3 marzo 2008

Sono tornati!




Da qualche giorno sono ritornati i primi grillai a Matera e Montescaglioso! Ad accoglierli temperature "primaverili" e giornate soleggiate. Inizia così un nuovo ciclo della natura che si rinnova da tempi remoti. Ma ogni anno per i grillai è una sfida ed un'avventura allo stesso tempo: trovare cibo abbondante, scegliere un nido sicuro ed allevare nuovi pulcini. Ma una novità certamente la troveranno, e speriamo, sia di loro gradimento: 400 nuovi nidi artificiali collocati sui tetti dei due comuni nell'ambito del Progetto LIFE Natura "Rapaci Lucani" gestito dalla Provincia di Matera con il supporto finanziario della Commissione Europea. Ma tantissimi altri nidi sono già a disposizione di chi vorrà volontariamente collocarli sui propri edifici. Non dimentichiamo che i nostri piccoli falchi trovano ogni anno sempre meno siti idonei alla riproduzione e queste iniziative aiutano a compensare quello che l'uomo toglie loro, a volte anche inconsapevolmente. Aiutare il grillaio a riprodursi nelle nostre città significa garantire la conservazione della biodiversità e proteggere un vero e proprio simbolo della natura del Sud ed in particolare delle murge appulo-lucane.

venerdì 29 febbraio 2008

Parco Gallipoli Cognato, progetto per tutelare la Lepre italica

Il Parco di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane ha dato il via a un progetto per la tutela della lepre selvatica, che si svolgerà attraverso il monitoraggio degli ambienti prioritari per la specie, lo studio delle popolazioni e l’allevamento sperimentale all’interno dell’Area Faunistica.
Per il reperimento degli individui fondatori è prevista per domani una nuova sessione di cattura di lepre, alle cui attività prenderanno parte, oltre agli operatori del Parco impegnati nel progetto Regionale, numerosi ricercatori, tra cui Valter Trocchi dell’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (INFS) di Ozzano Emilia (Bo), coautore del Piano d’Azione nazionale per il recupero della specie promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il prof. Pierangelo Freschi dell’Università degli Studi Basilicata, Dipartimento di Scienze delle Produzioni Animali, con un gruppo di studenti, funzionari dell’Ufficio Tutela della natura della Regione Basilicata e numerosi volontari provenienti da tutta la Regione.

martedì 26 febbraio 2008

Passaggio di gru sulla Riserva Naturale di San Giuliano



Sono sempre più frequenti in questi giorni i passaggi di gru sulle nostre aree lucane. Uno dei punti più "gettonati" da questi grandi trasvolatori grigi è proprio la Riserva
Naturale di San Giuliano. Grazie alla collaborazione di diversi osservatori i dati riguardanti questi passaggi vengono registrati e trasmessi al coordinatore italiano dell'European Crane Working Group (ECWG).
I dati riguardano la consistenza numerica e le rotte che le Gru seguono, durante la migrazione che interessa l'Europa, per superare il nostro Paese.
Nei primi due anni di raccolta dei dati in Italia, grazie ad una rete di rilevamento diffusa in tutte le regioni, si è avuta una buona messe di informazioni per cui già alcuni aspetti della migrazione appaiono ora più chiari, ma molto resta da scoprire.

Per raccogliere dati in Basilicata e collaborare al Progetto Gru occorre inviare una e-mail a de-rerum-natura@libero.it oppure a matteo.visceglia@alice.it e che sarà in breve ritrasmessa al ECWG attraverso il referente nazionale dott. Silvio Bassi di Milano. I dati fondamentali che sono richiesti :

1. Data
2. Numero delle Gru
3. Presenza di giovani
4. Località
5. Provincia
6. Regione
7. Ora dell'avvistamento
8. Esemplari in volo o a terra
9. Direzione di volo
10. Osservatore/i

Naturalmente, per coloro che ne hanno la possibilità, è molto utile scattare foto ai gruppi in volo o posati a terra in modo da poter contare, anche successivamente davanti al monitor, il numero preciso degli esemplari. Se ci sono più gruppi è utile scattare a zone in modo da comprendere la maggior parte degli individui.

Tutti gli osservatori saranno citati nella rivista dell'ECWG che viene pubblicata bimestralmente.

La foto qui sopra, che ritrae un gruppo di 43 gru, è stata scattata in questi giorni sul Lago di San Giuliano dal bravo fotografo materano Claudio Bernardi che l'ha gentilmente messa a disposizione di questo blog.

domenica 24 febbraio 2008

PRESTO DUE DISEGNI DI LEGGE PER ATTIVITA’ ITTICO-VENATORIE

Lo ha annunciato l'assessore regionale all'Ambiente, Vincenzo Santochirico

(AGR) - “L’aggiornamento delle leggi regionali sulla caccia e sulla pesca dovrà essere il risultato finale di un’attività di concertazione con le Province, le associazioni venatorie e dei pescatori e quelle ambientaliste”. Lo ha affermato l’assessore regionale all’Ambiente, Territorio e Politiche della sostenibilità, Vincenzo Santochirico, che, nel corso di un convegno sulle politiche ittico-venatorie organizzato dall’Amministrazione provinciale di Potenza, ha annunciato la presentazione di due disegni di legge.
“La fauna selvatica, i pesci, e le risorse naturali in genere, rappresentano un bene della collettività in grado di contribuire al miglioramento della qualità della vita. Qualsiasi sfruttamento di risorse naturali, seppur rinnovabili – ha affermato Santochirico -, deve essere razionale ed in grado di armonizzarsi con altre attività ludico-ricreative e economiche. Questo è possibile solo mediante un'attenta pianificazione del territorio, mirata alla salvaguardia delle popolazioni ittiche e faunistiche, nonché dell'habitat che le ospitano”.
L’assessore ha rilanciato la proposta di una conferenza sulla caccia, da tenersi nei prossimi mesi, ed ha affermato che “le forme di gestione delle attività di caccia e pesca, affinché possano rappresentare una concreta opportunità di valorizzazione delle risorse locali, devono essere mirate ad evitare il depauperamento. La concertazione, pertanto, potrà essere la sede per individuare le linee di intervento e la governance del sistema ittico-venatorio. Con istituzioni e associazioni sarà intensificato un percorso condiviso per finalità e metodologia, assicurando la massima partecipazione alla realizzazione degli interventi. E’ opportuno che le associazioni siano parte della gestione integrata, partecipando regolarmente a tutte le attività gestionali, dai censimenti ai miglioramenti ambientali, alla costruzione delle strutture di ambientamento per le immissioni”.
Santochirico, infine, ha ricordato che “la Giunta regionale ha approvato il Progetto di attività di monitoraggio, gestione e conservazione del patrimonio faunistico regionale, assumendo un impegno finanziario di 170.333 euro, nell’ambito del quale è stato istituito un osservatorio regionale con il compito di censire il patrimonio ambientale costituito dalla fauna selvatica, di elaborare progetti di riqualificazione faunistica del territorio regionale”.
(BAS - 02)

venerdì 15 febbraio 2008

Recuperato un Barbagianni nelle campagne di Bernalda


Un esemplare di Barbagianni trovato in difficoltà nel metapontino è stato consegnato al Centro Recupero Rapaci nella serata di ieri da un cittadino di Ferrandina. Incapace di volare nonostante l'assenza di traumi evidenti è stato visitato l'indomani dal veterinario dott. Vito Tralli che ha diagnosticato una parassitosi interna che gli aveva provocato indebolimento e difficoltà respiratorie a causa di organismi che hanno invaso polmoni e intestino. Si spera di poterlo salvare con una cura adeguata.
Il Barbagianni è uno dei rapaci notturni più facili da individuare grazie al suo piumaggio vistosamente chiaro. Si nutre soprattutto di roditori (soprattutto ratti, topi e arvicole) contribuendo a limitare l'incremento delle popolazioni di questi mammiferi nelle campagne coltivate.

mercoledì 13 febbraio 2008

Chiesta l'istituzione di una Riserva Marina dalla Provincia di Matera



Fonte: IL QUOTIDIANO DELLA BASILICATA 13 Febbraio 2008

Danni da cinghiali nel Parco Regionale di Gallipoli-Cognato: intervento del Presidente Rocco Rivelli

“Sono sacrosante le doglianze di Pasquale Montemurro, imprenditore agricolo di Oliveto Lucano. I cinghiali nel Parco di Gallipoli Cognato e delle Piccole Dolomiti Lucane ormai rappresentano un flagello per l’ area protetta oltre che per l’ agricoltura a regime imprenditoriale anche per quei tanti piccoli conduttori di orti e micro appezzamenti di terreno, veri e propri presidi di biodiversità colturale oltre che vere e proprie sentinelle su un territorio molto fragile”. Lo afferma in un comunicato il presidente del Parco regionale Rocco Rivelli.
“Gli stessi suinidi ormai largamente incrociati con razze non autoctone, introdotte, bisogna ricordarlo sempre, a fini venatori nei decenni passati, - sottolinea - hanno largamente perso molte delle loro peculiarità ed interesse conservazionistico.
Tuttavia vorrei ricordare che questa amministrazione non ha sottovalutato il problema ponendolo tra le priorità di questa gestione. Infatti, solo da un anno alla guida del Parco, come primo atto ( la delibera n.ro 1 della nostra gestione ) è stata licenziata una richiesta per un finanziamento straordinario alla Regione Basilicata per ripianare i danni da cinghiale accumulati e non liquidati dal 2004 al 2007 per un totale ( nel solo triennio 2004-2006, precedente al nostro insediamento, pari a circa 140 mila euro ) di circa 160 mila euro.
Tale finanziamento, su nostra richiesta e sollecitazione, - sottolinea Rivelli - ha trovato la sensibilità e disponibilità della Regione nella Legge Finanziaria 2008 con una cifra di 100 mila euro per i Parchi Regionali che sarà disponibile fra qualche settimana. Somma insufficiente ma che tuttavia con la istituzione di un apposito capitolo di bilancio nella Finanziaria Regionale segnala una volontà di portare a soluzione un problema, che è giusto ricordare, riguarda più o meno uniformemente tutto il territorio regionale e nazionale.
Come si è avuto modo di precisare in precedenza, al nostro insediamento abbiamo trovato una pesante situazione debitoria per danni da fauna selvatica per circa 140 mila euro, a fronte di un contributo regionale onnicomprensivo all’ Ente Parco da parte della Regione, dalla quale dipendiamo funzionalmente, di soli 345 mila euro. E’ per questo, come per altre ragioni di economia, che abbiamo mantenuto la riduzione le nostre indennità di carica al 50% di quanto previsto dalla legge istitutiva del Parco.
Per quanto attiene le misure di contenimento e riduzione della popolazione dei cinghiali, - continua il Presidente del Parco - il Piano di Gestione, approvato dalla Regione Basilicata, Ministero dell’ Ambiente e dall’ INFS (Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica) prevede fondamentalmente due moduli, uno fatto di prelievi selettivi e l’ altro attraverso metodi di cattura incruenti, i c.d. chiusini, che hanno dato già significativi risultati. Infatti nonostante il numero limitato di chiusini di cattura installati, e nonostante le iniziative di resistenza registrate sul territorio e di ostracismo burocratico frapposte sono stati prelevati circa un centinaio di animali selvatici. Naturalmente i risultati potrebbero migliorare se tutto il sistema credesse ed investisse di più su questo programma, sostenendo gli sforzi del Parco con le sue limitate risorse, e tuttavia segnalato e riconosciuto come uno dei migliori piani di gestione nel Sud Italia. Infatti siamo stati già oggetto di attenzione e studio da parte di Parchi Nazionali, che hanno molte più risorse delle nostre, quali ad esempio il Pollino e la Sila.
Tra gli obiettivi per migliorare la situazione ulteriormente vi è quella di realizzare colture a perdere per attirare gli ungulati, finanziare recinzioni elettriche per piccoli orti e vigneti, e il più ambizioso progetto, oggi concretamente all’ attenzione della Regione Basilicata, di una microfiliera per la trasformazione delle carni da cinghiale, con la cattura in area parco, macellazione presso il macello comunale di Oliveto L. da ristrutturare e commercializzazione a fini di consumo.
Queste sono le iniziative, non poche per la verità, intraprese dal Parco per contenere il problema con un quadro normativo immutato che vede ai sensi della legge quadro sulle aree protette, la legge 394 del 1991, il divieto assoluto di caccia nei parchi. Naturalmente, - conclude Rocco Rivelli - ben vengano iniziative di Enti ed Organismi sovraordinati al Parco che vadano nella direzione giustamente auspicata dal mondo agricolo, che vorrei ricordare, non sono in contrasto con le finalità di tutela e conservazione della biodiversità del Parco di Gallipoli Cognato”.

giovedì 7 febbraio 2008

Due scolaresche assistono al rilascio di rapaci




Foto di Rosalba Matera

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Video realizzato dall' insegnante Ornella Altamura con le classi 2B e 2D della Scuola Media "N. Festa" di Matera

Il Quotidiano della Basilicata 07 febbraio 2008



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La Gazzetta del Mezzogiorno 07 febbraio 2008



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martedì 5 febbraio 2008

Nuovo video sul Falco Grillaio



Nell'ambito del Progetto LIFE Natura "Rapaci Lucani" è stato realizzato il documentario naturalistico "dal titolo "Il Falco grillaio, un ospite da salvare".
Il video è stato prodotto dalla Provincia di Matera - Assessorato Ambiente Parchi e Riserve Naturali con il contributo della Comunità Europea. Le immagini sono state girate da Giuseppe Disabato (Sud Italia Video) con testi e consulenza tecnico-scientifica di Matteo Visceglia (De Rerum Natura).
Il DVD è in distribuzione a cura della Provincia di Matera. Per informazioni e richieste agrifor@provincia.matera.it

Operazione del CFS a tutela delle dune




Fonte: www.corpoforestaledellostato.it 04 febbraio 2008