Attraverso un comunicato stampa Antea invita i comuni ad applicare le leggi a tutela degli animali di affezione
La delegazione provinciale Antea Onlus Miglionico, in seguito alle dichiarazioni dell’assessore Grieco del comune di Pisticci riportate su vari organi di stampa, con le quali invitava i cittadini pisticcesi a non dare cibo agli animali randagi vaganti sul territorio del loro comune, desidera fornire allo stesso alcune importanti informazioni, stranamente e volutamente ignorate.
La legge 281/91 (Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo), spiega a chiare lettere quali siano le responsabilità di Comuni ed Asl nei confronti degli animali randagi vaganti sul proprio territorio, obbligando gli stessi a combattere il dilagante fenomeno del randagismo tramite meccanismi di controllo delle nascite quali la sterilizzazione e affidando la responsabilità diretta della salute e del benessere degli stessi ai Comuni.
Vogliamo ricordare, inoltre, che la Giunta Regionale della Basilicata con Delibera n° 749 del 12/06/2012, ha predisposto un programma di sterilizzazione dei cani randagi e reimmissione sul territorio, riconoscendo la figura del “cane libero accudito” allo scopo di evitare il sovraffollamento dei canili e onerose spese per i Comuni, lasciando quindi liberi i cittadini di occuparsi dei randagi ( tra l’altro non esiste alcuna legge che vieti a chiunque di dare da mangiare ad un animale randagio).
Restiamo esterrefatti di come cittadini e Comune si preoccupino più dello smaltimento illecito di scarti di macelleria che del presunto smaltimento illecito di rifiuti da parte di alcune aziende presenti sul proprio territorio o delle numerose discariche abusive di rifiuti di ogni genere che mettono seriamente in pericolo la vita dei cittadini.
Troviamo vergognoso questo accanimento (anche da parte di quei cittadini che segnalano questi presunti “abusi”) nei confronti di animali che patiscono fame, freddo, malattie e maltrattamenti a causa della noncuranza, insensibilità e mancato rispetto della Legge da parte degli organi preposti.
Prima di accusare i cittadini onesti e sensibili di essere i colpevoli dell’aumento del randagismo, bisognerebbe studiare e ripassare più volte le leggi, soprattutto quando si ricoprono determinate cariche, assumendosi quindi le proprie responsabilità.
Pertanto, invitiamo il Comune di Pisticci e tutti gli altri Comuni della Basilicata ad impegnarsi con maggiore efficacia affinchè, come stabilito dalla legge, abbia finalmente inizio, anche nella nostra regione, la tanto attesa campagna di sterilizzazione.
Ricordiamo, infine, che qualsiasi essere vivente (umano o animale), posto in condizioni di sofferenza, stenti e difficoltà potrebbe diventare aggressivo, pertanto, minacciare i cittadini affinchè non diano del cibo agli animali, oltre che dimostrare grande inciviltà, non fa altro che peggiorare la situazione.
Miglionico, 10/01/2013
venerdì 11 gennaio 2013
mercoledì 9 gennaio 2013
Farfalla d'inverno
Durante le belle giornate invernali anche le farfalle si fanno vedere mentre prendono il sole su superfici riflettenti il calore. Un telo bianco è un ottimo calorifero e qualche minuto di sosta vale tanta energia utile a superare i giorni più difficili.
Riserva Naturale di San Giuliano, 9 gennaio 2013
Riserva Naturale di San Giuliano, 9 gennaio 2013
Pettirosso in cerca di briciole
Un pettirosso molto incuriosito dagli avanzi di cibo si avvicina a pochi metri. Come si fa a resistere nel fargli una bella foto?
Centro Recupero Animali Selvatici Riserva Naturale di San Giuliano, 9 gennaio 2013
Centro Recupero Animali Selvatici Riserva Naturale di San Giuliano, 9 gennaio 2013
venerdì 4 gennaio 2013
Nibbio bruno d'inverno
Il Nibbio bruno (Milvus migrans) è specie osservabile in Italia principalmente da marzo a agosto quando diverse centinaia di coppie si riproducono regolarmente. Gli individui che si fermano a svernare sono invece rari e localizzati con una popolazione composta solo di pochi individui in tutto.
Oggi 4 gennaio, durante un monitoraggio lungo la valle del Basento, all'interno del Parco Regionale di Gallipoli Cognato abbiamo osservato un individuo in riposo su un traliccio, circondato da alcuni nibbi reali.
La foto qui sotto, ingrandita e di scarsa qualità per la lunga distanza di ripresa, rappresenta una ulteriore testimonianza della sua presenza nella nostra regione, che è quasi certamente una delle più importanti aree di svernamento a livello nazionale con non più di 15 individui osservati nel gennaio 2011 in 7 siti accertati finora.
Matteo Visceglia
Oggi 4 gennaio, durante un monitoraggio lungo la valle del Basento, all'interno del Parco Regionale di Gallipoli Cognato abbiamo osservato un individuo in riposo su un traliccio, circondato da alcuni nibbi reali.
La foto qui sotto, ingrandita e di scarsa qualità per la lunga distanza di ripresa, rappresenta una ulteriore testimonianza della sua presenza nella nostra regione, che è quasi certamente una delle più importanti aree di svernamento a livello nazionale con non più di 15 individui osservati nel gennaio 2011 in 7 siti accertati finora.
Matteo Visceglia
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giovedì 3 gennaio 2013
Scouts in visita al CRAS
Questa mattina il Gruppo Scout Agesci "Fratello Sole Matera 3" guidato da Raffaele Natale ha effettuato una visita al CRAS della Riserva di San Giuliano. E' stata l'occasione per discutere, con il responsabile della struttura, della fauna del territorio, dei problemi che essa incontra e delle attività che vengono realizzate dal Centro Recupero per il suo soccorso, tutela e reimmissione in natura. L'entusiasmo dei ragazzi, una quindicina, è stato grande nell'osservare gli animali ospitati nelle voliere tra cui nibbi reali, poiane, pecchiaiolo, falchi pellegrini, grillai, gufo reale. Ma la curiosità è stata massima quando hanno potuto osservare anche un giovane istrice in cura presso il CRAS. Molti di loro non avevano mai visto questa specie da vicino anche perchè di abitudini strettamente notturne e crepuscolari. Insomma una bella esperienza per i giovani scouts materani che si spera possa permettere loro di comprendere che la fauna del nostro territorio merita davvero di essere conosciuta e rispettata.
martedì 1 gennaio 2013
Il primo ospite del CRAS del 2013: un riccio!
Un riccio vagava da alcuni giorni ed in orario diurno in una zona del centro abitato di Matera, nei pressi dell'Unimed. Per fortuna una cittadina sensibile e attenta lo ha notato in condizioni molto precarie, ha intuito il suo stato di difficoltà e lo ha raccolto mettendolo al sicuro per evitare il peggio. Dopo varie telefonate a istituzioni e associazioni è riuscita lunedì 31 dicembre a contattare il CRAS provinciale di Matera i cui operatori sono subito intervenuti sul posto nel pomeriggio dello stesso giorno per prenderlo in consegna. Poco dopo il suo trasferimento al Centro è stato approntato un piccolo rifugio di legno riscaldato da una lampada ad infrarosso per fornire il calore necessario in questa fase critica e mettendo cibo adatto (mela, insalata, piccoli pezzi di carne, ecc.) e acqua pulita a disposizione. La mattina dopo, 1 gennaio 2013, la prima visita accurata era per lui! Ad un primo esame si è riscontrata una notevole debolezza e difficoltà a muoversi, con peso inferiore alla norma del periodo (solo 320 grammi). Si tratta quindi di uno di quegli esemplari che d'inverno non riescono a trovare cibo a sufficienza, oppure un esemplare che è stato disturbato nella sua tana e non è riuscito ad alimentarsi e a termoregolarsi subito entrando in una fase di pericolosa ipotermia. Nelle condizioni in cui si trovava non sarebbe mai riuscito a farcela da solo e probabilmente sarebbe morto per inedia. Ora è in cura e si spera possa gradualmente riprendere. Non ci è stato possibile fargli una buona foto visto che se ne sta spesso appallottolato e nascosto tra la paglia. Un ringraziamento da parte del CRAS a colei che lo ha salvato in tempo consegnandolo poi alle cure del Centro Recupero di Matera.
Sulle strade a volte si vedono tanti ricci schiacciati poichè essi molto frequentemente vengono uccisi dalla collisione con le auto mentre attraversano le strade alla ricerca di cibo nelle campagne. La loro utilità per il mantenimento degli equilibri naturali, soprattutto negli agroecosistemi, è nota a tutti! Per questo occorre sempre prestare soccorso a quegli esemplari trovati in difficoltà. Un riccio in più nella natura è sempre una buona cosa anche per la garanzia e l'indicazione di una positiva qualità dell'ambiente.
Sulle strade a volte si vedono tanti ricci schiacciati poichè essi molto frequentemente vengono uccisi dalla collisione con le auto mentre attraversano le strade alla ricerca di cibo nelle campagne. La loro utilità per il mantenimento degli equilibri naturali, soprattutto negli agroecosistemi, è nota a tutti! Per questo occorre sempre prestare soccorso a quegli esemplari trovati in difficoltà. Un riccio in più nella natura è sempre una buona cosa anche per la garanzia e l'indicazione di una positiva qualità dell'ambiente.
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| La foto qui sopra ritrae un altro esemplare trovato nelle stesse condizioni lo scorso anno e che dopo le prime cure si è ripreso perefettamente. |
lunedì 31 dicembre 2012
Replica di Antea al Sindaco di Miglionico
Il 31 dicembre con un nuovo comunicato Antea rispondendo al Sindaco di Miglionico chiarisce alcuni aspetti legati alla problematica legata agli ultimi episodi che hanno sollevato una serie di riflessioni sulla questione del soccorso agli animali.
ANTEA Onlus gioisce nel constatare la sollecitudine con la quale il Sindaco di Miglionico ha voluto fare chiarezza riguardo la morte di un cucciolo di gatto avvenuta nel ns Comune il giorno 24/12/2012 e con la quale ha voluto rispondere al ns Comunicato Stampa emanato il giorno stesso.
Speriamo che il Sindaco voglia d’ora innanzi usare la stessa solerzia per rispondere a tutte le richieste e sollecitazioni che i propri concittadini vorranno rivolgergli, abbandonando definitivamente l’atteggiamento superbo che finora lo ha portato ad ignorare molte delle nostre.
Prendiamo atto dell’esito dell’autopsia effettuata sul corpo del povero animale “malato” ed attendiamo con ansia che ci venga consegnata copia del referto autoptico, come da noi già richiesto per iscritto all’Ente.
Sugli avvenimenti accaduti il giorno 23/12/2012 il ns Sindaco ha tenuto a precisare alcuni particolari che, a suo parere, il cittadino protagonista della vicenda e noi di Antea avremmo trascurato di riportare, commettendo però l’errore di trascurarne lui stesso degli altri.
Per prima cosa ad assistere a tutto l’accaduto, secondo quanto riferitoci da colui che ha soccorso l’animale, c’erano alcuni testimoni che, seppur minori, erano disposti ad indicare gli autori del grave gesto.
Poi resta da chiarire che fine abbia fatto l’altro cucciolo che, a quanto riferiscono gli stessi testimoni, è fuggito con la faccia dilaniata dallo scoppio dei petardi senza farsi più vivo. Siamo convinti che a nessuno verrà in mente di ipotizzare che, anche in questo caso, non ci sia nessun legame con l’accaduto, mettendo in dubbio la testimonianza di un cittadino come gli altri.
La seconda osservazione che nasce spontanea è quella riguardante l’intervento del veterinario che, stranamente, trovandosi di fronte ad un animale con “febbre alta, enterite necrotica ed emorragica, broncopolmonite etc…”, come riferito dal soccorritore, non abbia ritenuto opportuno effettuare alcuna prescrizione medica, nè abbia richiesto il ricovero dell’animale presso una struttura sanitaria, affermando anzi, sempre a quanto riferitoci, che, se pur affetto da lieve raffreddore il gatto risultava essere sano, senza saper spiegare il perché fosse agonizzante.
La terza osservazione è invece da rivolgere al ns Sindaco che, nella sua nota, ha accusato il soccorritore di aver demandato al Comune il compito di occuparsi del povero gatto, cosa che, trattandosi di animale randagio, per legge, fa parte dei compiti dell’Ente ed in particolare dello stesso Sindaco, cosa che troppo spesso viene dimenticata. Tra l’altro, anche se si trattasse di un animale “non randagio”, sarebbe ugualmente condannabile il comportamento di un Pubblico Ufficiale che si rifiuti di prestare aiuto ad un cittadino in difficoltà, chiunque esso sia, incorrendo addirittura nel reato di “omissione di soccorso”.
In più vogliamo ricordare al Sindaco che mettere in competizione la delicata situazione economica delle famiglie con la protezione e la tutela degli animali, oltre a rappresentare un cattivo esempio per la cittadinanza e per i bambini, potrebbe far maturare in qualcuno la convinzione che l’unico suo interesse sia rivolto al lato economico della questione randagismo.
Venendo proprio all’aspetto economico dell’accaduto, abbiamo già chiesto ufficialmente al Sindaco di voler rendere nota l’entità dei costi che la comunità miglionichese ha dovuto sostenere a causa di questa vicenda e principalmente quelli sostenuti per l’autopsia, costi che, seppur ancora sconosciuti, a ns avviso, sarebbero stati inferiori se ci si fosse limitati a prestare soccorso allo sfortunato animale. Tra l’altro nessuno, nemmeno il soccorritore, pretendeva che il Comune, il Sindaco o i Vigili si accollassero i costi delle cure, piuttosto, ciò che veniva loro richiesto, era un aiuto per poter trasferire l’animale presso una struttura sanitaria.
Riguardo l’assenza dei fondi necessari per poter far fronte a questo tipo di emergenze, attendiamo ancora notizie dal Sindaco in merito al progetto di adozione, da parte della Lega del Cane di Cremona, dei cani custoditi presso il Canile di Matera, che porterebbe alla comunità un risparmio di circa 80mila euro all’anno e che, nel silenzio dell’Ente, sembra arenato da diversi mesi.
Sul mancato trasferimento dei suddetti cani, tra l’altro, lo stesso Sindaco ha più volte lamentato, in ns presenza, l’ingerenza delle Asl (non si sa perché contrarie al progetto) e l’impedimento costituito dalla positività di più della metà degli stessi alla leishmaniosi (grave malattia dei cani dovuta all’inosservanza di una adeguata profilassi antiparassitaria), promettendoci di fare chiarezza sulla vicenda.
Noi di Antea e i cittadini miglionichesi stiamo ancora aspettando.
Altro aspetto da chiarire, al fine di evitare in futuro situazioni simili a quella dei poveri gattini deceduti la scorsa settimana , è quella relativa ai ritardi circa le sterilizzazioni delle cagne randagie presenti nel comune e la loro reimmissione sul territorio , progetto reso legale anche in Basilicata tramite modifica della legge regionale in materia e la creazione della figura del “cane libero assistito”.
L’ultima volta che abbiamo chiesto al Sindaco delucidazioni sui ritardi ci è stato risposto che dipendeva dalle ASL, perciò, anche questa volta non capiamo perché il Sindaco taccia senza protestare e senza spiegare la situazione ai cittadini.
Tra l’altro, viste le ultime vicende che hanno coinvolto dei felini, consigliamo al nostro primo cittadino di interessarsi presso le Asl affinchè, come previsto dalla legge nazionale sul randagismo nonché da quella regionale, venga avviato, nel più breve tempo possibile, il censimento delle colonie feline e la loro sterilizzazione a carico della stessa azienda sanitaria.
Chiudiamo ricordando al Sindaco che il ns interesse nei confronti di argomenti spesso trascurati dalle passate e dall’attuale Amministrazione è finalizzato solo e soltanto al miglioramento della nostra comunità e, a differenza di quanto da lui affermato, Antea non nasconde secondi fini ed utilizza lo stesso metro con tutti gli interlocutori, come dimostrano la recente discussione sull’Oasi di San Giuliano intercorsa con l’Amministrazione Provinciale, le critiche alla Regione riguardo le estrazioni petrolifere e quelle a Governo e Unione Europea riguardo la sperimentazione sugli animali.
Auguri e Buon 2013 a tutti
ANTEA Onlus gioisce nel constatare la sollecitudine con la quale il Sindaco di Miglionico ha voluto fare chiarezza riguardo la morte di un cucciolo di gatto avvenuta nel ns Comune il giorno 24/12/2012 e con la quale ha voluto rispondere al ns Comunicato Stampa emanato il giorno stesso.
Speriamo che il Sindaco voglia d’ora innanzi usare la stessa solerzia per rispondere a tutte le richieste e sollecitazioni che i propri concittadini vorranno rivolgergli, abbandonando definitivamente l’atteggiamento superbo che finora lo ha portato ad ignorare molte delle nostre.
Prendiamo atto dell’esito dell’autopsia effettuata sul corpo del povero animale “malato” ed attendiamo con ansia che ci venga consegnata copia del referto autoptico, come da noi già richiesto per iscritto all’Ente.
Sugli avvenimenti accaduti il giorno 23/12/2012 il ns Sindaco ha tenuto a precisare alcuni particolari che, a suo parere, il cittadino protagonista della vicenda e noi di Antea avremmo trascurato di riportare, commettendo però l’errore di trascurarne lui stesso degli altri.
Per prima cosa ad assistere a tutto l’accaduto, secondo quanto riferitoci da colui che ha soccorso l’animale, c’erano alcuni testimoni che, seppur minori, erano disposti ad indicare gli autori del grave gesto.
Poi resta da chiarire che fine abbia fatto l’altro cucciolo che, a quanto riferiscono gli stessi testimoni, è fuggito con la faccia dilaniata dallo scoppio dei petardi senza farsi più vivo. Siamo convinti che a nessuno verrà in mente di ipotizzare che, anche in questo caso, non ci sia nessun legame con l’accaduto, mettendo in dubbio la testimonianza di un cittadino come gli altri.
La seconda osservazione che nasce spontanea è quella riguardante l’intervento del veterinario che, stranamente, trovandosi di fronte ad un animale con “febbre alta, enterite necrotica ed emorragica, broncopolmonite etc…”, come riferito dal soccorritore, non abbia ritenuto opportuno effettuare alcuna prescrizione medica, nè abbia richiesto il ricovero dell’animale presso una struttura sanitaria, affermando anzi, sempre a quanto riferitoci, che, se pur affetto da lieve raffreddore il gatto risultava essere sano, senza saper spiegare il perché fosse agonizzante.
La terza osservazione è invece da rivolgere al ns Sindaco che, nella sua nota, ha accusato il soccorritore di aver demandato al Comune il compito di occuparsi del povero gatto, cosa che, trattandosi di animale randagio, per legge, fa parte dei compiti dell’Ente ed in particolare dello stesso Sindaco, cosa che troppo spesso viene dimenticata. Tra l’altro, anche se si trattasse di un animale “non randagio”, sarebbe ugualmente condannabile il comportamento di un Pubblico Ufficiale che si rifiuti di prestare aiuto ad un cittadino in difficoltà, chiunque esso sia, incorrendo addirittura nel reato di “omissione di soccorso”.
In più vogliamo ricordare al Sindaco che mettere in competizione la delicata situazione economica delle famiglie con la protezione e la tutela degli animali, oltre a rappresentare un cattivo esempio per la cittadinanza e per i bambini, potrebbe far maturare in qualcuno la convinzione che l’unico suo interesse sia rivolto al lato economico della questione randagismo.
Venendo proprio all’aspetto economico dell’accaduto, abbiamo già chiesto ufficialmente al Sindaco di voler rendere nota l’entità dei costi che la comunità miglionichese ha dovuto sostenere a causa di questa vicenda e principalmente quelli sostenuti per l’autopsia, costi che, seppur ancora sconosciuti, a ns avviso, sarebbero stati inferiori se ci si fosse limitati a prestare soccorso allo sfortunato animale. Tra l’altro nessuno, nemmeno il soccorritore, pretendeva che il Comune, il Sindaco o i Vigili si accollassero i costi delle cure, piuttosto, ciò che veniva loro richiesto, era un aiuto per poter trasferire l’animale presso una struttura sanitaria.
Riguardo l’assenza dei fondi necessari per poter far fronte a questo tipo di emergenze, attendiamo ancora notizie dal Sindaco in merito al progetto di adozione, da parte della Lega del Cane di Cremona, dei cani custoditi presso il Canile di Matera, che porterebbe alla comunità un risparmio di circa 80mila euro all’anno e che, nel silenzio dell’Ente, sembra arenato da diversi mesi.
Sul mancato trasferimento dei suddetti cani, tra l’altro, lo stesso Sindaco ha più volte lamentato, in ns presenza, l’ingerenza delle Asl (non si sa perché contrarie al progetto) e l’impedimento costituito dalla positività di più della metà degli stessi alla leishmaniosi (grave malattia dei cani dovuta all’inosservanza di una adeguata profilassi antiparassitaria), promettendoci di fare chiarezza sulla vicenda.
Noi di Antea e i cittadini miglionichesi stiamo ancora aspettando.
Altro aspetto da chiarire, al fine di evitare in futuro situazioni simili a quella dei poveri gattini deceduti la scorsa settimana , è quella relativa ai ritardi circa le sterilizzazioni delle cagne randagie presenti nel comune e la loro reimmissione sul territorio , progetto reso legale anche in Basilicata tramite modifica della legge regionale in materia e la creazione della figura del “cane libero assistito”.
L’ultima volta che abbiamo chiesto al Sindaco delucidazioni sui ritardi ci è stato risposto che dipendeva dalle ASL, perciò, anche questa volta non capiamo perché il Sindaco taccia senza protestare e senza spiegare la situazione ai cittadini.
Tra l’altro, viste le ultime vicende che hanno coinvolto dei felini, consigliamo al nostro primo cittadino di interessarsi presso le Asl affinchè, come previsto dalla legge nazionale sul randagismo nonché da quella regionale, venga avviato, nel più breve tempo possibile, il censimento delle colonie feline e la loro sterilizzazione a carico della stessa azienda sanitaria.
Chiudiamo ricordando al Sindaco che il ns interesse nei confronti di argomenti spesso trascurati dalle passate e dall’attuale Amministrazione è finalizzato solo e soltanto al miglioramento della nostra comunità e, a differenza di quanto da lui affermato, Antea non nasconde secondi fini ed utilizza lo stesso metro con tutti gli interlocutori, come dimostrano la recente discussione sull’Oasi di San Giuliano intercorsa con l’Amministrazione Provinciale, le critiche alla Regione riguardo le estrazioni petrolifere e quelle a Governo e Unione Europea riguardo la sperimentazione sugli animali.
Auguri e Buon 2013 a tutti
sabato 29 dicembre 2012
Il sindaco di Miglionico risponde ad Antea
Riportiamo qui sotto la risposta Sindaco di Miglionico all’articolo di Antea sul problema della morte di due gatti a Miglionico a causa di petardi.
L'attenzione riservata agli animali da parte del Comune di Miglionico, soprattutto in considerazione della pesante crisi che interessa tutte le famiglie è molto al di sopra delle sue reali possibilitá economiche. L'amministrazione di certo è sinceramente grata a tutti i cittadini che col loro impegno mostrano una grande attenzione al mondo animale ed ai diritti degli animali. Stessa attenzione e stesso riconoscimento caratterizzano l'agire non solo dell'amministrazione Comunale ma anche dell'ente e dei suoi dipendenti. Domenica scorsa alcuni bambini non identificati perchè non riconosciuti neppure dal denunciante su richiesta dei vigili, avrebbero esploso un petardo che avrebbe, a suo dire, ferito un animale. Chi si è lanciato in accuse contro i vigili e l'amministrazione ha trascurato di informare su una serie di particolari che vorremmo rendere noti. Il sindaco ed il vigile urbano hanno prontamente incaricato un veterinario di intervenire. Il dott. Salerno ha accertato che il gatto aveva febbre alta ed una serie di problemi ma nessuna ferita. Difatti alla morte del gatto è stata eseguita addirittura una autopsia come da protocollo e il referto fa riferimento a "....enterite necrotica ed emorragica broncopolmonite, etc....". Il gatto visitato domenica dal Dott. Salerno non è risultato ferito ma affetto da febbre, broncopolmonite ed enterite cronica. Tutti condanniamo l'insensibilitá e l'inciviltá seppure attribuita a ragazzini o bambini ed infatti è stata emanata una ordinanza sindacale che impedisce l'uso e la fabbricazione di petardi anche se nel caso specifico non vi è stato alcun riscontro di quanto denunciato. E’ chiaro comunque che sono avvenimenti che potrebbero essere accaduti o accadere, ed ogni cittadino deve dare il suo contributo di civiltà al fine di evitarli. Chi ama gli animali dovrebbe provvedere alla loro cura. Il Comune ha garantito comunque il suo pronto intervento ma si fa rilevare come il cittadino denunciante anzichè soccorrere il gatto ha trovato semplice demandare il compito al Comune. Questi interventi hanno avuto un costo per la comunitá non trascurabile e non vederseli neppure riconosciuti chiaramente ci rammarica e ci dispiace. Comprendiamo l'amore per gli animali che fortunatamente molti cittadini sensibilmente hanno ma lanciarsi in accuse senza conoscere quello che è accaduto non è giusto. C'è una ordinanza sindacale che impedisce fabbricazione e vendita di petardi che tutti i cittadini possono contribuire a far rispettare non solo le esigue forze di controllo del Comune. Questo comune ha finanziato adozioni di cani e le finanzia, ha pagato e contribuito addirittura ad un viaggio aereo finalizzato ad una adozione. Speriamo che ci siano altri enti che mostrano la stessa sensibilità, ma francamente non ci risulta. Monti annuncia che non ci sono soldi per la sanità e questo penalizza i cittadini, nonostante ciò il nostro impegno per gli animali cerchiamo ugualmente di non farlo mancare tenendo conto che sono tempi difficili per molte famiglie. Le persone di buona volontá ci aiutino invece di inveire utilizzando semplici e troppo facili mezzi di comunicazione. Si rileva nel frattempo troppa superficialitá nel modo in cui alcuni cittadini ed associazioni affrontano problemi di grande rilevanza come quello del maltrattamento di animali. C’è un atteggiamento che emerge per il quale ogni occasione, ogni avvenimento, diventa pretesto da parte di alcuni cittadini o associazioni, per redarguire l’amministrazione che mi onoro di guidare, senza neppure preoccuparsi della verifica delle notizie, cosa che però almeno ai giornali vorrei chiedere di fare. Ma il pensiero, che cani e gatti, e salute degli animali in queste continue uscite che vorrebbero far apparire Miglionico come il paese più incivile del mondo, centrino poco, naturalmente sorge spontaneo.
Miglionico 28/12/2012
Il Sindaco Angelo BUONO
L'attenzione riservata agli animali da parte del Comune di Miglionico, soprattutto in considerazione della pesante crisi che interessa tutte le famiglie è molto al di sopra delle sue reali possibilitá economiche. L'amministrazione di certo è sinceramente grata a tutti i cittadini che col loro impegno mostrano una grande attenzione al mondo animale ed ai diritti degli animali. Stessa attenzione e stesso riconoscimento caratterizzano l'agire non solo dell'amministrazione Comunale ma anche dell'ente e dei suoi dipendenti. Domenica scorsa alcuni bambini non identificati perchè non riconosciuti neppure dal denunciante su richiesta dei vigili, avrebbero esploso un petardo che avrebbe, a suo dire, ferito un animale. Chi si è lanciato in accuse contro i vigili e l'amministrazione ha trascurato di informare su una serie di particolari che vorremmo rendere noti. Il sindaco ed il vigile urbano hanno prontamente incaricato un veterinario di intervenire. Il dott. Salerno ha accertato che il gatto aveva febbre alta ed una serie di problemi ma nessuna ferita. Difatti alla morte del gatto è stata eseguita addirittura una autopsia come da protocollo e il referto fa riferimento a "....enterite necrotica ed emorragica broncopolmonite, etc....". Il gatto visitato domenica dal Dott. Salerno non è risultato ferito ma affetto da febbre, broncopolmonite ed enterite cronica. Tutti condanniamo l'insensibilitá e l'inciviltá seppure attribuita a ragazzini o bambini ed infatti è stata emanata una ordinanza sindacale che impedisce l'uso e la fabbricazione di petardi anche se nel caso specifico non vi è stato alcun riscontro di quanto denunciato. E’ chiaro comunque che sono avvenimenti che potrebbero essere accaduti o accadere, ed ogni cittadino deve dare il suo contributo di civiltà al fine di evitarli. Chi ama gli animali dovrebbe provvedere alla loro cura. Il Comune ha garantito comunque il suo pronto intervento ma si fa rilevare come il cittadino denunciante anzichè soccorrere il gatto ha trovato semplice demandare il compito al Comune. Questi interventi hanno avuto un costo per la comunitá non trascurabile e non vederseli neppure riconosciuti chiaramente ci rammarica e ci dispiace. Comprendiamo l'amore per gli animali che fortunatamente molti cittadini sensibilmente hanno ma lanciarsi in accuse senza conoscere quello che è accaduto non è giusto. C'è una ordinanza sindacale che impedisce fabbricazione e vendita di petardi che tutti i cittadini possono contribuire a far rispettare non solo le esigue forze di controllo del Comune. Questo comune ha finanziato adozioni di cani e le finanzia, ha pagato e contribuito addirittura ad un viaggio aereo finalizzato ad una adozione. Speriamo che ci siano altri enti che mostrano la stessa sensibilità, ma francamente non ci risulta. Monti annuncia che non ci sono soldi per la sanità e questo penalizza i cittadini, nonostante ciò il nostro impegno per gli animali cerchiamo ugualmente di non farlo mancare tenendo conto che sono tempi difficili per molte famiglie. Le persone di buona volontá ci aiutino invece di inveire utilizzando semplici e troppo facili mezzi di comunicazione. Si rileva nel frattempo troppa superficialitá nel modo in cui alcuni cittadini ed associazioni affrontano problemi di grande rilevanza come quello del maltrattamento di animali. C’è un atteggiamento che emerge per il quale ogni occasione, ogni avvenimento, diventa pretesto da parte di alcuni cittadini o associazioni, per redarguire l’amministrazione che mi onoro di guidare, senza neppure preoccuparsi della verifica delle notizie, cosa che però almeno ai giornali vorrei chiedere di fare. Ma il pensiero, che cani e gatti, e salute degli animali in queste continue uscite che vorrebbero far apparire Miglionico come il paese più incivile del mondo, centrino poco, naturalmente sorge spontaneo.
Miglionico 28/12/2012
Il Sindaco Angelo BUONO
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giovedì 27 dicembre 2012
lunedì 24 dicembre 2012
Petardi uccidono 2 gattini a Miglionico: ANTEA dice basta!
L’Associazione ANTEA (Associazione
Nazionale Tutela Ecosistema e Animali) denuncia un deplorevole gesto di
maltrattamento di animali avvenuto a Miglionico lo scorso il 23 dicembre.
Due cuccioli di gatto, appartenenti a una
piccola colonia felina amorevolmente accudita a proprie spese da un ragazzo
particolarmente sensibile sono stati barbaramente uccisi dallo scoppio di
pericolosi petardi lanciati contro di loro da alcuni bambini, evidentemente
educati al non rispetto della vita e poco inclini all’altruismo. I poveri gattini sono
morti dopo atroci sofferenze: uno di essi probabilmente è deceduto quasi subito a causa del colpo violento che gli ha dilaniato la testa, mentre l’altro
si è spento dopo 18 ore di agonia, nell’indifferenza di un Agente della Polizia
Municipale che era stato informato dell’accaduto.
“Non conosciamo le motivazioni – scrive ANTEA in un comunicato - che abbiano spinto chi di dovere
a non prestare soccorso al povero cucciolo agonizzante e a non indagare
sull’accaduto, nonostante, a quanto ci riferiscono, la presenza di testimoni
avrebbe facilmente portato all’individuazione dei colpevoli, ma riteniamo che
qualunque esse siano non abbiano maggiore importanza della vita di un animale,
sia esso un bambino o un gattino”.
ANTEA ritiene grave l’accaduto soprattutto
per la scarsa attenzione mostrata da chi dovrebbe rappresentare sempre la
Legge, anche quella Legge che tutela gli animali contro il
maltrattamento gratuito e senza alcun motivo. A tal proposito l’Associazione fa sapere che recentemente,
aveva con una nota chiesto al Sindaco di vietare con apposita ordinanza
l’utilizzo sul territorio di Miglionico di botti e petardi di qualunque genere,
pericolosi per uomini e animali. Molti comuni in Italia hanno adotattato tale provvedimento
e certamente molti altri si appresteranno a farlo. Se al posto dei gattini a
subire le conseguenze di questi pericolosi oggetti fossero stati dei bambini il
problema sarebbe stato più sentito? Ma non occorre arrivare a tanto affinchè,
dopo gli innumerevoli episodi tragici che ogni anno avvengono in Italia a causa
dei petardi (2 morti e 561 feriti anche gravi l’anno scorso), la via della
prevenzione sia finalmente accettata. Del resto le feste non solo non
cambierebbero nella loro vera sostanza ma verrebbero vissute davvero con pace e
serenità per uomini e animali.
Ma non è questo forse il messaggio del
Natale? Non è questo forse il senso e il significato degli auguri che in questi
giorni tutti si scambiano? Buon Natale a tutti, allora, e soprattutto a chi
ancora perpetua nel cuore e nella mente l’odio insensato per la vita e gli
animali. La speranza è che presto tutti i genitori imparino a educare meglio i
propri figli e se stessi al rispetto verso tutte le forme di vita, senza
distinzione alcuna. I botti di Natale e Capodanno non portano la Pace, sono
solo espressione di atavici luoghi comuni che oggi non hanno motivo di
esistere. Sindaci, aboliteli
presto e definitivamente, fate un bel regalo alla vostra Comunità!
Matteo Visceglia
Matteo Visceglia
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Controlli antibracconaggio dei Carabinieri a Valsinni
I Carabinieri del dipendente Comando Stazione di
Colobraro (MT), dopo aver effettuato alcuni servizi di osservazione e
controllo al fine di monitorare il corretto svolgimento dell’attività
venatoria, a tutela degli stessi cacciatori e del patrimonio faunistico
della propria giurisdizione, hanno denunciato in stato di libertà V. v.
f. (classe 1988) e D.A. d. (classe 1989) per concorso in porto abusivo
di arma da fuoco e detenzione abusiva di munizioni.
I fatti sono stati accertati la notte del 19.12.2012, a seguito di un servizio di controllo del territorio svolto dai militari in località Monte Coppolo (Valsinni, ndr), nei pressi del parco dei Cresciuni, mirato all’accertamento di attività di bracconaggio. Infatti, alle ore 22.35 circa, gli operanti hanno proceduto all’identificazione di due soggetti che si muovevano nella citata area a bordo di un veicolo. In particolare, i militari, insospettiti dalle circostanze di tempo e di luogo, nonché dall’abbigliamento di uno dei due uomini, che indossava il classico abbigliamento policromo, procedevano a perquisizione personale e veicolare. Nel corso delle operazioni, si rinvenivano nel portabagagli del veicolo una carabina marca REMINGTON cal. 30.06 di proprietà di D.A. d. (classe 1989), nonché 26 (ventisei) cartucce non denunciate di cui 16 (sedici) già inserite in tre serbatoi che i Carabinieri individuavano all’interno di un borsello in stoffa policroma, opportunamente occultato sotto la ruota di scorta. Pertanto, in conseguenza di quanto rinvenuto, considerato che il fucile era trasportato in condizioni di tempo e di luogo incompatibili con l’uso della caccia (in auto e in orario notturno), per la quale D.A. d. (classe 1989) ha esclusivamente la licenza di porto di fucile, gli operanti effettuavano il sequestro della citata arma da fuoco e delle relative munizioni detenute abusivamente, deferendo in stato di libertà i due soggetti.
L’operazione che si concludeva alle successive ore 02.00 del 20.12.2012, rientra nella pianificazione delle attività di controllo del territorio che la Compagnia di Policoro ha intensificato per prevenire e reprimere con maggiore efficacia, in pieno coordinamento con le altre Forze di Polizia, i delitti in materia ambientale, a tutela del territorio.
I fatti sono stati accertati la notte del 19.12.2012, a seguito di un servizio di controllo del territorio svolto dai militari in località Monte Coppolo (Valsinni, ndr), nei pressi del parco dei Cresciuni, mirato all’accertamento di attività di bracconaggio. Infatti, alle ore 22.35 circa, gli operanti hanno proceduto all’identificazione di due soggetti che si muovevano nella citata area a bordo di un veicolo. In particolare, i militari, insospettiti dalle circostanze di tempo e di luogo, nonché dall’abbigliamento di uno dei due uomini, che indossava il classico abbigliamento policromo, procedevano a perquisizione personale e veicolare. Nel corso delle operazioni, si rinvenivano nel portabagagli del veicolo una carabina marca REMINGTON cal. 30.06 di proprietà di D.A. d. (classe 1989), nonché 26 (ventisei) cartucce non denunciate di cui 16 (sedici) già inserite in tre serbatoi che i Carabinieri individuavano all’interno di un borsello in stoffa policroma, opportunamente occultato sotto la ruota di scorta. Pertanto, in conseguenza di quanto rinvenuto, considerato che il fucile era trasportato in condizioni di tempo e di luogo incompatibili con l’uso della caccia (in auto e in orario notturno), per la quale D.A. d. (classe 1989) ha esclusivamente la licenza di porto di fucile, gli operanti effettuavano il sequestro della citata arma da fuoco e delle relative munizioni detenute abusivamente, deferendo in stato di libertà i due soggetti.
L’operazione che si concludeva alle successive ore 02.00 del 20.12.2012, rientra nella pianificazione delle attività di controllo del territorio che la Compagnia di Policoro ha intensificato per prevenire e reprimere con maggiore efficacia, in pieno coordinamento con le altre Forze di Polizia, i delitti in materia ambientale, a tutela del territorio.
sabato 22 dicembre 2012
Cicogna nera... natalizia!
22 dicembre 2012 - Lungo il fiume Basento nel Parco Regionale di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane, una Cicogna nera adulta sostava sulle rive sassose in compagnia di aironi bianchi maggiori, aironi cenerini, cormorani, germani. Inoltre facevano da cornice una poiana, diversi nibbi reali, un corvo imperiale.
La Cicogna nera, presente anche in periodo primaverile ed estivo, sembra anche quest'anno intenzionata a svernare in questo sito, probabilmente l'unico a livello regionale. L'attività di monitoraggio della specie, promossa dall'Ente Parco di Gallipoli Cognato, proseguirà anche nei prossimi mesi per accertarne lo status anche al di fuori del periodo riproduttivo e migratorio.
La Cicogna nera, presente anche in periodo primaverile ed estivo, sembra anche quest'anno intenzionata a svernare in questo sito, probabilmente l'unico a livello regionale. L'attività di monitoraggio della specie, promossa dall'Ente Parco di Gallipoli Cognato, proseguirà anche nei prossimi mesi per accertarne lo status anche al di fuori del periodo riproduttivo e migratorio.
venerdì 21 dicembre 2012
mercoledì 19 dicembre 2012
Replica di Antea alla Provincia di Matera sulla questione dell'Oasi di San Giuliano
Botta e risposta tra Provincia di Matera e Associazione Antea in merito alla questione dell'Oasi di San Giuliano. Nuovo comunicato diffuso da Antea oggi 19 dicembre 2012 che riportiamo integralmente.
La delegazione provinciale Antea Onlus Miglionico, prende atto dell’interesse mostrato dalla Provincia di Matera, purtroppo solo a mezzo stampa e non a livello pratico, nei confronti della, ripetiamo, disastrosa situazione in cui versa l’Oasi di San Giuliano , come la maggior parte dei cittadini e delle associazioni amano definirla ( definizione che tra l’altro non cambia la sostanza dei fatti).
Veniamo adesso all’analisi dei punti saggiamente
elencati nell’articolo del 18/12/2012 da qualcuno che mostra di conoscere
l’Oasi soltanto a livello tecnico e burocratico dimostrando, invece, di non viverla quotidianamente .
“Faunisticamente parlando, si parla di
bracconaggio, un problema che investe, purtroppo, la stragrande maggioranza
delle aree protette”, che non costituisce , per noi di Antea , una
giustificazione valida affinchè gli organi preposti alla vigilanza non vengano
chiamati in causa, scaricando le proprie responsabilità.
L’unica realtà alla quale la Provincia ha fatto
riferimento nel suo articolo e che effettivamente svolge un ruolo di
fondamentale importanza per l’Oasi è rappresentata dal CRAS (centro recupero
animali selvatici) , che ospita diverse specie di rapaci ed altri animali, i
quali, dopo essere stati sottoposti a cure ed analisi approfondite, vengono
reintrodotti in natura. Anche in questo caso, però, noi di Antea
riteniamo che enti ed istituzioni debbano maggiormente sostenere il progetto,
soprattutto dal punto di vista logistico.
Chiudiamo con la consapevolezza che una grande
parte delle responsabilità riguardo ai problemi dell’Oasi sia da addebitare
all’inciviltà e all’incoscienza di molti cittadini che non rispettano le leggi
e che non capiscono l’importanza che un’area protetta come San Giuliano
potrebbe avere per il nostro territorio , ma siamo altrettanto convinti che uno
dei compiti delle istituzioni sia anche quello di educare i propri cittadini,
affinchè prendano coscienza del reale valore paesaggistico ed economico di quei
luoghi.
La delegazione provinciale Antea Onlus Miglionico, prende atto dell’interesse mostrato dalla Provincia di Matera, purtroppo solo a mezzo stampa e non a livello pratico, nei confronti della, ripetiamo, disastrosa situazione in cui versa l’Oasi di San Giuliano , come la maggior parte dei cittadini e delle associazioni amano definirla ( definizione che tra l’altro non cambia la sostanza dei fatti).
Ci rammarichiamo per l’inutile, a tratti
ridicolo, tentativo da parte dell’ente di voler fornire un’immagine dell’Oasi
che non rappresenta in nessun modo la realtà dei fatti , come facilmente
riscontrato da tutti quei cittadini che ormai quotidianamente ci segnalano
situazioni di degrado e di mancato rispetto di norme e regolamenti e come da
noi stessi constatato tramite attente verifiche e abbiamo l’impressione che si
tratti di un vano tentativo di arrampicata sugli specchi che non fa onore a chi
dovrebbe garantire l’integrità e la salvaguardia di un’area di straordinaria
bellezza ed importanza per il nostro territorio.
Dal punto di vista vegetazionale , “la provincia
ogni anno effettua, nei limiti delle proprie competenze, degli interventi di
miglioramento e rinaturalizzazione del soprassuolo” , peccato però che
l’attività di disboscamento abusivo risulta essere altrettanto evidente ed
incontrastata , ormai da diversi anni, ed invece di cercare in qualche modo di
porre rimedio al fenomeno c’è qualcuno che si affanna nel trovare
giustificazioni.
A livello pedologico/agricolo, come risulta
dalla testimonianza di diversi cittadini, i territori agricoli rientranti nel
perimetro dell’area protetta e lungo i confini della stessa, sono stati nel
corso degli anni e ancor più nei mesi scorsi, oggetto di trattamenti e
disinfestazioni tramite sostanze chimiche irrorate sia tramite mezzi di terra
che tramite elicotteri, violando il regolamento dell’oasi sia riguardo
l’utilizzo delle sostanze sopracitate sia riguardo il divieto di sorvolo
dell’area.
Riguardo l’abbattimento controllato dei
cinghiali invece, il fatto che si tratti di un intervento approvato dalla
Regione Basilicata e dall’ISPRA
non esula dal riflettere che si tratti di una pratica fortemente in
contrasto con quelle che sono le finalità e le prerogative di un’area protetta
come San Giuliano, senza voler soffermarsi ,poi, sull’inutilità di tale
intervento allo scopo di proteggere , come l’ente spesso afferma, pochissimi
terreni “seminativi o a riposo colturale” presenti nella zona.
Riguardo la situazione rifiuti, noi di Antea
siamo coscienti del fatto che la Provincia non abbia competenza in tale materia
e proprio per questa ragione abbiamo più volte sollecitato l’intervento dei
comuni interessati e preso parte alle iniziative di pulizia organizzate nei
mesi scorsi da associazioni e liberi cittadini.
Per quanto concerne la situazione generale
dell’Oasi, invece, basta farsi un giro a San Giuliano per notare subito
l’incuria sia dal punto di vista ecologico che della fruizione in genere, soprattutto
se tali interventi vengono attuati senza nessun criterio e spesso senza tener
conto del regolamento dell’Oasi, come per esempio si evince dalla realizzazione
di un’area picnic nella “Zona A”
della riserva (zona umida destinata alla riproduzione) , che dovrebbe
essere off limits per turisti e pescatori , riguardo la quale , ormai da
diversi mesi, noi di Antea abbiamo chiesto spiegazioni senza ottenere, tra
l’altro, alcuna risposta.
Un discorso a parte merita il centro visite che,
pur essendo stato dato in gestione tramite regolare gara, ormai da mesi versa
in stato di totale abbandono ( cartellonistica divelta, struttura lesionata
dalla caduta di un albero, area picnic in totale degrado, chiusura sistematica
della struttura, ecc), ma a quanto pare, vista la mancanza di accenni a tale
situazione nell’articolo pubblicato dall’ente , sembra evidente l’assenza di
qualsiasi forma di vigilanza e di
controllo e questo già rappresenta una enorme responsabilità.
Per quanto concerne le trivellazioni alle quali
facevamo riferimento nel nostro articolo del 13/12/2012 ed in altri precedenti
articoli, nessuno di noi ha mai affermato che siano state autorizzate tali
pratiche all’interno del perimetro dell’Oasi ma a pochissimi chilometri dallo
stesso, il che costituisce ugualmente un grave pregiudizio per il territorio di
San Giuliano e per la conservazione
della sua integrità. A tal proposito auspichiamo che la Provincia e i
comuni dell’aera prendano posizione in maniera decisa contro il suddetto
permesso di ricerca idrocarburi accordato alla società Delta Energy, in una
zona di rilevante interesse ambientale, faunistico ed idrogeologico.
In conclusione, è doveroso da parte nostra
chiedere, innanzitutto ai cittadini, di abbandonare tutti i comportamenti e le
abitudini dannose per l’ambiente nonché contrarie alle leggi e ai regolamenti e
alla Provincia di Matera di mettere da parte gli atteggiamenti vittimistici
volti a scaricare le proprie responsabilità sui cittadini e su altri enti, spendendo
tutte le proprie energie ,soprattutto quelle mentali, nella risoluzione dei
numerosi problemi che attanagliano l’OASI.
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Video Aquila che preda bimbo: FALSO!
E' STATO DIFFUSO SU INTERNET UN VIDEO SU UN RAPIMENTO DI UN BIMBO DA PARTE DI UN'AQUILA: QUESTO VIDEO E' MOLTO DELETERIO PER LE CONSEGUENZE SULLA PROTEZIONE DEI RAPACI. MA SI TRATTA DI UN FALSO! COME CRAS CI SENTIAMO IN DOVERE DI CONTRASTARE QUESTE MANOVRE DIMOSTRANDOLO CON ESEMPI CONCRETI.
INFATTI NEL RIQUADRO IN ALTO SI L'OMBRA DELLA PERSONA E DEL PANNELLO BIANCO (INDICATI DALLA FRECCIA ROSSA) UN ATTIMO PRIMA CHE L'AQUILA ARRIVI AL BIMBO. POI SI NOTI L'OMBRA DELLA MADRE E DELLA STESSA AQUILA NEL RIQUADRO IN BASSO ! E' EVIDENTE CHE PUR ESSENDO APPARENTEMENTE REALISTICO QUESTO VIDEO E' UN FALSO COSTRUITO AD HOC PER GETTARE FANGO SULLA PROTEZIONE DELLE AQUILE.
martedì 18 dicembre 2012
La Provincia di Matera chiarisce la sua posizione riguardo alla Riserva di San Giuliano
La Provincia di Matera ha diffuso oggi il seguente comunicato stampa in merito alla situazione della Riserva Naturale Regionale di San Giuliano, gestita dallo stesso ente. Il comunicato fa riferimento ad un recente nota di Antea che denunciava situazioni di degrado dell'area.
Al centro della strumentalizzazione “le disastrose condizioni
in cui versa l’Oasi”. Premesso come il termine Oasi non abbia alcuna
valenza tecnico giuridica nell’ambito della terminologia relativa alle
aree protette, sarebbe utile capire quali sarebbero le condizioni a cui
gli articoli fanno riferimento. Stiamo parlando del livello
vegetazionale? Di quello idrologico, di quello pedologico o faunistico? O
ancora dell’abbandono dei rifiuti?
Ma andiamo con ordine. A livello vegetazionale la Provincia ogni anno effettua, nei limiti delle proprie competenze, degli interventi di miglioramento e rinaturalizzazione del soprassuolo (si ricorda che la copertura forestale presente è di origine artificiale).
A livello pedologico le aree naturali o naturaliformi non sono oggetto di attività agricole. Le aree agricole rientranti nel perimetro sono infatti rappresentate prevalentemente da seminativi o da aree a riposo colturale quindi non ci spieghiamo questa grande mole di prodotti chimici impiegati.
Faunisticamente parlando si parla di bracconaggio, un problema che investe, purtroppo, la stragrande maggioranza delle aree protette, compresa quella di S. Giuliano. Piaga che nulla ha a che vedere, naturalmente, con l’abbattimento controllato dei cinghiali che invece è un intervento approvato dall’ISPRA e dalla Regione Basilicata.
Riguardo alla pulizia dell’area giova ricordare come ai sensi della L.R. istitutiva della Riserva n.39/2000 i Comuni interessati “…curano l’asportazione dei rifiuti, ai sensi dell’art.17 del Decreto Legislativo 22/97, e concorrono nella sorveglianza con i propri agenti di polizia urbana, lungo le strade ed in ogni altro luogo pubblico all’interno della riserva, secondo il dettato delle vigenti disposizioni di legge in materia”.
Riguardo al generale stato di incuria segnalato, a parte la possibile presenza di rifiuti (la cui rimozione come precedentemente accennato è a carico dei Comuni interessati), è da addebitare alle risultanze di un comportamento poco civile di alcuni cittadini. Certamente lo stato ecologico generale della Riserva non è in abbandono dal momento che la Provincia, per quanto di propria competenza, ogni anno, come anche per quello in corso, interviene nell’ambito della riserva con azioni di miglioramento forestale e si attiva per il reperimento di fondi per implementare le attività di fruizione e tutela.
In questi anni la Riserva è stata valorizzata dalla Provincia attraverso numerosi progetti: la realizzazione stessa del centro visite, il progetto europeo Life Rapaci che ha consentito la realizzazione di uno dei centri di recupero dell’avifauna strutturalmente più completi a livello regionale, senza contare altri interventi di minore entità (cartellonistica didattica, ecc.).
Il centro visite della Riserva, infine, è stato dato in gestione ad una associazione naturalistica a seguito di regolare gara e l’area della Riserva non è interessata da alcuna “trivellazione”.
Il tutto in un quadro di totale assenza di trasferimenti di fondi da parte della Regione che ha completamente delegato la gestione dell’area protetta.
La critica è sempre ben accetta se costruttiva, ben argomentata e rispettosa. Altrimenti si entra, appunto, nel campo gratuità.
In recenti, reiterati, articoli di stampa riguardante l’Oasi
di S. Giuliano, sono state riportate una serie di inesattezze e non
verità. Notizie distorte che hanno ingenerato una disinformazione
dannosa per la reputazione dell’Ente e lesiva nei confronti del diritto
alla informazione dei cittadini.
Ma andiamo con ordine. A livello vegetazionale la Provincia ogni anno effettua, nei limiti delle proprie competenze, degli interventi di miglioramento e rinaturalizzazione del soprassuolo (si ricorda che la copertura forestale presente è di origine artificiale).
A livello pedologico le aree naturali o naturaliformi non sono oggetto di attività agricole. Le aree agricole rientranti nel perimetro sono infatti rappresentate prevalentemente da seminativi o da aree a riposo colturale quindi non ci spieghiamo questa grande mole di prodotti chimici impiegati.
Faunisticamente parlando si parla di bracconaggio, un problema che investe, purtroppo, la stragrande maggioranza delle aree protette, compresa quella di S. Giuliano. Piaga che nulla ha a che vedere, naturalmente, con l’abbattimento controllato dei cinghiali che invece è un intervento approvato dall’ISPRA e dalla Regione Basilicata.
Riguardo alla pulizia dell’area giova ricordare come ai sensi della L.R. istitutiva della Riserva n.39/2000 i Comuni interessati “…curano l’asportazione dei rifiuti, ai sensi dell’art.17 del Decreto Legislativo 22/97, e concorrono nella sorveglianza con i propri agenti di polizia urbana, lungo le strade ed in ogni altro luogo pubblico all’interno della riserva, secondo il dettato delle vigenti disposizioni di legge in materia”.
Riguardo al generale stato di incuria segnalato, a parte la possibile presenza di rifiuti (la cui rimozione come precedentemente accennato è a carico dei Comuni interessati), è da addebitare alle risultanze di un comportamento poco civile di alcuni cittadini. Certamente lo stato ecologico generale della Riserva non è in abbandono dal momento che la Provincia, per quanto di propria competenza, ogni anno, come anche per quello in corso, interviene nell’ambito della riserva con azioni di miglioramento forestale e si attiva per il reperimento di fondi per implementare le attività di fruizione e tutela.
In questi anni la Riserva è stata valorizzata dalla Provincia attraverso numerosi progetti: la realizzazione stessa del centro visite, il progetto europeo Life Rapaci che ha consentito la realizzazione di uno dei centri di recupero dell’avifauna strutturalmente più completi a livello regionale, senza contare altri interventi di minore entità (cartellonistica didattica, ecc.).
Il centro visite della Riserva, infine, è stato dato in gestione ad una associazione naturalistica a seguito di regolare gara e l’area della Riserva non è interessata da alcuna “trivellazione”.
Il tutto in un quadro di totale assenza di trasferimenti di fondi da parte della Regione che ha completamente delegato la gestione dell’area protetta.
La critica è sempre ben accetta se costruttiva, ben argomentata e rispettosa. Altrimenti si entra, appunto, nel campo gratuità.
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lunedì 17 dicembre 2012
Rassegna stampa CRAS: La Nuova del Sud 13 dicembre 2012
giovedì 13 dicembre 2012
OBBLIGO SOCCORSO STRADALE DEGLI ANIMALI, PUBBLICATO IL DECRETO ATTUATIVO
|
Da oggi 13 dicembre 2012 si è rafforzato il cambiamento del
Codice della Strada che ha fissato dall’estate 2010 l’obbligo di fermarsi in
caso di incidente con un animale, l’equiparazione dello stato di necessità di
trasporto di un animale ferito come per una persona, l’utilizzo di sirena e
lampeggiante per ambulanze veterinarie e mezzi di vigilanza zoofila. E’ stato
infatti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.289 il Decreto attuativo del
Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.
“La norma ha preso atto del cambiamento del sentire comune
sul dovere di prestare soccorso anche agli animali e le sanzioni irrogate fino
ad oggi per le violazioni sono state un esempio positivo per automobilisti e
Polizie locali - hanno detto Gianluca Felicetti, presidente LAV e Carla Rocchi,
presidente nazionale dell’ENPA - nel Decreto siamo riusciti a far inserire il
pieno riconoscimento del privato cittadino che porta per dovere civico un
animale incidentato in un ambulatorio veterinario, la necessità di intervento
anche ai fini della tutela dell’incolumità pubblica e il pieno riconoscimento
dell’attività delle Guardie zoofile. Ora le Regioni e i Comuni devono
rafforzare i propri compiti di intervento già previsti da altre normative“.
Il Decreto ministeriale fissa, fra l’altro, le
caratteristiche delle autoambulanze veterinarie le cui attrezzature specifiche
saranno individuate dal Ministero della Salute, la certificazione anche
successiva dello stato di necessità di intervento sull’animale da parte di un
veterinario e gli stati patologici che fanno scattare questo riconoscimento
cioè trauma grave, ferite aperte, emorragie, alterazioni e convulsioni.
Il Decreto Ministeriale 9 ottobre 2012 n.217 Regolamento di
attuazione dell'articolo 177, comma 1, del decreto legislativo 30 aprile 1992,
n. 285, come modificato dall'articolo 31, comma 1, della legge 29 luglio 2010,
n. 120, in materia di trasporto e soccorso di animali in stato di necessità,
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.289 del 12.12.2012, è consultabile qui
http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&datagu=2012-12-12&task=dettaglio&numgu=289&redaz=012G0238&tmstp=1355396450138
Entra in vigore il 27 dicembre 2012
|
Associazione ANTEA denuncia lo stato della Riserva di San Giuliano
L'Associazione ANTEA (Associazione Nazionale Tutela Ecosistemi e Animali) Delegazione di Miglionico ha diffuso un comunicato stampa in merito ai problemi dell'Oasi di San Giuliano che riportiamo integralmente qui di seguito.
"Ancora una volta torniamo a parlare dell’Oasi di San Giuliano non per denunciare una situazione in particolare ma per invogliare cittadini ed istituzioni ad una seria riflessione.
"Ancora una volta torniamo a parlare dell’Oasi di San Giuliano non per denunciare una situazione in particolare ma per invogliare cittadini ed istituzioni ad una seria riflessione.
La storia della Riserva Regionale di San Giuliano è legata alla nascita dell’omonimo invaso artificiale creato per scopi irrigui dallo sbarramento del fiume Bradano tra il 1950 e il 1957. La presenza del lago, da subito, attirò numerose specie di uccelli acquatici, rendendo quindi necessarie iniziative volte alla tutela dell’area.
Nel 1976, infatti, il lago diventò Oasi di Protezione della Fauna sulla quale fu poi apposto il vincolo paesaggistico e la Regione Basilicata, al fine di rafforzare le azioni di tutela, istituì nel 2000 una Riserva Naturale Orientata affidandola in gestione alla Provincia di Matera .
Successivamente, il Ministero dell’Ambiente dichiarò San Giuliano Area SIC (Sito di Interesse Comunitario) ed Area ZPS ( Zona di Protezione Speciale) inserendola, con Decreto Ministeriale del maggio 2003, nell’elenco delle zone umide italiane previste dalla Convenzione Ramsar per la Conservazione delle Aree di Interesse Internazionale per la Fauna Acquatica.
Attualmente, viste le disastrose condizioni in cui versa l’Oasi e come più volte denunciato nei mesi scorsi, sorge spontaneo chiedersi come le istituzioni preposte, abbiano potuto permettere tutto questo.
Ovunque si guardi c’è qualcosa che non va : continue violazioni di leggi e regolamenti, rifiuti di ogni genere abbandonati ovunque, alcuni dei quali (ingombranti e pericolosi) finiscono in acqua, utilizzo indisturbato di sostanze chimiche per trattare i campi agricoli rientranti nella zona protetta, concessione di autorizzazioni alle trivellazioni per la ricerca di idrocarburi a pochi km dal lago, cacciatori liberi di sparare ai margini dell’Oasi e, con l’ alibi dell’abbattimento controllato dei cinghiali, spesso anche all’interno della Riserva, pesca illegale con reti e nel mancato rispetto dei regolamenti.
Se a tutto questo si aggiunge poi l’intenzione, spesso paventata da parte delle Istituzioni, di permettere la navigazione all’ interno del lago, come fortemente auspicato da certe associazioni, e la disastrosa situazione in cui versa l’ormai abbandonato Centro Visite, ci piacerebbe capire che senso abbia continuare a chiamarla Oasi se in realtà non lo è mai stata e, probabilmente, mai lo sarà.
La premessa, riguardante la storia di San Giuliano, che abbiamo appositamente pensato di inserire in questo articolo, ha come unico scopo quello di fare notare a tutti voi che, nelle condizioni attuali, siamo di fronte ad un luogo nato come Oasi ma diventato, nel corso degli anni, solo lo strumento grazie al quale ricevere fondi ed aiuti economici, strappando dalle mani dei cittadini una enorme ricchezza (non economica), un luogo anche di affezione e di pace, nonché casa di tantissimi animali selvatici anche se di loro, si sa, importa a pochi.
Resteremo sempre in ansia ad aspettare che qualcuno rifletta e capisca che bisogna cambiare rotta e ad attendere un’ indignazione generale dei cittadini affinché lottino per riprendersi ciò che gli appartiene".
Miglionico, 13 dicembre 2012
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