martedì 2 aprile 2013
Natura 2000: convegno ad Aliano 4-5-6 aprile 2013
lunedì 1 aprile 2013
Recuperato gufo nelle campagne di Montescaglioso
Un Gufo comune (Asio otus) è stato recuperato sabato scorso nelle campagne di Montescaglioso nella valle del Bradano nei pressi della località Cozzo Presepe. Era tra l'erba ai margini di un tendone da uva e si era ferito molto probabilmente urtando violentemente contro uno dei numerosi tiranti utilizzati per sostenere la struttura del tendone stesso. Grazie alla sensibilità dello stesso proprietario del terreno è stato allertato il CRAS che ha poi provveduto al recupero dell'esemplare in loco. Ad un primo esame si è evidenziata una grave frattura a livello dell'avambraccio sinistro con torsione dell'ala.
A causa della difficile situazione il gufo è stato affidato nella stessa giornata al Dipartimento di Medicina Veterinaria dell'Università di Bari ove sarà curato nella speranza che possa riprendere la funzionalità dell'arto.
A causa della difficile situazione il gufo è stato affidato nella stessa giornata al Dipartimento di Medicina Veterinaria dell'Università di Bari ove sarà curato nella speranza che possa riprendere la funzionalità dell'arto.
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| Il Gufo poco dopo il suo recupero |
sabato 30 marzo 2013
Webcam in un nido di Falco grillaio in provincia di Matera
Streaming Live by UstreamWebcam in un nido di Falco grillaio in Basilicata (Italia). Il nido è uno dei 400 che sono stati collocati su edifici grazie al progetto LIFE Natura "Rapaci Lucani", promosso dalla Provincia di Matera tra il 2006 e il 2009. La webcam dal 2015 è gestita dal CERM (Centro Rapaci Minacciati) con il supporto della Regione Basilicata, del Parco Regionale della Murgia Materana e con la collaborazione del CRAS Provinciale di Matera (Centro Recupero Animali selvatici).
venerdì 22 marzo 2013
Rifiuti abbandonati sulle strade: la denuncia di ANTEA Miglionico
La Delegazione Provinciale ANTEA Onlus Miglionico torna
ancora una volta ad occuparsi del problema dell’abbandono indiscriminato ed
indisturbato di rifiuti sul territorio della nostra Regione, denunciando una
gravissima situazione riguardante la S.S. 407 Basentana ed in particolare le
piazzole di sosta che si incontrano percorrendo la stessa nel tratto compreso
tra Calciano e Potenza, ma che riguarda in modo analogo molte altre strade
provinciali e statali lucane.
Come dimostrato dalle foto allegate, lungo i margini della
carreggiata, con una concentrazione maggiore nei pressi delle piazzole di
sosta, risultano accatastate quantità enormi di rifiuti di ogni genere, anche
pericolosi, che grazie all’inciviltà di molti automobilisti e camionisti ed
all’incuria degli Enti che dovrebbero occuparsi della manutenzione e pulizia di
quella strada spesso finiscono nel
fiume Basento con grave pregiudizio per la salute ed il benessere di tutti i
cittadini lucani.
Come già accennato, la situazione non sembra essere tanto
migliore su molte altre strade della Regione e quindi sorge spontaneo chiedersi
come può la Basilicata aspirare ad essere una terra votata al turismo se la
prima cosa che i visitatori ammirano, appena mettono piede sul ns territorio, è
uno spettacolo del genere?
Per evitare che il problema possa peggiorare ulteriormente
ANTEA Onlus Miglionico auspica che le autorità competenti vogliano provvedere
alla rimozione dei rifiuti presenti nelle zone sopra indicate, munendo ogni
piazzola di bidoni idonei alla raccolta degli stessi, intensificando le
attività di vigilanza e controllo lungo le strade ed avviando una campagna
finalizzata alla pulizia di tutte le altre zone interessate da analoghi
problemi.
ANTEA, nei prossimi mesi, organizzerà, in concerto con gli
Enti interessati, delle giornate di pulizia e riqualificazione di alcune aree
afflitte da problemi simili a quelli sopra elencati e si impegna ad avviare una
attenta campagna di monitoraggio lungo le strade regionali e ad interessare,
volta per volta, le istituzioni e le autorità giudiziarie qualora ci si
trovasse di fronte a vere e proprie discariche abusive.
Restiamo a disposizione di tutti i cittadini per
eventuali segnalazioni e di Enti ed autorità per ogni chiarimento in merito.domenica 17 marzo 2013
Montescaglioso: bracconaggio in centro abitato!
Domenica scorsa 10 marzo due taccole che volavano insieme al proprio stormo nel centro abitato di Montescaglioso sono improvvisamente precipitate al suolo. Strano comportamento per chi ha potuto assistere dal proprio balcone a questa anomala scena! Non si capiva cosa fosse accaduto...! Poco dopo sono state recuperate dagli stessi testimoni della scena: per una non c'era nulla da fare perchè già morta, mentre l'altra era ancora viva ma con una vistosa ferita all'ala destra. I due esemplari sono stati consegnati al CRAS Centro Recupero Animali Selvatici anche per cercare di interpretare quello strano fenomeno che aveva visto due animali precipitare improvvisamente per decine di metri fino alla strada cittadina.
L'esemplare vivo è stato affidato al Dipartimento di Medicina Veterinaria dell'Università di Bari per valutare il tipo di trauma e la eventuale possibilità di recupero. A seguito dell'esame e della radiografia effettuata è risultata una frattura scomposta con avambraccio frantumato e non recuperabile. Ma la cosa più sconcertante è che il trauma è stato provocato da un proiettile sparato presumibilmente da un' arma la cui tipologia non è nota. Insomma a Montescaglioso c'è qualcuno che anche di domenica e in ora di punta (mezzogiorno) si diverte a impallinare animali in volo in pieno centro abitato dove, tra l'altro, oltre alle taccole è presente una delle più importanti colonie di falchi grillai (Falco naumanni) della regione. Occorre anche precisare, per chi magari stesse pensando ad una sorta di legittimazione di questa azione nei confronti di una specie forse poco amata, che la taccola (Corvus monedula) a differenza della cornacchia e della gazza è specie protetta dalle leggi nazionali. Ma, a parte ciò, è assolutamente inaccettabile una simile azione così illegale e pericolosa anche per la pubblica incolumità. Siamo o non siamo in un paese civile?
L'esemplare vivo è stato affidato al Dipartimento di Medicina Veterinaria dell'Università di Bari per valutare il tipo di trauma e la eventuale possibilità di recupero. A seguito dell'esame e della radiografia effettuata è risultata una frattura scomposta con avambraccio frantumato e non recuperabile. Ma la cosa più sconcertante è che il trauma è stato provocato da un proiettile sparato presumibilmente da un' arma la cui tipologia non è nota. Insomma a Montescaglioso c'è qualcuno che anche di domenica e in ora di punta (mezzogiorno) si diverte a impallinare animali in volo in pieno centro abitato dove, tra l'altro, oltre alle taccole è presente una delle più importanti colonie di falchi grillai (Falco naumanni) della regione. Occorre anche precisare, per chi magari stesse pensando ad una sorta di legittimazione di questa azione nei confronti di una specie forse poco amata, che la taccola (Corvus monedula) a differenza della cornacchia e della gazza è specie protetta dalle leggi nazionali. Ma, a parte ciò, è assolutamente inaccettabile una simile azione così illegale e pericolosa anche per la pubblica incolumità. Siamo o non siamo in un paese civile?
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| La taccola appena dopo il recupero:si noti l'ala destra |
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| La freccia indica la posizione del proiettile e poco in basso le ossa frantumate |
martedì 12 marzo 2013
Passaggio di Gru europee sopra Montescaglioso
Oggi 12 marzo intorno alle 18,10 uno stormo di circa 80 GRU sorvolava Montescaglioso ed andava dritto a nord. A pochi minuti avrebbe attraversato il Parco della Murgia materana. Purtroppo la scarsità della luce ha impedito di scattare qualche foto.
Nel mese di marzo questi eventi sono molto comuni nel sud Italia, dove si registrano passaggi di migliaia di gru che dall'emisfero sud si dirigono a nord e nord-est del continente europeo ed asiatico per riprodursi. Lo spettacolo della migrazione è fantastico, vedere uno stormo in formazione a V è decisamente suggestivo ed impagabile!
Qui sotto una cartina che mette in evidenza le aree di svernamento (in blu) e le aree di estivazione e riproduzione (giallo) che serva a capire l'enorme sforzo che compiono le gru per riprodursi. L'Italia, come si può notare, è fondamentalmente una zona di passaggio anche se alcuni individui possono fermarsi a svernare.
Nel mese di marzo questi eventi sono molto comuni nel sud Italia, dove si registrano passaggi di migliaia di gru che dall'emisfero sud si dirigono a nord e nord-est del continente europeo ed asiatico per riprodursi. Lo spettacolo della migrazione è fantastico, vedere uno stormo in formazione a V è decisamente suggestivo ed impagabile!
| Foto: Père Igor |
Qui sotto una cartina che mette in evidenza le aree di svernamento (in blu) e le aree di estivazione e riproduzione (giallo) che serva a capire l'enorme sforzo che compiono le gru per riprodursi. L'Italia, come si può notare, è fondamentalmente una zona di passaggio anche se alcuni individui possono fermarsi a svernare.
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| Fonte: http://commons.wikimedia.org/wiki/Image:Verbreitungskarte_des_Kranichs.png?uselang=it |
Torrente Gravina, agonia senza fine
Dalla Gazzetta del Mezzogiorno un articolo di Pasquale Doria che ricorda lo stato di inquinamento del torrente Gravina. Per chi lo avesse dimenticato...
L'articolo completo sul giornale cartaceo del 12 marzo 2013.
L'articolo completo sul giornale cartaceo del 12 marzo 2013.
lunedì 11 marzo 2013
Il ritorno della Cicogna nera sulle Dolomiti Lucane
Dopo aver trascorso con ogni probabilità l’inverno in Africa ed aver
affrontato una lunga migrazione, la Cicogna nera è ritornata al suo nido nel
Parco Gallipoli Cognato Dolomiti Lucane.
“La Cicogna nera, specie rarissima e con pochissimi siti riproduttivi in Italia, che caratterizza in modo straordinario il territorio protetto, viene seguita da anni -fa sapere il Parco in un comunicato- dagli ornitologi ed anche durante questa stagione riproduttiva, per il secondo anno, i ricercatori del Parco attraverso sofisticate tecnologie studieranno da vicino i poco noti comportamenti riproduttivi senza arrecare alla coppia il minimo disturbo".
Prosegue quindi l’impegno del Parco per la tutela di specie rare e minacciate sia a livello regionale che nazionale attraverso l’avvio di iniziative concrete di studio e monitoraggio, che si augura, possano essere di supporto per garantire la conservazione ed il mantenimento di specie straordinarie come la Cicogna nera.
Per ammirare in diretta questa meravigliosa ed elusiva specie, così come tutte le segrete e delicate fasi del prossimo ciclo riproduttivo, il Parco ha attivato un sito specifico, in cui attraverso una webcam è possibile osservare le immagini al nido http://www.cicognaparcogallipoli.it/cicogna_nera_live“.
“La Cicogna nera, specie rarissima e con pochissimi siti riproduttivi in Italia, che caratterizza in modo straordinario il territorio protetto, viene seguita da anni -fa sapere il Parco in un comunicato- dagli ornitologi ed anche durante questa stagione riproduttiva, per il secondo anno, i ricercatori del Parco attraverso sofisticate tecnologie studieranno da vicino i poco noti comportamenti riproduttivi senza arrecare alla coppia il minimo disturbo".
Prosegue quindi l’impegno del Parco per la tutela di specie rare e minacciate sia a livello regionale che nazionale attraverso l’avvio di iniziative concrete di studio e monitoraggio, che si augura, possano essere di supporto per garantire la conservazione ed il mantenimento di specie straordinarie come la Cicogna nera.
Per ammirare in diretta questa meravigliosa ed elusiva specie, così come tutte le segrete e delicate fasi del prossimo ciclo riproduttivo, il Parco ha attivato un sito specifico, in cui attraverso una webcam è possibile osservare le immagini al nido http://www.cicognaparcogallipoli.it/cicogna_nera_live“.
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| Una delle prime immagini che documentano il ritorno al proprio nido |
sabato 9 marzo 2013
Discariche di pneumatici: ancora una ferita al territorio
La cattiva abitudine di alcuni gommisti ( o di altra gente diversamente definibile) si smaltire pneumatici usati in modo del tutto illegale e inaccettabile contribuisce a ferire il nostro territorio anche negli angoli piu verdi e nascosti. Questa mattina abbiamo rinvenuto due cumuli di pneumatici nella Valle del Bradano a pochi km da Montescaglioso e in prossimità del fiume. Erano stati scaricati sicuramente da pochissimo tempo in due punti diversi e poco distanti tra loro. Immediata la segnalazione al Corpo Forestale dello Stato che già nel primo pomeriggio è intervenuto per i soprallughi e i rilevamenti necessari. Sarà difficile che senza una prova possano essere identificati i responsabili. Gli autori di queste ignobili azioni, che purtroppo ovunque si moltiplicano sul territorio da sempre, danneggiano prima l'ambiente e il paesaggio e poi le tasche dei cittadini poichè l'ente locale (in questo caso il comune) che dovrà provvedere alla rimozione di questi rifiuti speciali e al loro corretto smaltimento dovrà utilizzare risorse economiche (già molto scarse, come ben noto) sottraendole ad altre esigenze più importanti e necessarie per il benessere della collettività.
Ognuno rifletta su questi episodi e pensi sempre che ogni illecito commesso ai danni dell'ambiente è un autentico furto nei nostri confronti. Ogni giorno in Italia le illegalità ambientali, l'inquinamento e tutte le forme di distruzione e degrado del territorio si traducono in milioni di euro (non è facile quantificare i costi ambientali che sottengono a tali fenomeni) sottratti alla società da gente che non merita alcun rispetto e che va severamente perseguita dalla legge.
Ognuno rifletta su questi episodi e pensi sempre che ogni illecito commesso ai danni dell'ambiente è un autentico furto nei nostri confronti. Ogni giorno in Italia le illegalità ambientali, l'inquinamento e tutte le forme di distruzione e degrado del territorio si traducono in milioni di euro (non è facile quantificare i costi ambientali che sottengono a tali fenomeni) sottratti alla società da gente che non merita alcun rispetto e che va severamente perseguita dalla legge.
venerdì 8 marzo 2013
Pettirosso alla mangiatoia... rupestre
giovedì 7 marzo 2013
Nuovi danni da eventi meteorici al CRAS
Il forte vento di ieri ha prodotto ancora danni nell'area del Centro Recupero Animali Selvatici. Un grosso albero è stramazzato al suolo colpendo una struttura di legno utilizzata per la nidificazione di specie selvatiche e danneggiando una recinzione. Un gazebo che riparava dal sole e dalla pioggia, pur essendo solidamente ancorato al terreno, non ha retto al vento ed è stato danneggiato irreparabilmente. Non è la prima volta che eventi meteorici producono danni alle strutture del Centro Recupero. Alcune voliere già in altre occasioni di forte ventosità sono state danneggiate. Di questo passo, se non si provvederà a mettere in totale sicurezza l'area, si avranno altri danni che metteranno a rischio l'incolumità di operatori, visitatori ed animali ospitati.
martedì 5 marzo 2013
lunedì 4 marzo 2013
Cuccioli in cerca di adozione
Cuccioli abbandonati nella Riserva di San Giuliano
Domenica 3 marzo all'ingresso della Riserva di San Giuliano ed in prossimità delle chiuse della Diga sono stati abbandonato da ignoti 7 cuccioli insieme alla loro madre. Si tratta di 7 splendidi maremmani di circa 3 mesi di età.
Considerato il loro comportamento e l'ottimo stato di salute è presumibile pensare che si tratta di una cucciolata cresciuta in qualche azienda nei dintorni.
Grazie anche all'interessamento del CRAS e di altri cittadini è stato richiesto l'intervento del comune di Miglionico affinchè si intervenisse per evitare che quei cuccioli e la loro madre potessero costituire elemento di crescita ulteriore del fenomeno del randagismo.
Immediata la risposta del sindaco che ha subito disposto l'affidamento presso il canile di Matera in attesa di auspicabili adozioni. Al momento dell'intervento degli operatori del canile un cucciolo mancava all'appello.
Domenica 3 marzo all'ingresso della Riserva di San Giuliano ed in prossimità delle chiuse della Diga sono stati abbandonato da ignoti 7 cuccioli insieme alla loro madre. Si tratta di 7 splendidi maremmani di circa 3 mesi di età.
Considerato il loro comportamento e l'ottimo stato di salute è presumibile pensare che si tratta di una cucciolata cresciuta in qualche azienda nei dintorni.
Grazie anche all'interessamento del CRAS e di altri cittadini è stato richiesto l'intervento del comune di Miglionico affinchè si intervenisse per evitare che quei cuccioli e la loro madre potessero costituire elemento di crescita ulteriore del fenomeno del randagismo.
Immediata la risposta del sindaco che ha subito disposto l'affidamento presso il canile di Matera in attesa di auspicabili adozioni. Al momento dell'intervento degli operatori del canile un cucciolo mancava all'appello.
giovedì 28 febbraio 2013
martedì 26 febbraio 2013
Un Gufo di palude a Matera
Osservare con attenzione il nostro territorio, scrutare gli angoli nascosti alla ricerca di specie comuni e rare a volte regala belle sorprese. Domenica mattina 24 febbraio 2013 un bellissimo Gufo di palude (Asio flammeus) si è fatto ammirare in territorio di Matera da Alfredo Vilmer Sabino e Adriano Castelmezzano, due appassionati naturalisti materani che grazie alle loro numerose escursioni ornitologiche stanno portando un positivo contributo alla conoscenza della fauna lucana.
Il Gufo di palude è un rapace notturno di medie dimensioni, poco superiori a quelle del Gufo comune. La sua presenza in Italia è legata per lo più ai periodi migratori ma soprattutto allo svernamento. Non sono accertate nidificazioni negli ultimi 50 anni ma si ritiene che la riproduzione possa essere occasionalmente avvenuta, soprattutto nel centro e nord italia.
In Basilicata le osservazioni sono molto sporadiche ma probabilmente si tratta di dati sottostimati.
Il precedente dato è riferito ad un individuo segnalato e fotografato, sempre da Alfredo Vilmer Sabino, in territorio di Scanzano Ionico (Mt).
Il Gufo di palude è un rapace notturno di medie dimensioni, poco superiori a quelle del Gufo comune. La sua presenza in Italia è legata per lo più ai periodi migratori ma soprattutto allo svernamento. Non sono accertate nidificazioni negli ultimi 50 anni ma si ritiene che la riproduzione possa essere occasionalmente avvenuta, soprattutto nel centro e nord italia.
In Basilicata le osservazioni sono molto sporadiche ma probabilmente si tratta di dati sottostimati.
Il precedente dato è riferito ad un individuo segnalato e fotografato, sempre da Alfredo Vilmer Sabino, in territorio di Scanzano Ionico (Mt).
domenica 17 febbraio 2013
Il volo dell' Airone
sabato 16 febbraio 2013
Cormorani in battuta di pesca
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| Una piccola parte della popolazione svernante di cormorano |
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| Cormorani nelle acque antistanti la Diga di San Giuliano |
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| Alcuni cormorani in abito riproduttivo |
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| Cormorani posati sulla Torre di presa della Diga |
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| Cormorani in riposo sulla riva presso lo sbarramento |
Riserva Naturale di San San Giuliano, 16 febbraio 2013
Ogni giorno, e per tutto l'inverno, centinaia di cormorani, svassi maggiori e gabbiani si concentrano sullo specchio d'acqua sottostante la Diga. Qui si trova la migliore zona trofica per queste specie a forte specializzazione ittica. Se non interviene alcun disturbo è assicurato lo spettacolo di tantissimi di animali che, in una sorta di ordinata battuta collettiva di pesca, cercano di sopravvivere catturando qualche preda da mettere nella pancia, magari rubandola al compagno a fianco. La zona in cui ogni giorno si ripete questa saga della vita selvatica è spesso considerata da qualche "esperto" come "priva di fauna" e senza alcuna importanza naturalistica. Chissà perchè chi ha occhi per vedere e mente per pensare si trova davanti a sè un quadro della realtà completamente diverso. La Natura va tutelata nella maniera più semplice ed immediata: lasciandola tranquilla e indisturbata, almeno nei suoi santuari. Del resto i Parchi, le Riserve Naturali e le Oasi di protezione della fauna si fanno per questo...La conservazione e la tutela della Biodiversità non è un optional, ma un obbligo per chi amministra un territorio protetto.
lunedì 11 febbraio 2013
Paesaggi eolici
martedì 5 febbraio 2013
Fabbisogni energetici delle famiglie
Come ormai noto in Basilicata sono in esame 316 progetti per
installazione di impianti per la produzione di energia, dei quali 284 da
eolico e 32 fotovoltaico (32).
E’ prevista una potenza complessiva di 4493 MW per l’eolico e di 367 MW per il fotovoltaico, per un totale di 4860 MW.
Stando alle dichiarazioni sbandierate recentemente da costruttori e politici, in occasione dell’inaugurazione dell’impianto eolico di Pietragalla, 9 torri per un totale di 18MW installati, l’energia prodotta permetterà di far fronte al fabbisogno di circa 13000 famiglie.
Questo significa che ogni MW installato soddisferebbe il fabbisogno di 720 famiglie,poco più o poco meno a seconda del vento. Ma siccome nei progetti gli eolici assicurano che là dove fanno gli impianti il vento c’è,ragioniamo sui loro dati e ragioniamo solo per l’eolico, per brevità,sebbene anche per il fotovoltaico tanto si dovrebbe dire,visto che per produrre 1 MW occorre sacrificare 3 ettari di terreno. Quindi solo per la Basilicata e solo per il fotovoltaico,ulteriori mille ettari di terra sarebbero sottratti ad altri e ben più “naturali” usi.Trascuriamo anche, per seguire la logica ottimistica di aziende e politici, ogni considerazione sul vero concetto di fabbisogno e sull’intermittenza della fonte eolica.
Se dunque installassimo questi circa 4.500 MW di eolico,soddisferemmo il fabbisogno di (720×4.500) 3.240.000 famiglie. Ma in Basilicata, regione di 600.000 abitanti,saremmo tremilioni e passa di famiglie? E se considerassimo anche l’energia che dicono sarebbe prodotta dai 367 MW di fotovoltaico,ci sarebbero altre 347x720famiglie “soddisfatte”,cioè altre 262.240?
Dite che si fa per dire, che in realtà le famiglie i cui consumi sarebbero soddisfatti per ogni MW installato sarebbero di meno se si tenesse anche conto dei fabbisogni “accessori”, tipo trasporti , scuole, ospedali,fabbriche ecc?…
Sta di fatto che,anche con tutte le precisazioni del mondo,la cifra sarebbe comunque stratosferica: Altro che sceicchi , come ci chiamano per via del petrolio,saremmo strasceicchi, con tutta la ricchezza che deriverebbe alla Basilicata vendendo questa enorme produzione di energia elettrica .
Ma allora questi sono proprio benefattori? E pensare che c’è chi ancora avanza perplessità su questa grande svolta di progresso e di civiltà che si profila per la Basilicata!
Come dite?…In realtà è solo un modo di dire che “soddisfa il fabbisogno” o comunque le famiglie “soddisfatte” da qualche parte staranno,mica devono per forza essere in Basilicata. Insomma ,l’energia prodotta non “soddisfa” né le famiglie lucane né la regione Basilicata,è solo “equivalente”,cioè se fosse la nostra,ci “soddisferebbe” le nostre famiglie.
E’ un tantino complicato per noi gente semplice lucana. In realtà l’energia prodotta è di proprietà di chi installa gli impianti con gli incentivi pubblici e non della regione o del paese dove questi sono ubicati e dove producono scempio paesaggistico ed altro , come vedremo. Il fatto è che fa più colpo dire che soddisfa i fabbisogni di migliaia di famiglie,lasciando intendere tacitamente che si tratta di famiglie del posto.
Ma allora, dov’è lo sviluppo e la ricchezza che dicono di portarci, questi signori? E’ forse l’occupazione per i cittadini delle località ove si insediano? Un pugliese , abitante vicino ad un impianto eolico,a domanda del giornalista de “Il Graffio” di Telenorba del 21 gennaio scorso, rispondeva di aver visto , di gente del luogo “occupata”, solo un elettricista a fare collegamenti, oltre ad addetti agli sventramenti dei terreni ed ai cementieri .
In realtà anche loro stessi, gli eolici, in uno dei progetti che ho studiato,dicono che affideranno ad aziende locali la pulizia delle stradine e tutto il resto, oltre a stradine e cemento,a tecnici specializzati da loro stessi formati.
Mi sbaglio? Felicissimo di ammetterlo , quando avranno fornito non dati “aggregati”, ma elenchi dettagliati di gente che abita nei posti “abbelliti” dal loro intervento , risultanti assunta regolarmente, che lavora continuativamente agli impianti, nonché copia dei relativi contratti.
Ah già,ma loro investiranno milioni di euro,intorno al milione e mezzo di euro per MW installato più o meno: Certo è che è unanimemente riconosciuto che in 5 anni rientrano del capitale e cominciano a guadagnare. Questo significa che un MW installato rende intorno a 300.000 euro all’anno e che una torre media da 2MW ne rende 600.000.
Beh, ma ci sarà pure un ritorno per la gente di Basilicata, per i singoli, per la collettività,per i comuni: Che sia questa,quella dei grandi impianti industriali,l’insperata soluzione per l’affanno della nostra agricoltura che questi lungimiranti signori ci offrono su di un piatto d’argento?
Cercheremo di trattarne in altra occasione.
articolo di Vitantonio Iacoviello Quotidiano della Basilicata 5 febbraio 2013
E’ prevista una potenza complessiva di 4493 MW per l’eolico e di 367 MW per il fotovoltaico, per un totale di 4860 MW.
Stando alle dichiarazioni sbandierate recentemente da costruttori e politici, in occasione dell’inaugurazione dell’impianto eolico di Pietragalla, 9 torri per un totale di 18MW installati, l’energia prodotta permetterà di far fronte al fabbisogno di circa 13000 famiglie.
Questo significa che ogni MW installato soddisferebbe il fabbisogno di 720 famiglie,poco più o poco meno a seconda del vento. Ma siccome nei progetti gli eolici assicurano che là dove fanno gli impianti il vento c’è,ragioniamo sui loro dati e ragioniamo solo per l’eolico, per brevità,sebbene anche per il fotovoltaico tanto si dovrebbe dire,visto che per produrre 1 MW occorre sacrificare 3 ettari di terreno. Quindi solo per la Basilicata e solo per il fotovoltaico,ulteriori mille ettari di terra sarebbero sottratti ad altri e ben più “naturali” usi.Trascuriamo anche, per seguire la logica ottimistica di aziende e politici, ogni considerazione sul vero concetto di fabbisogno e sull’intermittenza della fonte eolica.
Se dunque installassimo questi circa 4.500 MW di eolico,soddisferemmo il fabbisogno di (720×4.500) 3.240.000 famiglie. Ma in Basilicata, regione di 600.000 abitanti,saremmo tremilioni e passa di famiglie? E se considerassimo anche l’energia che dicono sarebbe prodotta dai 367 MW di fotovoltaico,ci sarebbero altre 347x720famiglie “soddisfatte”,cioè altre 262.240?
Dite che si fa per dire, che in realtà le famiglie i cui consumi sarebbero soddisfatti per ogni MW installato sarebbero di meno se si tenesse anche conto dei fabbisogni “accessori”, tipo trasporti , scuole, ospedali,fabbriche ecc?…
Sta di fatto che,anche con tutte le precisazioni del mondo,la cifra sarebbe comunque stratosferica: Altro che sceicchi , come ci chiamano per via del petrolio,saremmo strasceicchi, con tutta la ricchezza che deriverebbe alla Basilicata vendendo questa enorme produzione di energia elettrica .
Ma allora questi sono proprio benefattori? E pensare che c’è chi ancora avanza perplessità su questa grande svolta di progresso e di civiltà che si profila per la Basilicata!
Come dite?…In realtà è solo un modo di dire che “soddisfa il fabbisogno” o comunque le famiglie “soddisfatte” da qualche parte staranno,mica devono per forza essere in Basilicata. Insomma ,l’energia prodotta non “soddisfa” né le famiglie lucane né la regione Basilicata,è solo “equivalente”,cioè se fosse la nostra,ci “soddisferebbe” le nostre famiglie.
E’ un tantino complicato per noi gente semplice lucana. In realtà l’energia prodotta è di proprietà di chi installa gli impianti con gli incentivi pubblici e non della regione o del paese dove questi sono ubicati e dove producono scempio paesaggistico ed altro , come vedremo. Il fatto è che fa più colpo dire che soddisfa i fabbisogni di migliaia di famiglie,lasciando intendere tacitamente che si tratta di famiglie del posto.
Ma allora, dov’è lo sviluppo e la ricchezza che dicono di portarci, questi signori? E’ forse l’occupazione per i cittadini delle località ove si insediano? Un pugliese , abitante vicino ad un impianto eolico,a domanda del giornalista de “Il Graffio” di Telenorba del 21 gennaio scorso, rispondeva di aver visto , di gente del luogo “occupata”, solo un elettricista a fare collegamenti, oltre ad addetti agli sventramenti dei terreni ed ai cementieri .
In realtà anche loro stessi, gli eolici, in uno dei progetti che ho studiato,dicono che affideranno ad aziende locali la pulizia delle stradine e tutto il resto, oltre a stradine e cemento,a tecnici specializzati da loro stessi formati.
Mi sbaglio? Felicissimo di ammetterlo , quando avranno fornito non dati “aggregati”, ma elenchi dettagliati di gente che abita nei posti “abbelliti” dal loro intervento , risultanti assunta regolarmente, che lavora continuativamente agli impianti, nonché copia dei relativi contratti.
Ah già,ma loro investiranno milioni di euro,intorno al milione e mezzo di euro per MW installato più o meno: Certo è che è unanimemente riconosciuto che in 5 anni rientrano del capitale e cominciano a guadagnare. Questo significa che un MW installato rende intorno a 300.000 euro all’anno e che una torre media da 2MW ne rende 600.000.
Beh, ma ci sarà pure un ritorno per la gente di Basilicata, per i singoli, per la collettività,per i comuni: Che sia questa,quella dei grandi impianti industriali,l’insperata soluzione per l’affanno della nostra agricoltura che questi lungimiranti signori ci offrono su di un piatto d’argento?
Cercheremo di trattarne in altra occasione.
articolo di Vitantonio Iacoviello Quotidiano della Basilicata 5 febbraio 2013
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