domenica 3 aprile 2011

Monachella, primi arrivi in Italia









In Italia la Monachella (Oenanthe hispanica melanoleuca) è una delle presenze ornitologiche più belle e preziose. La livrea bianca, nera e ocra la rende assolutamente inconfondibile. Il 2 aprile nel Parco della Murgia materana è stato osservato un maschio che si aggirava veloce tra le rocce e gli arbusti alla continua ricerca di piccole prede, costituite soprattutto da insetti. Visionando le informazioni affluite al 2 aprile alla banca dati di Ornitho.it abbiamo rilevato come questo sia stato un arrivo piuttosto precoce rispetto al normale calendario. Infatti erano segnalate alla stessa data solo 3 osservazioni in tutta Italia!
La Monachella nidifica soprattutto in ambienti aridi e aperti, su substrato roccioso e con presenza di arbusti e cespugli della macchia mediterranea. Le regioni che ospitano le popolazioni più importanti a livello nazionale sono soprattutto Basilicata, Puglia e Calabria.


venerdì 1 aprile 2011

Progetto di impianto eolico a Matera

“La società Meltemi Energia srl con sede a Ruvo di Puglia (BA) ha presentato istanza per il parere VIA per la realizzazione di un impianto eolico con opere di allacciamento alla rete elettrica relativo ad un impianto eolico composto da 10 aerogeneratori della potenza cad. di 3,2 MW e potenza complessiva di 34 MW con pali di altezza di oltre 100 metri. L’impianto é ubicato in località Le Reni. Il progetto é visionabile presso il Dipartimento Ambiente – Ufficio Compatibilità Ambientale della Regione Basilicata o presso il Comune di Matera. Gli interessati possono presentare le proprie osservazioni entro 60 giorni dalla pubblicazione dell’avviso, ovvero entro il 27 maggio 2011.”

Fonte: Olambientalista.

mercoledì 30 marzo 2011

Convegno sulla Riserva Speciale dei Calanchi di Montalbano



La Riserva Naturale Speciale dei "Calanchi di Montalbano Jonico", è stata istituita il 18 gennaio 2011, e comprende un territorio di circa 28 Kmq che si estende in un'area caratterizzata da aspetti geologici e paesaggistici di notevole interesse scientifico.
In quest'area, infatti, si ritrova una successione sedimentaria costituita essenzialmente da argilla che rappresenta l'espressione fisica della transizione tra il Pleistocene inferiore e il Pleistocene medio: un particolare momento della storia evolutiva del Pianeta Terra che risale a circa 780.000 anni fa.
L'unicità nonché i precisi vincoli stratigrafici e cronologici qui individuati hanno permesso di poter candidare all'INQUA (International Union for Quatemary Research) la sezione di Montalbano Jonico per il GSSP (Global Boundary Stratotype Section and Point) del Piano Ioniano al limite Pleistocene inferiore - Pleistocene medio.
L'area della Riserva si inserisce in uno straodinario scenario calanchivo scolpito nelle argille: innumerevoli crinali irti ed aguzzi separati da forre strette e profonde si evolvono verso valle in rilievi meno acclivi dalle forme tondeggianti a "dorso di elefante" noti anche con il termine di "biancane".


Il convegno "Riserva naturale dei calanchi di Montalbano Jonico: una realtà ricca di opportunità" nasce dall'esigenza di far conoscere alla collettività le peculiarità di un territorio straordinario per garantirne la fruizione del patrimonio paesaggistico, naturalistico-geologico e storico attraverso una corretta educazione e conoscenza.

Le caratteristiche culturali e naturali costituiscono un patrimonio collettivo e rappresentano il cardine dello sviluppo sostenibile, capaci di generare condizioni di crescita sociale e culturale, di costituire una leva strategica per lo sviluppo economico della comunità locale.

Il turismo costituisce uno dei principali settori in grado di determinare lo sviluppo economico a condizione che esso venga attuato in maniera tale da adeguare le esigenze di fruizione del territorio, con quelle irrinunciabili della salvaguardia e della tutela del patrimonio quale preziosa entità da preservare, trasmettere e tramandare alle future generazioni.

PER INFORMAZIONI: Francesco Chita assessoreambiente@tiscali.it Cell. 338-8512313

lunedì 28 marzo 2011

Falchi di palude in migrazione

In questi giorni in tutto il territorio del materano si osservano numerosi falchi di palude in migrazione. A volte si osservano maschi, a volte femmine e giovani. Soprattutto nelle aree pianeggianti e collinari è facile vederli mentre sorvolano a bassa quota il terreno alla ricerca di prede.
Il falco di palude in Basilicata è migratore regolare, svernante ed estivante.

sabato 26 marzo 2011

Ancora presente il Grifone sulla Murgia materana

Anche oggi è stato riavvistato il Grifone nel Parco della Murgia materana! Dai dati rilevati dall'anello sembrerebbe un soggetto proveniente dal versante calabrese del Parco Nazionale del Pollino da dove si è allontanato facendo circa 90 km verso nord. Chissà se rimarrà ancora qui! La foto, particolarmente ingrandita, è stata scattata da circa 500 metri di distanza.



venerdì 25 marzo 2011

I colori della Murgia!

DA WIKIPEDIA:
L'escursionismo è una forma di attività motoria basata sul camminare nel territorio, sia lungo percorsi (strade, sentieri, ecc.), anche variamente attrezzati, che liberamente, al di fuori di percorsi fissi.

LE BOMBOLETTE SPRAY SONO FORSE ATTREZZI DEL MESTIERE?

No comment!


Passeggiando sul ciglio della gravina, nel cuore del Parco della Murgia, marzo 2011

Un grifone sulla Murgia materana!

Con una bella e spettacolare sequenza fotografica venerdì mattina 25 marzo l'amico Alfredo Vilmer Sabino ha documentato la presenza sulla Murgia materana di un esemplare di Grifone marcato con anello colorato e dotato di trasmettitore satellitare.
In base al colore dell'anello sicuramente si tratta di un soggetto appartenente a colonie italiane. Ora informeremo gli esperti che seguono la specie nel tentativo di acquisire ulteriori dati sulla storia di questo esemplare.







mercoledì 23 marzo 2011

lunedì 21 marzo 2011

martedì 15 marzo 2011

Pubblicato un articolo sul Rondone pallido in Basilicata

Sul volume XXXV della rivista di ornitologia Uccelli d'Italia (U.D.I.) è stato recentemente pubblicato un articolo dal titolo: Il Rondone pallido Apus pallidus in Basilicata. Primi studi sulla distribuzione.
Gli autori E.Fulco, P.Chiatante, C.Coppola, G. La Gioia, C.Liuzzi e M.Visceglia hanno fatto per la prima volta il punto sulla situazione della specie nella nostra regione con particolare riferimento alle varie colonie nidificanti e note in alcuni centri abitati. Sono state stimate, sulla base di osservazioni e dati raccolti nel periodo compreso tra il 2004 e il 2009, 182-284 coppie. Quasi certamente si tratta di stime parziali e solo con l'incremento di ricerche sull'intero territorio potranno essere acquisiti dati più completi. Chiunque è a conoscenza di nuove colonie e ha voglia di collaborare alla ricerca può contattare gli autori segnalandone eventualmente la localizzazione oppure può chiedere, anche tramite un commento a questo post, di essere contattato.
Per chi è interessato a ricevere il PDF dell'articolo può contattarci.


Pullus in un nido a Matera

lunedì 14 marzo 2011

Nuovo ritrovamento di Puzzola in provincia di Matera

14 marzo 2011
A seguito di alcune segnalazioni da parte di automobilisti questa mattina il Centro Recupero Animali Selvatici della Riserva Naturale di San Giuliano è intervenuto per recuperare il corpo di una Puzzola (Mustela putorius) investita sulla strada statale 7 a pochi Km da Matera e a soli 3 km dalle sponde del Lago di San Giuliano. Con questo ritrovamento salgono a 4 le segnalazioni nell'area intorno alla Riserva nell'ultimo triennio. E' interessante notare come su 4 casi il 75% dei ritrovamenti è avvenuto nel mese di marzo. Probabilmente si tratta di un periodo in cui vi è una maggiore dispersione e movimento da parte di questi animali. Campioni biologici dell'esemplare saranno messi a disposizione di studiosi e ricercatori italiani e stranieri che stanno approfondendo alcuni aspetti biologici e genetici su questa specie ancora poco conosciuta e studiata in Italia.

giovedì 10 marzo 2011

Un lupo vittima di bracconaggio nel Parco della Murgia Materana

Una carcassa di lupo è stata ritrovata venerdì scorso (4 marzo 2011, ndr) da un naturalista all'interno del Parco della Murgia Materana. Immediatamente è stato allertato il Corpo forestale dello Stato, giunto sul posto con una pattuglia del Comando stazione di Matera. Con ogni probabilità l'animale è rimasto vittima di un episodio di bracconaggio: il corpo era ferito in più parti da colpi di fucile. La scoperta riguarda l'esemplare di un giovane maschio, come si è potuto dedurre dall'esame delle caratteristiche fisiche e della dentatura in perfette condizioni. Il predatore era forse in cerca di nuovi territori di caccia, come solitamente avviene tra gennaio e marzo quando si avvicina la stagione riproduttiva per i giovani lupi nati l'anno precedente. La carcassa è stata sequestrata e consegnata al servizio veterinario di Matera per ulteriori accertamenti. Date le circostanze della morte, è stata anche inoltrata comunicazione della notizia di reato alla Procura della Repubblica di Matera, che ha avviato le indagini per individuare i responsabili dell'uccisione. Il ritrovamento del lupo nell'ambiente del Parco, così lontano dall'habitat naturale del mammifero, costituisce un fatto eccezionale. L'ultima segnalazione della sua presenza nel territorio di Matera, infatti, risale al lontano 1942.

Fonte: http://www3.corpoforestale.it -


VA SEGNALATO CHE IL 4 LUGLIO 2010 FU RITROVATO UN ALTRO GIOVANE ESEMPLARE DI LUPO MORTO A POCHI KM DAL PARCO DELLA MURGIA MATERANA. CLICCA QUI PER LEGGERE IL POST PUBBLICATO L'ANNO SCORSO.

http://materanatura.blogspot.com/2010/08/un-lupo-investito-vicino-matera.html

mercoledì 9 marzo 2011

Il Picchio rosso mezzano: simbolo delle foreste lucane

Il mese di Marzo è ormai da qualche anno dedicato all’osservazione del Picchio rosso mezzano Dendrocopos medius. Si tratta di una specie particolarmente rara e localizzata che proprio in questo periodo dà inizio alla delicata attività riproduttiva, con la selezione delle cavità nido e il rafforzamento del legame tra i partner.
Da alcuni anni lo Studio Naturalistico Milvus sta conducendo indagini specifiche per verificarne l’esatta distribuzione e il comportamento riproduttivo.
Si tratta, infatti, di una specie molto interessante in quanto distribuita prevalentemente in Europa Centro-Orientale con piccole popolazioni relitte in Italia meridionale.
Le Foreste della Basilicata ospitano la maggior parte della popolazione italiana di questo raro Picchio, considerato vulnerabile nella Lista Rossa degli Uccelli Nidificanti in Italia ed inserito nell’All.I della Direttiva 79/409/CEE, in base alla quale vengono individuate le Zone a Protezione Speciale (ZPS) facenti parte della rete Natura2000.
Le foreste della Basilicata, in gran parte gestite ad alto fusto, offrono un ambiente ideale per la sua riproduzione; la specie, infatti, ama i boschi vetusti, ricchi di alberi morti o deperienti dove nidificare o cercare gli invertebrati di cui si nutre.
Densità molto elevate si riscontrano nel Bosco di Montepiano, come anche nella Foresta di Gallipoli Cognato e in alcune Faggete dell’Appennino Lucano.
Si ritiene dunque opportuno che nella pianificazione territoriale e nell’individuazione dei piani di assestamento forestale, si tenga conto delle esigenze di questa specie, a tutti gli effetti bioindicatrice degli ecosistemi forestali.
Il Picchio rosso mezzano può essere a tutti gli effetti considerato il simbolo dell’integrità delle foreste lucane.






Foto di Egidio Fulco

giovedì 24 febbraio 2011

Alla scoperta della civiltà rupestre

Domenica 20 febbraio 2011 si è svolta la prima passeggiata escursionistica organizzata dalla neonascente associazione "Fotoclub Matera" alla quale hanno partecipato quindici soci.
Il percorso si è snodato partendo dalla contrada Agna Le Piane e dirigendosi verso il complesso rupestre di S. Nicola all’Ofra. Scopo della passeggiata è stato quello di raccogliere, tramite le immagini fotografiche, le testimonianze del territorio rappresentate soprattutto dalla flora e dai segni della civiltà rupestre sviluppatasi nel corso dei secoli.
Molta importanza è stata data all'analisi delle tecniche per la raccolta e lo stoccaggio dell’acqua, oggetto di uno studio in progetto per la migliore conoscenza del territorio.
Naturalmente è stata valutata la possibilità di collaborazione con gli enti preposti per eventuali contatti finalizzati a diffondere la conoscenza del territorio materano e a promuoverne la sua tutela.
La visita alle cripte presenti nell’area è stata proficua permettendo di scoprire e di capire in quale contesto si inserivano tali insediamenti circondati da "pecchiare" ed "ovili" oltre che da insediamenti abitativi.
I soci che hanno partecipato a questa prima escursione hanno manifestato grande entusiasmo per l'iniziativa ed hanno concordato che ad ogni escursione seguiranno incontri tecnici per un più approfondito esame delle nozioni apprese e delle esperienze fotografiche effettuate.
Coloro che sono interessati ad iscriversi all'Associazione e a partecipare alle attività possono inviare una e-mail per ulteriori informazioni al seguente indirizzo: brandellodistoffa@alice.it

Il Presidente FOTOCLUB Matera
Claudio Bernardi







Le foto sono di Claudio Bernardi

sabato 19 febbraio 2011

CRAS San Giuliano: tre rapaci liberati nel Parco della Murgia Materana

Sabato 19 febbraio nel Parco della Murgia Materana uno Sparviero, una Poiana ed una Civetta, tre splendidi rapaci che vivono stabilmente nel territorio lucano, hanno riacquistato la libertà dopo un periodo di cure presso il Centro Recupero Animali Selvatici della Riserva Naturale di San Giuliano. Gli animali erano stati affidati ai responsabili della struttura a seguito del loro ritrovamento in condizioni di totale difficoltà, quasi certamente destinati alla morte se non fossero stati soccorsi in tempo.

La Civetta (Athene noctua) fu ritrovata il 27 novembre 2010 da alcuni cittadini di Tricarico che la consegnarono al locale Comando dei Carabinieri i quali la trasportarono tempestivamente presso il Centro di Recupero. Qui una visita veterinaria permise di diagnosticare un grave trauma oculare che impediva al piccolo rapace notturno di utilizzare normalmente la vista, di muoversi e di nutrirsi autonomamente. Un periodo di specifiche cure e di assistenza adeguata hanno consentito il pieno recupero delle capacità visive e il ritorno alla libertà dopo 82 giorni di permanenza nelle strutture del Centro.



Lo Sparviero (Accipiter nisus) fu rinvenuto invece il 6 dicembre scorso nei pressi della Collina di Timmari vicino Matera dopo che un forte impatto, probabilmente contro un veicolo, gli procurò una frattura all’omero ed un trauma oculare. Fu consegnato al Centro da Clara Riccardi, titolare dell’agriturismo Tempa Bianca, che lo ritrovò a terra incapace di volare. Trasferito al Centro fu subito sottoposto a visita veterinaria. Un delicato intervento chirurgico effettuato lo stesso giorno dal dott. Tralli e le successive cure presso la struttura gli hanno permesso di recuperare pienamente la sua autonomia e la capacità di predare e volare perfettamente.



La Poiana (Buteo buteo) fu ritrovata poco più di un mese fa, a terra esanime ed incapace di muoversi minimamente, da alcuni cittadini nei pressi di Miglionico, non lontano dalla Riserva di San Giuliano. Gli stessi la consegnarono a personale della Provincia di Matera, in servizio in quella zona, per il suo affidamento urgente al Centro Recupero. Le sue condizioni infatti erano molto gravi: una ferita sanguinante alla testa e una paralisi totale ad entrambe le zampe non lasciavano spazio all’ottimismo. Anche qui la pazienza e la professionalità del veterinario e dei responsabili del Centro hanno permesso un piccolo miracolo. La Poiana è perfettamente guarita, le sue zampe sono tornate in forma e le ferite alla testa si sono quasi rimarginate. E’ stato perciò deciso di liberarla nel suo habitat con la certezza che riprenderà il suo insostituibile compito di predatore, allo stesso modo dello Sparviero e della Civetta, negli equilibri della Natura e nel mantenimento della Biodiversità.




Tutti e tre gli esemplari prima del rilascio sono stati inanellati grazie alla collaborazione di Egidio Mallia, inanellatore autorizzato dall’ISPRA con cui da anni il Centro collabora per la raccolta dei dati scientifici.
L’attività del Centro Recupero Rapaci ed altri animali selvatici protetti è stata portata avanti dal 2006 al 2009 grazie ad un finanziamento del Progetto Life Natura “Rapaci Lucani”. Per tutto il 2010 invece il servizio, non più finanziato dai fondi europei, è stato comunque garantito dalla società De Rerum Natura con la collaborazione dell’Associazione ALTURA grazie alla passione e alla professionalità del responsabile del Centro e dei suoi collaboratori, oltre all’insostituibile ruolo del responsabile veterinario dott. Vito Tralli che ha visitato ed operato ogni volta che è stato necessario. Anche la Facoltà di Veterinaria dell’Università di Bari ha collaborato con il Centro supportando alcuni interventi e terapie. Nel solo anno 2010 sono stati affidati al Centro 200 esemplari feriti o in difficoltà, gran parte dei quali appartenenti a specie protette in Italia ed Europa.

Il Responsabile del Centro Matteo Visceglia dichiara:
Ci auguriamo che il supporto derivante dagli Enti e dalle Istituzioni preposte alla cura e al recupero della fauna selvatica possa diventare un impegno costante ed annuale e non debba più essere soggetto a vuoti finanziari che non permettono di svolgere in piena tranquillità questo importante lavoro di tutela della fauna autoctona protetta e di conservazione della Biodiversità nella provincia di Matera.
Il ruolo del Centro Recupero è fondamentale anche per gli importanti risvolti didattici e di sensibilizzazione nei confronti dei cittadini e delle scuole. Non a caso spesso alle liberazioni partecipa un pubblico attento ed interessato alle attività del Centro. Altre importanti funzioni del nostro lavoro sono legate al contributo nella ricerca e monitoraggio della fauna, alla collaborazione con le strutture sanitarie locali per alcuni aspetti inerenti il controllo e segnalazione di alcune patologie riscontrate negli esemplari selvatici, allo studio della dispersione e della migrazione degli esemplari rilasciati. Il Centro Recupero inoltre offre consulenza, limitatamente alle proprie possibilità di interevento, ai cittadini anche nei casi in cui vi sono particolari situazioni che coinvolgono il rapporto tra l’Uomo e la fauna selvatica, con particolare riferimento alle specie sinantropiche. Chiunque ritrovi rapaci in difficoltà può contattare la provincia di Matera, il Corpo Forestale dello Stato, la Polizia Municipale e tutti gli altri organismi preposti presenti sul territorio. Il nostro recapito telefonico diretto è il 339-1637510
”.

domenica 6 febbraio 2011

Reintrodotti 10 caprioli italici nel Parco Regionale di Gallipoli Cognato



Il 26 gennaio 2011 sono stati reintrodotti 10 caprioli italici nel Parco Regionale di Gallipoli Cognato.